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L'influenza sociale

L'influenza sociale approfondisce le modalità con cui i processi mentali, emozioni e comportamenti sono modificati dalla presenza effettiva o simbolica degli altri. L'influenza sociale è una spinta motivazionale fondamentale, ed è da intendersi come fenomeno ambivalente, ossia con effetti che possono essere sia positivi (ad es. il rispetto di norme) che negativi (ad es. i casi di obbedienza criminale). Spesso agisce in modo inconsapevole e pervasivo, tuttavia le risposte sono sempre esito di ragionamenti e giudizi frutto di modi di ragionare, esperienze ed altro che fanno del soggetto influenzato comunque un attore attivo e non una figura passiva.

Fonti e bersagli dell'influenza sociale

Tutti possono essere fonti e bersagli dell'influenza sociale, anche contemporaneamente.

  • Le fonti possono essere attive o passive. Le fonti attive esercitano una pressione consapevole (diretta o indiretta) verso il bersaglio, mentre le fonti passive influenzano i soggetti senza alcuna intenzione di influenzare un comportamento, per la loro mera presenza. Esempi di fonti, oltre ai singoli, possono essere le maggioranze, le autorità e persino le minoranze.
  • I bersagli possono essere consapevoli o inconsapevoli dell'influenza sociale esercitata presso di loro; molto diffusa è la tendenza a pensare che solo gli altri si lascino influenzare (Effetto terza persona). Non raramente il bersaglio sceglie di essere influenzato (es. ipnosi), o di non essere influenzato (reattanza).

Effetti dell'influenza sociale

L'influenza sociale normalmente avvicina alle posizioni della fonte. Ma talvolta ciò non accade, generando:

  • Effetto Boomerang, ossia una reazione di fatto opposta a quella voluta (collegamento con la reattanza);
  • Omissione di atteggiamento, un cambio di atteggiamento che avviene, ma non è reso noto dal bersaglio;
  • Maggiore riflessione, cioè una modifica della quantità di riflessione del soggetto su un argomento, malgrado non si registri un vero e proprio cambiamento di atteggiamento;

Tre sono anche i parametri che qualificano i livelli di influenza sociale:

  • Intensità degli effetti
  • Durata nel tempo
  • Resistenza a pressioni contrarie (con argomentazioni)

Gradi di influenza sociale secondo Kelman

Essi generano ancora una volta tre gradi di influenza sociale, che secondo Kelman sono:

  • Compiacenza: livello meno profondo e durevole che comporta cambiamenti solo apparenti dovuti spesso a premi e punizioni e alla presenza di un controllo;
  • Identificazione: livello intermedio in cui il bersaglio vuole avvicinare alla fonte, ed è sincero in questo, ma i cui effetti terminano non appena la fonte diventa meno importante per il soggetto;
  • Interiorizzazione: livello più alto di influenza in cui il bersaglio accetta pienamente l'influenza integrando completamente il messaggio della fonte nel suo sistema di valori;

Concetti collegati all'influenza sociale

Sono fenomeni collegati all'influenza sociale, poiché possono generare cambi di atteggiamento, la persuasione, la propaganda, il potere. All'uopo, è bene distinguere i concetti per non entrare in confusione ed usarli indistintamente.

  • La persuasione è una forma di influenza sociale, ma non l'unica possibile. Rappresenta dunque un sottoinsieme dell'insieme delle forme di influenza, e può anche non derivare da essa (es. da ragionamento). In più, si colloca sul piano del singolo individuo, mentre l'influenza sociale in generale si riferisce ed agisce sul piano delle relazioni sociali.
  • La propaganda è a sua volta una forma di persuasione; in particolare, è la forma di persuasione che agisce servendosi dei mezzi di comunicazione di massa per diffondere immagini, slogan, simboli e convincere il destinatario ad assumere con percezione "volontaria" un certo punto di vista.
  • L'influenza da potere è una forma di influenza sociale per la quale generalmente un solo individuo agisce in maniera autoritaria sui bersagli, accattivandoli per la posizione che riveste, la sua credibilità, etc.

L'influenza sociale accidentale

Come detto, l'influenza sociale può avvenire sia in maniera non consapevole, che in maniera consapevole per il bersaglio. Quando rientra nel primo dei casi detti, l'influenza prende il nome di accidentale. L'influenza accidentale, voluta sia o meno dalle stesse fonti, può generare sia facilitazione che inibizione sociale, e può modificare significativamente le prestazioni dei soggetti in un gruppo.

Facilitazione e inibizione sociale

La facilitazione sociale è il fenomeno per il quale determinati comportamenti o sentimenti del singolo vengono intensificati in gruppo per la mera presenza di altri individui. La facilitazione può avere riscontro tanto nel miglioramento nell'esecuzione di compiti, quanto nella maggiore espressione di emozioni. Di significato completamente opposto è l'inibizione sociale, che porta dunque ad effetti di minore rendimento nell'esecuzione di compiti e altrettanto minore espressione di emozioni provate.

In particolare, si è osservato che, ove il soggetto mantiene la propria individualità pur lavorando in gruppo, esso migliora nello svolgimento di prestazione semplici o la cui procedura è già ampiamente conosciuta, e peggiora quando i compiti sono complessi o non noti.

Spiegazioni della facilitazione sociale

A spiegare i meccanismi di facilitazione, un'osservata maggiore attivazione negli individui, per motivazioni diverse: secondo lo studioso Zajonc, che mutuò le sue idee dalla teoria dell'impulso di Hull-Spence, l'attivazione sarebbe un comportamento selezionato dall'evoluzione, adattivo (prospettiva evoluzionistica), messo in atto dall'uomo per esercitare un controllo sugli altri e tenersi pronti alle risposte dominanti di attacco e fuga tipiche dell'istintività umana e, in generale, animale. Di diverso avviso fu Cottrell, il quale sostenne che l'attivazione non è figlia di un meccanismo innato, ma del timore del giudizio altrui, di un'apprensione che può farsi finanche nervosa. Fu Sanders ad affiancare a quanto detto dai due studiosi sull'esercizio della presenza degli altri la necessità di attenzione da dedicare allo svolgimento dei compiti, asserendo che l'attivazione avrebbe un duplice obiettivo, ossia sia lo svolgimento del compito, che in quanto tale merita impegno e risorse dedicate, sia il prestare attenzione agli altri, che potrebbero sia distrarci, sia giudicarci.

Oggi, si è portati a spiegare questo fenomeno in prospettiva integrata: tutto ciò che è stato detto a proposito è in pratica accettato, e si ritiene che il gruppo presupponga risposte maggiormente probabili e, in quanto tali, più adatte per lo svolgimento di compiti noti che di compiti nuovi, nei quali è necessario proprio l'abbattimento della risposta tipica in favore di soluzioni nuove, da apprendere, un cammino lungo strade mai percorse.

A completamento del discorso, importante è sottolineare ulteriormente che quanto detto finora vale però nei casi in cui l'individualità del soggetto è mantenuta integra; nei casi in cui ciò non avviene (valutazioni di gruppo e non singole, salienza diminuita), invece, non è difficile osservare uno stato di rilassamento dei singoli, il quale genera inversione dei risultati dovuti alla minore attivazione. Ciò di fatto ribalta i risultati finora trovati, e fa osservare inerzia sociale, in parte dovuta alla poca motivazione, e quindi poco profitto nello svolgimento di compiti semplici e maggiore efficienza nei casi ritenuti invece complessi, ove cioè la minore attivazione non porterebbe di fatto al ricorso a comportamenti dominanti, e dunque tipici, ma alla ricerca di soluzioni nuove a sua volta favorita dalla competitività tra gruppi, ove presente, e da meccanismi di compensazione sociale per i quali ci si impegna maggiormente se si sa che gli altri non sono così avvezzi dinnanzi alla problematica loro posta.

L'influenza sociale deliberata

L'influenza sociale deliberata comprende i casi in cui il bersaglio riconosce di essere sotto influenza sociale. L'effetto che produce è quello di acquiescenza (compliance), e può dipendere da bisogno di reciprocità, valutazione costi-benefici, ed altro, e non ha obbligatoriamente connotazione negativa (es. donazioni). Può essere presentata al bersaglio sia in forma implicita, che esplicita, e generalmente è posta in essere utilizzando 3 tecniche particolari:

  • Nella tecnica della porta in faccia il richiedente inizia con una richiesta estrema sicuramente rifiutata, per poi ritrattare e fare una richiesta più moderata, quella vera. Il richiedente spera così che la finta concessione incoraggi il destinatario ad accettare, suscitando in lui un "venirsi incontro reciprocamente" fittizio, ma percepito come reale dal bersaglio. La tecnica è molto efficace se non passa molto tempo tra le due richieste, se queste non sono effettuate da persone diverse e se la prima richiesta non è davvero "troppo esagerata".
  • Nella tecnica del piede nella porta si assiste all'inverso rispetto a quanto accade nella tecnica precedente: dalla prima, piccola richiesta si passa a richieste sempre maggiori per mettere il bersaglio nella condizione di accondiscendere per essere coerente con le scelte precedenti.
  • Diversamente, la tecnica del corpo basso prevede una prima offerta molto vantaggiosa, poi ritrattata e sostituita da un'offerta meno conveniente.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faraday92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Di Battista Silvia.
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