Verdetto finale: una ricerca su una trasmissione televisiva
Verdetto finale è una trasmissione televisiva che, utilizzando i canoni della cronaca e della fiction, simula processi giudiziari. Le storie di Verdetto finale non si pretendono vere, essendo frutto di fantasia, al punto che i personaggi sono interpretati da attori professionisti. Le sue storie sono verosimili, basandosi sul concetto che "ogni perfetta finzione richiede un po' di realtà".
Analisi del linguaggio processuale televisivo
Si propone di studiare il linguaggio processuale televisivo in cui "immagine" del diritto e linguaggio televisivo diventano i due nodi focali attorno ai quali si articola l'analisi della spettacolarizzazione dei processi giudiziari simulati. Si può definire come una ricerca di sociologia del diritto, che permette di comprendere come il linguaggio televisivo nel tempo ha mutato l'immagine del diritto; di analizzare le analogie e le connessioni tra fenomeni giuridici e fenomeni comunicativi.
Le rappresentazioni che hanno per scena i tribunali, il confronto tra giusto e ingiusto appassionano i telespettatori - si pensi alle trasmissioni sportive come Il processo del lunedì. Ha luogo una mistificazione della realtà. In questa trasmissione ha un ruolo prevalente la "giuria popolare", vero elemento della spettacolarizzazione della trasmissione, che giudica i casi sentendosi coinvolta in termini emozionali e non razionali, guidata da un personaggio famoso, a cui spetta l'ultima parola, il verdetto finale. Essa opera in base al senso comune che contrasta la valutazione tecnica e giuridicamente corretta del giudice.
Capitolo 1 – Senso comune e realtà sociale
Nei processi televisivi vengono utilizzate figure retoriche e argomentazioni che si basano sul senso comune, cultura condivisa, fatta di consuetudini, costumi e usi che orientano all’agire sociale. L’agire sociale si struttura sotto forma di schema cognitivo, un vero e proprio copione. Quindi possiamo dire che il senso comune è cultura e conoscenza di una determinata società. Esso si rinnova quotidianamente.
Il ruolo dei media, così come diceva Jedlowski, è quello di rappresentare la realtà sociale e di rigenerare il senso comune. I media possono essere paragonati a una finestra dove poter osservare il senso comune. Noti saranno da parte dei media anche le rappresentazioni del diritto in tv. Per esempio, il processo Cusani nel programma Un giorno in pretura del 1994. In questo caso non saranno i giudici a processare i capi d’imputazione, ma l’opinione pubblica che giudicherà la classe dirigente. Questo sarà un caso di spettacolarizzazione del diritto in tv, e quello di Cusani non sarà l’unico: anche in Europa e negli Stati Uniti saranno molte le rappresentazioni del diritto in televisione.
Capitolo 2 – Le dinamiche processuali come linguaggio televisivo: il caso italiano
Il processo è una rappresentazione drammatica: ruoli, battute e personaggi sono elementi che costituiscono il dramma. Il processo è divenuto più volte argomento sia letterario che cinematografico.
Però, come spiegherà Tomeo, ci sarà una sorta di climax tra le due rappresentazioni. Infatti, si può notare che il racconto cinematografico tende a banalizzare alcune figure che invece la letteratura renderà sacrali.
La televisione come fonte di informazione
La televisione, più del cinema e della letteratura, costituisce la principale fonte di informazione, intrattenimento e cultura; questo vale anche per il diritto. Nella storia della televisione italiana, il diritto si è trasformato in immagine raccontata.
Esempi di rappresentazioni televisive
- Perry Mason: L’avvocato penalista protagonista d’intrighi complessi che si originano da un omicidio e vengono brillantemente risolti in un’aula di tribunale fa la sua apparizione nel 1959. Lo spettatore è coinvolto dalla trama e non possiede tutti gli elementi di cui dispone l’avvocato per smascherare il colpevole. L’avvocato possiede abilità del detective privato. Si delinea l’onestà e la trasparenza dell’avvocato. Con questa serie viene rappresentato il sistema giuridico americano. La linearità della narrazione; il processo è al centro della vicenda, serie tv con successo di pubblico che segue indagini e sviluppo del processo.
- L.A. Avvocati a Los Angeles: Lo spettatore si trova davanti a intrecci più complessi, a differenza di Perry Mason dove la linearità della narrazione rispecchia la linearità dei fatti narrati. Si riflette su gravi problemi d’attualità: omosessualità, abuso sui minori, razzismo. Capita che i protagonisti in questa serie perdono le cause e non sempre sono mossi dalla deontologia professionale, bensì dalle loro passioni individuali. Viene raccontata la vita privata dei protagonisti.
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