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Riassunto esame Semiotica del testo, prof. Pisanty, libro consigliato La Fiaba Popolare Europea, Max Luthi

Riassunto per l'esame di Discorso e Pubblico (Semiotica), basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Pisanty dal titolo "La fiaba popolare europea" di Luthi.

Gli argomenti trattati sono:
- Differenze tra fiaba e leggenda
- Caratteristiche della fiaba, ovvero: unidimensionalità, stile astratto, mancanza di una prospettiva,... Vedi di più

Esame di Semiotica del testo docente Prof. V. Pisanty

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ISOLAMENTO E COLLEGANZE UNIVERSALI

• I personaggi della fiaba sono isolati da ogni tipo di rapporto infatti non temono il numinoso, non

hanno curiosità, il rapporto tra l'eroe e gli esseri ultrraterreni è temporaneo e senza profondità.

Tendono addirittura ad isolarsi anche fisicamente, avventurandosi per il mondo. Tutto si trova su un

unica superficie piana e quindi isolata in sé stessa. I personaggi sono fatti di un materile compatto,

rigido e isolante, con contorni netti. Proprio a loro, gli isolati tocca il favore della sorte. Procedono

con passo sicuro e raggiungono sempre ciò che vogliono, senza fare più di un tentativo, sebbene

non si pongano autonomamente delle mete e nemmeno le raggiungono grazie alla loro personalità.

• Anche gli episodi sono isolati in sé stessi. I personaggi non imparano nulla dalle esperienze

precedenti e ogni volta agiscono ripartendo da zero e gli eventi accaduti prima non hanno più alcun

effetto su ciò che succede dopo; anche se le circostanze del nuovo episodio sono simili a quello

procedente l'eroe non percepisce nessun collegamento. Questo stile isolante spiega anche come

mai se una parte del corpo dell'eroe viene troncata poi gli ricresce; ciò xk i singoli episodi sono

isolati, e ogni volta si ricomincia da zero.

• Anche gli oggetti sono isolati in sé stessi, infatti un dono viene usato una sola volta e non si pensa

ad utilizzarlo in una seconda occasione. Quel dono faceva parte di un determinato episodio isolato

in sé stesso e basta.

• Anche gli aiutanti compaiono isolati: arrivano proprio quando ve n'è bisogno, senza sapere perchè

si trovano li e senza conoscere la natura del loro essere; dopodichè spariscono nel nulla. L'unica

funzione che hanno è aiutare o recare danno al protagonista. Se l'eroe si trova in difficoltà non

andrà mai a ripensare a chi l'aveva aiutato la volta prima, xk quell'aiutante fa parte dell'episodio

precedente ed isolato.

• Persino i discorsi ricominciano ogni volta daccapo, con una ricorrenza di formule (Tu sei un uccello,

cosa puoi fare di buono per me? Tu sei un pesce, cosa puoi fare di buono per me?). In un racconto

realistico ciò sarebbe un errore di ripetizione, a nella fiaba è una normale conseguenza del suo stile

isolato, infatti se ogni episodio è autonomo non è possibile riassumerlo con poche parole

nell'episodio successivo. È vero che questa ripetizione identica nei vari episodi potrebbe

contraddire l'isolamento; tuttavia bisogna distiguere un isolamento interiore da uno esteriore. Infatti,

se esteriormente ogni parte della fiaba ha la sua autonomia, è anche vero che ogni episodio è

legato all'altro da un 'unico volontà formale che compenetra tutta la fiaba. Le figure che essa crea

sono tutte simili ma non sono interdipendenti l'una dall'altra. Lo sono solo xk sotto vi è una volontà

unitaria e pervasiva. La scena seguente non è una copia dell'antecedente, le assomiglia così tanto

proprio xk ha la stessa suo origine.

• Le figure isolate, quindi, si inseriscono in un armonico gioco di insieme. Questi due elementi unito

consentono alla fiaba di intrattenere delle COLLEGANZE UNIVERSALI; infatti, solo ciò che non è

radicato innessun luogo può permettersi di crearsi e sciogliere legami con qualunque cosa. Sono

questi legami che tengono insieme gli elementi isolati della fiaba, che altrimenti si disperderebbero.

Nella fiaba tutto è vicino e lontano, in quanto isolato e proprio per questo capace di rapporti

universali, al contrario della leggenda in cui l'eroe è molto legato al suo villaggio natale e ha già le

sue conoscenze.

• L'isolamento unito alle Colleganze universali presiede a tutto lo stile astratto della fiaba. Pone in

rilievo i singoli elementi in modo puro e nitido.

• Nella fiaba l'eroe non avrebbe successo se non vi fossero degli aiutanti. Il rapporto tra i due si

concretizza sempre tramite un dono, anch'esso isolato, non è radicato in nessun luogo, ma è in

grad di entrare in rapporto con qualsiasi cosa, così dopo che l'eroe l'ha usato una volta esso viene

riposto. L'eroe riceve il dono non tanto per il raporto che ha con l'aiutante ma per la sua capacità di

rapporti universali.

• Anche per quanto riguarda il prodigio l'eroe attende che gli venga donato. Non è un potere

personale dell'eroe ,ma qualcosa che viene lui donato da un'entità esteriore xk gli tocca in sorte.

Inoltre viene accettato senza stupore, come se fosse qualcosa di naturale.

• La fiaba si interessa al vero essere dei personaggi solo se ciò è importante per l'azione. Per questo

motivo la fiaba è ricca di motivi monchi e di motivi ciechi. I motivi monchi sono elementi che

rimangono senza le conseguenze che noi ci aspetteremmo (es. se si acquisisce ricchezza la si usa

solo per una situazione, non si parla di sfruttarle ulteriormente / Una donna conosce la formula

magica per addormentare le sorelle ma non ci viene detto come fa a saperla). La fiaba in pratica

parla come se la sua dimestichezza con il mondo ultraterreno fosse naturale, tuttavia non volge lo

sguardo verso di essa, ma guarda soltanto alla vicenda in cui si trova inserito l'eroe, che non

comprende l'essenza e le connessioni con il soprannaturale ma tuttavia ne viene sorretto. Così la

fiaba descrive un mondo che non è raffigurato nella su a totalità.

• I motivi ciechi, invece, sono elementi che non servono assolutamente a nulla per la progressione

della fiaba. Probabilmente sono dovuti ad una scarsa tradizione orale, che ha perso nel tempo la

funzione di certi episodi, ma ne ha mantenuto il personaggio che li utilizzava (es. un uomo perde

una penna, un pesce gliela riporta ma poi alla fine non è servita a niente). Il motivo cieco è un

segno i relazioni che pur sottraendosi al nostro sguardo, sono cmq efficaci.

• Nella fiaba, un'impresa conscia dei propri scopi e condotta con accortezza è spesso destinata a

fallire, mentre è proprio quando gli eroi pensano agli altri esseri che salvano loro stessi ed è solo

pensando solo ai propri intenti che salvano altri esseri.

• Il cieco, l'orfano, il più giovane, sono questi i veri eroi della fiaba ,perchè sono i più isolati e perciò

liberi come nessun altro, liberi di stringere qualunque rapporto.

SUBLIMAZIONE E CONTENUTI UNIVERSALI

• Grazie allo stile astratto, isolante e figurativo della fiaba, oggetti e persone perdono le loro

caratteristiche individuai e divengono figure eteree e trasparenti.

• I motivi della fiaba sono semplici motivi sociali (nozze, povertà, perdita dei genitori) ai quali si

affiancano dei motivi magici nonostante bisogna ammettere che il vero carattere magico è andato

perduto nel tempo, in quanto dato che i personaggi non hanno una vera e prorpai forza di volontà

,ciò che fanno difficilimente sarà definito magia. Avvertiamo ben poco dell'originaria forza magica,

che è andata per buona parte persa, anche perchè ora sembra che la magia non comporti fatica e

ogni incantesimo si attua senza alcuno sforzo.

• Anceh i motivi mitici hanno perso la loro forza, in quanto gli eroi possono attraversare con

noncuranza le porte dell'inferno e non sopravvive più nulla del fortisimo rapporto affettivo che

legava il soccorritore del mito all'eroe. Manca anche la percezione del soprannaturale, manca

l'elemento sinistro che si nasconde dietro a queste forme e il soprannaturale serve solo a sorregere

le forma della fiaba caratterizzata da estrema stilizzazione.

• Dalla fiaba traspaiono anche antichi riti, costumi e usanze, che però non vengono percepite

chiaramente e a noi sembrano solo elementi dello stile astratto della fiaba (es. rinchiusa in una

cassa>rito d'iniziazione).

• Persino agli elementi di origine sessuale manca l'accenno all'erotismo, inizialmente c'erano (es.

sposo-animale) tuttavia oggi fatichiamo a coglierli. Quando si dice che una principessa di ammala,

spesso è una malattia d'amore per desiderio di uno sposo, tuttavia viene descritta come semplice

malattia generalizzata; ciò xk la fiaba non individualizza mai. Questi motivi restano oscuri persino

per la fiaba stessa, che oggi non ne comprende più il significato.

• I temi profani vengono raccontati come normalissimi. Senza usare toni tragici la fiaba racconta di

violenze, incesti, ricatti, tradimenti ecc. non è sempre vero che nella fiaba l'eroe è sempre bello e

buono; può essere anche un furbone matricolato che mente in continuazione .

• I personaggi della fiaba non sono dei tipi, ma delle figure, xk se i primi hanno ancora un rapporto

con la realtà, le seconde sono completamente slegate, e l'unica cosa che conta di esse è che

creano azione. I mugnai, i soldati, i ministri non si comportano come tali, come dei tipi, ma mostrano

delle qualità che si potrebbero ricollegare a qualsiasi altra professione.

• La fiaba sublima oscuri processi psichici in luminose immagini espresse dalla vicenda. La fiaba non

speiga le vicende, le azioni si fanno da sé. I suoi eroi non sono persone privilegiate o segnate, ma

figure isolate e leggere.

• Tutti i motivi della fiaba vengono svuotati (figura dell'orfano>> viene sentita solo come un elemento

stilistico, senza una profondità d'animo). Concretezza e realtà vanno perse, così come le sfumature

e le esperienze, in compenso si acquisisce determinatezza e chiarezza di forme. Ed è proprio

grazie a questo che la fiaba può contenere l'universo. La fiaba attinge sia il motivo sociale (derivato

dalla storia); che il motivo dell'illusione (derivato dalla leggenda), trasformandoli tutti e dando loro

una nuova forma, svuotando, sublimando ed isolando.

• Non vi sono motivi fiabeschi veri e propri, xk ogni motivo, sia profano che religioso, se ben

trasformato può diventare motivo fiabesco. In pratica la fiaba ha CONTENUTI UNIVERSALI. Non

esistono motivi prodigiosi, è la fiaba che trasforma i diversi motivi in motivi prodigiosi proprio grazie

alla sua astrazione e all'isolamento. I motivi prodigiosi sono motivi sociali trasformati secondo i

canoni della fiaba.

• Contenuto >> tutti i contenuti sono possibili nella fiaba; alle figure ricorrenti possono sempre

subentrare altre componenti, senza che la fiaba perda il suo stile (es. in un caso l'eroe può aver

successo grazie alla sincerità, in un altro grazie alla menzogna /uccide il drago grazie alla propria

forza o grazie ad aiuti esterni). Nella fiaba tutto è possibile, ogni elemento è ben accetto, in quanto

la fiaba è una forma completa che raccoglie in sé l'universo. Oltre a questo la fiaba rispecchia tutte

le componenti dell'esistenza umana (conquista di una sposa, fidanzamento, nozze, morte genitori,

conquista di conoscenza ecc). La fiaba racconta di ubbidienza e disubbidienza, premio e castio,

povertà e sfarzo, fortuna e pigrizia ecc.

• Forma >> l fiaba contiene i poli dell'esistenza umana:

– staticità e moto = le figure sono statiche e ben determinate ma nonostante questo sono vive ed

agili, sempre rivolte all'azione

– spazio ristretto e vastità = alla forma chiusa delle figure si contrappone una tensione verso i

luoghi lontani

– legge e libertà = tutto sembra essere libero di ralizzarsi, tuttavia la fiaba è dominata da severe

leggi vincolanti

– unità e molteplicità = l'erore è lineare e unitario tuttavia sono presenti della pluralità stereotipate

(due, tre, sette, dodici)

• La fiaba non è legata a nessun ambiente in particolare e a nessuna caratteristica interiore che si sia

evoluta individualmente. L'isolamento sublimante crea la possibilità di creare un libero gioco di

insieme; con una rappresentazione realistica ed individualizzante la fiaba non potrebbe mai arrivare

a contenere l'universo.

FUNZIONE E SIGNIFICATO DELLA FIABA

• Inizialmente gli studiosi della fiaba pensavano che essa puntasse solo al divertimento, tuttavia,

un'opera poetia mira a qualcosa di più in genere. Lo studioso di letteratura è interessato non alla

fiaba come fonte storica, ma alla fiaba come racconto, pertanto vuole cogliere la funzione narrativa

di questo testo. La fiaba è un racconto di avventure che abbraccia l'universo intero con leggerezza

irreale, pervasa sia da chiarezza che da mistero.

• L'epica popolare può essere suddivisa in diversi tipi di narrazioni: pettegolezzi, storielle umoristiche,

saghe, leggende profane, eggende religiose e miti. Se tutte queste forme narrative possono essere

ad una necessità di occupazione dello spirito, per la fiaba è diverso; essa infatti le tracende tutte e

la sua funzione non è immediatamente riconoscibile. La fiaba prende dei motivi da queste

narrazioni e li rende parte di un vasto racconto è per questo che nei secoli è stata spesso

confrontata con la leggenda.

• – Leggenda Profana = crede nella realtà di ciò che racconta, nasce dal popolo, ha per oggetto un

singolo fenomeno, è turbata da mondi diversi e la sua interpretazione è incerta e mutevole. Le cose

vengono vissute ma non risolte spiritualmente.

• – Leggenda Religiosa = dà un senso allo sconosciuto riferendole tutte a Dio. Esssa confonde,

rallegra, intomorisce, ma soprattutto chiarisce. Se quella profana fa le domande, quella religiosa dà

le risposte, sempre di stampo dogmatico.

• – Fiaba = gli elemnti singoli sono solo un elemento della sua costruzione d'insieme. È libera da

vincoli, non ha legami con la realtà, ne con i dogmi. È una risposta gratificante alle questioni

scottanti dell'esistenza umana. Ciò che nella realtà è difficile, nella fiaba diventa semplice e

trasparente, ogni elemento ha il suo posto esatto e ciò che rimane dietro le quinte è oscuro. Così

ciò che resta in primo piano è talmente chiaro e luminoso da dare un idea di una sicurezza

gratificante, e la risposta che dà è più convincente di quella delle leggende religiose, in quanto la

fiaba si limita ad osservare e a rappresentare, senza richiedere ne fede ne confessione e quindi è

più pura e non tendenziosa.

• La fiaba non spiega a parole ma mostra semplicemente delle azioni, ed è proprio xk rinuncia in

partenza alla conquista della nostra fiducia che noi la accettiamo in modo più favorevole.

• La fiaba cristallizza la realtà oscura e sconcertante in forma sicure e nette: le sue figure non

appassiscono, non si disgregano e le sue vicende non si interrompono . La fiaba non ama (come la

legggenda) l'acquisizione facile di cose che altrimenti si otterrebbero con il duro lavoro. L'eroe,

anche se trova una montagna piena d'oro, non si accontenta come i suoi fratelli, e va avanti per le

sue avvventure .

• L'uomo della fiaba è attivo ed intrraprendente al contrario di quello della leggenda che è immerso

nei propri interrogativi, tuttavia l'eroe sa che nessuno è l'artefice della propria fortuna, ma servono

aiuti esterni.

• L'intenzione della Fiaba non è quella di mostrare come dovrebbe essere il mondo, ma di

rappresentare come stanno le cose in questo mondo. Il velo intricato e molteplice che ricopre la

realtà cade nella fiaba, che mostra invece il suo isolamento di fondo e la sua capacità di rapporti

universali. Gli orrori non vengono eliminati, ma perlomeno viene loro assegnata una precisa

collocazione, in modo che tutto alla fine risulti in ordine.

• La fiaba non è tendenziosa, non vuole abbellire il mondo, ma racconta senza un secondo fine e non

ci mostra un mondo in ordine, ma il mondo in ordine, mostrando che il mondo è proprio così come

dovrebbe essere.

• Secondo Jolles, noi nella fiaba non ci troviamo davanti ad un'etica delle azioni ma ad un'etica degli

eventi, ovvero ci si chiede: come dovrebbero andare le cose nel mondo? Ciò che tiene insieme la

fiaba non è tanto la Giustizia degli Eventi, ma la Giustezza degli Eventi, perchè la fiaba non vuole

illudere, non vuole presentare l'essenziale ma il reale.

• La fiaba introduce il prodigio sempre ed ovunque, non solo dove sembra necessario, xk è

l'espressionepiù forte di isolamento e di colleganze universali. (pag 112......) Jolles sminusice la

fiaba degradandola a fantasia di rimpiazzo, questo xk non ha indagato i singoli motivi, vedendo la

fiaba nel suo complesso. La definizione più giusta è quella che vede la fiaba come anti-imamgine


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Riassunto per l'esame di Discorso e Pubblico (Semiotica), basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Pisanty dal titolo "La fiaba popolare europea" di Luthi.

Gli argomenti trattati sono:
- Differenze tra fiaba e leggenda
- Caratteristiche della fiaba, ovvero: unidimensionalità, stile astratto, mancanza di una prospettiva, sublimazione, isolamento.
- Le origini della fiaba europea
- Gli studi strutturalisti di Propp sulle fiabe
-


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea Triennale in Scienze della Comunicazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica del testo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Pisanty Valentina.

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