Dal post-rinascimento a Leibniz
La classificazione dello stato della logica
La logica in Aristotele e nella Scolastica
La logica e la religione avevano un rapporto di complementarietà, e per questo c’erano state delle critiche, in particolare da Lutero. Pietro Ramo, estimatore della matematica, intende la logica come una disciplina assai più legata al soggetto di quanto allora si pensasse: ogni soggetto era predisposto a comunicare con i propri simili grazie a caratteri esterni, attribuiti loro direttamente da Dio. Egli riteneva che sussistessero alcune istanze, comuni a tutti gli individui, da intendere quali prerequisiti, ovvero delle predisposizioni che erano strumenti indispensabili per essere in grado di avviare qualsiasi tipo di discorso. Attraverso la dialettica artificiale (regole e formule definite) si attuerà tale obbiettivo.
Cartesio e la logica matematica
Cartesio sostituisce la logica antica con una logica (metodo) che verteva sulla matematica, la quale sarebbe diventata la forma perfetta della conoscenza generale, ovvero del pensiero. Si sarebbero avute così medicina, fisica e metafisica matematicamente costruite e così più affidabili. Egli poi affermò che la logica è da intendere come uno strumento attraverso il quale comunicare agli altri in modo preciso degli argomenti già noti. Lo sviluppo del pensiero coincide con quello della realtà.
La scuola di Port Royal: Arnauld e Lancelot
Il vero scopo della logica è quello di perfezionare il buonsenso delle cose grazie alla conoscenza delle cose. La ragione è lo strumento che presiede ogni forma di conoscenza e senza di essa non c’è progresso. C’è un linguaggio universale dalla cui analisi si può ricavare le categorie logico-sintattiche comuni a tutte le lingue. Le lingue sono così delle variazioni di uno stesso sistema logico-razionale e la parola non è solo un segno convenzionale ma è una riproduzione analogica del pensiero. Il linguaggio non è quindi studiato in se stesso ma è l’espressione di una logica universale che lo determina.
Leibniz e la logica
La logica è una forma della conoscenza, che veniva appresa solo dopo che erano state assimilate le altre materie. Le conoscenze si costruivano attraverso le informazioni che si ricavavano dall’esperienza. La logica è il mezzo con cui si assimila tutto ciò che è scoperto dall’intelletto. La logica naturale è sinonimo di buon senso, cioè di un ragionamento quotidiano che presiede ad ogni attività dell’uomo. La logica naturale è una facoltà che hanno tutti i soggetti per poter affrontare qualsiasi operazione intellettuale. La logica naturale si rifà ad una lingua naturale, una facoltà comune ad ogni soggetto attraverso la quale le nozioni venivano ricondotte ad un alfabeto dei pensieri umani e che le conclusioni avevano un parallelismo relativo alla soluzione di problemi matematici. La logica naturale si pone come obbiettivo l’analisi di un oggetto, del quale ricercherebbe le regole e modalità attraverso cui l’oggetto si costruisce e si esplica.
La logica comune è intesa come il fatto che l’uomo si ritiene soddisfatto se attraverso l’esperienza giunge ad apprendere determinate cose che grazie ad esse è poi in grado di costruire altre conoscenze. Characterstica universalis è un progetto per la fondazione di una lingua e di una scrittura universali che permetteva di esprimere le idee nel modo più semplice, ricorrendo all’uso di figure e numeri per far sì che i ragionamenti verbali siano sostituiti dal calcolo e così si evitano fraintendimenti e incomprensioni. Avendo a che fare con la geometria e l’aritmetica, la characteristica assume il ruolo di uno strumento per il controllo delle conoscenze e della loro assimilazione. La mathesis è una scienza unica che fornisce chiarimenti sull’ordine e la misura in modo astratto, senza aver bisogno di oggetti. Ricorrendo alla characteristica, ovvero una serie di simboli e combinazioni, la mathesis rimanda ad un calcolo universale relativo alla qualità delle cose separato dall’evidenza e permette di formalizzare tutti i campi del sapere.
Wolff e il movimento illuminista
Wolff appartiene al movimento illuminista, caratterizzato dall’intento di diffondere la cultura a tutti i livelli della società, e che per realizzare questo obbiettivo bisognava cambiare metodo per accostarsi alle scienze. L’obbiettivo di Wolff era di coordinare le varie scienze in un'unica enciclopedia. Wolff riteneva che la disciplina scientifica dovesse avere: una componente razionale, le verità generali del pensiero, e una componente storica, le verità di fatto. “Egli cercò le regole naturali del buon senso tramite le quali sarebbe stato possibile ben pensare” fiducia illimitata alla ragione.
Inizialmente vede la logica come uno strumento che serviva a giudicare una verità già data e che quindi era necessario rifarsi all’algebra e alla geometria per capire le regole che sottendevano i fatti. Egli insomma affermava che alla base c’era la matematica per qualsiasi conoscenza e per questo promosse la possibilità di estendere il calcolo a qualsiasi tipo di simboli. Egli distingueva la conoscenza in: logica, cioè la base della conoscenza, e metafisica, cioè l’analisi dei principi primi della conoscenza. La logica, o la base della conoscenza, è ciò che permette di accedere alla filosofia, partendo da una logica naturale, ovvero dall’insieme delle leggi che costituiscono e governano il retto funzionamento del pensiero, per poi giungere alla logica artificiale, ovvero a una conoscenza chiara e distinta che organizza e regola tutte le conoscenze. Però il fondamento naturale della logica così formulato era impreciso. Wolff stabilisce che la logica è propedeutica alla conoscenza, quindi tutto il suo sistema si fonda sulla conoscenza, che è basata sulla deduzione e sul principio di non contraddizione. Egli individua nel Principio di non contraddizione la base della realtà e di ogni ragionamento: è unico per tutte le conoscenze.
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