Psicologia della personalità e delle differenze individuali
Cos'è la personalità?
Il costrutto di personalità possiede molte definizioni, per una miglior comprensione è utile spiegare come viene utilizzato:
- Coerenza e continuità: Le persone rimangono sé stesse nel tempo (es. Giovanna è sempre stata una bambina estroversa e lo è ancora).
- Forza causale: Spiega il perché di determinati comportamenti (es. Luigi ha detto quelle cose perché è molto sicuro di sé).
- Rappresentativo: Si sintetizzano diverse qualità che caratterizzano la persona. Nel descrivere una persona si fa riferimento alla sua personalità (es. Giacomo è estroverso).
La personalità è intesa come:
- Un'organizzazione gerarchica di funzioni.
- Un insieme stabile di modi di conoscere, desiderare ed agire.
- Un sistema in costante interazione con altri sistemi ed in grado di estendere nel corso dello sviluppo i propri gradi di libertà grazie all'interazione con le componenti biologiche, ambientali e sociali.
- Un'entità che emerge grazie alle proprietà auto-riflessive e auto-regolatorie.
Cosa studia la psicologia della personalità?
Lo studio della personalità viene condotto essenzialmente su tre livelli:
- Universali umani: Tematica relativa agli elementi comuni tra le persone (es. desiderio di accettazione tipico della natura umana).
- Differenze individuali/Differenze tra gruppi: Si riferisce ad elementi simili per alcuni e differenti per altri (es. Similitudini/differenze di genere, similitudini/differenze tra gruppi di età, similitudini/differenze tra gruppi di culture differenti).
- Unicità: Identifica ciò per cui ogni persona è differente dalle altre (es. modo in cui si ama).
Inoltre lo studio della personalità può essere diviso all'interno di due poli:
Struttura
Fa riferimento alla struttura della personalità, ovvero quanto essa si identifica all'interno dei tratti. Altri elementi che determinano la struttura della personalità sono:
- Carattere: Pone l'accento sulle componenti morali e valutative.
- Temperamento: Fa riferimento a caratteristiche individuali di natura energetica e temporale come l'attività, la reattività, l'eccitabilità e la velocità di reazione.
- Tipi: Si riferiscono ad insiemi di tratti, ad esempio:
- Resilienti: Equilibrati, diligenti, gradevoli.
- Super-controllati: Socialmente inibiti, emotivamente instabili.
- Ipo-controllati: Negligenti, ostili.
Dinamica
Identifica la personalità come un sistema in grado di interagire con l'ambiente in accordo al raggiungimento di mete. Nel dettaglio si occupa di:
- Processi alla base della costruzione del sé.
- Esperienza di un'identità personale.
- Strategie d'adattamento all'ambiente.
Dalle teorie ingenue a quelle scientifiche
La psicologia della personalità si pone come un punto di contatto tra la psicologia dei processi di base (teorie cognitive, motivazionali) e la psicologia applicata, rispondendo al tentativo di collegare la ricerca scientifica alle esigenze pratiche. Nell'ambito dell'applicazione pratica della psicologia si possono distinguere due tipi di teorie:
- Teorie ingenue: Teorie formulate dalle persone, sulla base di osservazioni, per spiegare il comportamento altrui. Da queste osservazioni si sviluppano credenze e rappresentazioni in relazione alla personalità.
- Teorie scientifiche: Teorie basate sulla verifica sperimentale, la quale avviene attraverso osservazioni sistematiche ed obiettive.
Fattori che determinano la personalità
- Fattori genetici: Questi fattori si concentrano sul ruolo dell'eredità nel determinare le caratteristiche di personalità (es. timidezza o aggressività, spinta al successo).
- Fattori disposizionali: Le persone si differenziano le une dalle altre in base al possesso di disposizioni stabili, ovvero tratti. Essi sono definiti come elementi costitutivi della personalità che rimangono costanti nel corso della vita, garantendo coerenza e continuità nel comportamento sia in senso evolutivo-longitudinale che cross-situazionale.
- Fattori socioculturali: Si riferiscono a determinanti socioculturali che caratterizzano il modo di essere di un individuo (es. influenza della cultura sull'educazione familiare, religione, senso di giustizia). Fanno riferimento anche a variabili come il livello socio-economico familiare, ordine di nascita, componenti della famiglia.
- Fattori legati all'apprendimento: Legati prevalentemente alla scuola comportamentista. Fanno riferimento all'esposizione degli individui a condizionamenti ambientali ed al modellamento ricevuto da rinforzi positivi/negativi in determinati contesti di riferimento (es. cambiamenti nella personalità in funzione di punizioni e ricompense ricevute).
- Meccanismi inconsci: L'inconscio nasconderebbe le reali cause del comportamento. La personalità può essere compresa attraverso lo studio delle modalità non consapevoli con cui le persone si esprimono (es. sogni, lapsus, associazioni libere).
- Processi cognitivi: Le persone si caratterizzano per come percepiscono ed elaborano le informazioni ambientali e di conseguenza si pongono degli obiettivi e si autoregolano per raggiungerli.
Metodi di indagine nello studio della personalità
Il processo di valutazione della personalità è anche chiamato assessment. Durante questo processo è possibile avvalersi di differenti tipologie di informazioni relative all'individuo che viene valutato. Nel dettaglio vi sono quattro differenti tipologie di dati che vengono comunemente impiegate nell'indagine scientifica sulla personalità, le quali vengono identificate con l'acronimo LOTS.
- Dati L (Life recorded data): Si tratta di informazioni ricavate direttamente dalla storia di vita della persona. Rappresentano elementi oggettivi, definibili anche come dati di fatto che non necessitano di alcun tipo di interpretazione per essere compresi (es. titolo di studio, esperienze lavorative precedenti, stato civile, ecc.). Tuttavia non per tutte le caratteristiche di personalità sono disponibili dati oggettivi perciò è necessario attingere anche da altri dati.
- Dati O (Observer data): Si tratta di informazioni fornite da osservatori esterni, i quali entrano in contatto con la persona oggetto di interesse secondo specifiche modalità ed obiettivi. L'osservazione può essere condotta da più osservatori contemporaneamente. Vi possono essere due tipi di osservatori:
- Osservatore professionista: Osservatore specializzato e formato per l'osservazione il quale non conosce e non ha alcun tipo di legame precedente con la persona da osservare.
- Osservatore che conosce la persona: In questo caso un amico, un genitore o un insegnante vengono formati appositamente per condurre l'osservazione.
- Osservazioni artificiali: Osservazioni svolte in una struttura apposita.
- Osservazioni naturalistiche: Osservazioni svolte in contesti di vita quotidiana della persona oggetto di osservazione.
- Dati T (Test data): Dati ottenuti attraverso procedure sperimentali. La logica alla base delle ricerche di tipo sperimentale nello studio della personalità è riconducibile al fatto che la situazione sperimentale generi reazioni differenti nelle persone a causa degli specifici tratti di personalità che gli individui possiedono (es. influenza di sperimentare un successo/insuccesso sulla percezione di auto-efficacia).
- Dati S (Self-report data): Dati che derivano dall'auto-descrizione o autovalutazione. Le persone si autovalutano attraverso strumenti specifici. Le scale di autovalutazione sono composte da domande strutturate alle quali seguono diversi formati di risposta:
- Formato vero-falso.
- Scala Likert.
Disegni di ricerca in psicologia della personalità
Generalmente i disegni di ricerca a cui ci si riferisce in questo ambito sono:
- Studio di casi: Si tratta di uno studio approfondito di una persona. Questo studio viene ripetuto nel tempo in modo da ottenere molte informazioni. Solitamente l'osservazione viene svolta in un contesto naturalistico. Può avere un obiettivo puramente di ricerca, ma è per lo più associato alla pratica clinica.
- Vantaggi: Analisi approfondita e dettagliata.
- Svantaggi: Scarsa generalizzabilità.
- Ricerca correlazionale: Si tratta di un'indagine condotta su un ampio numero di soggetti utilizzando più strumenti come questionari e test. In questo approccio di ricerca si mettono in relazione le differenze individuali senza effettuare alcuna manipolazione sperimentale. Lo scopo è quello di rilevare l'esistenza di una relazione tra due differenti caratteristiche di personalità, ovvero la modalità con cui esse variano insieme. Le misurazioni che si ottengono indicano la correlazione tra le variabili, la quale si differenzia per:
- Direzione (positiva, negativa): Se mano a mano che crescono i valori di una variabile crescono anche i valori dell'altra la correlazione è positiva, se invece al crescere dei valori di una variabile i valori dell'altra diminuiscono la correlazione è negativa.
- Forza (valore che va da -1 a +1): Si riferisce al grado di accuratezza con cui si possono predire i valori su una dimensione rispetto ai valori sull'altra dimensione. Sia che il segno sia + o -, correlazioni tra 0,6 e 0,8 sono forti, tra 0,3 e 0,5 sono moderatamente forti, tra 0,2 e 0,3 sono deboli.
- Ricerca sperimentale: Si tratta di un approccio di ricerca in cui il ricercatore effettua la manipolazione della variabile indipendente, assegna i partecipanti in maniera casuale a una delle diverse condizioni sperimentali e quindi rileva l'effetto di tale manipolazione sulla variabile dipendente. Questa ricerca permette di scoprire il rapporto di causalità di una variabile sul comportamento.
Criteri di valutazione delle misurazioni di personalità
La ricerca in psicologia della personalità deve necessariamente fare uso di procedure e misurazioni che siano attendibili e valide. I criteri principali sono:
- Attendibilità: Essa indica la stabilità e la replicabilità delle misurazioni effettuate. L'attendibilità di una ricerca spesso è minacciata da errori, questi si riferiscono a imprecisioni nella struttura dei test o nelle caratteristiche degli osservatori che possono portare ad un'errata interpretazione dei dati. Per ovviare a questo problema vengono presi in considerazione diversi indici di attendibilità:
- Coerenza interna: Fa riferimento al grado di coesione tra gli item che costituiscono una scala. Un modo per misurare la coerenza interna può essere il calcolo dell'affidabilità split-half. In questo calcolo vengono sommati i punteggi ottenuti dagli item pari e quelli ottenuti in quelli dispari, se i due numeri correlano si può dire di avere un buon grado di coerenza interna.
- Attendibilità tra valutatori (attendibilità inter-rater): Indica il grado di accordo tra le valutazioni di osservatori, i quali osservano in maniera indipendente lo stesso aspetto.
- Stabilità nel tempo: Riguarda la ripetibilità nel corso del tempo, cioè la valutazione fatta in un momento dovrebbe accordarsi con la valutazione fatta in un secondo momento. Nel caso dei test, questo tipo di attendibilità è definito test-retest.
- Validità: Indica il grado in cui il test misura effettivamente ciò che intende misurare. Si distinguono diversi tipi di validità:
- Validità di costrutto: È la validità più importante, si riferisce a quanto lo strumento di valutazione rifletta il costrutto che lo psicologo ha in mente.
- Validità predittiva: Si riferisce a quanto la scala utilizzata misuri variabili simili a quella misurata.
- Validità convergente: Si riferisce a quanto la scala utilizzata misuri variabili alternative che però convergono su quella misurata.
- Validità discriminante: Si riferisce a quanto la scala effettivamente non misuri aspetti che non intende misurare.
La psicologia dei tratti
La storia della psicologia dei tratti si sviluppa a partire dalla fine del 1700 fino alla seconda metà del 1800 con le prime proposte relative al rapporto tra caratteristiche fisiche e psichiche, prime intuizioni e ricerche pseudoscientifiche. Nel dettaglio vediamo:
- Petrus Camper (1768): Utilizza la misura dell'angolo facciale, per dimostrare le differenze morali ed intellettive tra gli individui.
- Lavater (1778): Elabora un sistema teorico che afferma la corrispondenza tra aspetti del viso e aspetti intellettivi e disposizionali.
- Franz Joseph Gall (inizi 1800): Elabora una teoria chiamata frenologia, che collega la forma del cranio con le disposizioni di personalità degli individui.
Fine 1800 - Inizio 1900: Utilizzo di test intellettivi per spiegare le differenze individuali, analisi di materiale biografico:
- Francis Galton (1865): Promuove lo studio delle differenze individuali attraverso l'utilizzo di test.
- Alfred Binet (1896, 1905): Costruisce una serie di scale per misurare le abilità cognitive.
- William Stern (dal 1900 al 1936): Approfondisce la relazione tra abilità intellettive e disposizioni personali.
Nel 1921, Gordon Allport propone una moderna psicologia delle differenze individuali utilizzando un nuovo procedimento di tipo matematico: l'analisi fattoriale. Nel dettaglio vediamo:
- Approccio lessicale (Allport, Odbert): Vengono esaminati 400.000 termini da cui se ne estrapolano 17.953 riguardanti la personalità, questi vengono poi raggruppati in quattro categorie:
- Tratti stabili.
- Tratti relativi agli stati d'animo.
- Valutazioni caratteriali.
- Tratti legati ad abilità e qualità fisiche.
- Approccio lessicale (Cattell): Effettua un'analisi fattoriale sulla prima categoria di tratti stabili e ne estrapola 16 fattori.
Fine 1800 fino agli anni '90 del 1900: Sviluppo del modello dei big five. Nel dettaglio vediamo:
- Goldberg (1981): Classifica 100 aggettivi riferiti alla personalità facendo riferimento a cinque fattori, egli fu il primo ad usare la definizione 5 grandi fattori.
Prospettiva eterogenea
Le teorie dei tratti concordano tutte quante sul fatto che il tratto sia un costrutto psicologico dotato di:
- Coerenza: Tendenza abituale o disposizione regolare nel comportamento.
- Peculiarità: Ciò che è tipico di ciascun individuo.
- Decontestualizzato: Il comportamento si manifesta a prescindere dal contesto e le situazioni.
Le teorie della personalità inoltre possono assumere posizioni differenti:
- Approccio idiografico: Mira ad approfondire lo studio individuale della personalità partendo dal presupposto che ognuno abbia un insieme unico di tratti (approccio sostenuto da Allport).
- Approccio nomotetico: Mira ad identificare un elenco di tratti universali rintracciabili in ogni individuo (approccio sostenuto da Eysenck).
- Funzione descrittiva: I tratti sono considerati come etichette descrittive dei comportamenti abituali (es. una persona viene definita estroversa perché questo termine descrive i suoi comportamenti).
- Funzione esplicativa: I tratti sono sistemi psicologi che causano il comportamento (es. possedere il tratto della socievolezza comporta l'essere socievoli).
Per identificare i tratti di personalità sono state adottate diverse strategie:
- Strategia lessicale: Secondo questo approccio più i tratti di personalità sono importanti più è facile che vengano codificati nel linguaggio comune.
- Strategia statistica (analisi fattoriale): Questa strategia si basa sulla correlazione tra le variabili. Inizialmente vengono raccolti dati in un campione molto ampio e successivamente vengono estratti dei fattori comuni ai quali viene assegnato un nome.
- Strategia teorica: I tratti fondamentali della personalità vengono stabiliti seguendo un particolare modello teorico di riferimento.
I tratti di personalità sono caratterizzati da:
- Stabilità: I fattori di personalità sono mantenuti stabili nel tempo, nell'età adulta tendono a consolidarsi.
- Cambiamento: Esso può essere:
- Individuale: Anche se i tratti di personalità rimangono stabili nel tempo, le modalità comportamentali con cui essi si manifestano subiranno delle modificazioni.
- Normativo: Cambiamenti significativi che riguardano generalmente tutti gli individui all'interno di una popolazione. L'amicalità e la coscienziosità aumentano con l'età (periodo tra i 20 e i 40 anni). Il nevroticismo diminuisce con l'età. Apertura mentale stabile fino ai 50 anni poi diminuisce.
Autori principali nella psicologia dei tratti
- Ippocrate (5 secolo a.C.): A partire da quattro umori corporali propose quattro tipi di temperamento:
- Sangue → Melancolico (depresso).
- Bile nera → Collerico (irritabile).
- Bile gialla → Sanguigno (ottimista).
- Flegma → Flemmatico (calmo).
- Gustav Jung (1923): Introdusse la dicotomia tra:
- Introversione: Propensione per attività solitarie.
- Estroversione: Propensione a stare con gli altri.
- Sheldon (anni '40): In relazione alle caratteristiche antropometriche propone tre dimensioni del corpo alle quali corrispondono tre dimensioni del temperamento.
- Endomorfo → Viscerale (7,1,1): Fisicamente: Spalle strette e fianchi larghi.
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