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Il bambino vive secondo il principio “Tutto e L’esperienza di frustrazione primaria nel lattante è

subito”, inoltre non è ancora in grado di distinguere collegata a sensazioni corporee (prima fra tutte la

fra esperienze interne ed esperienze esterne; nascita come aggressione nei suoi confronti);

Negli adulti si manifesta con la confusione fra diritti FRUSTRAZIONE = condizione che favorisce

e pretese. l’emergenza di quelle paure già presenti.

Come si supera la posizione schizoparanoide?

L’analista frustra continuamente le fantasie onnipotenti del bambino poiché non è possibile nessun

apprendimento senza che l’individuo sperimenti una frustrazione → Proverbio: “Se a un affamato dai pesce

lo sfami per un giorno, se gli insegni a pescarlo lo sfami per tutta la vita”;

Il bambino cresce solo quando comprende che il proprio bisogno e la propria rabbia sono qualcosa

all’interno di sé (supera il meccanismo della proiezione).

Scissione e frammentazione

La posizione schizofrenica è propria di una mente scissa (Scissione = meccanismo di difesa in cui per far

fronte alla confusione fra mondo interno e mondo esterno scinde gli oggetti in buoni e cattivi).

Concetto di IO:

 Nella Klein si riferisce alla funzione di fare esperienza di sé (ribattezzato come Sé dalla psicoanalisi

postkleiniana);

 In Freud rappresenta l’organo che cerca di scaricare le tensioni pulsionali.

La frammentazione, invece, è collegata alla pulsione di morte (oscillazione fra due stati dell’essere):

Stati di integrazione Stati di disintegrazione

La funzione analitica la possiamo definire come Lo stato di disintegrazione è qualcosa di malato che

“funzione di integrazione” (non come negazione si muove in direzioni delle pulsioni distruttive

delle differenze ma come valorizzazione di esse). dell’individuo:

 

Qualunque movimento verso l’integrazione Nello schizoparanoide si è preoccupati per

si muove verso la salute mentale. sé e non per l’altro (non sa riconoscere

l’oggetto come separato da sè).

Entrambi questi stati dell’IO sono connessi alla presenza o all’assenza dell’oggetto: nella posizione

schizoparanoide si verrà a cercare maggiormente la presenza “fisica” dell’oggetto buono in quanto non si

ha la capacità di conservare la sua rappresentazione all’interno di sé → in assenza di questo oggetto si teme

di essere completamente in balia delle proprie forze distruttive.

La mamma è vista dal bambino come oggetto parziale, e non come oggetto totale;

- Successivamente al superamento di questa posizione si apre la porta alla posizione depressiva

- (senso di colpa legato all’assenza dell’oggetto buono per paura di averlo distrutto con i propri

attacchi interni); 44

Inoltre la scissione dell’oggetto in un oggetto buono, comporta la scissione della propria mente

- (incapacità di pensare, tutto resta uguale a sé stesso).

In concomitanza con scissione e proiezione, nel bambino opera anche il meccanismo dell’INTROIEZIONE che

spinge l’Io verso la stabilità e la costruzione della rappresentazione dell’oggetto buono.

Introiezione e proiezione vengono chiamate nel complesso processi endopsichici.

Sintesi

La teoria degli oggetti interni di Melanie Klein si sostituisce alla rimozione basata sul modello pulsionale di

Freud e mette in evidenza le modalità difensive messe in atto dall’Io infantile (situazione pre-edipica):

Caratteristiche fondamentali delle difese schizoparanoidi

 

Compensare con l’onnipotenza la propria Esplorare con l’identificazione proiettiva la

inadeguatezza (modalità presenti anche nel capacità di contenimento delle ansie da

mondo adulto); parte della madre.

 Ridurre l’angoscia per sentimenti Il bambino mette dentro la madre la propria

contrastanti verso l’oggetto attraverso la angoscia;

scissione (es. ambivalenza verso la madre);  Evitare la frustrazione per il mancato

soddisfacimento del bisogno → pertanto la

posizione schizoparanoide si supera quando

l’Io riesce a fronteggiare da solo le angosce;

La novità assoluta della formulazione kleiniana sta nel fatto che queste difese vengano usate nei primissimi

momenti di vita, mostrando che il bambino è già in relazione con l’oggetto.

Una obiezione

L’obiezione che viene rivolta spesso in merito a queste complesse vicissitudini infantili è: su quale base

questi autori hanno creato teorie su un’ipotetica vita mentale infantile fatta di illusioni, fantasmi, angosce

etc. non sono forse esagerazioni?

Melanie Klein nell’esporre la sua teoria sullo sviluppo infantile riuscì a scandalizzare un pubblico di

psicoanalisti.

Come hanno elaborato teorie su soggetti pur non accedendo al linguaggio verbale?

 Sviluppo e strutturazione dell’analisi diretta dei bambini da parte della Klein;

 Analisi sugli adulti che mostrano le vicissitudini mentali legate alle esperienze infantili;

 Tecniche moderne come l’Infant Observation (Bick, 1964);

 INFANT RESEARCH = studio sullo psichismo infantile e sulle relazioni madre-bambino. 45

Invidia, avidità e gratitudine

I sentimenti e le fantasie proprie della posizione schizoparanoide sono l’INVIDIA, l’AVIDITÀ e

l’INGRATITUDINE.

Invidia

 Nasce e si sviluppa in una situazione di disparità e di dipendenza;

 Meccanismo essenziale = scissione;

 Una fantasia innata attacca un oggetto buono poiché sentirsi separato da esso diventa intollerabile

(confondersi con l’oggetto attraverso l’identificazione proiettiva) → guastare gli attributi positivi

dell’oggetto buono;

 Sotto la spinta invidiosa, il bambino non riesce a nutrirsi del seno materno;

 L’invidia riguarda due persone, mentre la gelosia è un sentimento più evoluto in quanto implica un

rapporto a tre;

 Con l’impulso invidioso-distruttivo possiamo decodificare molti fenomeni sociali come le società

autoritarie, che stabiliscono un’eguaglianza invidiosa (stesso punto di arrivo per tutti) o le basi

dell’economia parassitaria. In gruppi di lavoro l’invidia reciproca può essere causa di burn-out;

 Dal punto di vista clinico, l’invidia mina la possibilità di successo terapeutico (pazienti

perennemente insoddisfatti cambiano continuamente analista);

 Dal punto di vista didattico, l’invidia ostacola sia l’apprendimento da parte dell’allievo sia la

capacità di insegnare da parte del maestro.

EXCURSUS STORICO

Invidia deriva dal latino in-video (non potere vedere). Essa è strettamente collegata alla vista e a un suo

utilizzo “errato” (come riportato da Dante nella Divina Commedia):

 L’invidioso è spesso colui a cui non sfugge niente, che guarda minacciosamente gli altri portando

un paio di occhiali neri (per nascondere gli occhi);

 Gli antichi romani per non rischiare di essere vittime dell’invidia deorum, dissimulavano la loro

felicità (“come va?” “Bene, ma non diciamolo troppo forte!”);

 Collegamento fra invidiare e mordere (mordere il seno per danneggiarlo) → invidia nei confronti

dei genitori;

 Invidia dei genitori o degli anziani nei confronti dei figli (o giovani) come nell’esempio della favola di

biancaneve.

L’invidia è sempre stata considerata un peccato (uno dei sette peccati capitali) e nell’iconografia cristiana

l’invidioso è del colore della bile (da cui deriva l’espressione “all’invidioso rode il fegato”). 46

Difese contro l’invidia

Le principali difese che possiamo mettere in atto contro l’invidia sono:

Furto o danneggiamento;

- Critica eccessiva (a tutto e tutti) = attacco invidioso e costante verso il rivale per il gusto di metterlo

- in difficoltà;

Pettegolezzo in quanto tentativo di infangare l’altro: consiste in una forma molto seria di

- aggressione relazionale;

Creare confusione, poiché senza più disuguaglianze non ci sarà più neanche l’invidia;

- Disprezzo (“chi disprezza compra”);

- Negazione (o identificazione proiettiva) come meccanismi difensivi dall’invidia, se la si stimola negli

- altri ostentando i propri attributi positivi.

Avidità

 Essendo l’oggetto attaccato e svalorizzato (quindi non viene più utilizzato), l’individuo si sente più

bisognoso di prima;

 L’avidità è dunque il desiderio di introiettare con rabbia qualcosa che è già stato distrutto (e che

quindi non soddisfa il bisogno);

 L’invidia è per ciò che l’altro è, l’avidità per ciò che ha;

 Fenomeni sociali quali il depredamento della Terra o il consumismo sfrenato sono decodificati con

il sentimento di avidità;

 La persona avida gode di ciò che riceve fin quando non scompare la gratificazione: a quel punto

rinasce il desiderio di avere di più;

 Viene rafforzata dall’angoscia di non essere abbastanza buono da meritarsi le cure materne;

 Ambizione e tendenza ad impedire agli altri di raggiungere posizioni significative (alla base di

conflitti e guerre);

 Incapacità di condividere i propri benefici con gli altri e difficoltà nel costruire relazioni

emotivamente significative → critica al materialismo, non è il possesso dei beni materiali che

costituisce il problema, quanto piuttosto l’evitamento della componente emozionale.

EXCURSUS STORICO

L’avidità (radice del verbo “avere”) si articola in senso classico come desiderio di possesso e espressione di

smodatezza:

 E’ descritta da due vizi capitali: l’avarizia e la gola.

 Fu vista dagli antichi come uno dei mali più gravi dell’umanità, di cui colsero già anche la

connessione con il sadismo → desiderio di superiorità. 47

Gratitudine

L’ingratitudine si collega all’invidia e all’avidità completando il quadro della posizione schizoparanoide,

esemplificativa è l’assassinio di Giulio Cesare da parte del figlio Bruto.

Come si superano invidia e avidità?

 La sensazione di appagamento (che potremmo utilizzare in un tentativo di definire la felicità) è

esattamente opposta all’avidità;

 Secondo il Cantico delle Creature, la vera gratitudine non è indirizzata ad un oggetto ma consiste

piuttosto in uno stato mentale verso la vita nel suo insieme. 48

Posizione e modalita’ depressiva

Caratteristiche della posizione depressiva

Posizione che insorge al quarto o quinto mese di vita e rappresenta la fase successiva a quella

schizoparanoide:

 Momento centrale nello sviluppo del bambino → angosce legate alla possibile perdita dell’oggetto

d’amore. Queste angosce sono centrate sull’oggetto buono e sulla paura di averlo danneggiato;

 SENSO DI COLPA, LUTTO e RIPARAZIONE entrano in gioco nella sofferenza di tipo depressivo.

La posizione depressiva, essendo il superamento della posizione schizoparanoide, prevede che il bambino

riconosca la madre come oggetto totale, talvolta buono e talvolta cattivo: non viene più utilizzato il

meccanismo di difesa della scissione. Quattro aspetti:

1. Insorge la paura di aver danneggiato, in fantasia, questo oggetto;

2. Insorge il rischio che il timore di perdere la madre faccia aumentare l’avidità del bambino;

3. Insorgono sentimenti di gelosia legati alla percezione della madre come oggetto totale;

4. Insorgono i sensi di colpa (hanno la funzione di proteggere il soggetto → riparazione).

Lutto (e creatività)

Lutto = esperienza di perdita di qualsivoglia oggetto affettivamente investito in modo particolare.

Possiamo intendere il processo psicoanalitico come una continua elaborazione del lutto, in quanto la Klein

nel descrivere i criteri e il fine del trattamento analitico traccia una sintesi di quello che è lo sviluppo → a

fine analisi vengono rivissute intensamente le emozioni provate all’epoca dello svezzamento.

Aspetti legati al LUTTO

 La salute mentale dipende proprio dalla capacità di tollerare queste mancanze;

 Il lutto della separazione nel passaggio da allattamento a svezzamento colpisce anche la madre, che

se non lo elabora opportunamente, incrementerà un analoga difficoltà nel bambino;

 Accompagna anche esperienze positive che dovrebbero darci piacere (es. ottenimento della laurea

collegato alla separazione dal contesto scolastico);

 Spesso il lutto viene ritualizzato (es. cene di classe a fine anno);

 Le esperienze di lutto sono legate alla paura di crescere, pertanto la fatica emotiva del lutto è

connessa alla necessità di organizzare e rielaborare il proprio mondo interno: per fare ciò bisogna

ristabilire dentro di sé, come riparati, i primissimi oggetti d’amore che erano sentiti come distrutti

dalle proprie pulsioni aggressive.

Dal superamento del lutto, particolarmente critico per le persone di mezz’età, si ricava anche un

particolare tipo di creatività (passaggio da idealismo e ottimismo a una dimensione superiore di conoscenza

volta verso il tragico, il ponderato e il filosofico). 49

Difese maniacali e negazione di morte

Il fallimento della posizione depressiva comporta il predominio di difese che soffocano gli affetti e

impediscono questo lavoro di introspezione e elaborazione del proprio mondo interno.

Difese maniacali → La più grande difesa contro il lutto, però, è di

carattere più filosofico-ideologico-religiosa:

Sono maniacali quelle difese che proteggono dalle negazione della morte.

situazioni in cui l’oggetto amato viene sentito 

come sofferente (es. effetto Polyanna): La capacità di affrontare la morte dipende

dalla natura dell’elaborazione della

 Vengono utilizzati gli stessi meccanismi posizione depressiva infantile;

precedentemente citati nell’angoscia Concezione filosofica che parte dalla

persecutoria, contro l’angoscia morte per indagare la vita (imparare a

depressiva da parte di un Io più forte; morire);

 L’individuo mette in moto fantasie

onnipotenti di negazione della realtà Che tipo di morte?

psichica e dell’importanza dell’oggetto La mente umana fatica ad elaborare la morte

(trionfo e dominio) che viene svalutato come dissoluzione ed estinzione corporale

(disprezzo); (inconsciamente incomprensibile).

 La persona maniacale è quella sempre → fantasia inconscia della morte come un

positiva, felice e che aiuta sempre gli altri. passaggio a un’altra vita.

La morte è quindi considerata come ritorno nell’utero materno oppure ritorno allo stato precosciente. La

sua negazione è:

a) Difesa (contro problemi reali) più forte dal lutto attraverso fantasie di sopravvivenza magica;

b) E’ pericolosa, perché porta a sottovalutare i reali pericoli di distruzione della vita (concezioni

illusorie o irreali del mondo);

c) Bisogna distinguere angoscia di morte (patologica) con paura della morte (sana e normale).

Sintomi del fallimento dell’elaborazione del lutto

Da un lato di fronte a un lutto possiamo mettere in atto le difese maniacali sopra citate, ma può anche

succede che l’elaborazione fallisca.

I sintomi di una mancata elaborazione del lutto possono essere considerati:

 Collasso depressivo = non accettano o elaborano le perdite perché non hanno mai superato il lutto

in infanzia e tutto gli crolla addosso con particolare drammaticità;

 Forme di dipendenza (alcolismo o tossicodipendenza);

 Promiscuità = lanciarsi in relazioni extraconiugali o stringere rapporti con partner molto giovani per

far fronte all’angoscia della morte e dell’impotenza sessuale;

 Competizione con i più giovani = per esempio nei genitori che impediscono ai figli di esprimere la

loro vita sessuale perché vittime di una condizione deprivata;

 Ipocondria = eccessiva preoccupazione per le malattie (paura della morte);

 Aumento dell’avidità e cinismo (“tutto deve cambiare affinchè nulla cambi”) → siccome dobbiamo

morire godiamoci la vita e prendiamo tutto quello che possiamo subito. 50

Indicazioni dalla prospettiva kleiniana per il lavoro psicologico

Orientamento depressivo e cultura della responsabilità

Secondo Rustin, sebbene il modello kleiniano sia stato criticato come troppo duro e pessimista, porta in sé

invece delle rivoluzionarie implicazioni sociali e offre grandi speranze:

Il modello kleiniano è particolarmente utile per descrivere e comprendere le logiche profonde sottostanti a

moltissimi sistemi socio-culturali (criminalità, propaganda politica, dinamiche di tirannia, etc).

Due sistemi di valori etici e politici: sistema schizoparanoide e sistema depressivo.

Logica persecutoria schizoparanoide Logica depressiva

Regolata da meccanismi di difesa primitivi, sta alla La preoccupazione principale è la sicurezza, il

base di molti comportamenti collettivi patologici benessere e la felicità degli altri (sistema di valori).

come il razzismo.

Cultura paranoide o maniacale → esempio classico Cultura della cura e della responsabilità →

di tale cultura è il FASCISMO (“esaltazione promozione dell’educazione, accoglienza e

maniacale”) assistenza, socializzazione e formazione

(democrazia).

Per ottenere la società buona tipica della cultura della cura e della responsabilità bisogna porre attenzione

ai processi emotivi profondi e promuovere una maggiore autoconsapevolezza e ricerca di sé.

L’orientamento depressivo ci apre quindi la strada verso il senso di responsabilità e la riformulazione del

problema della COLPA:

 Allevia le fatiche del pensare (es. la colpa delle catastrofi è sempre della natura matrigna);

 Dov’è situata la colpa? Se prima dell’azione, ci è utile per proteggere gli oggetti d’amore (si chiama

però senso di responsabilità) se invece viene dopo, non è di grande utilità;

 La LOGICA DELLA COLPA si fonde sulla scissione fra buoni e cattivi, mentre la LOGICA DELLA

RESPONSABILITÀ ricerca comprensione e condivisione;

 Nella colpa si evita il contatto profondo, si sviluppa il pregiudizio e si condanna l’altro;

il senso di responsabilità non è un atteggiamento mentale dato per sempre: esso comporta un lavorio

interiore continuo nella prospettiva di tollerare le parti distruttive di sé e dell’altro.

Riparazione

La riparazione è essenzialmente un meccanismo mentale (e quindi interiore) che quindi prevede l’emergere

della sensazione che la propria distruttività non sia così radicale e che si possa rimediare ai danni,

ristabilendo una rassicurazione nel bambino.

Anche a livello più generale, non esiste sviluppo di civiltà e cultura senza un atteggiamento di tipo

riparatorio → passaggio dal concetto di nemico al concetto di interlocutore. 51

Ritrovare la bontà nell’oggetto attaccato e distrutto nella posizione schizoparanoide porta alla

- soluzione dei conflitti;

La LOGICA SCHIZOPARANOIDE non si supera mai del tutto (passaggio dalla scissione USA/URSS alla

- scissione cultura occidentale/islam);

L’esempio migliore su un tipo di riparazione con orientamento depressivo è il mea culpa che compì

- Giovanni Paolo II nel 2000.

Etica, atteggiamento religioso e orientamento depressivo

Bisogna distinguere la religione dalla religiosità, che consiste nell’adottare un atteggiamento profondo

indipendente dalla fede verso oggetti animati e inanimati frutto di uno stato mentale etico.

La prospettiva kleiniana sostiene quindi che non è l’etica che discende dalla religione, bensì il contrario.

IN SINTESI: 52

PARTE TERZA – IL VERTICE BIONIANO

Disgiunzione

Entra in gioco l’analista

Wilfred Bion opera una sorta di disgiunzione sia dalla teorizzazione kleiniana che da quella originale di

Freud: occorre fare una disamina di questi tre autori per poter comprendere il pensiero bioniano.

FREUD KLEIN BION

Sistema “neurofisiologico” Sistema “teologico” Sistema “filosofico”

Vede il bambino Vede il lattante nel bambino; Vede lo psicotico nell’adulto;

nell’adulto; Sviluppa una teoria sui → studia il pensiero e disturbi ad esso

Sviluppa una teoria sulla rapporti fra oggetti interni e connessi (“cognitivismo psicoanalitico”);

personalità e sulla cura oggetti esterni (analisi di un

(l’obbiettivo è liberare “conflitto morale inconscio”); Nell’ambito clinico, analista e paziente

l’uomo dalle inibizioni parlano insieme e costruiscono dei sensi e

pulsionali); Nell’ambito clinico, il paziente dei significati (QUI E ADESSO).

parla del suo mondo interno

Nell’ambito clinico, il quando fa riferimento a quello Nel MODELLO BIONIANO l’analista entra in

paziente parla di ciò che è esterno. gioco con tutta la sua mente (anche la sua

accaduto LA’ E ALLORA parte più primitiva)

(ricostruzione storica). Nel MODELLO KLEINIANO ↓

l’obbiettivo è il Sa sostare nella posizione schizoparanoide,

raggiungimento della comprendendo emozioni e mantenendo la

posizione depressiva; sua capacità di pensiero

 Gli impulsi pulsionali danno origine all’angoscia; → L’angoscia è collegata allo sconosciuto;

 Polarità conscio/inconscio; → Polarità finito/infinito o noto/ignoto;

 Processi primari e processi secondari nel → Rifiuta i processi primari e secondari e

funzionamento psichico; li sostituisce con elementi alfa e beta;

 Il sogno serve a scaricare la tensione; → Il sogno serve a gestire la tensione;

 Formulazioni centrate sul concetto di pulsione. → Concetto di O (inconoscibile)

Nella concezione psicoanalitica bioniana (nuova concezione del pensiero come frutto di elaborazione

inconscia):

 Gli individui apprendono dall’esperienza (condizione di normalità); 53

 Possiamo definire la malattia mentale come l’incapacità di apprendere (condizione patologica);

 Con BION la psicoanalisi sposta l’interesse dalla guarigione dalla malattia mentale ai processi di

conoscenza. Dal punto di vista epistemologico vengono saldati due aspetti:

PROCESSO CONOSCITIVO ↔ ATTEGGIAMENTO ETICO (depressivo)

Il rapporto analitico è il rapporto di due menti entrambe implicate, pertanto non è pensabile un processo

di conoscenza del paziente senza un concomitante processo di conoscenza del suo analista (dimensione

relazionale di stampo kleiniano).

Nota biografica Wilfred Ruprecht Bion (1897 - 1979)

Nasce in India da genitori britannici e viene allevato da una nutrice

indiana: all’età di 8 anni arriva in Inghilterra dove si arruola

successivamente come volontario nell’esercito divenendo ufficiale.

Al ritorno dalla prima guerra mondiale si laurea in Lettere e

successivamente inizia a studiare Medicina (diventando psicoanalista

a quarant’anni).

Aspetti fondamentali:

Tecniche sui gruppi e sul loro funzionamento mentale;

- Fu l’analista di Samuel Beckett (influenza reciproca);

- Il suo contributo ha anche risvolti applicativi come il metodo

- per selezionare gli ufficiali inglesi.

Si può suddividere l’opera di Bion in quattro periodi:

1. La prima fase è quella dello STUDIO DEI GRUPPI, conseguente ai gruppi di psicoterapia che tenne

durante la seconda guerra mondiale ai soldati vittime di traumi nevrotici → formulazione della

Teoria dei gruppi e successivamente alla teoria del contenimento.

Bion considerava il gruppo come una rappresentazione esterna drammatica di una gruppalità

interna che coesiste con l’individuo in ciascun essere umano e che appartiene a un livello mentale

primitivo, vicino al somatico. (intera concezione bioniana fondata sul contrasto fra dimensione

dell’individualità e dimensione della gruppalità);

2. La seconda fase è quella dello STUDIO DELLE PSICOSI, e propone una nuova concezione delle

relazioni che va oltre il paradigma della sessualità e porta a congetture importanti dal punto di

vista sociale (per questo Bion è considerabile anche come psicologo sociale);

3. La terza fase è quella dell’ELABORAZIONE DI UNA TEORIA DELLA CONOSCENZA, dove l’idea di

apprendimento dalla conoscenza è fondamentale poiché esso implica un’elaborazione interiore

basata quindi anche su operazioni inconsce:

 Apprendere qualcosa significa acquisire dati e conoscenze;

 Apprendere da qualcosa significa elaborare l’esperienza attraverso un filtro (la propria

mente). 54

4. La quarta fase è costituita dalla parte più complessa del pensiero bioniano (dal 1970).

I temi principali del pensiero bioniano sono i gruppi, la psicosi, la tecnica psicoanalitica, il processo di

conoscenza e il processo di pensiero: contributi fondamentali sono la concezione del pensiero e la teoria

del contenimento emozionale.

Una teoria generale delle relazioni umane

Teoria del contenimento

La teoria del contenimento emozionale di Bion è una teoria generale delle relazioni umane, ma anche

implicitamente una teoria dello sviluppo (per questo la psicoanalisi può essere considerata

un’orientamento dinamico che unifica psicologia dello sviluppo, psicologia sociale e psicologia clinica).

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI

 Pone al centro della crescita le emozioni attraverso l’apprendimento dall’esperienza → si

apprende se si è in grado di essere integri ma non rigidi;

 Si basa sul contatto emotivo (soprattutto quello lattante-madre, ma anche paziente-analista). Tutti

questi livelli attivano una funzione primaria detta funzione psicoanalitica della mente;

 Modello contenuto-contenitore:

 La possibilità del bambino di strutturare una mente è data dalla possibilità di incontrare la mente

della madre (introiettandola);

 La salute mentale nasce quando ci sentiamo compresi da qualcuno (contenere è l’essenza del fare

psicologico); 55

Contenimento sano Contenimento patologico

 

Permette una relazione di tipo creativo e lo Troppo rigido, che comprime;

sviluppo e la salute mentale. Troppo forte, aggressivo che spezza;

 Capovolgimento della situazione (la madre,

ovvero il contenitore, utilizza il bambino

come contenitore delle sue angosce).

Nella teoria del contenimento di Bion si distinguono, oltre a quelle già citate, tre modalità di relazione:

a) Conviviale = situazione in cui contenitore e contenuto convivono senza influenzarsi a vicenda;

b) Simbiotica = situazione di interazione fra contenitore e contenuto da cui origina qualcos’altro;

c) Parassitaria = situazione in cui uno dei due termini danneggia l’altro.

Dal contenimento al pensiero

Lo sviluppo intellettivo non corrisponde con lo sviluppo del pensiero, bensì riguarda solo la funzione

esclusivamente cognitiva (l’individuo può comunque essere immaturo e psicotico).

L’INCONSCIO in Bion è strettamente configurato come qualcosa che ha a che fare con l’attività di pensare:

Quando il bambino attraverso l’identificazione proiettiva evacua un’angoscia dalla propria mente, si

- stacca anche una parte di sé che la percepiva (attività di pensiero) → la madre ideale riesce a

contenere l’angoscia evacuata dal bambino e a mantenere uno stato di equilibrio efficace;

Capacità di REVERIE = lasciarsi trasportare come in un sogno nel rapporto emotivo (meccanismo

- arcaico per accogliere le proiezioni cattive del bambino e resituirgliele bonificate);

Il comportamento materno può essere spiegato un modello basato su:

 Posizione schizoparanoide (Klein) del bambino che proietta la sua angoscia intollerabile sulla

madre;

 “Madre in grado di contenere l’identificazione proiettiva” (Bion) in grado di attenuare le angosce

del bambino, e quindi di rassicurarlo del fatto che le sue fantasie non sono così onnipotenti e

distruttive. A livello educativo

Il contenitore deve avere la capacità di stabilire e di far rispettare le norme (nell’insegnamento è

necessaria pertanto la disciplina) perché altrimenti i bambini ritengono la loro distruttività incontenibile e

quindi aumenta in loro l’angoscia che a sua volta aumenta la distruttività → CIRCOLO VIZIOSO.

A livello socio-politico

Il senso civico e il senso di responsabilità democratico nascono nel momento in cui è presente uno Stato

(che faccia da contenitore degli impulsi disgreganti e distruttivi) e non la semplice presenza di leggi e

norme: se non si fanno rispettare le norme non vengono efficacemente introiettata la funzione

democratica e il senso di responsabilità civile 56

Teoria del pensiero

Ispirandosi alla Klein, Bion formula la teoria del contenimento in riferimento alla relazione con il seno

materno [FAME = prototipo del bisogno, SENO = prototipo del contenitore].

Discorso sul pensiero:

 Si configura quasi come un’esplorazione psicoanalitica sulla filosofia Kantiana;

 La madre, quando gli restituisce un’angoscia bonificata, mette il bambino nelle condizioni di

pensare (le possibilità di pensare sono quindi funzioni della relazione, e della mente dell’altro).

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI

 Il pensiero nasce dal contenimento: il pensiero dell’altro permette lo sviluppo del pensiero

del bambino, solo all’interno di un’esperienza relazionale ed affettiva; è funzione della

personalità in continuo sviluppo.

 Il pensiero può essere inteso proprio il contenitore di questo dolore mentale e quindi è

un’apparato per pensare (capacità di tollerare la frustrazione data dall’assenza del seno

materno):

Penso dunque sono diventa → penso dunque c’è qualcosa che mi aiuta a pensare

(la sofferenza è ciò che fonda il nostro essere)

 La madre deve, poco alla volta, disilludere il bambino, e quindi ha una funzione di crescita

(in senso freudiano aiuta il bambino a fare un esame di realtà nel contatto con la

frustrazione);

 Una frustrazione troppo violenta sarebbe intollerabile per il bambino, la madre svolge

quindi una funzione di mediazione e di negoziazione fra bisogno del bambino e

frustrazione della realtà.

Due tipi di pensieri tipici del bambino con angosce persecutorie (assenza del seno = seno cattivo):

“Chissà perché io devo aver così bisogno di te” “C’è qualcosa di cattivo là fuori che mi fa star male

(invidia) e io devo eliminarlo” (meccanismi di tipo psicotico

presenti anche nel quotidiano)

La possibilità di eliminare la persecutorietà (quando arriva il seno reale) comporta la possibilità di essere

contenuti.

 Si può eludere, ignorare o negare la frustrazione oppure riconoscerla affrontarla e operare per

modularla;

 La modificazione della frustrazione costituisce il PENSIERO (tollerarla significa essere in grado di

pensare ad essa) → pensare permette di tollerare le frustrazioni ed elaborare il dolore mentale.

Pensare, nella concezione bioniana, non significa tanto fare problem solving o ragionamento razionale,

quanto più invece operare a livello emozionale e relazionale. 57

Parte psicotica della personalità

Il funzionamento mentale di una persona dipende dall’interazione di tre parti della nostra personalità:

a) La PARTE PSICOTICA DELLA PERSONALITA’

- Attacchi ai legami (e a tutto ciò che ha la funzione di collegamento → pene, seno);

- Tenta di distruggere ogni emozione;

- È dominata da elementi che sarebbero inconsci nelle altre parti della personalità;

- È caratterizzata da odio per la realtà interna e per tutti gli strumenti che permettono di far

luce su di essa (questo spiega gli attacchi alla psicoanalisi come attacchi alla conoscenza);

b) La PARTE NEVROTICA DELLA PERSONALITA’

c) La PARTE SANA.

Dal momento che ogni processo conoscitivo non può prescindere dagli aspetti emozionali profondi,

possiamo distinguere due tipi di scienze “malate”:

 Idealizzazione assoluta della logica razionale / illusione di oggettività pura ottenuta eliminando i

fattori emotivi;

 Odio verso l’atteggiamento scientifico di ricerca basato su dubbio, riflessioni, cautela /

atteggiamento fanatico basato su sicurezza e maniacalità.

La parte psicotica della personalità misura la realtà per quel che non ci dà [LIMITI+ → focus sulla rabbia e

sull’avidità e non sulla gratitudine.

Deprivazione di senso & Perdità del contatto emozionale

L’utilizzo di un funzionamento di tipo psicotico non implica, però, la presenza di una psicosi (in una certa

misura tutti presentano aspetti di funzionamento di questo tipo).

Una nuova concezione del lavoro clinico

Il lavoro clinico è principalmente un’operazione finalizzata a cercare di DARE SIGNIFICATO ALLE COSE e di

far cogliere i significati (parlando di problemi di cui si è perfettamente coscienti il lavoro clinico può

proporre nuove prospettive).

- L’analista deve aumentare nel paziente la capacità di accorgersi del suo ambiente esterno ed

interno:

- Cerca di contenere le angosce del paziente;

- Tale funzione di contenimento apre la strada alla capacità di pensare del paziente.

Nella concezione bioniana il problem solving, che in psicologia si riferisce a funzioni esclusivamente

cognitive, rappresenta la capacità di riconoscere e sperimentare la frustrazione data dall’assenza di un

oggetto (tolleranza della frustrazione).

 Il pensiero nasce dalla mentalizzazione della frustrazione legata all’assenza del seno materno

(Meltzer) → *IMPLICAZIONI FILOSOFICHE] 58

Teoria della conoscenza

Curiosità sessuale e conoscenza

FREUD parlava di epistemofilia come dell’interesse a conoscere come componente istintuale/libidica →

collegata alla curiosità sessuale:

 La conoscenza è frutto della sublimazione dei fatti sessuali;

 E’ strettamente connessa all’istinto epistemofilico.

Frustrare le curiosità sessuali nei bambini comporta L’EDUCAZIONE SESSUALE efficace non è

lo sviluppo futuro di difficoltà nell’apprendimento un’imposizione bensì un’opera di ascolto:

e scarso interesse a conoscere. →

D’altro canto è ugualmente sbagliato imporre Fondamentale la capacità di entrare in relazione

l’educazione sessuale ai bambini. con l’altro;

Della teoria sui disturbi dei processi di apprendimento della KLEIN due punti sono particolarmente

importanti:

 I disturbi psicotici sono molto comuni anche nei bambini normali;

 Lo sviluppo cognitivo del bambino piccolo è più grande di quanto si supponesse (possiede

conoscenze innate → riconoscimento di oggetti buoni e oggetti cattivi, distinzione fra Sé e non Sé,

accoppiamento come congiungimento di pene e vagina). .

Conoscenza e relazione

In BION il concetto di conoscenza si intende come lo sviluppo complessivo del soggetto (possibilità di avere

una mente) e si forma sempre all’interno di una relazione:

Freud lavorò su pazienti isterici e La Klein lavorò su bambini con Bion lavora su pazienti psicotici

nevrotici disturbi nell’apprendimento (ed in particolare schizofrenici)

Come nasce il pensiero? 59

Il pensiero nasce nel lasso di tempo che separa il BISOGNO DEL BAMBINO (preconcezione) dal

SODDISFACIMENTO DI TALE BISOGNO (realizzazione). In risposta all’assenza e alla mancanza che

caratterizza questo lasso di tempo vi sono due possibili risposte:

 Tollerare la frustrazione;

 Evitare la frustrazione (tagliando via parte della propria mente)

Implicazione filosofica → se il pensiero nasce sempre dalla mancanza di qualcosa, allora la conoscenza è di

natura eminentemente relazionale.

Fra mente che dà un contenimento e contenuti della mente vi è un LEGAME:

CONOSCENZA (K) è il legame fra il soggetto che vuole conoscere e l’oggetto disponibile ad essere

conosciuto;

Amore (L) e Odio (H) sono fattori della funzione K. .

Disturbi nella funzione conoscitiva possono essere legati a problemi di natura emotiva

K = esperienza emotiva di cercare - K = legame crudele, vuoto No K = stato psicotico, universo

di conoscere sé stessi e gli altri; e depauperante; irreale di oggetti bizzarri su cui

non si può pensare (manca il

legame K); ↓

Quando non si accetta il dolore mentale causato dall’assenza/mancanza avviene la SCISSIONE STATICA

(rovesciamento della prospettiva → la realtà viene stravolta per confermare un pre-giudizio, meccanismo

delirante).

PSICOSI = sistema primario per difendersi dal dolore mentale (causa: mancanza di un contenimento). Essa è

caratterizzata per definizione da rigidità mentale.

Nell’elaborazione e tolleranza del dolore mentale BION teorizza un’oscillazione fra PS *posizione

schizoparanoide] e D [posizione depressiva]


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AUTORE

Attolo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del comportamento e delle relazioni sociali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Attolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Monti Fiorella.

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