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Psicologia della personalità e delle differenze individuali

Introduzione

La psicologia della personalità è legata ad alcuni termini specifici: tratto (come un singolo aspetto della persona stabile nel tempo), tipo (come insieme di aspetti di una persona), stile, costituzione, temperamento, carattere (modo attraverso cui ci interfacciamo con la realtà, stabile) e personalità (="maschera", modo con cui ci approcciamo alla realtà).

Chi sono? → I bambini riescono a riconoscersi allo specchio verso i 18 mesi; questa domanda segue il principio di coerenza, ad esempio se una persona si definisce timida si comporterà come tale e, se ciò non accade, cercherà di giustificarsi in qualche modo per dimostrare la propria timidezza.

Identità (o individualità) → Come una persona si identifica.

Relazione tra cognizione e personalità

Cognizione Personalità
- Si occupa di processi e abilità come attenzione, memoria, ragionamento. - Si occupa del "pacchetto di qualità" delle persone, i tratti, il sé, i costrutti personali.
- Strumenti di misurazione: i test obiettivi analizzano la prestazione massima, i tempi di reazione e l'accuratezza e richiedono pochi millisecondi. - Strumenti di misurazione: i questionari analizzano il comportamento tipico, la prestazione abituale e hanno dei tempi piuttosto lunghi (ore e giorni).

Il punto di incontro tra queste due avviene grazie all’approccio interazionista e all’approccio socio-cognitivo allo studio della personalità, che si occupano dell’interazione tra persona e situazione e considerano alcuni costrutti cognitivi inseribili nella spiegazione del funzionamento della personalità.

Definizione di personalità

Allport (uno dei primi psicologi della personalità): è l'organizzazione dinamica (= costantemente in crescita e in cambiamento), interna alla persona di sistemi psicofisiologici (= sia aspetti psicologici che fisiologici) che determinano il suo adattamento all'ambiente. Nel 1961 cambia l'ultima frase: [...] che determina i modi caratteristici (= unici e irripetibili) di comportarsi e di pensare.

Caprara e Cervone: è quel complesso insieme dei sistemi psicologici che contribuiscono all’unicità e alla continuità della condotta e dell’esperienza individuale sia come viene espresso sia come viene percepito dall’individuo e dagli altri. Dal punto di vista dell’individuo è l’insieme delle qualità durevoli, mentre dal punto di vista dell’osservatore è l’insieme di caratteristiche psicologiche che distinguono un individuo dall’altro.

Definizione del dizionario: è l’insieme di quelle disposizioni e funzioni affettive, volitive e cognitive che si sono combinate nel tempo ad opera di fattori genetici, di dinamiche formative e di influenze sociali, fino a costruire una struttura relativamente stabile e integrata riconosciuta dall’individuo come propria, ed espressa nel proprio particolare modo di interagire con l’ambiente, di determinare i propri scopi e di regolare il proprio comportamento.

I principali fattori che influenzano la personalità sono: genetici, socio-culturali, esistenziali, disposizionali, cognitivi, apprendimento, inconsci.

Le principali teorie che si occupano di personalità sono: disposizionali (tratti e biologiche), situazionismo e apprendimento sociale, cognitive e socio-cognitive, psicodinamiche, fenomenologiche e umanistiche.

Approccio nomotetico e idiografico

Approccio nomotetico: variabili o leggi generali che sono all'origine del comportamento per ampi gruppi.

Approccio idiografico: il singolo e la sua unicità, persona come totalità, ogni elemento ha un significato per il ruolo che svolge rispetto al funzionamento globale della persona stessa.

Modello del Big Five

È un modello che fa parte della teoria dei tratti ed è quello maggiormente utilizzato per misurare la personalità e considera il tratto come un costrutto bidimensionale.

Per la ricerca scientifica e in ambito organizzativo ha un'importanza critica poter disporre di questo sistema che classifica e descrive la personalità, fondato su basi scientifiche. Nonostante le simili impostazioni teoriche, in passato il numero di fattori individuato non coincideva: Guilford 10 fattori, Eysenck 3 superfattori, Cattell 16 fattori, Comrey 8 fattori, Tellegen 11 fattori. Queste discordanze sono dovute alle diverse impostazioni teoriche e alle differenze nella costruzione delle scale. Il Big Five (McCrae e Costa) rappresenta il tentativo di mediazione ed unificazione tra i diversi punti di vista, identificando 5 fattori in grado di spiegare la personalità.

Questo modello si basa su due tradizioni:

  • Lessicografia: approccio secondo cui le differenze individuali più salienti e socialmente rilevanti sono codificate nel linguaggio quotidiano, attraverso aggettivi che descrivono la personalità (ipotesi lessicale di base).
  • Fattorialista: l’analisi fattoriale ricava fattori riassuntivi detti anche "variabili latenti" che concentrano le informazioni contenute originariamente in un numero elevato di variabili.

Struttura del Big Five: ogni fattore possiede 24 item (= affermazioni) e due sottoscale, inoltre è presente una Scala Lie (scala della bugia, 12 item) che ha lo scopo di fornire una misura della propensione del soggetto a dare un profilo di sé falso in senso positivo o negativo, e di cogliere i tentativi intenzionali di distorsione; valuta due principali tendenze: i bias egoistici e i bias moralistici.

Fattore Sottoscala Caratteristiche
Estroversione/Energia (vs. introversione) 1) Dinamismo Bisogno di attività, di stimoli e di socializzazione, mentre l’introversione tende ad essere quieti e riservati.
Amicalità (vs. essere cinici ed egoisti) 1) Cooperatività/Empatia Essere "buoni", accettati, cordiali e cooperativi, tolleranza e rispetto degli altri.
Cosienziosità (vs. noncuranza e negligenza) 1) Scrupolosità Obiettivi chiari, determinazione, organizzazione strategica, buon senso di responsabilità.
Stabilità emotiva (vs. nevroticismo) 1) Controllo dell’emozione Tendenza a mostrare emozioni positive con pochi sbalzi d’umore, al suo opposto si ha instabilità emotiva e prevalenza di emozioni negative, ridotta autostima.
Apertura mentale (vs. chiusura mentale) 1) Apertura alla cultura Curiosità, creatività e capacità immaginativa, preferenza per il nuovo e il diverso, spinta all’esplorazione, al suo opposto si ha la convenzionalità.

Ambiti di applicazione del Big Five

  • Psicologia clinica e della salute: l’esame della personalità è essenziale a fini terapeutici e prognostici. È importante individuare i punti deboli del soggetto, i motivi per cui è giunto in consulenza, e i suoi punti di forza (è molto importante sottolineare prima i punti di forza, in modo che la persona possa accettarsi, e poi si lavora sui punti più fragili).
  • Psicologia dell’educazione: relazione tra i fattori e il successo scolastico, i fattori più importanti per il successo scolastico sono l’apertura all’esperienza e la coscienziosità (organizzazione e tenacia).
  • Ambito organizzativo: strumento di notevole rilevanza per l’individuazione dei profili di personalità più idonei ai vari criteri organizzativi. Molto usato come strumento per la selezione del personale, per individuare le persone con le caratteristiche più idonee al posto e al gruppo di lavoro.

Somministrazione: il test può essere somministrato sia individualmente che collettivamente; le risposte si basano sulla Scala Likert, con valori da 1 (= assolutamente falso per me) a 5 (= assolutamente vero per me). È inutile cercare di falsificare il profilo perché non ci sono risposte giuste o sbagliate, per cui non si può ottenere un punteggio "buono" o "cattivo". N.B. Solo fornendo una risposta ad ogni item è possibile ricavare un valido profilo di personalità.

Materiali: 132 item (di cui alcuni hanno una formulazione positiva e altri negativa e il calcolo del punteggio tiene conto di questo), foglio di risposta, griglie di correzione (foglio di scoring), foglio di conteggio dei punteggi grezzi (attraverso la somma dei punteggi positivi e quella dei punteggi negativi) tabelle di conversione (conversione in punti T), foglio di profilo, interpretazione dei punteggi.

Dai punteggi grezzi a punti T

Una volta ottenuti i punteggi grezzi bisogna convertirli in punteggi standardizzati, ovvero punteggi che esprimono una scala standard, ovvero una scala in punti T (che ha una media pari a 50 e una deviazione standard pari a 10); questa conversione avviene attraverso 3 fasi:

  1. Considerare ogni punteggio, uno alla volta, sia delle sottoscale che dei fattori.
  2. Individuare le tabelle di conversione adatte al soggetto, considerando il sesso, la situazione di somministrazione ("situazione normale" o "situazione valutativa").
  3. Cercare il punteggio grezzo, convertirlo nel rispettivo punto T e inserirlo nel foglio di profilo.

Interpretazione della Scala Lie

  • Scala Lie < 35 punti T → punteggio molto basso, caratterizza le persone che forniscono un profilo falsato in senso negativo, cioè si presentano in luce peggiore rispetto alla realtà, rivelando un profondo atteggiamento autocratico. Casi estremi, da verificare con la storia della persona: si può trattare di soggetti che sono stati coinvolti in attività antisociali.
  • Scala Lie 45 punti > T > 35 → punteggio basso, caratterizza le persone che probabilmente forniscono qualche falsificazione in senso negativo.
  • Scala Lie 55 punti > T > 45 → punteggio normale, identificano profili liberi da falsificazioni in senso positivo e negativo.
  • Scala Lie 65 > T > 55 → punteggio alto, persone che probabilmente forniscono qualche falsificazione in senso positivo, che tendono a negare i propri difetti o che sono particolarmente ingenui.
  • Scala Lie T > 65 → punteggio molto alto, persone che forniscono qualche falsificazione in senso positivo, con l’obiettivo di presentarsi sotto una luce migliore. Si può trattare di soggetti che fanno uso massiccio di meccanismi di negazione. Profilo chiaramente falsato se vi sono almeno altri 3 punteggi maggiori di 65.

Teoria dei tratti

Tratti: sono definiti come disposizioni stabili che portano a specifiche modalità di reazione in una pluralità di circostanze, sono disposizioni originarie che spiegano il comportamento e che si manifestano grazie ad esso. L’insieme di tutti i tratti costituisce la personalità. Le caratteristiche principali dei tratti sono:

  • Hanno una base biologica.
  • Sono stabili nel tempo, è trasversale, ovvero che anche se si cambia ambiente quello rimane il suo modo di comportarsi.
  • Sono le nostre qualità distintive.
  • Si manifestano direttamente con il comportamento.

I primi studi sui tratti furono fatti da Camper (1768) il quale fece delle ricerche di tipo antropologico e antropometrico in ambito psichiatrico criminologico, ipotizzando delle possibili correlazioni tra la grandezza del cervello e le qualità psichiche. Successivamente Allport (1921) ipotizzò la personalità normale, definendola come un sistema integrato di tratti e non la somma di essi.

Prospettiva disposizionale

Ogni persona possiede determinate caratteristiche di origine biologica (i tratti), che la predispongono a manifestare alcuni comportamenti in modo più regolare di altri; mentre secondo la prospettiva situazionale è la situazione che determina la personalità e i comportamenti. Il tratto è quindi quel costrutto psicologico che identifica la tendenza abituale, o disposizione, di una persona a mostrare un certo tipo di condotta in un’ampia gamma di situazioni (i tratti quindi predispongono il comportamento). La prospettiva disposizionale ipotizza l’origine biologica delle basilari differenze individuali, ma riconosce anche l’impatto rilevante dell’ambiente.

Il tratto è presente fino alla nascita e ha una componente genetica (il 54% dei tratti dipende da componenti genetiche e l’altra metà dipende dall’ambiente).

I tratti temperamentali

Il temperamento è l’insieme di caratteristiche individuali, osservabili nel comportamento, che hanno un sostrato genetico e fisiologico, interessano l’emozionalità, si manifestano entro il primo anno di vita e sono stabili nel tempo (Allport); è la parte biologica di base. Si distinguono dei tratti temperamentali (che hanno un sostrato biologico, anche se rimane qualcosa di dinamico e in divenire, come il tratto dell’attività) e dei tratti di personalità (caratterizzati da una maggiore rilevanza dell’ambiente).

Prime teorie dei tratti

  • Teoria sui tipi (Sheldon): ipotizza una correlazione tra l’aspetto fisico e il carattere; endomorfi (estroversi, socievoli, fisico grosso), mesomorfi (coraggiosi, sicuri, decisi, amanti del rischio, muscolosi), ectomorfi (introversi, ansiosi, magri).
  • Teoria di Ippocrate: in base al tipo di bile si ipotizzavano personalità diverse (per esempio la bile gialla indicava un carattere tendente alla tristezza, il flegmatico un carattere attivo…). In passato c’era molto la tendenza a mettere insieme caratteristiche fisiche con il comportamento delle persone.

Teoria di Eysenck (modello PEN)

È una teoria causale, poiché secondo questa teoria c’è sempre una predisposizione che determina e predispone il comportamento. I tratti hanno una base genetica, ma non ereditiamo il comportamento, bensì le strutture biologiche che danno origine a quel comportamento. Il comportamento si sviluppa anche grazie al confronto con l’ambiente, ciò che ereditiamo è solo il substrato biologico che predispone il comportamento.

Secondo Eysenck la personalità segue una gerarchia organizzata in 4 livelli:

  1. Tipi o Superfattori.
  2. Tratti.
  3. Comportamenti abituali.
  4. Comportamenti specifici.

Questa teoria dei tratti identifica 3 principali superfattori, che fanno parte di un costrutto bidimensionale in cui le estremità sono caratterizzate da un continuum:

  • Nevroticismo vs. Stabilità emotiva: capacità dell’individuo di gestire le reazioni emotive.
  • Estroversione vs. Introversione: grado di socievolezza di una persona.
  • Psicoticismo: con un alto livello di psicoticismo si hanno persone egocentriche, fredde, ostili, impulsive.

Questa teoria viene anche chiamata Teoria dell’attivazione differenziale, la quale sostiene che introversi ed estroversi si differenziano per il livello di attivazione corticale; gli estroversi hanno una specie di "debolezza interna", hanno un basso arousal, che cercano di combattere attraverso un attivismo estremo, cercando sempre situazioni stimolanti. Anche nel caso del sensation seeking si ha questa tendenza a ricercare delle situazioni estreme che provochino delle sensazioni nuove e più forti.

Datti una calmata o datti una mossa? (comportamenti di attivismo estremo) → Eysenck ipotizzò che gli introversi ed estroversi fossero caratterizzati rispettivamente da un alto e basso livello di attivazione corticale (arousal). Le persone estroverse, i sensation seekers (ovvero persone che cercano sensazioni estreme) e i bambini con ADHD (disturbo da deficit attentivo e iperattività) sono accomunati da una debolezza interna, una bassa attivazione interna (basso arousal), che cercano di combattere con un goffo e scoordinato attivismo. Le persone con ADHD se maggiormente attivate diventano più capaci di autoregolare il proprio comportamento.

Geni e comportamento (metodi per misurare l'ereditarietà)

Ci sono tre metodi per misurare l’ereditarietà:

  1. Metodo familiare: ha lo scopo di vedere se i figli manifestano gli stessi comportamenti e se ottengono gli stessi punteggi nei questionari dei genitori o dei nonni. Studi sui gemelli monozigoti, che hanno lo stesso genoma, e dizigoti che sono cresciuti nello stesso ambiente biologico e che, anch’esso, può avere un peso nella manifestazione del comportamento. Studi di bambini adottati, per dimostrare l’importanza dell’ambiente in cui si cresce e quanto influenza la personalità. Ricerca: studio di gemelle omozigote cresciute separatamente; una delle due gemelle riesce a mettersi in contatto con la sua gemella, anch’essa adottata e si trovano una in Francia e l’altra negli Stati Uniti, scoprendo di essere state adottate. A 25 anni sono state sottoposte a test di intelligenza, test di personalità, di autostima e di soddisfazione lavorativa e i punteggi risultarono diversi. Ci furono differenze per quanto riguarda la personalità (in cui il test utilizzato è stato l’adjective check list, dove si hanno una serie di aggettivi e una persona segna gli aggettivi che pensa che lo descrivano meglio), differenze anche nell’intelligenza e nell’autostima. Erano invece molto simili negli aspetti fisici e nelle abitudini di vita (es. passioni), ma la gemella francese era più instabile emotivamente rispetto all’altra (inferiore tolleranza alla frustrazione ed entusiasmo, più pregiudizio ed emozioni negative). Questo studio ha dimostrato l’importanza dell’influenza dell’ambiente nel sostenere le predisposizioni.
  2. Studio dei mutanti: si parla di mutazioni spontanee ed esistono vari tipi di mutanti. La maggior parte degli studi sulle mutazioni sono fatti nel Drosophila melanogaster, moscerino della frutta che si studia in genetica dato che 2/3 dei nostri geni sono come quelli della Drosophila. Anche i parameci si studiano in genética dato che hanno similitudini rilevanti.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saruzza.96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della personalità e delle differenze individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Moè Angelica.
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