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ESEMPI: si chiede al soggetto di nominare il maggior numero di cose che abbiano determinate proprietà

• (ad es., le cose verdi, di legno, rotonde);

DISEGNI: si chiede al soggetto di indicare il maggior numero di significati attribuibili al medesimo stimolo

• grafico;

USI: si chiede al soggetto di indicare utilizzi non comuni di tre oggetti dati;

• CONSEGUENZE: si chiede al soggetto di elencare le possibili conseguenze di due storie bizzarre e

• fantastiche;

STORIE: si chiede al bambino di inventare due racconti partendo da un'illustrazione grafica;

• PROBLEMI: si chiede al soggetto di indicare delle possibili soluzioni a due semplici problemi proposti.

In ciascuna prova viene valutato il punteggio di fluidità, quello della flessibilità e, infine, quello della originalità. Il

test viene somministrato in forma individuale e viene proposto in forma ludica, non valutativa e in un contesto di

familiarità; i bambini possono eseguire le prove impiegando tutto il tempo che vogliono.

La persona(lità) creativa. Alcuni metodi di analisi.

Esistono due approcci principali allo studio della personalità creativa.

APPROCCIO RETROSPETTIVO. Mediante questo approccio si cerca di individuare le caratteristiche psicologiche

dei soggetti ritenuti creativi, analizzando personalità del passato particolarmente apprezzate proprio per le loro

capacità creative.

A tal proposito, sono stati individuati dieci tratti paradossali del soggetto creativo: la grande energia fisica e, nel

contempo, la quiete che sembra caratterizzare tali soggetti; l'essere contemporaneamente furbi e ingenui;

l'essere scherzosi e disciplinati; l'essere fantasiosi e, allo stesso tempo, realisti e concreti; l'essere introversi ed

estroversi insieme; la compresenza di modestia e orgoglio; l'essere in grado di attivare comportamenti e

sentimenti caratteristici di entrambi i generi, sia quello maschile sia quello femminile; la compresenza di

atteggiamenti ribelli e conservatori; l'essere, nel contempo, appassionati e obiettivi nei confronti del proprio

lavoro; la possibilità di essere esposti, allo stesso tempo, alla gioia e alla sofferenza.

APPROCCIO LONGITUDINALE. Uno dei massimi esponenti di questo approccio fu Torrance, il quale lo utilizzò per

realizzare una ricerca durata ben 22 anni. Da questo studio, l'autore rilevò che le caratteristiche che apparivano

come tipiche dei soggetti creativi (coraggio, perseveranza, curiosità) potevano essere ricondotte ad una forte

motivazione. Tale motivazione, tuttavia, doveva essere sostenuta dall'ambiente, specie quello scolastico.

In generale, i modelli di analisi condotti sulla base di questo approccio ritengono essenziale la presenza di

motivazione intrinseca e centrata sul compito, rilevando che è difficile che una persona operi creativamente se

non ama quello che fa e se non è focalizzata più sull'attività in sé che sulle ricompense.

Gli stili di pensiero: qualche esempio.

Lo stile di pensiero può essere definito come un costrutto riguardante un complesso insieme di atteggiamenti e

caratteristiche che, in maniera stabile, l'individuo utilizza quando interagisce con gli altri. Sono stati formulati

diversi modelli teorici circa gli stili di pensiero.

WITKIN. Ha introdotto il concetto di campo-indipendenza/dipendenza per indicare la tendenza degli individui a

produrre le proprie valutazioni sulla base dei segnali interni o di quelli esterni. Nel primo caso, i soggetti sono

caratterizzati da valutazioni accurate e dalla capacità di articolare campi anche poco strutturati; nel secondo caso,

invece, sono caratterizzati da valutazioni imprecise o errate e dalla tendenza ad avere una modalità percettiva

globale e poco differenziata.

KLEIN e HOLTZMAN. Hanno introdotto una distinzione tra lo stile livellatore e lo stile puntualizzatore. Questi

due stili indicano le differenze mostrate dagli individui nel processo mnestico, nel senso dei modi con cui

percepiscono e memorizzano i contenuti verbali e quelli visivi. Se, per esempio, sono presenti stimoli incoerenti, i

livellatori tendono a condensare gli elementi e a mescolare i contenuti nuovi con quelli vecchi; i puntualizzatori,

al contrario, riescono a mantenere ben diversificati tra loro i contenuti.

LOWENFELD. Ha individuato due stili cognitivi principali: uno basato sulle informazioni visive ed uno basato sulle

informazioni tattili e sulla manipolazione. I soggetti che prediligono la prima modalità conoscitiva si

caratterizzano per un atteggiamento da "spettatori", mentre coloro che prediligono la seconda mostrano un

maggior coinvolgimento centrato sulla manipolazione e sulla partecipazione attiva.

PAIVIO e RICHARDSON. Paivio ha operato una distinzione tra verbalizzatori (soggetti che preferiscono

rappresentazioni linguistiche o, comunque, astratte) e visualizzatori (soggetti che prediligono, invece, le

immagini).

Per rilevare le preferenze individuali nei modi di processamento delle informazioni, Paivio ha realizzato due

questionari: il WOT (Ways of Thinking Questionnaire) e l'IDQ (Individual Differences Questionnaire).

A questi due strumenti se n'è aggiunto un altro, creato da Richardson: il VVQ (Verbalizer-Visualizer

Questionnaire).

TORRANCE. Relativamente alla specializzazione degli emisferi, Torrance ha rilevato la dicotomia tra i soggetti che

utilizzano prevalentemente il lato sinistro o quello destro. Ne conseguono due stili di pensiero differenti: il profilo

sinistro è tipico dei soggetti conformisti, che prediligono compiti strutturati; il profilo destro, invece, si ritrova

soprattutto nei soggetti anticonformisti, che preferiscono le situazioni aperte.

Sulla base di queste ipotesi, Torrance ha realizzato il SOLAT (Style of Learning and Thinking), un questionario che

consentirebbe di rilevare le preferenze "sinistre" per l'apprendimento logico-analitico, il linguaggio verbale e le

materie scientifiche, o le preferenze "destre" per l'apprendimento di tipo visivo, il linguaggio non verbale e le

materie umanistiche. Attraverso questo strumento è emerso che i valori più elevati nella creatività sono stati

raggiunti dai soggetti con pensiero "destro".

KIRTON. Ha rilevato due stili, uno innovatore ed uno adattatore, che si riferiscono alle modalità con cui i soggetti

si comportano quando si trovano in una situazione nuova: utilizzare le situazioni nuove come occasione per

realizzare sperimentazioni mai usate prima, oppure tentare di riportare tali situazioni ad altre già note e familiari

al fine di adottare strategie precedentemente impiegate.

Per misurare tali stili, Kirton ha realizzato il KAI (Kirton Adaptation-Innovation Inventory), un questionario che

permette di misurare tre dimensioni: l'originalità, l'efficienza e la conformità alle regole.

KAUFMANN. Ha individuato due stili, uno esploratore ed uno assimilatore: il primo è tipico di chi è alla ricerca

costante di contesti aperti e situazioni in cambiamento; il secondo, invece, si basa su esperienze già note e

strategie utilizzate in precedenza. In altri termini, l'esploratore è aperto all'esperienza e mostra elevata creatività,

mentre l'assimilatore sembra prediligere schemi già sperimentati, è ansioso e tende a chiudersi all'esperienza.

STERNBERG. Sternberg è noto per aver fornito una teoria triarchica dell'intelligenza e per aver introdotto il

concetto di autogoverno mentale.

Relativamente al primo aspetto, Sternberg ha individuato tre tipi di intelligenza: analitica, creativa e pratica. I

soggetti che possiedono la prima tipologia di intelligenza, in genere, hanno un elevato rendimento scolastico,

sono molto apprezzati dagli insegnanti e sono in grado di riconoscere gli errori presenti nelle idee che stanno

analizzando; i secondi mostrano limiti in tutti gli ambiti in cui gli analitici si distinguono, ma amano presentare

idee proprie; i terzi, infine, mostrano rendimenti medio-bassi a scuola e nei test, ma sono dotati di buon senso e

amano applicare soluzioni pragmatiche.

Secondo la teoria dell'autogoverno mentale gli stili di governo che esistono nel mondo rispecchiano gli stili di

autocontrollo degli individui.

Sternberg ha individuato tredici stili di autogoverno mentale, distinti per funzioni (legislativa, esecutiva e

giudiziaria), forme (monarchica, gerarchica, oligarchica e anarchica), livello (globale o locale), sfere (interne o

esterne) e propensioni (conservatrici o progressiste).

STILE LEGISLATIVO: è caratteristico dei soggetti che amano inventare, progettare e fare le cose

• autonomamente. Si tratta di persone creative, che amano i compiti poco strutturati;

STILE ESECUTIVO: è tipico dei soggetti che amano seguire le direttive altrui e fare ciò che viene chiesto

• loro;

STILE GIUDIZIARIO: è tipico di chi ama valutare e giudicare regole e procedimenti, confrontando, in

• modo analitico, ipotesi diverse;

STILE MONARCHICO: è caratteristico di chi ama fare una cosa alla volta, impegnandovi tutte le energie e

• le risorse;

STILE GERARCHICO: è tipico di chi ama fare molte cose contemporaneamente, stabilendo priorità;

• STILE OLIGARCHICO: è tipico di quei soggetti che amano fare più cose contemporaneamente ma hanno

• problemi a definire le priorità;

STILE ANARCHICO: è tipico dei soggetti che amano avere un approccio casuale alla risoluzione dei

• problemi e non gradiscono gli schemi e le costrizioni;

STILE GLOBALE: è tipico di chi ama le questioni ampie e astratte;

• STILE ANALITICO: è tipico di chi preferisce i problemi concreti che richiedono analisi dettagliate e

• minuziose;

STILE INTERNO: caratterizza i soggetti che tendono ad essere introversi, a lavorare isolandosi dagli altri;

• STILE ESTERNO: caratterizza i soggetti orientati alla socievolezza, all'estroversione e all'interdipendenza;

• STILE CONSERVATORE: è tipico di chi ama far riferimento alle regole, riducendo i cambiamenti ed

• evitando le situazioni poco note e definite;

STILE RADICALE: è tipico di chi cerca attivamente il cambiamento e le situazioni aperte e non delineate.

Sulla base di questi tredici stili di pensiero, Sternberg ha realizzato diversi strumenti finalizzati a valutare lo stile

prevalente nelle persone (sebbene ogni soggetto NON sia definito da uno stile soltanto): Thinking Styles

Inventory, Set of Thinking Styles Tasks for Students, Thinking Styles Questionnaire for Teachers, Student's Thinking

Styles Evaluated by Teachers.

Studio n. 1

Tema della ricerca. Si intende indagare la relazione che intercorre tra la resa creativa e la flessibilità nelle

attribuzioni stereotipiche di genere in soggetti tra i 6 e gli 8 anni;

Ipotesi di ricerca.

I bambini più flessibili nelle scelte stereotipiche di genere sono più creativi;

• I bambini più grandi e quelli con fratelli e/o sorelle sono più flessibili, fluidi, originali, elaborativi e hanno

• un vocabolario più ricco.

Campione. 80 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, equamente suddivisi all'interno di due fasce d'età: 40

soggetti tra i 6 e i 7 anni (20 maschi e 20 femmine) e 40 soggetti tra i 7 e gli 8 anni (20 maschi e 20 femmine).

Il 30% del campione ha uno o più fratelli, il 32,5% una o più sorelle, il 12,5% sia fratelli che sorelle, il 25% è

figlio/a unico/a.

Il campionamento è stato effettuato con metodo casuale tra gli alunni delle prime e delle terze classi elementari

di un Istituto Comprensivo di Catania.

Strumenti e procedure. Per l'esplorazione della produzione creativa (grafica e verbale) è stato utilizzato il TEST

DEL PENSIERO DIVERGENTE (TCD) di WILLIAMS, al fine di indagare i cinque fattori della creatività: flessibilità,

fluidità, elaborazione, originalità e produzione di titoli. Il test (il protocollo A) consiste di 12 cornici che

contengono semplici elementi grafici che fungono da stimolo per la produzione di disegni.

Per l'analisi della flessibilità nelle attribuzioni stereotipiche di genere, invece, è stato impiegato un set di 56 carte

contenenti elementi tradizionalmente associati a uno dei due generi. Il set è formato da:

n. 25 carte che contengono illustrazioni raffiguranti alcuni giocattoli come, ad esempio, bambola,

• camion, pistola o trucco. La scelta riguarda l'attribuzione di giocattoli;

n. 11 aggettivi socio-cognitivi come coraggioso, bugiardo, affamato o aggressivo. La scelta riguarda

• l'attribuzione di tratti;

n. 20 carte in cui sono raffigurate alcune professioni tra cui muratore, baby sitter, fioraio o astronauta. La

• scelta riguarda l'attribuzione delle professioni.

Insieme al set di carte sono state utilizzate due silhouette raffiguranti, rispettivamente, la sagoma di un maschio e

quella di una femmina, cui i bambini dovevano associare ciascun giocattolo, tratto o professione.

Gli strumenti sono stati somministrati individualmente e nel seguente ordine: dapprima il protocollo A del TCD

con la relativa consegna e, di seguito, il set delle 56 carte.

Analisi dei dati. L'analisi dei dati è stata condotta mediante l'utilizzo del software SPSS (Statistical Package for

Social Science - Pacchetto Statistico per le Scienze Sociali). Per l'elaborazione dei dati ottenuti al TCD sono stati

codificati i disegni realizzati da ciascun bambino nelle 12 cornici secondo le indicazioni fornite da Williams; per

l'analisi delle gender choices, invece, sono stati calcolati tre indici di flessibilità relativi alla scelta dei giocattoli,

dei tratti e delle professioni, ottenuti dal rapporto tra la somma delle scelte "entrambi" e il numero totale delle

carte.

Risultati. Dall'analisi dei dati è emerso che i bambini ottengono punteggi più elevati nei fattori fluidità e

flessibilità e punteggi più bassi in quelli dell'originalità, della produzione di titoli e dell'elaborazione.

Inoltre, dall'analisi delle correlazioni sono emerse relazioni significative tra i cinque fattori esaminati: i bambini

fluidi, infatti, risultano anche più flessibili e originali, mentre quelli originali risultato, soprattutto, ricchi di parole

nel loro vocabolario ed elaborativi.

Emergono differenze anche in relazione all'età: i bambini più grandi, infatti, ottengono punteggi

significativamente più elevati nella resa creativa totale e, in particolare, nella fluidità, originalità e produzione di

titoli. Nessuna differenza, invece, in relazione alla flessibilità e alla elaborazione. Inoltre, è emerso che i bambini

che possiedono nel nucleo familiare fratelli e/o sorelle raggiungono punteggi più alti rispetto ai figli unici nel

fattore flessibilità.

In merito agli indici di flessibilità nelle attribuzioni stereotipiche, l'analisi dei dati consente di evidenziare che il

campione effettua attribuzioni rigide e significativamente differenziate per il profilo ludico maschile e per quello

femminile, a eccezione del gioco degli scacchi, attribuito da un numero elevato di bambini a entrambe le

silhouette. In particolare i giocattoli attribuiti alla silhouette del maschio rientrano nell'area della locomozione,

della guerra e delle tecnologia, mentre quelli attribuiti alla silhouette femminile riguardano l'ambito della cura di

sé e degli altri e l'ambito domestico. Solo una ridotta parte del campione attibuisce i giocattoli ad entrambe le

silhouette. Per quanto riguarda l'attribuzione dei tratti, sono emerse attribuzioni stereotipiche più flessibili,

sebbene tratti in prevalenza negativi vengano attribuiti in prevalenza alla silhouette del maschio. In merito

all'attribuzione delle professioni, infine, è emerso che alcune professioni sono ritenute prevalentemente maschili

(vigile, poliziotto, idraulico, giudice), mentre altre sono valutate come femminili (ballerina, insegnante). Fa

eccezione l'attività "prendersi cura dei bambini", assegnata a entrambe le silhouette da 32 degli 80 soggetti.

Tali differenze sembrano essere riconducibili prevalentemente all'età: i bambini più grandi, infatti, effettuano

attribuzioni più flessibili.

Per quanto riguarda l'influenza della flessibilità stereotipica di genere sulla creatività è emerso che:

maggiore è la flessibilità nell'attribuzione delle professioni, maggiori sono l'originalità e la produzione di

• titoli. In particolare, l'originalità sembra appartenere prevalentemente alle femmine, ai bambini più

grandi e a quelli con fratelli e/o sorelle, mentre per la produzione di titoli si conferma l'incidenza in

relazione al possedere fratelli e/o sorelle;

maggiore è la flessibilità nell'attribuzione di tratti socio-cognitivi, maggiore è la resa creativa. In

• particolare, ciò si verifica nelle femmine e nei bambini con fratelli e/o sorelle.

Sintesi dei risultati.

FATTORI DI CREATIVITA'. Coerentemente alle ipotesi iniziali, i bambini più grandi risultano più abili nella

• capacità di generare una grande quantità di idee, in quella di pensare in modi nuovi e originali e di

produrre vocaboli complessi. Inoltre i bambini con fratelli e/o sorelle sono più abili nella capacità di

passare da una categoria mentale all'altra;

GENDER CHOICES. Sono rigidamente associati al profilo femminile giocattoli che rimandano alla cura di

• sé e degli altri e al setting domestico, mentre a quello maschile giocattoli che richiamano situazioni

ludiche centrate sulla gruppalità, sullo scontro fisico e sulla locomozione. La scelta dei giocattoli, inoltre,

è coerente con la scelta delle professioni (ad esempio, pistola e poliziotto per i maschi, macchina da

cucire e sarta per le femmine). La flessibilità stereotipica di genere emerge in modo significativo nella

scelta dei tratti socio-cognitivi, specie nei soggetti più grandi;

RELAZIONE TRA FLESSIBILITA' STEREOTIPICA & CREATIVITA'. I soggetti più flessibili nell'attribuzione

• delle professioni risultano più abili nell'originalità e nella produzione di titoli, mentre, per quanto

riguarda i tratti socio-cognitivi, i soggetti di sesso femminile e con fratelli e/o sorelle operano scelte più

flessibili e, pertanto, risultano più produttivi nella resa creativa.

Studio n. 2

Tema della ricerca. Si intende indagare la relazione che intercorre tra la resa creativa e la flessibilità nelle

attribuzioni stereotipiche di genere ed estendere tale analisi a soggetti più grandi di quelli precedentemente

esaminati.

Campione. 60 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (30 maschi e 30 femmine), equamente suddivisi

all'interno di tre fasce d'età: 6-7 anni, 8-9 anni, 10-11 anni.

Il 31,7% del campione ha uno o più fratelli, il 38,3% una o più sorelle, il 18,3% sia fratelli che sorelle, l'11,7% è

figlio/a unico/a.

Il campionamento è stato effettuato con metodo casuale tra gli alunni delle prime, delle terze e delle quinte

classi elementari di un circolo didattico di Catania.

Strumenti e procedure. Sono stati somministrati il protocollo A del TCD di Williams e le tre gender choices con le

stesse procedure della ricerca precedente.

Risultati. Dall'analisi dei dati è emerso che i bambini ottengono punteggi più elevati nei fattori fluidità e

flessibilità e punteggi più bassi in quelli della produzione di titoli e dell'elaborazione. Intorno alla media

normativa, invece, nel fattore dell'originalità.

Inoltre, dall'analisi delle correlazioni sono emerse relazioni significative tra i fattori esaminati: i bambini originali,

infatti, risultano anche più elaborativi e abili nella produzione verbale, mentre quelli elaborativi risultato ricchi di

parole nel loro vocabolario.

Con riferimento all'età, è emerso che i soggetti più grandi (quinta classe) ottengono punteggi più elevati di quelli

più piccoli (prima e terza classe) in quattro fattori, a eccezione della flessibilità. Il possedere o meno fratelli e/o

sorelle non incide sui fattori di creatività.

In merito agli indici di flessibilità nelle attribuzioni stereotipiche, l'analisi dei dati consente di evidenziare che il

campione effettua attribuzioni rigide e significativamente differenziate per quanto riguarda i giocattoli, a

eccezione del tamburo e degli scacchi, attribuiti da un numero elevato di bambini a entrambe le silhouette. Per

quanto riguarda l'attribuzione dei tratti, sono emerse attribuzioni stereotipiche più flessibili: una parte dei

soggetti associa i tratti ad entrambe le silhouette e un'altra parte alla silhouette del maschio. Nessuna

caratteristica, invece, viene attribuita alla silhouette femmina. In merito all'attribuzione delle professioni, infine,

è emerso che i bambini assegnano le attività domestiche alla silhouette femmina, mentre quelle pratico-manuali

e quelle specialistiche alla silhouette maschio. Fanno eccezione le attività di insegnare, vendere fiori e

mendicare, attribuite a entrambe le silhouette.

L'età incide in parte sulla flessibilità stereotipica: sembra, infatti, che i bambini di 10-11 anni effettuino scelte più

flessibili rispetto a quelli di 6-7 anni nell'attribuzione dei tratti e nell'attribuzione delle professioni. Nessuna

differenza sembra riconducibile, invece, al sesso e al fatto di possedere o meno fratelli e/o sorelle.

Per quanto riguarda l'influenza della flessibilità stereotipica di genere sulla creatività è emerso che maggiore è la

flessibilità nell'attribuzione dei tratti socio-cognitivi:

maggiore è l'originalità nella produzione creativa;

• maggiore è la resa creativa nella produzione di titoli;

Ciò appare rilevante nei bambini di 6-7 anni, nei maschi e nei bambini con fratelli e/o sorelle.

Sintesi dei risultati.

FATTORI DI CREATIVITA'. I soggetti più grandi (10-11 anni) risultano più abili nella capacità di generare

• una grande quantità di idee, in quella di pensare in modi nuovi e originali, di produrre vocaboli

complessi e in quella di estendere o espandere le idee;

GENDER CHOICES. La flessibilità stereotipica di genere emerge in modo significativo nella scelta dei tratti

• socio-cognitivi, specie nei soggetti più grandi. L'attribuzione dei giocattoli e delle professioni, invece,

risulta più strettamente legata alle categorie di genere.

RELAZIONE TRA FLESSIBILITA' STEREOTIPICA & CREATIVITA'. I soggetti più flessibili nell'attribuzione dei

• tratti socio-cognitivi risultano più abili nell'originalità e nella produzione di titoli. Ciò si realizza in misura

più evidente nei soggetti più piccoli e in quelli con fratelli e/o sorelle.

Studio n. 3

Tema della ricerca. Si intende confrontare la resa creativa e la flessibilità stereotipica di genere nei due gruppi di

bambini di 6-7 anni estrapolati dai campioni utilizzati nelle due precedenti ricerche e frequentanti contesti

scolastici caratterizzati da POF diversi. La scuola I, infatti, mostra un approccio centrato sull'acquisizione di nuove

competenze e sulla valorizzazione delle potenzialità di ciascun alunno in vista del proseguimento degli studi e

della formazione futura. La scuola II, invece, è caratterizzata dall'apertura verso l'Altro e dall'enfasi posta sui

processi di socializzazione.

Ipotesi di ricerca. Si può ipotizzare che i bambini della scuola II risulteranno più creativi e flessibili nelle

attribuzioni stereotipiche di genere rispetto ai bambini della scuola I.

Campione. Il confronto è stato effettuato tra i bambini di 6-7 anni presenti nella prima ricerca e quelli di 6-7 anni

presenti nella seconda.

Strumenti e procedure. E' stata utilizzata la stessa metodologia d'indagine delle precedenti ricerche (TCD e

gender choices).

Risultati della ricerca. Dal confronto effettuato tra i due gruppi di bambini non si rilevano differenze significative

nella resa creativa. Si può concludere che, in questa fascia d'età, il differente clima scolastico non incide sulla

creatività.

Per quanto riguarda la flessibilità stereotipica di genere, invece, è emerso che i bambini della scuola II, in

particolare le femmine, risultano più flessibili di quelli della scuola I in tutte e tre le gender choices. Ne deriva che

il contesto scolastico influenza la flessibilità degli stereotipi di genere.

Personalità & pensiero divergente in età adolescenziale

Lo studio della personalità è stato oggetto di differenti prospettive. Un modello per la descrizione della

personalità che ha ricevuto ampio consenso da parte degli psicologi è il cd. BIG FIVE o MODELLO DEI CINQUE

FATTORI.

Secondo tale modello sarebbe possibile descrivere la personalità sulla base di cinque fattori principali

relativamente autonomi tra loro e universali. Essi sono: ENERGIA, AMICALITA', COSCIENZIOSITA', STABILITA'

EMOTIVA e APERTURA MENTALE.

Per quanto riguarda il fattore dell'energia, i soggetti che ottengono elevati punteggi presentano un immagine di

sé caratterizzata dal dinamismo, dalla loquacità e dalla capacità di primeggiare. Al contrario, coloro che

ottengono bassi punteggi in questo fattore si presentano come taciturni, sottomessi e privi di entusiasmo.

Per il fattore dell'amicalità, i soggetti che ottengono alti punteggi in questa dimensione si presentano come

altruisti, generosi e particolarmente empatici e fiduciosi verso gli altri. Il contrario accade per coloro i quali

ottengono bassi punteggi.

Per quanto riguarda la dimensione della coscienziosità, è stato rilevato che coloro che ottengono alti punteggi si

rivelano scrupolosi, affabili e intraprendenti.

Per la stabilità emotiva, è emerso che i soggetti che ottengono elevati punteggi in questo fattore possiedono

elevata pazienza, controllo delle emozioni negative e buona capacità di gestire gli impulsi.

Infine, alcuni autori hanno definito l'apertura mentale attraverso i fattori della cultura, dell'intelletto e

dell'apertura all'esperienza. Coloro i quali ottengono elevati punteggi in questa dimensione, infatti, sono

caratterizzati dall'interesse verso le cose nuove e dal contatto con gli altri. Inoltre, questi soggetti, sono

contraddistinti da elevati livelli di creatività, curiosità e immaginazione.

Particolarmente importante è la relazione che intercorre tra i fattori della personalità e il pensiero divergente.

Obiettivi della ricerca. La ricerca è stata realizzata al fine di indagare la relazione che intercorre tra i fattori del

pensiero divergente e quelli di personalità in soggetti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, e, nel contempo, allo

scopo di verificare eventuali differenze imputabili all'età o al sesso.

Campione. 120 soggetti tra gli 11 e i 14 anni (60 maschi e 60 femmine), frequentanti le classi medie inferiori di

due Istituti Comprensivi di Catania e divisi in tre livelli di età (40 di 11-12 anni, 40 di 12-13 anni, 40 di 13-14 anni).

Strumenti e procedure. Sono stati utilizzati i seguenti strumenti di misura:

il TEST DEL PENSIERO DIVERGENTE (TCD) di WILLIAMS, al fine di indagare i cinque fattori della creatività:

• flessibilità, fluidità, elaborazione, originalità e produzione di titoli. Il test (il protocollo A) consiste di 12

cornici che contengono semplici elementi grafici che fungono da stimolo per la produzione di disegni;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AnnaPortaro91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof De Caroli Maria Elvira.

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