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Distinzione tra flessibilità dell'occupazione e flessibilità della prestazione

Per maggiore chiarezza converebbe fare una distinzione tra:

Flessibilità dell'occupazione

Consiste nella possibilità, da parte di un'impresa, di far variare in più o in meno la quantità di forza lavoro utilizzata, ossia il numero dei lavoratori. Tale flessibilità si traduce anche in una variegata tipologia di contratti lavorativi, che sono detti atipici per distinguerli dal normale o tipico contratto di lavoro di durata indeterminata e a tempo pieno.

Flessibilità della prestazione

Si riferisce all'eventuale modulazione, da parte dell'impresa, di vari parametri della situazione in cui i salariati prestano la loro attività. Rientrano quindi in questo tipo di flessibilità, le diverse tipologie e le variazioni cicliche di modalità quali: il lavoro a turni, gli orari slittanti, ecc.

Scopi della flessibilità del lavoro

La richiesta da parte delle imprese di aumentare la flessibilità del lavoro persegue due scopi:

  • Ridurre il costo diretto e indiretto del lavoro, adeguandolo il più strettamente possibile all'andamento della produzione e/o vendite;
  • Ridurre il rischio d'impresa derivante dal fatto che ciascuna impresa è diventata un nodo d'una catena globale di creazione del valore che ne comprende molte altre;

Principi di gestione aziendale

La riduzione del costo del lavoro viene perseguita applicando un paio di principi di gestione aziendale:

  • Il primo stabilisce che tutto deve arrivare o succedere "giusto in tempo" (toyotismo). In pratica nulla nel processo produttivo, nessuna materia prima, nessun componente deve arrivare al punto fisico in cui deve venire lavorato, se non nel preciso momento in cui potrà essere utilizzato;
  • Il secondo principio stabilisce che si produce solo su domanda;

Visto il successo organizzativo, tecnologico ed economico di questi due principi, si è fatta strada entro le imprese l'idea che i medesimi potessero essere utilizzati anche nell'impiego della forza lavoro.

Frammentazione funzionale e spaziale

La frammentazione funzionale e spaziale del processo produttivo è stata perseguita per diversi motivi:

  • Quando le unità produttive sono ciascuna di dimensioni ridotte e lontane tra loro, diventa difficile che l'organizzazione sindacale dei lavoratori si sviluppi;
  • Se gli anelli d'una catena di creazione del valore sono funzionalmente autonomi, è possibile effettuare su di essi valutazioni più precise sia sul profilo industriale che del loro valore in borsa;
  • È più facile e rapido sostituire come fornitore o committente allorché questa ha dimensioni ridotte;
  • Si può mirare a distribuire nel mondo gli anelli della catena in modo che...
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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi socio-economici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fontana Renato.
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