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l'immaginazione è la capacità di costruire immagini mentali;

• la complessità é il cercare le alternative rispetto a come le cose dovrebbero

• essere;

la disponibilità ad assumersi dei rischi e il coraggio di esporsi al fallimento

• alle critiche.

Il punteggio che è possibile raggiungere è di 100 punti.

La Scala Williams è una scheda di valutazione che permette a genitori e

insegnanti di avere indicazioni sugli 8 fattori valutando ogni fattore rispetto 6

caratteristiche. Alla fine abbiamo quattro domande aperte. Il massimo punteggio è

di 100 punti.

E’ uno strumento che può essere usato facilmente con soggetti fra i 6 ei 18 anni.

BRAINSTORMING

La tecnica del brainstorming è stata ideata da Osborn per potenziare la

creatività in campo aziendale. E’ un procedimento che permette di esprimere le

capacità creative. Gli incontri di brainstorming riguardano: definizione del problema,

individuazione e raccolta delle informazioni, produzione di idee nuove, selezione

delle idee da applicare.

Qst tecnica è molto importante perché favorisce l'aumento della fluidità,la flessibilità

e l’originalità ideativa grazie anche al clima disteso e accettante.

IL DIBATTITO SCIENTIFICO ITALIANO SULLA CREATIVITÀ

Anche gli italiani hanno dato il loro contributo sulla ricerca riguardo alla creatività.

L'associazione IARD di Milano(Individuazione e Assistenza Ragazzi Dotati ) ha

realizzato un lavoro sul talento, contribuendo soprattutto a capire la possibile

relazione fra la creatività e l'intelligenza poiché vi erano delle idee contrastanti.

Anche i ricercatori italiani hanno contribuito a questo dibattito. Le ricerche di

Mannetti hanno dimostrato l'indipendenza della creatività dall'intelligenza, e da

quelle di De Caroli è emerso che i soggetti creativi sono più intelligenti. Le

differenze dei risultati potrebbero dipendere dalle diverse dimensioni contestuali.

In quegli anni infatti, le influenze ambientali sulla creatività, come la scuola e la

famiglia, erano considerate molto importanti. Successivamente l'attenzione verso

questo problema è andato scemando per essere poi ripreso durante una

conferenza internazionale che tuttavia non ha confermato la relazione tra le due

dimensioni.

IL TEST “ESPRESSIONI” DI CALVI

X qnt riguarda la dimensione psicometrica è particolarmente importante il test di

Calvi. E’ stato prodotto all'interno del programma IARD, ed è nato da una

riflessione su quale potesse essere la base della creatività.

Qst strumento infatti serve x valutare la radice della creatività in soggetti dai 12 a

14 anni ed è formato da 4 subtest valutati in relazione sei variabili:

subtest 1° (grafico) Molte figure con tre linee. Il soggetto deve disegnare

• in 35 riquadri più figure possibili composte da tre linee così viene quantificata

la quantità pulita;

subtest 2° (verbale) Frasi di tre parole. Scrivere più frasi possibili formate

• da tre parole che iniziano per S. La fluidità espressiva è valutata attraverso la

quantità pulita;

subtest 3° (grafico) Inventiamo segni nuovi. I soggetti devono fare dei

• segni grafici che simboleggiano dei fenomeni atmosferici. Vengono valutate

tre variabili:la quantità grezza, la quantità unità ideativa, l'unità ideative di

tipo non descrittivo.

subtest 4° (verbale) un titolo adatto. Viene chiesto di scrivere quanti più

• titoli possibili su un racconto: viene valutata la quantità pulita che è la

quantità dei titoli prodotti.

IL TCI DI ANTONIETTI E CERIOLI

Hanno realizzato il test di creatività infantile per verificare il livello di creatività dei

bambini, è costituito da due forme (AeB) che contengono sei prove formate dallo

stesso numero di items. Abbiamo:

esempi:è formato di 3 items nei quali viene chiesto ai soggetti di nominare il

• maggior numero di cose che hanno certe proprietà.

disegni: ha 3 items, i soggetti devono dare più significati possibili a uno

• stimolo grafico.

usi: si devono attribuire più utilizzazioni possibili a tre oggetti dati.

• conseguenze: bisogna elencare le possibili conseguenze dopo il racconto di

• due storie bizzarre fantastiche;

storie: è formata da due items: si chiede ai bambini di inventare due racconti

• partendo da una illustrazione grafica.

problemi: rispetto a due problemi pratici proposti viene chiesto ai soggetti di

• indicare le soluzioni possibili.

In ogni prova viene valutata la fluidità, la flessibilità e l'originalità.

l test viene somministrato in due momenti diversi e viene presentato come

un’attività ludica.

LA PERSONA(LITÀ) CREATIVA

Spesso si corre il rischio di attribuire la capacità creativa a fattori indipendenti

dall'esperienza, dalla motivazione e dall'educazione. Secondo Csikszentmihalyi

infatti l'ambiente sociale è uno degli elementi che formano la creatività. Sono state

prodotte molte riflessioni teoriche e ricerche empiriche sul fatto di poter individuare

dei soggetti particolarmente dotati per “natura”, ricerche che non potrebbero però

spiegare in ogni caso la creatività di Simona Atzori ballerina, pittrice, artista nata

senza braccia che ha ridefinito il suo equilibrio, l'uso del corpo e il senso della sua

vita in un modo che è difficile da spiegare senza ricorrere alla progettualità

motivazionale, relazionale, di riscrittura mentale ed emozionale del suo Sé.

Si ritiene quindi che la creatività non consiste in una “dote” ma in “insiemi”

soggettivi plurisemantici che alimentano modi di rispondere al mondo.

ALCUNI METODI DI ANALISI

X studiare questo fenomeno sono stati utilizzati oltre alle ricerche empiriche anche

l'approccio retrospettivo e longitudinale. X quanto riguarda le ricerche, negli anni 70

Dallas e Gaier hanno trovato che i soggetti creativi avevano dei tratti, alcuni positivi

come l'indipendenza, l'apertura, gli stimoli, la flessibilità, altri negativi come

atteggiamenti di antisocialità e ribellione.

Utilizzando tecniche sofisticate è emerso che i soggetti creativi hanno alti livelli di

fiducia in se stessi e sono introversi, ma hanno bassi livelli di conformismo sociale

e certezze morali.

In un studio è emerso che i soggetti creativi si caratterizzano per l'indipendenza di

giudizio, la fiducia in se stessi, l'orientamento estetico e la capacità di assumersi

rischi. La self efficacy, la disponibilità a superare ostacoli, ad assumersi rischi, sono

infatti caratteristiche personologiche tipiche dei creativi come anche la capacità di

lavorare autonomamente e la curiosità, in particolare una curiosità sostenuta da

una forte motivazione intrinseca.

Con l'approccio retrospettivo si possono comprendere quali possono essere le

caratteristiche psicologiche dei creativi analizzando famose personalità del passato

che si sono distinti per la loro creatività. Hanno utilizzato questo metodo Gruber e

Davis come anche Gardner che ha applicato la sua teoria delle intelligenze

multiple a 7 personaggi: Freud, Picasso, Einstein, Stravinsky, Elliot, Gandhi e Marta

Graham. Csikszentmihalyi ha condotto un'analisi su 91 individui per comprendere

come vive e lavora il soggetto creativo e ha individuato 10 tratti paradossali:

il 1° riguarda la grande energia fisica che hanno i creativi che contrasta con

• la quiete che essi dimostrano;

il 2° tratto riguarda l'essere furbi e allo stesso tempo ingenui;

• il 3° aspetto riguarda il fatto che le persone creative mostrano di essere

scherzose ma anche disciplinate;

il 4° aspetto riguarda il fatto che i creativi alternano la fantasia a un radicale

• senso della realtà;

il 5° aspetto riguarda la presenza simultanea sia di estroversione che di

• introversione;

la 6° caratteristica riguarda la presenza allo stesso tempo di modestia e

• orgoglio;

il 7° aspetto riguarda la presenza di caratteristiche psicologiche

• androgine(saper attivare comportamenti emozioni e sentimenti tipici del

repertorio dei due generi); (NT:De Caroli ha condotto una ricerca con

adolescenti per misurare l’androginia psicologica:dai dati è emerso che i

soggetti sessualmente tipizzati (maschili e femminili) raggiungevano livelli di

creatività più elevati di quelli degli androgini e degli indifferenziati.)

l'8° aspetto riguarda la presenza simultanea di atteggiamenti ribelli e

• conservatori;

il 9° aspetto riguarda l'essere appassionati e nello stesso tempo obiettivi

• rispetto al lavoro prodotto;

il 10° aspetto riguarda la possibilità di essere esposti sia alla sofferenza che

• alla gioia come effetto dell'apertura e della sensibilità.

Un altro sistema utilizzato è l'approccio longitudinale utilizzato da Torrance per

comprendere le caratteristiche stabili dei creativi: rilevò che queste caratteristiche

dipendevano da una forte motivazione sostenuta dall'ambiente, in particolare quello

scolastico.

Sulla dimensione motivazionale intervengono anche aspetti di natura culturale-

contestuale: parliamo del livello culturale proprio o dei genitori che, se è alto, è

presente soprattutto nelle donne e negli adolescenti creativi .

Le caratteristiche creative risentono del contesto anche in quella che Stenberg

chiama leadership creativa,che si articola in 8 tipologie:

la replication, riguarda il fatto che l'attività è centrata sul mantenimento

• dell’organizzazione;

la redefinition, che caratterizza chi mantiene l'organizzazione portando delle

• ragioni diverse da quelle dei leader precedenti;

il forward incrementation, k caratterizza lo stile di chi assume la leadership

• per realizzare i programmi di chi lo ha preceduto;

l'advance forward incrementation k si caratterizza per il fatto che il leader

• spinge verso una progressione troppo veloce che crea spesso resistenza in

chi lo segue;

la redirection, che definisce il leader che da un nuovo indirizzo all'attività;

• la reconstruction/redirection, è il tipo di leadership che cerca di far ritornare

• un organizzazione al passato per cambiarla in una forma diversa;

la reinitiation, è la tendenza verso un nuovo punto di partenza per

• raggiungere obiettivi diversi;

la synthesis, è l'integrazione di idee che prima erano opposte.

GLI STILI DI PENSIERO:QUALCHE ESEMPIO

Lo stile di pensiero è un costrutto che riguarda un insieme di atteggiamenti, di

caratteristiche che, in modo “stabile”, l'individuo usa quando interagisce con gli altri,

organizza, valuta le informazioni, risolve i problemi.

Qnd parliamo di stile facciamo riferimento a un rapporto tra uniformità e differenze

in cui viene esaltata soprattutto la parte che riguarda il pensiero e a due diversi e

opposti sistemi di organizzazione del pensiero che le persone di solito preferiscono

utilizzare.

WITKIN: CAMPO-INDIPENDENTI E CAMPO-DIPENDENTI

Un esempio è il campo di indipendenza/ dipendenza(Witkin)k é la capacità

percettiva di determinare l'orientamento di uno stimolo essendo o non essendo

influenzati dal contesto in cui esso si trova, cioè è espressione della tendenza a

valutare in base a segnali interni o esterni. Nel primo caso, i soggetti fanno

valutazioni accurate, rilevano analiticamente gli elementi dentro un contesto con

facilità; nel secondo caso fanno valutazioni imprecise o errate e percepiscono in

modo globale.

X qst Huteau considera i primi come attivi i secondi invece passivi.

KLEIN E HOLZMANN: LIVELLATORI-PUNTUALIZZATORI

Un altro esempio è la teorizzazione sullo stile livellatore-puntualizzatore formulata

da Klein. X livellatori e puntualizzatori si intendono i modi in cui gli individui

percepiscono e memorizzano i contenuti sia verbali che visivi. X i primi si tratta di

una sovrageneralizzazione che confonde la novità con il già noto;i secondi invece

riescono a mantenere diversificati i contenuti e le differenze tra di loro.

LOWENFELD: VISUALI-TATTILI

U altro esempio sugli stili cognitivi è la dicotomia visuale-tattile che nacque grazie

alla teoria di Lowenfeld, il quale dava molta molta importanza alla pratica artistica

sia in campo educativo k scolastico x favorire la crescita armoniosa e creativa del

bambino.

Sulla base delle sue riflessioni riguardo ai modi in cui i bambini entrano in contatto

con il materiale sul quale esercitano/producono creatività è stato individuato lo stile

visuale-tattile che riguarda la preferenza per un approccio conoscitivo basato sulle

informazioni visive o sulla manipolazione attraverso quindi la partecipazione attiva.

PAIVIO E RICHARDSON:VERBALIZZATORI- VISUALIZZATORI

Paivio distingue tra verbalizzatori(soggetti k preferiscono rappresentazioni

linguistiche o astratte) e visualizzatori(sogg k preferiscono le immagini) anke in età

evolutiva. Paivio ha affermato la teoria della dual code: abbiamo due modi per

rappresentare la conoscenza: il primo è la forma spaziale associata alla modalità

visiva, il secondo è la forma verbale associato alla modalità uditiva. Ogni stimolo

può essere codificato attraverso uno dei due sistemi simbolici.

X rilevare quale dei due modi di processamento delle info gli individui preferiscono,

Paivio ha realizzato un questionario self report(WOT e IDQ)basato su risposte

vero/falso rispetto ad items centrati su sei fattori.

Richardson ha realizzato il VVQ: è formato da 15 affermazione che prevedono

risposte vero/falso.

TORRANCE: PENSIERO DESTRO/SINISTRO

Riguardo alla specializzazione emisferica, Torrance ha rilevato la dicotomia tra

persone che utilizzano di più il pensiero sinistro o quello destro. L'emisfero sinistro

è coinvolto nel processamento dell'informazione verbale, analitico, digitale, astratto;

quello destro nel processamento di contenuti non verbali, concreti, spaziali,

emozionali. Torrance ha rilevato il profilo stilistico del pensiero sinistro che è

caratterizzato da conformismo, preferenza verso compiti strutturati che richiamano

informazioni verbali strutturati in schemi sequenziali.

Il profilo destro si trova nei soggetti anticonformisti che preferiscono le situazioni

aperte, che sono interessati a cercare delle relazioni tra i concetti sintetizzati per

produrre nuove idee.

Su questa base Torrance ha realizzato il SOLAT, un questionario con il quale è

possibile individuare le preferenze sinistre o destre. Con il SOLAT Torrance ha

rilevato alti valori di creatività da parte dei soggetti con pensiero destro.

KIRTON:INNOVATORI-ADATTATORI

Con questi 2 stili, Kirton si riferisce al fatto k quando una persona si trova in una

situazione nuova, si attivano due tendenze opposte: usare queste situazioni nuove

come occasione per realizzare una nuova sperimentazione o riportare queste

situazioni ad altre già note e familiari. Gli innovatori rilevano le trasformazioni

potenzialmente presente nella novità sono disponibili ad affrontare l'incertezza.

Gli adattatori utilizzano metodi consolidati che applicano regolarmente e senza

apportare cambiamenti.

X misurare questi stili Kirton ha realizzato il KAI, un questionario self report che

misura la sufficienza di originalità, l'efficienza e la conformità alle regole.

KAUFMANN:ESPLORATORI-ASSIMILATORI

Riguardo a questo stile, il primo è tipico di chi è aperto a contesti e a situazioni in

cambiamento, il secondo si basa su esperienze note e strategie già adottate.

L'assimilatore utilizza schemi comprovati, regole consolidate, è rigido, si chiude

alle esperienza ed è ansioso. L'esploratore ristruttura gli schemi ricerca

informazioni nuove, è aperto all'esperienza.

STENBERG: TEORIA TRIARCHICA DELL'INTELLIGENZA E AUTOGOVERNO

MENTALE

X qnt riguarda la teoria dell’intelligenza, Stenberg differenzia l'intelligenza in tre

tipologie: analitica, creativa e pratica.

I soggetti del primo tipo hanno un alto rendimento scolastico, sono apprezzati dagli

insegnanti, capaci di rilevare difetti nelle idee che stanno analizzando, preferiscono

seguire le consegne; i secondi mostrano limiti in tutti i settori ma amano presentare

le proprie idee; i terzi hanno rendimenti medi e bassi a scuola e nei test, hanno

buon senso. Su questa base, Stenberg indica sei aree disciplinari diverse e x

ognuna richiede riflessioni di tipo analitico creativo e pratico: in questo modo gli

studenti possono apprendere in tutti e tre i modi, permettendo così ai soggetti di

essere buoni pensatori.

La teoria dell’autogoverno mentale è basata sul fatto che gli stili di governo del

mondo sono riflessi esterni degli stili che troviamo nella mente.

Questi stili rispecchiano in modo metaforico gli aspetti del governo di uno Stato

ipotetico che, per poter operare, ha bisogno di svolgere 3 funzioni,in forme che

possono essere di tipo monarchico, gerarchico, oligarchico e anarchico, che

operano a livello globale o locale, che si esercitano in sfere interne o esterne e

sulla base di propensioni conservatrici o progressiste.

DAL “LEGISLATIVO” AL” RADICALE”: I 13 STILI E LA LORO MISURAZIONE

La metafora dell'autogoverno mentale permette di cogliere la pluralità delle

caratteristiche possibili per quanto riguarda lo stile cognitivo dove ogni soggetto

non è definito da un solo stile ma da un profilo caratterizzato da molti stili in cui

alcuni emergono di più.

Lo stile legislativo caratterizza i soggetti che prediligono creare e progettare

autonomamente la soluzione dei problemi: questo stile è molto vicino alla creatività.

Lo stile esecutivo fa parte di chi vuole seguire le norme, utilizzare percorsi già

stabiliti e cerca di portare a termine un compito assegnato.

Lo stile giudiziario fa parte di chi valuta e giudica le regole e i procedimenti

confrontando ipotesi diverse.

Lo stile monarchico fa parte di chi rivolge la sua attenzione su un obiettivo per

volta.

Lo stile gerarchico fa parte di chi stabilisce delle priorità rispetto ad alcuni obiettivi.

Anche lo stile oligarchico fa parte di quei soggetti che prediligono stabilire più

obiettivi contemporaneamente ma questo provoca il loro tensioni.

Lo stile anarchico fa parte di quelle persone che rifiutano le regole, le procedure

rigide e preferiscono attività creative.

Lo stile globale fa parte di chi ama le questioni ampie e non si occupa dei dettagli.

L'analitico invece preferisce problemi concreti che hanno bisogno di analisi

dettagliate.

Lo stile interno fa parte di chi tende a essere introverso lavorando da solo mentre

lo stile esterno fa parte di chi è orientato verso la socievolezza.

Lo stile conservatore è tipico di chi fa riferimento alle regole e riduce i

cambiamenti, quello radicale al contrario cerca il cambiamento.

Sulla base di questi stili, Stenberg ha realizzato diversi strumenti per identificare lo

stile di pensiero prevalente nelle persone:

Abbiamo il thinking styles inventory, un questionario self report formato da 8

affermazioni per ciascuno stile di pensiero, l’ STSTS (set of thinking styles tasks for

students)per valutare le preferenze, verso gli stili di pensiero, degli studenti in

attività reali, il TSCT (thinking styles questionnaire for teachers) che misura le

preferenze dei docenti nei confronti dei sette stili dei loro allievi, e lo student's

thinking Styles evaluated by teachers che permette agli insegnanti di valutare gli

stili di pensiero del loro alunni indicando il grado di preferenza con cui, secondo

loro, gli studenti lavorano nelle attività scolastiche.

1 STEREOTIPI DI GENERE, CREATIVITÀ E CONTESTI SCOLASTICI A

CONFRONTO

LO SCENARIO DI RIFERIMENTO

Abbiamo diverse ricerche che hanno verificato la relazione che c'è tra la creatività

e: l'intelligenza, l'ordine di genitura, il genere, lo stile educativo genitoriale, il gioco

simbolico di finzione, i mass media, le aspettative degli insegnanti.

Poco invece è stata verificata la relazione tra la creatività e le modalità

stereotipiche di rappresentazione del genere maschile e femminile in età evolutiva.

Gli stereotipi di genere sono molto importanti per la costruzione degli

atteggiamenti sociali perché intervengono sulla strutturazione dell’immagine di sé e

dell'altro inoltre hanno una natura rigida che determina una serie di caratteristiche e

di ruoli attribuiti ai maschi e alle femmine. Sulla base della dimensione stereotipica,

il genere è risultata la categoria sociale più saliente e accessibile sia x quanto

riguarda i processi automatici di elaborazione delle informazioni sociali sia in quelli

controllati. In entrambi i casi, i risultati delle ricerche confermano l'uso del genere

cm la categoria capace di organizzare il mondo sociale.

Lo studio sugli stereotipi di genere ha indicato nei giocattoli 1 campo di ricerca

molto importante fin dagli anni 20 grazie anche a Terman <NT: che ha condotto

una ricerca sugli interessi ludici di oltre 1000 bambini(3-8anni)formulando il

coefficiente di mascolinità(grado di adeguatezza di un gioco al genere

maschile).Dai risultati é emerso che il gioco più maschile é la scatola degli utensili,

bici, calcio; quello più femminile è il cucito, l'attività con le bambole.>

X quanto riguarda i comportamenti preferenziali, la teoria dell'apprendimento

sociale dà molta importanza alle determinanti ambientali nello sviluppo dei

comportamenti di genere e sostiene che il comportamento precede la cognizione.

Il modello cognitivo evolutivo invece, considera l'identità e la costanza di genere

come importanti nello sviluppo dei ruoli sessuali infantili.

Sembra infatti che x quanto riguarda i giocattoli, i bambini fin dai 18 mesi,

selezionano giocattoli stereotipici per genere e a 2 anni preferiscono giocare con

oggetti ludici che appartengono al proprio genere. Inoltre a 2-3 anni i bambini

utilizzano gli stereotipi di genere collegandoli all'aspetto fisico e all'interpretazione

del comportamento ludico tipicamente maschile o femminile. Con l'avanzare

dell'età(6-7anni)abbiamo maggiore flessibilità degli stereotipi di genere.

Oltre a quella dei giocattoli anche la scelta dei tratti socio cognitivi, coerente con

l'appartenenza a uno dei due generi, è uno strumento di ricerca sugli stereotipi

sessuali. Da una ricerca è emerso che i bambini di 2 anni conoscono già i tratti

tipici di genere mentre x quanto riguarda la conoscenza degli stereotipi

professionali di genere questa sembra già essere presente in bambini di 3 anni,

infatti i nostri bambini hanno un interesse per attività lavorative tipiche per genere.

Le ricerche su questo campo indicano la presenza di due modelli di genere ai

quali vengono associati giocattoli, tratti, professioni che sono stereotipicamente

maschili e femminili. In particolare, per quanto riguarda "l'area ludica" vengono

attribuiti al genere femminile oggetti che si collegano alla cura dell'aspetto fisico e al

setting domestico, mentre a quello maschile oggetti legati alla guerra, alla

tecnologia, la locomozione.

X quanto riguarda l'aria identitaria abbiamo una riduzione dei tratti

stereotipicamente attribuiti ai due generi. X l'area occupazionale abbiamo

l'unidirezionalità della rappresentazione domestico-familiare x il genere femminile,

la pluridirezionalità del genere maschile per professioni di tipo pratico-manuale e

specialistico-culturale.

Da queste riflessioni possiamo dedurre che tanto più un soggetto è flessibile nelle

scelte tipiche per genere, tanto più sarà creativo. Lo sviluppo della flessibilità inoltre

dipende anche dal contesto in cui il soggetto si sviluppa per cui particolarmente

importante é la scuola x la costruzione degli atteggiamenti sociali e delle

caratteristiche personali. X questo motivo dobbiamo fare riferimento al POF(Piano

dell'Offerta Formativa) che è la carta d'identità dell'istituzione scolastica, il quale

indica l'organizzazione delle discipline, le attività, le possibilità educative offerte agli

studenti, le attività aggiuntive, l'orientamento, il sostegno e il recupero, la

valutazione degli alunni e il riconoscimento dei crediti. In poche parole è il profilo

educativo di ciascuna scuola per realizzare gli obiettivi dell'azione didattica.

STUDIO 1

IPOTESI DI RICERCA

Abbiamo cercato di esplorare la relazione k c'è tra la resa creativa e la flessibilità

nelle attribuzioni stereotipiche di genere in bambini fra 6 e 8 anni ipotizzando che:

a)i bambini più flessibili nelle scelte stereotipiche di genere riguardo ai giocattoli, ai

tratti socio cognitivi e alle professioni sono più creativi; b)i bambini più grandi

rispetto ai più piccoli e quelli con fratelli o sorelle rispetto ai figli unici sono più

flessibili, originali, elaborativi e ricchi di parole.

METODOLOGIA: il campione

è formato da 80 bambini tra 6e8 anni,bilanciati x sesso, scelti con il metodo

casuale della città di Catania.

Strumenti e procedure

1)X esplorare la produzione creativa è stato usato il test del pensiero divergente

di Williams che permette di indagare i cinque fattori della creatività: fluidità,

flessibilità, elaborazione, originalità e produzione di titoli. È formato da 12 cornici in

ognuna delle quali sono contenuti segni grafici che fungono da elemento stimolo

partendo dai quali si può produrre un disegno.

2)X l'analisi della flessibilità delle attribuzioni stereotipiche di genere è stato usato

un set di 56 carte che contengono elementi stereotipicamente associati a uno dei

due generi. Il set è formato da:

-25 carte che contengono clipart colorate di giocattoli;

-11 aggettivi socio cognitivi;

-20 carte con clipart che rappresentano professioni.

3)Oltre a queste sono state usate due silhouette che rappresentano la sagoma di

un maschio e di una femmina alle quali i bambini dovevano associare un giocattolo,

un tratto o professione. La tecnica è quella della scelta flessibile(silhouette del

maschio o della femmina o entrambe).

Setting individuale.

Analisi dei dati: elaborazione statistica

L'analisi dei dati è stata fatta per tutti e tre gli studi attraverso il software le SPSS

utilizzando i test: Chi Square,t di Student,le correlazioni di Pearson,la Manovra

con N fattori between e N fattori within e la regressione lineare con metodo

stepwise.

X l'elaborazione dei dati ottenuti al TCD è stato codificato ogni disegno e sono stati

sommati i punteggi ottenuti in ciascuna cornice per ogni fattore di creatività.

X l'analisi delle 3 gender choices sono stati calcolati 3 indici di flessibilità ottenuti

dal rapporto tra la somma delle scelte "entrambi" e il totale delle carte comprese in

ciascuna gender choice.

RISULTATI

La resa creativa

Dai risultati è emerso che i bambini senza differenza tra maschi e femmine

raggiungono punteggi:

-più alti nei fattori della fluidità cioè la capacità di pensare di più e generare

grandi quantità di idee e la flessibilità cioè l'abilità ad assumere diversi approcci e

passare da una categoria all'altra;

-più bassi per l'originalità cioè la capacità di pensare in modi nuovi; la

produzione dei titoli cioè di vocaboli con significati creativi; l'elaborazione cioè

l'abilità di aggiungere elementi, espandere le proprie idee.

Dall'analisi delle correlazioni abbiamo relazioni positive tra i 5 fattori esaminati: i

bambini “fluidi” sono in maggior misura “flessibili” e “originali”; quelli “originali” sono

soprattutto “ricchi di parole ed elaborativi”.

Abbiamo delle differenze statisticamente significative in relazione all'età, infatti i

bambini più grandi ottengono punteggi più alti nella resa creativa totale e in

particolare nella fluidità, originalità e produzione di titoli.

Riguardo alla fratria, è emerso che i bambini che hanno nel nucleo familiare fratelli

o sorelle rispetto ai figli unici hanno punteggi più alti nella flessibilità.

Le gender choices e gli indici di flessibilità stereotipica

Riguardo alla gender toys choice l'analisi dei dati evidenzia che il campione

effettua attribuzioni stereotipiche rigidamente differenziate per il profilo ludico

maschile e per quello femminile, a eccezione degli scacchi.

In particolare, i giocattoli attribuiti al maschio rientrano nell'area della locomozione

della guerra e della tecnologia mentre quelli assegnati alla femmina rimandano alla

cura di sé e degli altri e al setting domestico.

Riguardo alla gender traits choies i bambini fanno attribuzioni stereotipiche più

flessibili, cioè associati a entrambe le silhouette: tratti in prevalenza negativi

vengono attribuiti da più di metà dei bambini al maschio e nessun tratto alla

femmina.

X quanto riguarda la gender Jobs choice, i bambini esprimono scelte

dicotomiche(diverse)xché alcune professioni sono valutate come stereotipicamente

maschili mentre altre come femminili a eccezione del "prendersi cura dei bambini"

che è assegnata a tutti e due.

Flessibilità stereotipica di genere e creatività

L'analisi dell'influenza della flessibilità stereotipica di genere sui fattori di creatività,

fatta attraverso la regressione lineare con metodo stepwise indica che:

maggiore è la flessibilità stereotipica nell'attribuzione delle professioni,

• maggiore è l'originalità e la produzione di titoli nella resa creativa dei bambini

e in particolare:

- x l'originalità incidono maggiormente le femmine, i bambini più grandi e

quelli con fratelli o sorelle;

- x la produzione di titoli incide la fratria, ed è presente nei maschi e nei

bambini più piccoli.

maggiore è la flessibilità stereotipica nell'attribuzione di tratti socio cognitivi,

• maggiore è la resa creativa prodotta dai bambini in particolare nelle femmine

e nei bambini con fratelli o sorelle.

STUDIO DUE

IPOTESI DI RICERCA

Questa ricerca nasce con lo scopo di: 1)ripetere in un contesto scolastico diverso

l'indagine sulla relazione fra la flessibilità degli stereotipi di genere e i fattori di

creatività ed 2)estendere queste analisi a soggetti più grandi.

METODOLOGIA

Il campione, gli strumenti e le procedure

Il campione è formato da 60 soggetti(30 maschi e 30 femmine) tra 6 e 11 anni

suddivisi in 3 fasce d'età(6-7, 8-9, 10-11). X quanto riguarda la fratria alcuni hanno

in famiglia 1 o più fratelli, uno o più sorelle, sia fratelli che sorelle o è figlio unico.

Il campione è stato scelto con metodo casuale da un circolo didattico di Catania.

Anche qui abbiamo somministrato il protocollo A del TCD di Williams e le tre

gender choices con le stesse procedure.

RISULTATI

La resa creativa

Confrontando i dati normativi e i punteggi grezzi, i soggetti raggiungono punteggi

medi: più alti nella fluidità e nella flessibilità(cioè sono più dotati dal punto di vista

creativo);più bassi invece per la produzione di titoli e l'elaborazione;intorno alla

media nell'originalità.

Nell'analisi delle correlazioni risultano relazioni positive tra i fattori tranne che per la

flessibilità: questo significa che i bambini originali sono più elaborativi e abili nella

produzione verbale mentre quelli elaborativi sono più ricchi di parole nel proprio

vocabolario.

Riguardo all'età i bambini più grandi(quinta)hanno punteggi più alti di quelli più

piccoli in quattro fattori, tranne per la flessibilità.

Le gender choices e gli indici di flessibilità stereotipica

Riguardo all'attribuzione dei giocattoli anche qui rimane una dicotomica

articolazione dei giocattoli ritenuti tipicamente maschili e/o femminili: infatti, il ferro

da stiro, il set da trucco, l'anello-collana sono assegnati alla femmina, mentre la

pistola, il camion e l'aeroplano sono assegnati al maschio. Solo il tamburo e gli

scacchi sono assegnati entrambi.

X quanto riguarda i tratti socio cognitivi abbiamo maggiore flessibilità stereotipica

di genere: alcuni soggetti associano i tratti a entrambe le silhouette, alcuni alla

silhouette del maschio. Nessuna caratteristica è attribuita alla silhouette femminile.

X quanto riguarda l'attribuzione delle professioni i soggetti assegnano

maggiormente alla femmina le attività domestiche mentre quelle pratico manuali e

specialistiche al maschio. Fanno eccezione le professioni di chi insegna scuola, chi

vende fiori, il mendicare che sono assegnati a entrambi.

Confrontando tutti e tre gli indici di flessibilità stereotipica abbiamo attribuzioni

stereotipiche più rigide nella gender toys choice e nella gender Jobs choice, ma più

flessibili per la gender traits choice. L'età incide in due dei tre indici di flessibilità

stereotipica: quelli di 10-11 anni sono più flessibili rispetto a quelli di 6-7 anni nei

tratti e nelle professioni. Nessuna differenza in base al sesso e alla fratria.

Flessibilità stereotipica di genere e fattori di creatività

La regressione lineare condotta con il metodo stepwise permette di rilevare una

relazione tra le due dimensioni, cioè che la flessibilità stereotipica di genere

incide sui fattori di creatività. Infatti maggiore è la flessibilità stereotipica

nell'attribuzione dei tratti socio cognitivi:

- maggiore è l'originalità nella produzione creativa dei nostri soggetti;

- maggiore è la resa creativa nella produzione dei titoli.

Entrambe le relazioni risentono dell'età infatti è più rilevante nei bambini di 6-7 anni

per l'originalità e la produzione di titoli.

Anche il sesso e la fratria incidono nella relazione tra la flessibilità stereotipica dei

tratti e la produzione di titoli: è più rilevante nei maschi e nei bambini con fratelli o

sorelle.

STUDIO TRE

IPOTESI DI RICERCA

Abbiamo confrontato la resa creativa e la flessibilità stereotipica di genere nei

due gruppi di bambini di 6-7 anni che provengono da due scuole che si

differenziano per gli obiettivi generali e specifici espressi nel POF.

- la prima scuola ha una carta d'identità educativo culturale centrata sulla

arricchimento dei contenuti disciplinari e della maturazione, lo sviluppo di nuove

competenze, l'acquisizione di strumenti funzionali all'uso dei diversi linguaggi delle

nuove tecnologie e la valorizzazione delle potenzialità di ogni alunno.

Tra le attività che la scuola propone abbiamo il tema dell'educazione al rispetto e

alla cittadinanza attiva.

- la seconda scuola è focalizzata sulla socializzazione, gestione delle relazioni tra

pari, costruzione di identità più flessibili e atteggiamenti prosociali, contenuti mediati

da molte attività laboratoriali x i bambini con lo scopo di valorizzare le

caratteristiche infantili.

Sulla base dei diversi obiettivi indicati dal POF, ci aspettiamo che vi siano delle

differenze tra la produttività creativa e la flessibilità stereotipica di genere dei

bambini delle due scuole.

Abbiamo ipotizzato infatti, che i bambini della seconda scuola sono più creativi e

flessibili nelle attribuzioni stereotipiche di genere rispetto a quelli della prima scuola.

METODOLOGIA

Il campione e gli strumenti di misura

Il confronto è stato fatto tra i bambini di 6-7 anni presenti nella prima ricerca:40

b(20 m e 20 f) e quelli di 6-7 anni della seconda:20 b(10 m e 10 f). È stata usata la

stessa metodologia di indagine e gli stessi strumenti di misura(TCD e gender

choices).

RISULTATI

la resa creativa

Dal confronto tra i due gruppi di bambini non si rilevano differenze x la

produzione creativa e quindi il diverso clima scolastico non sembra incidere sulla

creatività.

La flessibilità stereotipica di genere

Su questo aspetto invece, abbiamo differenze: infatti, i bambini della seconda

scuola (in particolare le femmine) sono più flessibili di quelli della prima scuola in

tutte e tre le gender choices.

Attraverso la regressione lineare stepwise si rileva che il contesto scolastico

influenza la flessibilità degli stereotipi di genere, cioè:

- maggiore è l'attenzione alla socializzazione e alla costruzione di identità

flessibili(scuola 2),maggiore è la flessibilità stereotipica di genere nell'attribuzione

dei giocattoli, delle professioni e, anche se di meno, dei tratti socio cognitivi.

- in prevalenza questo fenomeno si verifica nelle femmine.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE

Dai risultati dei tre studi è emerso che, riguardo alla creatività,i soggetti mostrano

livelli alti di fluidità e flessibilità, dato che caratterizza maggiormente i soggetti più

maturi, che risultano cmq più creativi dei più piccoli.

Da varie ricerche effettuate in contesti culturali differenti è emerso un aumento della

creatività con il procedere dell'età, anche se questo fenomeno non sembra

omogeneamente presente: si tratta del fenomeno del "fourth grade slump"

rilevato da Torrance. Esso consiste nel fatto che la creatività dei bambini declina

nel primo grado a causa delle pressioni dei pari, x la necessità di cercare il

consenso e la tendenza a conformarsi alle aspettative sociali nel contesto

scolastico, crolla nel quarto grado e dopo vi è un incremento nel quinto e nel sesto

grado.

Dai nostri dati non emerge qst crollo forse perché il contesto scolastico è

caratterizzato dalla tendenza allo sviluppo della libertà espressiva.

Riguardo alla flessibilità stereotipica di genere, le attribuzioni più rigide

riguardano i giocattoli, quelle più flessibili i tratti socio cognitivi e le

professioni, infatti con il crescere dell'età aumenta la flessibilità stereotipica di

genere; questo dato può dipendere anche dall'avanzamento cognitivo connesso al

pensiero operatorio concreto.

In una prospettiva educativo evolutiva, l'esposizione a pratiche basate su processi

di socializzazione alla pari tesi verso la ricerca della flessibilità identitaria, può

essere utile a superare la dicotomia tra maschile e femminile favorendo così una

rappresentazione dei ruoli di genere basata più sulla condivisione(entrambi)che

sull'esclusione. Inoltre la flessibilità stereotipica di genere permette la costruzione di

set mentali e sociali più liberi e creativi.

2 PERSONALITÀ E PENSIERO DIVERGENTE IN ETÀ ADOLESCENZIALE

SCENARIO DI RIFERIMENTO

Lo studio della personalità è stato oggetto di diverse prospettive tra cui il modello

dei Cinque Grandi Fattori ideato da Goldberg, che abbraccia gli aspetti psico

lessicali della personalità, cioè gli elementi linguistici con cui un individuo descrive e

presenta se stesso agli altri. I cinque fattori sono: energia, amicalità,

coscienziosità, stabilità emotiva e apertura mentale.

X il fattore dell'energia sono state individuate le caratteristiche dell'estroversione

e della sorgenza. Le persone che ottengono alti punteggi in questo fattore

presentano 1 immagine di sè caratterizzata dall'attivismo, dalla capacità di imporsi,

dalla loquacità; invece quelli che raggiungono bassi punteggi si mostrano

sottomessi, taciturni e poco attivi.

X il fattore dell'amicalità sono state rilevate caratteristiche come la gradevolezza

e l'empatia: i soggetti con alto punteggio mostrano sentimenti di cooperazione,

altruismo, generosità e fiducia verso gli altri; i soggetti con basso punteggio il

contrario.

X la coscienziosità quelli che ottengono punteggi alti esprimono se stessi in

termini di perseveranza, scrupolosità, accuratezza, stabilità e intraprendenza;

questo non corrisponde con quelli che ottengono punteggi bassi;

X la stabilità emotiva hanno fatto riferimento alla scarsa vulnerabilità, molta

pazienza, controllo delle emozioni negative, buona capacità di gestire gli impulsi

anche in situazioni difficili; quelli con bassi punteggi sono deficitari di questi tratti;

l'apertura mentale è stata definita attraverso i fattori della cultura, dell'intelletto e

dell'apertura all'esperienza, cioè quelli con un alto punteggio presentano un

immagine di sè caratterizzata dall’interesse verso le cose, le esperienze nuove, dal

contatto con gli altri e dalla disposizione favorevole verso altre culture; inoltre questi

soggetti sono caratterizzati da livelli alti di creatività, flessibilità, curiosità e

immaginazione.

Le caratteristiche personologiche sono state studiate in relazione a molte

processualità psicologiche quali l'intelligenza generale correlata positivamente o

negativamente con i fattori dell'apertura all'esperienza, estroversione

coscienziosità, l'adattamento sociale, il perfezionismo, l'orientamento valoriale, la

scelta degli studi universitari ecc..

Inoltre, importante è la relazione tra i fattori di personalità e il pensiero

divergente.

Da una ricerca di De Caroli e Sagone fatta con bambini tra gli 8 e 11 anni è

emersa una relazione di segno negativo tra la flessibilità creativa e la

coscienziosità; Maggiore è la capacità di passare da una categoria all'altra,

minore è la ricerca dell'ordine e il rispetto delle norme.

Si potrebbe ipotizzare che un pensare meno incapsulato dentro categorie rigide

influisce su un sentire che risulta meno caratterizzato dalle esigenze di rispettare

l'ordine e lo stato delle situazioni.

X questo abbiamo replicato qst ricerca su soggetti preadolescenti per osservare

l'evoluzione di questi fenomeni e la relazione tra gli stessi.

OBIETTIVI DI RICERCA

- analizzare la direzione e il segno della relazione tra i fattori del pensiero

divergente e quelli di personalità in soggetti di età tra gli 11 e 14 anni;

- verificare le differenze per fasce di età e per sesso.

METODOLOGIA

Il campione

Scelto con metodo casuale è formato da 120 soggetti tra gli 11 e 14 anni d 2 istituti

di Ct, bilanciati in base al sesso(60m e 60f) e divisi in tre livelli di età.

Gli strumenti di misura e le procedure

- il test del pensiero divergente (TCD di Williams) è il test carta-matita utilizzato

per indagare i cinque fattori di creatività. Lo strumento è formato da 12 cornici che

contengono alcuni stimoli grafici partendo dai quali il soggetto deve produrre dei

disegni in 20 minuti.

- il Big Five questionnaire for children(BFQ-C) è un inventario di personalità

formato da 65 affermazioni per ognuna delle quali il soggetto deve valutare se

stesso in base a una scala di frequenza a 5 intervalli(da 1:quasi mai a 5:quasi

sempre).

Gli strumenti sono stati somministrati individualmente.

Elaborazione statistica dei dati

L'analisi statistica dei dati è stata fatta con l'utilizzo dei test seguenti mediante il

software SPSS 15.0 for Windows:t di Student, Manova con N fattori between e N

fattori within, correlazione di Pearson e regressione lineare con metodo stepwise.

X l'analisi dei dati ottenuti al BFQ-C abbiamo calcolato i punteggi totali ottenuti in

ogni fattore.

X la codifica dei fattori del pensiero divergente abbiamo utilizzato i riferimenti

previsti da Williams.

RISULTATI

I fattori del pensiero divergente

I risultati ottenuti al TCD indicano:

- valori più alti dei fattori di fluidità e flessibilità

- valori più bassi nell'elaborazione e nella produzione di titoli

- intorno alla media per l'originalità.

Questo significa che gli adolescenti mostrano più capacità di generare molte idee,

di produrre molte risposte rilevanti e di passare da una categoria all'altra.

Al contrario, hanno una ridotta capacità di abbellire un'idea o una risposta semplice

per renderla più elegante, espandere i ragionamenti e una minore abilità di sintesi

lessicale.

Relazioni positive si registrano tra fluidità e flessibilità, originalità e produzione

dei titoli. La flessibilità correla con l'originalità che a sua volta correla con

l'elaborazione e la produzione di titoli mentre l'elaborazione correla con la

produzione dei titoli.

Riguardo invece all'incidenza dei livelli di età e del sesso sui singoli fattori del

pensiero divergente emerge che per l'età abbiamo differenze soltanto nella

flessibilità(i sogg di13-14 anni sn più fless);x il sesso abbiamo differenze nella

produzione creativa totale in particolare nei fattori dell'originalità e nella

elaborazione.

Le femmine in entrambi i casi ottengono punteggi medi più elevati dei maschi.

I fattori di personalità

Dall'analisi dei dati ottenuti alle BFC-Q si evidenzia che il campione si colloca nel

livello medio per ogni fattore: energia, amicalità, coscienziosità, instabilità

emotiva e apertura mentale.

Riguardo all'età emergono differenze nei fattori della coscienziosità, instabilità

emotiva e apertura mentale: i soggetti di 13-14 anni evidenziano una ridotta

autoregolazione perseveranza scrupolosità e apertura all' esperienza e alle novità

rispetto a quelli di 11-12 anni. Inoltre i più grandi sono più instabili emotivamente.

Nessuna differenza in base al sesso.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher freestylenew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof De Caroli Maria Elvira.

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