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Come noto durante l’adolescenza i numerosi cambiamenti fisiologici, emozionali e cognitivi vengono integrati in una

nuova definizione di Sé che sostiene la persona nel suo adattamento futuro. Se da un lato i pensieri sul futuro si

concentrano di norma su obiettivi associati allo sviluppo professionale, al formarsi una famiglia ecc dall’altra questi

obiettivi sono emblema di possibilità dato che si possono perseguire iniziando da punti di partenza differenti e

percorrendo strade diverse. Sia le caratteristiche individuali sia il contesto di vita possono agire come barriere o come

supporti al raggiungimento degli obiettivi futuri.

TRAIETTORIE POSITIVE DI SVILUPPO E PREADOLESCENZA

La teoria dei sistemi evolutivi rappresenta un utile quadro di riferimento per comprendere l’influenza delle variabili

individuali e contestuali sui risultati positivi dello sviluppo tra i giovani. Punta l’attenzione sull’influenza reciproca tra

l’individuo e il suo contesto descrivibile in termini di relazione persona – contesto. Se queste relazioni reciproche sono

vantaggiose per entrambe le parti ci si trova di fronte ad una regolazione adattiva dello sviluppo, vuol dire che la

persona sta allineando i suoi interessi, desideri e bisogni alle risorse contestuali.

Tra i modelli proposti all’interno dell’approccio dello sviluppo positivo che hanno ricevuto maggior supporto empirico

un ruolo di primo piano è stato assunto dal modello delle 5 C teorizzato da Eccles e Gootman e da Roth e Brooks-Gunn

ed operazionalizzato da Lerner e dai suoi collaboratori:

• Competence: si riferisce alla visione positiva delle proprie azioni nei diversi ambiti:

o cognitiva, alle abilità cognitive;

o scolastica, le valutazioni, i risultati scolastici;

o professionale, l’imprenditorialità, il significato del lavoro.

• Confidence: si riferisce ad una generale considerazione positiva di Sé e si contrappone alle credenze dominio-

specifiche.

• Connection: fa riferimento all’insieme degli scambi che intercorrono tra l’adolescente e i suoi pari, la famiglia,

la scuola ecc.

• Character: si riferisce al rispetto delle regole sociali e culturali, al possesso di principi e valori che regolano i

comportamenti;

• Caring: riguarda gli atteggiamenti di simpatia e empatia verso gli altri.

Secondo questo modello quando un adolescente manifesta queste 5C sinergicamente nel tempo ha maggior probabilità

di trovarsi in una traiettoria di sviluppo positiva e vantaggiosa sia per sé che per il suo contesto di riferimento e meno

probabilità di trovarsi in una traiettoria che lo espone a rischi come abuso di sostanze, delinquenza e depressione. Le

traiettorie positive nell’arco di vita sono il risultato di relazioni reciproche vantaggiose tra la persona che si trova in una

fase dello sviluppo e gli elementi del suo contesto che la sostengono e ne promuovono la crescita.

Dal punto di vista psicometrico le analisi condotte hanno permesso agli autori di affermare che il PYD è un costrutto

robusto che resta stabile nei 3 diversi anni scolastici considerati. La maggior parte dei preadolescenti che presentava

elevati livelli di PYD nel tempo mostrava anche scarsi comportamenti di esternalizzazione e internalizzazione. Coloro

invece che manifestavano una diminuzione dei livelli di PYD era più probabile che manifestassero in misura maggiore

comportamenti negativi.

Infine coloro che incrementavano i loro livello di PYD era probabile che manifestassero inizialmente elevati

comportamenti di internalizzazione che diminuivano col tempo e mantenessero bassi i comportamenti internalizzanti.

Era inoltre più probabile che le ragazze sperimentassero traiettorie positive di sviluppo rispetto a quelle dei loro

coetanei maschi.

Ne lo sviluppo positivo né quello negativo si manifestano in maniera univoca nel corso dell’adolescenza.

IL CONTRIBUTO DELL’OTTIMISMO E DELLA SPERANZA NELLA PREADOLESCENZA

La diffusione della psicologia positiva da un lato e l’enfasi posta sui punti di forza delle persone da organismi

internazionali come l’OMS dall’altro, hanno portato la speranza e l’ottimismo, in termini strettamente evolutivi, a

caratterizzarsi come elementi fondamentali su cui poggiano gli approcci che enfatizzano lo sviluppo positivo degli

individui e i risultati che si conseguono. Alcuni autori hanno evidenziato l’esistenza di una dimensione sovraordinata

che lega speranza e ottimismo tanto che sono arrivati a parlare di una dimensione globale di aspettative positive verso il

futuro. Carvajal ha misurato questa dimensione globale coinvolgendo adolescenti americani ha messo in evidenza che

se da un lato questa dimensione globale diminuiva all’aumentare dell’età dall’altro la presenza di idee più ottimiste e

speranzose circa il futuro prediceva un minor abuso di alcool, scelte alimentari più salutari, e maggiori livello di attività

fisica.

Speranza. La presenza di speranza si associa a numerosi risultati positivi in adolescenza e i preadolescenti che

manifestano speranza verso il futuro si danno da fare per raggiungere i loro obiettivi. Gli approcci che studiano le

traiettorie di sviluppo positivo ritengono che:

• Abbia una valenza motivazionale in quanto può sostenere gli sforzi intrapresi dagli adolescenti per ottenere i

propri obiettivi;

• Sostenga l’evoluzione positiva delle traiettorie di sviluppo a vantaggio sia dell’individuo che del suo sistema di

relazioni influenzando la costruzione del futuro.

• Si caratterizzi per la presenza di aspettative positive.

All’interno della teoria dei sistemi di sviluppo la speranza viene concettualizzata come un punto di forza individuale di

un adolescente. Il modello sostiene che né i fattori individuali come la speranza né i contesti sono di per sé sufficienti a

determinare il corso dello sviluppo, piuttosto sono le relazioni reciproche tra l’individuo e i suoi contesti a costituire il

processo di sviluppo.

Dal punto di vista delle relazioni interpersonali, la letteratura ha messo in evidenza che livelli maggiori di speranza sono

positivamente correlati alla competenza sociale, a interazioni interpersonali positive e ad un comportamento solidale

verso l’interesse negli obiettivi degli altri.

Alcuni studi mettono in evidenza che i bambini speranzosi sono maggiormente motivati al perseguimento di obiettivi e

tendono ad avere un’immagine “socialmente desiderabile”, tendono a beneficiare maggiormente dei rapporti sociali che

instaurano e le reti adeguate e ricche di supporto promuovono benessere psicologico e fisico.

Il supporto sociale predice l’autostima, la performance scolastica e il benessere emotivo, la mancanza di supporto

sociale invece si associa a comportamenti aggressivi, depressione e problematiche scolastiche.

Questi risultati appaiono in sintonia con gli studi che hanno approfondito il legame tra la speranza e i livelli di

soddisfazione di vita nutriti dai giovani adulti. Nonostante i lavori che hanno esaminato la speranza tra i preadolescenti

siano poco numerosi è stato evidenziato che sia il costrutto di “pathways” che di “agency” teorizzati da Snyder,

correlano significamente con la soddisfazione di vita globale e la capacità di autoregolazione, negativamente con lo

stress psicologico e disadattamento scolastico.

La speranza, in modo simile all’ottimismo, sembra diminuire con il tempo e questo secondo alcuni potrebbe essere dato

da una maggiore internalizzazione delle credenze dei giovani circa il loro futuro e ad una maggiore consapevolezza

delle loro competenze. Richiede di essere potenziata e supportata quindi per poter continuare ad esercitare la sua

funzione di protezione soprattutto in quei momenti di transizione che caratterizzano l’adolescenza.

Ottimismo. L’ottimismo svolge un ruolo importante nell’auto-regolazione del comportamento e sebbene gli studi su

bambini e adolescenti siano minori di quelli sugli adulti, si conferma il suo contributo nel facilitare uno sviluppo

positivo. All’ottimismo viene riconosciuta una funzione protettiva e di supporto rispetto ai compiti e alle sfide che lo

sviluppo può comportare. Secondo gli studi, l’ottimista trasforma i problemi in opportunità, mentre il pessimista

trasforma le opportunità in problemi. Rispetto ai pessimisti, i preadolescenti e gli adolescenti più ottimisti si

caratterizzano per:

• Alti livelli di benessere soggettivo

• Maggiori livelli di autostima

• Minori livelli di stress.

• Minor presenza di sintomi depressivi e un numero inferiore di ideazioni suicidarie

• Minori livelli di aggressività

I risultati hanno evidenziato che l’ottimismo tende a diminuire nel tempo, soprattutto per le ragazze, e che ha un effetto

protettivo nel corso dello sviluppo soprattutto nei confronti dei sintomi depressivi, dall’abuso di sostanze e

dell’adozione di comportamenti antisociali.

Da un punto di vista sociale in età preadolescenziale l’ottimismo sembra avere un ruolo significativo nella qualità delle

relazioni interpersonali che si instaurano.

Nel complesso si sottolinea il ruolo positivo della speranza e dell’ottimismo nel corso dello sviluppo per l’acquisizione

e il mantenimento di comportamenti e stili di vita maggiormente salutari ed adattivi.

IL CONTRIBUTO DEL GRUPPO IHRT

Compito dei professionisti che operano e di coloro che prendono decisioni nel settore delle politiche giovanili sembra

essere dunque quello di integrare le informazioni derivanti dagli studi longitudinali inerenti i fattori che promuovono gli

sviluppi positivi dei giovani, quali ad esempio ottimismo e speranza, piuttosto che focalizzarsi unicamente sulla

prevenzione dei singoli problemi.

In relazioni a tali linee guida evidenziate dalla letteratura, nell’ambito del fruppo di ricerca internazionale IHRT e in

particolare del gruppo di ricerca “speranza, ottimismo, prospettiva temporale e resilienza” in età evolutiva nato al suo

interno, sono stati messi a punto lo strumento Pros.pera e A proposito di Futuro al fine di approfondire la conoscenza

degli andamenti evolutivi di questi costrutti che sembrano far registrare impatti significativi a carico dell’apprendimento

e dello sviluppo sociale delle persone. L’utilizzo di questi due questionari con i giovani adolescenti può permettere di

redigere una relazione per ogni persona coinvolta.

• Il questionario Pro.Spera è uno strumento costituito da 20 item che si riferiscono a ciò che i ragazzi potrebbero

pensare o fare; utilizza una scala Likert a 5 punti e valuta la speranza verso il futuro, l’ottimismo, la visione

negativa della realtà.

• Il questionario A proposito di Futuro è costituito da 21 item in cui sono riportate delle frasi che descrivono

pensieri e comportamenti di alcuni adolescenti della scuola secondaria di primo grado. Utilizza una scala

Likert a 5 punti e valuta la prospettiva temporale e la resilienza.

Dai dati che la letteratura mette in evidenza emerge che la prospettiva temporale, la resilienza, l’ottimismo e la speranza

predicono in modo significativo il rendimento scolastico.

Considerando i risultati sino ad ora ottenuti, emerge dunque l’importanza che può avere la messa a punto di attività da

affiancare a quelle curriculari tradizionali volte a proporre alcune riflessioni circa la speranza e l’ottimismo al fine di

sviluppare la produzione di obiettivi circa il futuro.

INTERVENTI PER FAVORIRE TRAIETTORIE POSITIVE DI SVILUPPO

Negli ultimi decenni, grazie agli approcci di psicologia positiva, l’attenzione dei ricercatori si è spostata dai deficit e dai

problemi degli adolescenti alla valorizzazione degli aspetti positivi della crescita e dello sviluppo. Questo cambiamento

paradigmatico ha comportato una maggiore attenzione alla prevenzione e alla promozione delle traiettorie di sviluppo

degli adolescenti, rispetto ad approcci precedenti focalizzati sulla riduzione di comportamenti problematici. In relazione

a ciò i programmi di intervento della psicologia positiva coinvolgono, a scopo preventivo, grandi gruppi di adolescenti e

puntano alla valorizzazione dei loro punti di forza e alla promozione di comportamenti positivi.

Per quanto concerne il costrutto della speranza, Marques, Lopez e Pais-Riberio hanno recentemente proposto un

programma di intervento “Costruire la speranza verso il futuro” strutturato in 5 sessioni di un’ora ciascuna in cui:

• La prima era dedicata all’introduzione della teoria della speranza e alla sua rilevanza;

• La seconda era finalizzata alla conoscenza degli elementi chiave del modello e di come questi influenzano i

loro livelli di speranza;

• La terza veniva insegnato come identificare chiari e specifici obiettivi rilevanti per i partecipanti;

• Nella quarta gli obiettivi venivano rivisti alla luce della storia personale

• Nella quinta si stimolavano i partecipanti ad individuare strategie di perseguimento, di risoluzione ecc.

Per potenziare la speranza, oltre agli interventi di gruppo, in sede di consulenza individuale è possibile far riferimento

alle tecniche e alle strategie proposte da Snyder per ciascuna delle componenti della speranza, ovvero la capacità di

identificare obiettivi nei confronti del futuro, la capacità di individuare le strategie necessarie per perseguirli ecc.

secondo l’autore il primo step dovrebbe essere focalizzato sul “setting goals”.

• Gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a identificare obiettivi in vari domini della vita, da obiettivi

formativi a obiettivi sociali. Soprattutto nei confronti di studenti con più bassi livelli di speranza e con

maggiori difficoltà ad individuare un elenco di obiettivi, l’autore suggerisce l’utilizzo di due tecniche:

o La prima prevede l’applicazione di strumenti di valutazione degli interessi e dei valori individuali, al

fine di utilizzarne i risultati per elaborare obiettivi ad essi coerenti;

o La seconda prevede che il consulente incoraggi i preadolescenti a ricordare obiettivi che hanno

recentemente raggiunto che potrebbero costituire la base per la formulazione di obiettivi futuri.

A questo punto vengono stimolati a classificare gli obiettivi in ordine di rilevanza. È opportuno inoltre

incoraggiarli ad utilizzare un linguaggio che consenta loro di descrivere in maniera chiara l’obiettivo che

intendono raggiungere.

• Individuati gli obiettivi, il passo successivo dovrebbe essere quello di potenziare la capacità di sostenere la

motivazione a raggiungerli. In questa fase gli studenti vengono aiutati a verificare la complessità degli obiettivi

individuati ed eventualmente a riformularli poiché se troppo semplici o complessi difficilmente saranno

motivati a perseguirli.

• Gillham e Revich suggeriscono di aiutare i preadolescenti a scomporre l’obiettivo individuato, in sotto-

obiettivi, in quanto in questa fase dello sviluppo i soggetti fanno fatica a proiettarsi nel futuro a lungo termine e

in relazione a ciò tendono ad arrendersi al primo segnale di difficoltà.

Per quanto concerne l’ottimismo è possibile riscontrare in letteratura alcuni programmi di intervento fra cui il Penn

Prevention Program, messo a punto per prevenire sintomi depressivi in preadolescenti e testato con successo. È

utilizzabile anche per potenziare pensieri e attribuzioni ottimistiche.

Così come per la speranza, è possibile rintracciare tecniche e strategie di potenziamento dell’ottimismo che è possibile

utilizzare anche nella consulenza face to face. Tali tecniche, di tipo cognitivo-comportamentale, prevedono che si

insegni ai preadolescenti a riconoscere lo stile attribuzionale che utilizzano nella spiegazione degli eventi che accadono

loro e dei risultati delle loro azioni, stimolando a generare credenze alternative positivistiche.

Tale processo di “auto-discussione delle proprie credenze” consente al preadolescente di identificare le cause più

accurate degli eventi che gli accadono e dei problemi che affronta così da porli in una situazione migliore per risolverli.

Recentemente il Laboratorio Larios dell’Università di Padova ha messo a punto un programma di psicologia positiva

rivolto a studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado finalizzato a potenziare la loro attenzione al futuro e

a maturare la convinzione che è possibile progettare e darsi da fare per perseguire i propri obiettivi personali, formativi

e professionali.

Il training punta a promuovere atteggiamenti positivi, di apertura e speranza circa il mondo del lavoro. I partecipanti

vengono stimolati ad elaborare un proprio progetto futuro, individuando obiettivi professionali e personali, che

contengano tutta la ricchezza dei loro sogni e speranze per il futuro. Al termine dello stesso i partecipanti presentavano

maggiori livelli di ottimismo, speranza, pianificazione e prospettiva, una tendenza più elevata ad un locus of control di

tipo interno.

BENESSERE SOGGETTIVO E OTTIMISMO NEGLI ADOLESCENTI:

IL RUOLO DELLA SPERANZA E DELLA PROSPETTIVA TEMPORALE

Attualmente, nei paesi occidentali si sta creando una sempre più ampia frattura tra la ricerca di un sempre maggior

grado di benessere e le contingenze sociali e politiche attuali.

Per i giovani aumenta l’accesso ad opzioni ipotetiche ed informazioni, ma diminuiscono le possibilità concrete

d’occupazione.

LA RICERCA DEL BENESSERE PSICOLOGICO NEGLI ADOLESCENTI

Gli adolescenti, per poter raggiungere il proprio benessere psicologico oltre che materiale, sono chiamati ad adempiere

ai loro compiti di sviluppo e raggiungere un’autonomia personale. Tale processo è fondato sulla formulazione di scelte

fondamentali che riguardano anche il loro futuro personale. Tale processo è fondato sulla formulazione di scelte

fondamentali che riguardano anche il loro futuro professionale. Gli adolescenti non operano le loro scelte solo sulla

base di un confronto fra inclinazioni e opportunità, fra capacità personali e possibilità offerte dal mondo esterno, ma

anche sulla base di come si pongono nei confronti della realtà, pensano al proprio futuro e si aprono all’esperienza.

Alcuni studi hanno cercato di comprendere ciò che rende felici le persone e hanno evidenziato il valore adattivo di un

modo di porsi verso la realtà che tende a valorizzare gli aspetti positivi della propria esperienza, sia essa legata al

passato, al presente o al futuro.

BENESSERE PSICOLOGICO E PROSPETTIVA TEMPORALE

Analizzare la percezione del benessere psicologico in una dimensione temporale consente di cogliere le influenze

giocate dalla prospettiva temporale sul benessere soggettivo. Recenti contributi di ricerca hanno dimostrato che

prospettiva temporale e benessere soggettivo sono in relazione.

La prospettiva temporale è un processo che consente di inserire le esperienze dell’individuo nel tempo, le quali danno

ordine e coerenza alle esperienze stesse in modo da ricostruire il passato, valutare il presente e programmare il futuro.

Una prospettiva temporale equilibrata contribuisce alla salute fisica e psicologica. Secondo Zhang e collaboratori

l’affidarsi ad una singola prospettiva temporale limita la capacità personale di confrontarsi con le richieste situazionali

della vita e rende con maggiore probabilità fallaci le nostre percezioni, pensieri e comportamenti.

In accordo a Boed e Zimbardo gli adolescenti, in modo soggettivo e non consapevole, inseriscono e distinguono le loro

esperienze all’interno di categorie temporali che diventano uno stile rappresentazionale e influenzano le scelte. Mentre

nelle età precedenti la dimensione temporale era dettata principalmente dalla famiglia e dalla scuola ora sono gli

adolescenti a pianificare e gestire i propri comportamenti.

Attraverso la prospettiva temporale, gli adolescenti perseguono i loro obiettivi, organizzano le loro abilità intellettive,

affettive ed emozionali ed anticipano le conseguenze del loro agire, formulano infatti progetti attingendo alle loro

esperienze passate e al loro presente e le scelte li proiettano nel futuro.

Zimbardo e Boyd ritengono che vi sono 5 prospettive temporali salienti nel definire atteggiamenti, sentimenti e

comportamenti:

• Il passato positivo, consiste in una visione emotivamente positiva degli eventi passati;

• Il passato negativo, ricordo del passato come fonte di stress;

• Il presente edonistico, implica il godere di piaceri immediati;

• Il presente fatalista, sottende una visione della scarsa rilevanza del presente sul futuro;

• Il futuro, consente la formulazione di progetti a lungo termine.

Le femmine hanno punteggi più elevati rispetto alla prospettiva positiva del passato e rispetto al futuro in confronto ai

maschi che invece presentano punteggi più elevati nella scala che riguarda il presente edonistico.

Le prove empiriche sulle differenze di genere nella soddisfazione di vita non sono univoche, ma differiscono a seconda

dei contesti culturali e delle caratteristiche dei soggetti interpellati.

La prospettiva orientata al futuro è risultata in alcuni studi correlata con la soddisfazione di vita, ma il maggior

predittore di soddisfazione di vita sembra essere la prospettiva temporale sul passato: sia una maggiore visione del

passato positivo che una minore visione negativa del passato sono collegati alla soddisfazione di vita.

SPERANZA E PROSPETTIVA TEMPORALE

La capacità progettuale si accompagna alla speranza: entrambe le dimensioni sono tipiche di quei giovani che

possiedono le risorse personali e contestuali per formulare dei progetti e, sono dunque, immerse in una prospettiva

temporale che consente loro di visualizzare un futuro. La connotazione positiva o negativa che essi danno a tali

dimensioni temporali influenza la loro capacità di sperare.

Cotton Bronk, Hill, Lapsley, Talib e Finich affermano che possono essere distinte due accezioni del termine speranza:

• L’una considera la speranza come la percezione di poter raggiungere i propri scopi.

• L’altra, espressione del lavoro di Snyder, definisce il costrutto come la convinzione che si raggiungerà un

obiettivo (Pathways) e la motivaziona ad usare tali percorsi per raggiungere gli obiettivi prefissati (Agency).

Riguarda quindi la volontà di perseguire un obiettivo e il modo per farlo efficacemente.

UNA RICERCA SU SPERANZA, PROSPETTIVA TEMPORALE E BENESSERE IN ADOLESCENZA

Il presente studio esamina come due importanti indicatori del benessere soggettivo, quali la soddisfazione di vita e

l’orientamento positivo verso il futuro, siano in relazione con la speranza e la prospettiva temporale. Secondo l’ipotesi

che guida lo studio, la soddisfazione per la propria vita implica una maggiore capacità di visualizzare il futuro e di

vedere il passato in termini positivi. Quanto più l’adolescente ritiene di avere opportunità di influire sul proprio futuro e

il proprio processo di scelta come rilevante, tanto più soddisfacente sarà la percezione della sua vita e ottimistico

l’orientamento verso il proprio futuro.

Strumenti e metodologia. Il protocollo di Ricerca prevedeva una breve scheda socio-demografica con una sezione sul

rendimento e l’interesse scolastico degli studenti delle scuole Secondarie di secondo grado; seguivano alcuni

questionari mirati ad esplorare la capacità dei giovani di costruire il lodo progetto di vita futura e di credere ancora nella

speranza e nell’ottimismo.

Sono stati presi in considerazione i seguenti costrutti:

• Speranza

• Prospettiva temporale

• Soddisfazione di vita

• Ottimismo

Strumenti:

1. Prospettiva temporale: questionario costituito da 25 item riconducibili a cinque dimensioni:

a. Presente fatalista

b. Presente edonista

c. Futuro

d. Passato positivo

e. Passato negativo

2. The hope scale: strumento che propone riflessioni che generalmente le persone compiono circa i propri

obiettivi futuri, composto da due dimensioni: Pathway o Modalità di risoluzione e Agency o Fiducia nelle

capacità di agire.

3. Satisfaction with life scale: questionario che misura il grado di soddisfazione per la propria vita.

4. Life orientation Test – Revised: questionario che misura le aspettative sul futuro e il senso generale di

ottimismo.

BENESSERE SOGGETTIVO NEGLI ADOLESCENTI: RELAZIONI CON SPERANZA E PROSPETTIVA

TEMPORALE

Differenze di genere. L’analisi delle differenze di genere relativa alla prospettiva temporale ha evidenziato che le

ragazze ottengono punteggi medi significativamente più alti dei ragazzi in quasi tutte le dimensioni, ad eccezione del

presente fatalista, rispetto alla quale non si evidenziano differenze significative.

Per quanto riguarda la speranza i ragazzi ottengono punteggi medi più alti nella dimensione Pathway della Hope Scale.

Le ragazze dichiarano maggiore soddisfazione per la propria vita rispetto ai ragazzi e non emergono differenze nei

livelli di ottimismo.

Relazioni tra speranza, prospettiva temporale e indicatori di benessere soggettivo. Negli adolescenti, avere una

concezione edonistica del presente, valutare positivamente il proprio passato ed essere proiettati verso obiettivi futuri,

appaiono elementi intimamente connessi con una percezione propria della vita come prossima all’ideale e con una

visione del futuro piena di aspettative. Questi due aspetti del benessere soggettivo, al contrario, presentano una

relazione inversa con un atteggiamento fatalistico e incurante del futuro, ed una visione del passato in cui prevale solo il

ricordo di esperienze negative.

Per quanto riguarda la speranza entrambi gli indicatori di benessere soggettivo sono associati ad un’elevata fiducia nelle

proprie capacità di agire.

Quali dimensioni predicono il benessere soggettivo degli adolescenti? I predittori che assumono un peso

significativo nella spiegazione della soddisfazione di vita sono:

• Il genere: più i ragazzi;

• Il passato negativo

• Il futuro

• Il presente edonista

• La dimensione agency

Questi spiegano il 42% della varianza della misura-criterio.

I predittori che assumono un peso significativo nella spiegazione dell’ottimismo sono:

• Il passato negativo,

• Il presente fatalista

• Il presente edonista

• Le dimensioni agency

• Le dimensioni pathway

CONCLUSIONI

La ratio che emerge dalla nostra ricerca è che l’attribuire un significato più consapevole al presente aiuta a nutrire

aspettative positive riguardo al futuro.

PSICOLOGIA POSITIVA E STUDENTI RESILIENTI: SPERANZA, OTTIMISMO,

PROSPETTIVA TEMPORALE COME FATTORI DI PROTEZIONE NEL SUCCESSO

ACCADEMICO

PREMESSA

Il presente contributo intende far luce su alcune caratteristiche legate ai costrutti di resilienza, speranza e ottimismo che

caratterizzano i percorsi formativi di studenti universitari al fine di individuare metodologie e pratiche didattiche e di

supporto al successo formativo come fattori di protezione nei percorsi accademici.

Obiettivo del lavoro è individuare modalità di gestione e rappresentazione delle aspettative individuali in relazione al

successo formativo in un contesto socioeconomico in cui le prospettive non sono sempre certe e soprattutto le rapide

trasformazioni sociali ed economiche richiedono alle persone nuove capacità per i tempi presenti che talvolta appaiono

minacciosi ed incerti.

ORIENTARE NELL’INCERTEZZA

Orientare nell’attuale contesto socio-economico richiede la capacità non solo di sostenere le vocazioni e le aspettative

delle persone, ma creare un senso di continuità tra i diversi aspetti della personalità e investire su specifiche

caratteristiche personali, quali la motivazioni, il coping, la resilienza, l’ottimismo e la speranza, predisposizioni

individuali molto poco presenti oggi nei giovani.

Globalizzazione, flessibilità e mobilità costituiscono oggi lo scenario di riferimento e richiedono l’attivazione continua

di risorse personali per gestire la complessità del cambiamento. Pertanto una scelta di investimento sul proprio futuro

oggi appare più complessa in quanto mancano ancoraggi e punti di riferimento culturali storici e sociali.

In un momento storico come l’attuale si impone una riflessione sulle scelte formative e professionali che i giovani sono

chiamati ad intraprendere. Attivare nei percorsi formativi universitari specifiche azioni di supporto ai costrutti di

personalità può rappresentare un fattore di protezione capace di sostenere il successo formativo individuale con

significative ricadute a livello di contesto sociale: diventa necessario predisporre azioni e strategie capaci di

equipaggiare i nostri giovani a rispondere in modo positivo alle nuove richieste formative e professionali che il mercato

del lavoro richiede.

Non è possibile proporre modelli e schemi generalizzabili ma bisogna puntare sulla personalizzazione delle azioni

orientative in cui il soggetto divenga attivo, aiutandolo a sviluppare le proprie capacità e competenze e a porsi obiettivi

di conseguenza.

In questa prospettiva lo studente diventa il protagonista attivo nell’identificazione, interpretazione e soluzione di u

problema; è il principale “costruttore” del proprio auto-orientamento, attraverso il continuo potenziamento delle

competenze personali e una conoscenza attiva del contesto esperienziale.

Lo studente universitario è un soggetto che opera in prima persona per la costruzione di una progettualità

personalizzata.

L’orientatore è colui che offre allo studente l’opportunità di costruirsi delle competenze orientative adeguate per

decidere in modo appropriato e quindi agire di conseguenza; vengono premiati gli individui che si sentono capaci di

determinare il proprio futuro.

La personalizzazione delle azioni formative rappresenta un elemento cruciale per il sostegno della motivazione ala

riuscita, in quanto non può prescindere dal coinvolgimento attivo dello studente.

Lo studente è il principale costruttore del proprio percorso formativo che deve essere però garantito da un contesto di

studio e di vita motivante.

Alla base di tutto ciò è possibile individuare il costrutto definito dalla teoria socio-cognitiva, di human agency, ovvero

lo sviluppo della capacità di esercitare un potere causale, di operare con consapevolezza in accordo con obiettivi definiti

secondo valori personali.

Se il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce (drop out) che coinvolge ampie fasce della popolazione, comporta

una grave carenza nell’acquisizione di competenze di base e trasversali (life skills), altrettanto preoccupanti sono

l’abbandono del percorso universitario e/o l’allungamento delle carriere, fenomeni assai presenti nel sistema

universitario italiano, in forme tanto esplicite quanto sommerse.

Fra le forme di abbandono spicca l’interruzione degli studi come risultato dell’impossibilità di continuare a incorrere in

ripetuti fallimenti. Nell’ambito della diffusa condizione di “fuori corso” troviamo spesso manifestazioni più subdole di

disagio, in cui l’abbandono non è caratterizzato dall’atto manifesto di lasciare il percorso intrapreso, ma da forme di

disimpegno e disinvestimento.

Anche una scelta sbagliata si accompagna a un senso di noia, di disinteresse spesso generalizzato.

Oggi lo studente è in generale scarsamente motivato e abituato a far fatica per raggiungere un suo obiettivo.

Manca nello studente la consapevolezza che le azioni di oggi avranno un impatto importante su quello che succederà

domani.

È pertanto prioritario introdurre azioni volte ad aiutare gli studenti a trovare motivazioni.

Compito di un’università che realmente desideri investire sul potenziale di studenti posti al centro dell’azione formativa

è di sostenerli in una prospettiva di attivazione di risorse individuali, talvolta inespresse perché non giunte alla

consapevolezza di chi pure le possiede, attraverso un patto di corresponsabilità in cui da un lato vi è un’università che si

impegna a fornire gli strumenti a sostegno della carriera e dall’altro vi è uno studente disposto a mettere in gioco una

progettualità a tutto tondo che lo orienti verso un futuro professionale e di vita consapevole.

Uno dei compiti principali dell’università dovrebbe essere quello di formare persone ben preparate possibilmente in

tempi non molto diversi da quelli previsti dai vari curricula degli studi.

Coniugare velocità e qualità insieme ad un’ottimale allocazione delle risorse impiegate nei processi formativi è un

importante obiettivo percepito come tale in questo momento anche dalla società civile.

Nel tentativo di misurare queste performance sono stati definiti diversi indicatori che tendono a valutare alcuni aspetti:

risorse di docenza impiegate, velocità di progressione nei percorsi di studio, qualità della preparazione.

STUDENTI RESILIENTI E BENESSERE: CONTRIBUTO DELLA PSICOLOGIA POSITIVA

Favorire percorsi di successo accademici significa investire su costrutti di personalità quali la speranza e l’ottimismo,

capaci di creare nuove condizioni di agency e di attivare resilienza.

Fondata da Seligman nel 1990 la psicologia positiva è una scienza in grado di colmare le lacune create all’interno dello

studio degli aspetti psicologici positivi dalla ricerca nel corso degli anni, ma anche di tracciare nuove linee di

comprensione dell’esistenza umana. La necessità di fondare la psicologia positiva si cominciò ad avvertire studiando

gli effetti del secondo conflitto mondiale. Seligman ha infatti notato che alcuni individui divennero sfiduciati, depressi,

dopo che la guerra aveva sottratto loro i sostegni sociali, il lavoro, il denaro mentre altri, al contrario, nonostante tutte le

avversità riuscirono a mantenere la loro integrità e la loro serenità.

Seligman si chiese quali forze interne differenziavano i due gruppi di soggetti.

La psicologia positiva, come sostiene il suo fondatore non è né un nuovo movimento né un nuovo paradigma.

L’obiettivo principale è quello di riconoscere e ampliare le competenze dell’individuo, facendo leva sui punti di forza e

di eccellenza di ogni persona.

La psicologia positiva cerca anche di stimolare un cambiamento nella psicologia: passare da una visione rivolta solo a

“riparare” le situazioni negative della vita, ad una visione che si occupa di costruire una migliore qualità di vita

studiando la forza e la virtù che hanno a che fare con il lavoro, l’educazione, l’amore, ecc.

La psicologia positiva rappresenta una svolta importante, mira a capire e a favorire lo sviluppo delle risorse soggettive

per gestire al meglio l’esistenza, nella convinzione che è sempre meglio sviluppare le capacità piuttosto che riparare i

danni e colmare le carenze affettive e cognitive.

La psicologia positiva si occupa dunque degli aspetti positivi dell’esperienza umana non solo a livello individuale, ma

anche sociale.

Diventa necessario per l’individuo ridefinire e rielaborare i vissuti negativi sperimentati attraverso una nuova chiave

interpretativa che consente di tenere in considerazione la prospettiva di ricollocazione individuale:

• Nel passato: benessere, soddisfazione;

• Nel presente: auto accettazione e autoefficacia;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Docente: Nota Laura
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Arianna21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'orientamento e della progettazione professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Nota Laura.

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