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Il discorso bilingue

Code switching e alternanza di codice

Code switching: passaggio funzionale da un codice all'altro all'interno di uno stesso evento comunicativo. Il considerare l'evento comunicativo come l'unità di analisi entro cui avviene la commutazione serve a differenziarla dall'alternanza; fenomeno che comporta l'uso alterno dei due codici in relazione a differenti domini, situazioni o eventi comunicativi (es. situazioni di compravendita, negoziante che si rivolge a un collega o a un cliente).

Il code switching, inoltre, si differenzia anche dalla variazione stilistica intralinguistica (style shifting). Per quanto riguarda la differenziazione del code switching dal code mixing o enunciazione mistilingue, si tende ad equiparare la commutazione di codice allo switching interfrasale con funzione comunicativa e l'enunciazione mistilingue a quello intrafrasale con o senza funzione comunicativa.

Code switching e prestiti

Bisogna distinguere anche il code switching dal prestito. Il primo implica bilinguismo mentre il prestito viene usato anche dai parlanti monolingui. Il criterio della frequenza d'uso e della diffusione comunitaria si rivela decisivo per distinguere il prestito dalla frammistione di singole parole.

Secondo il criterio morfologico: una parola formata da un morfema lessicale italiano e un morfema grammaticale dialettale è stata attribuita al dialetto mentre le parole composte da morfemi lessicali dialettali e morfemi grammaticali italiani sono state assegnate all'italiano. I prestiti dal dialetto all'italiano sono detti regionalismi lessicali (es. designazioni di specie di pesci ope, mascoline, lupo). Prestiti dall'italiano al dialetto possono considerarsi alcuni italianismi designanti certi tipi di frutta e verdura, derivanti dal processo di italianizzazione del dialetto (es. a zucchina, i cilieggi, u prezzemulu).

Ragioni del cambiamento di codice

Esistono delle “ragioni” precise che spiegano il perché il parlante “decide” di cambiar codice. I cambiamenti di codice sono in alcuni casi correlati a fattori quali argomento, setting e interlocutore che possono essere in una certa misura spiegati; spesso, invece, la commutazione appare legata a fattori quali tono, chiave e forma del messaggio che, in quanto hanno a che fare con le strategie individuali, sfuggono ad ogni possibile previsione.

Code switching connesso ai partecipanti

Il code switching connesso ai partecipanti riguarda il problema interazionale di effettuare e negoziare una scelta linguistica che unisca le esigenze di tutti i partecipanti. In questo tipo di commutazione sono state individuate tre funzioni: preferenza, adeguamento e riformulazioni.

Preferenza

Il parlante che “preferisce” interagire in un codice anziché nell'altro può essere spinto da una migliore conoscenza di quel codice o da altri fattori. La commutazione tra turni di parlanti diversi o comunicazione asimmetrica ha due conseguenze: divergenza, aumentare la distanza tra gli interlocutori o convergenza (accommodation theory), stabilire una relazione di solidarietà tra gli interlocutori.

La commutazione di preferenza si manifesta spesso in concomitanza con una commutazione di “adeguamento + preferenza divergente”: due switchings, il primo marca l'adeguamento del parlante al codice dell'interlocutore mentre il secondo segna il ritorno del parlante al codice “preferito” dunque una commutazione divergente (es. domanda/risposta, offerta/accettazione).

Commutazioni di convergenza

Le commutazioni di convergenza sono le cosiddette “joint productions” al cui interno il legame di coesione tra turni è ancora più forte, in quanto essi, nonostante siano prodotti da parlanti diversi, possono considerarsi componenti costitutivi di un unico enunciato.

Riformulazioni

Tutti i casi di commutazione all'interno di uno stesso turno in cui il parlante riformula in un codice quanto detto precedentemente nell'altro. Le riformulazioni vengono dette per auto-censura quando il parlante dopo aver iniziato l'enunciato in un determinato codice, ritiene di doversi “correggere”, riformulando interamente o solo parzialmente il messaggio nell'altro codice. La direzione è sempre dal dialetto all'italiano. Ciò dimostra come sia il dialetto ad essere percepito come codice da censurare in situazioni che richiedono l'uso dell'italiano come scelta non marcata.

Le riformulazioni non vanno confuse con le ripetizioni dalle quali si distinguono innanzi tutto per la diversa funzione: di auto-correzione nelle prime, di elaborazione e enfasi nelle seconde. Inoltre, nelle riformulazioni è presente tutta una serie di elementi, quali interruzioni, pause di esitazione, indicatori di correzione come “cioè, allora”.

Riformulazioni per limiti nella competenza

Le riformulazioni per limiti nella competenza hanno, invece, direzione opposta e cioè dall'italiano al dialetto. Il parlante inizia un enunciato in italiano, ma non essendo capace di portarlo a termine lo riformula in dialetto. La commutazione è quindi causata da limiti nella competenza del parlante.

Code switching connesso al discorso

Il code switching connesso al discorso è di gran lunga più frequente di quello connesso ai partecipanti. Include tutti i passaggi da un codice all'altro riguardanti l'organizzazione stessa della conversazione.

Segnalare auto-correzione

Le commutazioni che rientrano in quest'ambito vengono utilizzate come tecnica correttiva di “errori” derivanti dall'organizzazione stessa della conversazione. Se l'enunciato o la porzione di enunciato che contiene l'errore è in un determinato codice, la correzione avverrà nell'altro. È, quindi, proprio il contrasto tra i due codici che viene utilizzato come indicatore di self-repair. Il code switching può essere inoltre utilizzato come tecnica di risoluzione di problemi derivanti da violazioni nel funzionamento delle regole che governano il meccanismo di avvicendamento dei turni. Nel caso in cui due parlanti si trovino a parlare simultaneamente la ripetizione della parte resa indistinta dalla sovrapposizione viene in alcuni casi marcata da un code switching.

Organizzazione sequenziale

Il contrasto tra i due codici sembra essere sfruttato dai parlanti per marcare la strutturazione interna della conversazione in sequenza costitutive. L'inizio e/o la fine di una sequenza marginale. Queste consentono l'esecuzione di una serie di attività secondarie rispetto allo svolgimento principale della conversazione, come ad esempio, rispondere al telefono, offrire qualcosa, aprire la finestra ecc. La giustapposizione dei due codici permette al parlante di segnalare la sospensione del discorso e di ritornare, poi, alla sequenza sovra-ordinata.

Sequenze di chiusura

Il code switching può essere utilizzato per risolvere vari problemi connessi alla chiusura dell'evento comunicativo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher merywhite di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociolinguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Alfonzetti Giovanna.
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