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Paradigmi psicodinamici per le professioni d'aiuto

Parte prima – Temi freudiani di base

Introduzione

“Avevo sì fatto il vecchio adagio delle tre professioni impossibili: l’educare, il curare e il governare” - S. Freud, 1925

La psicologia può essere considerata in tre modi diversi:

  • Disciplina scientifica (scienza che studia il comportamento e i processi mentali);
  • Professione;
  • Funzione della mente → ascolto, osservazione, attenzione, pensiero e consapevolezza (competenze di tipo relazionale).

Excursus filosofico

La necessità di sviluppare sistemi di cura nasce dalla condizione umana di angoscia e sofferenza teorizzata già dagli antichi greci. La sofferenza si perviene dal nostro interno, dall’esterno e dalle relazioni che intratteniamo.

Il lavoro psicologico si sviluppa su due tipi di competenze:

  • Competenze tecniche e specifiche (richiedono titolo di studio riconosciuto);
  • Competenze relazionali (dimensione interpersonale ed emozionale).

La psicologia dinamica è la branca della psicologia che studia la complessità e le contraddizioni della psiche alle prese con le proprie motivazioni interne (ovvero delle “forze” che spingono gli individui a certi comportamenti).

Perché dinamica? Perché l’interesse è rivolto a processi in continuo movimento e mutamento di cui si vogliono analizzare aspetti funzionali e disfunzionali.

Struttura della teoria

Definizione di Psicoanalisi

Il termine psicoanalisi compare la prima volta nell’articolo “L’ereditarietà e l’etiologia delle nevrosi” del 1896 e viene definito da Sigmund Freud nel 1922 in “Due voci di enciclopedia” come:

  • Un procedimento di indagine per comprendere i processi psichici altrimenti inaccessibili;
  • Un metodo terapeutico contro i disturbi nevrotici;
  • Un corpus teorico di conoscenze che convergono in una nuova disciplina scientifica.

Questi tre aspetti alla base della psicoanalisi hanno poi subito nel corso della storia molte modifiche, in particolar modo riguardo alla terapia: nonostante tutto conservano validità il metodo psicoanalitico (clinico) e l’osservazione come strumento di indagine.

Fasi dello sviluppo della psicoanalisi

Bateman e Holmes, seguendo la nascita e lo sviluppo della teoria psicoanalitica, distinguono in essa quattro fasi di sviluppo:

  • Fase pre-analitica (1885 - 1897) → Freud formula le prime ipotesi metapsicologiche sulla struttura della mente:
    • Teoria della seduzione: concezione dell’origine della nevrosi su basi traumatiche (in particolare nelle donne la causa sarebbe riconducibile a seduzioni sessuali). Successivamente, accorgendosi che nessuna delle sue pazienti aveva avuto traumi, abbandona questa teoria (scopre quindi il ruolo del mondo fantasmatico, l’origine delle nevrosi risiede in fantasie);
    • In questa fase inoltre, a seguito del Sogno di Irma (una sua paziente), getta le basi per la sua teoria sull’elaborazione dei sogni (il sogno come appagamento di un desiderio);
  • Fase psicoanalitica vera e propria (1897 - 1908) → Avviene il passaggio dalla teoria del trauma alla teoria della fantasia inconscia (valutazione del ruolo del sogno).
    • Elaborazione di concetti cardini del corpus teorico della psicoanalisi.
    • Dal 1895 al 1900 Freud elabora e sviluppa la teoria del sogno, dove lo concettualizza come soddisfazione allucinatoria di un desiderio rimosso nell’infanzia (il sogno è la via regia per l’inconscio);
  • Fase della nascita e sviluppo del movimento psicoanalitico (1907 - 1920) → Compaiono sulla scena internazionale quelli che in futuro verranno considerati i pionieri della psicoanalisi (Jung, Adler, Stekel, Abraham, Ferenczi, Jones e Rank) con i quali Freud fonda la “società del mercoledì” (che divenne poi Società psicoanalitica di Vienna e Società psicoanalitica internazionale). Quando Carl Gustav Jung assunse la carica di presidente iniziarono i conflitti con Freud;
  • Fase dell’affermazione mondiale della psicoanalisi (1920 - 1939) → Nel 1938 Freud si trasferì a Londra per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti, in questo periodo egli concettualizza la pulsione di morte (Thanatos). Negli anni a seguire la sua morte, la psicoanalisi inizia ad affermarsi a livello mondiale;

Metapsicologia

La metapsicologia (che Freud sosteneva essere la “figlia ideale e problematica”) si può definire come il tentativo scientifico di riordinare e completare le costruzioni metafisiche e quindi di sviluppare la parte inconscia della mente. Essa rappresenta la dimensione più teorica della psicoanalisi.

La metapsicologia considera tre prospettive diverse sul funzionamento mentale:

  • Prospettiva dinamica = tutti i fenomeni psichici sono il risultato di conflitti di forze che esercitano una determinata spinta (pulsioni) → radici inconsce conflittuali;
  • Prospettiva economica = la dimensione quantitativa, ovvero la quantità di energia psichica investita su un oggetto o un’azione. Ogni forza possiede una fonte, una spinta e una meta;
  • Prospettiva topica = la dimensione geografica dell’apparato psichico si può suddividere in regioni (preconscio, conscio e inconscio) o in strutture (Es, Io e Super-io);

Obiezioni teoriche

Obiezioni di ordine clinico L’obiezione principale che veniva rivolta a Sigmund Freud sembra perdere di vista il modello freudiano riguardava la speranza di paziente in alcuni momenti, e di dedicarsi poter ridurre tutto a biochimica; eccessivamente alla costruzione di teorie (contrariamente a Ferenczi che era maggiormente interessato alle persone). Inoltre:

  • Trascurò i casi di psicosi;
  • Trascurò il ruolo del caregiver;

Le ultime scoperte neuroscientifiche hanno validato le ipotesi neurofisiologiche di Freud, rendendo insostenibili queste posizioni.

Ipotesi fondamentali

I due principi che stanno alla base della teoria psicoanalitica sono:

  • Principio del determinismo psichico che sostiene che ogni fenomeno sia connesso all’altro e che quindi ogni attività psichica e ogni comportamento abbiano sempre un’origine e una causa → è necessario talvolta ricostruire queste connessioni;
  • Principio del funzionamento mentale inconscio afferma che la maggior parte della nostra attività mentale è inconscia (L’Io non è padrone in casa sua). Lo studio della componente inconscia della nostra mente ci permette di comprendere più profondamente dei comportamenti espliciti.

Principi regolatori del funzionamento psichico

Il funzionamento psichico di ogni individuo è regolato da due principi in opposizione fra loro: il principio di piacere e il principio di realtà. L’esame sui principi regolatori si divide in due fasi:

  1. Il principio di piacere si può definire come il principio che spinge la nostra psiche all’ottenimento di gratificazione immediata (e all’evitamento del dispiacere).
    • Principio di costanza (fondamento economico) tendenza al mantenimento dell’eccitazione al livello più basso possibile;
    • Regola i processi primari;
    • Nella prima topica corrisponde al sistema inconscio, nella seconda all’Es.
  2. Il principio di realtà si pone lo stesso scopo del principio di piacere, opponendosi in antagonismo con quest’ultimo e portando ad una gratificazione differita.
    • Elabora un compromesso fra le pulsioni individuali e le richieste ambientali;
    • Regola i processi secondari;
    • Nella prima topica corrisponde al sistema preconscio e conscio, nella seconda all’Io e Super-io.

Negli ultimi anni Sigmund Freud elabora anche un terzo principio, della coazione a ripetere, che esprime la tendenza a ripetere esperienze intense anche spiacevoli (carattere conservatore delle pulsioni).

  • Con questa nozione apre la strada alla pulsione di morte;
  • Collegamento con il principio del Nirvana, volto alla riduzione al minimo dell’eccitazione psichica fino al raggiungimento dello zero assoluto.

Modi di funzionamento

Le due modalità di funzionamento dell’apparato psichico sono processi primari e processi secondari:

  • Processi primari → sono caratterizzati dal libero fluire dell’energia psichica da una rappresentazione all’altra (ricerca dell’immediata gratificazione, sistema inconscio). Questi processi costituiscono la modalità di pensiero dell’Io immaturo dei primi anni di vita e dello psicotico.
  • Processi secondari → caratterizzati da un differimento di scarica psichica, l’energia è controllata e non è libera di fluire (pertanto è legata all’oggetto, sistema preconscio e conscio). Questi processi sono un’evoluzione di quelli primari e costituiscono il pensiero dell’Io maturo.

Teoria delle pulsioni

Definizioni principali:

  • Istinto = capacità di reagire ad uno stimolo esterno;
  • Stimolo = evento appartenente al mondo esterno che produce una risposta nell’individuo;
  • Pulsione → processo dinamico che consiste in una “spinta” che fa tendere l’organismo verso una meta (concetto a metà fra il somatico e lo psichico).

Le tre caratteristiche distintive della pulsione sono fonte, meta e oggetto.

Freud postula tre teorie sulle pulsioni:

  1. Prima teoria (distinzione fra pulsioni sessuali e pulsioni d’autoconservazione) Il conflitto fra queste due pulsioni è il conflitto nevrotico: la vittoria delle pulsioni dell’Io comporta la rimozione delle pulsioni sessuali;
  2. La motivazione in Freud è collegata alle pulsioni come determinanti ultime del comportamento umano. L’energia delle pulsioni sessuali si chiama libido (aspetto psichico della pulsione sessuale).
  3. Seconda teoria (elaborata a seguito della scoperta del narcisismo) considera le pulsioni dell’Io come una trasformazione delle pulsioni sessuali, poiché l’amore di sé deriva da un investimento libidico del bambino su sé stesso.
  4. Terza teoria (1920, formulazione definitiva) affermazione del nuovo dualismo tra pulsioni di vita (Eros) e pulsioni di morte (Thanatos).
    • Pulsioni di vita: Pulsioni sessuali e di autoconservazione; Assimilabili ai processi anabolici (tendenza ad unificare la sostanza vivente in unità sempre più grandi);
    • Pulsioni di morte: Assimilabili ai processi catabolici (dissoluzione dell’organismo e ritorno all’inorganico); Aggressività e distruzione (ubbidiscono al principio di piacere nella sua forma originale).

La teoria delle pulsioni di Freud successivamente ha subito molte critiche e modifiche, fra cui, per citare le più significative, le accuse di pansessualismo e il rifiuto della pulsione di morte.

Teorie dell'apparato psichico

Le topiche (dal greco “teorie dei luoghi”) concettualizzate da Freud nell’ultimo capitolo dell’Interpretazione dei sogni sono di due tipi: topografica e strutturale.

Modello topografico

Il primo modello suddivide l’apparato psichico in tre regioni (istanze):

  • Conscio (coscienza comunemente intesa);
  • Preconscio (processi e contenuti psichici che possono essere portati a livello cosciente);
  • Inconscio: Deposito delle rappresentazioni e dei contenuti rimossi dalla coscienza. Il loro accesso al conscio è impedito dalla censura, pertanto questo livello rappresenta la sede del rimosso;

Modello strutturale

Il secondo modello (1922) è di tipo strutturale e suddivide l’apparato psichico in:

  • Es = parte oscura ed inaccessibile della personalità, aperta al confine verso il somatico. Essa è governata esclusivamente da energia pulsionale volta al raggiungimento della gratificazione immediata (parte più antica dell’apparato psichico); *interamente situato nell’inconscio*
  • Io = geneticamente si sviluppa differenziandosi dall’Es sotto l’influenza del mondo esterno. Esso ha due funzioni: proteggersi dal mondo esterno e dalle pretese eccessive dell’Es. L’Io quando avverte dei pericoli che minacciano la sua integrità, si serve del segnale d’angoscia che mette in moto i meccanismi di difesa: processi messi in atto dall’Io allorché nel medesimo si produce un segnale d’angoscia; *situato nel preconscio e in parte nell’inconscio*

L’angoscia è intesa da Freud in due modi diversi:

  • Fenomeno tossico, cioè dovuta ad un accumulo di eccitazioni che il soggetto era incapace di dominare e di scaricare: l’angoscia veniva intesa come un ingorgo della libido (sintomo nevrotico);
  • Segnale per annunciare una situazione di pericolo → integra anche la prima formulazione.
  • Super-io = è una modificazione dell’Io procurata dall’interiorizzazione delle norme morali: essa rappresenta quindi l’istanza delle restrizioni morali e punisce i trasgressori. Le sue funzioni sono controllare le pulsioni e contemporaneamente opporsi all’Io (rappresenta tutto il passato culturale). *situato in gran parte nell’inconscio*

Il sogno

Freud definì il sogno come la via regia per arrivare a conoscere l’inconscio: teorizzò infatti che l’attività onirica fosse il ponte fra mondo esterno e mondo interno e che quindi andasse interpretata. Che cos’è un sogno?

  • È un prodotto psichico, oltre che somatico;
  • Rappresenta l’appagamento allucinatorio di un desiderio rimosso;
  • Ha la funzione di proteggere il sonno.

Tutto ciò che sogniamo deriva in qualche misura dal nostro vissuto, e viene così riprodotto durante il sonno.

Freud fa una discriminazione fra due tipi di contenuto onirico (latente o manifesto):

Contenuto onirico latente Contenuto onirico manifesto
Versione originaria del sogno che per effetto della censura viene mascherata → elementi del sogno che non ricordiamo quando ci svegliamo (impressioni somatiche, resti diurni); Contiene desideri e pulsioni inconfessabili, e pertanto censurati dal livello cosciente. Attività mentale a livello della consapevolezza (elementi del sogno che siamo in grado di rievocare) → scena onirica costruita in modo che abbia un certo senso; Essa rappresenta una versione travestita e deformata di una particolare fantasia, espressa perlopiù con immagini visive.

Il lavoro onirico, che ha il compito di tradurre i processi primari, attuare la censura ed elaborare secondariamente il materiale onirico, si serve di tre strumenti:

  • Spostamento (attenzione viene spostata su un’altra rappresentazione diversa da quella originaria);
  • Condensazione (il sogno manifesto è una versione concentrata di tutti i pensieri, sensazioni e desideri del sogno latente);
  • Rappresentazione plastica (trasformazione del pensiero in immagine visiva).

Sviluppo psicosessuale e problematiche edipiche

Le vicissitudini delle pulsioni Nell’ottica psicoanalitica la sessualità è l’aspetto centrale della vita mentale → Teoria dello sviluppo psicosessuale (1905)

Le manifestazioni sessuali condividono le stesse origini infantili che si articolano, secondo Freud, in cinque fasi differenti:

Caratteristiche principali della sessualità infantile

  1. Lo sviluppo libidico non abbandona mai completamente le fasi passate;
  2. Anche superato il complesso delle relazioni oggettuali di una fase, una parte della libido rimane ancorata all’oggetto originario (fissazione);
  3. La fissazione comporta una regressione (massiccio ritorno a forme di gratificazione proprie delle fasi precedenti);
  4. Le prime tre fasi dello sviluppo psicosessuale sono caratterizzate da autoerotismo (masturbazione intesa come azione ripetitiva su una parte del corpo concernente a fantasie inconsce con oggetti interni);
  5. Esse sono anche caratterizzate da disposizione perversa-polimorfa (perversa perché si indirizza a tutte le parti del corpo e polimorfa perché prende forme diverse);
  6. Perversione come deviazione dall’atto sessuale “normale” volto alla riproduzione mediante penetrazione genitale;
  7. Le fantasie inconsce sono influenzate dalle esperienze mentali legate ai bisogni libidici fondamentali del bambino;
  8. L’eccesso di frustrazione o gratificazione in una determinata fase porta alla formazione di specifiche caratteristiche di personalità.

Fase orale

  • Azione → suzione, masticazione e inghiottimento;
  • Zona erogena → mucosa orale;
  • Età → 0 – 12 mesi.

In questa prima fase di sviluppo psicosessuale la gratificazione avviene attraverso l’attività di incorporazione (portare dentro ciò che è fuori).

Rapporto mettere dentro/buttare fuori:

  • Il piacere sessuale è legato al cibo (poiché esso ha una funzione di sopravvivenza). Vi è un parallelo fra cibo/nutrimento e sesso/fecondazione;
  • Questa fase connota le prime esperienze affettive, il rapporto con il mondo è inizialmente mediato dalla bocca (es. allattamento al seno);
  • “Ciò che è dentro mi appartiene, ciò che è fuori non mi appartiene” In questa ottica sputare corrisponde alla fantasia di buttare fuori le cose cattive;
  • Binomio divorare/essere divorati al centro di aspetti connessi al sadismo e alla distruttività;
  • Carattere orale = modalità di relazionarsi fortemente influenzate dalla propria esperienza orale → passività e ottimismo nel caso di ricchezza di gratificazioni, impazienza, pessimismo e incapacità di restare soli nel caso di maggioranza di frustrazioni.

Fase anale

  • Azione → espulsione e trattenimento delle feci;
  • Zona erogena → ano e mucosa intestinale;
  • Età → 18 mesi – 3 anni.

La gratificazione nella fase anale avviene attraverso l’espulsione o il trattenimento di feci, che producono eccitazione nelle m...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Attolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Monti Fiorella.
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