Psicologia ambientale e architettonica
Capitolo 1 – Percezione e cognizione dell'ambiente
La psicologia ambientale è quella scienza che si occupa di come l'ambiente influenza il nostro comportamento e la nostra mente e di come l'uomo tende a modificare l'ambiente. Rintracciare i meccanismi interni che sottostanno alle nostre scelte comportamentali, il modo in cui percepiamo un ambiente e gli diamo un significato cognitivo e affettivo.
Mappe cognitive
Le mappe cognitive sono la rappresentazione mentale dello spazio indispensabili per l'orientamento, per la valutazione delle distanze e per la pianificazione dei percorsi. Sono caratterizzate da vari livelli di correttezza e di ricchezza di dettagli. Non sono una rappresentazione fedele dello spazio ma rielaborazioni caratterizzate da incompletezze, distorsioni e semplificazioni la cui funzione è quella di dare senso alla complessità delle informazioni ambientali permettendo all'individuo di scegliere il comportamento più adatto all'ambiente circostante.
Le tecniche utilizzate per studiarle sono:
- Tecnica degli schizzi
- Descrizione
Lynch ha rilevato che le mappe cognitive sono formate essenzialmente da 5 elementi:
- Percorsi, spazi comuni di transito
- Bordi, elementi di confine o delimitazione, possono essere anche immateriali
- Distretti, unità spaziali dotate di unitarietà fisica o psicologica (es. strada in cui si è cresciuti)
- Nodi, punti di intersezione di percorsi, confini e distretti
- Punti di riferimento, elementi dell'ambiente fisicamente o psicologicamente più salienti
Le distorsioni sistematiche delle mappe sono diverse:
- Sovrastima delle distanze tra località collegate da percorsi tortuosi rispetto a località collegate da percorsi rettilinei
- Tendenza ad aggiustare gli angoli
- La familiarità con un certo territorio ci porta a sovrastimarlo rispetto ai territori meno familiari
- Località appartenenti alla stessa regione o stato vengono stimate come più vicine rispetto a località di regioni diverse
Le rappresentazioni dello spazio possono essere sequenziali (spazio=serie di elementi che si succedono l'un l'altro) o parallele (spazio=visione dall'alto).
Errori di distorsione delle mappe cognitive
- Semplificazione: rendere le mappe più leggibili
- Familiarità: sovrastimare quelle parti del territorio che conosciamo e con cui abbiamo esperienza; persone con status socioeconomico elevato hanno una rappresentazione dello spazio più dettagliata
- Intromissioni: credere che in un determinato spazio o ambiente ci siano degli elementi che in realtà sono assenti
Tali distorsioni sono spiegabili dalla nostra tendenza a regolarizzare e categorizzare. Regolarizzare, ossia rappresentare gli elementi degli ambienti secondo l'asse verticale e orizzontale di riferimento (se pensiamo alla penisola la vedremo dritta). Categorizzare, conoscenze semantiche e culturali influenzano il giudizio spaziale.
Entrambi i fenomeni si evidenziano quando per esempio si chiede se è più a est Trieste o Napoli, la maggior parte delle persone dice Trieste per la tendenza a categorizzare Trieste all'est e Napoli all'ovest ed inoltre la tendenza a regolarizzare non fa considerare l'Italia storta ma verticale.
Il processo sottostante a questi fenomeni è il processo di schematizzazione, il quale ha la funzione di ridurre il carico cognitivo facilitando così l'elaborazione delle informazioni e permettendo l'integrazione. Questo processo introduce però errori sistematici e distorsioni cognitive.
Tipi di rappresentazione
Le nostre rappresentazioni mentali dell'ambiente si possono differenziare per un'importante caratteristica: il punto di vista dell'osservatore.
- Prospettiva survey (visione dall'alto): centrata sulle relazioni spaziali tra punti di riferimento significativi. Nelle descrizioni verbali che il soggetto fornisce prevalgono le indicazioni di direzione in riferimento ai punti cardinali, le informazioni sono organizzate gerarchicamente e la posizione dell'osservatore rimane fissa (dall'alto).
- Prospettiva route (dall'interno): centrata sull'identificazione dei singoli landmarks ed i percorsi che li connettono. I punti di riferimento per la direzione sono variabili, come lo è la posizione dell'osservatore, l'organizzazione dei landmark non è gerarchica ma segue la sequenza spaziale.
Non c'è una prospettiva migliore dell'altra e non si usa mai una sola di queste prospettive, solitamente si usa una prospettiva mista orientata verso uno dei due poli. La formazione di una mappa cognitiva inizia dalla parte di ambiente accessibile al soggetto per poi arricchirsi di una serie di relazioni tra le parti note ed avere un disegno complessivo in continua correzione.
Conoscenza dei punti di riferimento
La prima rappresentazione spaziale comprende isole, caratterizzate dalla presenza di un landmark (stimolo ambientale percettivamente vistoso a cui fare riferimento), ma senza relazione le une con le altre (fase di conoscenza egocentrica). L'organizzazione dello spazio egocentrica consiste nel ritenere più grandi le parti dello spazio che più conosciamo e di cui abbiamo diretta esperienza.
Conoscenza dei percorsi (route)
Si passa poi ad una conoscenza dei percorsi, tragitti abituali per spostarsi da un landmark all'altro ma, non c'è ancora una conoscenza delle connessioni tra le isole. Manca l'elasticità che permette di riorganizzare le informazioni per trarre interferenze e scorciatoie.
Conoscenza configurazionale (survey)
Con la maturazione dell'individuo e la sua familiarizzazione con l'ambiente la mappa sarà sempre più basata su principi geometrici euclidei, si istituiscono rapporti spaziali tra le isole di conoscenza sulla base di coordinate geografico-ambientale (indipendenti dal soggetto e stabili) e si aggiustano le distanze tra le varie porzioni di spazio conosciuto. In generale quando conosciamo un ambiente nuovo la nostra conoscenza spaziale è molto sequenziale, ricordiamo soprattutto percorsi che ci portano a determinate mete. La progressiva esplorazione porta alla formazione di una mappa a prospettiva dall'alto.
Le rappresentazioni egocentriche che precedono la formazione delle mappe cognitive, permangono in qualche modo anche dopo, facendoci per esempio sottovalutare il tempo di percorrenza di un tragitto. Non viene mai raggiunta una rappresentazione completamente oggettiva dell'ambiente.
Fattori che influenzano la rappresentazione
Vi sono alcuni fattori che portano ad utilizzare un tipo di rappresentazione piuttosto che un'altra:
- Caratteristiche ambientali: per spazi più complessi, con percorsi tortuosi è più difficile raggiungere una rappresentazione survey
- Modalità di apprendimento dell'ambiente: l'apprendimento da una mappa (secondario) o attraverso la navigazione nell'ambiente (primario) porterà a tipi di conoscenza e rappresentazioni differenti.
- Caratteristiche della persona
Alle modalità di rappresentazione corrispondono strategie di orientamento differenti:
- Strategia survey: basata su conoscenze survey per cui si utilizzano riferimenti fissi e globali per muoversi nell'ambiente
- Strategia route: basata su conoscenza dei luoghi e percorsi si focalizza su info relative al percorso
Persone che utilizzano una strategia route fanno fatica a ritrovare la strada in caso di smarrimento e ne consegue un aumento dei livelli di ansia. Invece le persone con strategia survey hanno un tipo di rappresentazione che facilita l'orientamento.
Le donne sono più propense all'uso di una strategia di tipo route e utilizzano strategie di orientamento meno efficienti mentre gli uomini sono più propensi all'uso di strategie di tipo survey, sono più precisi nelle indicazioni di direzione e fanno meno errori nei compiti di wayfinding.
Fin verso i 7 anni per i bambini è difficile utilizzare una mappa come rappresentazione astratta di un ambiente in quanto prevale l'egocentrismo cognitivo il quale rende difficile il concepire il punto di vista spaziale degli altri. In mancanza di questa capacità di astrazione spaziale e ragionamento in tenimi euclidei, i bambini fanno largo uso dei punti di riferimento concreti per orientarsi nello spazio, così come fanno gli adulti quando si trovano in un ambiente sconosciuto.
Leggibilità degli ambienti
La leggibilità di un ambiente è determinata dalla facilità con cui si riesce a formarsi una chiara mappa mentale. Se viceversa risulta molto irregolare allora l'orientamento spaziale tende a risultare difficoltoso. Questa difficoltà deriva dal fatto che la nostra mente tende a regolarizzare, raddrizzare e semplificare l'organizzazione spaziale dell'ambiente.
Di questa tendenza si deve tenere conto se si vogliono costruire mappe che siano ben leggibili e facilmente fruibili e chiare. Un chiaro esempio è quello della mappa della metropolitana, rispettare le esatte distanze e andamento delle linee determinerebbe una mappa illeggibile, tortuosa e confusa. La leggibilità della mappa è dovuta al fatto che:
- Le linee sono solo orizzontali, verticali ed oblique
- La parte centrale è ingrandita rispetto alle parti periferiche
- Le linee sono contraddistinte da colori diversi
- Le stazioni in cui è possibile uno scambio con altre linee sono evidenziate
L'irregolarità degli elementi ambientali si traduce in una maggiore difficoltà di orientamento, ma ciò non significa che renda meno attraente quell'ambiente, anzi è vero il contrario.
Apprendimento spaziale
L’apprendimento spaziale è primario, se si ha un’esplorazione diretta dell’ambiente, secondario, se si tratta di studio di mappe o di resoconti che descrivono lo spazio come racconti da viaggio.
Valutazione delle distanze
Se chiediamo di stimare la distanza tra due città, tipicamente i soggetti impiegano tanto più tempo quanto maggiore è la distanza effettiva. In generale maggiore è la quantità di informazioni che si devono esaminare nel viaggio mentale tra due punti, maggiore tende ad essere la distanza stimata. Un ruolo importante è attribuito ai landmarks, considerati punti del percorso in cui si devono prendere delle decisioni.
Lo stesso principio è alla base del fenomeno per cui il viaggio di andata e di ritorno sembrano avere distanze e tempi di percorrenza diversi. La percezione delle distanze dipende anche dalla suddivisione funzionale del territorio operata mentalmente. I percorsi sono memorizzati come itinerari segmentati con un punto di partenza noto e uno di arrivo che il soggetto deve riconoscere e con alcuni punti rilevanti in cui si devono prendere delle decisioni. Lo sforzo cognitivo per memorizzare un percorso non è correlato tanto alla sua lunghezza ma al numero di segmentazioni.
Piani di viaggio
Le informazioni spaziali vengono legate agli scopi del soggetto e ad alcune caratteristiche dell'ambiente. Se l'ambiente è già conosciuto dalla persona queste informazioni possono essere nella sua memoria, altrimenti possono essere apprese da una cartina geografica. La formazione dei piani di viaggio è fondamentale per la costruzione della mappa cognitiva e per la sua modificazione nel corso dell'esperienza.
Così come nelle mappe cognitive, anche nella pianificazione dei percorsi si verificano delle asimmetrie spaziali in base a:
- Caratteristiche del percorso, che portano a scegliere percorsi diversi per l'andata e il ritorno a causa di sensi unici o per evitare delle salite se si è in bicicletta.
- Scegliere strade dritte per raggiungere una meta anche se allungano il tragitto, minimizzando i cambi di strada (strategia di economia cognitiva).
- Abitudini, l'economia cognitiva interviene anche nella rigidità e fissità della pianificazione dei percorsi, una volta individuato un percorso per raggiungere un obiettivo abitudinario si tende a mantenerlo fisso e non variarlo.
Le asimmetrie spaziali si servono di economie cognitive, ovvero strategie che determinano la rigidità e fissità della pianificazione dei percorsi. Una volta che il percorso è stato delineato mentalmente il raggiungimento della meta può essere facilitato o ostacolato da:
- Differenziazione architettonica, il grado con cui gli elementi dell'ambiente si differenziano è proporzionale alla facilità con cui riesce ad individuare un particolare obiettivo dunque aiutano nell'orientamento e nell'ottimizzazione dei percorsi.
- Grado di accesso visivo, la possibilità di vedere la meta del proprio percorso induce meno errori.
- Complessità della disposizione spaziale, la semplicità della disposizione degli elementi nell'ambiente migliora l'orientamento. Principio in parziale antagonismo con il principio estetico per cui una architettura semplice e geometrica tende ad essere percepita come meno attraente e fredda.
- Grado di familiarità, rende meno facile perdersi
Mappe "tu sei qui"
La leggibilità di tali mappe è notevolmente aumentata se la mappa non è astratta ma rappresenta visivamente i vari elementi in modo che l'osservatore possa associare ciò che vede alla sua rappresentazione nella mappa. Sono di più facile utilizzo quando sono disposte parallelamente al terreno, in quanto ciò che è avanti, dietro, a destra o sinistra nella mappa lo è anche nella realtà. Si preferisce disporle verticalmente dato che così occupano meno spazio e risultano più visibili, anche se ne derivano molti errori.
L'educazione spaziale dei nuovi assunti o nuovi arrivati in un certo ambiente viene spesso sottovalutata, lasciando all'esperienza per prove ed errori. Questo è un errore in quanto il nuovo arrivato utilizzerà in modo meno efficace le sue risorse e sarà riluttante ad effettuare di sua iniziativa tale esplorazione per paura di sembrare invadente o violare territori altrui. Anche in ambito scolastico si è visto che se viene permesso agli allievi di visitare e familiarizzare con tutti gli ambienti della scuola prima dell'inizio dell'anno scolastico, allora aumenta il grado di sicurezza e tranquillità nelle delicate fasi di inizio anno.
Differenze tra maschi e femmine
Le differenze di genere riguardano l'abilità spaziale e l'orientamento spaziale. L'abilità spaziale consiste nella capacità di generare, rappresentare, trasformare e richiamare in memoria informazioni spaziali (es. wayfinding: orientamento, capacità di trovare il percorso giusto per raggiungere la meta). In questo ambito la superiorità dei maschi rispetto alle femmine è stata confermata in numerosi studi, in particolare nei compiti di rotazione mentale.
Per orientamento spaziale si intende la capacità di individuare la propria posizione rispetto ad un punto di riferimento o ad un sistema di coordinate assolute. Anche in questo caso è stata confermata la superiorità dei maschi tuttavia risulta minore rispetto alle abilità spaziali. Compiti di orientamento spaziale sono:
- Navigazione in ambiente poco familiare (nessuna differenza di genere se il percorso viene appreso da una navigazione precedente, maschi avvantaggiati se viene appreso da una mappa)
- Disegno di una mappa (maschi più accurati nel ricordo dei percorsi mentre le femmine sono più accurate nel ricordo dei landmarks)
- Compiti di indicazione di direzione (maschi > femmine)
Wayfinding, ovvero capacità di orientamento, di trovare il percorso giusto per raggiungere una meta, anche in questo caso emergono differenze di genere. I maschi prediligono il tipo di strategia survey quindi più facilmente si creano una rappresentazione dall'alto migliorando il senso dell'orientamento, mentre le donne preferendo una strategia di orientamento route memorizzano più facilmente i singoli landmarks e percorsi ma crea una maggiore ansia spaziale in caso di perdita di orientamento.
Le spiegazioni alle differenze di genere riguardano:
- Teorie biologiche: secondo le teorie biologiche gli ormoni sessuali contribuiscono allo sviluppo cerebrale di alcune funzioni. Kimura e Hampson hanno rilevato che la fluenza verbale, in cui le donne in media superano gli uomini, vi è un aumento nella fase del ciclo in cui vi è una maggiore concentrazione di estrogeni in circolo. Le abilità spaziali migliorano in quella fase del ciclo in cui gli estrogeni sono al minimo. Negli uomini le prestazioni in compiti spaziali fluttuano con le normali variazioni del livello di testosterone che si hanno durante la giornata.
- Fattori ambientali e culturali: il diverso livello di abilità spaziali in maschi e femmine può essere fatto risalire anche alla diversa quantità di tempo che i due sessi dedicano ad attività che la possano incrementare. I maschi fin da piccoli tendono a svolgere giochi all'aperto che implicano esplorazione e ricerca di nuovi percorsi o giochi di abilità sotto forma di videogiochi o costruzioni. Inoltre, i genitori sono in genere molto più permissivi nei confronti dei figli maschi che esprimono il desiderio di allontanarsi per andare ad esplorare e conoscere nuovi ambienti. Questi fattori ambientali vanno ad interagire con quelli biologici creando una spirale virtuosa. Questa differenza si innesta anche sul fatto che nel cervello maschile le funzioni tendono ad essere più lateralizzate rispetto a quello femminile.
- Spiegazione evoluzionistica: anche se non vi sono dimostrazioni è da prendere in considerazione anche una spiegazione di tipo evoluzionistico. L’uomo è stato da sempre più impegnato in attività esplorative come la difesa, la caccia, rispetto alle donne.
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