Le donne nell'accademia italiana
Capitolo primo
Le ricerche sociologiche sulle donne e sul ruolo che esse hanno nella società si sono moltiplicate a partire dagli anni Settanta, con la spinta di movimenti di liberazione che si sono sviluppati in Europa e negli Stati Uniti. È noto che in Italia le donne entrano a far parte del mondo del lavoro molto dopo gli standard europei e mondiali e il numero di esse che svolgono un lavoro intellettuale è incrementato a partire dagli anni Settanta. La donna si è trovata quindi in una situazione perenne di difetto in ogni campo, ma soprattutto in quello lavorativo. Questo campo viene affrontato dalla teoria sociologica di 'visibilità senza potere', di un tetto di cristallo che separa le donne dal top delle carriere.
In tal senso, il femminismo fu il primo movimento che criticava la storia della famiglia e della società, reclamando una regolamentazione della vita fra i sessi. Le questioni di genere si svilupparono dentro l’accademia italiana grazie all’esperienza di gruppi di ricerca e di studio come il GRIFF (gruppo di ricerca sulla famiglia e la condizione femminile), nato a Milano da un gruppo di ricercatrici dove la donna veniva considerata lavoratrice, non solo dentro casa, ma anche e soprattutto fuori.
Un altro ponte tra accademia e movimento fu la rivista DWF (donnawomenfemme) oppure Diotima, una comunità filosofica femminile che aveva come intento quello di 'essere donne e pensare filosoficamente'. La scomparsa del movimento negli anni Ottanta non ha determinato la sua scomparsa, bensì la sua metamorfosi in un femminismo che si è trasformato in tanti femminismi, determinando lo sviluppo in studi come quelli del gender. Questi studi sul genere inizialmente furono portati avanti solo da donne, ma poi furono abbracciati anche dagli uomini.
Per l’affermazione della parola delle donne nei processi decisionali furono creati i Comitati delle Pari Opportunità (CPO) nelle università italiane che diffondevano l’idea delle pari opportunità. L’aumento della presenza femminile all’interno delle università ha spinto due processi:
- Processo di valorizzazione della forza lavoro femminile della riproduzione
- Processo di auto valorizzazione
Questi due processi hanno portato all’emergere di nuovi punti di vista come il fatto che la presenza della donna non fosse passiva, ma attiva (soggetto conoscente). I punti che consideriamo fondamentali per l’emancipazione intellettuale femminile nel campo sociologico sono 4:
- Contributo al cambiamento dei paradigmi scientifici del cambiamento
- Nuova considerazione del rapporto tra razionale/soggettivo/emotivo
- Attenzione a temi e metodologie trascurate nella realtà empirica precedente
- Elaborazione del concetto di genere che pone la contraddizione uomo-donna
La donna si configura in sociologia come un nuovo soggetto portatore di bisogni specifici che vuole mettere in crisi i paradigmi che distinguono scienza dell’individuo da scienza della società, oppure il tema della razionalità e dell’irrazionalità. Non è per niente sbagliato dividere la sociologia in base al genere. Questo però non fu totalmente accettato negli anni Ottanta in quanto i contributi femministi trovarono una rivendicazione in campo politico, ma non un riconoscimento nell’accademia. Questo perché c’era una chiara divisione di ciò che veniva considerato maschile e ciò che era femminile e la sociologia non faceva parte del loro bagaglio.
In qualche modo erano state vittime di un doppio processo di auto-ghettizzazione e etero-ghettizzazione. Quindi l’esito dell’ingresso delle donne nella sociologia italiana ha avuto un impatto di carattere scientifico, ma non è stato istituzionalizzato. Genere => concetto che spiega come sulla base di trattati biologici si innestino processi sociali condivisi di costruzione di tratti dell’identità appresi e non innati.
Esso riflette i cambiamenti sociali e li induce, in quanto è sempre più evidente come ai gender studies si sia affiancato il metodo gender sensitive (centralità del genere nelle trasformazioni sociali). Inoltre, fenomeni moderni come l’individualizzazione, la differenziazione, la precarietà, l’incertezza ecc., hanno accelerato una definizione di una ricerca sociale gender oriented che ha agito lungo due direttrici:
- Concetti, attraverso teorie sociologiche o fenomeni emergenti come le nuove dimensioni del genere e delle identità sessuali (gay, lesbiche, transgender e queer) oppure concetti passati rivisitati come il fenomeno della violenza
- Processi, che se intesi come fenomeni sociali, esaltano le differenze e le disuguaglianze tra vari soggetti sociali. Queste differenze vengono supportate da statistiche e indicatori
Si è visto come il trend verso i cambiamenti sociali sia sempre più numeroso e la ricerca gender oriented, che comprende un vasto numero di approcci, orientamenti ha vissuto questi cambiamenti assumendo posizioni alternative a un’accezione di genere basata su qualità sessuali intrinseche e immutabili. Si è andata affermando una visione costruttivista delle identità di genere grazie a componenti culturali, storiche e sociali che la sociologia ha usato per delineare le figure di oggetti cui è data un’identità secondo le pratiche culturali correnti.
Gli studi gender oriented ora comprendono anche i women’s studies, i men’s studies e gli studi sulle culture LGBTTIQ. Lo studio gender oriented ha prodotto una diffusa metodologia di ricerca gender sensitive che si caratterizza per: 'una specifica attenzione al genere prima, durante e dopo la raccolta e l’analisi di informazioni e dati facendo riferimento sia a donne sia a uomini e alle molteplici sfumature tra i due poli'.
Il mutamento sociale e quindi la differenziazione sempre maggiore tra maschi e femmine (gender divide) è stata portata avanti da una serie di passi avanti come:
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Riassunto esame Sistemi socio-economici, prof. Fontana, libro consigliato Oltre l'uomo artigiano, Fontana
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Riassunto esame Sistemi socio-economici, prof. Fontana, libro consigliato Il lavoro non è una merce, Gallino
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Riassunto esame diritto costituzionale, prof. Fontana, libro consigliato: Le fonti del diritto italiano, Cicconetti
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Riassunto esame Narrazione d'impresa, Prof. Fontana Andrea, libro consigliato Storytelling d'impresa, Andra Fontana