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La psicologia: un profilo storico

Il lungo passato filosofico

Psicologia: deriva da psyché e logos, scienza dell'anima; termine nato nel Rinascimento; primi usi testimoniati nel 1575, ma solo con Rodolfo Goclenio, nel 1590, diventò di impiego comune. Nel '700, Christian Wolff distingue tra psicologia razionale, filosofica, e psicologia empirica, naturalistica. La disciplina ha antiche radici filosofiche.

Mente e corpo nel pensiero greco

Il pensiero greco è dualistico. Secondo Ippocrate, la malattia è determinata da squilibri nel rapporto con sé stessi e con gli altri, e spesso gli squilibri fisiologici diventano psicologici. Il medico dev'essere per primo in condizioni di equilibrio. Galeno ha fondato una personologia basata su 4 tipi temperamentali: collerico, sanguigno, flemmatico e melanconico.

Alcmeone: il cervello è la sede centrale del pensiero e della percezione; distingue l’uomo dall’animale in quanto, mentre il primo percepisce e capisce, l’animale percepisce e basta; descrive l’anatomia dell’occhio attraverso una teoria centrifuga della percezione: l’occhio proietta fuoco sugli oggetti percepiti; gli epicurei elaboreranno una teoria centripeta (qualcosa che promana dagli oggetti e giunge all’occhio).

Democrito: teoria degli èidola, secondo cui gli oggetti emanano una sorta di simulacro avente la forma e le caratteristiche percettive degli oggetti stessi, simulacro che raggiunge gli organi di senso. Mentre il suo predecessore, Empedocle, si fermava a questo punto, Democrito riteneva che ci fosse un incontro tra èidola dell’oggetto ed èidola del soggetto, per cui l’aria si deformava e la percezione aveva anche caratteristiche apportate dal percipiente. Fenomeno che produce illusioni.

Aristotele: scrisse il De anima; la percezione è la seconda facoltà dell’anima, l’anima sensitiva. Senso e sensibile si unificano nell’attività; la sede dell’anima sensitiva, del pensiero e delle emozioni è il cuore.

Cristianesimo

Lo studio dell’uomo, anche dal punto di vista biologico, è visto con sospetto; la riflessione sull’uomo dev’essere lasciata al teologo, perché l’uomo è troppo vicino a Dio.

Dagli arabi al rinascimento

Alhazen studia la visione, la forma e il colore degli oggetti. Demolisce la teoria centrifuga ricorrendo al concetto di immagine postuma, per il quale, osservando un’intensa sorgente luminosa e poi chiudendo gli occhi, si giunge alla formazione di un’immagine simile. Distingue tra sensazione e percezione. Keplero dimostra che in una camera oscura si ha un’immagine completamente rovesciata, ma precisa, dell’oggetto proiettato.

Razionalismo

Alcune idee come quella di numero e di Dio, sono innate. Cartesio: è un razionalista; dualismo cartesiano comprende res extensa (la realtà fisica) e res cogitans (realtà psicologica), che entrano in contatto a livello della ghiandola pineale (o epifisi), e non del cervello. Dal momento che esiste la res extensa, nulla vieta di studiarla naturalisticamente. Il processo sensoriale ha 3 livelli: il 1° è puramente fisiologico e appartiene all’ambito della fisica; il 2° è il livello dello spirito, della res cogitans, e la sensazione diventa cosciente e raggiunge la ghiandola pineale: in questo stadio, res cogitans e res extensa entrano in contatto; il 3° livello è però quello della percezione vera e propria. Con Cartesio, per la prima volta, si sottrae alla teologia il monopolio della riflessione sull’uomo. Benchè Cartesio avesse incentivato lo studio scientifico dell’uomo, la distinzione tra res extensa e cogitans divenne un ostacolo per la nascita della psicologia scientifica, in quanto quest’ultima non era considerata suscettibile di studio razionale. Un altro ostacolo fu il criterio dell’oggettività, per cui possono essere studiate solo qualità primarie quali estensione, durezza, peso, moto e numero, mentre qualità secondarie e soggettive, come il colore, non possono essere studiate.

Il dualismo cartesiano perse progressivamente importanza, estremizzandosi in materialismo (che riduceva tutto a res extensa) e idealismo (res cogitans).

Razionalismo vs empirismo

Il motto dell’empirismo è Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu, per cui sostiene l’assoluta dipendenza del pensiero e della percezione dall’esperienza passata. Non vi sono idee innate, il bambino è una tabula rasa. Tuttavia, alcuni empiristi quali Hume affermano l’esistenza di strutture innate.

Sensismo: si sviluppa in Francia nella prima metà del ‘700, ed è più vicina all’empirismo inglese che non al razionalismo francese; Condillac ne è il rappresentante, e secondo lui il pensiero si costruisce sulla base delle afferenze sensoriali. In epoca illuminista, gli idéologues, o ideologi, studiano per la prima volta le attività mentali e sociali dell’uomo con spirito scientifico.

Immanuel Kant

Idealista, distingue tra grandezze estensive e intensive. Quelle estensive, come il tempo e la lunghezza, sono qualità primarie, per cui sono misurabili, si colgono con l’intuizione intellettuale e si conoscono col metodo scientifico; quelle intensive (le qualità secondarie), come colore e suono, si colgono con la percezione (che comprende la sensazione), detta anche intuizione sensibile, si conoscono con l’introspezione (auto-osservazione) e non possono essere matematizzate, per cui la psicologia non può far parte delle scienze naturali, che quantificano. È questo il concetto di interdizione kantiana. Pertanto, il pensiero kantiano è opposto a quello degli idéologues.

Il farsi della psicologia scientifica: tempo della mente e psicofisica

Superamento dell’interdizione kantiana. Herbart fu la prima risposta all’interdizione kantiana: era un’anti-idealista a favore della costruzione della psicologia scientifica, insieme a Fries e Beneke. Il concetto chiave di Herbart è quello di rappresentazione: la vita mentale è vista in termini di rappresentazioni che si scontrano, si inibiscono e si fondono, e l’Io è costituito da questa molteplicità di rappresentazioni che variano. Quelle più forti inibiscono le più deboli, che permangono come “tendenza a rappresentare” e scenderanno al di sotto del livello di soglia. Si tratta del primo concetto di inconscio come soglia, cioè come confine. Herbart tenta una matematizzazione della psicologia e utilizza per primo il termine Gestalt col significato di totalità organizzata.

Gall e la frenologia. Le neuroscienze contribuirono allo sviluppo della psicologia scientifica apportando ricerche sulla corrispondenza tra funzioni cerebrali e attività mentali. Gall sosteneva una divisione funzionale della mente sulla base delle attività psichiche svolte. Si trattava di una suddivisione verticale: in altri termini, le diverse funzioni mentali sono completamente separate le une dalle altre. La concezione opposta sostiene che vi sono dei processi orizzontali al servizio di tutte le facoltà, come la memoria. Gall sosteneva inoltre che ogni facoltà avesse una sua sede cerebrale specifica, e che l’esercizio di una facoltà comportava un accrescimento fisico della relativa area cerebrale. Tale zona cerebrale accresciuta deformava la scatola cranica.

La psicofisica è stata una delle risposte più durevoli all’interdizione kantiana. Tra i nomi più rappresentativi di questa disciplina annoveriamo Donders (che si occupò del metodo sottrattivo e degli studi sui tempi di reazione) e Fechner, che elaborò la teoria del doppio aspetto, per la quale tra corpo e mente c’è una semplice differenza di punti di vista.

La nascita della psicologia sperimentale: da Helmholtz a Wundt

Benchè altri laboratori sperimentali di psicologia fossero stati aperti prima di quell’anno, il 1879 è considerato l’anno ufficiale di nascita della psicologia sperimentale in quanto Wundt istituì il primo laboratorio riconosciuto in ambito accademico.

Helmholtz: energia nervosa specifica e inferenza inconscia. Il principio dell’energia nervosa specifica afferma che la natura degli impulsi che un nervo trasmette non dipende dalla natura dell’agente che ha dato origine alla stimolazione, ma da quella del nervo in questione. Pertanto, il nervo ottico trasmette al cervello impulsi visivi anche se viene stimolato meccanicamente o elettricamente. L’idea alla base della sua teoria della percezione è che l’esperienza passata tenda a correggere le percezioni attuali attraverso un atto di giudizio, un’inferenza inconscia che ognuno di noi compie di fronte a una percezione; la costanza percettiva è un tipico esempio di inferenza inconscia.

L’innatismo fenomenologico di Ewald Hering. Hering sostiene la tesi del nativismo (innatismo), contro l’impostazione empirista helmholtziana.

Wilhelm Wundt, fisiologo e filosofo, definì il suo sistema psicologia fisiologica, per lui sinonimo di psicologia sperimentale. L’oggetto di studio della psicologia, secondo Wundt, era l’esperienza diretta, o immediata. Le scienze naturali studiano invece l’esperienza mediata: mentre il biologo osserva gli eventi che si verificano in natura utilizzando i sensi come mezzo, lo psicologo utilizza l’introspezione: ha come oggetto l’osservazione dell’oggetto, non l’oggetto stesso. L’introspezione è ritenuta metodo privilegiato perché solo mediante questo strumento è possibile rilevare cosa avviene nel momento in cui si esperisce la realtà. Tuttavia, l’introspezione presenta delle difficoltà: potrebbe alterare i contenuti e oltretutto non si hanno certezze sulla veridicità dei resoconti verbali di chi ne fa uso. Wundt trova una soluzione a questi due problemi mediante l’utilizzo del metodo sperimentale.

Wundt elaborò anche una teoria del processo psicologico, che secondo lui era articolato in tre fasi: quella della percezione (un processo in cui le sensazioni impressionano gli organi di senso e si presentano alla coscienza), quella dell’appercezione (in cui gli elementi della sensazione sono identificati e organizzati) e quella della volontà di reazione, per la quale si giunge all’azione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paulweston di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Zudini Verena.
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