La psicologia positiva
Psicologia positiva e i bambini dei nostri tempi
Introduzione
I bambini del 21 secolo si trovano a vivere in una società caratterizzata da un contesto sociale che sempre più ruota attorno alla conoscenza come fattore essenziale per una vita più soddisfacente anche da un punto di vista professionale. Nell’era dell’informazione è necessario essere aggiornati e saper utilizzare sofisticate tecnologie; sono sempre più richieste iniziativa personale e adattabilità professionale, ovvero quell’insieme complesso di atteggiamenti ed abilità che riguardano l’ottimismo, la speranza e la tendenza a pensare e pianificare il futuro. In considerazione di ciò il capitolo si focalizzerà sull’ottimismo e la speranza.
I bambini della società della conoscenza e del progresso tecnologico
Con l’espressione società della conoscenza si fa riferimento ad una realtà post-industriale caratterizzata dal progresso scientifico-tecnologico che influenza sia il mondo della produzione che quello dei consumi. I bambini nati nei primi anni novanta, Wartella e Jennings hanno riscontrato che già tra i due e i cinque anni usufruiscono delle nuove tecnologie e ciò sembra influenzare il loro sviluppo cognitivo, linguistico e sociale, comportando diversificate modalità di apprendere, di comunicare e di interagire.
- Sviluppo cognitivo: l’utilizzo di videogiochi e computer sembra favorire lo sviluppo delle abilità visuo-spaziali, attentive e le abilità di identificare i dettagli, incidono inoltre sulla capacità di immaginazione e di pensare in parallelo che si tradurrà poi nella capacità del multitasking ovvero di eseguire più compiti nello stesso istante o in rapida successione.
- Sviluppo linguistico: l’utilizzo di linguaggi multimediali facilita l’acquisizione di modalità più complesse di comunicazione e un arricchimento del vocabolario. Internet e i giochi interattivi sembrano favorire l’instaurarsi di relazioni di amicizia e cooperazione tra pari.
Per trarre un effettivo vantaggio e sfruttare al meglio ciò che la tecnologia mette a disposizione è necessario possedere una serie di capacità e di atteggiamenti: flessibilità, curiosità, capacità di esplorazione e di analisi del contesto e di pensiero critico, così come ad aspetti della psicologia positiva quali l’orientamento positivo e ottimistico nei confronti del futuro.
La psicologia positiva per i bambini: il ruolo di speranza e ottimismo nel loro sviluppo
Ottimismo. L’ottimismo o il pessimismo si riferiscono al modo in cui si spiegano le cause e le implicazioni degli eventi in termini di internalità, stabilità e globalità. Uno stesso evento negativo può essere giustificano in modo differente da un bambino pessimista o ottimista. L’ottimista tende a considerare il successo come frutto delle sue azioni, al contrario, quello pessimista percepisce l’insuccesso come un elemento costante della sua vita e lo attribuisce alle sue incapacità, ai suoi difetti.
L’ottimismo è in relazione a una vasta gamma di indicatori di benessere nell’età evolutiva: Lemola ha riscontrato che l’ottimismo è associato a migliori condizioni di salute fisica e psicologica nei bambini e che i genitori che attribuiscono ai propri figli bassi livelli di ottimismo riconoscono loro anche minori livelli di autostima, competenza sociale, estroversione, controllo emozionale e maggiori problemi comportamentali. I livelli di ottimismo correlano positivamente con i livelli di speranza e resilienza, l’ottimismo sembra quindi associarsi a percezioni più positive relativamente al futuro.
Speranza. Snyder definisce la speranza come la motivazione che si nutre nei confronti della possibilità di conseguire determinati risultati e obiettivi. Con questa definizione suggerisce che la speranza si riferisce agli obiettivi che i bambini si pongono per perseguire ciò che per loro è importante.
Anche la speranza è associata a percezioni più positive relativamente al futuro, a maggiori livelli di autostima e ottimismo, e minori di pessimismo. I bambini speranzosi hanno maggiori capacità di gestire gli eventi stressanti, e si impegnano a trovare una soluzione agli eventi e in questo modo hanno maggiore possibilità di sperimentare un successo. Coloro che si caratterizzano per scarsi livelli di speranza tendono ad avere minore soddisfazione di vita e successo scolastico.
Sul piano sociale, la speranza si associa ad una maggiore capacità di perseguire obiettivi “sociali e relazionali”; la speranza incide sulla percezione che i bambini hanno delle relazioni di amicizia e sulle emozioni e aspettative nei confronti dei propri amici. I bambini speranzosi hanno una maggiore soddisfazione derivante dalla formazione e una maggiore motivazione a raggiungere obiettivi.
Il ruolo centrale dell’ottimismo e della speranza nello sviluppo fisico, psicologico, sociale dei bambini della società della conoscenza
Occuparsi di ottimismo e speranza con i bambini
Detto ciò diventa importante puntare sull’ottimismo e la speranza sia per quanto riguarda l’assessment che l’intervento.
Ottimismo. Per la valutazione dell’ottimismo esistono vari questionari. Il questionario Cosa potrà accadermi è specialmente utilizzato nel contesto italiano, composto da 6 item su una scala Likert a 5 punti.
Speranza. Per l’assessment della speranza è possibile utilizzare procedure quantitative e qualitative, di auto ed etero valutazione.
- Procedure quantitative:
- Di auto-valutazione: è il questionario “le mie speranze – versione per la scuola primaria” composto da 6 item su scala Likert a 6 punti. (1= mai, 6=molto spesso).
- Di etero-valutazione, “cosa pensano i genitori dei loro figli” composto da 12 item su scala Likert a 5 punti consente di valutare i livelli di speranza in età evolutiva coinvolgendo genitori o altri significativi.
- Procedure qualitative. È possibile utilizzare:
- Approcci narrativi, permettono di valutare i livelli di speranza mediante diari e narrazioni;
- Interviste, generalmente di tipo semi-strutturato, prevedono una serie di domande da rivolgere direttamente ai bambini o ai genitori per far descrivere i pensieri positivi che li caratterizzano.
Indicazioni per l’utilizzo degli strumenti descritti. Il numero di strumenti a disposizione di psicologi, insegnanti ed educatori è abbastanza ricco oggi. Alcune indicazioni per l’utilizzo di tali strumenti con i bambini:
- È opportuno precisare che gli strumenti di valutazione sono facilmente applicabili a situazioni di gruppo, e permettono sia una valutazione normativa confrontando le valutazioni raccolte a quelle proprie del campione di standardizzazione, sia una valutazione criteriale, confrontando il punteggio grezzo con il numero di item che compongono la scala.
- È opportuno tenere presente che la valutazione dei livelli di ottimismo e speranza dovrebbe essere effettuata solo per coloro che sono effettivamente interessati a questo tipo di approfondimento.
- A prescindere dalla procedura utilizzata, l’insegnante o il professionista interessato alla raccolta di informazioni è vincolato dal segreto professionale.
- Deve essere garantito il diritto di ogni bambino o genitore a ricevere una qualche forma di risposta a quanto da lui/lei indicato in sede di assessment; devono redigere delle relazioni attestanti il lavoro effettuato.
Come favorire l’ottimismo e la speranza
Dopo la fase di assessment c’è quella di intervento.
Ottimismo. Firpo ha predisposto un programma per bambini della scuola primaria, finalizzato a favorire uno stile attribuzionale ottimistico. I partecipanti vengono stimolati ad identificare pensieri negativi e a trasformarli in credenze positive ed ad acquisire strategie di coping da utilizzare in situazioni stressanti. L’autore ha evidenziato che il programma permette di incrementare i livelli di ottimismo dei partecipanti e consente anche di prevenire problemi comportamentali e psicologici nel breve e lungo periodo.
Speranza. Per potenziare la speranza in età evolutiva, Snyder e colleghi suggeriscono di presentare delle storie ai fanciulli i cui protagonisti sono personaggi ed eroi con elevati livelli di speranza e discutere con loro a proposito dei pensieri ed emozioni. Al termine dell’intervento si sono riscontrati nei partecipanti più elevati livelli di speranza.
Il laboratorio “Giuggiole di ottimismo e speranze a scuola” messo a punto dal laboratorio La.R.I.O.S. e dal gruppo di ricerca IHRT, che ha la finalità di analizzare insieme ai bambini l’idea di ottimismo e di speranza, facendo emergere l’importanza di alcune strategie e modi di pensare e fare ottimistici e speranzosi per la propria crescita, lo sviluppo nel corso del tempo e la proiezione nel futuro. Il laboratorio della durata di 3 ore prevede la definizione di ottimismo e gli aspetti che caratterizzano la persona ottimista, vengono allenati a riconoscere i pensieri ottimistici e a distinguerli dai pessimistici, presentazione del concetto di speranza e delle caratteristiche della persona speranzosa ed esercitazioni per facilitare la produzione di obiettivi circa il futuro.
Conclusioni
Gli interventi del futuro dovrebbero tener conto di quanto il centro statunitense di ricerca Pew Research Center sottolinea a proposito dell’impatto positivo delle nuove tecnologie sulle nuove generazioni e sulla possibilità che queste possano essere utilizzate a vantaggio di azioni di intervento sull’ottimismo e sulla speranza con i bambini in età scolare. Per altro i media e i giochi interattivi risultano una modalità educativa più accattivante e apprezzata dai fanciulli rispetto a modalità tradizionali e potrebbero garantire interventi in grandi gruppi a costi contenuti. Infine è importante coinvolgere nelle azioni d’intervento anche i genitori.
Psicologia positiva e preadolescenza
Introduzione
Fin dai suoi esordi lo studio dell’adolescenza è stato accompagnato da una prospettiva centrata più sui deficit che da un’enfasi sugli elementi che dovrebbero facilitare e migliorare la vita. Come noto durante l’adolescenza i numerosi cambiamenti fisiologici, emozionali e cognitivi vengono integrati in una nuova definizione di Sé che sostiene la persona nel suo adattamento futuro. Se da un lato i pensieri sul futuro si concentrano di norma su obiettivi associati allo sviluppo professionale, al formarsi una famiglia ecc dall’altra questi obiettivi sono emblema di possibilità dato che si possono perseguire iniziando da punti di partenza differenti e percorrendo strade diverse. Sia le caratteristiche individuali sia il contesto di vita possono agire come barriere o come supporti al raggiungimento degli obiettivi futuri.
Traiettorie positive di sviluppo e preadolescenza
La teoria dei sistemi evolutivi rappresenta un utile quadro di riferimento per comprendere l’influenza delle variabili individuali e contestuali sui risultati positivi dello sviluppo tra i giovani. Punta l’attenzione sull’influenza reciproca tra l’individuo e il suo contesto descrivibile in termini di relazione persona – contesto. Se queste relazioni reciproche sono vantaggiose per entrambe le parti ci si trova di fronte ad una regolazione adattiva dello sviluppo, vuol dire che la persona sta allineando i suoi interessi, desideri e bisogni alle risorse contestuali.
Tra i modelli proposti all’interno dell’approccio dello sviluppo positivo che hanno ricevuto maggior supporto empirico un ruolo di primo piano è stato assunto dal modello delle 5 C teorizzato da Eccles e Gootman e da Roth e Brooks-Gunn ed operazionalizzato da Lerner e dai suoi collaboratori:
- Competence: si riferisce alla visione positiva delle proprie azioni nei diversi ambiti:
- Cognitiva, alle abilità cognitive;
- Scolastica, le valutazioni, i risultati scolastici;
- Professionale, l’imprenditorialità, il significato del lavoro.
- Confidence: si riferisce ad una generale considerazione positiva di Sé e si contrappone alle credenze dominio-specifiche.
- Connection: fa riferimento all’insieme degli scambi che intercorrono tra l’adolescente e i suoi pari, la famiglia, la scuola ecc.
- Character: si riferisce al rispetto delle regole sociali e culturali, al possesso di principi e valori che regolano i comportamenti;
- Caring: riguarda gli atteggiamenti di simpatia e empatia verso gli altri.
Secondo questo modello quando un adolescente manifesta queste 5C sinergicamente nel tempo ha maggior probabilità di trovarsi in una traiettoria di sviluppo positiva e vantaggiosa sia per sé che per il suo contesto di riferimento e meno probabilità di trovarsi in una traiettoria che lo espone a rischi come abuso di sostanze, delinquenza e depressione. Le traiettorie positive nell’arco di vita sono il risultato di relazioni reciproche vantaggiose tra la persona che si trova in una fase dello sviluppo e gli elementi del suo contesto che la sostengono e ne promuovono la crescita.
Dal punto di vista psicometrico le analisi condotte hanno permesso agli autori di affermare che il PYD è un costrutto robusto che resta stabile nei 3 diversi anni scolastici considerati. La maggior parte dei preadolescenti che presentava elevati livelli di PYD nel tempo mostrava anche scarsi comportamenti di esternalizzazione e internalizzazione. Coloro invece che manifestavano una diminuzione dei livelli di PYD era più probabile che manifestassero in misura maggiore comportamenti negativi.
Infine coloro che incrementavano i loro livello di PYD era probabile che manifestassero inizialmente elevati comportamenti di internalizzazione che diminuivano col tempo e mantenessero bassi i comportamenti internalizzanti. Era inoltre più probabile che le ragazze sperimentassero traiettorie positive di sviluppo rispetto a quelle dei loro coetanei maschi. Né lo sviluppo positivo né quello negativo si manifestano in maniera univoca nel corso dell’adolescenza.
Il contributo dell’ottimismo e della speranza nella preadolescenza
La diffusione della psicologia positiva da un lato e l’enfasi posta sui punti di forza delle persone da organismi internazionali come l’OMS dall’altro, hanno portato la speranza e l’ottimismo, in termini strettamente evolutivi, a caratterizzarsi come elementi fondamentali su cui poggiano gli approcci che enfatizzano lo sviluppo positivo degli individui e i risultati che si conseguono. Alcuni autori hanno evidenziato l’esistenza di una dimensione sovraordinata che lega speranza e ottimismo tanto che sono arrivati a parlare di una dimensione globale di aspettative positive verso il futuro. Carvajal ha misurato questa dimensione globale coinvolgendo adolescenti americani ha messo in evidenza che se da un lato questa dimensione globale diminuiva all’aumentare dell’età dall’altro la presenza di idee più ottimiste e speranzose circa il futuro prediceva un minor abuso di alcool, scelte alimentari più salutari, e maggiori livello di attività fisica.
Speranza. La presenza di speranza si associa a numerosi risultati positivi in adolescenza e i preadolescenti che manifestano speranza verso il futuro si danno da fare per raggiungere i loro obiettivi. Gli approcci che studiano le traiettorie di sviluppo positivo ritengono che:
- Abbia una valenza motivazionale in quanto può sostenere gli sforzi intrapresi dagli adolescenti per ottenere i propri obiettivi;
- Sostenga l’evoluzione positiva delle traiettorie di sviluppo a vantaggio sia dell’individuo che del suo sistema di relazioni influenzando la costruzione del futuro.
- Si caratterizzi per la presenza di aspettative positive.
All’interno della teoria dei sistemi di sviluppo la speranza viene concettualizzata come un punto di forza individuale di un adolescente. Il modello sostiene che né i fattori individuali come la speranza né i contesti sono di per sé sufficienti a determinare il corso dello sviluppo, piuttosto sono le relazioni reciproche tra l’individuo e i suoi contesti a costituire il processo di sviluppo.
Dal punto di vista delle relazioni interpersonali, la letteratura ha messo in evidenza che livelli maggiori di speranza sono positivamente correlati alla competenza sociale, a interazioni interpersonali positive e ad un comportamento solidale verso l’interesse negli obiettivi degli altri. Alcuni studi mettono in evidenza che i bambini speranzosi sono maggiormente motivati al perseguimento di obiettivi e tendono ad avere un’immagine “socialmente desiderabile”, tendono a beneficiare maggiormente dei rapporti sociali che instaurano e le reti adeguate e ricche di supporto promuovono benessere psicologico e fisico.
Il supporto sociale predice l’autostima, la performance scolastica e il benessere emotivo, la mancanza di supporto sociale invece si associa a comportamenti aggressivi, depressione e problematiche scolastiche. Questi risultati appaiono in sintonia con gli studi che hanno approfondito il legame tra la speranza e i livelli di soddisfazione di vita nutriti dai giovani adulti. Nonostante i lavori che hanno esaminato la speranza tra i preadolescenti siano poco numerosi è stato evidenziato che sia il costrutto di “pathways” che di “agency” teorizzati da Snyder, correlano significativamente con la soddisfazione di vita globale e la capacità di autoregolazione, negativamente con lo stress psicologico e disadattamento scolastico.
La speranza, in modo simile all’ottimismo, sembra diminuire con il tempo e questo secondo alcuni potrebbe essere dato da una maggiore internalizzazione delle credenze dei giovani circa il loro futuro e ad una maggiore consapevolezza delle loro competenze. Richiede di essere potenziata e supportata quindi per poter continuare ad esercitare la sua funzione di protezione soprattutto in quei momenti di transizione che caratterizzano l’adolescenza.
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