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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

1. LO STUDIO DELLO SVILUPPO

La psicologia dello sviluppo cerca di rispondere a 3 domande-chiave:

1. Qual è la natura del cambiamento che caratterizza lo sviluppo?

Il cambiamento è considerato di natura quantitativa, per cui lo sviluppo è un graduale accumulo

di cambiamenti nel tempo (comportamentismo), o di natura qualitativa, in cui lo sviluppo implica

la comparsa di nuove capacità o la trasformazione di capacità preesistenti (costruttivismo)

2. Quali processi causano questo cambiamento?

Le teorie si differenziano per il ruolo attribuito ai fattori genetici (maturazionismo) e ambientali

(comportamentismo) per spiegare il comportamento. Le teorie organismiche hanno una posizione

intermedia, e ritengono che lo sviluppo risulti dall’interazione tra fattori genetici e ambientali

3. Si tratta di un cambiamento continuo e graduale o discontinuo e improvviso?

Caratterizzare lo sviluppo come continuo e graduale segue l’idea dei cambiamenti quantitativi ,

mentre si vede lo sviluppo come discontinuo se lo si fa consistere in cambiamenti qualitativi .

1.1 - I BAMBINI NELLA STORIA OCCIDENTALE

Fino al 1700 erano diffusi il ricorso alla balia, gli infanticidi, le separazioni e i maltrattamenti

(fasciatura). Solo a partire dal 1800, il diffondersi delle idee romantiche e dell’idea della “famiglia

nucleare” avviarono una rivoluzione sentimentale: la funzione parentale si concentrò di più intorno

alla madre e al padre biologici (concentrazione degli affetti), mentre il bambino diventò un bene

prezioso e la scolarizzazione una necessità. Nacque la cultura dell’infanzia, e lo STILE EDUCATIVO

subì delle variazioni. Si considerò inadatto lo stile autoritario, basato su obbedienza, regole

indiscutibili, punizioni corporali e assenza di dialogo genitori-figli. Le alternative erano:

- Stile permissivo : i genitori cedono a qualsiasi capriccio, viene a mancare una guida, una linea

di condotta, ci può essere dialogo ma non vengono posti né limiti né richieste

- Stile rifiutante : i genitori sono distaccati o troppo impegnati, tengono i figli a distanza e ne

ignorano i bisogni psicologici (i figli crecono tendenzialmente immaturi e con senso di rivalsa)

- Stile iperprotettivo/possessivo : i genitori si sovrappongono ai figli in ogni scelta, sono invadenti

e preoccupati, e non permettono ai figli di diventare autonomi (creano dei “piccoli tiranni’)

Migliore è lo stile autorevole: il genitore chiede rispetto e fornisce regole adatte al temperamento e

all’età dei figli. Riconosce i loro desideri e bisogni, sollecita le loro opinioni e promuove l’autonomia.

Mary Winn teorizza che si sta indebolendo la tendenza a proteggere i bambini, e che questi sono

esposti troppo precocemente alle esperienze del mondo adulto. Packard sostiene che, a

differenza del bambino moderno piagetiano (acquisisce gradualmente la conoscenza ed è protetto

dal mondo degli adulti), il bambino postmoderno riceve cure materiali, si muove in spazi chiusi

(casa, scuola) ed è più esposto a violenza e solitudine. La famiglia post-moderna è mobile e cambia

facilmente struttura: al bambino accelerato si chiede di adattarsi precocemente ai cambiamenti

che dipendono dai bisogni degli adulti. Ne deriva la mancanza di confini e spazi protetti.

I bambini hanno alcuni :

BISOGNI FONDAMENTALI

• Amore incondizionato : sentirsi amati incondizionatamente, non solo quando si è “buoni”

• Rispetto per la sua personalità : i sentimenti dei bambini non devono essere ignorati o derisi

• Tempo degli adulti : i bambini hanno bisogno che qualcuno presti loro attenzione

• Stabilità : i bambini necessitano di punti di riferimento, altrimenti si sentono incerti ed insicuri

• Adulti responsabili : gli adulti devono essere emotivamente più forti dei bambini

• Aiuto nella crescita : il bambino deve essere aiutato a conquistare responsabilità adeguate a lui

1

1.2 - PRINCIPALI APPROCCI TEORICI

• C : nasce con Watson e si rifà all’empirismo:

OMPORTAMENTISMO

L’organismo è docile, plasmabile (“tabula rasa”) ed ha capacità illimitata di apprendimento

­ Il cambiamento è prodotto da cause ambientali: l’organismo viene plasmato dall’ambiente

­ Lo sviluppo viene ridotto al più semplice processo dell’apprendimento, i cui meccanismi

­ operano allo stesso modo per tutto il ciclo vitale

Il comportamento complesso è un insieme di comportamenti semplici (riduzionismo)

­ Nella spiegazione di un comportamento, un meccanismo esplicativo generale è preferibile

­ ad uno che spiega una ristretta gamma di fenomeni (parsimonia)

Il è la sperimentazione e l’osservazione con massimo grado di controllo

­ METODO

Si distingue tra il comportamentismo radicale di Skinner, secondo cui lo sviluppo è regolato dal

condizionamento classico e dal condizionamento operante e prevede una lunga sequenza di

esperienze di apprendimento (modellamento) e la l’apprendimento sociale di Bandura,

secondo il quale l’apprendimento deriva anche dall’osservazione, senza che vi sia rinforzo.

Le ovvie a questo approccio sono:

CRITICHE

L’apprendimento non funziona in modo uniforme (Köhler dimostra l’apprendimento per

 insight nello scimpanzé, assai diverso dall’apprendimento per prove ed errori)

E’ riduttivo spiegare l’apprendimento come un’associazione tra stimoli e risposte: le

 prestazioni cognitive sono influenzate dal contesto e dal significato del compito (secondo

Tolman il comportamento si basa anche su fattori psicologici come scopi e significati)

Il cambiamento evolutivo influenza le capacità di apprendimento e memoria , in quanto

 cambia le strategie che l’individuo utilizza nell’eseguire i compiti cognitivi

• M : si sviluppa a partire dalle idee di Gesell, secondo il quale:

ATURAZIONISMO

­ La maturazione regola la comparsa di nuove abilità con l’avanzare dell’età

­ Sia le sequenze di maturazione comuni a tutti gli individui, sia le differenze tra individui

(intelligenza, temperamento) sono influenzati dall’ereditarietà

­ Lo sviluppo dovuto alla maturazione avviene indipendentemente da pratica ed esercizio

­ La maturazione può essere alterata da condizioni ambientali estreme (denutrizione)

­ L’ esperienza gioca un ruolo marginale , accelerando o ritardando la comparsa di abilità che

si sarebbero comunque manifestate ad una certa età sulla base di un programma genetico

(studio su una coppia di gemelle di 11 mesi e la loro abilità di arrampicarsi sulle scale).

L’approccio di Chomsky è più moderato: la capacità di acquisire il linguaggio è innata, ma

l’ esperienza gioca un ruolo nell’effettivo processo di acquisizione della lingua materna.

• C : o approccio organismico, nasce con Piaget e si rifà all’interazionismo:

OSTRUTTIVISMO

L’organismo è attivo, teso a realizzare le proprie potenzialità e si autorganizza (strutturalismo)

­ Il bambino costruisce attivamente e gradualmente la propria comprensione di sé, degli altri e

­ del mondo esterno attraverso un continuo interscambio con l’ambiente

Il cambiamento è la caratteristica primaria del comportamento, ed è guidato da leggi

­ regolative e risponde a principi organizzativi intrinseci (assimilazione e accomodamento)

Studio delle credenze infantili, delle euristiche, delle strategie di ragionamento e degli

­ errori sistematici, al fine di comprendere come un bambino si rappresenti la realtà

Lo sviluppo cognitivo consiste in una serie di profonde trasformazioni, ciascuna delle quali

­ riflette un migliore equilibrio tra individuo e ambiente (il pensiero infantile è

qualitativamente diverso dal pensiero adulto). Strutture cognitive di crescente complessità e

stabilità compaiono secondo una sequenza invariabile e universale di stadi di sviluppo

Il è la sperimentazione e l’osservazione con moderato grado di controllo

­ METODO

Il costruttivismo ha influenzato lo studio della cognizione dei bambini, ma ha ricevuto :

CRITICHE

La teoria stadiale è una ipersemplificazione dello sviluppo evolutivo

 2

Le descrizioni di Piaget sono modelli logici astratti e lontani dal comportamento reale

 Trascura il contesto in cui si svolge l’attività e le relazioni sociali (il bambino è solitario)

• P : prende chiaramente spunto dalle teorie di Freud:

SICOANALISI

L’organismo è simbolico e determinato dalla sua storia personale

­ Il cambiamento è l’esito di conflitti interni

­ Lo sviluppo è un cambiamento qualitativo e procede secondo stadi

­ Ruolo fondamentale delle emozioni , dei rapporti affettivi e delle esperienze infantili

­ Il è l’osservazione con controllo minimo (osservazione naturalistica, colloquio

­ METODO

clinico) e l’osservazione della relazione osservatore-osservato durante il setting terapeutico

Questo approccio non è interessato a indagare le cause e gli effetti del comportamento, ma

piuttosto a ricostruire la storia personale degli individui e a cercarne i nessi significativi.

La psicoanalisi ha influenzato lo studio delle emozioni infantili. Alcune contro di essa:

CRITICHE

Sopravvalutazione del bisogno di soddisfacimento orale nel legame madre-bambino

 Freud costruisce la rappresentazione dell’infanzia dai ricordi autobiografici degli adulti

 Poiché il metodo psicoanalitico si basa sulla rievocazione e sul ricordo dell’infanzia, non è

 semplice studiarne gli esiti con un controllo scientifico rigoroso

• E : assume che il comportamento derivi dall’azione della selezione naturale e studia i

TOLOGICO

comportamenti innati specie-specifici (comportamenti spontanei di accudimento nei primati). Il

comportamento innato specie-specifico è stato da Bowlby applicato allo sviluppo umano:

La tendenza del bambino al contatto fisico con la madre non può ricondursi al mero bisogno

­ di nutrimento (teoria psicoanalitica). Harlow ha mostrato come dei piccoli di macaco cerchino

il contatto con “madri di stoffa”, che offrono calore e morbidezza, piuttosto che con “madri di

ferro”, anche se forniscono del cibo. Con ciò mostra che l’attaccamento non deriva dal

bisogno di nutrimento, ma dal bisogno di contatto e protezione.

Il è l’ osservazione dissimulata dell’individuo nel suo ambiente di vita (in particolar

­ METODO

modo, della relazione madre-bambino)

I di questo approccio possono essere così riassunti:

LIMITI

L’enfasi sulla rilevazione oggettiva può far perdere il significato di certi comportamenti

 A volte sono necessarie modificazioni o manipolazioni sperimentali per verificare

 l’importanza di alcune variabili ambientali sul comportamento in esame

1.3 - ECOLOGIA DELLO SVILUPPO

Fino agli anni ’70 si considerava molto ristretto il contesto in cui il bambino si sviluppa (famiglia,

scuola). Bronfenbrenner, fondatore dell’ allo sviluppo, individua le complesse

APPROCCIO ECOLOGICO

componenti del contesto in una serie ordinata di strutture, incluse l’una nell’altra:

Microsistema : la situazione ambientale in cui è inserito l’individuo (relazione col genitore)

I. Mesosistema : considera le relazioni tra microsistemi (legame tra scuola e famiglia)

II. Esosistema : eventi che si verificano quando l’individuo non è presente (lavoro dei genitori)

III. Macrosistema : politiche sociali e servizi che caratterizzano una data comunità

IV.

1.4 - DIFFERENZE INDIVIDUALI NELLO SVILUPPO

L’analisi delle è un aspetto trascurato dalle concezioni stadiali (Piaget,

DIFFERENZE INDIVIDUALI

Freud). Queste possono essere intese in senso interindividuale (differenze tra aspetti dello sviluppo

in individui diversi) o intraindividuale (differenze tra aspetti dello sviluppo in uno stesso individuo), e si

spiegano considerando l’interazione tra fattori maturativi, ambiente, apprendimento e istruzione.

Alcuni studiosi hanno analizzato le differenze nel ritmo di acquisizione della lingua materna: alcuni

bambini iniziano a parlare a 8-9 mesi, altri intorno ai 18-20 mesi, ma questi ultimi non evidenziano,

nella crescita, un ritardo nel linguaggio. In altri termini, la precocità di alcuni bambini, così come la

lentezza di altri, è nella norma, ed è spesso causata da variabili sociodemografiche.

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Altri hanno analizzato le differenze nel temperamento (lo stile di comportamento di un individuo

quando interagisce con l’ambiente). Chess e Thomas ipotizzarono che ciascun individuo nasce

provvisto di caratteristiche temperamentali (adattabilità a nuove esperienze, intensità delle

risposte, stato d’animo) che persistono dall’infanzia fino all’età adulta. Una di queste, il livello di

attività, differenzia gli individui e si mantiene nel corso della vita (dai 2 mesi fino a oltre i 10 anni).

2. METODI DI INDAGINE

Osservazione e sperimentazione possono essere viste come le estremità di un continuum: mentre

la distinzione tra gli estremi è netta, in termini di intervento del ricercatore sul fenomeno indagato

(minimo/massimo), nella zona intermedia si collocano i metodi quasi-sperimentali e correlazionali.

In tutti i metodi di indagine è importante rispettare i . È necessario che i partecipanti

PRINCIPI ETICI

diano il consenso informato: un accordo volontario a partecipare ad uno studio, essendo stati

informati circa i suoi scopi, procedure, rischi e benefici (conoscenza del proprio ruolo). Inoltre, il

ricercatore non deve usare procedure che possano danneggiare il bambino sia fisicamente che

psicologicamente. Un altro principio che occorre seguire è quello della riservatezza (anonimato).

2.1 - METODO SPERIMENTALE E CORRELAZIONALE

Nel , lo sperimentatore manipola la variabile indipendente e rileva se la

DISEGNO SPERIMENTALE

modificazione influenza il comportamento indagato, la variabile dipendente. Il raffronto si ottiene

dividendo casualmente i soggetti in un gruppo sperimentale e un gruppo di controllo, a seconda

che venga sottoposto o meno alla manipolazione della variabile indipendente.

I del disegno sperimentale sono rappresentati dalla capacità di stabilire relazioni causa-

VANTAGGI

effetto tra variabili e dalla possibilità di essere replicato, ottenendo così ulteriori conferme o

smentite.

Gli sono che gli individui in condizioni artificiali e controllate potrebbero non comportarsi

SVANTAGGI

come nella vita reale. Pertanto, difficilmente i risultati di una ricerca sperimentale possono

essere generalizzati al di fuori dell’ambiente controllato in cui sono raccolti : la generalizzabilità

dei risultati corrisponde alla validità esterna della ricerca. Minore è la generalizzabilità dei risultati,

minore è la validità esterna dell’esperimento. Tuttavia, l’esperimento gode di norma di una buona

validità interna (o validità ecologica): se le condizioni sperimentali sono ben controllate, la

relazione tra variabili indipendenti e variabili dipendenti è proprio quella proposta dal ricercatore .

Se non è possibile manipolare le variabili indipendenti (problemi etici) o assegnare casualmente

-

i soggetti ai gruppi sperimentale e di controllo, si usa il , nel quale

DISEGNO QUASI SPERIMENTALE

si confrontano tra loro gruppi la cui composizione non è casuale . Il ricercatore trova bambini in cui

la variabile da studiare sia presente naturalmente (etnia, religione), e li confronta con un altro

gruppo il più possibile simile al primo per tutte le caratteristiche al di fuori di quella naturale

indagata.

Con il si misura il grado di associazione tra variabili senza manipolarle

DISEGNO CORRELAZIONALE

sperimentalmente e senza distinguere tra gruppo sperimentale e di controllo. Ha pertanto scopi

descrittivi e non consente di ricavare conclusioni sulla relazione causa-effetto tra variabili. Si

utilizza quando non è possibile individuare gruppi che differiscono per l’aspetto che interessa.

2.2 - L’OSSERVAZIONE

L’ sceglie di non controllare le variabili indipendenti e di osservare il comportamento

OSSERVAZIONE

quando si verifica spontaneamente. Inoltre, mentre la sperimentazione è interessata alle relazioni

che potrebbero esistere tra variabili, l’osservazione si propone di indagare relazioni che già

esistono. Al pari del disegno correlazionale, l’osservazione ha scopi descrittivi e non è in grado di

verificare la presenza di relazioni causa-effetto tra variabili.

L’osservazione varia per il tipo di ambiente e per il grado di intervento sull’ambiente e sul

comportamento osservato. Si distinguono 4 tipi di studi, poiché l’ambiente può essere naturale

4

(studio sul campo) o artificiale (studio in laboratorio), e il tipo di studio può essere strutturato o non

strutturato: nel primo l’osservatore impone restrizioni sulla situazione o sulla risposta del

soggetto; nel secondo si limita ad osservare e registrare ciò che avviene nell’ambiente.

• O E : o naturalistica, il ricercatore ha un minimo grado di controllo

SSERVAZIONE TOLOGICA

sull’oggetto di studio. Questa metodologia ha caratterizzato i primi studi di psicologia dello

sviluppo. È molto utilizzata per analizzare i primi anni di vita o il comportamento sociale dei

bambini. Influenzata dalla teoria evoluzionistica di Darwin, si interessa alla funzione adattiva

del comportamento. L’osservatore non deve interferire con ciò che osserva, al fine di

registrare accuratamente comportamenti il più possibile spontanei. È condotta in ambiente

naturale e può distinguersi in dissimulata (i soggetti non sono consapevoli di essere osservati) e

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davril86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bellagamba Francesca.
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