La psicologia: un profilo storico
1.1 I primi problemi psicologici
Il termine “psicologia” deriva dal greco psychè+logos, scienza dell’anima. Tuttavia, non si tratta di un termine greco ma di un neologismo creato nel Rinascimento. Il primo ad utilizzare il termine psicologia fu il poeta Marko Marulic, il quale scrisse un libro di cui è rimasto solo il titolo: “Psichiologia de ratione animae humanae”.
Il termine fu ripreso nel 1575 da Freigius e nel 1583 da Taillepied. Dal 1590 diventa di uso comune grazie a Rodolfo Goclenio, ma il primo ad utilizzare il termine come noi oggi lo intendiamo fu Christian Wolff nel 1728, che distinse tra psicologia razionale (filosofica) e psicologia empirica (naturalistica).
1.2 La psicologia del pensiero classico: mente e corpo nel mito
Le antiche civiltà credevano che l'attività psichica fosse concentrata nel cuore, concezione condivisa dagli egiziani nel 3000 a.C., ma anche dai cinesi e dagli ebrei. Anche i greci la pensavano così (ad esempio Omero). Pitagora, invece, distingueva tra tre facoltà psichiche: intelligenza, passione e ragione. Quest'ultima era presente solo negli uomini, inoltre intelligenza e ragione sono collocate nel cervello mentre la passione è collocata nel cuore.
Aristotele svilupperà il pensiero che è il sangue a guidare le attività psichiche, irrorando tutto il corpo, e sempre secondo lui, il cervello fa da radiatore per raffreddare il cuore.
Molte civiltà consideravano anima e corpo come legate tra loro, come un tutt’uno.
- Sumeri: credevano in un aldilà concreto, il paese di Kur, nel quale anche gli dei possono morire.
- Antico Egitto: l’anima (ba) è legata all’esistenza di alcune parti del corpo come fegato, cuore e placenta.
- Pensiero ebraico: una nozione di immortalità dell’anima si ha con il movimento apocalittico.
Mente e corpo nel pensiero greco
Il pensiero religioso greco fu chiaramente dualistico. Secondo Ippocrate, la malattia è determinata dal prevalere di squilibri nel rapporto con se stessi e con gli altri; il medico che vorrà aiutare a ristabilire un rapporto armonico con il proprio corpo dovrà egli per primo essere in equilibrio con se stesso e con gli altri.
Ippocrate propose la teoria dei quattro umori:
- Sangue: imita l’aria; è prodotto del cuore; è caldo e umido; aumenta in primavera; domina nell’infanzia.
- Bile gialla: imita il fuoco; è prodotta dal fegato; è calda e secca; aumenta in estate; domina nell’adolescenza.
- Bile nera: imita la terra; è prodotta dalla milza; è fredda e secca; aumenta in autunno; domina nella maturità.
- Flegma: imita l’acqua; è prodotto dal cervello; è freddo e umido; aumenta in inverno; domina nella vecchiaia.
I quattro umori di Ippocrate corrispondono ai quattro temperamenti teorizzati dal medico greco-romano Galeno (personologia):
- Sanguigno: gioviale e superficiale.
- Collerico: appassionato e irascibile.
- Melanconico: triste e depresso.
- Flemmatico: debole e quieto.
Gli aspetti del pensiero greco che saldano il corporeo al mentale hanno costituito delle precondizioni per uno studio scientifico della psiche.
- Alcmeone: pone nel cervello la sede centrale del pensiero. L’occhio contiene il fuoco e l’acqua ed è grazie alle sue proprietà di trasparenza che rende possibile la visione. Teoria centrifuga della percezione.
- Democrito: teoria degli idola: gli oggetti emanavano dei simulacri aventi la forma e le caratteristiche percettive degli oggetti, che raggiungevano gli organi di senso. Anche il soggetto percipiente emana degli idola e l’incontro tra i due comprime l’aria, costituendo una sorta di stampo che raggiunge l’occhio.
- Aristotele: nel De Anima (primo trattato di psicologia nella storia del pensiero occidentale), il centro della sensazione e del pensiero è il cuore. Nelle opere di Aristotele è sempre presente l’unitarietà dell’uomo, per cui le varie parti per essere dotate di vita devono essere in relazione con il tutto. Non è l’organo che determina la funzione, ma la funzione che crea l’organo. Per Aristotele la sede dell’anima sensitiva non è il cervello ma il cuore.
1.3 La psicologia dal pensiero classico al cristianesimo
Nel pensiero cristiano, fino al Rinascimento, lo studio dell’uomo, anche dal punto di vista biologico, era visto con sospetto. L’uomo era infatti interposto tra Dio e Natura, e ogni tentativo di naturalizzarlo in via diretta veniva condannato. La riflessione sull’uomo doveva essere lasciata al teologo, perché troppo simile a Dio. Nel 18° secolo si assiste alla rivoluzione cartesiana, con l’affermazione della diversità ontologica tra anima (res cogitans) e corpo (res extensa).
S.Agostino: L’anima è una sostanza spirituale dotata di consapevolezza di sé che la rende immediatamente certa della sua esistenza.
Tommaso D’aquino: immortalità dell’anima e resurrezione della carne.
1.4 Dagli arabi al rinascimento
Alhazen: fece studi sull’ottica, sia dal punto di vista fisico che anatomico e fisiologico che psicologico. Secondo Alhazen, la visione avviene per raggi emessi dalla cosa vista all’occhio, per mezzo d’una piramide il cui vertice è nell’occhio e la base nella cosa vista. Secondo Alhazen, l’immagine non si forma sulla retina ma sulla superficie del cristallino. Inizio della moderna teoria psicofisica della luce.
Keplero e il problema dell’immagine invertita: Keplero si pone il problema dell’immagine retinica capovolta e dimostra che in una camera oscura l’oggetto si riproduce perfettamente anche se l’immagine è rovesciata.
1.5 Il cambiamento della concezione dell’uomo con umanesimo e rinascimento
Con l’umanesimo e il rinascimento si assiste ad una naturalizzazione dell’uomo che consente uno studio non più teologico delle sue facoltà mentali. Nel rinascimento c'è la tendenza ad attribuire all'uomo alcune caratteristiche delle divinità, si passa dalla magia bianca e nera dei maghi, astrologi ed alchimisti, alla magia naturale, dove non esiste il soprannaturale.
1.6 Cartesio
Cartesio distingue tra res extensa (tutto ciò che è materia) e res cogitans (l’anima dell’uomo). Il corpo (res extensa) è popolato di spiriti animali, che si muovono grazie alla regolazione dell’arco riflesso. Cartesio divide il processo sensoriale in tre livelli:
- Puramente fisiologico, appartiene all’ambito della fisica ed è condiviso da uomini e animali.
- Nel secondo grado la sensazione diventa cosciente e raggiunge la ghiandola pineale, il punto in cui la res cogitans entra in contatto con la res extensa.
- Inizia la vera percezione. L’immagine sulla retina è causata da un flusso di spiriti animali attraverso i pori che fronteggiano le corrispondenti terminazioni delle fibre nervose.
1.7 Razionalismo ed empirismo
Cartesio fu esponente del razionalismo insieme a Leibniz. Al razionalismo si oppose l’empirismo, che sosteneva l’assoluta dipendenza delle strutture dell’intelletto dall’esperienza passata. Secondo gli empiristi non vi sono idee innate, come invece lo era per i razionalisti. La mente del bambino alla nascita è solo una tabula rasa che va riempita con il tempo attraverso l’esperienza.
1.8 Da Cartesio agli “idéologues”: la nascita della dicotomia tra “scienze della natura” e “scienze dello spirito”
Con Galileo, Cartesio e Newton si apre la porta della scienza moderna, dell’uomo inteso come corpo fisico. Secondo Galileo solo alcune qualità degli oggetti possono essere affermate dall’oggettività come presenti nel mondo: estensione, durezza, peso, moto e numero (qualità primarie). Altre qualità come l’odore e il colore dell’oggetto sono nel percipiente (qualità secondarie). (Matematizzazione della natura).
Il materialismo di La Mettrie: Dopo Cartesio chi non volle scegliere la soluzione dualistica da lui proposta si orientò verso il materialismo, riducendo tutto a res extensa, o verso l’idealismo, riducendo tutto a res cogitans. In Francia, La Mettrie rifiutò decisamente il dualismo e si orientò verso il materialismo.
Dal sensismo agli “idéologues”: La Francia sviluppa nella prima metà del 700 una filosofia originale, molto più prossima all’empirismo inglese che non al razionalismo francese: il Sensismo, di cui il massimo rappresentante è Etienne Bonnot de Condillac. Il pensiero si costruirebbe solo sulla base delle afferenze sensoriali. Il 700 francese è anche il secolo di Rousseau, del mito del “buon selvaggio”, e della bontà e innocenza primitiva dell’uomo. Turgot insieme a altri savants tra cui medici, filosofi e letterati fondano la “Société des Observateur de l’Homme”, in cui per la prima volta le attività mentali e sociali dell’uomo vengono affrontate con spirito scientifico (idéologues). Un caso famoso che può illuminarci sulle tesi degli idéologues è la discussione sul caso del ragazzo selvaggio dell’Aveyron, un uomo di natura o un idiota?
1.9 L’interdizione kantiana
Kant fece una distinzione tra grandezze estensive (costituite da aggregati di parti, come una linea o il tempo) e intensive (aventi solo un grado, sensazione e percezione). Queste non possono subire diminuzione perché ne comporterebbe il passaggio dall’esistenza alla negazione. Siccome le grandezze psicologiche non sono suscettibili a matematizzazione, Kant constata l’impossibilità di studiarle, quindi l’impossibilità di una psicologia empirica (=interdizione kantiana).
Capitolo 3: Il farsi della psicologia scientifica: tempo della mente e psicofisica
2.1 Il superamento dell’interdizione kantiana
Tra il 18° e il 19° secolo, la soluzione del problema della costituzione della psicologia come scienza naturale sperimentale, autonoma sia dalla fisiologia, sia dalla filosofia, si riteneva risolto una volta che si fosse trovato il modo di “misurare” gli eventi psichici. In Italia si tentò di fornire una dimostrazione della “materialità dell’intelletto”:
Schiff: fisiologo materialista italiano che cerca di superare l’interdizione kantiana scoprendo che nel sistema nervoso, durante lo svolgimento del fatto psichico, si produce calore ➔ materialità dell’intelletto.
Anti-idealismo e fondazione della psicologia: Herbart
Nella prima metà dell’800 si impose in Germania la filosofia idealistica, la cui figura più rappresentativa fu Hegel. I filosofi idealisti furono i primi nemici naturali di ogni possibile psicologia che si fosse voluta costituire come scienza. In Germania la lotta fra idealisti (psicologia come filosofia) e anti-idealisti (psicologia come scienza) fu particolarmente aspra, spesso condotta con metodi decisamente eterodossi, per la conquista del potere accademico, non solo in ambito filosofico, ma anche scientifico.
Tra gli anti-idealisti più famosi c’è Herbart. Secondo lui la psicologia è una scienza metafisica, non sperimentale. Herbart cercò di misurare i fatti psichici, sostenendo che le idee variano nel tempo e di intensità, ma che l'anima è unitaria e per questo due idee contemporanee o si fonderanno o si inibiranno (inibizione mai completa del tutto da parte di una delle due), ma non verranno usate contemporaneamente.
-
Riassunto esame Storia della psicologia, docente Antonelli Mauro, libri consigliati Storia della psicologia del 900…
-
Riassunto esame Storia della Psicologia, docenti Antonelli, Zudini e Passione, libro consigliato "Storia della Psic…
-
Riassunto esame Storia della Psicologia, libro consigliato Storia della psicologia: un'introduzione, Luccio
-
Riassunto esame Psicologia, prof. Antonelli, libro consigliato Storia della psicologia, Mecacci