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I sociologi contemporanei posano l’attenzione su consumi in generale, acquisti online, comportamento degli

acquirenti, sviluppo di più recenti luoghi di consumi, a come i consumatori usano i centri commerciali, che

attirano clienti.

I cambiamenti sociali continuano e la Grande recessione ha cambiato molte cose, incluso il livello in cui la

società è dominata dal consumo riduzione di acquisti, Las Vegas e Dubai soffrono.

à

era del post consumismo: mentre il consumo eccessivo e il relativo livello elevato del debito sono stati

à

fattori chiave nel causare la grande recessione, un era post – consumista porterebbe con sé meno posti di

lavoro e un declino dello standard di vita di molte persone.

McDonaldizzazione della società: processo attraverso i quali i principi razionali del fast food iniziano a

dominare sempre più settori della società in tutto il mondo. Hanno 4 caratteristiche: efficienza, calcolabilità,

prevedibilità, controllo.

IL MONDO DIGITALE

La sociologia si è sempre occupata delle implicazioni della tecnologia.

Il vivere digitale non è separato dalla vita nel mondo sociale, le due forme si intersecano sempre di più e

creano un mondo allargato per tutti i soggetti coinvolti, es: smartphone, social network.

rete sociale ha luogo online mentre l’interazione fisica è inesistente.

à

I sociologi vogliono capire meglio la natura delle differenze e somiglianze tra interazione mediata e non

mediata.

• Interazione mediata: tecnologie che si mettono tra le persone

• Interazione non mediata: no interferenze della tecnologia

Un altro interesse della tecnologia legato a internet è l’impatto sulla vita delle persone del cosi tanto tempo

speso interagendo sui siti web (es: capacità di scrivere tesine ma utilizzando abbreviazioni?).

Interazioni online e offline capacità di comprendere e ricordare si ridono e si riducono le prestazione nei

à

test.

La tecnologia di internet condiziona il consumatore: amazon, ebay si spende di più

à

= la facilità con cui le interazioni globali e le transazioni avvengono su internet e un potente stimolo per il

processo di globalizzazione.

GLOBALIZZAZIONE, CONSUMI, MONDO DIGITALE E NOI

interesse degli studenti universitari che vivono un’esistenza globale: le idee fluiscono liberamente da

à

tutte le parti del mondo, perché i loro colleghi provengono da altri stati.

Educazione data da internet, gli studenti seguono corsi online

à

Consumatori acquisto di libri

à

Importanti sono i modi in cui consumi e internet interagiscono tra loro e si intrecciano con la vita degli

studenti.

SOCIOLOGIA: CONTINUITA’ E CAMBIAMENTO

Società cambia ma mantiene una continuità

à

Immaginazione sociologica secondo Mills: i sociologi hanno una prospettiva unica – immaginazione

à

sociologica – che fornisce loro un modo particolare di guardare ai dati o riflettere sul mondo circostante.

La sociologia richiede immaginazione, oggi più di quanto ne richiedeva ai tempi, a causa delle minacce che

emergono continuamente, delle maggiori spese e ad un’espansione del complesso militare – industriale. Ci

si preoccupa anche della “guerra d’informazione” e dei cyber attacchi (Usa – Israele).

Un esempio diverso dell’utilità dell’immaginazione sociologica inizia con le idee di Simmel: sostiene che il

denaro sia cruciale per una moderna economia perché accelera i consumi e permette di consumare più di

quanto le persone non farebbero altrimenti (debiti).

Globalizzazione

• guerra d’informazione tra Russia e Bielorussia: dopo la guerra fredda, l’US si dissolse e si

creano stati indipendenti tra cui Russia e Bielorussia che intrattennero relazioni economiche e

politiche per motivi strategici. Con gli anni però il rapporto si è fatto più teso e si tradusse in una

guerra d’informazione iniziata nel 2010. Vi fu una disputa riguardo i prezzi del gas naturale e

l’unione doganale, quest’ultima ostacolata e non appoggiata dalla Bielorussia. La guerra è

diventata sempre più rilevante e incluse l’uso della disinformazione, propaganda e diffusione di

informazioni segrete per ottenere vantaggi strategici. Le informazioni si diffondono più

velocemente ma possono avere un impatto drammatico politicamente, sull’opinione pubblica e

sull’azione collettiva. Questo tipo di esercizio “soft power” appare sempre più probabile nel mondo

contemporaneo, in cui l’esercizio del potere forte è pericoloso e costoso.

• Problemi privati e questioni pubbliche: con l’immaginazione sociologica si poteva prevedere il

crescente aumento dei consumi e l’indebitamento. Le carte di credito procuravano problemi sia

privati che pubblici perché chi sosteneva un indebitamento aveva delle difficoltà che

danneggiavano anche le banche pubbliche. Un problema che si potrebbe affrontare oggi sono le

relazioni sociali private sui social, che colpisce soprattutto i giovani (ADHD); la condizione delle

donne che sono segregate nelle occupazioni meno pagate e quindi aumenta il senso

d’insoddisfazione a causa del basso reddito. In generale i problemi che pensiamo siano soltanto

privati, in realtà diventano anche pubblici.

• La relazione micro – macro: USA, la sociologia è interessata alla relazione tra fenomeni su

piccola scala (fenomeni sociali, persone, pensieri e azioni) e su larga scala (gruppi, organizzazioni,

culture società e mondo).

Marx rapporto tra ciò che i lavoratori pensavano e dicevano e il sistema economico capitalistico.

à

Esiste un continuum che va dalle più microscopiche alle più macroscopiche realtà sociali, con

fenomeni che si trovano già a metà di questo processo, conosciuti come “meso”.

= le azioni e i pensieri individuali si collocano all’estremo micro del continuum mentre le

organizzazioni e i gruppi ricadono sull’estremo macro, insieme a strutture e processi.

• Il rapporto azione – struttura: Europa, i sociologi pensano che l’azione è simile al livello micro e

la struttura al macro. Si mettono in luce alcune importanti realtà:

azione importanza all’individuo (agente) come avente potere e capacità di essere creativo

à

(capacità mentali).

A livello macro si sviluppano nelle strutture sociali e culturali questi agenti che creano le stesse

strutture e ne sono vincolati.

Goffman gli individui sono pericolosi giganti, cioè hanno capacità di azione o il potenziale di

à

arrestare e distruggere le strutture in cui si trovano anche se, spesso, gli agenti non si rendono

conto del potere che hanno (es: proteste, occupazioni studentesche). Alterano le strutture sociali.

= le strutture sociali sono sia vincolanti sia abilitanti.

COSTRUZIONE SOCIALE DELLA REALTA’ (Berger e Luckmann, 1967).

Le persone all’estremo micro della prospettiva creano la realtà sociale, cioè fenomeni di livello meso e

macro attraverso i loro pensieri e azioni. La realtà diventa struttura che è separata dalle persone che

l’hanno creata e che vi esistono, possono sottostare a regole dei processi macro e meso o no, ed è un ciclo

continuo (es: settore moda).

Comte inventore della sociologia come disciplina e attenzione alla distinzione tra “statica sociale” e

à

“dinamica sociale”.

• Statica sociale si occupava di processi sociali entro e tra parti della società, e nella società nel

à

suo insieme.

• Dinamica sociale interesse per un processo sociale (cambiamento).

à

Le strutture sociali sono assetti sociali duratori e regolari e benché cambino, cambiano molto lentamente.

I processi sociali invece rappresentano l’aspetto dinamico e il continuo cambiamento del mondo sociale.

PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE

Teorie strutturali/funzionali: si sono formate con l’osservazione e l’analisi dei fenomeni sociali su vasta

scala e includono stato e cultura. Le due teorie principali sono:

• Strutturalfunzionalismo: si focalizza sia sulle strutture sia sulle loro funzioni. Gli struttural

funzionalisti sono stati influenzati da Durkheim, e propongono una visione positiva delle strutture

sociali (nel caso della devianza), che possono includere l’esercizio, polizia, dipartimento della

sicurezza nazionale, affermando che sono necessarie. E’ una teoria conservatrice, l’opinione

dominante è che se alcune strutture sono funzionali ed esistono, devono essere mantenute e

conservate.

Merton: pone l’attenzione sul concetto di funzione o le conseguenze osservabili e positive di una

struttura che la aiutano a sopravvivere, adattarsi e autoregolarsi.

Disfunzione: concetto che si aggiunge allo struttural funzionalismo. Indica le conseguenze

osservabili che incidono negativamente sulla capacità di nu dato sistema di sopravvivere, adattarsi

o autoregolarsi.

Merton identifica due tipi di funzioni:

1. Funzioni manifeste conseguenze positive che sono cercate volutamente (tasse o tariffe

à

doganali)

2. Funzioni latenti conseguenze positive non intenzionali (beni esteri)

à

Conseguenze inattese impreviste e possono essere positive o negative (es: guerra

à

commerciale)

• Strutturalismo: si concentra solo sulle strutture ed è interessato all’impatto sociale di strutture

nascoste e sottostanti. L’idea è che queste strutture determinino ciò che accade poi nel mondo

sociale.

Marx strutture nascoste che determinano il funzionamento del capitalismo, il quale agisce

à

soprattutto per i benefici dei capitalisti. Marx affermava che in realtà il valore di un prodotto

deriva dal lavoro che viene impiegato nella produzione di quel prodotto.

Engels la struttura familiare ha seguito un percorso evolutivo dal primitivo al moderno e

à

l’oppressione femminile è radicata nella struttura nascosta e sottostante relativa ai diritti di

proprietà.

Un’idea dello strutturalismo è lo smascheramento (Berger): mette in evidenza che le strutture

sociali visibili come lo stato sono semplici facciate e il compito del sociologo è smascherare queste

facciate. I sociologi realizzano lo smascheramento mettendo in discussione gli obiettivi accettati

socialmente e le spiegazioni fornite da coloro che occupano posizioni di autorità.

Teorie del conflitto/teorie critiche: sottolineano le tensioni e i conflitti nella società e sono critiche nei

suoi confronti.

• Teoria del conflitto (Marx): si focalizza, al contrario dello struttural funzionalismo, sugli aspetti

negativi della società, tenuta insieme per mezzo della coercizione. Coloro che subiscono

negativamente l’influenza della società vorrebbero ribellarsi, se non fosse per forze coercitive. I

teorici vedono la continua possibilità di cambiamento, vedono ovunque dissenso e contrasti, si

occupano della coercizione e del potere che tiene insieme una società. Individuano due aspetti

fondamentali:

1. Consenso

2. Conflitto

= entrambi necessari

Concetto di autorità non risiede negli individui ma nelle posizioni e nelle organizzazioni di

à

persone. Importante è il potenziale di conflitto tra coloro che occupano posizioni di autorità e

coloro che sono subordinati, perché gli uni e gli altri hanno interessi molto diversi.

= gruppi di conflitto.

• Teoria critica: sposta l’attenzione sul concetto di cultura, diventata importante anche sul sistema

economico. Sempre più persone sono controllate dalla cultura in generale e dall’industria culturale

in particolare piuttosto che dall’economia capitalistica.

L’industria culturale consiste nelle strutture razionalizzate e burocratizzate che controllano la

cultura moderna.

Le tecnologie producono la cultura di massa, e due caratteristiche di essa sono fonte di

preoccupazione per i teorici critici:

1. Falsità la vera cultura dovrebbe scaturire dalle persone ma la cultura di massa mette

à

insieme idee pre confezionate che falsificano la realtà.

2. Repressività le masse devono essere informate di cose come la falsità della cultura in

à

modo che possano sviluppare una chiara idea delle debolezza della società e la necessità

di ribellarsi contro di esse.

= l’effetto della cultura di massa è quello di rendere pacifiche, stupire e reprimere le

masse in modo che siano molto meno propense a chiedere un cambiamento sociale.

La teoria critica può essere applicata a forme di media come YT e facebook, ma mentre i contenuti

on sono prodotti dall’industria culturale, vengono solamente diffusi da essa.

• La teoria post moderna: la post modernità è lo stadio della società dopo l’era moderna, che è

stata analizzata dai sociologi classici. Tra le caratteristiche del mondo moderno c’è la razionalità. Il

mondo posto moderno è meno razionale o non razionale. La post modernità è caratterizzata

dall’eclettismo in ciò che mangiamo, nel modo in cui ci vestiamo e nel tipo di musica che

ascoltiamo. Il post modernismo fa riferimento all’emergere di nuove e differenti forme culturali in

diversi ambiti ma le forme culturali sono un miscuglio di elementi combinati tra loro che da una

prospettiva moderna sembrano spesso incompatibili gli uni con gli altri. Questa teoria si propone

come reazione alla teoria moderna. Si oppongono alle grandi narrazioni offerte dai teorici moderni

e offrono istantanee del mondo sociale più limitate e spesso non collegate tra loro. Adottano un

approccio non scientifico o addirittura antiscientifico al mondo sociale. Lo studio sociologico della

devianza è scomparso a causa delle conclusioni dei post modernisti secondo i quali la devianza è

un fenomeno puramente relativo, che dipende dalle definizioni di coloro che hanno il potere di

definire ciò che è deviante.

Foucault teoria delle carceri; sostenne che le carceri stavano diventando sempre più oppressive

à

attraverso l’uso di tecniche come l’accresciuta e costante sorveglianza dei detenuti.

Baudrillard sosteneva che viviamo in una società consumistica in cui gran parte delle nostre

à

vite sono definite non dal nostro lavoro produttivo ma da cosa consumiamo e come lo

consumiamo. Il mondo post moderno è caratterizzato dall’iperconsumismo che spinge a

consumare più di ciò di cui abbiamo bisogno.

La teoria sociale post moderna è la simulazione inautentica o farla versione di qualcosa. L’idea

à

che consumiamo sempre più simulazioni e viviamo una vita simulata è una potente critica non solo

della società dei consumi ma più in generale del mondo contemporaneo.

Teorie inter/azioniste: si concentrano sul livello micro degli individui e comprendono sia le teorie che si

occupano dell’interazione tra due o più persone (interazionismo simbolico, etnometodologia, teoria dello

scambio) sia quelle che si concentrano sulle azioni degli individui (teoria della scelta razionale).

• Interazionismo simbolico: riguarda l’interazione tra due o più persone attraverso l’uso dei

simboli. L’interazione non può aver luogo senza simboli: le parole, i gesti e anche gli oggetti che

costituiscono le cose perché consentono la comunicazione dei significati tra un gruppo di persone.

Ha molti principi di base:

1. gli esseri umani hanno una grande capacità di pensiero che li differenzia dagli animali

inferiori ed è plasmata dall’interazione sociale perché le persone acquisiscono significati

simbolici che permettono loro di esercitare la loro capacità distintiva di pensare.

2. I significati simbolici non sono scolpiti nella pietra e le persone sono in grado di

modificarli.

3. Le persone sono in grado di modificare i significati simbolici grazie alla loro capacità

unica di pensare, cioè capacità di interagire con se stesse.

4. Lo schema entro cui avvengono le scelte, le azioni individuali e l’interazione è la base per

la costituzione dei gruppi, delle strutture più ampie come le burocrazie e della società

intera.

= interazione simbolica alla base di ogni cosa nel mondo sociale.

Gli interazionisti simbolici sono interessati a come i vari aspetti dell’identità vengono creati e

sostenuti durante l’interazione sociale. Sostengono che il genere è qualcosa che noi facciamo o

recitiamo ed è un mezzo per identificarci in una categoria di sesso. E’ sia la causa che il risultato

dell’interazione sociale.

• Etnometodologia: si focalizza su quello che fanno le persone piuttosto che su quello che pensano.

Il termine ha origini greche e si riferisce alle persone e ai metodi giornalieri che utilizzano nella

loro vita quotidiana. Studiano i modi in cui le persone organizzano la loro vita, considerandola

come realizzazione pratica davvero straordinaria. Hanno una visione diversa delle strutture sociali

su larga scala rispetto ai struttural funzionalisti. Le persone agiscono all’interno delle strutture e si

occupano dei loro affari utilizzando il buon senso piuttosto che le procedure ufficiali. Molti

etnometodologi studiano le conversazioni che si concentrano su:

1. Segnali vocali come elementi della conversazione

2. Stabili e ordinate regole delle conversazioni

3. Azioni necessarie per mantenere le conversazioni

Le persone spesso pensano erroneamente al genere come qualcosa di biologicamente determinato.

La teoria dello scambio: i teorici dello scambio sono interessati al comportamento stesso e alle

ricompense e ai costi ad esso associati. Sono interessati al comportamento sociale che di solito coinvolge

due o più persone e che implica una serie di scambi di materiali e immateriali. Le persone sono viste come

soggetti razionali in cerca di profitto. La gente va avanti in azioni o interazioni in cui i benefici sono maggiori

dei costi. Al contrario interrompono quelle in cui i costi sono maggiori. Gli scambi individuali possono

stabilizzarsi nel tempo e diventare relazioni di scambio persistenti.

• Teoria della scelta razionale: le persone sono considerate razionali ma il focus non è sullo

scambio, ricompense e cosi. Il principio base consiste nell’idea che le persone agiscano

intenzionalmente per conseguire i loro obiettivi. Le persone sono considerate come aventi degli

scopi e l’intenzione di compiere determinate azioni. Hanno una varietà di mezzi a disposizione e

scelgono sulla base della loro utilità. Ci sono due importanti vincoli:

1. accesso alle risorse scarse può perseguire più obiettivi solo chi ha più risorse

à

2. requisiti delle strutture sociali regole che limitano le azioni disponibili a coloro che

à

sono all’interno delle strutture.

L’OBIETTIVO DELLA SOCIOLOGIA: SCIENZA O RIFORMA SOCIALE?

Comte aveva sostenuto che tale studio doveva essere scientifico. Credeva che il mondo sociale fosse

dominato da leggi e che il compito della sociologia fosse di scoprire tali leggi e che la scienza sociologica si

sarebbe sviluppata tramite questa progressiva scoperta. La scienza e la riforma non devono essere separate.

Molti dei sociologi di oggi studiano problemi sociali di tutti i tipi e cercano di utilizzare ciò che apprendono

per far fronte a tali problemi, suggerendo modi di riformare la società. Ritengono che queste attività non

siano distinte ma che debbano contribuire l’una all’altra. Si è sviluppata una divisione che ha visto alcuni

sociologi concentrarsi sulla ricerca scientifica e altri impegnarsi in attività volte a riformare la società.

La sociologia pubblica si rivolge ad una vasta gamma di pubblici, maggior parte dei quali sono fuori

à

dall’accademia. Negli ultimi decenni la disciplina è stata dominata da sociologi che privilegiano la tecnica e

che lavorano al di fuori delle università e dei gruppi di esperti.

Molti sociologi americani sono alla ricerca di modi migliori per raggiungere un pubblico più vasto.

La sociologia diventa pubblica attraverso l’opera di non sociologi il cui pensiero è modellato esplicitamente

o implicitamente da una conoscenza sociologica e una prospettiva sociologica.

La sociologia è una delle scienze sociali che studia i vari aspetti della realtà sociale. E’ la più vasta tra queste

discipline infatti gli altri scienziati sociali hanno maggiori probabilità di esplorare aspetti specifici del

mondo sociale in modo molto più approfondito. Si occupano di cultura, stato nazione e processi mentali su

cui si focalizzano gli psicologi.

L’obiettivo conclusivo è paragonare i modi in cui tali discipline approcciano la globalizzazione:

1. antropologia aspetti culturali del mondo

à

2. Scienze delle comunicazioni mediata e non mediata

à

3. Economia produzione, distribuzione e consumo

à

4. Geografia relazioni spaziali

à

5. Scienza politica stati nazioni, relazioni internazionali ecc

à

6. Psicologia consapevolezza del mondo

à

CAMBIAMENTO SOCIALE E NASCITA DELLA MODERNITA’

Società contemporanea e globalizzazione sono l’oggetto della questione e sono frutto di un processo di

cambiamento (attenzione di molti studiosi), che ha visto succedersi diversi tipi di società.

Il cambiamento prevede anche una visione storica, diversa a seconda dell’autore:

• Comte e Spencer visione evolutiva della storia, per cui essa è un processo lineare in cui telos

à

(cioè tendere verso un fine) è il progresso.

• Marx aggiunge alla visione evolutiva anche la visione dialettica e di principale importanza

à

diventano le lotte di classe.

• Weber la storia come frutto di un processo di interazione sociale, cioè azione e reazione. Non

à

vede un telos in senso di progresso e regresso.

= questi studi portano a diverse interpretazioni della nascita della modernità.

Società prima della società moderna:

• Società semplice } Caratterizzate da assenza di economia di mercato e forza lavoro. Non

• Società antica sono totalmente inesistenti perché il cambiamento sociale presenta

• Società feudale due tratti fondamentali:

1. Tratto evolutivo

2. Tratto rivoluzionario

IL FEUDALESIMO

Ernest Bloch parla di due società feudali:

• Anni prima del XI secolo

• Metà del XI secolo

Caratteristiche:

• Economia con più forme di scambio

• Rapporti sociali servitù della gleba e sfruttamento economico accompagnato da una coercizione

à

politico legale

• Diritto locale diritto di proprietà privata

à

• Organizzazione sociale feudo, con vincolo di fedeltà e concessione di benefici. Si basa sul

à

rapporto signore – vassallo, il quale costituì l’aspetto costitutivo della vassallità europea grazie alla

devozione al signore. Il feudo era consegnato al vassallo ma restava comunque sotto il controllo

del sovrano. Infatti, il diritto di ereditarietà si introdusse solo quando il signore perse la sua

centralità.

• Si afferma la figura del cavaliere, come colui che acquisiva le armi e non era posto sotto un vincolo

di fedeltà al signore.

• Stratificazione sociale a piramide il servo appartiene al signore e si differenzia dal contadino, il

à

quale chiedeva protezione ai signori locali perché si sentiva abbandonato, ma poteva in qualunque

momento sciogliere il vincolo e abbandonare il signore. Questo garantiva un senso di

appartenenza al signore.

Dal XIII secolo ci furono poi alcuni cambiamenti nei rapporti tra sudditi e signore, venne introdotta

la “Carta delle consuetudini” e ci fu la riduzione di corvée e dei pagamenti in natura al posto di

pagamenti in denaro, ritenuti importanti per acquisire ricchezza.

LA MONARCHIA E LA CHIESA

Il clero formava una classe giuridica, con diritto peculiare e privilegi giurisdizionali. Ai ranghi più bassi si

trovavano monaci e ministri delle parrocchie mentre a livelli superiori c’erano curati, canonici, dignitari e

corti vescovili.

La chiesa nell’era feudale era una grande potenza umana che aveva ereditato molti possedimenti terrieri,

che permettevano di vivere sul lavoro degli altri.

Il rapporto tra monarchia e chiesa era molto stretto il re aveva la facoltà di attribuire le cariche religiose

à

più alte. Il chierico, chiamato al governo di una parrocchia, di una diocesi o di un monastero riceveva

un’investitura dal feudatario, con cui gli venivano concessi il diritto alla funzione e il diritto alla

remunerazione. In cambio giurava fedeltà al signore e la nomina di sottomissione. Il potere temporale era

formato dalle baronie, dal principato locale, dalla monarchia e dall’impero. La monarchia aveva un carattere

sacro e partecipava al potere della chiesa, era ereditaria e a volte elettiva.

Sopra la monarchia vi era l’impero l’imperatore era investito dal papa e riceveva da questo le insegne

à

imperiali, ad esempio Carlo Magno. L’imperatore aveva un’influenza decisiva nella designazione delle

cariche ecclesiastiche. Con il figlio di Carlo Magno, Ludovico, si proclamò la Constitutio romana, con la quale

si stabiliva che il papa era eletto dal clero e dal popolo romano e avrebbe dovuto prestare giuramento di

fedeltà all’imperatore prima di essere consacrato.

I due poteri si intrecciarono sempre di più, fino al principio secondo cui la chiesa interveniva anche nelle

questioni politiche.

LO STATO ASSOLUTO

Il feudalesimo si indebolisce nasce lo stato assoluto, che è più centralizzato, militarizzato e autoritario.

à

• Si rafforza il potere centrale che combatteva ogni forma di rivolta dei nobili e dei ceti subordinati.

• E’ una forma di risposta anche alla borghesia urbana commerciale per rafforzare il potere

aristocratico

• I cambiamenti apportati dallo stato assoluto riguardarono il processo di modernizzazione

giuridico funzionale

• Nascita di: }

1. Esercito nazionale composto da mercenari

à Fase di

2. Burocrazia ] poco sviluppati

3. Sistema nazionale di tassazione transizione

4. Corpo diplomatico

5. Mercantilismo soppressione delle barriere doganali,

à

esportazioni di beni ma non di moneta, intervento dello stato

nell’economia

• Protezione e interessi dell’aristocrazia

• Esproprio proprietà della chiesa

LA CITTA’ E LA NASCITA DELLA BORGHESIA MERCANTILE

Nella società feudale il commercio era praticato:

• Aumentarono gli scambi commerciali all’interno dell’area mediterranea e tra il sud e il nord

d’Europa, grazie al miglioramento delle reti fluviali e marittime e allo sviluppo di una rete viaria.

• Si afferma la figura professionale del mercante, diversa da pirati e briganti, al fine di assicurare più

sicurezza del commercio pagamenti a distanza più sicuri.

à

• Nacquero le prime società marittime (commenda) il mercante raccoglieva somme di denaro da

à

finanziatori che avrebbero partecipato agli utili o alle perdite della spedizione.

• Si passò dalla commenda alla societas maris la società era stipulata per un determinato periodo

à

e per molteplici operazioni finanziarie.

• Il commercio non riguardava solo i prodotti agricoli ma anche i prodotti dell’artigianato e tessili

legati all’ambiente urbano e agli artigiani riuniti in corporazioni, che si specializzarono dal XI e XII

secolo in attività finalizzate alla produzione da vendere non solo a livello locale. I settori di punta

furono il tessile e il laniero, in Italia si sviluppo la produzione di cotone e seta.

• Lavoravano nelle botteghe nella quale accanto al titolare, il maestro, lavoravano i suoi familiari e

collaboratori.

I maestri e discepoli potevano appartenere alle corporazioni, grazie alle quali partecipavano alla vita

politica, economica e sociale. L’obiettivo era la difesa degli interessi dei membri e l’attività artigianale.

• Il rapporto tra i membri era di mutuo soccorso la città sostituiva al concetto feudale di fedeltà

à

quello di associazione.

• Lo sviluppo dell’artigianato è legato allo sviluppo delle città. La città e la campagna erano

interdipendenti. Lo sviluppo delle città è dato dall’aumento demografico, dalla colonizzazione di

nuovi territori e dallo sviluppo della coltivazione a rotazione. L’organizzazione di fiere fu una

risposta data alla necessità di ampliare il mercato.

La popolazione urbana era formata dai tre ordini:

• Oratores quelli che pregavano

à

• Bellatores combattenti

à

• Lavoratores lavoratori, che costituivano la grande maggioranza della popolazione:

à

mercanti, artigiani e lavoratori di servizi.

All’interno dei gruppi vi era una stratificazione sociale e, come col feudo, vi era una classe dominante

formata dai ricchi possidenti. Le famiglie più ricche formavano il patriziato e oltre al dominio economico

avevano anche il dominio politico.

Si sviluppa il lavoro a domicilio i tessuti erano più richiesti e il mercante iniziò i contadini al lavoro a

à

domicilio per incrementare la circolazione di denaro e misero in crisi il ruolo del feudatario.

Si svilupparono diverse tesi secondo cui alcuni sostenevano che il lavoro a domicilio fosse la premessa verso

il capitalismo, altri che aveva sviluppato l’economia feudale e i fattori di cambiamento erano i conflitti

sociali.

Marx riteneva che la lotta di classe fosse il motore della storia associata allo sviluppo delle forze

à

produttive.

NASCITA DELLA SOCIETA’ MODERNA: I FATTORI DEL CAMBIAMENTO

Gli eventi che portarono a questo cambiamento sociale furono l’affermarsi dell’illuminismo, l’avvento della

rivoluzione industriale in Inghilterra, della rivoluzione francese e americana. I cambiamenti riguardano tre

sfere: culturale, economica e politica.

Illuminismo: nasce con la crisi dello stato assoluto, perché si percepiva il pericolo della libertà

dell’individuo. Con il termine illuminismo si intende sia il periodo di cambiamento sociale che va dalla fine

delle guerre di religione o rivoluzione inglese (1688) fino alla fine della rivoluzione francese (1789); sia il

movimento culturale che affermò il valore dei lumi, della luce, contro la fede e portò ad un profondo

cambiamento nei vari campi della cultura: religione, politica, filosofia, economia, letteratura, storia. Questo

movimento fu portato avanti da gruppi sociali colti, aristocratici che affermarono la necessità di conoscere

la natura, l’ordine sociale tramite la scoperta delle leggi che li governano affermata l’autonomia della

à

ragione.

• L’enfasi della ragione portò alla formulazione del metodo deduttivo partire dai principi

à

universali definiti dalla ragione e far discendere da questi la conoscenza del particolare.

• Il metodo deduttivo fu sorpassato dal metodo induttivo si afferma il principio della conoscenza

à

derivante dall’osservazione empirica al fine di scoprire le leggi universali che governano la realtà

concreta.

= sviluppo del sapere enciclopedico al fine di realizzare una riforma profonda della società

Si formula una nuova visione dell’uomo concepito come un organismo passioni, istinti, desideri riabilitati

à

rispetto alla ragione.

Importanti sono le relazioni di viaggi guardare le proprie istituzioni per una società migliore. Sorgono

à

circoli intellettuali detti salons, in cui si diffondono nuove idee.

Rivoluzione francese e affermazione dei diritti dell’uomo: alla rivoluzione economica e culturale, si

aggiunge anche la rivoluzione politica come fattore della nascita della modernità. La rivoluzione francese

segna la fine del vecchio regime feudale e l’inizio della società borghese. Si afferma il diritto positivo, diverso

dal diritto naturale che si fondava sull’idea di una legge naturale e si riconobbe anche lo stato di natura

(Hobbes, Locke, Rousseau e Kant), cioè la condizione prepolitica in cui vivono gli individui liberi ed eguali e

la formazione di un contratto come strumento per far sorgere lo stato.

Fu consacrata la “dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino” si istituzionalizza l’idea di

à

diritti universali e si sviluppo un sistema legale razionale.

[APPROFONDIMENTO: diritto positivo si fondano sulle aspettative dovute a una o più norme giuridiche,

à

espressione di una nuova visione dell’uomo che caratterizzerà la modernità. La concezione della persona è

vista come entità autonoma e il legame sociale come un’aggregazione volontaria di persone].

Nascita dello stato moderno e del diritto positivo: la nascita dello stato moderno è parte del processo di

razionalizzazione che caratterizza la modernità.

Weber definisce lo stato come un’impresa istituzionale di carattere politico nella quale l’apparato

à

amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione fisica legittima.

• Tratto fondamentale dello stato moderno è il monopolio della violenza legittima lo stato è

à

quella comunità umana la quale nell’ambito di un determinato territorio pretende per sé il

monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.

Al monopolio della forza si aggiungono il monopolio fiscale, monetario, della giustizia e militare.

• Processo di burocratizzazione si forma la burocrazia moderna in cui i tratti fondamentali sono

à

l’assunzione tramite concorso pubblico, salari, definizione precisa della mansione da svolgere,

formazione professionale, divisione del lavoro, rapporto di potere gerarchico. Weber definisce lo

stato simile ad un’impresa il cui il burocrate non è proprietario dei mezzi di produzione o

amministrazione.

Sia la centralizzazione sia la burocratizzazione sono parti del processo di razionalizzazione in cui lo stato

moderno è una delle massime espressioni.

Weber definisce lo stato moderno come legale, razionale, ovvero che la sua legittimità si fonda su un

à

apparato di leggi dettate dalla ragione. La visione dello stato moderno risente delle dottrine giuspositiviste

le quali non riconoscono i diritti naturali ma solo quelli positivi, cioè garantiti dalla legge. I diritti sono posti

come validi in quanto posti dall’ordinamento giuridico dello stato e dunque solo all’interno dei suoi confini e

per le persone soggette a quell’ordinamento. La ragione è la fonte delle leggi e sia la ragione sia le leggi lo

legittimano.

Marx si sofferma sulla natura e funzione: lo stato è uno strumento al servizio della classe dominante e lo

à

stato moderno è il comitato d’affari della borghesia. Lo stato è infatti parte della sovrastruttura per cui la

forma che assume è storicamente determinata dagli interessi della classe dominante. La sua analisi critica

dello stato moderno include anche la critica dello stato di diritto affermatosi con la rivoluzione francese,

sostenendo che l’uguaglianza e la libertà sono solo apparenti.

Con l’abolizione della proprietà privata nascerà una società libera ed eguale società comunista.

à

Weber invece è più cauto, per lui non esiste una società senza stato e distingue tra autorità e potere:

• Potere presenza di coercizione

à

• Autorità presenza di legittimità

à

La rivoluzione americana e l’affermarsi della costituzione: è uno degli eventi fondamentali della nascita

della modernità. I coloni volevano avere gli stessi diritti dei britannici e sottostare alla rappresentanza del

Parlamento, il governo britannico inasprì alcune politiche e impose ulteriori tassazioni che provocarono un

malcontento generale sia dei coloni sia degli americani. Quest’ultimi convocarono un congresso durante il

quale si opposero alla madre patria britannica e divennero indipendenti il 4 luglio 1776 con la dichiarazione

d’indipendenza. Si affermarono diritti naturali dell’uomo e il principio della sovranità popolare e dei popoli

alla rivoluzione e all’indipendenza. Con la proclamazione dell’indipendenza le colonie si costituirono in

nuovi stati attraverso le costituzioni. La costituzione americana sancì i principi e le norme fondamentali

dell’ordinamento e delle istituzioni dello stato, riconobbe la garanzia dei diritti naturali dell’uomo

apportando un elemento nuovo: nelle dichiarazioni americane, l’individuo non doveva i suoi diritti allo stato

ma alla sua stessa essenza e per questo erano inviolabili e inalienabili. Tra questi: vita, libertà, acquisto e

possesso della proprietà, felicità e sicurezza.

Nel 1791 venne aggiunta la Dichiarazione dei diritti federali con la quale si affermarono le libertà civili e la

libertà di coscienza.

Studio scientifico della società: i primi sociologi: le radici della sociologia si collocano nell’Europa

all’inizio del XIX secolo, anche se alcuni filosofi esistevano già precedentemente e avevano già avviato alcuni

studi circa la società.

L’emergere della teoria sociologica è legato agli sviluppi intellettuali e sociali avvenuti nel corso del XIX

secolo in Europa. La nascita della sociologia può essere vista come una risposta intellettuale al rapido

cambiamento sociale sopravvenuto nel continente a cavallo tra XVIII e XIX secolo. I primi sociologi furono

interessati al tema del cambiamento.

La nuova scienza della società è parte intrinseca del processo di modernizzazione e del sapere scientifico à

la società diventa un oggetto di studio scientifico in seguito al prevalere dell’idea che essa non è il frutto

della volontà divina ma opera dell’uomo (fine della visione trascendente). Nella nuova visione scientifica si

riteneva necessario conoscere le leggi dell’ordine sociale al fine di realizzare i cambiamenti necessari a

garantire un progresso continuo e la riduzione delle diseguaglianze. Il sapere scientifico della società

implicava tuttavia la formulazione di una scienza della società che fosse autonoma dalla psicologia e altre

discipline.

I primi sociologi (Comte e Durkheim) misero al centro della loro riflessione la definizione dell’oggetto di

à

ricerca proprio della sociologia e l’elaborazione del metodo d’indagine.

La sociologia nacque in Europa ma si sviluppo alla fine dell’800 anche nelle comunità americane, in

particolare il primo dipartimento di sociologia fu istituito nel 1892 presso la University di Chicago. Sia in

Europa che in America, il processo di istituzionalizzazione è stato lungo e faticoso.

All’origine della sociologia ci sono anche le statistiche amministrative, le surveys, le ricerche empiriche. Le

indagini di statistica sociale si diffusero nella seconda metà del XIX secolo in Francia, Germania e GB. Ad

esempio In Francia, furono condotte una serie di inchieste il cui obiettivo era dare informazioni su aspetti

della società essenziali per l’attività dello stato.

A partire dal 1800, la maggior parte delle nazioni europee istituzionalizzarono e ricerche quantitative in un

istituto nazionale di statistica.

I Primi teorici della sociologia furono:

• Montesquieu: ha teorizzato la reciproca concessione tra condizioni esterne di vita, istituzioni e i

valori di una determinata società

• Comte: interessato a una teoria generale della realtà sociale e a sviluppare una scienza della

società

• Martineau: teoria scientifica e generale sulla donna

• Spencer: ha sviluppato una teoria scientifica generale della società, ma il suo interesse risiedeva

nel cambiamento sociale, in particolare nell’evoluzione del mondo fisico e anche in ambito

intellettuale e sociale.

Rivoluzione industriale: riguardava la trasformazione economica e il passaggio definitivo dal modo di

produzione feudale a quello capitalistico. Gli anni in cui è avvenuta vanno dall’ascesa al trono di Giorgio III

fino all’incirca la fine del XVIII secolo.

Mantoux la rivoluzione fu la conseguenza di un movimento che gradualmente aveva modificato l’antico

à

regime economico e fu il risultato dello slancio del commercio e dello spirito commerciale (Ibidem).

Lo sviluppo del commercio estero e interno dovuti allo sviluppo delle vie e dei mezzi di comunicazione

moderni, favorirono una divisione del lavoro più estesa e crescenti investimenti del capitale commerciale

accumulato.

Questi due fattori portarono:

• Redistribuzione della proprietà fondiaria

• Profondo e radicale riassetto dei rapporti sociali nelle campagne

L’elemento fondamentale che determinò questo cambiamento furono le leggi di recinzione (enclosures)

varate dal parlamento dalla metà del 700 in poi.

L’espandersi del mercato estero e interno aveva aumentato la richiesta di tessuti e i proprietari terrieri

(gentry) avevano chiesto di poter utilizzare le terre comuni. Queste leggi portarono alla riduzione della

yeomantry (piccolo contadiname) e al grande esodo di contadini espropriati dalle campagne i quali

formeranno il primo nucleo di forza lavoro industriale.

Si forma la grande azienda a braccianti nasce la grande industria, la cui origine è fatta risalire al 1760 e

à

all’800.

Caratteristiche della grande industria:

• Tratto fondamentale: separazione tra lavoro e capitale.

• Lavoro a domicilio

• Il fabbricante tiene per sé il macchinario e organizza laboratori da lui sorvegliati. L’operaio

fornisce solo il proprio lavoro per il quale riscuote un salario.

• Incremento della divisione del lavoro e l’uso delle macchine

• Factory system (termine che descrive la grande industria) le prime fabbriche erano chiamate

à

“mills” a causa della grande ruota mossa dall’acqua (mulini).

Definizione di factory system (1844): una fabbrica è un locale dove si lavora servendosi di

macchine mosse dalla forza dell’acqua, del vapore o di qualunque altro agente meccanico per

preparare, fabbricare finire o trasformare in qualche modo cotone, lana, crine, seta, lino, canapa,

iuta o stoppa).

La visione materialistico dialettica della storia: Marx viene spesso liquidato come un ideologo e

denigrato a causa del fallimento di un sistema sociale, il comunismo, frutto del suo ingegno.

Marx è essenzialmente un teorico dei processi macro – sociali che ha concentrato la sua attenzione sulla

struttura della società capitalistica, un fenomeno relativamente nuovo nel periodo storico in cui visse.

L’analisi del capitalismo è il risultato di un processo intellettuale nel quale sviluppa una nuova visione della

storia: la concezione materialistica dialettica nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini

à

entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che

corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle forze produttive materiali.

L’insieme dei rapporti di produzione formano per Marx la struttura economica della società, sulla quale si

eleva la sovrastruttura giuridica e politica.

La coscienza sociale per Marx è il risultato delle condizioni materiali di vita e del tipo di sviluppo culturale

corrispondente non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere ma il loro essere sociale

à

determina la loro coscienza.

Si sono succeduti 4 modi di produzione:

• Asiatico: proprietà collettiva della terra

• Antico: inizia la proprietà privata e i rapporti sociali diventano di tipo schiavistico

• Feudale: rapporti sociali di produzione di tipo servile

• Capitalistico: i rapporti sociali di produzione sono di tipo salariale, lavoro libero divenuto merce.

Ciò che caratterizza un modo di produzione è il tipo di rapporti sociali di produzione e lo sviluppo delle

forze produttive.

La transizione da un modo all’altro è dovuta allo sviluppo delle forze produttive che rende obsoleti i

rapporti sociali di produzione dominanti necessità di cambiamento, il quale per realizzarsi ha bisogno

à

della lotta di classe. Senza la lotta di classe non si realizza il passaggio perché la classe che si pone come il

nuovo soggetto storico si fa portatrice di un nuovo progetto di società, fondato su un nuovo modo di

produzione.

Nella sua idea di azione rivoluzionaria, Marx ripropone l’idea hegeliana di un movimento dialettico,

caratterizzato da tre momenti:

• Tesi classe dominante

à

• Antitesi classe dominata

à

• Sintesi realizzazione di un nuovo tipo di società e classe dominante

à

Marx rivisita questa concezione vedendo in essa la dinamica della lotta rivoluzionaria. La storia per Marx è

in continua evoluzione e progresso. La sua critica al modo di produzione capitalistico e alla borghesia non

gli impedisce di ritenere la società capitalistica come uno stadio avanzato rispetto alle società precedenti à

crede nell’affermarsi del socialismo, visto come frutto di una nuova classe rivoluzionaria, il proletariato, che

realizza una nuova società.

Marx credeva fermamente nella conoscenza scientifica, fondata sull’osservazione ma non riteneva giusto

limitare l’osservazione all’accadere empirico, ma riteneva necessario aggiungere un elemento di riflessione

critica mirata ad andare oltre le apparenze.

NASCITA DEL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO

La nascita e l’affermazione del modo di produzione capitalistico è per Marx il risultato sia dello sviluppo

delle forze produttive sia della formazione di una borghesia commerciale.

Presenta elementi di grande innovazione:

• Si forma il lavoro libero, diventa merce.

• Le due classi principali, coloro che detengono i mezzi di produzione e coloro che posseggono solo

la forza lavoro, entrano in un rapporto di scambio: lavoro contro salario scambio ineguale

à

perché il salario non corrisponde alle ore lavorative effettivamente svolte dal lavoratore. Non è

calcolato sulla base delle ore lavorate ma è definito in base a ciò che storicamente si ritiene

necessario per la sopravvivenza del lavoratore.

• Continua lo sfruttamento del lavoro ma è nascosto pluslavoro

à

L’economia capitalistica presenta tre fasi: sviluppo, crisi e ripresa. Il fine è il profitto che deriva dallo

sfruttamento del lavoro.

La concorrenza tra capitalisti spinge il singolo capitalista a mantenere i salari i più bassi possibili così da

mantenere alto il profitto. La risposta all’aumento dei salari che non possono rimanere bassi e alla riduzione

della giornata lavorativa imposti dalle richieste operaie è l’introduzione delle macchine plusvalore

à

relativo.

L’introduzione delle macchine prevede l’aumento del capitale costante rispetto al capitale variabile e genera

una caduta del saggio di profitto (saggio di plusvalore).

Oltre alla caduta del saggio di profitto, l’economia capitalistica presenta altre contraddizioni dovute alla sua

natura ciclica e alle crisi economiche secondo Marx sono regolari, causate dalla natura anarchica del

à

mercato, privo di qualunque controllo.

Crisi di sovrapproduzione causate dall’incremento di merci e dalla necessità di trovare sempre nuovi

à

mercati dove venderle.

La crisi innesca un ciclo caratterizzato dalla riduzione delle merci, accompagnata dalla riduzione della forza

lavoro, che aggrava a sua volta la riduzione della domanda di merci causando una fase di recessione.

Per Marx, le crisi economiche sono parte dei meccanismi di regolamento dell’economia e sono soluzioni

momentanee e forzate delle esistenti contraddizioni ma alla lunga destabilizzano l’economia. Creano infatti

le condizioni per lo sviluppo della coscienza di classe per Marx non si forma automaticamente ma è il

à

risultato di un processo di presa di coscienza. Marx parla di classe in sé e classe per sé.

• Classe in sé: insieme numerico di persone che occupano la stessa posizione lavorativa;

• Classe per sé: risultato di una presa di coscienza da parte dei membri di una classe dei propri

interessi comuni e del proprio ruolo rivoluzionario nella storia.

I lavoratori vivono in una condizione di alienazione perché:

• Il lavoro che fanno non rappresenta la naturale espressione delle capacità, abilità e creatività

umane;

• Hanno poca connessione con il prodotto finito

• Possono avere poco o nessun contatto con i compagni di lavoro. Vi è competizione o conflitto con

loro.

L’alienazione aumenta quando i capitalisti adottano nuove tecnologie che li rendono più competitivi, perché

il lavoratore diventa un’appendice della macchina.

Rivoluzione proletaria accade quando i lavoratori si renderanno conto del reale funzionamento del

à

capitalismo; per Marx è fondamentale la rivoluzione perché considera la violenza come levatrice della

storia.

Il progetto rivoluzionario porta un nuovo modo di produzione socialista, il cui tratto fondamentale è

l’abolizione della proprietà privata e l’instaurazione della dittatura del proletariato.

Con il comunismo si arriverà alla società egualitaria.

Marx teorizzò che il capitalismo avrebbe costretto i capitalisti a trovare fonti di lavoro e di risorse più

convenienti in qualunque parte del mondo ma non vi è stata alcuna rivoluzione proletaria nei paesi a

capitalismo avanzato. Il proletariato di cui si interessa Marx è in declino ma il capitalismo continua a

esistere.

IL PROTESTANTESIMO E LA RIVOLUZIONE CULTURALE: LO SPIRITO DEL CAPITALISMO

sviluppo dello spirito capitalistico, ovvero qualità peculiari della borghesia che permisero l’affermarsi del

à

modo di produzione capitalistico.

Nascita e sviluppo del capitalismo: (Sombart) si propone di delineare i mutamenti attraverso i quali è

passato lo spirito economico nella storia delle civiltà occidentali e americane e analizza lo sviluppo dello

spirito capitalistico.

• Dallo spirito pre capitalistico si sviluppano poi i tratti fondamentali dello spirito capitalistico:

spirito d’avventura, di conquista, la capacità di guardare al futuro e di investire in vista di profitti

futuri;

• La forma economica trapassa a poco a poco in un’altra finché la quantità si tramuta in qualità.

• Etica propria dello spirito capitalistico parsimonia, utilità delle cose prodotte, una condotta di

à

vita razionale.

• A differenza di Weber, Sombart non riconosce alcuna relazione tra protestantesimo e lo spirito

capitalistico.

• Weber: accademico di primo piano, comprese i cambiamenti drammatici che accaddero in Europa

e altrove. Analizza il rapporto economia – religione accettando l’importanza centrale

dell’economia ma dimostrando l’importanza anche di altre variabili sociologiche e si è concentrato

sul ruolo centrale che la religione aveva svolto nello sviluppo economico del mondo occidentale.

Etica protestante e spirito del capitalismo: come Sombart, Weber vuole spiegare le attitudini caratteriali,

cioè di un tipo di personalità che ha permesso lo sviluppo del capitalismo. Weber definisce l’insieme di

queste attitudini spirito del capitalismo e ritiene che l’etica protestante sia stato uno dei fattori

fondamentali nella formazione dello spirito capitalistico. L’etica protestante era un sistema di idee collegato

con la religione protestante formatasi in seguito al movimento religioso che nel XVI secolo si oppose al

cattolicesimo. Il protestantesimo era formato da diverse dottrine: luteranesimo, calvinismo, puritanesimo,

pietismo e data la sua enfasi sulla condotta razionale di vita, la capacità di vivere una vita fondata sul

dovere, inteso anche per i calvinisti come vocazione al lavoro, divenne un segno di predestinazione una

à

condotta di vita razionale, fondata sul lavoro, risparmio e accumulazione è ciò che Weber intende per spirito

del capitalismo.

Dalla compenetrazione dell’economia con lo spirito del capitalismo si è sviluppato il sistema economico

capitalista fino a quando si formò l’utilitarismo.

RAZIONALIZZAZIONE E SECOLARIZZAZIONE

Weber non era interessato al capitalismo di per sé ma al fenomeno della razionalizzazione processo con

à

cui le strutture sociali riescono ad utilizzare i mezzi più diretti ed efficaci per i loro fini e ciò influenzava il

capitalismo (es: catena di montaggio).

L’altra faccia del processo di razionalizzazione è la secolarizzazione affermarsi di valori laici e della

à

visione laica del ondo. Ha significato porre in secondo piano la visione religiosa e i suoi valori. Il capitalismo

non ha più bisogno dell’ascesi mondana.

Mentre per Marx i problemi fondamentali del mondo moderno sono lo sfruttamento e l’alienazione, per

Weber il problema centrale è il controllo che le strutture razionalizzate esercitano in quasi tutti gli aspetti

della nostra vita, portando ad un impietramento nella meccanizzazione.

MODERNIZZAZIONE E PROBLEMA DELL’ORDINE

Durkheim, contemporaneo di Weber, sviluppò un orientamento diverso interessandosi ai fenomeni macro

cambiamento sociale, analisi dei tratti fondamentali della società moderna. Il suo interesse era analizzare

à

in che modo l’organizzazione sociale fosse cambiata nella modernità ponendo all’attenzione il problema

dell’ordine sociale.

Società entità che ha una dimensione spirituale da lui definita “coscienza collettiva”. Per Durkheim la

à

società nasce con il formarsi della coscienza collettiva, cioè un insieme di norme e valori dominanti

all’interno di un gruppo. Le differenze con Marx e Weber riguardavano:

Concezione di natura umana:

• Marx e Weber visione positiva delle persone

à

• Durkheim riteneva fosse duplice, una parte legata alle passioni e una parte spirituale legata ai

à

sentimenti di gratitudine verso il gruppo che portava i membri di esso a considerarlo un’entità

sacra e a sottomettersi alla sua autorità.

DIFFERENZE TRA LA SOCIETA’ PREMODERNA E LA SOCIETA’ MODERNA

Società premoderna:

• Solidarietà meccanica tutti più o meno erano in grado di svolgere lo stesso tipo di lavori,

à

divisione del lavoro limitata. Si fondava su legami di consanguineità

• Coscienza collettiva molto forte

• suicidi poco frequenti derivavano dalla pressione sull’individuo

à

Società moderna:

• Solidarietà organica forte divisione del lavoro basata su legami professionali poiché le persone

à

avevano bisogno di ciò che gli altri facevano e producevano per sopravvivere.

• Coscienza collettiva indebolita persone anomiche

à

• Suicidi molto frequenti.

Suicidio: ha almeno due caratteristiche importanti è stato progettato per contribuire alla comprensione

à

generale di un importante problema o questione sociologica; è più importante ai fini della presente

introduzione della sociologia per dimostrare atti personali.

Durkheim distingueva tre tipi di suicidio:

• Egoistico: incapacità dell’individuo di limitare i propri desideri

• Altruistico: sottomissione alla collettività.

• Anomico: legato a una mancanza di direzione in seguito alla crisi dei valori, cioè la sensazione di

essere alla deriva in una società senza alcun chiaro o sicuro ormeggio.

ANOMIA: per Weber definiva il mondo moderno; Durkheim si preoccupava del troppo poco controllo.

à

Per Durkheim la religione non è altro che la trasfigurazione della società il cambiamento strutturale ha al

à

suo centro anche l’affievolirsi della visione della società come entità sacra.

Solidarietà organica e individualismo: in seguito all’affermarsi dell’individualismo la coscienza collettiva

si indebolisce portando anche un cambiamento nel tipo di società. Mentre nella società precapitalistica, in

cui vi era una forte coscienza collettiva, vi è una solidarietà meccanica, nella società moderna con

l’affievolirsi della coscienza collettiva, si passa ad una solidarietà organica. L’indebolimento della coscienza

collettiva può raggiungere un livello tale per cui si crea una situazione anomica e con essa un aumento del

tasso di suicidi. Il passaggio dalla società feudale alla società moderna ha significato anche dei cambiamenti

politici che hanno riguardato l’affermarsi dei diritti naturali dell’uomo e il formarsi di uno stato

centralizzato e della burocrazia moderna.

Il dibattito sulla modernità si è recentemente riacceso a partire dall’opera di Lyotard sulla post modernità,

ponendo al centro la questione se siamo ancora nell’era della modernità o siamo ormai nell’era della post

modernità. I contributi più rilevanti sono stati quelli di Anthony Giddens, che ha sostenuto la tesi della tardo

modernità, condivisa da Bech a cui si è affiancato il contributo di Bauman che ha sottolineato il

cambiamento profondo della società contemporanea sostenendo che siamo in una società liquida.

Infine, il dibattito ha riguardato gli effetti dei cambiamenti sopravvenuti nella società contemporanea

sull’esperienza socio-esistenziale dell’individuo.

CULTURA

Siamo immersi in molte culture diverse, come ad esempio quella americana, consumistica, digitale e nella

cultura dell’università. Gran parte di ciò che apprendiamo avviene senza sforzo ma per le culture che sono

nuove per noi, dovremo sforzarci maggiormente e prestare attenzione e flessibilità continue.

La cultura comprende le idee, i valori, le pratiche e gli oggetti materiali che consentono a un gruppo di

persone e all’intera società di vivere la loro vita collettiva in modo relativamente ordinato e armonioso. I

singoli individui devono conosce gli aspetti essenziali della cultura la conoscenza della cultura porta le

à

persone a comportarsi in modi simili e ad adottare una maniera simile di guardare il mondo.

Per coloro che non sono membri del gruppo, un’idea, un valore, una pratica o un oggetto assumono

significati diversi, a volte inesistenti (ad esempio i graffiti delle bande per alcuni sono semplici scarabocchi).

L’esistenza di una cultura e di una sua conoscenza sono così importanti che gli elementi fondamentali

vengono presto insegnati ai nuovi arrivati del gruppo, soprattutto ai bambini. Ma non solo: anche i veterani

devono sempre imparare aspetti nuovi della cultura, in quanto essa è continuamente influenzata da

cambiamenti interni ed esterni al gruppo:

• Cambiamenti interni età media della popolazione con il risultato che la cultura riflette sempre

à

più i bisogni e gli interessi dei più giovani o dei più anziani (es: programmi tv).

• Cambiamenti esterni innovazioni tecnologiche (aumento uso di cellulari).

à

Anche se impariamo e accettiamo i vari elementi della cultura, a volte ci rifiutiamo di rispettarli e di

accettarli (es: negli USA sono disapprovati i rapporti sessuali pre matrimoniali ed extraconiugali ma molti

rifiutano tali divieti, facendoli quasi diventare parte della cultura stessa).

GLI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA CULTURA

Le culture differiscono le une dalle altre soprattutto perché ognuna implica un mix unico di valori, norme,

oggetti e lingua ereditati dal passato.

Valori: sono gli elementi più importanti. Sono norme generali e astratte che definiscono ciò che un gruppo o

tutta la società considera buono; esprimono gli ideali di ogni cosa, da un gruppo all’intera società.

Tocqueville parla di valori americani, sostenendo come gli americani valorizzavano nei primi anni del XIX

à

secolo la democrazia, l’uguaglianza, l’individualismo, il gusto per il benessere fisico, la spiritualità e la

prosperità economica. Gli americani, inoltre, pensavano che questi valori dovessero essere accettati nelle

altre culture del mondo i risultati furono deludenti perché è difficile importare un valore in una società

à

dove non esiste ancora o esiste in forma diversa.

Norme: sono le regole informali, basate su valori che guidano le azioni delle persone e i modi in cui vivono e

ci dicono quello che dovremmo e che non dovremmo fare in un determinata situazione. Molte norme sono

informali cioè, non formalmente codificate (es: parlare al telefono mentre si guida). Le norme codificate

sono leggi.

Ci si aspetta che le persone obbediscano alle leggi ma le conseguenze della mancata osservanza sono

solitamente molto diverse nei due casi.

Le norme vengono rinforzate dalle sanzioni che possono essere sanzioni negative o sanzioni positive

(ricompense). Le sanzioni possono essere applicate quando si osservano le norme così come quando sono

violate ma entrambi i tipi non sono sufficienti a far rispettare le norme: l’applicazione delle sanzioni è più

efficace quando sono utilizzate insieme.

Non tutte le norme sono uguali o ugualmente importanti o comportano le stesse punizioni.

• Da una parte vi sono le usanze norme che sono relativamente poco importanti.

à

• Dall’altra si parla di norme morali norme più importanti la cui violazione incontrerà

à

probabilmente sanzioni negative gravi.

= spesso poste sotto un continuum tanto che è difficile distinguere con certezza dove finisce una e

inizia l’altra.

Alcune norme non scritte fanno parte della cultura norme etiche: è un riflesso del potere della cultura il

à

fatto che probabilmente si sappia quando si stanno violando le usanze o le norme etiche.

Cultura materiale: comprende i manufatti, le cose che sono riflesse o manifestazioni di cultura. Anche gli

abiti e le case sono etichettate sotto questo profilo. La cultura da forma agli oggetti (es: prosperità

economica – gioco del monopoli).

La cultura materiale modella anche la cultura più ampia la sostiene, valorizzandone ad esempio la

à

ricchezza e il successo materiale.

La cultura materiale non esiste solo in singoli oggetti ma anche nelle relazioni tra i vari oggetti.

Cultura simbolica e lingua: include quegli aspetti della cultura che esistono in forme non materiali. La

cultura simbolica è in molti modi più importante di quella materiale ma non vi è una chiara linea tra cultura

materiale e non. La maggior parte dei fenomeni materiali, hanno degli aspetti simbolici e vari aspetti della

cultura simbolica si manifestano in oggetti materiali. Un aspetto importante è la lingua insieme di

à

simboli significativi che consentono la comunicazione, la conservazione e lo sviluppo della cultura. Facilita

la comunicazione all’interno di una cultura. Le parole riflettono il modo di pensare e di vedere il mondo e

danno anche forma e influenzano la cultura.

Il mondo contemporaneo ci ha dato una grande quantità di parole nuove “spam” con l’era digitale,

à

“tweet”, ecc..

La globalizzazione ha portato a nuove parole tra cui la stessa “globalizzazione” che è stata inutilizzata prima

del 1990 invenzione del termine outsourcing.

à

Parole come queste sono condivise da persone di tutto il mondo e permettono di comunicare tra loro. La

comunicazione tra persone di culture diverse è anche più facile se condividono una lingua madre. La

comunicazione non è mai semplice e chiara come quella all’interno di una determinata cultura. La

comunicazione tra culture avviene spesso anche attraverso la vista di marche famose marche rinominate

à

perché non tradotte bene e per riflettere meglio le altre culture.

Anche quando le persone condividono la lingua, la comunicazione può risultare difficile se i loro background

e valori sono molto diversi.

DIFFERENZE CULTURALI

C’è una grande diversità all’interno delle culture, che si può studiare con l’aiuto di alcune idee: la cultura

ideale e reale, l’ideologia, la subcultura e la controcultura, la guerra culturale, il multiculturalismo e la

cultura alta e bassa.

Cultura ideale e reale: la cultura ideale è ciò che le norme e i valori della società ci spingono a pensare che

la gente dovrebbe credere e fare; la cultura reale è ciò che le persone realmente pensano e fanno nella loro

vita quotidiana.

esempio: ideale culturale per cui le madri dovrebbero essere devote solo ai loro figli; democrazia negli

à

USA – diritto di voto.

Ideologia: insieme di credenze condivise che spiega il mondo sociale e guida le azioni delle persone. Alcune

ideologie sono dominanti (es meritocrazia USA) ma non tutte sono vere: possono essere vere e proprie

distorsioni utilizzate da un gruppo per nascondere la realtà a un altro gruppo.

Subculture: all’interno della cultura ci sono subculture che coinvolgono gruppi di persone che accettano

gran parte della cultura dominante ma si distinguono da questa per una o più caratteristiche (esempio

comunità LGBT). La subcultura più importante è composta dai musulmani negli USA a Detroit e in Europa in

GB.

Ci sono subculture anche nel regno dei consumi: le “comunità di marca” condividono una serie di elementi

culturali, tra cui le norme. Ogni società include molte subculture e l’attenzione è rivolta alle “subculture

devianti” coinvolgono anche atti di violenza (hooligans).

à

Controculture: sono gruppi che differiscono dalla cultura dominante e le cui norme e valori possono

essere incompatibili con essa. Possono agire in modo consapevole ed esplicito in opposizione alla cultura

dominante.

Nell’ambito dei consumi, un’importante controcultura contemporanea è formata da coloro che sono

associati o simpatizzano per il movimento della semplicità volontaria (hippy, studenti radicali e attivisti).

Criticata l’ideologia dominante USA lavorare e spendere.

à

La globalizzazione, soprattutto quella economica, ha anche generato una serie di gruppi contro culturali

molto attivi, cioè favoriscono alternative alla globalizzazione (proteste a Seattle 1999, slogan FSM).

Guerre culturali: il termine venne usato per descrivere lo sconvolgimento sociale che seguì la guerra nel

Vietnam - rifiutata verbalmente, visibilmente e violentemente da hippy, studenti radicali e attivisti – cioè un

conflitto che opponeva una subcultura o controcultura alla cultura dominante o conflitti tra gruppi

dominanti all’interno di una società. Le guerre culturali a volte portano alla rottura dello status quo sociale,

economico e politico.

USA conservatori vs liberali su temi come la spesa pubblica, questioni ambientali, aborto e

à

contraccezione.

Esempi di guerre si trovano anche nel mondo digitale sostenitori open source vs fornitori di servizi

à

internet Google, Microsoft, Apple.

Multiculturalismo e assimilazionismo: il multiculturalismo è un ambiente in cui le differenze culturali

sono accettate e apprezzate sia da parte dello stato sia dal gruppo di maggioranza. Questi gruppi sociali

possono basarsi sulla razza, etnia, nazionalità, lingua, età e altre dimensioni della differenza. La cultura

dominante si è interessata soprattutto all’assimilazione o all’integrazione del gruppo di minoranza nel

mainstream (USA). La questione del multiculturalismo è recente per le comunità europee, tra cui paesi

scandinavi e Paesi Bassi. Gli immigrati più recenti arrivati in Europa sono portatori di culture e di religioni

molto diverse. Sono anche relativamente poveri. I paesi europei sono oggi più che mai culturalmente diversi

ma la situazione è carica di tensione, conflitti e pericolo, visto che persone di culture, religioni e lingue molto

diverse lottano per trovare un modo per vivere fianco a fianco.

• Politiche dell’identità obiettivo del multiculturalismo e della convivenza tra persone di culture

à

diverse. Alcuni gruppi di minoranza sono diventati insofferenti per la riluttanza ad accettarli da

parte della cultura dominante e hanno affermato il loro diritto di conservare la propria cultura

distintiva e di non venire assimilati. Questi gruppi sono impegnati in politiche dell’identità per

rafforzare la loro posizione sociale. L’obiettivo di questi movimenti è stata la creazione di una

società multiculturale che accetti le minoranze per quello che sono. Le culture minoritarie

sostengono che il canone riflette gli interessi e le esperienze dei maschi bianchi, mdi ceto medio ed

elevato e che gli insiemi alternativi di conoscenza sono altrettanto importanti.

• Relativismo ed etnocentrismo l’idea è che gli aspetti della cultura come le norme e i valori

à

devono essere compresi all’interno del contesto culturale di una persona e che non ci sono degli

universali culturali o norme e valori accettati universalmente. Differenti culture hanno

semplicemente norme e valori diversi e non c’è modo di dire che un insieme di valori e norme è

meglio di un altro. Il relativismo culturale è in contrasto con la tendenza all’etnocentrismo di molte

culture, ovvero la convinzione che le norme, i valori, le tradizioni e gli aspetti materiali e simbolici

della propria cultura siano migliori di quelli di altre culture. La credenza nella propria cultura può

essere di grande valore per una cultura, da alle persone che ne fanno parte un senso di orgoglio e

identità. I problemi sorgono quanto l’etnocentrismo funge da barriera alla comprensione di altre

culture.

Cultura alta e bassa: si associa spesso la cultura alta alle élite sociali, mentre la cultura bassa è stata

associata alle masse. Non tutta la cultura bassa è per natura di massa ma la cultura popolare e la cultura dei

pub in GB e negli USA possono essere viste come cultura bassa. Molti dei teorici critici hanno respinto la

cultura bassa ed esaltato le virtù di quella alta.

Bourdieu: ha sostenuto che c’è una lotta per il potere all’interno della società tra le élite e le masse, una lotta

che di solito è vinta dalle élite, le quali sono così autorizzate a definire quello che è considerato cultura alta e

bassa. Le masse inoltre non possono permettersi di consumare cultura alta o l’educazione attraverso cui

vengono a conoscenza di essa. La cultura alta ha molto da imparare dalla cultura bassa anche se ormai i

confini tra le due parti sono consumati.

QUESTIONI EMERGENI NEL CAMPO DELLA CULTURA

La cultura cambia continuamente e viene continuamente trasmessa da una generazione all’altra in diversi

modi:

Cultura globale: cultura comune al mondo nel suo complesso. Alcuni elementi della cultura materiale si

sono diffusi nel mondo ma la globalizzazione dei valori, delle norme e della cultura simbolica non è così

facilmente individuata ed apprezzata.

• La globalizzazione dei valori i valori differiscono da una società all’altra. Si può discutere di

à

valori globali perché tutte le persone condividono una struttura biologica che produce delle

tendenze universali. Altri sostengono che, mentre valori particolari variano da paese a paese, la

struttura sottostante dei valori è la stessa attraverso le società. L’esistenza di valori globali è

riconducibile al processo di globalizzazione ciò che le persone valorizzano diventerà sempre più

à

simile nel mondo.

Valori globali emergenti egualitarismo tra uomo e donna e la liberalizzazione della sessualità;

à

prosperità economica (World Values Survey).

La globalizzazione ha portato con se una maggiore accettazione di alcuni valori in una parte più

grande del mondo, ma siamo molto lontani dal dire che abbiamo un sistema di valori globale à

non funziona realmente da tutte le parti del mondo così, ad esempio USA ed Europa sono diverse;

Cina: Grande Firewall.

• Imperialismo culturale influisce sulla cultura globale ed è l’imposizione di una cultura

à

dominante sulle altre. Tende a distruggere quelle locali.

Esempio: India Sari indiani e scrittori indiani professionali di lettere. C’è sicuramente un

à

imperialismo culturale anche nel mondo di oggi. Il processo di americanizzazione implica

l’importazione da parte di altri paesi di una varietà di elementi culturali che sono strettamente

connessi con gli USA (es industria cinematografica). L’imperialismo culturale certamente esiste ma

sarebbe sbagliato sopravvalutare il suo potere: le culture locali possono essere molto resistenti.

1. processo di antiamericanismo avversione all’America in generale

à

2. resistenza da parte di popolazioni come cinesi e islamici

3. le culture locali modificano gli apporti e le imposizioni delle altre culture attraverso

l’integrazione con le realtà locali e in questo processo producono degli ibridi culturali che

combinano elementi di entrambe.

Cultura consumistica: in alcuni ambienti viene valorizzato il fatto di non essere così vistosi (consumismo

vistoso) nei propri consumi, partecipando ad un “consumismo non vistoso”. Il consumismo è molto

apprezzato negli USA e ciò rende la cultura americana una cultura consumistica, in cui le idee di base e gli

oggetti materiali sono collegati al consumo e in cui il consumo è una fonte primaria di senso della vita. Ci

sono delle norme sul processo di consumo (attesa alla cassa es). La cultura consumistica è piuttosto unica

nella storia del mondo. Nel passato la cultura si è generalmente concentrata su altri aspetti della vita sociale,

come la religione, guerra, cittadinanza, ecc.

Le radici della cultura consumistica di oggi possono essere ritrovate indietro nella storia , a quando

iniziarono a sorgere contesti popolari di consumo, come ad esempio le grandi esposizioni, le fiere del

mondo e i grandi magazzini. In questi contesti il consumo è democratizzato e accessibile a tutti. La crescita

di una cultura consumistica è legata alla nascita del mondo moderno in Occidente. Ma la cultura

consumistica è anche in grande misura globalizzata Singapore, Hong Kong, Dubai.

à

• I bambini nella cultura consumistica: la partecipazione dei bambini è l’aspetto più controverso. In

una cultura consumistica è importante che i bambini vengano socializzati e siano attivamente

coinvolti nel consumo. Creazione di grandi magazzini negozi per neonati, bambini e ragazzi. Il

à

marketing rivolto ai bambini è però dilagante e hanno scoperto molti esperti che il potere di

tormentare dei bambini è efficace non solo per la vendita di prodotti per bambini ma anche per

fare in modo che i bambini influenzino gli acquisti dei loro genitori. I bambini oggi sono molto più

immersi nella cultura consumistica e da adulti si inseriscono bene in una cultura con al centro il

consumo.

• Contesti non tradizionali per il consumo: un aspetto interessante della cultura consumistica è il

modo in cui si diffonde oltre l’economia ad altri aspetti della società (es: istruzione superiore).

Oggi un importante luogo di consumo è internet (groupon, amazon): Si potrebbe dire che le

persone e soprattutto i bambini sono sempre più immersi nella cultura consumistica man mano

che sono sempre più invischiati in maniera profonda in internet. La cultura consumistica è un

elemento sempre più imprescindibile della loro vita quotidiana e il consumo su internet è sempre

più unito al mondo materiale.

• Cultura post-consumistica: la grande recessione è durata dalla fine del 2007 alla metà del 2009 ma

si sentono ancora gli effetti economici (disoccupazione, il mercato immobiliare depresso). Il

mondo è esistito prima senza una cultura consumistica e potenzialmente potrebbero farlo ancora.

La recessione ha portato a pensare alla possibilità di una cultura post – consumistica. Molti

consumatori hanno perso la loro capacità e il loro desiderio di consumare per molti fattori

(reddito basso, disoccupazione, declino del valore della pensione). Molte persone stanno anche

facendo delle cose che sarebbero state impensabili solo fino a qualche anno fa - risparmiare

denaro meno consumi. Questo comporta un cambiamento nel sistema dei valori perché

à

consumare meno comporta un certo declino almeno temporaneo della cultura consumistica e

l’inizio di una cultura post – consumistica. Tra le caratteristiche di questa cultura:

1. Risparmiare

2. Affitto articoli di consumo

• Sabotaggio culturale: gruppi organizzati che cercano attivamente di sovvertire gli aspetti sia della

cultura consumistica sia di quella più ampia. Il sabotaggio culturale consiste nella trasformazione

radicale di un messaggio destinato alla cultura popolare se non il suo capovolgimento completo. Si

tratta di una forma di protesta sociale avente lo scopo di rivelare le realtà sottostanti di cui i

consumatori potrebbero non essere a conoscenza sperano che le persone cambino i loro

à

comportamenti e si mettano insieme per cambiare quelle realtà sottostanti. Ad esempio: Dove,

sigarette Camel, pecora Tommy, absolute on ice.

CYBER CULTURA

Internet è un sito per la proliferazione della cultura consumistica e della cultura interamente nuova – la

cyber cultura. Internet nel suo complesso ha le caratteristiche di tutta la cultura, compresi i valori distintivi

e le norme. Alcuni dei valori distintivi sono l’apertura, la condivisione delle conoscenze e l’accesso. Questi

valori hanno le loro radici nei software gratuiti che si svilupparono prima che l’informatica diventasse

un’attraente opportunità commerciale e nella condivisione di conoscenze e nel continuo miglioramento.

Queste radici si sono mantenute attraverso il movimento open source. Sono in conflitto con i valori

maggiormente dominanti della massimizzazione del profitto e del controllo di internet da parte delle grande

aziende. Questo conflitto di valori, una guerra culturale può fare molto nel definire internet oggi.

Diverse norme sono anche diventate parte della cyber cultura:

1. Non violare i sistemi informatici

2. No spam

3. No virus e worm distruttivi

4. Non manomettono siti

La cyber cultura sta emergendo e si sta evolvendo mentre altri cambiamenti avvengono all’interno e intorno

ad essa. La più grande differenza è che internet è così nuovo e i cambiamenti che avvengono sono così

rapidi, la cyber cultura è molto più fluida della cultura in generale.

SOCIALIZZAZIONE E INTERAZIONE

La socializzazione e l’interazione danno forma a ciò che siamo e come ciò che siamo dia forma al modo in cui

interagiamo e con chi lo facciamo. I sociologi si occupano dalle più piccole realtà sociali alle più grandi

tendenze e sviluppi nel mondo sociale, cioè che è il continuum micro – macro: ha due importanti

implicazioni. Dimostra che i sociologi si occupano di una vasta gamma di fenomeni sociali, che tendono a

fondersi l’uno nell’altro.

= tutto nel mondo sociale si compenetra sul continuum micro – macro.

L’INDIVIDUO E IL SE’

L’interesse è per l’individuo in generale. La differenza essenziale tra gli esseri umani e gli altri animali è

l’interazione peculiare che gli esseri umani sono in grado di avere con gli altri esseri umani.

Una fonte importante di questa idea proviene dai dati sugli individui che crescono in isolamento sociale e

che non fanno esperienza di interazione umane normali durante il loro sviluppo.

Esistenza di bambini allo stato selvaggio bambini allevati nella giungla da animali (Tarzan e Aveyron –

à

Francia). La conclusione è che questi bambini non diventano umani, o non pienamente, se non sono in grado

di interagire con altre persone soprattutto in tenera età.

“bambini selvaggi” relazione tra natura e cultura: l’argomento della natura è che siamo nati per essere i

à

tipi di esseri umani che in definitiva diventiamo, mentre l’argomento della cultura è che siamo esseri umani

a causa del modo in cui siamo cresciuti, di come siamo stati allevati da altri esseri umani che ci insegnano

cosa vuol dire essere umani.

Interazione simbolica e sviluppo del sé: lo sviluppo come esseri umani presuppone l’esistenza di altri

umani e l’interazione con loro e tra di loro. Questo conduce alla sfera dell’interazionismo simbolico (es:

genitori e figli).

Cooley i genitori aiutano i gli a sviluppare la capacità di interagire con gli altri attraverso il concetto

à

“dell’io riflesso”: idea che come esseri umani sviluppiamo un’immagine di sé che riflette come gli altri

interagiscono con noi.

Mead interazionismo simbolico. Era molto interessato al livello micro e dava priorità al sociale.

à

1. Esseri umani e non umani: Mead distingue tra umani e non umani. Entrambi sono capaci di gesti

ma solo gli umani sono capaci di interagire sulla base di simboli significativi. Gesti movimenti di

à

un individuo che suscitano una risposta automatica e appropriata da parte di un altro individuo.

Compiono conversazioni di gesti per mezzo delle quali usano una serie di gesti per relazionarsi gli

uni con gli altri; sono inoltre capaci di gesti vocali distingue gli umani dagli animali. Gli esseri

à

umani hanno una grandissima capacità di controllare i loro gesti vocali mentre gli animali no.

2. Interazione simbolica: sorta di gesto che può essere fatto solo dagli esseri umani. E’ solo coi

simboli significativi che possiamo avere una comunicazione nel senso pieno del termine. Nel corso

del tempo gli esseri umani sviluppano un insieme di simboli vocali significativi o un linguaggio, il

quale coinvolge simboli che richiamano lo stesso significato sia per la persona a cui l’enunciato è

rivolto sia per la persona che lo formula. Con il linguaggio sia i gesti ed i significati sono

comunicati. Il pensiero non è altro che una conversazione interiorizzata che i singoli esseri umani

hanno con sé stessi. L’interazione simbolica si basa su simboli significativi e permette schemi di

interazione molto più complessi rispetto a quanto succederebbe nella situazione in cui essa si

basasse solo su gesti.

Gli animali sono in grado di pensare e il loro pensiero ha a che fare con qualcosa di specifico nel

loro ambiente.

3. Mente e sé: i concetti di mente e sé sono centrali nella visione di Mead. La mente è una

conversazione interna che nasce, è collegata e continua con l’interazione. Il mondo sociale e le sue

relazioni e interazioni precedono la mente e non viceversa concettualizzazione in contrasto con

à

la visione convenzionale che da la priorità al cervello e sostiene che prima pensiamo e poi ci

impegniamo nelle relazioni sociali.

Il sé è la capacità che si sviluppa nel corso del tempo di considerare sé stessi come un oggetto. La

chiave per lo sviluppo del se è la capacità di immaginare di essere al posto degli altri e guardare se

stessi come fanno gli altri assumono il ruolo degli altri per comprendere il senso di se stessi. Il

à

sé si sviluppa attraverso due fasi:

• fase del gioco: i bambini giocano a fare la mamma e il papà; il risultato è un senso molto

frammentato di sé.

• Fase del gioco di squadra: i bambini assumono il ruolo di un gruppo di persone

contemporaneamente, sviluppando un sé nel senso pieno del termine. Ciascuno dei ruoli

ha una precisa relazione con tutti gli altri personalità organizzata.

à

Un giocatore deve assumere il ruolo di tutti gli altri giocatori e non deve avere tutti questi ruoli in

mente tutto il tempo ma ne basteranno alcuni.

4. L’altro generalizzato: atteggiamento di un gruppo intero o di una comunità. Gli individui

assumono il ruolo di altro generalizzato, guardando a sé stessi e a quello che fanno dalla

prospettiva del gruppo o della comunità. Il gruppo, infatti, esprime un punto di vista comune a

tutti i membri. L’altro generalizzato diventa generale per lo sviluppo del sé durante lo stadio del

gioco di squadra. Per avere un sé coerente da adulti, i bambini devono diventare membri di un

gruppo o di una comunità ed essere sensibili agli atteggiamenti condivisi dalla comunità. Mead

sostiene che mentre i sé all’interno di un gruppo condividono alcune cose, ogni sé è diverso poiché

ognuno ha una storia biografica e un’esperienza unica.

5. L’io e il me: non sono cose e non esistono in senso fisico e servono per capire la differenza tra la

conformità e il pensiero e l’agire creativo. Sono sotto – processi che fanno parte del processo più

ampio che è il pensiero. L’io immediata risposta di un individuo agli altri; è quella parte di sé

à

inconscia, incalcolabile, imprevedibile e creativa. Ne la persona ne i membri del gruppo sanno in

anticipo quale sarà la risposta dell’io. L’io permette ad una persona di realizzare completamente il

sé e di sviluppare una personalità definita e unica.

Il me insieme organizzato degli atteggiamenti altrui assunto dall’individuo. Comporta l’adozione

à

da parte dell’individuo dell’altro generalizzato. Per Mead, il “me” è la comprensione cosciente di

ciò che sono le responsabilità di una persona per il gruppo più ampio. I comportamenti associati al

me tendono ad essere abituali e convenzionali. E’ attraverso il me che la società riesce a dominare

l’individuo “controllo sociale” cioè il dominio sull’io da parte del me. Grazie a ciò gli individui

à

non devono essere controllati da forze esterne. In questa fase gli individui analizzano e criticano i

loro pensieri e le loro azioni e a quali critiche il gruppo potrebbe fare l’autocritica è la critica da

à

parte della società più grande.

Tuttavia, le persone e la società nel suo complesso hanno bisogno sia dell’io sia del me.

• Me consente una comoda esistenza all’interno di vari gruppi sociali; fornisce la

à

conformità necessaria per l’interazione stabile e ordinata;

• Io da un po’ di pepe a quella che sarebbe un’esistenza noiosa; è la fonte del

à

cambiamento della società.

I membri di una data cultura interiorizzano i sentimenti sociali che sono considerati la norma nella

loro cultura.

6. L’io e il me nella società dei consumi: la società dei consumi è tutto un cambiamento e di

conseguenza il “me” è in continua evoluzione non fornisce sicurezza e conforto. Quello che

à

succede è strettamente collegato alla posizione di un individuo nel sistema di stratificazione (a

causa del reddito, le classi inferiori tenderanno a non voler cambiare ciò che consumano, mentre le

altre sono più favorevoli).

L’INDIVIDUO COME ATTORE

Interpretazione di Goffman, influenzato da Mead: si concentra sulla tensione tra l’io e il me. Questa

distinzione assume la forma di una tensione tra ciò che vogliamo fare spontaneamente e ciò che le persone

si aspettano che noi facciamo. Sviluppò il concetto di drammaturgia vede la vita sociale di un individuo

à

come una serie di spettacoli teatrali analoghi a quelli che avvengono in un teatro e su un palco.

• Il controllo delle impressioni: nell’interazione, le persone utilizzano una varietà di tecniche per

controllare l’immagine di sì che vogliono proiettare durante le loro rappresentazioni sociali à

chiamato controllo delle impressioni, che è legato alla trama di molti film (Twilight) e anche sui

social network (cambiando l’immagine del profilo).

• Ribalta e retroscena: Goffman sostiene che in ogni rappresentazione c’è una ribalta, dove la

rappresentazione sociale tende ad essere idealizzata e progettata in modo da definire la situazione

per chi la osserva. A Goffman interessa anche il retroscena le persone si sentono libere di

à

esprimere se stesse in modi che sono celati nella ribalta. Il retroscena riveste un ruolo di primo

piano nelle nostre vite. Per ognuna delle nostre performance nella ribalta vie è uno o più

retroscena dove accadono tutte quelle cose che non vogliamo che vengano viste nella ribalta.

L’esistenza di queste due fasi causa ogni tipo di tensione e problema. Quella che è la ribalta può

diventare in un certo momento il retroscena in un altro momento. Le persone hanno più

probabilità di eseguire in maniera idealizzata la loro rappresentazione nella ribalta. E’ probabile

che facciano una rappresentazione più libera del retroscena.

SOCIALIZZAZIONE

Il singolo impara e arriva ad accettare le maniere di un gruppo o di una società di cui è parte à

socializzazione: implica sempre un processo di interazione poiché quelli con conoscenze ed esperienza

insegnano a quelli che necessitano di acquisire quella conoscenza o di imparare dalle esperienze altrui.

Gli insegnamenti e le idee di Mead hanno avuto un’influenza diretta e profonda sulla sociologia, soprattutto

sull’interazionismo simbolico.

Freud: distingue tra l’es (la parte inconscia ed impulsiva), il super – ego (come il me, un riflesso delle

aspettative sociali), l’ego (che media tra l’es e il super ego e permette alle persone di adempiere alle proprie

funzioni nel mondo sociale).

conflitto edipico: per i maschi è il desiderio nei confronti delle loro madri e una conseguente gelosia e

à

ostilità nei confronti dei padri.

Anche le femmine affrontano questo problema ma non lo risolvono facilmente, creando gelosia nei confronti

delle madri.

Kohlberg: interessato alla socializzazione e ruoli di genere, ovvero al processo attraverso il quale i bambini

acquisiscono un senso di sé come ragazzi o ragazze. ruoli appresi attraverso l’interazione simbolica con

à

gli altri, in particolare i genitori.

La socializzazione può generalmente essere divisa in due parti:

• La socializzazione durante l’infanzia prepara il terreno per tutta la vita

• La socializzazione continua nel corso della vita e i sociologi hanno evidenziato una varietà di modi

in cui gli adulti continuano a imparare ad adempiere alle proprie funzioni all’interno della loro

società.

Socializzazione dell’infanzia: una questione centrale riguarda gli agenti di socializzazione. Il primo è

costituito dai genitori del bambino e dagli altri membri famigliari. Questi sono gli individui con cui la


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e istituzioni europee
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FedericaMacchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi sociali comparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Rebughini Paola Alessandra.

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