Sunto di storia della psicologia
Perché studiare la storia della psicologia?
La storia della psicologia ci serve a capire come si siano determinati storicamente i concetti che vengono utilizzati dalla disciplina e quale sia il modo appropriato di usare il lessico psicologico. Ricostruisce l’evoluzione storica della disciplina, all’interno della cultura umana in generale, della storia delle idee, della storia delle scienze. Capire una disciplina vuol dire capire i rapporti che essa intrattiene con il mondo scientifico, con la cultura e con la società.
La definizione degli oggetti di indagine, l’interrogarsi su cos’è una scienza, la scelta delle metodologie di ricerca, la riflessione critica sul proprio passato, rappresentano delle problematiche non solo inevitabili ma anche costitutive della psicologia. Mettere a fuoco lo statuto epistemologico della psicologia è però un compito arduo, reso difficile da numerosi ostacoli, il primo dei quali è il pluralismo: la mente e il comportamento umano sono oggetti polivalenti, che si prestano a essere conosciuti in modi diversi (e spesso incompatibili tra loro).
Sotto l’etichetta generica di “psicologia” non sta dunque un’unica scienza, ma un insieme alquanto complesso di discipline. I criteri di ripartizione sono molteplici:
- Finalità teoretico-conoscitiva
- Discipline nomotetiche (mirano a scoperte di leggi – metodo sperimentale)
- Discipline idiografiche (mirano a conoscere una serie di eventi nella loro singolarità)
- Finalità pratico-operativa
In alcuni ambiti di ricerca la psicologia è riuscita a conseguire lo statuto di una scienza empirica capace di fondare la teoria su solide ricerche sperimentali. La conoscenza psicologica mira ad indagare la condotta soggettiva, l’agire dell’individuo e i moventi ad esso sottesi, e dunque non a spiegare, ma a comprendere il mondo interiore dei significati espressi dai singoli soggetti.
Il lungo passato filosofico
L’etimologia del termine psicologia: Il termine latino-greco psychologia deriva da ψυχή (psyché) e λόγος (lógos) = studio o scienza dell’anima. Il termine nasce nel corso del XVI secolo - Rinascimento. L’attribuzione del conio linguistico è incerta:
- Filippo Melantone (1497-1560)
- Marcus Marulus (Markò Maruli, 1450-1524): autore di Psychologia de ratione animae humanae (1511-1518): una sorta di guida per un uso corretto della ragione
- Johann Thomas Freig (Freigius) (1543-1583)
- Rodolfo Goclenio (1547-1628) autore di Ψυχολογία, hoc est de hominis perfectione (1590) – rese il termine psicologia di impiego comune
- Christian Wolff (1679-1754), autore di Psychologia empirica (1732) (naturalistica) e Psychologia rationalis (1734) (filosofica)
Psicologia e antropologia: nasce nei primi decenni del 1500 (studio dell’uomo - antro..) Somatologia (studio corpo umano) Psicologia (studio mente umana).
“La psicologia ha un lungo passato ma una breve storia” - Hermann Ebbinghaus, 1900.
Alcuni concetti chiave
Il pensiero antico e medievale: ψυχή = soffio, alito, soffio vitale, respiro fresco, freddo; ψυχώ = soffiare, respirare, raffreddarsi (forma media e passiva). ἄνεμος = vento, soffio. Il latino animus significa originariamente “sospiro”, “tensione faticosa”.
La ψυχή omerica (VIII sec. a.C.): Odissea, XVI, 856-857 - “La ψυχή volò via dalle membra e scese nell’Ade, piangendo il suo destino, lasciando la giovinezza e il vigore.” Odissea, XXIII, 65-67 - “Ed ecco a lui venne la ψυχή del misero Patroclo, gli somigliava in tutto, grandezza, occhi belli, voce, e vesti uguali vestiva sul corpo.”
La ψυχή nei filosofi naturalisti (VII - V sec. a.C.): L’anima è un soffio, una forza vitale: è da un lato ciò che infonde vita, ordine e movimento all’intero cosmo, dall’altro tale forza vitale quale si particolarizza nel singolo individuo. Significato cosmologico e antropologico (“psicologico”) del concetto di ψυχή. Il pensiero religioso greco fu dualistico.
Platone e il dualismo mente-corpo
Platone (428 – 348 a.C): In Platone il termine ψυχή indica l’anima individuale, l’unità della persona, il principio vitale e il centro delle scelte morali. Il dualismo metafisico di mondo sensibile e mondo intelligibile (Mito della caverna: gli uomini sono tenuti prigionieri, costretti ad osservare delle semplici ombre di forme che non sono neanche dei veri oggetti; essi possono essere trovati soltanto "fuori della caverna", cioè nel mondo intelligibile delle forme conosciute dalla ragione e non dalla percezione).
L’orfismo e il pitagorismo: La dottrina della metempsicosi (reincarnazione).
Articolazione vita psichica – Il mito della biga (esposto da Platone nel Fedro): Anima razionale (Auriga), Anima irascibile (Cavallo bianco), Anima concupiscibile (Cavallo nero). Racconta di un'ipotetica biga su cui si trova un auriga, personificazione della parte razionale o intellettiva dell'anima (logistikòn). La biga è trainata da una coppia di cavalli, uno bianco e uno nero: quello bianco raffigura la parte dell'anima dotata di sentimenti di carattere spirituale (thymeidès), e si dirige verso l'Iperuranio; quello nero raffigura la parte dell'anima concupiscibile (epithymetikòn) e si dirige verso il mondo sensibile. I due cavalli sono tenuti per le briglie dall'auriga che, come detto, rappresenta la ragione: questa non si muove in modo autonomo ma ha solo il compito di guidare. La biga deve essere diretta verso l'Iperuranio, un luogo metafisico a forma di anfiteatro dove risiedono le "Idee".
Ippocrate: La malattia è determinata dal prevalere di squilibri nel rapporto con se stessi e con gli altri; il medico che vorrà aiutare a ristabilire un rapporto armonico con il proprio corpo dovrà egli per primo essere in equilibrio con se stesso e con gli altri. Questi squilibri fisiologici diventano disarmonie psicologiche (isteria).
La teoria dei quattro umori
- Sangue: imita l’aria; è prodotto dal cuore; è caldo e umido; aumenta in primavera; domina nell’infanzia.
- Bile gialla: imita il fuoco; è prodotta dal fegato; è calda e secca; aumenta in estate; domina nell’adolescenza.
- Bile nera: imita la terra; è prodotto dalla milza; è fredda e secca; aumenta in autunno; domina nella maturità.
- Flegma: imita l’acqua; è prodotto dal cervello; è freddo e umido; aumenta in inverno; domina nella vecchiaia.
Galeno (129–201 d.C.): I quattro umori di Ippocrate corrispondono ai quattro temperamenti teorizzati dal medico greco-romano Galeno:
- Sanguigno (gioviale e superficiale)
- Collerico (appassionato e irascibile)
- Melancolico (triste e depresso)
- Flemmatico (debole e quieto)
Alcmeone: Cervello è la sede centrale del pensiero e della percezione. Le percezioni giungono al cervello e lì si accordano. Studia in modo approfondito l’occhio (sosteneva che nell’occhio ci fosse il fuoco e che questo venisse proiettato sugli oggetti percepiti: teoria centrifuga della percezione, teoria centripeta: qualcosa che promana dagli oggetti e giunge all’occhio) e il nervo ottico.
Democrito: Teoria degli èidola. Gli oggetti emanavano delle sorte di simulacri aventi la forma e le caratteristiche percettive degli oggetti stessi, una specie di pellicola che raggiungeva gli organi di senso. Riprende il concetto di aporrhoè di Empedocle, dagli oggetti a “pori” dell’organismo: cioè che emana dagli oggetti riproduce la forma e il colore di questi. Questa pellicola viene a incontrarsi con ciò che nello stesso tempo emana dal soggetto percepiente: incontro tra èidola provenienti dall’oggetto e èidola provenienti dal soggetto, l’aria si deforma costituendo uno stampo, che raggiunge l’occhio e viene riflesso. L’aria è essenziale alla percezione ed essa se compressa provoca anche distorsioni, ed è alla base delle illusioni.
Aristotele (384-322 a.C.): De Anima - il primo trattato di psicologia nella storia del pensiero occidentale: unitarietà dell’uomo, una qualunque parte di vita è in relazione con il tutto. L’organo non determina la funzione, ma la funzione crea l’organo. La capacità di percezione è la seconda facoltà dell’anima, l’anima sensitiva, quella che fa sì che gli esseri viventi, tali in quanto provvisti di anima vegetativa, sono anche animali. La sede dell’anima sensitiva non è il cervello, ma il cuore.
L’anima è “forma del corpo”, è “entelechia (attualità) prima di un corpo naturale dotato di vita in potenza”.
- L’anima è forma del corpo.
- L’anima è atto del corpo.
L’anima è la causa primaria in virtù della quale noi viviamo, percepiamo e pensiamo. In realtà forse è preferibile dire non che l’anima prova compassione o apprende o pensa, ma l’uomo per mezzo dell’anima. Risulta che l’anima non subisce e non opera nulla indipendentemente dal corpo, com’è il caso della collera, del coraggio, del desiderio e in generale della sensazione, mentre il pensiero assomiglia molto ad un’affezione propria dell’anima. Se però il pensiero è una specie di immaginazione o non opera senza l’immaginazione, neppure esso potrà essere indipendentemente dal corpo.
Se allora, tra le attività o affezioni dell’anima, ce n’è qualcuna che le sia propria, l’anima potrà avere un’esistenza separata; ma se non c’è nessuna che le sia propria, non sarà separabile.
Struttura gerarchica dell’anima aristotelica
- Intelletto passivo
- Pensiero
- Anima razionale
- Intelletto attivo (agente)
- Sensazione e percezione, appetizione e movimento
- Anima sensitiva
- Anima vegetativa: nutrizione, accrescimento e riproduzione
Architettura dei processi cognitivi
La prima classificazione delle malattie mentali:
- Frenite (delirio acuto, associato a un forte stato febbrile)
- Mania (delirio cronico, senza febbre)
- Melanconia (causata da un eccesso di secrezione della bile nera)
- Isteria (disturbo femminile, causato dallo spostamento dell’utero verso l’alto)
- Epilessia (“malattia sacra”)
La sede dell’anima
Encefalocentrismo vs cardiocentrismo:
- Alcmeone
- Empedocle
- Platone
- Aristotele
- Ippocrate
- Erofilo di Calcedonia
- Erasistrato di Chio
Il pensiero tardo antico e la scolastica
I neoplatonici e Plotino (205 – 270 d.C): S. Agostino (354 – 430 d.C) - L’anima è una sostanza spirituale dotata di consapevolezza di sé che rende certa della sua esistenza. Tommaso D’Aquino (1221 – 1274) - Ilemorfismo vs dualismo. L’immortalità dell’anima e la resurrezione della carne.
Umanesimo e Rinascimento
René Descartes – Cartesio (1596 – 1650): Dualismo: res cogitans (cosa pensante) e res extensa (cosa soggetta alle leggi della fisica). Cartesio parla del funzionamento della res extensa come “macchina del corpo”. Ghiandola pineale: il punto in cui res cogitans e res extensa entrano in contatto (mente e corpo).
Fisiologia cartesiana e il modello idraulico: Cosa produce il movimento degli spiriti animali, e infine la modificazione della figura dei muscoli che fa poi muovere il corpo?
Meccanismo arco riflesso nocicettivo: Retrattazione di un arto scottato dalla fiamma (particelle di fiamma raggiungono la superficie della pelle dove è presente un poro, gli spiriti animali della concavità vi entrano e attraverso il condotto vengono trasportati, parte nei muscoli che servono a ritirar il piede, parte nei muscoli che fanno volgere testa e occhi). Processo sensoriale è diviso in tre livelli:
- Livello fisiologico – condiviso da uomini e animali - leggi fisica
- Livello dello spirito (della res cogitans) la sensazione diventa cosciente e raggiunge la ghiandola pineale
- Livello percettivo – vera percezione – ci formiamo un giudizio sulle cose esterne attraverso il movimento degli organi corporei su di esse e ci costituiamo delle rappresentazioni mentali del mondo esterno
Studio dell’occhio in maniera più approfondita: il meccanismo della formazione dell’immagine retinica diventa il meccanismo attraverso cui l’uomo percepisce la distanza e la localizzazione degli oggetti. Mostra i meccanismi della rifrazione (accomodazione pupillare) che consente di mettere a fuoco oggetti. Se si mettono assieme orientamento oculare attraverso muscoli e caratteristiche di messa a fuoco dell’immagine retinica, si hanno le informazioni necessarie per determinare la posizione, la figura, la distanza, la grandezza.
Cogito ergo sum: Cartesio risponde all’obiezione precisando che non si tratta di una verità raggiunta attraverso ragionamento, ma di un’intuizione che il soggetto pensante ha nel momento stesso in cui utilizza la facoltà che gli è più propria, il pensare. L’io è dunque certo di pensare e dunque di esistere. Oltre che della propria esistenza, il soggetto è anche certo delle proprie idee che sono per Cartesio l’oggetto immediato del pensiero stesso, cioè le rappresentazioni che il soggetto ha necessariamente nell’atto del pensare.
L’innatismo e la classificazione delle idee:
- Idee avventizie: provengono dall’esterno (gli oggetti d’esperienza)
- Idee fattizie: (inventate dal soggetto stesso)
- Idee innate: corrispondono a verità conseguibili con il solo esercizio del pensiero
Razionalismo ed empirismo
Razionalismo: Cartesio, alcune idee sono innate e preesistono alla nascita
Empirismo: assoluta indipendenza delle strutture dell’intelletto dell’esperienza passata. Poiché è la percezione la chiave attraverso cui l’esperienza giunge alla nostra mente, è la percezione che si struttura in base all’esperienze e attraverso la percezione si struttura il nostro pensiero. Non vi sono idee innate, la mente del bambino alla nascita è una tabula rasa.
John Locke (1632-1704): Mente come tabula rasa, idee semplici e complesse, sensazione e riflessione, associazione. Con la nascita, con l’esperienza della luce, con l'acquisizione del linguaggio il bambino dimostra di possedere delle conoscenze, distingue gli oggetti e le persone familiari, acquisisce il concetto di identità degli oggetti.
George Berkeley (1685-1753), David Hume (1711-1776): Impressioni e idee. Le leggi associative:
- Contiguità spaziale e temporale
- Somiglianza
- Casualità
David Hartley (1705-1757), James Mill (1773-1836): La “chimica mentale”. Le idee complesse sono generate ma non composte dalle idee semplici.
John Stuart Mill (1806-1873).
Scienza della natura e scienza dello spirito
La dicotomia nasce nel XVII secolo, 1600 rivoluzione scientifica.
- Scienza della natura: fenomeni materiali (chimico-fisico), considera anima e mente “pattumiera”.
- Scienza dello spirito: fenomeni immateriali (sociali, mentali).
Qualità:
- Primarie: estensione, durezza, peso, moto e numero (queste qualità possono essere considerate presenti nel mondo come tali).
- Secondarie: colore, gusto, odore, ruvidezza (fanno parte del percepiente, sono soggettive).
Francia XVIII, Illuminismo
Movimento degli idéologues, ideologi (Cabanis, Itard, Pinel) tentativo di trovare una saldatura tra il fisico e il morale dell’uomo. Condillac (1714-1780): Il sensismo, Il Trattato delle sensazioni (1754) e la finzione della statua. Tutte le facoltà conoscitive si sviluppano, in modo più o meno diretto, dall'azione dei sensi. Immaginare una statua dalle fattezze umane, la quale progressivamente si anima a mano a mano che prendono vita i vari sensi, e in particolare il tatto, il quale le permette la consapevolezza della realtà propria e del mondo circostante. Ciò che finora veniva attribuito all'attività spirituale, al giudizio, al desiderio e alla volontà non sono che "sensazioni trasformate".
Julien Offray de Lamettrie (1709-1751): Rifiutò il dualismo per una soluzione materialista del problema. L’homme-machine (1748): Teoria dell’identità (la mente non può che essere qualcosa di materiale, viene considerata come identica al cervello: tutti i fenomeni mentali in realtà si identificherebbero con particolari stati o processi neurali).
Pierre Cabanis (1757-1808): Il “morale” è funzione del sistema nervoso.
Germania, 1700 e 1800
Christian Wolff (1679-1754):
- Metafisica generale o ontologia
- Metafisica speciale
- Cosmologia (mondo)
- Psicologia (anima)
- Teologia (Dio)
A priori vs a posteriori
Psicologia empirica vs psicologia razionale
Immanuel Kant (1724-1804): Interdizione kantiana: nessuna scienza della psicologia sarebbe stata possibile perché gli eventi psicologici non avrebbero mai potuto essere matematizzati. Distinzione tra grandezze estensive (grandezze costituite da aggregati di parti e la cui rappresentazione nasce dalle rappresentazioni di queste, la grandezza si accresce a partire da esse, es. lunghezza linea) e intensive (sensazione, percezione, hanno solo un grado, es. azzurro: se azzurro diminuisce non è per diminuzione di parti azzurre ma per avvicinarsi al non azzurro).
Le obiezioni contro la possibilità della psicologia razionale.
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