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Capitolo 1: Miti di origine e progetto generativo

Mito australiano sulle origini

Narra un mito australiano: in origine gli antenati degli uomini vivevano nel tempo del sogno; erano esseri immortali in quanto mai stati partoriti: bambini non nati e quindi non sottoposti alle separazioni dolorose della crescita. Questi eterni del sogno erano bambini-spirito contenuti nella borsa del sogno o grembo materno originario. In quella anteriorità onirica le immagini del sogno divennero le icone della creazione e in questa era del sogno gli antenati vagavano sulla stessa terra che si stava formando in base ad esse.

L’espressione Aranda che designa questi antenati è altjiranga Mitjina; altjira vuol dire sogno e quindi può essere tradotto come “proveniente dal sogno”. La creazione proveniva allora dal sogno la cui trama formava l'ambiente terrestre.

L'era del sogno è fatta di passato, presente e futuro da dove gli eterni del sogno possono emergere improvvisamente. Lo spazio di questa emersione è un cerchio concentrico raffigurato sulla superficie del ciuringa, oggetto sacro costituito da un'asse di legno forata onde poter inserire una corda e renderla così disponibile ad essere ruotata. Questo è il simbolo sacro che i giovani australiani ricevono durante la separazione iniziatica.

Presso gli Aranda, il ciuringa è considerato il secondo corpo dell'uomo, quello che lo unisce direttamente ai suoi antenati. Gli eterni del sogno e gli uomini hanno quindi un corpo comune proveniente dal grembo materno del sogno dove una magica infanzia non ha mai termine.

Il mito è una forma di pensiero collettivo che dona senso ed introduce la simbolizzazione: esprime il mistero delle origini, il mistero delle relazioni sociali, il mistero del sacro. Il mito è un'autoriflessione della mente intorno alle proprie strutture, è un'autorispecchiamento della dimensione psichica della cultura. La funzione del mito è far trasparire il mondo interiore in termini di evento culturale.

I miti australiani sono pensieri gruppali intorno all'origine dell'uomo e della cultura, dove l'uomo si individua come effetto di un processo di successive separazioni da un corpo originariamente indistinto e così si genera la cultura come insieme di valori e conoscenze, di abilità e competenze, di tecniche, di rapporti sociali, diritti, di simboli sacri.

L'uomo nasce incompleto, poiché nella sua mente continua a persistere l'unità abituale madre-bambino grazie alla cultura che, pur provvedendo ai processi di separazione di sviluppo sociale, emerge anch'essa dalla borsa del sogno, ed è nell'inconscio collettivo un sostituto materno che permette all'uomo di essere sempre unito con i bambini-spirito nel tempo dell'infanzia senza fine.

Il mito allude alla nascita delle strutture mentali collettive fondanti la cultura e nello stesso tempo fondanti il pensiero autoriflessivo, che permettono dunque, all'umanità di pensare se medesima. La noopoiesi, creazione di senso, è la prerogativa essenziale del pensiero e del mito ed è identificata nello spirito totemico, il quale allude ad una precondizione mentale che produce l'evento cultura a partire dall'indifferenziato. Lo spirito totemico allude all'aprirsi di un nodo di condensazione culturale.

Le strutture mentali sono alla base dei modelli di comportamento ed è il pensiero la variabile indipendente per poter analizzare la logica comportamentale. Lo spirito totemico noopoietico che opera nel campo delle origini implica il problema del non-conosciuto, l'aspetto inconscio della mente.

La psicanalisi è la scienza dell'inconscio che riconduce tutte le attività psichiche parziali alla funzione totalizzante del pensiero, deputata a trasformare le spinte endogene di natura somatica in oggetti mentali e creare infinite relazioni tra le categorie enciclopediche del sapere. Nel mito è esclusa l'azione di fattori extramentali, ad esempio genetici, sull'operare mentale. Il pensiero inconscio è qui profondamente autonomo nel senso di rimandare sempre a se stesso, attraverso un processo autoriflessivo.

La prima analisi freudiana del problema inconscio è stata quella di definire l'inconscio come nucleo psichico di rappresentazioni patogene: si tratta di eccitamenti psichici collegati ad eventi traumatici cui è negata la normale via di scarica. Freud distingue tra ricordo e trauma: il ricordo è la traccia mnestica di un evento; il trauma consiste invece nell’investimento di detta traccia.

Mito e sintomo

Il sintomo può essere inteso come simbolo mnestico di un trauma inconscio: vissuto soggettivo di un accadimento oggettivo trasformato in ricordo traumatico. La formulazione freudiana di accadimento traumatico infantile, (di natura sessuale) psichicizzato come evento storico rimosso: ricordo e carica affettiva connessa al ricordo sprofondavano, infatti, tramite la rimozione, nell'inconscio.

Il principio generatore dei sintomi era da trovarsi nel mondo psichico profondo rimosso e non in fatti storici. I racconti delle pazienti sulle seduzioni o violenze sessuali operate dagli adulti durante la loro infanzia, non erano altro che la trasformazione di fantasie inconsce in ricordi di seduzione: si trattava delle fantasie incestuose e cioè delle strutture portanti dell'Edipo.

Ma l'Edipo come mito è necessariamente plurale, rimanda ad organizzazioni mentali collettive riflettenti la codificazione psichica di modelli comportamentali (cultura). Il pensiero inconscio dell'Edipo è una costellazione di eventi che come fantasmi determinano la storia personale di Edipo. Il mito rimanda ad una struttura transpersonale determinante il destino della persona.

Il sintomo è la conseguenza di una rimozione, è la sostituzione di qualcosa che è stato dimenticato o meglio che è stato occultato. Delirio e costruzione nell'analisi sono tentativi di porre insieme frammenti di realtà derivanti da un mondo occultato. Nella realtà attuale del delirio è mascherata una ferita storica rinnegata.

Freud osserva ora che la sua vecchia tesi sull'isteria e cioè che il malato soffre delle sue reminiscenze, è applicabile alla formazione delirante. La strutture mentali, alla base dei sintomi, sono dunque maschere di un reale scomparso e tali producono eventi che esprimono la presenza reiterata di una storia inesprimibile, se non nel linguaggio dei sogni, dei sintomi, dei miti.

Il sintomo rimanda ad una storia arcana rimasta attiva nell'inconscio; l’evento nel sintomo è patologico, aiuta mascherare e non a creare realtà; l'evento nel mito è sano poiché elemento unificatore e riaggregante nella realtà.

A differenza degli enti dell'universo, gli eventi, nella mente, non sono traducibili solo in espressioni descrittive bensì anche in espressioni inerenti il campo dei valori-significato. Gli eventi sono fenomeni trasformati dal pensiero in termini di enti semantici traducibili in modelli di comportamento. Quando decidiamo cosa vogliamo fare ci troviamo a confronto con un universo semantico di riferimento che è la cultura e quindi le strutture mentali collettive che danno senso sono le concatenazioni con altri eventi. Tale concatenazione di eventi è definita tema culturale ed è presente nel mondo interno di ognuno quale precondizione mentale e quindi è una determinante antropologica intorno alla quale il nostro mondo interno ha dovuto organizzarsi.

Le strutture mentali collettive generatrici di senso appaiono assenti poiché il mio modello di comportamento è del tutto idiosincratico e non sembra rimandare a diversità culturali. Il sintomo ha come principale caratteristica quella di essere immutabile nel tempo.

Il tabu dell’ombrello bagnato è un tratto culturale e cioè un modello di comportamento condiviso a livello transgenerazionale; da un punto di vista psicologico è un tratto di personalità condiviso in un contesto gruppale e trasmesso attraverso le generazioni grazie alla famiglia.

I tratti culturali e i tratti di personalità hanno come unità di riferimento le organizzazioni collettive. In particolare i tratti di personalità sono riferibili ad organizzazioni mentali collettive che mantengono la cultura nel tempo, come la famiglia. La codificazione psichica dei modelli di comportamento è quindi deputata ad un apparato mentale transgenerazionale che traduce il tratto culturale in evento mentale. Questo evento mentale diviene interno, a livello individuale, grazie alla dimensione inconscia dove coesiste la continuità individuo-gruppo e la discontinuità individuo-gruppo.

Il progetto generativo

Il mantenimento dei tratti culturali attraverso le generazioni e quindi la condivisibilità mentale di oggetti adatti alle operazioni di pensiero è stato definito progetto generativo. Con questo termine intendiamo precisamente la caratteristica generativa delle strutture culturali e cioè la loro possibilità di rigenerarsi nel continuum trans-generazionale sotto forma di eventi mentali.

La natura simbolica della cultura non sarebbe infatti trasmissibile senza l'intervento di una dimensione psichica collettiva funzionale alla creazione di eventi mentali alla base dei modelli di comportamento.

Il sintoma psichiatrico è la patologia del dispositivo generativo consistente in un non inserimento degli elementi strutturali del tratto culturale in una dimensione psichica collettiva con relativa creazione di eventi patologici senza alcuno spessore di rimando simbolico.

Capitolo 2: Le premesse psicoanalitiche della neotenia

Freud: libido ed evoluzione della specie

Nel pensiero freudiano si assiste ad un'evoluzione del concetto di sessualità nel concetto di pulsione; inizialmente il concetto di sessualità non si distaccava molto da quello di rapporto sessuale; successivamente ampliò il suo campo di significazione attraverso la connotazione di piacere, per cui si poteva distinguere una sessualità orale, una sessualità uretrale, una sessualità anale e fallica.

Jung iniziò il suo distacco da Freud non accettando di circoscrivere il concetto di libido al campo della sessualità. Sviluppò la teoria della nevrosi non come semplice rimozione dell'eros bensì come un complesso processo di regressione dell'energia psichica.

  • In un primo momento la sessualità era stata circoscritta al rapporto sessuale e alla funzione riproduttiva.
  • In un secondo momento fu collegata al concetto più vasto di libido; Freud modificò la sua iniziale contrapposizione tra istinti dell'Io (autoconservativi dell’individuo) ed istinto sessuale (autoconservativo della specie).
  • In un terzo momento Freud formula la contrapposizione tra pulsione di vita e pulsione di morte; la prima costituirebbe il sostrato della sessualità, intesa come Eros e volta alla coesione delle parti della sostanza vivente. La libido sarebbe dunque l'energia dell'Eros.

Le pulsioni di morte tendono a disintegrare le componenti vitali per riportarle ad uno stato inorganico. Mentre le pulsioni di vita sarebbero collegate alla differenziazione cellulare quelle di morte sarebbero collegate al raggiungimento di uno stato di assenza della spinta alla differenziazione cellulare. Da un punto di vista biologico, oggetto delle pulsioni, sarebbero appunto le cellule.

Freud si chiede se non sia assurdo ipotizzare fenomeni pulsionali già in organismi così elementari. La risposta è che la pluricellularità non può che essere il prodotto delle pulsioni di riunificazione. La definizione relativa di morte è quella di massimo di indifferenziazione di un livello organizzato di vita.

La morte colpisce gli individui, ma sembra non riesca a colpire la sessualità; ma la sessualità assomiglia alla morte poiché ha una matrice indifferenziata. È però una indifferenziazione che serve alla vita e non alla regressione verso la non vita. A livello biologico, la sessualità trova espressione nei processi meiotici, la controparte psichica della dinamica delle cellule sessuali viene denominata pulsione sessuale o pulsione di vita.

Transepersonale

Il transpersonale è l’idea di un continuum transgenerazionale che si inabissa nel tempo, un intreccio di combinazioni genetiche che si allargano senza posa. Si intende proprio una dimensione mentale senza confini.

Nella globalità della transpersonale tali concetti vengono assorbiti e si perdono in una collettività mentale che ci portiamo dentro ma che non può che sfuggirci. L'organizzazione mentale che può compiere operazioni psichiche, nell'ambito di questa dimensione, è anch'essa collettiva ed è la Famiglia. La cultura degli antenati viene mantenuta dalla famiglia, trasformando il transpersonale in eventi mentali.

Lo stretto collegamento tra famiglia e transpersonale è ben visualizzato nella concezione freudiana dell’orda primordiale, trattata in “Totem e Tabu” e “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”. In questi due lavori, Freud ipotizza un parricidio compiuto agli albori dell'umanità, mediante il quale i figli alleati si liberarono dell'orda paterna e del quale il totemismo rappresenta l'elaborazione mentale attraverso il tempo.

L'impostazione delle due opere ripropone il concetto della storicità dell'evento; la storia si cela dietro fantasmi ma, al di là della formulazione storicistica, rimane un fatto essenziale: l'orda primordiale è una dimensione psichica collettiva e l'animale totemico rappresenta le trasformazioni mentali di tale dimensione.

Le strutture societarie arcaiche non sono strutture societarie sociologiche bensì strutture societarie mentali; esse sono espressioni di un livello mentale che solo la famiglia può trasformare in operazioni di pensiero gestibili, a loro volta, dal mondo interno. Se l'organizzazione mentale familiare non riesce in questo compito, il transpersonale non elaborato viene percepito dal mondo interno sotto forma di evento patologico, forza naturale distruttiva. Il sintomo appare, quindi, come un evento che la famiglia non è riuscita ad organizzare.

Matrix e Pattern

La famiglia quale organizzazione mentale antropologica interviene sul transpersonale mediante l’attività di due funzioni psichiche denominate funzione di Matrix e funzioni di pattern. Essi costituiscono il prerequisito delle trasformazioni di pensiero operate dall'organizzazione mentale familiare, e nello stesso tempo, sono alla base di questa organizzazione nella sua accezione di coniugazione del transpersonale in concezione familiare.

La funzione di Matrix è una funzione spaziale che, istituendo i confini del tempo, giunge a formulare in termini di spazio-tempo le fondamenta mentali del progetto generativo.

La funzione di Pattern introduce invece nello spazio mentale collettivo i codici affettivi di riconoscimento dell'identità familiare. Funzione di Matrix e funzione di Pattern sono chiaramente all'opera nel mito australiano sulle origini poiché esse donano spazio psichico al corpo originariamente indistinto (transpersonale) e codificazione affettiva agli oggetti psichici di tale spazio. Originariamente il transpersonale non è spazio bensì un individuo cosmico: il caos.

Mana

Nell'ambito psicoanalitico Jung spiega come l'idea dell'energia sia un'immagine originaria, latente nell'inconscio collettivo, ed identifica questo concetto di forza nel Mana; tale nucleo può essere incarnato da una persona, la quale allora contiene, per il gruppo sociale, tutti i valori culturali centrali della società.

Per Freud il Mana viene identificato quale misteriosa forza magica o sacralità pericolosa che si trasmette per contatto come una carica elettrica e che può recare addirittura la morte alla persona contagiata; tale forza si originerebbe dalla violenza verso le figure genitoriali rappresentate dai capi; Freud collega il Mana all’animismo e all'onnipotenza dei pensieri, mentre, analizza come esso fondi i rapporti primari all'interno dei gruppi umani.

Secondo la nostra concezione gruppoanalitica, il Mana è il transpersonale non ancora trasformato in spazio psichico dalla funzione di Matrix. Il Mana è l'insieme totale dei significati culturali transgenerazionale ed è posto tra il caos e la cosmogonia.

Levi Strauss ha cercato di analizzare il termine Mana mutuando dalla fonologia la concezione del “grado zero”: mana è un fonema zero poi in realtà non significa niente ma è appunto per questo che può significare tutto quello che si vuole. A livello onirico-mitologico, l'icona del mana è il fuoco creatore ma è anche connesso al Verbo o Logos generatore.

Le funzioni di Matrix e di pattern, trasformando il transpersonale in operazioni di pensiero, costituiscono, nel loro insieme, la cosiddetta matrice familiare alla base dell'evoluzione del mondo interno come discontinuità da ciò che è sempre stato perché essa è in grado di rigenerarlo nell’hic et nunc.

L'identificazione è il meccanismo responsabile dell'integrazione delle strutture affettive del mondo interno, introiettate nello spazio psichico. I primi contenuti di questo mondo riguardano l'elaborazione degli eventi in termini di oggetti-sé e di relazioni del sé con i suoi oggetti.

Il meccanismo dell'incorporazione corrisponde esattamente alla creazione di oggetti nell'estensione psichica della funzione di Matrix e si istituisce quale modello primario dell'introiezione dove gli oggetti nascono come strutture affettive dello spazio psichico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tobi93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Menarini Raffaele.
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