Che materia stai cercando?

Riassunto esame Scenografia, prof Tamburini. libro consigliato La drammaturgia dello spazio, De Marinis Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di scenografia e della professoressa Tamburini basato su appunti personali e sullo studio autonomo del testo consigliato dalla docente, La drammaturgia dello spazio, De Marinis. Viene descritta la differenza tra drammaturgia dello spazio e spazio della drammaturgia.

Esame di Scenografia: Elementi, Teoria, Storia docente Prof. E. Tamburini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Questa concezione del testo in funzione dello spazio e quindi della concezione

Appia

dell’architetto allo stesso livello del regista, rispecchia molto anche il pensiero di .

Questa concezione infatti si riscontra nella sala e nel dispositivo da lui creato per la

Espaces rithmiques,

scuola di Dalcroze e nella celebre serie di disegni chiamata risultato

di una nuova drammaturgia dello spazio: spazi tridimensionali, geometrici, con

tendenza ascensionale grazie alle scale, piani inclinati.

scopo

Spazi astratti, non descrittivi e non figurativi il cui non è quello di visualizzare

possibili luoghi drammatici ma di esaltare l’azione dell’attore, del suo corpo in

movimento contrapposto da superfici spoglie e rigide.

Non lo spazio del dramma ma il dramma dello spazio, non lo spazio della danza ma la

danza dello spazio, uno spazio che non si limita a contenere la musica ma che si fa

ritmo esso stesso. Craig

Questo rinnovamento viene seguito anche da con l’azzeramento della scena

screens

all’italiana, l’invenzione degli (paraventi mobili legati tra loro) fino alla creazione

di una nuova scena che non si limitasse ad ospitare il movimento, l’azione ma

diventasse essa stessa movimento e azione quindi con l’uso di screens e illuminazione.

quinta scena, una scena volto

La famosa che possa esprimere ogni emozione che il

regista voglia farle esprimere. Mejerchol’d

Altro maestro che porta questo passaggio è con le sue molteplici

Revisore

collaboratori con pittori e architetti per arrivare nel 1926 con l’allestimento di

di Gogol dove lo spazio scenico è definitivamente creazione del regista.

1.3 Corpo / spazio / movimento

Con l’eccezione di Craig, le sperimentazioni del novecento sulla drammaturgia dello

spazio vedono l’attore come il collaboratore principale, il soggetto creativo centrale

dell’opera teatrale. Ma si parla di un attore condotto alla sua dimensione basica, un

corpo in movimento, in azione in uno spazio.

attore visto come un danza

problema principale dell’attore

Nel novecento il risulta essere il corpo, la

cerca di ritrovare qualcosa oltre le convenzione presenti nel movimento, si vuole

tornare alle basi di quello che era il movimento prima del suo sviluppo. Si vuole tornare

all’azione fisica, al semplice corpo in movimento in uno spazio. il corpo

Il problema che si presenta riguarda il dover rifondere i due elementi originali:

e il movimento . Per fare questo serve un indagine non solo tecnica ma anche

scientifica che comprenda anche il ruolo che ha lo spazio nella determinazione di questi

nessi. Si tratta insomma di un indagine si rapporti corpo in azione/spazio/tempo e sui

principi che li regolano.

Dei teatri del movimento espressivo (parliamo di danza) drammaturgia dello spazio

significa consapevolezza che lo spazio non è un semplice contenitore dell’azione fisica

ma un entità drammaturgicamente attiva in grado di condizionarla.

Negli anni Venti l’indagine sui rapporti tra corpo in movimento e spazio nella danza e

Oskar Schlemmer

nel teatro astratto è stata al centro delle ricerche di nell’ambito del

Bauhaus. due

Oskar sostiene che le relazioni dinamiche uomo/spazio possono essere regolate da

leggi : Le leggi dello spazio tridimensionale

1. la cui matematica corrisponde a quella

presente nel corpo umano e dà vita a movimenti meccanici e definiti

dall’intelletto

Le leggi dell’uomo organico

2. che risiedono all’interno del corpo e quindi

invisibili: il battito cardiaco, respiro, circolazione del sangue e producono

movimenti organici e definiti dal sentimento.

Nessuno di questi due elementi deve prevalere in maniera esclusiva nella creazione di

un teatro-danza.

L’idea di uno spazio come entità drammaturgicamente attiva e legata al movimento

Rudolf Laban

espressiva è “è totalmente sbagliata l’idea dello spazio come un fenomeno che

può essere separato dal tempo, dall’energia e dall’espressione. “

La sua teoria del movimento prende il nome dalla riunione delle sue tre inscindibili

componenti: energia-spazio-tempo. cinesfera,

Lui distingue anche tra lo spaio in generale, infinito, e la cioè lo spazio che è

dinamosfera

intorno al corpo e alla sua portata e parla anche di come dello spazio in cui

hanno luogo le nostre azioni dinamiche. Nella sua scuola si insegnavano anche

discipline come l’eucinetica (teoria dell’espressione) e coreutica (teoria dello spazio,

dell’armonia dello spazio)

L’icosaedro viene scelto da Laban come la struttura dentro cui indagare il movimento

espressivo e le sue leggi, utile anche a visualizzare e schematizzare le direzioni dello

spazio circostante.

Da tutti questi artisti viene indagata l’azione fisica secondo due diversi principi:

quelli legati al potere formante dello spazio e quelli dipendenti dal dinamismo

formante del corpo in movimento.

suono

Anche per il si può parlare di un interesse dominante per l’uso dello spazio

come vera dimensione compositiva. La spazializzazione del suono sarà la base su cui si

nuova opera.

svilupperà il rinnovamento del teatro musicale e la creazione della

1.4 L’uso teatrale degli spazi non teatrali

Sappiamo che la vera innovazione del Novecento sullo spazio scenico non riguarda

l’uso di luoghi teatrali alternativi a quelli tradizionali ma la concezione e l’uso dello

spazio come elemento drammaturgico al pari del testo, musica, attore.

Comunque l’acquisizione e l’uso di spazi altri, spesso non teatrali, ha rappresentato un

fenomeno importante e caratterizzante per la ricerca teatrale del nostro secolo.

Anche nell’ Ottocento abbiamo una pluralità di luoghi di teatro ma sono la

materializzazione costante di un sistema teatrale gerarchizzato con al vertice il teatro

maggiore negli edifici all’italiana tradizionali fino ad arrivare a quelli popolari dislocati in

altri spazi.


PAGINE

5

PESO

49.00 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bertolo.arianna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scenografia: Elementi, Teoria, Storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Tamburini Elena.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Scenografia: elementi, teoria, storia

Riassunto esame scenografia, prof. Tamburini, libro consigliato Storia della Scenografia, dall'antichità al XXI Secolo, Perrelli
Appunto
Scenografia: Elementi, Teoria, Storia - Appunti
Appunto
Lezioni, Scenografia
Appunto
Lezioni, Scenografia
Appunto