Prospettive sulla Comunicazione Umana.
Che cosa vuol dire comunicare?
Affrontiamo i principali punti di vista sulla comunicazione con lo scopo di fornire le categorie di base
con cui analizzare i processi comunicativi.
1. LA COMUNICAZIONE HA MOLTE FACCE.
-‐ Perché è così difficile studiare la comunicazione?
perché con Com. ha molte “facce” :
può essere studiata attraverso punti di vista differenti
che analizzano la realtà della comunicazione con prospettive differenti
à serve non fermarsi ad una “faccia” ma integrare tutti diversi punti di vista
-‐ La Com. è una dimensione psicologica costitutiva di ciascuno di noi
non va considerata solo come uno strumento
à non possiamo scegliere se essere comunicanti o no (Anolli)
-‐ La Com. è un’attività eminentemente sociale
per definizione si ha Com. solo all’interno di gruppi
-‐ La Com. si caratterizza per molteplici dimensioni:
1. Partecipazione e Condivisione dei Significati
2. E’ un’Attività eminentemente Cognitiva
Pensiero e Com. si articolano in modo reciproco
3. E’ strettamente connessa con l’Azione
comunicare è sempre fare qualcosa nei riguardi di qualcun altro
Quindi per avere un approccio completo alla dimensione:
partiamo dall’Approccio Matematico
e integriamo i 4 aspetti fondamentali della comunicazione:
Semiotica, Pragmatica, Sociologia, Psicologia Cognitiva
2. Approccio Matematico.
Riassunti di Enrico Serafini
Informazione
è una dimensione di base accanto e non riconducibile a massa ed energia
à
Definizione di Informazione Bateson
“una differenza che genera differenza”
= una relazione fra due dati che è in grado di generare ulteriori conoscenze
questo scenario è stato approfondito da
Approccio Matematico allo studio della Comunicazione di Shannon e
Weaver.
COMUNICAZIONE = PROCESSO DI TRASMISSIONE DI INFORMAZIONI
= passaggio di un messaggio da una fonte A attraverso un trasmettitore lungo un canale più o meno
disturbato da un rumore a un destinatario B grazie ad un recettore
dunque gli elementi sono:
-‐ messaggio
-‐ fonte = entità che crea il messaggio
-‐ trasmettitore = dispositivo che consente la trasformazione del messaggio in segnali fisici
-‐ canale = mezzo che trasferisce il messaggio
-‐ rumore = elementi ambientali che interferiscono con la trasmissione del messaggio
-‐ recettore = dispositivo che converte il messaggio in una forma comprensibile per il destinatario
-‐ destinatario = entità che riceve il messaggio
se è così lineare, cosa succede quando comunicazione fallisce?
assieme a Wever vengono inclusi:
-‐ ridondanza = ripetizione della codifica del messaggio per favorire la decodifica
-‐ filtro = selezione di alcuni aspetti del messaggio per facilitare la decodifica
-‐ feedback = quantità di informazione che ritorna alla fonte (positivo o negativo)
Quindi:
à informazione è una grandezza finita, osservabile e misurabile
à esiste una TEORIA FORTE DEL CODICE =
condizione necessaria e sufficiente per comunicare è avere un codice di trasmissione dei messaggi
à ignorata la dimensione dei SIGNIFICATI: fondamentale nella realtà psicologica
3. Approccio Semiotico.
Riassunti di Enrico Serafini
Semiotica
scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale
COMUNICAZIONE = PROCESSO DI SIGNIFICAZIONE
= capacità di generare significati
e proprietà fondamentale di ogni messaggio di avere un senso
essenziale in questo processo è
Diagramma della Significazione
Referenza o Significato
Simbolo o Segno Referente
Simbolo o Segno = è l’espressione acustica o iconica
Referenza o Significato = è la rappresentazione mentale
Referente = l’oggetto nella sua realtà fisica
nel processo di significazione risulta essenziale il rapporto tra Segno e Significato!!!
Il Simbolo -‐ Segno ha senso di per sé?
No! Fallacia Referenziale (Eco):
à
un simbolo è un prodotto culturale e quindi dipende dall’esito di processi convenzionali condivisi
più semplicemente: nel singolo dipende dalla esperienza
à invece il Diagramma della Significazione prevede però un triangolo CHIUSO
un simbolo nasce come specchio diretto della realtà!!!
occorre quindi definire che cosa si intende per SEGNO :
A. Segno come Equivalenza. De Saussure.
Segno (Simbolo) =
unione di un’Immagine Acustica (Significante) e di un’Immagine mentale (Significato)
Riassunti di Enrico Serafini
quindi significante e significato sono due facce della medaglia – segno
il segno di per sé non ha valore
bisogno parlare di Funzione Segnica in quanto
più che una realtà fisica è una relazione tra due funtivi (= i due termini della relazione)
Lingua =
Sistema di differenze di suoni combinati a un insieme di differenze di significati
che è come dire un sistema di significanti combinati ad un insieme di significati
distingue tra:
Linguistica Interna langue dimensione di significanti -‐ verbale
à à
Linguistica Esterna parole dimensione di significato
à à
Segno come Inferenza. Peirce.
Segno =
qualcosa A che conduce a un interpretante B, in corrispondenza con qualcosa C (oggetto)
il segno di per sé non ha valore
ma assume valore nel momento in cui rimanda (funzione di rimando) a qualcosa di diverso da sé
il segno è quindi un’INFERENZA
un indizio da cui trarre una conseguenza
distingue 3 tipi di segni:
icona connessione con il referente (qualcosa C) è tramite una relazione di somiglianza
à
bau bau -‐ abbaiare
indice connessione con il referente (qualcosa C) è tramite una relazione di contiguità fisica e analogia
à
colonnina di mercurio -‐ temperatura
simbolo connessione con il referente (qualcosa C) è ARBITRARIA E CONVENZIONALE
à
linguaggio – significati
il segno come Inferenza consente di spiegare:
-‐ la variabilità dell’impiego dei segni in date circostante
-‐ lo scarto tra ciò che è detto e ciò che è implicato da quanto è stato detto
Quindi l’Approccio Semiotico ci dice:
La Parola = Simbolo – Segno – Significante
non ha valore di per sé
ma lo acquisisce in funzione del significato a cui è collegata
Riassunti di Enrico Serafini
dunque attraverso il linguaggio = insieme di parole
le persone comunicano molto di più di quanto viene detto dalle parole in sè
à va quindi ricercati dei Significati collegati alle Parole – Segni , tenendo presente che:
sono collegati in modo arbitrario ci possono essere più interpretazioni
à
à ci si affida al Contesto Approccio Pragmatico
à
4. Approccio Pragmatico.
(Morris) distingue:
Semiotica = studio dei segni
Semantica = studio dei significati dei segni
Sintassi = studio delle relazioni dei segni con i comunicanti
e infine
PRAGMATICA = studio dell’uso dei significati
i modi in cui i significati sono impiegati dai comunicanti nelle diverse circostanze
è importante perché
à Wittgenstein: il significato dipende dal modo in cui viene usato in un contesto
in quanto è immerso costantemente nelle PRATICHE COMUNICATIVE =
l’insieme degli scambi verbali e non verbali organizzati e flessibili
La pragmatica si occupa quindi di
-‐ rapporto tra SEGNI E INTERPRETANTI
-‐ rapporto tra TESTO E CONTESTO
-‐ i PROCESSI IMPLICITI della comunicazione (come la deissi)
La teoria degli atti linguistici. Jane Austin. 1962.
Austin Dire qualcosa è anche fare sempre qualcosa
à
(è il fondamento della pragmatica, noi diremo: dire è anche un’intenzione)
in particolare sono possibili 3 tipi di azioni:
1. Atti Locutori, atti di dire qualcosa =
azioni che  
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