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Il diritto va in scena

Introduzione

Nei palinsesti televisivi degli ultimi anni, attraverso il Talk Show si riproducono parzialmente le dinamiche dei processi che si svolgono in tribunale. Casi legati alla dimensione privata o sociale vengono affrontati da volti più o meno noti della TV, mettendo in scena un'interazione gestita attraverso le forme di un processo come accade all'Arena, o al Fatto Quotidiano o Buona Domenica.

Gli scambi avvengono polemicamente, fino a raggiungere l'aggressione verbale, dove i protagonisti si muovono come nella commedia dell'arte, con intellettuali, vallette, giornalisti, tronisti e politici che attivano dinamiche interattive basate sull'eccesso e la faziosità, determinando la nuova élite che fa audience e crea opinione. È il tempo degli opinionisti, il tempo della democrazia basata sulla crassa ignoranza che si basa sul senso comune. Tutti hanno un'opinione ma non tutti hanno quei tratti somatici che permettono di scendere nell'arena mediatica. Nasce quella popolazione che aspetta che qualcuno degli ''opinionisti'' utilizzando argomenti nazionalpopolari, li illumini sentendosi partecipi del circo dello spettacolo mediatico, entrando in sintonia con il mercato che vende e compra corpi e cervelli, sentendosi finalmente uguale agli altri: agli opinionisti dei Talk Show.

Senso comune e realtà sociale: Tecniche e modalità di rappresentazione

Cosa si intende per senso comune: il punto di vista sociologico

Nei processi televisivi vengono spesso utilizzate argomentazioni basate non su una matrice logico-razionale, ma su un presupposto senso comune, una cultura condivisa, fatta di consuetudini, costumi e usi tacitamente accettati. Vediamo come Marinelli lo definisca come una rappresentazione sociale fortemente stereotipizzata, che orienta l'agire sociale degli individui nelle relazioni instaurate dagli stessi. Interazioni tra attori sociali, dunque, all'interno di un sistema socio-culturale ben preciso, che porti poi all'ordine sociale ''bramato'' da Durkheim. Agire sociale che si struttura attraverso schemi cognitivi, veri e propri copioni delle realtà messi in atto da figure idealtipiche, soggetti che per caratteristiche socio-cognitive operano seguendo schemi determinati.

La comunicazione è il fondamento della conoscenza, così come costituisce la base della trama sociale di una comunità con una precisa identità socio-culturale: il senso comune si costruisce sulla base di relazioni e interazioni tra i soggetti e sulla base delle loro personali esperienze.

Tra gli autori contemporanei, colui che meglio sintetizza il concetto di senso comune è Jedlowski che lo considera l'insieme di conoscenze, abitudini, e convinzioni che formano il substrato della nostra esistenza. Si tratta di presupposti taciti del nostro agire quotidiano, tanto più efficaci quanto meno sono tematizzati.

Di fondamentale importanza sono i processi che modificano le società, e variano i parametri del sistema sociale che orientano il sistema socio-culturale. Ovviamente al variare del contesto in cui sono inseriti gli attori sociali, variano anche le interazioni come le norme sociali che le regolano.

Possiamo affermare che il senso comune, come insieme di modi di fare, di pensare e di interpretare la realtà ha una stabilità apparente, è in continuo divenire. Osservare la realtà guardando al costume e alle consuetudini, vuol dire costruire nuovi significati reinterpretando continuamente la scena sociale. Dall'idea di mutamento sociale, e di conseguenza di mutamento del relativo sistema culturale, nasce il bisogno di capire come il senso comune si struttura nella società che tendono a divenire sempre più complesse.

È necessario capire come il comune sentire interagisce con la formale razionalità del diritto così come concepito nelle società moderne, e qual è il ruolo dei media nella rappresentazione della realtà.

Il ruolo dei media: dalla costruzione della realtà sociale alla rappresentazione del comune sentire

Partendo dalla consapevolezza che sistema sociale e culturale di una comunità si influenzano reciprocamente, adesso è necessario riflettere sul valore del comune sentire della postmodernità. Secondo gli autori postmoderni, la crisi e l'indebolimento dei legami affettivi, la fine della possibilità di progettare la propria vita a tempo indeterminato, ha obbligato gli attori sociali a gestire faticosamente la propria identità sociale. Di conseguenza, avendo visto come identità individuale attraverso l'agire sociale dà forma al senso comune, è necessario riflettere su come questo processo si struttura nella società teorizzata dai teorici della postmodernità.

La transitorietà del vivere quotidiano contemporaneo rinnova continuamente il comune sentire. Di conseguenze l'uomo postmoderno è un uomo proteiforme che si muove tra il bisogno di riconoscimento sociale attraverso il rispetto del senso comune, ma anche il desiderio di differenziazione sociale. L'individuo si muove tra la libertà di scelta rispetto a molteplici possibilità e la ricerca di conformità, che realizzi l'integrazione sociale.

Da qui, la necessità di analizzare il ruolo dei media che contribuiscono a delineare il rapporto tra sistema sociale e soggetti fruitori. La decodificazione e ricodificazione dei significati effettuati dai media non è che una rappresentazione delle esperienze del sociale, interpretata dai soggetti mediali e riproposta ai fruitori. Per il soggetto, fruire i contenuti mediali vuol dire rileggere la propria quotidianità attraverso la rinegoziazione di senso che i media operano nella costruzione dei contenuti, che ripropongono le diversità del sistema socio-culturale, di cui gli attori sociali sono protagonisti.

Il ruolo dei media è più che fondamentale poiché, come affermato da Jedlowski, attraverso la rappresentazione della realtà sociale tende più di qualsiasi altro agente di socializzazione a rigenerare continuamente il senso comune, in quanto non sono altro che una finestra alla quale ci si affaccia per osservare il senso comune di altri gruppi. Senso comune che è tanto plurale quanto molteplici sono i raggruppamenti sociali al suo interno. E proprio le dinamiche di fruizione creano un gruppo in base alla condivisione di una scelta di consumo mediale con i media che, recependo gli input derivanti dal sistema sociale, costruiscono e rivolgono i propri contenuti ad un fruitore idealtipico.

Il senso comune di ciascun gruppo sociale interagisce con quello rappresentato dai media, così come le esperienze personali interagiscono con quelle rappresentate nei media. Oltre la rappresentazione della realtà sociale, ci focalizzeremo sulle rappresentazioni del diritto attraverso il mezzo generalista per eccellenza, la televisione. Tra tutti ricordiamo la messa in onda del processo Cusani in Un giorno in pretura. Vediamo come non sono i giudici a processare i capi d'imputazione, ma l'opinione pubblica che giudica dal punto di vista morale la propria classe dirigente.

Il caso Cusani rappresenta un caso di mediatizzazione del diritto, per la peculiare interpretazione data dal pubblico, e la conseguente ricaduta sociale. Non sono personaggi politici ad operare in una scena giuridica secondo i dettami del sistema giuridico, ma personaggi della vita politica italiana che assumono ruoli morali e come tali interpretati dal pubblico. Caso singolare, ma non unico. Sono diverse le esperienze di rappresentazione mediale che guardano al mondo del sistema giudiziario, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Gli studi fatti a tal proposito tengono in considerazione che la TV, con le frequenti rappresentazioni del sistema giudiziario, abbia creato una percezione del diritto distorta. Questa rappresentazione del sistema giudiziario alimenta un immaginario che si allontana dalla realtà, ed il fatto che gente comune si illuda di avere strumenti giuridici molto più efficaci di quelli che esistono in realtà, ci fa riflettere sulle potenzialità che i media hanno come singolari agenti di socializzazione. L'obiettivo del testo è l'analisi della coerenza tra il verdetto del giudice, e quello della ''giuria popolare'' che opera in base al comune sentire.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MFallout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Carzo Domenico.
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