Freud e Jung
Cap.1 L'inconscio e il trauma
La fonte delle disfunzioni (come per es. sviste, infortuni..) non si mostra direttamente, ma è un ignoto che può divenire così insopportabile da generare follia. In psichiatria il concetto di “endogeno” deriva dall’ipotesi che la psiche possa ammalarsi da se stessa, indipendentemente dal corpo e dall’ambiente. Kraepelin scoprì 2 forme patologiche a etiologia psichica: la psicosi demenziale (o dementia praecox) e la psicosi maniaco-depressiva. Bleuler chiamò la dementia praecox “schizofrenia” (dal greco: skizein=rompere e fren=mente psicosi dissociante). Il suo maestro Forel coniò il termine “psicologia del profondo” per indicare il nuovo indirizzo dinamico nello studio della patologia mentale.
Egli configurò il corso ideativo della fase maniacale (della psicosi maniaco-depressiva) in termini di emozioni che tendono a oltrepassare le difese della coscienza. Nella fase depressiva avviene un improvviso congelamento dell’eccitazione; si ferma il movimento ideativo e si restringe l’interesse verso il mondo esterno. La paranoia era stata studiata da Bleuler in collegamento al fenomeno della proiezione i cui contenuti possono essere tratti di personalità insopportabili, intere parti interiori non riconoscibili, comportamenti, idee vietate e combattute ecc. Bleuler era molto vicino come idee a Jung e Freud e sintetizzò con il termine “complesso” le rappresentazioni a carica affettiva finalizzate al raccordo delle idee nel pensiero.
I complessi affettivi erano rappresentazioni consce o preconsce inerenti l’azione di pensiero. Le associazioni che regolano il pensiero erano pensate come concatenamenti formanti reti con punti nodali per i quali passano varie linee. Freud intende per complesso i gruppi di rappresentazioni concatenate in strutture associative isolate nella mente a livello inconscio. Bleuer aveva teorizzato la funzione ideativa del complesso: per es. nella schizofrenia vengono colpiti i punti nodali della coerenza e vengono deteriorate le relazioni logiche tra pensieri.
Janet (professore di psicologia sperimentale) scoprì l’origine traumatica della nevrosi e la presenza di una personalità sconosciuta che si manifestava durante l’ipnosi. Intendeva l’Io come personalità che può essere soggetta a sdoppiamento. Il pensiero era considerato un linguaggio interiorizzato che assumeva la veste di un’altra personalità che parla dentro di noi come se fosse un dio, una guida interiore o un demone. La scissione dell’attività psichica era basata, secondo Janet, su una strutturale debolezza psichica (insuffisance psychologique). Janet, tuttavia, non era riuscito a dare una definizione epistemologicamente organica di inconscio e di eziologia.
Freud definisce l’inconscio quale nucleo psichico di rappresentazioni patogene (rappresentazioni rimosse): cioè eccitamenti psichici collegati ad accadimenti traumatici cui è stata negata la normale via di scarica. Freud distingueva tra ricordo e trauma: il ricordo è la traccia mnesica di un accadimento; il trauma consiste nell’investimento di detta traccia che trasforma la traccia in accadimento eziologico. La pulsione trasforma il ricordo in trauma.
L’isteria è stata la patologia più studiata nella storia. Il termine isteria deriva del greco “usteron” = utero. L’utero veniva considerato un organo mobile e il suo movimento generava i sintomi della patologia. Già lo psichiatra della casa Flavia, Areteo di Cappadocia consigliava la suggestione come terapia principale dell’isteria. Areteo apparteneva alla scuola umorale. Nel II sec d.C si sviluppa il pensiero medico-naturalistico di tipo funzionalista promosso da Galeno che aveva localizzato l’accadimento eziologico nello spazio del corpo: cioè la disposizione spaziale del sistema organico nel senso che il funzionamento degli organi è relativo a tale assetto; per Galeno i sintomi corrispondevano a disfunzioni di organi.
L’attenzione per l’isteria dal punto di vista psichiatrico-biologico passa dal mondo greco-romano al XIX con Charcot, Janet, Breuer e Freud. La sindrome isterica acquista, con lo sviluppo di nuovi studi, una più precisa fisionomia che ne sancisce l’appartenenza alla psichiatria. In “Studi sull’isteria” Freud e Breuer affermarono che l’isterico soffrirebbe di un ricordo trasformato in trauma (il vissuto soggettivo viene trasformato in ricordo traumatico e il sintomo non è più storicizzabile poiché la storia è sprofondata nell’inconscio).
La psicoanalisi ebbe inizio dallo studio clinico del caso di isteria di Anna O. curato da Breuer. Sottoposta ad ipnosi la ragazza liberava le sue esperienza e le sue fantasie ed un giorno Anna rievocò una situazione connessa all’insorgenza dei suoi sintomi e ciò fece sparire il sintomo. Da questa esperienza clinica Breuer inaugurò il suo metodo catartico. Freud descrisse i sintomi di Anna O.: paralisi nell’estremità del lato destro con relativa insensibilità e coinvolgimento ogni tanto del lato sinistro, compromissione funzionale visiva, tosse nervosa e ripugnanza per il cibo, alterazioni nel portamento del capo, alterazioni dello stato di coscienza e dissociazione della personalità.
Breuer fu chiamato in casa Pappenheim nel 1880 per visitare Bertha (Anna O.), ragazza discendente da una famiglia ebraica, colta, raffinata, sportiva. La ragazza si dedicò ad assistere il padre colpito da un’affezione polmonare e dopo la sua morte diresse un orfanotrofio ebraico, fondò la lega delle donne ebree, un istituto pedagogico e scrisse racconti ed opere teatrali. Tuttavia presentò una grave dissociazione di personalità e, in seguito alla morte del padre, i sintomi ebbero un peggioramento.
I sintomi più evidenti erano l’impossibilità di consumare bevande, per cui Bertha era tormentata dalla sete e la perdita dell’eloquio tanto che non riusciva più a parlare la sua lingua e si esprimeva in inglese. Breuer sottoponendo la ragazza all’ipnosi fece emergere il ricordo di un cane che beveva dal suo bicchiere e da questo era insorto il sintomo; fece emergere un evento allucinatorio accaduto mentre era al capezzale del padre: la visione di un serpente nero che l’aveva spinta a dire una preghiera in inglese. Grazie all’emersione del ricordo, la paziente recuperò il tedesco e si liberò della paralisi al braccio sinistro.
Grazie a Breuer e Freud il metodo catartico si differenzierà dalla tecnica ipnotica finalizzata solo all’annullamento del sintomo, in quanto riuscirà nell’intento di riattivare quella storia che aveva subito una trasformazione in accadimento eziologico. Bertha rimase in cura presso una clinica e proseguirono le sue crisi, in particolare un giorno la madre fu costretta a chiamare Breuer in quanto Bertha stava subendo una gravidanza ed un parto isterico il cui figlio sarebbe stato di Breuer. Freud affermerà che il caso di Anna O. fu un fallimento terapeutico.
Janet aveva anch’egli elaborato il trattamento catartico nell’ambito della metodologia ipnotica: l’ipnosi era utilizzata per richiamare alla mente l’evento traumatico al fine di cancellare il sintomo. Dunque la prima fase del pensiero freudiano è strettamente connessa con l’impostazione scientifica di Breuer. A proposito della catarsi Freud spiegava come il sintomo isterico aveva origine nel momento in cui l’energia di un processo psichico veniva indirizzata verso l’innervazione somatica: meccanismo della conversione. La terapia consisteva nella liberazione dell’affetto deviato mediante scarica: processo della abreazione.
Il ricordo investito da un’energia proveniente dal corpo (pulsione) diveniva trauma che sprofondava nell’inconscio. Le pazienti isteriche di Freud riportavano storie di violenze ricevute o molestie da parte di adulti. Da qui Freud spiegò l’origine dell’isteria come risultato di un trauma sessuale infantile rimosso. La rimozione portava con sé sia il ricordo del fatto che la carica affettiva connessa. Queste riuscivano ad emergere indirettamente grazie al simbolismo presente sia nei sintomi che nei sogni.
Il concetto di inconscio è collegato con quello di conflitto. Per Freud nell’inconscio vi sono contenuti penosi che l’io non può inglobare a livello del sistema percezione-coscienza. Vi sono le rappresentazioni rimosse incompatibili per l’io e queste componenti determinano il sintomo. In “studi sull’isteria” Freud parla del caso di Miss Lucy R. La paziente presentava come sintomi isterici, aveva una perdita della percezione olfattiva ed era perseguitata da due impressioni olfattive soggettive. L’odore che più la perseguitava era quello di bruciato.
La paziente ricordò l’accadimento collegato con questa sensazione: le bambine delle quali era istitutrice le impedirono di leggere una lettera della madre e, mentre ciò accadeva, il dolce che le bambine stavano cucinando si bruciò. La paziente affermava che voleva andare a trovare la madre, ma le dispiaceva lasciare le bambine. Aveva promesso alla madre morente delle bambine che si sarebbe presa cura di loro. Il conflitto degli affetti tra il rimanere e l’andarsene aveva reso traumatico l’accadimento il cui simbolo era divenuto la sensazione olfattiva.
Successivamente emerse che la paziente era innamorata del padre delle bambine ed emerse l’odore di fumo di sigaro che quindi era stato precedentemente coperto dall’odore di bruciato. L’analisi del simbolo portò alla luce un fatto nel quale il padrone di casa si era comportato in maniera violenta nei confronti della governante e ciò rappresentò una disconferma dei sentimenti affettivi dell’amato ed era questa contraddizione di fondo che venne a configurarsi quale rappresentazione del rimuovere nell’inconscio.
Cap.2 La scoperta del tema
Il caso di Dora rappresenta un momento fondamentale nella storia della psicoanalisi: abbandono definitivo del metodo ipnotico e catartico, scoperta del collegamento tra sintomi e sogni, ipotesi di una realtà psichica interna e applicazione del metodo associativo. La tecnica della libera associazione permette di superare le barriere censorie poste da conscio e preconscio e di lavorare quindi intorno alle difese inconsce.
Nel caso di Dora un ruolo fondamentale è giocato dal transfert e dalla sua interpretazione. Le traslazioni sono copie degli impulsi e delle fantasie in cui però una persona della storia precedente viene sostituita dalla persona del medico. La famiglia di Dora era composta dai genitori e da un fratello maggiore; il padre era una persona autoritaria e di salute malferma, la madre era passiva. Questa famiglia frequentava un piccolo commerciante, indicato con lo pseudonimo di K., sua moglie ed i loro due bambini. Dora aveva scoperto che il padre era l’amante della signora K e che la ragazza era corteggiata dal signor K che la baciò quando aveva 14 anni.
Quando Freud incontrò Dora questa soffriva di attacchi di tosse che duravano circa un mese con sintomi di afonia. A 16 anni Dora andò in villeggiatura al lago a casa della famiglia K dove subì altre avances, ma nel momento in cui le raccontava non veniva creduta. Un sogno ricorrente della ragazza, raccontato a Freud, era quello di un incendio in una casa, il padre svegliava Dora per scappare, mentre la mamma voleva salvare lo scrigno dei gioielli. Infatti dopo la gita sul lago, K entrò nella camera da letto di Dora e lo stesso K le aveva regalato uno scrigno di gioielli.
Il tema appare la trama narrativa in rapporto a sintomi ed emozioni che ruotano intorno alla storia amorosa del padre con la signora K. e alla storia di seduzione di K. verso Dora. Il fuoco racchiude in sé la rappresentazione opposta dell’acqua (la vagina non deve essere bagnata) e allo stesso tempo l’incendio può significare la violenza di un’emozione improvvisa ed imprevista. [l’acquisizione del fuoco mito di prometeo: il fuoco è il potere che è stato donato all’uomo dagli dèi in modo che potessero dominare sugli altri animali].
Il contenuto latente del sogno viene ricondotto da Freud ad una fantasia inconscia incestuosa di tipo edipico (Freud identifica K come rimando al padre di Dora). La fantasia di seduzione da parte del padre rientra nella Wunschphantasie, nei termini di fantasma edipico, l’unico in grado di attivare la visibilità del tema altrimenti assorbito dal ritorno del rimosso nel sintomo. Il fantasma è una realtà psichica o mondo interno capace di dare significato agli eventi in termini storici.
Il fantasma edipico di Dora avrebbe dato cioè significato alla situazione storica relativa a K, al padre ed infine allo stesso Freud in termini di rapporto con la figura paterna. Freud ipotizza una traslazione: Dora desiderava inconsciamente di essere baciata dal suo psicoterapeuta. La traslazione precede il lavoro analitico che svolge il compito di elaborarla a livello cosciente, ma la traslazione può cogliere di sorpresa lo psicoterapeuta, come accadde a Freud così che la paziente abbandonerà la terapia così come era riuscita a sfuggire dalla seduzione di K o, meglio, si vendicherà su Freud dell’inganno di K (viene introdotto in psicanalisi il termine agieren = mettere in atto).
Silvia Vegetti Finzi evidenzia il romanzo familiare di Dora quale scenario di un classico dramma borghese dove il padre è forte, autoritario e decisionale, mentre la madre è legata al fine riproduttivo. L’unica possibilità di essere qualcosa è quella di divenire amante. Così la signora K si contrappone alla madre di Dora e la ragazza non potrà che amarla così come ama il signor K. Lo scrigno dei gioielli non rappresenta solo la sessualità femminile, ma anche la condizione esistenziale della donna.
La teoria psicanalitica della nevrosi è stata elaborata in 4 ipotesi fondamentali:
- Della sessualità infantile e dell’importanza eziologica delle più lontane esperienze.
- Della natura sessuale del ricordo.
- Della rimozione del ricordo nell’inconscio sotto forma di trauma.
- Del significato simbolico del sintomo nevrotico.
Il termine psiconevrosi venne definito nel 1825 da Freud usandolo al posto di quello di neuropsicosi. Quando Freud capì che la difesa giocava un ruolo definitivo in ogni nevrosi al posto del termine neuropsicosi da difesa, sostituì quello di psiconevrosi.
La scoperta rivoluzionaria della psicoanalisi freudiana è che i sintomi possiedono un significato simbolico in rapporto a contenuti inconsci (la semeiotica è la scienza che studia i segni o sintomi. Per sintomo si intende un segno attraverso il quale il fatto patologico si manifesta all’osservazione. Il sintomo psichico può essere definito come un conflitto inconscio a livello manifesto).
La differenza della scuola psicoanalitica rispetto alle altre impostazioni psicodinamiche consiste in questo: l’oggettivazione nosologica psicoanalitica, a partire dal sintomo, si basa sul sapere per paziente in quanto unico depositario del ricordo. Freud paragona la psicanalisi all’archeologia: 1907 “deliri e sogni nella grativa (?) di Jensen”: parla di un archeologo che va a Pompei e si innamora di un fantasma di donna morta a Pompei. Nel finale si accorge che era tutta una sua fantasia, si accorge che era una ragazza di cui si era innamorato da giovane.
La psicoanalisi è come l’archeologia che dalle tracce riscopre il passato. Ma l’inconscio rimosso non tornerà mai del tutto a galla. Il sintomo è la conseguenza di una rimozione; è la sostituzione di un qualcosa che è stato dimenticato o, meglio, occultato. Il simbolo mnestico è un messaggio dell’inconscio e con Ernest Jones acquisterà la dignità di simbolo analitico il quale è espressione del rimosso per cui viene ad essere simboleggiato solo ciò che è rimosso.
Nell’antichità il primo studioso del simbolo fu Agostino il quale chiamò segno ciò che fa venire in mente qualche cosa d’altro. Il simbolo ha un significato manifesto ed un significato latente. Nella psicoanalisi all’opposto, i simboli analitici emergono dal nulla dell’inconscio e in questo vi sono le tracce mnesiche dell’accadimento.
Distinzione tra memoria e traccia mnesica: la memoria può essere considerata l’archivio psichico aperto a un numero incredibile di eventi suscettibili di selezione. Per Freud la traccia mnesica contiene tutte le qualità che le percezioni acquisirono grazie alla loro elaborazione nel sistema inconscio. La coscienza è una funzione del sistema percettivo la cui struttura dipende dal nutrimento degli stimoli provenienti dal mondo esterno.
Freud affronta il sistema Percezione-Coscienza (P.C.) soprattutto ne “L’interpretazione dei sogni” dove distingue tra P e C. Nel sogno avviene una traduzione espressiva del materiale inconscio rimosso a livello di percezione; durante il processo onirico si produce una soddisfazione allucinatoria delle spinte inconsce grazie a questa traduzione delle immagini mnesiche in immagini percettive. La psicoanalisi studia le manifestazioni indirette dell’inconscio. Freud fa una distinzione in riferimento alla natura del complesso nelle diverse affezioni: la scissione mentale nel processo isterico riguarderebbe le rappresentazioni inconsce dei oggetti mnestici mentre la dissociazione mentale a livello parafrenetico (psicosi) sarebbe connessa con l’Io e le sue funzioni.
Per Freud, nell’inconscio, i punti nodali sarebbero la fonte di riproduzione delle rappresentazioni rimosse poiché luogo della convergenza delle catene associative isolate: il nucleo patogeno è un centro di gravità per i ricordi traumatici. Tuttavia si verifica una sovradeterminazione del sintomo, che ha quindi...
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