Che cos'è la memoria?
La memoria è un processo cognitivo, oggi non più inteso come semplice magazzino di ricordi, ma come una facoltà che permea l'esistenza del soggetto. Una persona ricorre alla memoria quotidianamente, sia in fase di veglia che di sonno, per svolgere procedure, attuare comportamenti, prendere decisioni e valutare situazioni. La memoria infatti non si compone solo di eventi passati, ma anche di procedure, conoscenze, episodi, convinzioni e credenze.
Tali elementi non sono solo di carattere esplicito, sotto il diretto controllo della coscienza, ma anche di tipo implicito. Vi sono infatti elementi mnestici che influenzano il soggetto senza che questo se ne renda conto; questi due aspetti della memoria sono distinti tra loro, tanto che un soggetto può perdere la memoria esplicita pur mantenendo memoria implicita.
La memoria non si presenta come un elemento unico, ma come un insieme di processi e sistemi distinti e separabili, ognuno dei quali dipende da reti cerebrali specifiche che coinvolgono diverse strutture neurali. Nonostante sia basata su elementi neurologici specifici, la memoria non è una facoltà infallibile. Non opera registrando semplicemente quanto accade attorno al soggetto; il funzionamento mnestico è infatti influenzato dallo stato emotivo, dalle esperienze precedentemente vissute, dal contesto, dallo stato fisico e da altri agenti esterni.
Descrivere i principali tipi di memoria
La memoria viene suddivisa, secondo il criterio della durata del ricordo, in memoria a lungo termine e memoria a breve termine. La memoria LT viene a sua volta suddivisa in memoria implicita (o non dichiarativa) ed esplicita (o dichiarativa), in base alla consapevolezza o meno del processo mnestico da parte del soggetto. La memoria BT si suddivide invece in memoria sensoriale e memoria di lavoro.
La memoria LT esplicita si compone di memoria episodica e semantica, mentre la LT implicita è costituita dalla memoria procedurale e da processi quali il priming percettivo, l'assuefazione, la sensibilizzazione e il condizionamento classico.
Memoria sensoriale
La memoria sensoriale è il prolungamento della percezione di un oggetto al di là del tempo che stimola i sensi; quando il soggetto guarda una figura o sente un suono continua a percepirli anche se la figura o il suono non ci sono più. Vi è una memoria sensoriale per ogni senso, tutte di carattere implicito; risultano fondamentali in processi quotidiani come la lettura, la visione di film, la comprensione del parlato, di suoni, il riconoscimento di gusti.
Memoria di lavoro
È un sistema per l'immagazzinamento temporaneo e la gestione/manipolazione dell'informazione, costituente un link tra percezione sensoriale ed azione controllata. Si compone di esecutivo centrale, loop fonologico e taccuino visuo-spaziale; il primo svolge un ruolo di supervisione, controllo degli altri due sistemi, e di collegamento con memoria sensoriale e MLT; il secondo processa principalmente informazioni fonologiche mentre il terzo elabora informazioni visive-spaziali.
Memoria LT episodica
Raccoglie avvenimenti di cui la persona è stata protagonista o testimone e che vengono inquadrati nel contesto del percorso di vita, rimanendo fortemente legati alle circostanze.
Memoria LT semantica
È una vasta rete di associazioni, significati lessicali, categorie, fatti e affermazioni, concetti che sottendono la conoscenza generale del mondo; si tratta di info generalizzate, tanto che il dato può andare incontro ad amnesia dell’origine.
Memoria LT procedurale
Raccoglie info riguardo il "come si fa", procedimenti e protocolli di realizzazione, spesso acquisiti e attivati in modo inconscio.
Priming percettivo
È un processo di "facilitazione", che rende più agevole l'esecuzione del compito percettivo, attivandosi principalmente in modo inconscio. Ad esempio, dando ad un soggetto un elenco di parole che deve ricordare e fornendo successivamente una serie di parole incomplete, il soggetto completa più facilmente quelle che erano presenti nel primo elenco.
Assuefazione
Di fronte ad uno stimolo ripetuto più volte, il soggetto smette di attivarsi (non si registra più aumento del battito cardiaco e della respirazione), in quanto lo stimolo viene percepito come noto, non più interessante; nel momento in cui lo stimolo cambia il soggetto si attiva (aumento battito cardiaco e respirazione) in quanto lo stimolo viene registrato come nuovo; il tutto avviene in modo inconscio, secondo meccanismi retaggio della vita primitiva (per l’uomo primitivo, come per l’animale, lo stimolo nuovo può corrispondere ad un pericolo). Il processo di abituazione agisce anche a livello neuronale, diminuendo le connessioni sinaptiche che vengono eliminate in quanto non più utilizzate.
Sensibilizzazione
Aumento di reattività generica a determinati stimoli, determina aumento delle connessioni sinaptiche.
Condizionamento classico
Secondo il modello introdotto da Pavlov, lo stimolo neutro, dopo ripetuti accoppiamenti con lo stimolo incondizionato, si trasforma in stimolo condizionato ed evoca una risposta di tipo condizionato, simile o identica alla risposta incondizionata.
La memoria autobiografica
La memoria autobiografica è una delle componenti esplicite della memoria a lungo termine, è la memoria che consapevolmente consideriamo come sé. Essa si compone di tre livelli di conoscenza: il livello dei periodi di vita (periodi nell’ordine di anni o decenni), il livello degli eventi generici (segmenti della durata di mesi, settimane o giorni) e il livello della conoscenza specifica dell’evento (episodi singoli misurati in ore o minuti).
Diversi studi hanno dimostrato che ogni livello risponde ad una funzione diversa e probabilmente ognuno è gestito da sistemi cerebrali diversi. La conoscenza specifica di un evento permane dettagliatamente nella memoria fino ad un anno, poi gli elementi più specifici iniziano a sfumarsi, trasformando gli eventi specifici in eventi generici. Il fatto che gli eventi generici siano formati da una serie di eventi specifici ne rafforza il ricordo, facendo sì che siano i primi ad essere richiamati nel momento in cui si chiede ad una persona di raccontare un’esperienza del passato.
I periodi di vita invece fanno da ossatura alla memoria autobiografica: quando si chiede al soggetto di raccontare un’esperienza del passato, questi avvia la ricerca dal periodo di vita per poi scendere di generalità fino all’evento generico ed eventualmente all’evento specifico.
La conoscenza della propria vita da parte del soggetto dipende dall’attività coordinata dei quattro livelli. Unendo aspetti di periodi di vita, eventi generici ed eventi specifici, il soggetto è in grado di raccontare la propria biografia; nel momento in cui i tre livelli smettono di operare contemporaneamente si ha un’incapacità del soggetto di rievocare correttamente la propria vita. Può accedere che egli riesca a rievocare un ricordo generico, ma non un periodo di vita, convincendosi che quanto ricorda sia il proprio presente e non un evento passato.
Soprattutto in termini di ricordi specifici, la memoria autobiografica è fortemente influenzata da emozioni, sensazioni ed esperienze precedenti: due persone che assistono ad uno stesso evento possono poi ricordarlo in modo diverso (o non ricordarlo affatto) in base alle emozioni provate in quel momento, al significato che l’evento assume per loro, alla sua originalità e alla frequenza con cui l’evento viene richiamato.
La memoria episodica
Forma di memoria esplicita LT evolutivamente più recente, si sviluppa con la necessità di registrare i fatti della vita; si ritiene sia propria solo dell’uomo e sia assente nei bambini piccoli; raccoglie avvenimenti di cui la persona è stata protagonista o testimone e che vengono inquadrati nel contesto del percorso di vita, rimanendo fortemente legati alle circostanze. Ogni fatto codificato contiene info specifiche relative a "chi", "dove", "che cosa", "quando"; si tratta di un tipo di memoria molto rapida, è sufficiente vedere una persona in un luogo per una sola volta per creare un’associazione luogo-persona.
È fortemente legata alla memoria semantica in quanto le conoscenze semantiche spesso rimandano al momento e luogo in cui sono state acquisite, oppure il soggetto ne ricerca l’origine al fine di stabilirne l’autenticità. L’incapacità di collegamento tra memoria episodica e semantica può determinare amnesia dell’origine; la memoria episodica permette il ricordo di eventi passati, ma anche l’immaginazione e la progettazione di eventi futuri, in un’ottica di conservazione del sé. Nel ricercare eventi che sostengano i progetti futuri, il soggetto ricerca quelli più aderenti all’idea di sé, che generalmente vengono conservati in memoria con una maggiore quantità di dettagli e risultano quindi più semplici da recuperare.
Le forme della memoria implicita
Si caratterizza per l’inconsapevolezza del ricordo: il soggetto compie un’azione, rievoca un’immagine, prova una sensazione senza essere consapevole del perché; le informazioni della memoria implicita non solo sono rievocate inconsciamente, ma spesso sono anche memorizzate in modo implicito; inoltre, se il soggetto cerca di definire l’origine del ricordo o tenta di recuperare consciamente l’informazione, spesso peggiora la prestazione mnestica.
La memoria implicita è composta da memoria procedurale, priming percettivo, condizionamento classico, assuefazione e sensibilizzazione.
Memoria procedurale
Dal punto di vista neurologico dipende da gangli basali e dal cervelletto. Si struttura in abilità motorie e cognitive, procedure (suonare il piano o andare in bici), abitudini (pratiche di comportamento consolidate e largamente inconsce che un soggetto svolge nella vita di ogni giorno).
Priming percettivo
Processo di "facilitazione", rende più agevole l’esecuzione del compito percettivo, attivandosi in modo inconscio. Ad esempio, dando ad un soggetto un elenco di parole che deve ricordare e fornendo successivamente una serie di parole incomplete, il soggetto completa più facilmente quelle che erano presenti nel primo elenco.
Assuefazione
Di fronte ad uno stimolo ripetuto più volte, il soggetto smette di attivarsi (non si registra più aumento del battito cardiaco e della respirazione), in quanto lo stimolo viene percepito come noto, non più interessante; nel momento in cui lo stimolo cambia il soggetto si attiva (aumento battito cardiaco e respirazione) in quanto lo stimolo viene registrato come nuovo; il tutto avviene in modo inconscio, secondo meccanismi retaggio della vita primitiva (per l’uomo primitivo, come per l’animale, lo stimolo nuovo può corrispondere ad un pericolo). Il processo di abituazione agisce anche a livello neuronale, diminuendo le connessioni sinaptiche che vengono eliminate in quanto non più utilizzate.
Sensibilizzazione
Aumento di reattività generica a determinati stimoli, determina modificazione delle connessioni sinaptiche in termini di aumento delle stesse, in modo da favorire e accelerare la connessione sinaptica.
Condizionamento classico
Secondo il modello introdotto da Pavlov, lo stimolo neutro, dopo ripetuti accoppiamenti con lo stimolo incondizionato, si trasforma in stimolo condizionato ed evoca una risposta di tipo condizionato, simile o identica alla risposta incondizionata.
La memoria emotiva
Un evento emotivamente traumatico (l’assistere ad una rapina, il subire abusi o l’essere informati di un attentato) viene ricordato in modo diverso rispetto ad un evento usuale: si ritiene infatti che esso si formi attivando dei meccanismi cerebrali particolari, come il “now print”, meccanismo per il quale la persona forma un’istantanea (o flash) dell’evento. Più è importante l’evento e maggiore è l’attivazione del meccanismo di now print (e di conseguenza maggiormente dettagliato sarà il ricordo), così come, più la persona è coinvolta nell’evento, maggiore è la precisione dell’istantanea e la resistenza all’oblio (chi vive direttamente una catastrofe naturale ne ha un ricordo molto più vivido e duraturo di chi ne ha solo sentito parlare).
Il flash inoltre si differenzia da ricordi di eventi usuali in quanto:
- Possiede una forte carica emotiva
- Possiede una forte sicurezza soggettiva (la persona è assolutamente convinta della correttezza della rievocazione)
- Viene spesso rievocato e discusso (la persona discute con altri dell’evento, contribuendo a fissare la traccia mnestica)
- Presenta una quantità di dettagli maggiore rispetto ad un ricordo usuale
Il soggetto tende però a ricordare meglio gli elementi emotivamente salienti (come il fatto che, in una rapina, il rapinatore abbia una pistola) piuttosto che quelli meno carichi emotivamente (tipo il volto dell’aggressore); questo perché, durante l’evento, l’attenzione del soggetto è focalizzata sugli aspetti importanti e non ne resta per quelli “di secondo piano”.
Queste caratteristiche non rendono però il flash immune da deterioramento e distorsione. Gli studi dimostrano che, a distanza di anni, l’evento può essere ricordato in modo anche marcatamente diverso dalla realtà; questo perché, ad esempio, il soggetto cerca di rendere il ricordo dell’evento più accettabile, descrivendo una situazione meno pericolosa di quella reale oppure un soggetto che non era presente all’evento, ma ne sente parlare spesso da altri, lo rievoca come se fosse stato presente.
Sulla distorsione del flash agisce inoltre lo stato emotivo del soggetto al momento dell’evento e il suo modo generale di vedere le cose (ottimista/pessimista): il soggetto che vive l’evento con uno stato emotivo più negativo ne crea un ricordo molto più minaccioso di una persona che vive lo stesso evento con una condizione emotiva più positiva.
In determinati casi, inoltre il flash non è tanto rievocazione di un episodio realmente accaduto, ma espressione delle peggiori paure del soggetto (la persona ricorda di aver compiuto un assassinio, quando in realtà si tratta solo di uno dei suoi timori più profondi).
I ricordi traumatici si ripresentano spesso senza la volontà del soggetto e possono essere talmente invadenti da creare condizioni di tristezza, ansia, depressione, distacco; soggetti che hanno vissuto eventi molto traumatici, anche a distanza di anni, dicono di esserne segnati, come se il ricordo gettasse un’ombra sulla loro vita.
La componente emotiva influenza anche il recupero, secondo un meccanismo detto “recupero secondo lo stato d’animo”; la condizione emotiva favorisce il recupero di una tipologia di ricordi piuttosto che di un’altra, ad esempio una condizione di tristezza favorisce il recupero di esperienze negative, mentre una condizione emotiva positiva favorisce il recupero di ricordi felici.
A livello neurobiologico, la componente emotiva della memoria è sotto il controllo dell’amigdala, piccola ghiandola posta accanto all’ippocampo; nel momento in cui l’amigdala viene lesionata o asportata il soggetto non è più in grado di gestire le emozioni legate ai ricordi (per esempio, non impara ad avere paura di qualcosa, condizionamento emotivo) pur non diventando amnesico.
Le amnesie. Casi HM, KC, Klain
Amnesia: disturbo della MLT con perdita più o meno marcata della capacità di rievocazione e/o formazione di nuovi ricordi; è dovuta a lesioni del lobo mediale temporale (in particolare amigdala e ippocampo) o del diencefalo a causa di eventi come arresto cardiaco con conseguente mancanza di afflusso di ossigeno al cervello e ischemia (momentanea perdita del flusso ematico nel cervello); encefalite da herpes simplex (colpisce soprattutto le strutture della regione temporale mediale); rottura di aneurismi (soprattutto nell’arteria comunicante anteriore, porta il sangue al prosencefalo basale, che produce l’acetilcolina, neurotrasmettitore fondamentale per la memoria).
L’amnesia, colpendo solo la MLT, lascia intatte le capacità percettive, di memoria di lavoro, di memoria sensoriale, ma anche la capacità di acquisire nuovi schemi motori o parole, purché poi non si chieda al soggetto di rievocare consapevolmente lo schema, la parola o qualunque elemento che riguardi il processo di apprendimento.
Esistono varie tipologie di amnesia:
- Amnesia retrograda: il deficit riguarda il ricordo di eventi che hanno avuto luogo prima dell’insorgere dell’amnesia; la gravità del deficit è variabile: se la lesione è circoscritta ai lobi temporali mediali, il soggetto ricorda molte esperienze del passato lontano, ma poche di quello immediatamente precedente al danno cerebrale, mentre se la lesione è più estesa si ha un’amnesia molto più ampia che può comprendere anche l’intero passato del paziente; generalmente il soggetto colpito da amnesia retrograda è in grado di rievocare periodi di vita ed eventi generici, ma non eventi specifici.
- Amnesia anterograda: il soggetto presenta deficit nella capacità di ritenzione e acquisizione di nuove informazioni, di qualunque tipologia (verbali, motorie, spaziali ecc.); vi è però la possibilità di un’acquisizione inconsapevole, basata sulla memoria implicita.
- Sindrome amnesica temporanea: condizione che dura solo qualche ora, in pazienti altrimenti sani, dovuta ad un blocco ematico temporaneo nell’ippocampo e nelle relative strutture lobo-temporali-mediali, il soggetto fatica a ricordare gli eventi in corso e spesso soffre di amnesia retrograda a vari livelli.
- Amnesia dell’origine: il soggetto non sa indicare l’origine di un ricordo o di una conoscenza.
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