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Capitolo 1: L'inconscio e il trauma

In psichiatria, il concetto di "endogeno" deriva dall'ipotesi che la psiche possa ammalarsi a partire da se stessa, cioè indipendentemente sia dal corpo che dalle esperienze mentali. Fu Kraepelin a scoprire due forme patologiche: la prima chiamata psicosi demenziale e poi dementia praecox (per l'esordio giovanile), conduceva allo stato demenziale, mentre la seconda era suscettibile di guarigione, la psicosi maniaco-depressiva. Distinse queste due forme psicopatologiche dalla paranoia, sviluppando quindi la nozione di paranoia primitiva indotta da Snell.

Eugen Bleuler elaborò la concezione della psicosi endogena dalla distinzione di Kraepelin fra dementia praecox e psicosi maniaco-depressiva. Bleuler preferì chiamare la dementia praecox schizofrenia. Si tratta del fenomeno eclatante di una massiva scissione delle funzioni psichiche. Bleuler coniò il termine psicologia del profondo per denotare il nuovo indirizzo dinamico nello studio della patologia mentale. Per quanto concerne la psicosi maniaco-depressiva, configurò il corso ideativo della fase maniacale in termini di emozioni che tendono a oltrepassare le difese della coscienza, in quanto eccitazioni incontrollabili del pensiero.

Nella fase depressiva avviene un improvviso congelamento dell'eccitazione; si ferma il movimento ideativo e si restringe l'interesse verso il mondo esterno. La paranoia era stata inizialmente studiata da Bleuler in collegamento al fenomeno della proiezione. Quest'ultimo riguardava invero altre affezioni quali l'isteria e le formazioni fobiche, dove il segnale di paura interna viene ad essere posto in una percezione esterna. Si proiettano tratti di personalità insopportabili oppure intere parti interiori non riconoscibili. Si proiettano anche comportamenti, idee, tendenze vietate e combattute, conflitti e immagini, in particolar modo relativi a rapporti amorosi.

Bleuler riconobbe più volte l'influenza su di lui esercitata dalle scoperte di Freud e dalle ricerche di Jung. Egli aveva come punto di riferimento la Spaltung: disturbo associativo primario del pensiero. Lo scienziato era molto vicino alle linee di ricerca sia freudiane che junghiane e sintetizzò con il termine complesso le rappresentazioni a carica affettiva finalizzate al raccordo con le idee nel pensiero. I complessi affettivi erano dunque rappresentazioni consce o preconsce inerenti l'azione di pensiero. Freud invece aveva parlato di complesso in riferimento a quei gruppi di rappresentazioni concatenate in strutture associative isolate nella mente e livello inconscio.

L'analisi freudiana era intenta a evitare un uso indiscriminato del termine complesso che avrebbe condotto a una teoria dei tipo complessuali. Bleuler aveva invece teorizzato la funzione ideativa del complesso; nella schizofrenia, ad esempio, la spaltung colpisce la coerenza dei punti nodali nel senso di deteriorare le relazioni logiche tra pensieri. In un certo senso, Bleuler era rimasto fedele all'impostazione di Janet secondo la quale la Spaltung era successiva ad un deficit primario consistente in un disgregamento del processo mentale.

Pierre Janet aveva scoperto l'origine traumatica della nevrosi e insieme la presenza di una personalità sconosciuta nella mente che può manifestarsi durante il trattamento ipnotico. L'Io era inteso, secondo questo studioso, come personalità che può essere soggetta a sdoppiamento. Per Hamet, il pensiero era un linguaggio interiorizzato che assumeva quindi la veste di un'altra personalità che parla dentro di noi, acquistando l'attributo o di un dio, guida interiore oppure di un demone. La scissione dell'attività psichica era basata, secondo Janet, su una strutturale debolezza psichica. Nel 1909 analizza nel libro "les nevroses" questa incapacità della mente a causa del deficit delle funzioni psichiche a mantenere integre le relative rappresentazioni.

Nell'isteria vi sarebbe una riduzione del campo della coscienza nel tradurre in atto un'idea. I sintomi erano una derivazione di idee fisse subconsce connesse a traumi precoci. L'azione terapeutica consisteva nella rottura dell'amnesia e quindi nel ritorno alla memoria dell'accadimento eziologico. Freud aveva sviluppato delle ricerche connesse alle riflessioni di Janet inerenti il concetto di idea subconscia e il problema della personalità inconscia. Ma l'opera di Freud rivoluziona ogni impostazione inerente il problema eziologico.

La prima analisi freudiana della malattia mentale coincide con la definizione di inconscio quale nucleo psichico di rappresentazioni patogene (rappresentazioni rimosse): trattasi di eccitamenti psichici collegati ad accadimenti traumatici cui è stata negata la normale via di scarica. Egli distingueva tra ricordo e trauma: il ricordo è la traccia mnestica di un accadimento; il trauma consiste dell'investimento di detta traccia (organizzazione retrograda della traccia) che trasforma la traccia in accadimento eziologico.

L'isteria è stata la patologia più studiata nella storia, il termine deriva dal greco "usteron" ovvero utero. Ezio d'Amidia si era occupato della psicosi isterica definendola furor uteri. L'utero veniva considerato un organo mobile, la sua mobilità a livello degli apparati interni era ritenuta la causa dell'imponente sintomatologia. Areteo di Cappadocia aveva identificato la sindrome istero-epolettoide distinguendo quindi l'isteria dall'apoplessia; consigliava la suggestione come terapia principale dell'isteria. Areteo apparteneva alla cosiddetta scuola umorale, riconducibile ai primi modelli biologici della clinica greco-romana.

In tale ambito si sviluppò la semeiotica il cui sintomo era visualizzato quale accadimento che aveva un riscontro manifesto nel paziente ed era in qualche modo a lui riconducibile. Per lo psichiatra degli imperatori di casa Flavia, le fondazioni biologiche della malattia mentale riguardavano i modelli umorali. Nel 2o secolo d.C., si sviluppa il pensiero medico-naturalistico di tipo funzionalista proposto da Galeno, il quale aveva localizzato con accuratezza l'accadimento eziologico nello spazio del corpo. Per Galeno, i sintomi corrispondevano a disfunzioni degli organi.

L'attenzione per l'isteria rimbalza dal mondo greco-romano nel XIX secolo. Nel XVIII secolo, l'attenzione della Scuola Francese si era rivolta a quelle patologie che vanno sotto il nome di psicosi affettive più che alle strutture isteriche. Con lo sviluppo di nuovi studi, la sindrome isterica acquista una più precisa fisionomia; vengono stabiliti i parametri che permettono di differenziarla dalle sindromi neurologiche affini; spetta a Freud una vera e propria rivoluzione, ponendo le basi per una comprensione dinamica del sintomo isterico.

In "studi sull'isteria", Freud e Breuer affermavano nella comunicazione preliminare che l'isterico soffrirebbe per lo più di reminiscenze, cioè del ricordo di un accadimento trasformato in trauma o accadimento eziologico attivo nella dimensione inconscia della mente. Il sintomo può essere inteso come simbolo mnestico del trauma inconscio: vissuto soggettivo di un accadimento oggettivo trasformato in ricordo traumatico. Quindi, una dimensione temporale (storia-ricordo) assume la veste di dimensione spaziale (corpo-pulsione) e viene a caratterizzarsi come trauma: accadimento eziologico che non appartiene più alla coscienza bensì all'inconscio.

La psicoanalisi prese l'avvio dallo studio clinico di un caso d'isteria osservato e curato da Breuer a Vienna negli anni 1880-82: il caso di Anna O. Josef Breuer aveva investito tutta la sua imponente preparazione scientifica nel lavoro psicoterapeutico, rinunciando ad una brillante carriera accademica, introdusse insieme a Freud il metodo psicoterapeutico catartico che, grazie all'ipnosi, induceva l'abreazione o scarica emotiva di un accadimento traumatico. Anna O. era un paziente di Breuer il quale si recava da lei ogni sera e la fanciulla, sottoposta a leggera ipnosi, liberava le sue esperienze e le sue fantasie.

Un giorno Anna narra una situazione strettamente connessa con l'insorgenza dei suoi sintomi e, alla fine di questa rievocazione carica di emozioni, accadde che il sintomo scomparve. Breuer inaugurò il suo metodo catartico da applicare ai singoli sintomi enucleando i complessi dalla patologia. Breuer suggerì a Freud il modo di trattare le storie sintomatologiche in termini di eziologia poiché ogni sintomo aveva la sua storia che avrebbe inevitabilmente condotto al luogo oscuro dell'evento traumatico.

Nel saggio "5 conferenze sulla psicoanalisi", Freud descrive i sintomi di Anna O.: paralisi da contrattura nelle estremità del lato destro con relativa insensibilità e coinvolgimento, ogni tanto, del lato sinistro, compromissione funzionale visiva, tosse nervosa e ripugnanza per il cibo, alterazioni nel portamento del capo, alterazioni dello stato di coscienza e dissociazioni della personalità.

Breuer fu chiamato nel 1880 per visitare Bertha che dal mese di luglio si era dedicata anima e corpo ad assistere il padre colpito da un'affezione polmonare. Dal dicembre 1880 fino ad aprile dell'anno seguente, la ragazza presentò una grave dissociazione di personalità. Accanto ad atteggiamenti limpidi e coerenti apparivano comportamenti estranei accompagnati da agitazione e volgarità. Il padre morì e i sintomi peggiorarono. La disorganizzazione del linguaggio si acutizzò e la paziente riusciva ad esprimersi solo in inglese. Dovette essere ricoverata in una casa di cura nella quale poteva essere visitata da Breuer ogni 4 giorni.

Dopo il decesso del padre, era insorta un'impossibilità nel consumare bevande per cui era continuamente tormentata dalla sete. La madre della paziente teneva accuratamente un diario dove trascriveva gli eventi allucinatori della figlia. Breuer, esaminando quel diario, aveva potuto scoprire che l'evento allucinato era in effetti accaduto in un periodo precedente. Sottoposta a ipnosi, ella riuscì a far emergere il ricordo di un cane che beveva dal suo bicchiere e quindi era insorto il sintomo.

Per quanto concerne l'impossibilità di parlare nella propria lingua, Bertha riuscì a far emergere un evento allucinatorio occorso mentre era al capezzale del padre: la visione di un serpente nero che l'aveva spinta a dire una preghiera in inglese. In seguito, la paziente recuperò il tedesco e si liberò della paralisi che aveva bloccato il braccio sinistro. Il metodo catartico si differenzierà dalla normale tecnica ipnotica, in quanto riuscirà nell'intento di riattivare quella storia che aveva subito una trasformazione in accadimento eziologico. L'intervento psicologico è un viaggio a ritroso che deve permettere il superamento della deformazione storica prodotta dal sintomo che aveva preso il posto della memoria.

La cura nei confronti di Bertha divenne più intensa dal dicembre 1881 al giugno 1882 e fu possibile osservare lo sdoppiamento di personalità. Ellenberger mise in luce come nel periodo che va dal 12 luglio 1882 al 29 ottobre dello stesso anno, Bertha rimase in cura presso la clinica Bellevue dove fu rinvenuta una sua dettagliata storia clinica ad opera di Breuer. Di nuovo si era manifestato il disorientamento linguistico. Nell'estate del 1882, Bertha ebbe una grande crisi e la madre fu costretta a chiamare Breuer. Quando arrivò, vide il corpo della paziente teso ad arco come se stesse per partorire e sussurrava che stesse nascendo il bambino del dottor Breuer.

Freud in seguito riferirà che il caso di Anna fu un vero fallimento. Ellenberger ci ha fornito una biografia di Bertha dalla quale emerge una personalità del tutto diversa da quella proposta da Breuer. Anna O. sembra riecheggiare la tematica romantica del doppio, inerente i problemi dell'identità, dei confini psichici, del corpo e dell'immaginario. Janet aveva elaborato anche lui il trattamento catartico nell'ambito della metodologia ipnotica: l'ipnosi era utilizzata per richiamare alla mente l'evento traumatico al fine di cancellare il sintomo.

Freud negli anni successivi elaborò una suggestione ipnotica caratterizzata dal fatto che i pazienti dovevano chiudere gli occhi e cercare di concentrarsi; il medico poneva la mano sulla loro fronte e suggeriva il modo di far riemergere il ricordo traumatico. Durante questo procedimento avveniva che la sintomatologia si acuisse quanto più ci si avvicinava all'evento eziologico.

La prima fase del pensiero freudiano è connessa con l'impostazione scientifica di Breuer. A proposito della teoria della catarsi, Freud supponeva che il sintomo isterico emergesse quando l'energia di un processo psichico veniva ad essere indirizzata verso l'innervazione somatica: meccanismo della conversione. La terapia consisteva nella liberazione dell'affetto deviato mediante scarica: processo dell'abreazione. Il sintomo isterico venne quindi considerato come una conversione di affetto ingorgato o metamorfosi energetica. Il ricordo investito da un'energia proveniente dal corpo diveniva trauma. Quest'ultimo sprofondava nell'inconscio dove il ricordo perdeva la storia e l'energia era affetto ingorgato (angoscia) che nell'isteria di conversione assumeva dimensione simbolica corporea.

I ricordi riguardavano accadimenti di natura sessuale, quindi Freud formulò l'origine dell'isteria dal trauma sessuale infantile rimosso. La rimozione si portava appresso sia il ricordo del fatto avvenuto che la carica affettiva connessa al medesimo; ricordo e carica andavano a finire nell'inconscio dove rimanevano imprigionati. Trattandosi però di componenti attive, richiedenti uno sbocco a livello di articolazione sessuale, esse riuscivano ad emergere grazie al simbolismo presente sia nei sintomi che nei sogni.

Il sintomo, secondo Freud, era proprio un incontro tra una carica istintuale che voleva emergere e le difese approntate per impedire tale emersione. In "studi sull'isteria", scritto insieme a Breuer, Freud designa per rappresentazioni inconsce quei complessi di rappresentazione che non entrano nella coscienza a causa di una scissione dell'attività psichica. Questa scissione veniva da Freud collegata allo sdoppiamento dell'attività psichica scoperta da Breuer; il quale ipotizzava, nello stato ipnoide, uno sdoppiamento, per cui i gruppi di rappresentazioni acquistavano autonomia rispetto ai processi psichici d'integrazione.

Freud precisò che dei contenuti mentali venivano rimossi in quanto costituivano delle rappresentazioni penose che l'Io non poteva inglobare a livello del sistema percezione-coscienza. Per Freud, l'inconscio è costituito da rappresentazioni rimosse, incompatibili per l'Io. L'energia collegata a gruppi di rappresentazioni non riesce a raggiungere il livello mentale conscio, rimanendo continuamente attiva nel determinare una produzione sintomatica. Quindi, il sintomo fisico isterico non è altro che la reminiscenza corporea che ha preso il posto di una reminiscenza psichica incompatibile.

Nel caso di Lucy R., Freud affermava che aveva perduto completamente la percezione olfattiva ed era perseguitata quasi ininterrottamente da una o due impressioni olfattive soggettive. L'odore che la perseguitava di più era quello di bruciato, come di un dolce bruciato; sotto suggestione ipnotica, la paziente ricordò che qualche mese prima le bambine delle quali era istitutrice le impedirono di leggere una lettera della madre, scritta in occasione del suo compleanno; mentre ciò accadeva, il dolce che le bambine stavano cucinando si bruciò.

Lucy voleva andare a trovare la madre ma le dispiaceva lasciare le bambine; aveva infatti promesso alla madre morente delle bambine che si sarebbe presa cura di loro. Il conflitto degli affetti tra il rimanere e l'andarsene aveva reso traumatico l'accadimento. La paziente era inoltre innamorata del padre delle bambine e, in seguito, all'odore di bruciato, emerse l'odore di sigaro. Il padrone di casa infatti si era comportato in modo violento rivolgendo dei rimproveri alla governante. Questo era per l'istitutrice una sconferma dei sentimenti affettivi dell'amato, ed era questa contraddizione di fondo che venne a configurarsi quale rappresentazione da rimuovere nell'inconscio.

Capitolo 2: La scoperta del tema

Nel dicembre 1900 si interruppe il trattamento analitico di Dora, ragazza 18enne. Freud quindi dovette scrivere il resoconto clinico del caso, questo fu un momento molto importante della storia della psicoanalisi: abbandono definitivo del metodo ipnotico e catartico, scoperta del collegamento tra sintomi e sogni, ipotesi di una realtà psichica interna e applicazione del metodo associativo. La tecnica della libera associazione permette di superare le barriere censorie poste da conscio e preconscio e di lavorare quindi intorno alle difese inconsce.

Ruolo fondamentale è giocato dal transfert e dalla sua interpretazione. Secondo Freud, le traslazioni sono riedizioni, copie degli impulsi e delle fantasie che devono essere i svegliati e resi coscienti durante il progresso dell'analisi, in cui però a una persona della storia precedente viene sostituita la persona del medico.

La famiglia di Dora frequentava un piccolo commerciante (K.), sua moglie e i loro due bambini. Dora aveva scoperto che il padre era l'amante della signora K. La ragazza inoltre era corteggiata dal signor K. che la baciò improvvisamente quando aveva 14 anni. Freud vide per la prima volta la ragazza all'età di 16 anni; soffriva di una forma di tosse con raucedine. Quando aveva 6 anni era stata interessata a fenomeni di masturbazione-enuresi e dall'età di 8 anni si erano sviluppati dei sintomi nevrotici come la dispnea cronica. A 12 anni soffriva di emicranie e tosse nervosa; la prima si risolse 4 anni dopo, mentre rimase la tussis nervosa che aveva preso avvio da un normale catarro.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tobi93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Menarini Raffaele.
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