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Riassunto esame Sociologia generale, prof. Salvati, libro consigliato Introduzione alla sociologia, Ritzer Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia generale e della prof. Salvati, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Introduzione alla sociologia, Ritzer. Gli argomenti trattati sono i seguenti: che cos'è la sociologia, l'effetto a farfalla, la migrazione, Marx, Durkheim, Weber, strutture e processi globali, ricerca sociale,stato moderno, cultura, socializzazione,... Vedi di più

Esame di Sociologia generale docente Prof. A. Salvati

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ESTRATTO DOCUMENTO

Sono le elitè a definire la cultura alta e bassa; ad escludere le masse dall’apprendimento della cultura alta,

creando scuole di formazione e di educazione superiore costose; le masse non possono consumare cultura alta.

I confini tra le due culture sono sempre più sfumaati.

All’interno di una cultura ci sono:

• SUBCULTURE: cultura di un sottogruppo che si riconosce nella cultura di appartenenza, ma

si distinguono da questa per una o più caratteristiche significative (LGBT, ispanici, appassionati di

hip-hop, comunità di marca). Ogni società include molte subculture, tra cui quelle devianti, come i

dark, punk, che spesso compiono atti di violenza.

• CONTROCULTURE: gruppi con norme e valori incompatibili con la cultura dominante (pirati

dell’informatica, cultura hippy, gli studenti radicali).

Quando una subcultura o controcultura si oppongono alla cultura dominante, possono verificarsi guerre culturali

(sconvolgimento sociale) che portano alla rottura dello status quo sociale, economico e politico.

Il MULTICULTURALISMO è un ambiente in cui le differenze culturali sono accettate e apprezzate da parte dello

stato e dal gruppo di maggioranza;questi gruppi possono basarsi sulla razza, etnia, nazionalità o lingua. La

cultura dominante può assimilare o integrare il gruppo di minoranza. L’obiettivo del multiculturalismo è ancora

presente, anche se alcune culture dominanti non vogliono accettarle. Perciò questi gruppi hanno affermato il

diritto di conservare la propria cultura e di non venire assimilati. Questi gruppi si sono impegnati in politiche

dell’identità, o hanno usato il loro potere per rafforzare la posizione del gruppo culturale in cui si identificano.

L’obiettivo di questi movimenti è quello di creare una società multiculturali che accetti le minoranze per ciò che

sono. Multiculturalismo e politiche dell’identità sono correlati con il RELATIVISMO CULTURALE: secondo cui

ogni cultura ha i propri valori, norme, ideologie, elementi materiali e non è giusto affermare la supremazia di una

cultura sulle altre; l’ETNOCENTRISMO: contrasta il relativismo, afferma che la propria cultura sia superiore alle

altre.

La globalizzazione ha portato con sé una maggiore accettazione di alcuni valori, ma non si può ancora parlare di

cultura globale. Secondo alcuni, ciò che influisce su di questa è l’IMPERIALISMO CULTURALE, ovvero

l’imposizione di una cultura dominante sulle altre, fino alla loro distruzione. Un esempio è

l’AMERICANIZZAZIONE: importazione da parte di altri paesi di elementi culturali strettamente connessi agli Stati

Uniti (industria cinematografica, fast food, Starbucks). Le culture locali possono

essere molto resistenti, ad esempio: l’ANTIAMERICANISMO è avverso all’America e all’influenza della sua

cultura all’estero; le culture locali possono modificare le imposizioni delle culture dominanti, producendo degli

IBRIDI CULTURALI che combinano elementi di entrambe le culture. La cultura americana è una cultura

consumistica, in cui le idee e gli oggetti materiali sono collegati al consumo, considerato fonte primaria del senso

della vita. La cultura consumistica influenza in primis i bambini che vengono attivamente coinvolti nel consumo,

continuamente socializzati al consumo, tanto da influenzare i propri genitori. Molti altri contesti sono stati

influenzati dalla cultura consumistica, come l’istruzione superiore. I genitori cercano università più costose e

lauree che più si distinguono. Internet è un luogo di consumo. Persone e bambini sono sempre più immersi nella

cultura consumistica, tanto da diventare un elemento imprescindibile. Il consumo ha portato all’impoverimento

della gente ed ha causato la Grande Recessione (2007/2009); questa ha portato a pensare alla possibilità di una

cultura post-consumistica, in cui i consumatori hanno perso il desiderio di spendere o non hanno la possibilità di

farlo, a causa dell’alto tasso di disoccupazione. Anche i benestanti consumano meno perché imbarazzati da

dimostrazioni appariscenti di ricchezza. Alcuni gruppi hanno sovvertito alcuni aspetti della cultura consumistica

effettuando un SABOTAGGIO CULTURALE: trasformare radicalmente un messaggio destinato alla cultura

popolare. Lo scopo è quello di rivelare al popolo le realtà sottostanti di cui i consumatori non sono a conoscenza.

Obiettivo più ampio è mostrare la follia della cultura consumistica, che incoraggia al consumo di beni dannosi e

dispendiosi. Internet è un sito che produce cultura consumistica e post-consumistica, oltre ad una cultura nuova:

la CYBERCULTURA. Questa ha le caratteristiche di tutta la cultura, compresi valori (apertura, condivisione di

conoscenze e accesso) e norme. Capitolo 5 (Socializzazione e interazione)

I sociologi si interessano dell’individuo in generale. La differenza essenziale tra esseri umani e animali è

l’interazione che gli essere umani sono in grado di avere con altri esseri umani. Gli animali utilizzano un

linguaggio rudimentale fato di gesti e versi, al contrario degli uomini che utilizzano un linguaggio verbale e

gestuale; quest’ultimo fa riferimento alla capacità di interpretazione e riflessione.

I bambini che durante il loro anni di formazione sono privati del contatto umano, non riusciranno a diventare

umani o almeno pienamente. Si tratta di bambini “selvaggi”, il cui concetto è collegato alla questione della

relazione tra “natura” e “cultura”: NATURA è ciò che è innato e spontaneo ed è consegnato al nostro apparato

biologico (forma di adattamento ambientale che l’organismo instaura per specializzarsi in un ambiente) e

CULTURA è ciò che è appreso attraverso la socializzazione. Natura e cultura sono entrambi importanti, ma nel

caso dei bambini selvaggi si dimostra come la cultura sia più importante nel determinare gli esseri umani che si

diventa. Lo sviluppo come esseri umani presuppone l’esistenza di altri umani con cui interagire . Questo conduce

alla sfera dell’interazionismo simbolico: interazioni cariche di simboli e significati simbolici con un gran numero

di persone. IO RIFLESSO: come

esseri umani sviluppiamo un’immagine di sé che riflette come gli altri interagiscono con noi. L’interazione con i

genitori è la più importante per la formazione dell’immagine di sé. Questa si sviluppa in base al modo in cui

interagiamo con gli altri (Cooley).

Mead, contemporaneo di Cooley, era interessato all’individuo, mente, sé ma dava priorità al sociale (interazione

inclusa). Egli distingue tra umani e non umani: entrambi sono capaci di gesti fisici (movimenti che suscitano una

risposta automatica e appropriata da parte di un altro individuo) e vocali, ma solo i primi interagiscono sulla base

si simboli significativi, sviluppando un linguaggio di gesti vocali controllabili e interpretabili. Per distinguere gli

esseri umani dagli animali vi è un gesto che può essere fatto solo dagli esseri umani: simbolo significativo che

suscita nell’individuo lo stesso tipo di risposta che si suppone susciterebbe in coloro ai quali il gesto è rivolto. Un

insieme di simboli vocali significativi costituiscono un linguaggio che rende possibile i processi mentali.

LA MENTE: fenomeno sociale (diverso dal cervello che è un organo), conversazione interna, è collegata e

continua con l’interazione con gli altri. Non è la mente a precedere le interazioni ma il contrario.

IL SE’: capacità che si sviluppa quando si considera sé stesso come un

oggetto. Per poterlo sviluppare basta assumere il ruolo altrui per comprendere il senso di sé. Ci sono 2 fasi di

sviluppo del sé:

1. FASE DEL GIOCO: i bambini non nascono con la consapevolezza del sé, ma crescendo

imparano ad assumere gli atteggiamenti che gli altri hanno verso di loro. Il risultato è molto

frammentato e varia a seconda dell’altro che viene preso in considerazione (mamma o papà ecc)

2. FASE DEL GIOCO DI SQUADRA: il bambino comincia ad assumere il ruolo di un gruppo di

persone contemporaneamente, piuttosto che singoli ruoli, sviluppando così il sé in senso pieno.

Un esempio è quello dei giocatori della squadra di Baseball in cui ogni giocatore deve conoscere il ruolo degli altri

per poter prevedere ciò che essi faranno e magari avere successo come gruppo.

ALTRO GENERALIZZATO: prima idea di cultura che viene trasmessa. Idea di noi stessi che deriva dall’esterno.

Mead distingue due fasi del sé, due sottoprocessi del pensiero:

IO: risposta immediata di un individuo agli altri. È la parte più intima, più creativa, più innovativa che resiste al

processo di socializzazione. Nessuno sa quale sarà la risposta dell’Io, tanto che spesso le persone sorprendono

sé stesse. L’Io è la fonte di risposte nuove ed originali, permette lo sviluppo di una personalità unica e di avere un

impatto maggiore sulla comunità. ME: risultato dell’assunzione interna di comportamenti esterni. Il

soggetto fa propri gli atteggiamenti altrui. È la parte più oggettivata e sociale dell’attore, risponde al ruolo e alle

aspettative. I comportamenti sono abituali, ad esempio i conformisti hanno un Me troppo potente. Attraverso il Me

la società domina l’individuo. Il me consente la comoda

esistenza in vari gruppi, l’Io da un po’ di pepe all’esistenza noiosa; il Me permette la conformità, l’Io il

cambiamento.

Nella società dei consumi, entrambi sono imprevedibili, mettendo a disagio coloro che perdono la comodità di

avere un Me stabile. Questo è collegato alla posizione dell’individuo nel sistema sociale: mentre i benestanti

possono permettersi tutti i tipi di cambiamento, quelli della classe media desiderano avere più cambiamenti di

quanti possono permettersi; la classe inferiore sperimenta il disagio in quanto non è in grado di tenere il passo

con le esigenze del Me. Secondo

Goffman invece la distinzione tra Io e Me indica una tensione tra ciò che vorremmo fare spontaneamente e ciò

che le persone si aspettano che facciamo. Per questo ha introdotto il concetto di DRAMMATURGIA che vede la

vita sociale di un individuo come una serie di spettacoli teatrali, il sé come prodotto teatrale dell’interazione tra

l’individuo e il pubblico. Per Goffman l’individuo è un ATTORE SOCIALE che rappresenta una parte. L’individuo

compie degli sforzi per controllare l’immagine di sé da trasmettere, CONTROLLO DELLE IMPRESSIONI. In ogni

rappresentazione c’è una RIBALTA in cui la rappresentazione è messa in atto ed è ammesso il pubblico. Nel

RETROSCENA si prepara la rappresentazione, le persone sono libere di esprimere se stesse in modi che nella

ribalta sono nascosti, vi accadono tutte quelle cose che non vogliamo vengano viste nella ribalta. L’esistenza di

queste due fasi genera una tensione: abbiamo paura che elementi del retroscena vengano svelati nella ribalta.

Questi non sono luoghi reali, né sono separati tra loro: la ribalta di un momento può diventare il retroscena di un

altro.

Molto importanti sono le cornici sociali: aspetti che determinano i contesti in cui le rappresentazioni sono più

credibili. Una rappresentazione può riguardare il sé presentato in pubblico e socialmente convalidato o un sé

individuale che ricerca da solo il riconoscimento sociale, cercando di evitare situazioni di imbarazzo, vergogna,

riprovazione sociale. A tal proposito, ci sono NORME DI RILEVANZA che consentono all’attore socializzato di

non dare importanza all’elemento di disturbo, e le NORME DI PERDONO che fanno sì che l’attore giustifichi gli

elementi di disturbo. La SOCIALIZZAZIONE è un processo attraverso cui gli

individui arrivano ad accettare le maniere della società di cui fanno parte. Questo processo implica l’interazione

tra chi ha esperienza e chi deve apprendere. Molto importanti sono gli studi di:

• Freud: che parla di es (parte inconscia) super-ego (parte razionale) ego (che fa da

mediatoree permette all’individuo di adempiere alle aspettative sociali). La socializzazione di Freud

si concentra sulle prime fasi di vita dominate da varie forme di sessualità. A tal proposito parla di

Complesso di Edipo nei bambini tra 4 e 5 anni.

• Piaget: ha una teoria degli stadi di sviluppo che comprende più fasi che i bambini

attraversano dalla nascita all’adolescenza attraverso cui imparano a pensare da soli, in modo

astratto.

• Kohlberg: interessato alla socializzazione ai ruoli di genere, ovvero al processo attraverso

cui i bambini acquisiscono un senso di sé come ragazzi o ragazze.

La socializzazione è divisa in due parti: socializzazione primaria che prepara il terreno per tutta la vita e la

socializzazione degli adulti lungo tutto il resto della vita. La socializzazione è svolta dagli AGENTI DI

SOCIALIZZAZIONE. Il processo di

SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA è svolto dalla famiglia nei confronti del neonato e pone le basi per lo sviluppo

successivo della personalità. Attraverso questo processo i genitori trasmettono al bambino norme, valori ed i

bambini acquisiscono il linguaggio, l’identità e le routine culturali. I genitori svolgono anche un processo di

SOCIALIZZAZIONE ANTICIPATORIA, ovvero insegnano ai figli cosa ci si aspetta da loro in futuro. I bambini

devono essere preparati ai cambiamenti all’interno della famiglia e altri, come la pubertà. Attualmente, in seguito

all’espansione di forme alternative di famiglia (monogenitoriali, allargate ecc) e diffusione di valori diversi, la

socializzazione anticipatoria da parte dei genitori risulta essere sempre più difficile. Inoltre se una volta si

pensava che l’educazione fosse unidirezionale (dai genitori ai figli) attualmente si considera bidirezionale

(genitori/figli e figli/genitori). Si parla di SOCIALIZZAZIONE INVERSA. Subito

dopo la famiglia, la socializzazione è affidata alla scuola e agli insegnanti che insegnano ai bambini come

comportarsi per soddisfare le aspettative sociali. Le scuole però tendono a rafforzare le disuguaglianze sociali: le

scuole pubbliche povere di risorse sono a servizio di popolazioni a basso reddito, trasmettono valori come il

rispetto delle regole, l’obbedienza all’autorità, a non assentarsi a meno che non sia inevitabile, ad essere in

orario. I genitori con reddito e status elevato utilizzano la loro posizione per assicurare ai propri figli

un’educazione di qualità migliore. La scuola insegna loro ad assentarsi quando hanno questioni più importanti da

risolvere, ad essere critici nei confronti dell’autorità. I bambini provenienti da famiglie medio-alte sviluppano la

consapevolezza dei loro diritti e sono più abili nel farsi largo tra le scuole e le istituzioni nel corso della vita, tanto

da raggiungere posti di lavoro di rango superiore o lavoreranno in proprio. Al contrario i bambini provenienti da

famiglie povere non saranno in grado di negoziare con le istituzioni, anzi saranno più propensi a svolgere lavori

che comportano la sottomissione ad altri (operai ecc). i

bambini vengono socializzati anche rispetto alle aspettative etnico-razziali (i bambini bianchi vengono puniti meno

dei bambini neri) e di genere (maschi e femmine, maschi contro femmine). Quest’ultimo tipo di socializzazione

sviluppa nei bambini l’idea che ragazzi e ragazze siano diversi per natura. La scuola socializza il bambino ad

essere orgoglioso della propria nazione e leali ad essa. Nell’epoca della globalizzazione le scuola devono avere

dei curricula orientati a questioni globali e gli insegnanti devono essere preparati meglio. Il numero di anni che i

bambini passano a scuola incide molto su di loro, tant’è che quando non sono così coinvolti, l’educazione è

affidata alla famiglia, ai pari e alla strada. Il gruppo

dei pari è una fonte di socializzazione importante presente al di fuori della scuola. Quando il bambino cresce e

trascorre più tempo con gli amici, la socializzazione tra pari entrerà in conflitto con quella della famiglia e della

scuola (sono proprio i pari a coinvolgere gli individui in comportamenti a rischio e delinquenziali). La

socializzazione dei pari continua ad essere importante per tutto il resto della vita.

La socializzazione di genere trasmette norme e valori su quello che ragazzi/e dovrebbero fare. Sono i genitori in

primis a dare loro un genere (stanza blu o rosa, con i vestiti e giocattoli). Crescendo i bambini iniziano ad imitare

il comportamento dei genitori e imparano ciò che è giusto o no fare (i ragazzi non piangono, sono interessati allo

sport; le ragazze hanno comportamenti da signora, stanno sedute in silenzio..). Oggi le ragazze sono più

propense ad aspirare ad una carriera di alto livello, come giurisprudenza o medicina, altre ad intraprendere

attività maschili come gli sport di squadra. Al contrario i genitori scoraggiano i figli che vogliono intraprendere

attività tipicamente femminili. Maschiaccio è un termine positivo per le ragazze, femminuccia è dispregiativo per i

ragazzi. La socializzazione tradizionale di genere è stata rafforzata dalla scuola, lo sport, i mass media, anche se

ultimamente i programmi televisivi, i videogiochi hanno come protagoniste personaggi femminili forti. Il

cambiamento è meno ovvio in contesti come il centro commerciale (negozi separati), le pubblicità.

I mass media hanno un ruolo fondamentale nella socializzazioni: i bambini infatti passano parecchie ore dinanzi

alla televisione. Quando crescono, soprattutto quelli appartenenti a classi medie e superiori, la loro

socializzazione avviene attraverso pc, tablet, smartphone, videogiochi, internet. Tramite Google i bambini

possono accedere anche ad informazioni preoccupanti. Molto importanti sono i social network come Facebook e

Twitter che permettono la socializzazione tra pari. Ognuno di noi viene socializzato per consumare. Sono i

luoghi di consumo (centri commerciali e siti per acquisti) a socializzare gli adolescenti e a trasmettere loro nozioni

base su come farlo. La socializzazione al consumismo rafforza le lezioni sulla razza, la classe e il genere. La

scelta del consumatore contribuisce a mantenere le disuguaglianze sociali. La

SOCIALIZZAZIONE NEGLI ADULTI è la socializzazione che si verifica più tardi nella vita. Una volta la

socializzazione nel posto di lavoro era più semplice in quanto i lavoratori vi rimanevano fino alla pensione. Ora

però i lavoratori si trovano a dover cambiare spesso lavoro, datore di lavoro o carriera e per questo hanno

sempre bisogno di una RISOCIALIZZAZIONE per disimparare vecchi comportamenti e impararne nuovi. Molti

adulti ad un certo punto della vita si trovano in un qualche tipo di ISTITUZIONE TOTALE: luogo separato dal

resto della collettività in cui agisce un controllo totale sulle persone (carcere, comunità, manicomio) che vengono

spossate della propria identità. Gli individui vengono continuamente risocializzati: chi va a scuola di medicina o

legge deve imparare come essere un dottore, come comportarsi con i pazienti e i colleghi. Anche la Grande

Recessione ha reso necessaria una risocializzazione di coloro i quali hanno perso un lavoro, la propria casa e si

sono ridotti ad un’esistenza diversa, con un reddito al posto di due. Ci sono diverse situazioni che comportano la

risocializzazione: cambiamenti nei valori sociali e norma, cambiamenti familiari (separazione, divorzio, morte

ecc), mobilità geografica (cambiamenti di lavoro, pensionamenti e migrazioni), invecchiamento.

La socializzazione comporta l’INTERAZIONE, ovvero l’impegno sociale che coinvolge due o più individui che

orientano le loro azioni verso l’altro. Una forma di interazione secondo Simmel è quella tra sovraordinato e

subordinato, tra loro dipendenti. Più comunicazione c’è, meno rabbia e risentimento prova il subordinato. Le

interazioni si basano sulla reciprocità: coloro che si impegnano nell’interazione si aspettano di dare e ricevere

ricompense di un valore approssimativamente uguale. Quando una delle due parti ritiene che l’altro non stia

aderendo a questa norma, la relazione potrebbe finire. Ora esistono forme di interazione virtuale: email, social

network e Skype. L’ETNOMETODOLOGIA si concentra sulle pratiche quotidiane delle persone che coinvolgono

l’interazione e di analizzare le conversazioni. Mentre ogni interazione sembra isolata, in realtà fa

parte dell’ORDINE DELL’INTERAZIONE, un dominio sociale a sé stante. L’ordine è creato informalmente e

governato da coloro che sono coinvolti nell’interazione, piuttosto che da strutture come la burocrazia. L’ordine

dell’interazione si può vedere nel modo in cui le persone fanno spontaneamente le file.

Status e ruolo sono fondamentali nell’interazione:

STATUS: posizione che la persona occupa nel sistema sociale. Può essere:

• ASCRITTO: posizione in cui gli individui sono posti, o in cui si muovono,che non ha nulla a

che fare con ciò che le persone fanno o con le loro capacità;

• ACQUISITO: posizione acquisita dalle persone sulla base di ciò che compiono e sulle loro

capacità;

• Uno status ascritto o acquisito può diventare PREVALENTE: posizione che è più importante

di ogni altra sia per chi è in quella posizione sia per gli altri coinvolti.

RUOLO: ciò che ci si aspetta da una persona che ha un determinato status. I ruoli possono essere congruenti,

ovvero coerenti con quella situazione (andare a lezione e fare i compiti), o entrare in conflitto. Si ha un

CONFLITTO DI RUOLO quando ci sono aspettative contrastanti associate ad una posizione o più posizioni. Può

anche verificarsi un SOVRACCARICO DI RUOLO:le persone si confrontano con un numero maggiore di

aspettative,tanto da non riuscire a gestirle. Le persone sono in grado di modificare i ruoli adottando delle strategie

( ad es.. i genitori possono farsi ridurre le ore di lavoro, rifiutare le promozioni per ridurre il conflitto tra lavoro e

famiglia.)

Con l’accumulo di interazioni e relazioni sociali, gli individui creano le STRUTTURE SOCIALI che sono assetti

duraturi e regolari. Simmel individua la diade (gruppo di 2 persone) come struttura comune alle relazioni sociali.

Spesso si evolvono in triadi, anche se due delle parti possono formare una coalizione contro il terzo, o uno può

fare da mediatore. È la struttura che conta e non l’origine delle persone che

appartengono al gruppo. Simmel ha studiato le RETI SOCIALI. Le più elementari sono di 2 o più individui, ma

possono includere anche interi gruppi, organizzazioni e società. Coloro che occupano posizioni centrali in ogni

rete hanno accesso a diverse risorse e quindi hanno la capacità di esercitare potere. Chi ha legami deboli con gli

altri può esercitare un grande potere. Mentre chi ha legami forti tenderà a rimanere in un gruppo, chi ha legami

deboli può spostarsi tra i gruppi e nei gruppi, tenendone insieme anche più di uno (es. le amicizie su Facebook

sono legami deboli). Un GRUPPO è un insieme di persone che col tempo sviluppano tra loro un rapporto basato

sull’interazione.

GRUPPI PRIMARI: gruppi piccoli molto uniti, relazioni personali faccia a faccia (famiglia;spesso questa

attraversa dei conflitti, come quando un membro lascia la famiglia);

GRUPPI SECONDARI: grandi e impersonali, legami deboli, i membri non si conoscono bene.

Questi due gruppi possono essere presenti nello stesso contesto.

GRUPPI DI RIFERIMENTO: gruppi che si considerano per valutare sé stessi. Se ne possono avere più di uno.

Questi possono essere negativi se rappresentano valori o stili di vita che rifiutiamo.

IN GROUP: gruppo a cui si appartiene e ci si

identifica.

OUTGROUP: gruppo a cui appartengono gli estranei.

Ci può essere ostilità tra INGROUP E OUTGROUP. I gruppi promuovono la conformità per sopravvivere. Spesso

ci si conforma alle esigenze del gruppo richieste da chi ha autorità. Ash ha mostrato che i gruppi che non hanno

una figura di autorità sono più propensi alla conformità. Inoltre il potere del gruppo potrebbe prevalere anche sui

nostri giudizi e percezioni. Capitolo 6 (Organizzazioni, società e il globale)

Il mondo sociale è pieno di ORGANIZZAZIONI che sono collettivi costruiti per raggiungere particolari fini come le

scuole o le università. Un tipo ideale di organizzazione è la BUROCRAZIA di cui parla Weber (considerata la

migliore) caratterizzata da efficacia, efficienza, prevedibilità e controllo. Nel modello burocratico si può distinguere

la capacità dell’organizzazione di suddividere il processo produttivo in fasi, attribuendo le diverse competenze ai

vari uffici (non appartiene alle persone), nel senso della carica. Occorre coordinare tutto il lavoro parcellizzato.

Nella società moderna questo modello si discosta molto dalla realtà, è eccessivamente razionale al contrario

delle attuali organizzazioni che presentano una RAZIONALITA’ LIMITATA: razionalità limitata dall’instabilità e dai

conflitti che esistono nelle organizzazioni e negli ambiti in cui operano. La RAZIONALITA’ PERFETTA muove il

consumatore, che ha bisogno di comparare le possibilità di spesa. Questo però non è possibile nella realtà

poiché necessitiamo di una risorsa scarsa: il tempo. Merton ha scoperto che le burocrazie introducono

inefficienze dovute al red tape, ovvero le regole che i dipendenti sono tenuti a seguire inutilmente. Tali norme

possono essere scritte in modo che una renda impossibile fare ciò che l’altra richiede. Un’altra fonte di

irrazionalità è la PERSONALITA’ BUROCRATICA che segue le regole così tanto da minare la capacità di

raggiungere gli obiettivi. Le cose importanti che si svolgono in un’organizzazione non possono essere messe per

iscritto ma sono volutamente trattate oralmente per evitare di mettere a repentaglio le carriere e l’organizzazione

nel suo complesso (ORGANIZZAZIONE INFORMALE).

Spesso le organizzazioni si trasformano in OLIGARCHIA con un piccolo gruppo al vertice che hanno ottenuto ed

esercitano illegittimamente più potere di quello che hanno. Chi è al potere lo gestisce a suo piacimento per

evitare che gli altri riescano ad ottenerlo. Tuttavia nelle organizzazioni vi sono litigi interni e battaglie vere e

proprie. I criteri di legittimazione del potere sono:

• TRADIZIONALE: l’autorità è riconosciuta sulla base della storia, dunque sulla base della

tradizione simbolica;

• CARISMATICO: deve il proprio riconoscimento all’espressione delle proprie capacità

eccezionali (M. Luther King, Ghandi);

• LEGALE-RAZIONALE: ha bisogno di apparati senza i quali non può riprodursi; è associata

alla burocrazia.

La burocrazia di Weber non prende in considerazione le discriminazioni all’interno delle organizzazioni. I

lavoratori non sono trattati allo stesso modo: gli uomini bianchi (che popolano i livelli più alti delle burocrazie)

vengono preferiti alle donne e alle minoranze. Le donne possono raggiungere soffitti di vetro che permettono loro

di vedere vedere il vertice senza poterlo raggiungere; gli uomini salgono con le “scale mobili di vetro”, una forza

invisibile che li spinge a sorpassare donne più competenti, nelle posizioni di leadership e autorità. Le donne

possono affrontare il soffitto di vetro a doppi vetri: il soffitto di vetro è lo strato associato alla società che le ha

assunte nella loro nazione, il doppio strato si incontra quando le donne dirigenti cercano di fare esperienza di

lavoro in una sede locale straniera della società, in quanto all’estero queste posizioni sono mascolinizzate. Le

donne che riescono ad ottenere queste posizioni si ritrovano dinanzi a problemi come molestie sessuali, mancata

disponibilità di programmi, mancanza di tutoraggio e manager. Un concetto simile al “soffitto di vetro” (mobilità

verticale) è quello di “gabbia di vetro” che si occupa delle segregazione orizzontale delle donne e delle

minoranze. Le donne e gli uomini sono separati e svolgono simili o stesse occupazioni. Per le donne è difficile

spostarsi tra le gabbie e,nonostante siano di vetro, le loro capacità sono invisibili; comunicano meno con chi è al

di fuori della gabbia e hanno poche probabilità di ottenere profili alti. La “scogliera di vetro” descrive ciò che può

accadere alle donne che sperimentano mobilità ascendente quando l’organizzazione sta attraversando tempi

duri: possono finire in posizioni precarie o spostarsi in posizioni dirigenziali quando tutto va male.

La burocrazia di Weber non considera altri problemi o organizzazioni problematiche come la burocrazia nazista

responsabile del omicidio degli Ebrei e non solo, la Banca Mondiale che impone programmi di austerità ai paesi

beneficiari, la Chiesa cattolica che copre sacerdoti ed altri funzionari che violentano sessualmente i giovani

ragazzi. Negli ultimi decenni le

organizzazioni burocratiche si sono ridimensionate, concentrandosi sulle competenze chiave; è cresciuto

l’OUTSOURCING, il trasferimento delle attività un tempo eseguite da un’organizzazione ad un’altra in cambio di

denaro. Inoltre è possibile osservare che molti lavori prima svolti dagli impiegati amministrativi, sono svolti dai

clienti. La maggior parte delle organizzazioni di una certa dimensione sono diventate sempre più

globali, come il McDonald. Il lavoro delle organizzazioni è trasferito in altri paesi per motivi economici, si verifica

così la DELOCALIZZAZIONE. La Mcdonaldizzazione può essere applicata ad

aziende grandi e piccole, a quelle orientate al consumo e alla produzione. Il cuore della burocrazia si trova nei

piccoli punti vendita che costituiscono la fonte di reddito e di profitto per l’organizzazione.

La struttura interna della burocrazia può essere:

• STRUTTURA GERARCHICA CENTRALIZZATA

• A RETE: più autonoma, coinvolgimento di più persone nelle decisioni, più capace di espandersi, più

dinamica. L’elaborazione delle informazioni o informazionalismo è una caratteristica di questa organizzazione.

In questa fabbriche e centri commerciali sono collegati attraverso la conoscenza e le informazioni.

Capitolo 7 (Devianza e crimine)

DEVIANZA: atto che contravviene ad una norma. Se la norma è scritta, l’atto è sanzionato negativamente dal

sistema giuridico ed è definito REATO. Questo processo prende il nome di CRIMINALIZZAZIONE. Questa non

inizia spontaneamente, ma occorre che dei gruppi con l’interesse di esercitare controllo sociale sulle azioni altrui

cerchino di criminalizzare un tipo di devianza. Ciò che si pensa sia deviante varia da un periodo storico all’altro,

da una zona geografica all’altra, da un gruppo all’altro: l’obesità, i tatuaggi, avere rapporti sessuali al di fuori del

matrimonio, la convivenza non sono più considerati devianti; fumare marijuana è considerato deviante a seconda

del luogo geografico in cui ci si trova. La devianza può essere vista come un flusso

globale poiché le persone devianti possono muoversi velocemente nel mondo (uso della droga nonostante la

guerra per combatterla). Vi è uno stretto rapporto tra consumo e devianza: si consumano beni e servizi che sono

illegali o considerati devianti; questo implica che i consumatori compiano atti devianti o illegali al fine di poter

ricavare denaro per poter consumare (tossicodipendenti che compiono atti criminali come prostituzione, furti,

rapine per poter pagare l’alto costo della droga). La povertà spinge alcuni a commettere atti illeciti e/o devianti,

per poter consumare ciò che è necessario per la sopravvivenza. Ci sono diversi motivi che spingono l’individuo a

compiere tali atti, come la necessità di pagare, storie di abusi, stupri, la semplice sopravvivenza o per consumare

beni e servizi convenzionali, che potrebbero permettersi solo i benestanti. Le definizioni di ciò che è deviante

sono spesso in contrasto: c’è chi giustifica questi atti e non li considera devianti, chi consuma droghe leggere

(alcool e marijuana) non è considerato deviante come chi consuma droghe pesanti (crack o eroina), per lo più i

meno abbienti della società. Anche i tassi d’arresto variano a seconda dell’etnia e della razza (i neri hanno una

probabilità 6 volte maggiore dei bianchi di essere arrestati per droga). Prima della Grande Recessione si

considerava deviante chi non consumava abbastanza, che non si indebitava con le banche: erano definiti

“consumatori pericolosi”, rappresentavano una minaccia per l’economia ed includevano i disoccupati, poveri,

emarginati, chi risparmiava piuttosto che spendere, chi consumava solo prodotti e servizi sbagliati, usati e

pubblici, facendo impoverire le casse dello Stato. In seguito alla Grande Recessione, quelli definiti devianti erano

chi consumava troppo e che si indebitava molto.

Le teorie sulla devianza si dividono in:

• ESPLICATIVE: danno per scontato che la devianza esiste, si interrogano sui motivi per cui gli individui

compiono atti devianti e ritengono che essa abbia origini biologiche e sociali;

• COSTRUZIONISTE: si interrogano su come si costruisce l’idea di devianza, considerano la devianza una

costruzione sociale e si soffermano su chi è al potere e le azioni intraprese per creare e definire la devianza.

Quelle esplicative si dividono in:

1. TEORIA BIOLOGICA: i comportanti devianti sono dovuti ad una risposta innata di alcune persone che

sono geneticamente predisposte a compiere atti devianti

2. TEORIA DEL CONFLITTO: le strutture sociali sono fonti di devianza. Le disuguaglianze sociali dovute a tali

strutture fanno sì che i meno potenti intraprendano atti devianti e criminali per avere successo nella società.

Quelli che hanno potere commettono reati perché la loro posizione di alto livello in diverse strutture lo rende

possibile e facile. Chi è al potere crea le leggi e determina ciò che è deviante o illegale per avvantaggiare sé

stessi e svantaggiare gli altri. Coloro che sono di rango inferiore nel sistema di stratificazione sociale sono

maggiormente etichettati come devianti, questo a causa delle leggi crete dalle élite della società. Inoltri i danni

economici causati dalla devianza dell’èlite sono di un prezzo notevolmente superiore rispetto ai danno

economici provocati dagli atti devianti o illegali dei più poveri. Poiché le èlite hanno una grande varietà di

mezzi per nascondere le loro azioni, ci sono molti atti devianti e criminali d’èlite che sfuggono. Spesso l’èlite

nomina un capro espiatorio affinché venga punito per far sfuggire altri dalle sanzioni negative.

3. TEORIA STRUTTURALE-FUNZIONALISTA: la devianza e la criminalità, secondo Durkheim, sono

caratteristiche della società ed hanno funzioni positive, quindi un’utilità. La funzione più importante della

devianza è che permette alla società e ai gruppi di definire le loro norme e i loro valori. Senza violazioni, le

norme che limitano o vietano la devianza diventerebbero meno chiare, meno forti e meno incisive, fino a non

essere esercitate in risposta ad atti devianti. Secondo Merton gli atti devianti possono essere spiegati dalla

TEORIA DELLA TENSIONE: tensione tra mete culturali (ciò che ogni gruppo sociale considera come

desiderabile) e mezzi istituzionali (strumenti legittimi per raggiungere le mete). Noi non abbiamo comprensione

di questi mezzi, perciò avviene la devianza. In base ai modi in cui gli individui si relazionano ai fini e ai mezzi,

si determinano:

- i CONFORMISTI, gli unici non devianti. Accettano sia i fini che i mezzi;

- INNOVATIVI: accettano i fini e introducono nuovi mezzi;

- RIBELLI: accettano i fini ma non i mezzi

- RITUALISTI: accettano i mezzi ma non i fini (poiché sanno di non poterli raggiungere).

4. TEORIA DEL CONTROLLO SOCIALE: si concentra sui motivi per cui le persone non commettono atti

devianti. Le persone con una varietà di legami sociali son meno propense a compiere atti devianti; se tali

legami sono deboli, saranno più propensi a compiere atti devianti. Più le strutture coinvolgono gli individui,

minore sarà la probabilità che questi diventino anticonformisti. Ad esempio, se i giovani hanno pochi legami

con la famiglia, con le norme e i fini, diventeranno devianti, criminali e delinquenti in quanto non hanno nulla

da perdere nel violare tali norme o leggi. Gli AGENTI DI CONTROLLO SOCIALE sono figure preposte al

mantenimento dell’ordine sociale. Il CONTROLLO SOCIALE è il processo attraverso cui un gruppo o la

società fa rispettare le sue richieste ed aspettative. Questo viene fatto attraverso la creazione e l’applicazione

di norme ed etichette. Occorre distinguere:

• CREATORI DELLE REGOLE: membri dell’èlite che elabora le regole, norme e leggi senza cui non ci

sarebbe devianza;

• RESPONSABILI DEL RISPETTO: fanno rispettare le regole

• IMPRENDITORI MORALI: individui o gruppi che definiscono un atto immorale attraverso delle campagne

fanno si che esso venga definito deviante ed illegale, soggetto alla legge (le droghe). Questi possono

istigare una protesta fino a seminare il PANICO MORALE, o allarme sconsiderato che non poggia su cause

oggettive ed attribuisce colpe ad un soggetto (caccia alle streghe).

Tra le teorie costruzioniste vi sono:

1. TEORIA DELL’AZIONE RAZIONALE: giustifica l’atto deviante attraverso un calcolo fatto dall’attore,

riguardo i costi e i benefici dell’atto deviante. Considera la devianza come un mezzo razionale per un

obiettivo desiderato.

2. TEORIA DELLA TRASMISSIONE CULTURALE: il deviante è conforme alla società, risponde alle

domande del suo gruppo.

3. TEORIA DELL’ETICHETTAMENTO: considera deviante colui a cui è stata applicata un’etichetta deviante.

Perché tale devianza si verifichi ha bisogno di:

• UN SIMBOLO (etichetta): simbolo negativo attribuito all’individuo (alcolizzato, tossicodipendente,

pedofilo, adultero ecc);

• INTERAZIONE: relazione tra persona o gruppo che etichetta e colui o coloro che sono etichettati come

devianti.

È molto importante il modo in cui la persona etichettata viene influenzata dall’etichetta: può accettarla, si

possono fare sforzi per resistere, rifiutare o disfarsene. Alcuni possono essere mortificati e altri sentirsi

orgogliosi di tale etichetta. Una persona ha più probabilità di essere definita deviante se è povera o ha uno

status basso, al contrario di chi vive una situazione più vantaggiosa che scampa dall’essere etichettato,

pur manifestando gli stessi comportamenti.

La carriera deviante si divide in:

• DEVIANZA PRIMARIA: comportamento o azione che non viene intercettata dalle istituzioni, non ha

conseguenze, si ha la fedina penale pulita;

• DEVIANZA SECONDARIA: si acquisisce l’identità deviante quando l’atto deviante è intercettato

dall’istituzione, si ha uno stigma, ovvero una qualità sgradevole ed evidente che viene attribuita socialmente

e da cui non ci si può liberare.

Lo STIGMA secondo Goffman può essere:

• SCREDITATO: suppone che l’essere diverso di qualcuno si conosca già o sia evidente; un esempio è un

arto perso o essere membro di un gruppo di minoranza visto negativamente;

• SCREDITABILE: lo stigma non deve essere conosciuto dai presenti né deve essere percebile; un

esempio è l’essere nei registri carcerari, essere imputati minorenni, affinchè i giovani altrimenti

promettenti non vengano etichettati.

Molti individui possono auto-etichettarsi devianti e agire in accordo con tale etichetta (Mead, conversazione con

se stessi).

Il reato è un’azione penalmente perseguibile di cui se ne occupa la Criminologia. Sutherland ha contribuito con la

TEORIA DELL’ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE: spiega il comportamento criminale attraverso i gruppi (ha

teorizzato i reati dei colletti bianchi: reati finanziari imputabili alle èlite). Cesare Beccaria è stato il primo ad avere

la necessità di analizzare le pene ed a scrivere l’opera “Dei delitti e delle pene”. Cesare Lombroso, padre della

criminologia, riteneva che i criminali fossero difettosi e il suo obiettivo era studiare i difetti e chi li aveva in modo

da impedire la criminalità.

È importante notare che vengono incarcerate persone che hanno commesso reati lievi, producendo un

sovraffollamento delle carceri, nonché la violenza contro i compagni di prigionia. Come conseguenza vi è la

diminuzione delle capacità riabilitative delle prigioni nei confronti dei detenuti. La recidiva, o ripetizione di un atto

criminale da parte di una persona che è stata condannata per reato è il frutto di un pessimo lavoro di riabilitazione

dei prigionieri. Chi compie reati lievi può essere sottoposto alla libertà vigilata, cioè la liberazione anticipata e

supervisionata di un prigioniero in seguito ad un buon comportamento in carcere. Qualcuno può essere affidato in

prova ai servizi sociali nelle comunità, sotto supervisione e sotto coinvolgimento di un programma di recupero

(contro l’abuso di sostanze stupefacenti).

Se il colpevole non aderisce a queste condizioni viene arrestato o condannato e l’affidamento viene revocato. Tra

le finalità del sistema penale vi è la DETERRENZA:

• GENERALE: da esempio a chi ne resta fuori;

• SPECIFICA: da esempio ai carcerati. Si interessa se l’esperienza della punizione in generale

rendono meno probabile che l’ex detenuto commetterà reati in futuro. Un esempio di entrambe le

deterrenze è la pena di morte.

I crimini possono essere violenti (omicidio, rapina), reati contro il patrimonio (implicano l’ottenimento o la

distruzione di una proprietà), reato dei colletti bianchi (commessi da persone di status elevato nel corso della loro

attività), reato societario (organizzazioni legali che violano la legge), criminalità organizzata (associazioni a

delinquere, come la mafia che usa la violenza, la minaccia e la corruzione), delitto politico (reato contro o da

parte dello stato), crimine informatico (punta ai computer), reati di consumo (taccheggio e utilizzo di carte di

credito false). I casi di criminalità sono inferiori nel periodo

adolescenziale (delinquenza giovanile), raggiungono il picco nella tarda adolescenza e terminano con l’età

adulta. I reati sono commessi maggiormente da uomini, ma ultimamente il numero di reati commessi da donne

sta aumentando. Gli uomini neri vengono incarcerati più degli uomini bianchi. La

droga e il terrorismo sono esempi di criminalità globale o transnazionale, come commercio d’armi, droga, soldi,

persone. Per poter ridurre i casi di criminalità globale sono state istituiti aspri controlli e sorveglianze alle frontiere.

Uno sviluppo che ostacola gli sforzi per controllare la criminalità globale è la creazione di zone di libero scambio,

o aree geografiche controllate da aziende piuttosto che dallo stato nazionale in cui risiedono.

Capitolo 8 (Stratificazione sociale)

CLASSE SOCIALE : definisce la posizione economica di ciascuno nel sistema di stratificazione. Le classi si

dividono in classe superiore (investitori), media (medici,infermieri), operaia (impiegati, addetti alle vendite) e

inferiore (disoccupati). Il concetto di classe è marxista; era definita dai mezzi di produzione: chi deteneva i mezzi

di produzione erano i capitalisti ed erano al vertice, il proletariato possedeva la forza lavoro.

STATUS: prestigio e riconoscimento sociale connesso alla propria posizione nella società, ma non va di pari

passo con il reddito (es. vigili del fuoco).

POTERE: capacità di ottenere che gli altri facciano ciò che si richiede loro, anche se contro la loro volontà. Il

potere è presente nel sistema politico, religioso, familiare.

Alcune persone si classificano in modo simile in tutte e tre le dimensioni: possono occupare la classe media,

avere un certo prestigio e guadagnare un reddito (denaro di lavoro) da classe media. Questo è noto come

EQUILIBRIO DI STATUS o cristallizzazione. È più probabile che le persone siano caratterizzate da SQUILIBRIO

DI STATUS: la posizione su una dimensione della stratificazione può essere diversa dalle altre (star che

occupano la classe media, status elevato ma poco potere). La preoccupazione della stratificazione è la

DISUGUAGLIANZA, secondo cui alcuni producono una grande quantità di soldi e prestigio, altri poco o nulla.

Prima dello sviluppo dell’economia monetaria, vi era la forma di scambio del baratto in cui le persone si

scambiavano beni. Anche attualmente esiste il baratto, spesso illegale per evitare le tasse. Simmel ha parlato di

INTELLETTUALIZZAZIONE: il denaro è passato da essere veicolo ad essere bene in sé; non è importante ciò

che si fa ma quanto costa. Il denaro è alla base della stratificazione, può assumere la forma di REDDITO

(quantità di denaro che si guadagna dal lavoro, investimento, nell’arco di un anno) o RICCHEZZA (quantità totale

delle attività finanziarie di una persona e di altri beni accumulati durante l’arco di vita). La ricchezza può essere

ereditata da altri pur avendo un reddito modesto. Dagli anni 70 in poi si è verificato un aumento delle

disuguaglianze di reddito, con pochi che guadagnano molto e molti che guadagnano poco se non nulla. Ci sono

diverse ragioni generali che spiegano le disparità di reddito:

• DEINDUSTRIALIZZAZIONE: il declino dell’industria ha portato alla perdita di molti posti di lavoro con

elevata remunerazione; pertanto coloro che avevano raggiunto la classe media con il reddito alto si sono

dovuti abbassare a svolgere lavori meno pagati o ad essere disoccupati.

• PROGRESSI TECNOLOGICI: i posti di lavoro più retribuiti sono stati creati nelle aree altamente

tecnologiche e qualificate e molti non hanno mai ricevuto la formazione necessaria per passare dal lavoro

industriale a quello altamente tecnologico;

• CLIMA POLITICO: le decisioni politiche aumentano le disuguaglianze di reddito;

Le più grandi differenze tra i meno abbienti e gli abbienti si riscontrano nelle differenze di ricchezze. I più ricchi

possono investire la ricchezza in azioni, producendo maggiore reddito, possono comprare beni immobili e

materiali, servizi, possono andare in pensione in giovane età ed essere più autonomi. Chi ha una grande

ricchezza, può avere maggiore potere e prestigio. I ricchi possono permettersi un’educazione di alta qualità,

possono mandare i propri figli in scuole ed università costose, donare denaro in beneficenza ed usare i loro soldi

per candidarsi ad una carica pubblica.

Un vantaggio dei ricchi è la loro capacità di mantenere la classe sociale e di espandere la ricchezza di

generazione in generazione, anche grazie a meccanismi finanziari come i tassi trans generazionali. Anche la

mancanza di ricchezza tende ad auto-perpetuarsi. Ovviamente ci sono eccezioni alla regola, ma nel complesso

c’è grande coerenza di generazione in generazione. La povertà ha un effetto negativo sulla vita dei poveri: hanno

cattive condizioni di salute e una speranza di vita più bassa; possono rendere meno sul lavoro ed assentarsi più

facilmente; sono visti come persone che non fanno quello che potrebbero e dovrebbero per uscire dalla povertà,

poco raccomandabili e facilmente censurabili moralmente. Altri li considerano come vittime di un sistema che li

impoverisce. In realtà ci sono forze sociali più ampie che creano e perpetuano la povertà: il sistema capitalista

cerca di massimizzare i profitti e minimizzare i salari, assumendo meno persone. L’esercito di riserva di

disoccupati (come afferma Marx) è un bacino di persone facilmente disponibile che si può inserire rapidamente

nella forza lavoro anche in cambio di salari bassi; le èlite limitano l’accesso dei poveri ad opportunità e risorse; le

azioni di governo per ridurre la povertà sono limitate da gruppi di persone che credono che i poveri debbano

farcela da soli, senza l’aiuto del governo. Ci sono 2 tipi di povertà:

• POVERTA’ ASSOLUTA: è costante nel tempo ed è una misura di ciò che la gente ha bisogno per

sopravvivere;

• POVERTA’ RELATIVA: riguarda persone che si sentono povere rispetto alle persone con cui si

relazionano.

Mentre molti sociologi adottano una visione più relativistica della povertà, i governi tendono ad utilizzare una

misura più assoluta, stabilendo una LINEA DI POVERTA’, o soglia, a cui paragonare il reddito di una famiglia;

se il reddito è inferiore alla soglia la famiglia è considerata povera.

Le donne e i bambini sono sovra-rappresentati tra i poveri: le donne tra 45 e 64 hanno meno probabilità di essere

povere rispetto a quelle di età inferiore a 18 e superiore a 65. I livelli di povertà variano sulla base della razza e

dell’etnia: le donne nere e latinoamericane sono doppiamente più povere delle donne bianche. Per

“FEMMINILIZZAZIONE DELLA POVERTA’” si intende che coloro che vivono in povertà sono molto di più donne.

Anche se negli ultimi anni vi è stato un miglioramento della posizione delle donne, quindi sembrerebbe che il

divario di povertà tra uomini e donne si in diminuzione, le differenze di genere permangono. Ci sono diversi fattori

e cambiamenti che spiegano la femminilizzazione della povertà: le donne spesso vivono da sole e divorziano di

più; hanno redditi medio bassi, anche quando svolgono lo stesso lavoro degli uomini; più bambini nascono dalle

donne nubili rispetto che da quelle sposate; le donne hanno un’aspettativa di vita più lunga; i redditi son più bassi

in quanto hanno più probabilità di lavorare part-time o a tempo determinato.

Chi vive in povertà è desideroso di migliorare la sua sorte, attraverso la MOBILITA’ SOCIALE, ovvero la capacità

o l’incapacità di migliorare la propria posizione nella gerarchia. La MOBILITA’ ASCENDENTE è la capacità di

spostarsi verso l’alto ed è la via per uscire dalla povertà. Anche coloro della classe media vogliono sperimentare

questo tipo di mobilità, poichè seppur abbiano una certa classe, prestigio e potere non gli basta. Anche quelli

della classe superiore sono interessati ad occupare posizioni sempre più elevate rispetto ai loro rivali. La gente di

tutte le classi sociali è preoccupata dalla MOBILITA’ DISCENDENTE, ovvero temono di scendere a livelli più

bassi nella loro classe sociale o di passare nelle classi inferiori. Questa mobilità provoca disagi e preoccupazioni.

Ad esempio immigrati e rifugiati che nei loro paesi occupavano un’alta carica, potrebbero sperimentare questo

tipo di mobilità nel loro primo periodo di vita nel nuovo paese. Altri tipi di mobilità sono:

• MOBILITA’ ORIZZONTALE: movimento all’interno della propria classe sociale (idraulico

diventa tassista);

• MOBILITA’ INTERGENERAZIONALE: differenza tra la posizione di classe dei genitori e

quella assunta dai figli;

• MOBILITA’ INTRAGENERAZIONALE: coinvolge il movimento verso l’alto o verso il basso

nel sistema di stratificazione nel corso della propria vita;

• MOBILITA’ OCCUPAZIONALE: comporta cambiamenti nel lavoro delle persone tra ed entro

le generazioni;

• MOBILITA’ STRUTTURALE: riguarda l’effetto delle variazioni nella società più ampia sulla

posizione degli individui nel sistema di stratificazione.

Il sistema di stratificazione si basa sull’idea che le posizioni sociali si basino sull’ACQUISIZIONE, ovvero i risultati

e i meriti dell’individuo. Quest’idea è esatta, ma la posizione in cui un individuo si colloca nel sistema di

stratificazione, quindi lo status, ha a che fare con l’ASCRIZIONE: ovvero essere nati o aver ereditato alcune

caratteristiche come razza,genere, ricchezza o povertà, status elevato o basso. Di conseguenza lo status ascritto

ha nulla a che fare con le acquisizioni, le competenze e le abilità. Un esempio di sistema si stratificazione

associalo all’ascrizione è la casta, in cui la mobilità individuale è quasi impossibile, le persone si sposano

all’interno della stessa casta, i contatti con quelli di altre caste sono limitati o vietati, chi appartiene a caste

inferiori occupa posizioni servili. Un altro sistema di stratificazione associato all’ascrizione è la SCHIAVITU’:

sistema in cui le persone sono definite come proprietà, involontariamente collocati in servitù perpetua.

Teoria STRUTTURAL/FUNZIONALISTA: tutte le società sono stratificate ed hanno bisogno del sistema di

stratificazione per esistere e funzionare correttamente. È necessaria per garantire che le persone siano motivate

ad occupare posizioni meno piacevoli, più difficili e più importanti; per far sì che i più meritevoli occupino le

posizioni più alte ed appropriate. È richiesto un adattamento tra le persone e le loro esigenze. Le posizioni di alto

livello sono considerate più importanti rispetto a quelle di basso livello, sono più difficili da occupare. Perciò per

motivare le persone ad occupare tali occupazioni, vi debbano essere ricompense maggiori, come prestigio, molto

tempo libero e molto denaro. Gli struttural/funzionalisti considerano la struttura funzionale per la società.

Teoria CRITICA/DEL CONFLITTO: sono ostili al sistema di stratificazione sociale perché implica e promuove la

disuguaglianza; critica chi beneficia delle ricompense e come quei benefici si perpetuano. I teorici critici si

concentrano su chi occupa i livelli superiori nel sistema di stratificazione e controlla gli aspetti culturali, al

contrario di chi occupa le pozioni più in basso che perde molto tempo su internet, televisione ed ha poco tempo

per opporsi e rovesciare chi è al potere.

I teorici del conflitto ridicolizzano l’idea degli struttural-funzionalisti secondo i lavori svolti da chi occupa le pozioni

più elevate sono più faticose e più importanti. Anzi il lavoro di uno spazzino è più faticoso del lavoro di un

avvocato ed è di certo più importante di quelli avvocati che si occupano di affari loschi e difendere mafiosi. Inoltre

ritengono che chi è al vertice abbia meno bisogno di ricompense per svolgere il loro lavoro, al contrario di chi

svolge lavori “più denigranti”. Questo ridurrebbe il divario economico e contribuirebbe ad una società più equa.

Occorrerebbe ricompensare chi occupa posizioni elevate con status, potere e prestigio più che con denaro,

perché questo spingerebbe le persone sbagliate ad occupare tali posizioni.

Le teoriche femministe si focalizzano sulla stratificazione di genere, le posizioni ineguali delle donne e degli

uomini nelle società. Poiché gli uomini possiedono i mezzi di produzione guadagnano posizioni di grande potere

e prestigio che danno loro grandi benefici economici. Al contrario, le donne sono relegate in posizioni

subordinate. Anche se attualmente la situazione è migliorata con l’ingresso di più donne nella forza lavoro e

maggiori protezioni legali contro la discriminazione di genere sul posto di lavoro, le donne occupano ancora una

posizione subordinata rispetto agli uomini. Le donne affrontano penalizzazioni circa la maternità, hanno perciò

meno probabilità di essere assunte, vengono offerti loro salari più bassi e lavoro part-time.

Le teorie critiche della razza e del razzismo sostengono che il sistema di stratificazione controllato dai bianchi ha

messo loro in posizioni elevate e le minoranze razziali in posizioni subordinate.

Le teorie del colonialismo riguardano i metodi impiegati da un paese per ottenere il controllo di un altro paese o

area. Una volta che il paese più forte ha acquisito il potere, cerca di esercitare un controllo politico, economico e

finanziario su questo territorio. Quindi il paese più forte sfrutta le aree più deboli. L’imperialismo invece indica il

controllo senza la creazione di colonie, definito dal controllo economico e dallo sfruttamento. Il postcolonialismo

riguarda l’epoca nelle aree colonizzate in cui la potenza colonizzatrice se n’è andata, ma nonostante non eserciti

più alcun potere, continua ad esercitare il potere economico e politico controllando la gente del posto che detiene

il potere.

La teoria del sistema mondo si concentra sul sistema di stratificazione tra gli stati nazione, immagina il mondo

diviso in centro e periferia e si concentra sullo sfruttamento della periferia da parte del centro.

Teoria INTER/AZIONISTA: la stratificazione sociale è una funzione non di strutture macro, ma di azioni e

interazioni individuali. Gli inter/azionisti vedono la stratificazione come un processo o un insieme di processi. La

stratificazione comporta interazioni tra le persone in diverse posizioni. Chi occupa posizioni di alto livello può

esercitare il potere nelle interazioni con quelli al di sotto, ma questi possono contestare tali esercizi di potere. Ad

esempio gli interazionisti simbolici sostengono che chi occupa posizioni elevate definisce ciò che possiede come

di grande importanza e quelli al di sotto devono accettare tale definizione e lavorare per ottenere quei simboli,

oppure possono rifiutare tali definizioni e trovare altri simboli per elevare le loro posizioni.

Secondo Simmel coloro che si trovano nei livelli superiori del sistema di stratificazione cercando di distinguere i

loro consumi rispetto a quelli sotto di loro. Per quanto riguarda la moda, le èlite adottano le mode più recenti per

poi avere un “effetto a cascata” verso le scale inferiori che copieranno le loro mode con imitazioni economiche o

da quattro soldi. Per distinguere se stessa dalle masse, l’èlite deve continuamente passare a nuove e diverse

mode. Secondo Veblen i membri dell’èlite vogliono essere vistosi, al punto che gli appartenenti alle classi inferiori

non potranno mai copiarli. Il gusto di una persona nel consumo ci aiuta a decidere la classe sociale a cui una

persona appartiene. Il gusto si può manifestare con l’acquisto e l’ostentazione di beni costosi, ma anche dal

modo di parlare, ciò che si legge e dalla musica che si ascolta. Secondo Bordieu l’habitus distingue i gusti

che si stratificano attraverso esso. Egli afferma che le èlite vogliono distinguersi non per la posizione economica

ma per il buon gusto, tanto da diventare sempre più raffinate, sofisticate ed esclusive. Le èlite utilizzano la cultura

per mantenere il potere ed escludere le classi inferiori dalle posizioni di alto livello. Bordieu considera il sistema di

stratificazione un’arena in cui ci si alleva con gli strumenti che si possiedono.

Le èlite sono degli ONNIVORI CULTURALI in quanto possono consumare tutti i beni e servizi di tutta la scala

gerarchica, al contrario delle classi inferiori. Un esempio di fusione tra cultura alta e bassa è la Moda pret-a-porter

di negozi come Zara e H&M, che riducono la differenza di gusto.

Dal punto di vista globale si utilizzano affermazioni come:

NORD e SUD del mondo: il nord include le nazioni più ricche e potenti, il sud include le nazioni a cui manca

ricchezza, potere e prestigio;

MILIARDO INFERIORE: indica il miliardo che sta peggio (Africa e Sud America) che oltre ad avere problemi

economici, presentano un alto tasso di mortalità e malnutrizione.

Le nazioni che si trovano in basso al sistema di stratificazione devono effettuare una CORSA AL RIBASSO:

capacità di questi paesi di stabilire condizioni scarse di lavoro per portare la merce a prezzi convenienti e la

massimizzare le vendite ed i profitti (Cina). Queste nazioni iniziano a diventare economicamente più competitive.

Si parla di AVANZAMENTO INDUSTRIALE: si comincia con una produzione a basso costo per accumulare

capitali e proseguire con una produzione ad alto costo. C’è chi è convinto che la globalizzazione del commercio

porterà alla diminuzione della povertà globale, creando un’economia piatta priva di tariffe doganali ed altre

barriere commerciali. Internet consente la partecipazione da parte di tutti all’economia digitale globale anche se in

realtà vi è ancora un divario digitale, in quanto le tecnologia moderne sono diffuse e concentrare in quella parte di

mondo economicamente avanzata. Capitolo 9 (Razza ed etnia)

Molti gruppi sono oggetto di trattamento diverso in base alla RAZZA: definizione sociale riguardo caratteristiche

fisiche e biologiche reali o presunte, come: colore della pelle, capelli. L’ETNIA è una definizione sociale riguardo

reali o presunte caratteristiche culturali, come lingua, religione, tradizione e pratiche culturali. Tuttavia i concetti di

razza ed etnia sono spesso sovrapposti. Il concetto di razza ha assunto diverse forme nel corso dei secoli,ma è

sempre un modo per differenziare tra gruppi di persone e creare gerarchie che danno più potere ad alcuni e non

ad altri. Anche nelle conquiste imperiali sono sempre stati i bianchi a sottomettere altre razze. Questo modello di

dominazione include spiegazioni scientifiche e culturali. Dal punto di vista scientifico:

• Gli illuministi classificarono le razze da un minimo di 4 ad un massimo di 30;

• Le caratteristiche biologiche sono state utilizzate per giustificare l’ineguale distribuzione della ricchezza, del

potere, del prestigio e delle opportunità di vita;

• Charles Darwin focalizzò i suoi studi sulle categorie razziali simili alle specie nel regno animale;

successivamente Spencer, partendo dagli studi di Darwin, arrivò alla conclusione secondo cui le differenze

tra le razze sono il risultato di differenze evolutive tra le razze. Una razza è meglio o peggio di un’altra a

causa dell’evoluzione.

• I test del QI hanno differenziato le razze dimostrando la superiorità o l’inferiorità razziale;

• Mendel ha portato all’idea che le razze possono essere distinte sulla base del loro patrimonio genetico.

Questo ha portato allo sviluppo del movimento eugenetico, secondo cui un miglioramento genetico della

popolazione può avvenire con la manipolazione scientifica.

Le differenze culturali contribuiscono a legittimare le differenze razziali, in quanto vi sono razze con un patrimonio

culturale ricco e razze con patrimonio culturale povero, invece che spiegare che le differenze sono dovute alla

mancanza di opportunità economiche.

I sociologi affermano che non vi è nulla di intrinseco alle razze che permette di distinguerle tra loro, ma che si

tratta di un concetto fluido e variabile. Ad esempio il presidente Obama, pur essendo figlio di madre bianca e

padre nero, viene definito come nero. Questo è dovuto alla REGOLA DELL’IPODISCENDENZA o “di un

antenato nero”. Molte persone provenienti da gruppi razziali ed etnici

oppressi si identificano con il gruppo dominante, adottando valori culturali e pratiche. Ad esempio possono

adottare la lingua inglese e abbandonare la vecchia lingua. Altri possono ricorrere alla chirurgia estetica. C’è chi

ha ereditato orgogliosamente l’eredità razziale o etnica. L’etnia determina chi si è e il gruppo a cui si appartiene,

quindi determina l’identità.

Vi è una distinzione tra gruppo di MAGGIORANZA e gruppo di MINORANZA. Ci si chiede come possa essere la

razza bianca definita gruppo di maggioranza quando è d’inferiorità numerica rispetto alle altre razze, anche se di

superiorità numerica rispetto ad ogni singola altra razza. Questa situazione demografica prende il nome di

POPOLAZIONE DI MAGGIORANZA-MINORANZA dove più del 50% della popolazione è parte di un gruppo di

minoranza. Le definizioni di maggioranza minoranza non si basano sulla dimensione numerica del gruppo ma sul

denaro, prestigio e potere. In base alle definizioni di Weber, un gruppo di minoranza è in posizione subordinata

riguardo la ricchezza, il prestigio e il potere; al contrario un gruppo di maggioranza è in posizione dominante.

Ad esempio, seppur le donne siano numericamente più degli uomini, hanno meno ricchezza potere e prestigio e

perciò sono un gruppo di minoranza. Si tende a pensare che lo status di maggioranza e quello di minoranza

siano oggettivi, cioè che si basino su caratteristiche osservabili come il colore della pelle, il sesso o l’età. In realtà

gli status di maggioranza e minoranza sono il prodotto di definizioni sociali di tratti apparentemente oggettivi. Ciò

significa che anche gli status variano a seconda del tempo e del luogo, in quanto frutto di definizioni sociali.

STEREOTIPO: generalizzazione su un’intera categoria di persone. Ad esempio si potrebbe supporre che uno

studente bianco di medicina ben vestito sia affidabile, mentre gli stereotipi nelle minoranze razziali tendono ad

denigrare le minoranze stesse, ad esempio i criminali tendono ad essere neri. Gli stereotipi costituiscono le basi

del: • PREGIUDIZIO: attitudini credenze e sentimenti negativi nei confronti delle minoranze;

• DISCRIMINAZIONE: trattamento sfavorevole delle minoranze. Questa può avvenire

FORMALMENTE (sul posto di lavoro) o INFORMALMENTE (nelle situazioni sociali).

I membri del gruppo di maggioranza negano ai gruppi di minoranza l’accesso a opportunità e benefici.

Discriminazione e pregiudizi non si verificano sempre insieme. Tuttavia stereotipi,pregiudizi e discriminazioni

interagiscono insieme e possono avere gravi conseguenze nella vita reale: molte donne nere sono state

sterilizzate all’età di 12 anni perché si supponeva che avrebbero partorito molti bambini che non potevano

sostenere finanziariamente; “gli uomini neri sono criminali” affermazione che ha creato difficoltà agli agenti di

polizia neri. Oggi molta della discriminazione è stata dichiarata fuori legge. Molti individui possono appartenere ad

uno o più gruppi minoritari (ad esempio essere donna e nera). Si parla di INTERSEZIONALITA’ o idea che i

membri di un gruppo di minoranza siano condizionati dalla natura della loro posizione in altre collocazioni di

disuguaglianza sociale, riguardanti il genere, gruppo etnico, orientamento sessuale, età, classe sociale,

competenze ecc. tanto da moltiplicare i propri svantaggi (una donna di colore povera e lesbica affronterà più

problemi di una donna, o di una povera, o lesbica, o di colore). Al contrario, chi appartiene a più di un gruppo di

maggioranza è fortemente avvantaggiato: ad esempio un uomo bianco anglosassone ricco eterosessuale adulto.

Si sono sviluppate le teorie critiche della razza e del razzismo: i teorici sostengono che la razza continua a

contare a livello globale e che il razzismo influenza negativamente le persone di colore. Chi promuove la politica

di daltonismo sostiene che dovremmo ignorare il colore della pelle quando si parla di gruppi sociali o in caso di

assunzione o in politiche di accesso. I teorici critici della razza e del razzismo non sono d’accordo e sostengono

che mentre il colore della pelle non ha nulla a che fare con le capacità fisiche o intellettuali di una persona, il

daltonismo non è altro che un “nuovo razzismo” in quanto non guardano le esperienze delle minoranze razziali

(incluse le conseguenze di anni di discriminazione), perciò permette ai bianchi di perpetuare la discriminazione.

Anche dopo l’elezione del presidente Obama son state fatte delle critiche, segno di razzismo. Quando i membri di

maggioranza e minoranza interagiscono, i risultati seguono uno dei quattro modelli:

• PLURALISMO: molti gruppi coesistono senza che nessuno perda le proprie qualità

individuali (molte religioni);

• ASSIMILAZIONE: si ha quando un gruppo di minoranza assume le caratteristiche del

gruppo dominante e abbandona i suoi vecchi costumi. A volte questa è forzata.

• SEGREGAZIONE: separazione fisica e sociale tra gruppi di maggioranza e minoranza;

• GENOCIDIO: un tentativo di eliminare un intero gruppo di persone (strage degli indiani

d’America da parte dei bianchi e il tentativo nazista di sterminare ebrei, zingari, omosessuali).

La disuguaglianza razziale ed etnica ha conseguenze anche nell’ambito dell’istruzione. I gruppi che hanno

maggiore probabilità di laurearsi sono anche i gruppi con la più bassa percentuale di povertà e che crescono con

due genitori, quindi i bianchi hanno più probabilità dei neri. Negli anni delle scuole elementari, gli studenti bianchi

e neri con la stessa situazione economica e familiare, hanno lo stesso livello di rendimento scolastico. Negli anni

della scuola superiore gli adolescenti neri hanno più probabilità di abbandonare la scuola perché sono sottoposti

alla cultura dei pari di opposizione. Gli studenti neri hanno più possibilità di frequentare scuole segregate e

questo contribuisce al divario nell’apprendimento tra neri e bianchi. Migliori insegnanti e classi più piccole

contribuirebbero a cancellare il divario di apprendimento tra neri e bianchi. Gli studenti neri che frequentano

scuole multirazziali hanno più probabilità di seguire un corso di laurea e laurearsi. Gli ispanici hanno le stesse

difficoltà dei neri come minori risorse familiari, hanno background etnici diversi e faticano a scuola in quanto

l’inglese è la loro seconda lingua. Razze ed etnie sono coinvolte nella cultura del consumo: bianchi e altri

appartenenti a minoranze etniche e razziali sono coinvolti attivamente nella cultura del consumo, altre invece

devono affrontare limiti e opportunità e consumano beni e servizi nella loro cornice di riferimento (ad esempio una

bambina povera nera che gioca con una barbie ed una bambina bianca che vive in un quartiere di lusso). In

passato i neri erano prodotto da consumare; a metà 900 son diventati clienti paganti delle tavole calde fino a

diventare segmento di mercato importante per il consumo. Alcune minoranze continuano ad essere escluse,

come i senzatetto e i disoccupati. Le aziende che vogliono massimizzare i profitti mettono sul mercato prodotti

per le minoranze (alimenti, stili di abbigliamento, cosmetici, servizi) per far sì che queste siano coinvolte nella

cultura del consumo. Molti bianchi sono interessati al consumo di prodotti associati a minoranze etniche di classe

inferiore: sushi, salse come condimento, musica jazz, rap, modi di parlare e vestire. Si tratta pur sempre di un

consumo altamente selettivo: limitato ad un paio di volte o da cui si può trarre profitto. I gruppi di minoranza

cercano di commercializzare essi stessi, fino a chiedere diritti esclusivi per la loro cultura attraverso mezzi legali.

Il RAZZISMO è un atteggiamento negativo e discriminatorio nei confronti di una razza, che implica la creazione di

circostanze che mantengano quel gruppo in condizioni di svantaggio rispetto alla maggioranza. Ad esso è

collegato il concetto di XENOFOBIA: paura dello straniero. Questo coinvolge credenze atteggiamenti e pregiudizi

che rifiutano, escludono e diffamano i gruppi che non fanno parte del gruppo dominante. Il razzismo si fonda

sull’ETNOCENTRISMO: convinzione secondo cui il proprio gruppo, le proprie norme, valori e costumi siano

superiori a quelle di altri gruppi. Se si dovesse chiedere a qualsiasi individuo se è razzista, si è certi di sentirsi

dire che la persona considera uguali tutti gli uomini, eppure gli atteggiamenti razzisti persistono. È possibile

applicare le idee di Goffman sulla drammaturgia a tali comportamenti: gli uomini nella ribalta nascondono le

proprie idee, ma le rivelano nel retroscena.

I bianchi occupano posizioni di livello più alto nella stratificazione sociale, mentre i neri o gli ispanici occupano

posizioni basse. La povertà è legata alla razza: le influenze storiche della segregazione e della discriminazione

nelle generazioni passate, insieme ai benefici di cui godono i bianchi determinano tale collegamento. Gran parte

della cultura è una CORNICE RAZZISTA BIANCA ritiene che i valori americani siano i valori della classe

dominante bianca. L’immaginario dell’uomo ricco è rappresentato dai valori della società dei bianchi. Tale cornice

comprende idee razziste, stereotipi razzisti, storie e racconti razzializzati, immagini razziste. I neri stessi adottano

questa cornice al punto che ottenere la laurea, un lavoro professionale vengono viste dalla cultura nera come

“vendersi o agire come i bianchi”. Oggi il razzismo non si basa più sulla dominazione fisica ma sulla dominazione

di idee. Il razzismo è difficile da eliminare poiché serve a diverse funzioni:

• MOTIVO IDEOLOGICO: vedere i bianchi come superiori e arrivare a pensare che tutte le altre razze siano

inferiori;

• MOTIVO INTOLLERANTE: razzismo che deriva da uno stereotipo basato sull’odio e la paura;

• MOTIVAZIONE EMOTIVA: le persone commettono atti razzisti perché è divertente e si sentono meglio,

infatti questi atti sono spesso compiuti dagli insicuri o chi occupa uno status sociale basso;

• MOTIVAZIONE CRIMINALE-MATERIALISTA: i membri del gruppo di maggioranza che compiono attività

criminali possono odiare i membri di minoranze che compiono la stessa attività, minacciando la loro

sopravvivenza. Ad esempio i bianchi possono ritenere di non aver ottenuto un posto di lavoro o di averlo perso

a causa delle azioni positive: queste tengono conto della diversità e delle pari opportunità prendendo in

considerazione fattori razziali nel prendere decisioni sulle assunzioni;

• MOTIVAZIONE POLITICO-TERRIORIALE: i membri del gruppo di maggioranza possono ritenere che una

certa area appartenga a loro e quindi i membri del gruppo di minoranza non sono i benvenuti;

• MOTIVAZIONE BASATA SULLA NORMA DEL GRUPPO: banale atteggiamento di razzismo per

conformarsi al gruppo;

• MOTIVAZIONE STRUTTURALE: di cui si macchiano aziende ecc e deriva da norme o leggi, può essere

implicito o esplicito; razzismo che passa attraverso la visione del membro di una classe di minoranza come

elemento di disturbo.

Il RAZZISMO ISTITUZIONALE è la discriminazione basata sulla razza che risulta dal funzionamento delle

istituzioni sociali e delle strutture sociali e le loro norme. Tali discriminazioni sono presenti: nei sistemi educativi

(sotto-finanziamenti nelle scuole in cui il corpo studenti è nero o latino), nei mercati di lavoro (i candidati neri

ugualmente qualificati non ottengono colloqui), nel sistema sanitario (i neri e ispanici hanno meno possibilità di

essere curati). Molte leggi proibiscono il razzismo, molte istituzioni cercano di essere giuste, ma alcuni effetti

possono essere discriminatori: come la politica dell’”ultimo assunto, primo licenziato” che fa si che siano i neri ad

essere licenziati. Il razzismo istituzionale, al contrario di quello individuale, risulta invisibile.

Ci sono dei movimenti sociali che manifestano odio nei confronti delle razze e sono detti “GRUPPI D’ODIO” che

fanno comizi,discorsi, cortei, volantinaggio, pubblicazioni, aggiornamenti di siti web, attività criminali come atti

vandalici, incendio doloso, violenze sessuali.. La partecipazione ai gruppi d’odio era prevalentemente di dominio

di uomini bianchi e le uniche donne che partecipavano si pensava fossero portate dai fidanzati e mariti.

I gruppi di minoranza hanno sempre resistito all’oppressione da parte dei gruppi dominanti, manifestando

attraverso i movimenti per i diritti civili e movimenti di potere, i quali cercavano di stimolare le minoranze razziali.

Per almeno un secolo le etnie sono rimaste legate allo stato-nazione in cui erano nate. La diaspora ha permesso

alle etnie di disperdersi (involontariamente) dalla propria terra d’origine in altre aree geografiche. Questo ha

permesso la nascita di individui di etnia ibrida: identificazione con il gruppo etnico d’appartenenza e con il gruppo

etnico della zona in cui si è migrati.

La globalizzazione può essere vista come una minaccia, in quanto permette l’adozione di valori propri da parte di

altre etnie. Altri sostengono che non si tratti di una minaccia, anzi: i membri dello stesso gruppo etnico che si

trovano in aree geografiche differenti, possono rimanere in contatto; possono allargare il proprio gruppo etnico. Il

pregiudizio si verifica anche a livello globale: anche i termini NORD e SUD sono discriminatori, in quanto stanno

ad indicare i continenti ricchi e quelli poveri. Inoltre con l’ORIENTALISMO, una serie di idee e testi prodotti dal

nord del mondo, è stato possibile creare sistemi destinati a dominare, controllare e sfruttare l’oriente e i gruppi di

minoranza.

Le persone dei gruppi di maggioranza hanno maggiore opportunità di essere “turisti” che si muovono liberamente

e mai in modo permanente. Al contrario i gruppi di minoranza possono essere definiti vagabondi poiché sono

costretti ad emigrare permanentemente dal nord a sud. La globalizzazione permette la diffusione globale dei

pregiudizi, come quelli anti-musulmano. I gruppi di maggioranza hanno più possibilità di creare barriere tra sé e i

gruppi di minoranza e vari flussi globali negativi, al contrario invece dei gruppi di minoranza che sono sempre

vittime di tali flussi. I gruppi di maggioranza sono i migliori nel creare strutture che migliorano i flussi globali

positivi o protettivi. La globalizzazione crescente ha portato all’aumento del numero e dell’importanza delle

identità etniche. Capitolo 10 (Sesso e Genere)

Il sesso e il genere sono due fattori che determinano il modo in cui interagiamo con chi ci circonda.

IL SESSO è determinato biologicamente in base alle differenze negli organi e nelle funzioni riproduttive (maschi e

femmine) ed è la lente attraverso cui guardiamo il mondo.

IL GENERE si basa sulle caratteristiche fisiche, comportamentali e di personalità appropriata.

Non ci sono due soli sessi, vi è in realtà un continuum tra anatomia maschile e femminile nel mezzo di cui vi

sono individui che presentano combinazioni genitali sia maschili sia femminili: gli ERMAFRODITI attualmente

chiamati INTER-SESSUATi. Vi sono anche i TRANSESSUALI: coloro che hanno i genitali di un sesso o

dell’altro, ma che credono di essere rinchiusi nel corpo sbagliato. Alcuni decidono di rimanere in quel corpo, altri

invece decidono di prendere ormoni odi far ricorso alla chirurgia plastica.

L’idea del continuum sessuale si estende anche a livello ormonale: ad esempio entrambi hanno il seno, le donne

hanno generalmente un seno più prosperoso rispetto agli uomini, talvolta capita che gli uomini abbiano un seno

più grande. Questo vuol dire che a livello biologico non ci sono differenze nette.

Tema di notevole importanza è la SESSUALITÀ: modo in cui le persone pensano e si comportano verso sé

stessi e gli altri. I sociologi si sono interessati alla sessualità per vari motivi come:

1. Il numero crescente di problemi sociali collegati al sesso e soprattutto all’epidemia dell’ AIDS;

2. La maggiore visibilità dei movimenti sociali legati al sesso, in particolare quelli associati a gay e lesbiche;

3. La globalizzazione della sessualità per esempio il turismo sessuale e il traffico di sesso;

4. La sessualità in ambito del consumo;

5. Lo sviluppo di internet, dove la sessualità è facilmente disponibile.

Le persone esprimono le loro sessualità attraverso modelli,regole e codici offerti dalla cultura.

Tutti abbiamo un IDENTITÀ SESSUALE il cui elemento fondamentale è l’orientamento sessuale che include chi

desideriamo, coloro con cui vogliamo intraprendere relazioni sessuali. L’orientamento sessuale è diviso in quattro

categorie.

1. ETEROSESSUALITÀ: o desiderio sessuale nei confronti del sesso opposto;

2. OMOSESSUALITÀ: o desiderio di avere relazioni con qualcuno del proprio sesso;

3. BISESSUALITÀ: o desiderio di relazioni sessuali con entrambi i sessi;

4. ASESSUALITÀ: o mancanza di desiderio sessuale;

Le identità sessuali riflettono i cambiamenti nella società e hanno un effetto profondo sugli individui che hanno tali

identità, così come quelli con cui interagiscono. Queste identità non sono statiche infatti non è più necessario che

gay o lesbiche debbano nascondersi per esprimere la loro identità, possono vivere in modo sereno anche nei

luoghi pubblici.

La PEDOFILIA o attrazione sessuale per i bambini, ha ricevuto molto pubblicità negativa, in quanto porta ad

abusi sessuali sui bambini. Presente sin dall’antichità è diventata una questione visibile alla fine degli anni

novanta, quando gli scandali riguardanti l’abuso sessuale di minori nell’ambito della chiesa romana sono

diventati di dominio pubblico. Nell’antica Grecia ciò era considerato normale, mentre nel nostro ordinamento è

punibile: i filosofi si circondavano di discepoli con i quali avevano rapporti.

Nelle differenze di genere nella sessualità, la socializzazione svolge un ruolo chiave, poiché uomini e donne

imparano il comportamento sessuale osservando gli altri. Di notevole importanza è l’apprendimento di COPIONI

SESSUALI adeguati al genere, o di idee note su ciò che si dovrebbe fare o meno riguardo il comportamento

sessuale.

Il copione maschile si focalizza sul pene come strumento base da utilizzare nei rapporti sessuali. Al contrario, per

le donne la sessualità è più come un gioco e non c’è una forte necessità di avere il controllo.

Susan M.Shaw e Janet Lee sostengono che gli uomini si impegnano nel sesso strumentale, cioè fine a se

stesso,mentre le donne si impegnano nel sesso espressivo ovvero che coinvolge legami emotivi.

Vi è la sensazione che la sessualità sia diventata priva di vincoli (gli adolescenti hanno rapporti non protetti,

rimangono incinta e portano avanti la gravidanza). La società contiene strutture come la scuola, la famiglia, la

legge, la polizia e la religione che limitano la sessualità. La sessualità delle minoranze oppresse è più vincolata,

gli uomini sono più liberi delle donne nell’esprimere la propria sessualità, le donne vengono stuprate e gli uomini

sono gli autori. SESSO CONSENSUALE: è un

rapporto sessuale in cui entrambe le parti sono d’accordo e consenzienti.

VIOLENZA SESSUALE: comprende atti sessuali di dominio di solito esercitati dagli uomini nei confronti delle

donne.

STUPRO: è un rapporto sessuale violento. Le aggressioni sessuali hanno gravi conseguenze: depressione,

suicidio, stress, abuso di droghe e alcool per “superare l’accaduto”.

Nella nostra società di consumi, il sesso è utilizzato per incoraggiare il consumo di ogni cosa non

necessariamente legata al sesso (oggettivazione del corpo femminile). Gli annunci pubblicitari utilizzano immagini

sessualizzate per promuovere molti prodotti, dalle auto al dentifricio e all’abbigliamento. I ricercatori hanno

scoperto che le donne danno poca importanza a questi annunci al contrario degli uomini che li reputano molto

positivi. Sin dall’antichità è esistito il consumo di sesso, infatti la prostituzione è stata definita come “il mestiere

più antico”. Nel XX secolo è nato un vero e proprio mercato del sesso che può essere visto come l’insieme di 5

mercati interconnessi:

1. CORPI E ATTI SESSUALI: Questo mercato comprende la prostituzione e altre forme di lavoro sessuale

come lo spogliarello e la lap dance.

2. PORNOGRAFIA ED EROTISMO: i quali possono essere associati a veri e propri atti e relazioni sessuali.

La produzione, la vendita e il consumo di internet avviene principalmente su internet.

3. OGGETTI SESSUALIZZATI: includono giocattoli sessuali come le bambole gonfiabili.

4. TECNOLOGIE SESSUALIZZATE: Sempre più persone utilizzano contraccettivi e farmaci come il viagra.

Altre tecnologie includono chirurgia per tutto in modo da rendersi più attraenti e per cambiare il proprio

sesso.

5. RELAZIONI SESSUALIZZATE: Un esempio di un rapporto del genere è la sposa ordinata. Inoltre bar e altri

luoghi sono spesso posti dove iniziano rapporti sessualizzati.

La devianza sessuale non ha una definizione precisa ma varia da luogo a luogo, di volta in volta e tra i diversi

individui e gruppi. Un tempo le donne non avevano il diritto di sottrarsi agli approcci,anche quelli forzati, dal

marito. Attualmente con l’emancipazione delle donne è considerata una forma di devianza lo stupro coniugale il

quale è definito come “qualsiasi rapporto o penetrazione non desiderata ottenuta con la forza, la minaccia della

forza, o quando la moglie non è in grado di acconsentire”. Un’altra forma di devianza è la MOLESTIA

SESSUALE che riguarda attenzioni sessuali indesiderate come osservazioni e barzellette di tipo sessuale,

approcci e richieste sul posto di lavoro o in altri contesti.

Molte persone con valori conservatori considerano l’omosessualità come atto deviante.

Per definire un comportamento deviante è necessario che siano presenti 4 criteri:

1. GRADO DI CONSENSO DI COLORO CHE SONO COINVOLTI: quando una delle due parti non è

d’accordo. Lo stupro è la forma più evidente di rapporti sessuali non consensuali.

2. NATURA DELLE PERSONE E DELL’OGGETTO COINVOLTO NELL’ATTO SESSUALE: Il sesso con i

bambini è considerato deviante perché non sono associati con la sessualità.

3. NATURA DELL’AZIONE INTERESSATA O LA PARTE DEL CORPO IMPIEGATA: il sesso anale o l’utilizzo

di qualsiasi parte del corpo che non sono pensate come sessuali.

4. LUOGO IN CUI L’ATTO SESSUALE AVVIENE: chiesa, sinagoga o moschea.

Il genere è una costruzione sociale che è soggetta a modifiche, cambiamenti a volte marcati nel corso del tempo.

Il genere è un comportamento: impariamo ad essere uomini e donne. Secondo Parsons i ruoli di genere sono

funzionali alla distinzione del ruolo in famiglia. La distinzione di genere nasce con l’industrializzazione (donna

casalinga), mentre prima le donne lavoravano nei campi. La distinzione di genere è utile al sistema fordista: chi si

cura della riproduzione e chi del reddito. L’apprendimento di genere inizia con la socializzazione primaria nella

famiglia, più tardi attraverso la socializzazione a scuola. Anche i media,internet e la televisione hanno un grande

effetto su ciò che consideriamo un comportamento di genere appropriato.

Sono stati coniati i termini:

• MASCOLINITÀ EGEMONICA: un insieme di idee costruite a riguardo la mascolinità che si concentra sugli

interessi e i desideri degli uomini. Le caratteristiche egemoniche sono: essere bianco, alto, giovane,

sposato, etero, padre ecc;

• FEMMINILITÀ ENFATIZZATA: un insieme di idee costruite che si accorda agli interessi degli uomini e

comporta il rispetto delle donne. La femminilità enfatizzata si concentra sulle abilità sociali piuttosto che

sull’intelletto, l’adulazione e l’accettazione del ruolo di madre e moglie.

Vi sono i TRANSGENDER, la cui identità di genere non è conforme al sesso al quale sono stati assegnati alla

nascita e attraversano la linea di genere nel comportamento con il travestimento. È importante ricordare che la

mascolinità e la femminilità devono essere separate, almeno in misura del sesso e del corpo. Nel senso che gli

uomini possono avere comportamenti femminili prendendosi cura degli altri e le donne possono comportarsi in

modo maschile attraverso un comportamento aggressivo; gli individui possono avere un alto livello di mascolinità

e femminilità ma anche non averlo proprio. È molto importante il rapporto tra genere, lavoro e famiglia.

L’interesse principale è rivolto al modo in cui l’intersezione tra lavoro e famiglia varia in base al genere. Ad

esempio, è stato dimostrato che i maschi sposati o conviventi svolgono meglio il loro lavoro e sono molto più

efficienti e produttivi rispetto agli uomini single poichè gran parte dei compiti in casa sono svolti dalle mogli. La

famiglia americana vede la divisione dei ruoli come funzionale per l’uomo: la donna mette da parte la sua carriera

per favorire quella dell’uomo. Prima della rivoluzione industriale gli uomini e le donne condividevano sia i ruoli

lavorativi sia quelli domestici; con l’industrializzazione si è verificata la separazione della sfera pubblica e quella

privata: gli uomini sono diventati capifamiglia, avventurandosi nel mondo del lavoro pubblico mentre le donne

erano più propense a lavorare in casa, occupando la sfera privata. Nacque il “culto della domesticità” secondo cui

le donne dovevano sottomettersi ai mariti, arrivare vergini al matrimonio e dovevano essere addestrate alle

faccende domestiche. Attualmente le donne non hanno solo la probabilità di partecipare al mondo del lavoro, ma

di essere anche il principale percettore di reddito in famiglia. Con le FAMIGLIE A DOPPIO REDDITO in cui

lavorano entrambi, le donne possono dire di lavorare un secondo turno. Al termine dal lavoro retribuito, queste

ultime tornano a casa e devono svolgere i tradizionali lavori domestici. Tuttavia, ricerche più recenti hanno

dimostrato che anche gli uomini iniziano a svolgere maggiormente il lavoro del secondo turno, poichè passano

più tempo a casa che a lavoro. Con il termine SUPERMAMMA s’intende una donna/dea domestica che

nonostante lavori e si prenda cura dei propri figli, deve sorridere ed essere comprensiva, mai stanca. Questo fa si

che partecipi alle OLIMPIADI FEMMINILI: arena di competizione tra l’enfasi di femminilità e il ruolo di femminilità.

La disuguaglianza di genere nell’accesso ai SISTEMI EDUCATIVI è un’importante fonte di disuguaglianza in tutta

la società americana e in tutto il mondo: le famiglie investivano poco tempo nell’educazione delle femmine perche

ci si aspettava che rimanessero a casa come mogli e madri. In seguito molti paesi hanno cercato di diminuire il

divario attraverso sforzi e miglioramenti per le donne nell’ambito dell’istruzione. Nonostante ciò le disuguaglianza

persistono infatti le femmine hanno ancora meno probabilità di seguire lezione avanzate di computer rispetto agli

uomini. Quando i ragazzi e le ragazze iniziano la scuola, ci sono poche differenze nel loro livello di preparazione.

Alcuni uomini eccellono in alcune materie come scienze e matematica mentre le donne nella lettura e nella

scrittura. Attualmente le disuguaglianze di genere nel livello di istruzione favoriscono le donne le quali hanno più

probabilità rispetto agli uomini di diplomarsi e successivamente laurearsi. Una delle spiegazioni per il

complessivo successo delle donne è che queste ultime si impegnano di più a scuola e sono più propense a

rispettare le regole della scuola, come fare i compiti e rispondere alle richieste degli insegnanti; le donne sono

più responsabili e hanno meno probabilità di finire nei guai rispetto ai maschi. Le difficoltà educative sono dovute

anche alla razza e all’etnia: le donne di colore della classe operaia hanno maggiori difficoltà a scuola rispetto a

quando accade ai maschi e le donne della classe operaia bianchi. Le ragazze di colore dalla classe operaia a

volte sono viste come disturbatrici in quanto non hanno peli sulla lingua e non sono all’altezza delle norme di

femminilità della classe media bianca. I giovani neri sono considerati dei criminali e patologici ma a scuola

imparano ad essere educati e obbedienti. Anche nel CONSUMO ci sono differenze e

disuguaglianze di genere. Dalla rivoluzione industriale, la produzione era assegnata principalmente agli uomini

mentre alle donne venne attribuito il ruolo di consumatrici. Il consumo delle donne era legato alle famiglie e alle

loro responsabilità. Ora invece le donne consumano una serie di servizi legai alla cura e alla pulizia dei figli. Le

ore giornaliere passate a svolgere servizi domestici, da parte delle donne negli Stati Uniti, è molto basso poiché

parte del lavoro viene affidato ad altre. Una donna che lavora si rivolge al mercato di servizi, creando così lavoro

per altri. Inoltre sono più propense a spendere per se stesse piuttosto che per gli altri. Ad esempio un maggiore

coinvolgimento nel lavoro implica un consumo maggiore per i capi d’abbigliamento. La pubblicità e il marketing si

rivolge alle donne e agli uomini. La pubblicità rivolta alle donne prima del XX secolo si concentrava sui prodotti

per la casa, in seguito invece su prodotti cosmetici e d’abbigliamento. Le pubblicità puntano su ideali come la

magrezza e la felicità domestica. Le donne e le ragazze sono diventate le consumatrici per eccellenza, tanto da

creare negozi e reparti appositi e di vario genere nei centri commerciali, pubblicità su giornali e pop-up su

Internet. Le donne sono più legate alle marche rispetto agli uomini.

In passato la disuguaglianza di genere era presente anche nell’ATTIVITÀ SPORTIVE: gli uomini partecipavano

alle attività sportive più delle donne. Lo sport era visto come la celebrazione della mascolinità egemonica e le

donne erano considerate inferiori. Con l’emancipazione della donna e le continue proteste quest’ultima ha iniziato

ad avere importanza anche in ambito sportivo. S’iniziò a capire l’importanza dello sport e del fitness per la salute

della donna. Di conseguenza le donne iniziarono a partecipare di più allo sport.

Un’altra distinzione tra i generi è l’ASPETTATIVA DI VITA: le donne tendono a vivere di più rispetto agli uomini,

specialmente nei paesi più sviluppati. Tuttavia le donne soffrono di più di malattie e di altri problemi di salute

rispetto agli uomini: le donne hanno il doppio di probabilità in più degli uomini di soffrire di depressione. Gli uomini

hanno maggiore probabilità di contrarre l’AIDS e la malattie coronariche, mentre le donne hanno un tasso più

elevato di contrarre malattie come l’ictus.

La CRIMINALITÀ è un altro settore in cui esistono chiare differenze di genere: gli uomini e i ragazzi hanno più

probabilità di commettere reati. Ci sono diverse ipotesi per cui i maschi commettono più reati:

1. SOCIALIZZAZIONE FAMILIARE: le femmine sono più controllate dalle loro madri durante l’infanzia in

confronto ai maschi;

2. STRESS: quando i maschi non riescono a raggiungere il successo lo stress li può indurre a reagire con atti

criminali;

3. RISPOSTA ALLE AVVERSITÀ: gli uomini sono più propensi a incolpare gli altri per i loro fallimenti, mentre

le donne sono più propense a incolpare se stesse;

Uno dei fattori che porta a minori reati è la “cavalleria maschile”. I maschi in posizione di potere possono essere

troppo cavalieri per considerare le femmine come devianti e possono proteggerle da tale etichette. Un secondo

fattore che contribuisce a favorire una maggiore devianza e criminalità femminile è la vittimizzazione femminile: le

femmine hanno maggiore probabilità di essere abusate da bambine e possono essere coinvolte in atti di

devianza e di criminalità (scappare di casa e compiere piccoli furti e prostituirsi per mantenersi).

Il sesso è una forma di merce che con la globalizzazione è diventato una forma di scambio (alla portata di tutti)

grazie ai media che diffondono foto, immagini, filmati sessualizzati subendo un processo di pornografizzazione;

nelle città si manifestano tutti i tipi di libertà tra cui la libertà sessuale; sono sorti movimenti sociali che si

occupano della sessualità, tra loro vi sono i gay e le lesbiche. La sessualità circola in tutto il mondo ad esempio

tramite il traffico sessuale, il turismo sessuale, i partiti gay globali. Inoltre tutti i tipi di beni e di servizi sessuali

vengono spediti e venduti a livello globale, soprattutto via internet. Il sesso è diventato anche politicamente un

fenomeno globale: ci sono parecchie leggi che operano contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Anche a

livello culturale le norme e i valori riguardanti il sesso sono cambiate, infatti non è più considerato come atto

deviante il sesso fuori al matrimonio, il quale è diventato sempre più normale. Un altro cambiamento è la

diffusione di queste identità sessuali come etero, gay e bisessuali.

Un fattore chiave per le minoranze sessuali nel contesto della globalizzazione riguarda le barriere che rendono

difficili i loro movimenti in tutto il mondo e che incoraggiano la loro circolazione da un luogo all’altro. Le barriere

nel paese d’origine potrebbero incoraggiare le minoranze sessuali a migrare in quanto non vi sono le pari

opportunità di lavoro e il divieto di matrimoni omosessuali. Altri problemi come le aggressioni fisiche e perfino gli

omicidi, possono costringerli a cercare una vita migliore altrove nel mondo. Molti ambienti urbani accettano

queste minoranze sessuali. Inoltre la globalizzazione ha contribuito all’accettazione delle relazioni omosessuali e

alla crescita di gay e lesbiche nel mondo. L’industria della sessualità

è molto importante per il capitalismo globale. La prostituzione è concentrata nei paesi del sud del mondo e

dell’est europea. La povertà ha indotto un gran numero di donne nei luoghi in cui si pratica la prostituzione,al fine

di partecipare a questa industria; i viaggi a basso costo hanno permesso a più turisti di girare il mondo in cerca di

relazioni sessuali; internet accelera il turismo sessuale.

Il lavoro è stato femminilizzato. Processo per cui dentro un mercato del lavoro segregato, FEMMINILIZZAZIONE

vuol dire “diffusione del lavoro non tutelato” e “aumento della presenza delle donne nei servizi” grazie ad un

maggiore impiego delle donne nel terziario; le donne accettano lavori part-time e sottopagati. Il nord fa una

domanda di lavoro ed il sud del mondo fa l’offerta, contribuendo a un aumento della migrazione femminile: le

donne del sudsi spostano legalmente o illegalmente verso il nord per gestire il lavoro che è stato sempre gestito

dalle donne del nord. Le migranti diventano per cui cameriere, lavoratrici del sesso e bambinaie. Molte lavoratrici

immigrate puliscono e si prendo cura dei bambini benestanti e delle loro famiglie nel paese di origine. Il lavoro

domestico è considerato il più grande mercato del lavoro per le donne in tutto il mondo. la migrazione femminile

senza documenti e informale,espone le donne alle peggiori dorme di discriminazione, sfruttamento e abusi. Con il

passare del tempo la donna ha iniziato a lavorare di più e ad entrare nel mondo del lavoro.

Gli uomini hanno più probabilità di essere uccisi o feriti in guerra rispetto alle donne; le donne “portano il peso

della guerra” in quanto posso essere vittime non combattenti di multinazionali, possono trovarsi coinvolte in

sparatorie ecc; le donne inoltre possono essere chiamate per curare i feriti e possono essere ferite non solo

fisicamente ma anche psicologicamente. Attualmente le donne hanno acquisito maggiori responsabilità e ruoli

pubblici nella comunità e più potere in generale. Queste ultime hanno combattuto su questioni come i diritti

produttivi, i problemi legati al lavoro e le molestie sessuali. Uno dei più grandi trionfi è stato il diritto di voto alle

donne. Questo movimento ha guadagnato forza da quando l’ONU ha celebrato l’anno internazione della donna

nel 1975. Il movimento delle nazioni unite si è concentrato su temi specifici quali: i diritti umani,le preoccupazioni

economiche,i problemi di assistenza sanitaria e la violenza contro le donne, l’epidemia di HIV/AIDS.

CAPITOLO 11 (Famiglia)

FAMIGLIA: gruppo di persone legate tra loro per discendenza, matrimonio o adozione. I sociologi la considerano

come un‘istituzione sociale universale che è centrale per la vita sociale. Sono interessati a questioni come:

rapporto tra famiglia e matrimonio, le diverse forme adottate dalla famiglia, come le famiglie si formano e si

mantengono, si espandono e si contraggono, ma anche come si dissolvono.

MATRIMONIO: unione legale di due persone che permette loro di vivere insieme, di avere dei figli in modo

naturale o per adozione. Le famiglie regolamentano questioni riguardo il matrimonio, come il numero di coniugi.

• MONOGAMIA: è un matrimonio tra moglie e un marito (o due mogli o due mariti);

• POLIGAMIA: implica più coniugi;

• POLIGINIA: una famiglia con più mogli ed è la forma più diffusa di poligamia piuttosto che la

POLIANDRIA, che implica più mariti.

• PROMISCUITA’: matrimonio di gruppo;

Un concetto chiave per comprendere la famiglia è quello dell’ENDOGAMIA o il fatto di sposare una persona con

caratteristiche simili come la religione, etnia, razza; al contrario l’ESOGAMIA consiste nello sposare qualcuno

con caratteristiche dissimili in riferimento a queste ed ad altre dimensioni. In passato vi era più endogamia, al

contrario di ora in cui c’è la tendenza a sposare persone di un’altra razza. Un’altra cosa è chiara: il legame stretto

tra famiglia e matrimonio si è notevolmente ridotto; molti non si sposano o si sposano più di una volta. Ciò vuol

dire che sposarsi non significa restare uniti ad una persona per tutta la vita. Il matrimonio e la famiglia rimarranno

relazioni intime importanti, ma non saranno le uniche forme di intimità del futuro.

La parola INTIMITA’ è spesso associata con le relazioni sessuali. Essa può essere definita come un rapporto

stretto e personale che fa sì che due persone attratte tra loro si identifichino come coppia durante il periodo di

frequentazione. La natura dell’intimità non è statica ma cambia nel tempo: in passato per essere intimi non

bisognava necessariamente condividere molto di sé stessi, al contrario di oggi in cui l’intimità implica il fatto di

rivelare molto, se non tutto di sé al partner. L’intimità nelle RELAZIONI DOMESTICHE è spesso associata con

l’amore. Ci sono molte definizioni e una grande varietà di tipi di AMORE:

• AMORE PASSIONALE: ha forti sensazioni sessuali e implica l’ idealizzazione di colui che è amato; porta

con se una grande intimità anche se probabilmente sarà di breve durata;

• AMORE BASATO SULL’ AFFETTO E COMPLICITA’: si sviluppa gradatamente, non è necessariamente

legato alla passione sessuale e ai basa su valutazioni più razionali di colui che è amato; è destinato a durare

più a lungo.

Questi due tipi di amore non sono totalmente distinti l’uno dall’altro: vi sono relazioni intime a lungo termine che

iniziano come un amore passionale e tende ad essere soppiantato dall’amore basato sull’affetto e la complicità.

L’amore passionale è noto anche come AMORE ROMANTICO. Le industrie della moda, del trucco degli anni 50

capitalizzarono l’amore romantico e ne diffusero l’idea. Ogni settore associava il romanticismo ad oggetti materiali

come prodotti di lusso, bellezza ed auto. Attualmente l’amore è considerato liquido, senza confini o per lo meno

difficile da definire. Così che gli individui possono vivere nella libertà, avere diverse esperienze d’amore o

relazioni senza amore nell’arco di vita. Questo cambiamento ha interessato anche la famiglia e il matrimonio che

stanno diventando così fluidi da essere cancellati. I grandi cambiamenti avvenuti hanno colpito il matrimonio e la

famiglia. La progressiva diminuzione del matrimonio è una tendenza presente in gran parte dei paesi europei a

partire dalla seconda metà degli anni 60.

Secondo Andrew Cherlin la crisi è dovuta alla deistituzionalizzazione del matrimonio. Con il termine

deistituzionalizzazione intende dire che le norme sociali in materia di matrimonio si sono indebolite e sempre più

persone mettono in discussione le loro azioni quando si relazionano al matrimonio. Cherlin discute 5 fattori nella

deistituzionalizzazione del matrimonio:

1. Più donne entrano nella forza lavoro, la chiara divisione del lavoro in famiglia tra casalinghe e capofamiglia

ha iniziato a rompersi;

2. la norma di avere figli entro il contesto del matrimonio e della famiglia si sta estinguendo. Questo è

dimostrato dall’aumento dei parti al di fuori del matrimonio;

3. elevato e crescente tasso di divorzio e separazioni;

4. aumento della convivenza;

5. aumento dei matrimoni omosessuali.

Dalla metà del XX secolo è diventato dominante un modello di matrimonio basato sull’affetto e complicità che si

accoppiava bene con la famiglia nucleare e ha implicato una divisione del lavoro tra il singolo lavoratore

capofamiglia e la donna casalinga. Marito e moglie erano tenuti insieme da legami di affetto, complicità, amore,

attrazione.

Negli anni 60 ci si avviò verso il MATRIMONIO INDIVIDUALIZZATO, in cui il singolo entrava nel matrimonio con

l’idea di non rinunciare alla propria libertà. Il matrimonio non è più una struttura rigida (come quella del

matrimonio basato sull’ affetto e la complicità) ma è diventato sempre più aperto e flessibile. Un fattore

importante nella crescita del matrimonio individualizzato è stato il cambiamento del posto delle donne in società:

più donne andavano al lavoro e non erano più limitate al ruolo di casalinghe; le donne hanno avuto un maggiore

accesso alla contraccezione e all’aborto, fino a liberarsi dai vincoli del matrimonio utile alla procreazione. Le

persone si sentono più libere di non sposarsi, di sposarsi più tardi e di porre più facilmente fine al matrimonio. Le

persone vogliono essere legalmente definite come coppie e come famiglie, ma vogliono essere anche privi di

responsabilità e di agire come vogliono. La ricerca sociologica corrente sottolinea questo paradosso. Ci sono

anche quelli legati alla nozione tradizionale di matrimonio, che lo considerano come il risultato naturale di un

rapporto duraturo e sono chiamati ”naturalisti del matrimonio” . in contrasto vi sono i pianificatori del matrimonio

che affrontano alcune realtà prima di sposarsi: trovare un lavoro ben pagato, essere in grado di creare e

sostenere la famiglia. Nel frattempo i pianificatori possono avere relazioni sessuali/romantiche prematrimoniali,

convivere e avere figli al di fuori del matrimonio. I naturalisti sono per lo più contadini e sono più vicini alla realtà

del XX secolo, mentre i pianificatori sono per lo più legati alla realtà della vita urbana del post-colonialismo. Vi è

anche chi sostiene che vi sia un declino del matrimonio e si focalizza sul tasso di divorzio e sul numero di

bambini nati al di fuori, e chi sostiene che ci sia una ripresa del matrimonio in quanto il divorzio mette fine a quei

matrimoni disfunzionali e fa si che i bambini non siano male socializzati.

Il sociologo britannico GIDDENS ha individuato la chiave per questa nuova forma di rapporto: intimità ‘’AUTO-

RIVELANTE’’.

Le coppie rivelano molto di più l’uno all’altro e sono in grado di avere rapporti sempre più intimi. Questo fa si che i

matrimoni individualizzati siano più onesti dei matrimoni basati sull’affetto e la complicità, che invece erano basati

sul segreto o la menzogna. Dal momento che qualsiasi tipo di matrimonio può essere limitante poiché anche

rivelare tutto di sé stessi non è positivo, Giddens ha coniato il termine di RELAZIONI PURE: relazione in cui si

entra per il proprio bene e quelli che ne sono coinvolti rimangono in quella fino a quando ne ricavano sufficiente

soddisfazione. Questo rapporto è più individualizzato del matrimonio individualizzato e si adatta alle origini della

società occidentale. In qualunque tipo di rapporto vi è la consapevolezza che questo potrebbe terminare.

Altre idee formulate in Germania considerano il matrimonio una dalle tante forme di relazione che l’individuo può

intraprendere insieme o separatamente. Queste forme non si escludono a vicenda e le persone non sono

costrette a sceglierne una. Questo secondo l’idea della MODERNITA’ RIFLESSIVA per cui le perone sono

sempre più consapevoli di sé e del fatto che sono prive di vincoli come il matrimonio; le persone possono creare

sé stesse in modo riflessivo, le loro relazioni e le società in cui vivono. Le coppie inoltre non sono più bloccate

dall’idea che l’unica alternativa che hanno è il matrimonio ma prendono in considerazione più punti di vista

(COSMOPOLITISMO).

Secondo SIMMEL sebbene vi sia sempre la tentazione di rivelare tutto ad un partner in una relazione intima, tali

rivelazioni sarebbero un grosso errore. Lui afferma che tutti i rapporti richiedono una certa percentuale di apertura

e segretezza e il matrimonio non fa eccezione.

FAMIGLIE NON FAMIGLIE: in cui un individuo vive con non parenti o vive da solo. Ci sono diverse ragioni

dell’aumento dei single: benessere economico maggiore da single, crescita dell’individualismo, maggiore

indipendenza, la rivoluzione della comunicazione che permette agli individui di divertirsi da soli a casa,

l’invecchiamento della popolazione e la probabilità di ritrovarsi da soli (le donne hanno una vita più lunga e per

questo si ritrovano maggiormente da sole, gli uomini che si ritrovano da soli sono quelli che hanno avuto una

rottura matrimoniale).

ABITAZIONE FAMIGLIARE: una residenza fatta di una o più perone che occupano un determinato domicilio, le

quali sono legate dal sangue, il matrimonio o l’adozione. Le persone coinvolte sono collegate dal domicilio ma

non necessariamente coniugate. L’abitazione famigliare come la famiglia stessa sono in declino; una serie di altri

cambiamenti nel nucleo famigliare sono degni di nota:

• Le persone vivono più a lungo. Più persone sono in grado di mantenere le loro famiglie e le abitazioni per

molti più anni;

• le donne sopravvivono agli uomini;

• le famiglie sono più piccole;

• diminuzione del numero delle nascite da donne sposate in famiglia con due genitori, aumenti delle nascite

da donne non sposate ed aumento di persone divorziate.

I recenti cambiamenti sociali hanno reso possibile alle persone scegliere una struttura famigliare non tradizionale,

tra cui la convivenza, le famiglie monoparentali, i genitori non residenti, le famiglie gay e lesbiche e le coppie che

vivono separate.

CONVIVENZA: coabitazione di una coppia senza limiti giuridici. Ci sono più coppie conviventi oggi rispetto al

passato. Vivere insieme è considerato come una prova abbastanza comune per il matrimonio e il percorso verso

di esso, sebbene poche persone abbiano ancora il programma di sposarsi. A un certo momento la convivenza è

stata associata con l’essere poveri, meno istruiti o appartenere alla classe bassa, era vista come ’’il matrimonio

dei poveri’’. Ora la convivenza è diventata sempre più comune tra le persone con un‘educazione avanzata, anche

tra i laureati. Vi è il desiderio di trascorrere più tempo con il proprio partner, ideale per poter rafforzare i rapporti; i

partner avrebbero risparmiato denaro convivendo perché dividevano le spese piuttosto che pagare tutto da soli;

la convivenza era vista come una sorta di test per valutare la compatibilità del partner; è stata una soluzione

praticata da coppie in attesa del divorzio. La legge italiana infatti impone un periodo di 3 anni di separazione

legale prima di poter ottenere il definitivo scioglimento del matrimonio e perciò la possibilità di sposarsi

nuovamente. La convivenza ora si sta diffondendo tra i giovani con un elevato livello d’istruzione, specie tra

donne.

FAMIGLIE MONOPARENTALI: si creano in seguito alla rottura di un matrimonio o all’allontanamento dalla casa

coniugale di uno dei due coniugi. Nei paesi dove l’instabilità coniugale è contenuta (Europa Meridionale) questo

tipo di famiglia è poco diffusa, sebbene il fenomeno sia destinato a crescere con l’aumento delle separazioni e

dei divorzi.

GENITORI NON RESIDENTI: famiglie in cui i padri o le madri vivono separati dai loro figli. I genitori non residenti

sono stati giudicati negativamente, spesso venendo etichettati come ‘’padri inadempienti‘’ o ‘’cattive mamme’’. In

realtà tali persone smettono di essere coniugi ma non genitori. Un padre si può allontanare per esigenze di

lavoro, guerra o incarcerazione. Molti genitori non residenti vogliono essere attivi nella vita dei loro figli ma non

hanno tempo sufficiente per gestire le responsabilità genitoriali, non hanno le risorse finanziare a causa delle

esigenze di mantenimento dei figli, la mancanza di uno spazio adeguato ai bambini nella nuova casa dei bambini.

Le donne in genere hanno maggiori problemi come genitori non residenti rispetto agli uomini: hanno meno risorse

finanziare e questo rende difficile per loro svolgere il ruolo. Le donne possono anche credere che dal punto di

vista finanziario i padri sono in una posizione migliore per crescere i bambini.

FAMIGLIA RICOSTITUITA: è formata da due adulti che sono sposati o conviventi, almeno uno dei quali ha un

figlio che vive con loro e che proviene da un matrimonio o una convivenza precedente. Si tratta di

un’ISTITUZIONE INCOMPLETA, poiché non ci sono regole che ci dicono come comportarci.

FAMIGLIA RICOMPOSTA: comprende una combinazione di figli dai matrimonio o dalle relazioni precedenti dei

partner con uno o più figli della coppia attualmente sposata o convivente. I figli acquisiti tendono ad avere più


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Sociologia generale e della prof. Salvati, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Introduzione alla sociologia, Ritzer. Gli argomenti trattati sono i seguenti: che cos'è la sociologia, l'effetto a farfalla, la migrazione, Marx, Durkheim, Weber, strutture e processi globali, ricerca sociale,stato moderno, cultura, socializzazione, organizzazione e burocrazia, devianza, stratificazione sociale, razza ed etnia, sesso e genere, famiglia, politica ed economia, istruzione, cambiamento sociale, sociologia medica ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del servizio sociale
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Felistor95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Salvati Armida.

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