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Psicologia cognitiva e della percezione

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Psicologia e società di Anna Maria Giannini, Teresa Marzi, Maria Pia Viggiano

Design docente

Claudia Brancati

Indice

  • Cap.1 : Percezione visiva e cognizione
  • Cap.2 : La psicologia dell'arte
  • Cap.3 : La scelta del prodotto: emozioni, decisioni e neuroestetica

Capitolo 1: Percezione visiva e cognizione

Introduzione

Nella progettazione, produzione e fruizione di un oggetto, la mente umana si avvale di tutti i suoi processi. Questi processi psichici vengono distinti in psicologia in due gruppi principali: processi cognitivi, relativi al mondo in cui conosciamo il mondo esterno e i processi dinamici, relativi ai bisogni e alle motivazioni che ci spingono a integrare con esso e alle reazioni fisiologiche e psicologiche che questa interazione genera in noi.

Le ricerche che studiano il funzionamento del cervello si chiamano neuroscienze, esse permettono di chiarire molti aspetti delle operazioni mentali implicate nella produzione e fruizione di un oggetto, mettendo in evidenza i meccanismi cerebrali che ne sono alla base.

Il cervello umano

Il cervello è un organo complesso dal punto di vista sia anatomico che funzionale, ma è anche la sede dei processi mentali. Processi importanti, svolti grazie all'attività integrata di strutture altamente specializzate che compongono il cervello. La struttura del cervello è macroscopicamente simile in tutti gli esseri umani; ad esempio, il peso del cervello è in media di 400g, ma può oscillare nell'ordine di 500g da un cervello ad un altro, essendo composto da cellule nervose chiamate neuroni, i quali sono calcolati in circa 100 miliardi.

Non è importante solo il numero di neuroni, ma soprattutto il numero delle connessioni tra di loro che raggiungono un ordine di grandezza compreso tra 1000 e 10000 contatti. I neuroni sono cellule specializzate la cui funzione consiste nell'analizzare e trasmettere informazioni. I processi cognitivi consentono a un individuo di conoscere il mondo esterno, compreso il proprio corpo. Vengono elencati in un ordine che riflette il flusso dell'elaborazione dell'informazione proveniente dall'esterno: percezione, attenzione, memoria, immaginazione ecc.

I processi dinamici riguardano le forze interne, psichiche o i motivi che spingono ad attivare determinate forme di comportamento, sono le pulsioni, le emozioni e le motivazioni. La corrente teorica più importante nel campo della psicologia cognitiva nel secondo Novecento è stata il cognitivismo, mentre nella psicologia dinamica, l'orientamento teorico più influente è stato la psicanalisi.

Architettura anatomica del cervello

L'architettura anatomica del cervello ha una prima divisione fondamentale in strutture corticali (la corteccia cerebrale). La corteccia cerebrale presenta un colore grigiastro. È divisa, a sua volta, in due emisferi simmetrici separati dalla scissura longitudinale. I due emisferi sono connessi dal corpo calloso, la più grande commessura cerebrale che non solo trasferisce informazioni da un emisfero all'altro, ma integra anche l'attività svolta dai due emisferi.

In primo luogo, se si intende muovere la mano destra, questo comando motorio parte dall'emisfero sinistro e viceversa, quindi vi è un'organizzazione mano-cervello che è "crociata". Tale differenziazione funzionale dei due emisferi non riguarda solo le due mani, ma tutte le altre parti del corpo. Ciascun emisfero cerebrale si suddivide in quattro regioni principali o lobi: lobo occipitale, lobo temporale, lobo parietale e lobo frontale.

I lobi sono costituiti principalmente da solchi e possono essere suddivisi in aree in base alla microanatomia dei neuroni e alla loro organizzazione. Il neuroanatomista K. Brodmann, agli inizi del Novecento, identificò nella corteccia cerebrale 52 aree distinte e classificate. Sebbene un lobo possa essere più importante di un altro, complessivamente questo stesso processo necessità dell'integrazione funzionale tra più lobi.

Lobi cerebrali e funzioni

Il lobo frontale, è la parte più anteriore del cervello, contiene la corteccia motoria, che è direttamente implicata nel controllo del movimento. L'homunculus è caratterizzato da un'organizzazione somatotopica. L'estensione della mappatura delle varie parti del corpo dipende dal grado di controllo motorio. Davanti alla corteccia motoria nell'emisfero sinistro si trova una zona deputata al controllo delle capacità linguistiche, denominata "area di Broca" (dal nome dello studioso francese Paul Broca).

La parte più anteriore del lobo frontale, la corteccia prefrontale, è coinvolta in molte funzioni complesse (alcune delle quali sono una prerogativa esclusiva dell'uomo). Questa zona cerebrale media la capacità di pensiero astratto; è coinvolta nella programmazione e pianificazione delle risposte a stimoli; organizza le azioni in sequenza logiche e in serie temporali. La parte mediale del lobo frontale, in particolare la corteccia orbitofrontale, svolge un ruolo importante nell'elaborazione delle emozioni.

Il lobo parietale è localizzato tra il solco centrale e il lobo occipitale. Contiene la corteccia somatosensoriale, un'area che elabora le informazioni sensoriali riguardanti la posizione e i movimenti del corpo nonché le informazioni sensoriali di tipo tattile, termiche e dolorifiche. Analogamente alla corteccia motoria, anche la corteccia somatosensoriale è rappresentata dall'homunculus sensoriale, che ha un'organizzazione controlaterale nello stesso modo della corteccia motoria.

Nel lobo parietale sono localizzate le aree associative, cioè quelle aree che integrano le informazioni provenienti da più sistemi sensoriali e consentono, per esempio, di riconoscere un oggetto mediante il tatto, ha inoltre funzioni attentive ed è implicato nel movimento e nella coordinazione visuo-motoria, nell'integrazione simbolica.

Lobo temporale e occipitale

Nel lobo temporale si trova la corteccia uditiva, che elabora le informazioni appunto uditive. Vi è inoltre la sede del centro corticale, impegnato nella comprensione del linguaggio, denominata "area di Wernicke" (dal nome dello studioso tedesco Carl Wernicke, che la individuò alla fine dell'Ottocento). La parte inferiore della corteccia temporale è coinvolta nel riconoscimento visivo di stimoli familiari.

Il lobo occipitale occupa la parte più posteriore del cervello ed è specializzato nell'elaborazione di stimoli visivi. I sistemi cerebrali che mediano le funzioni mentali comprendono che anche le strutture denominate sottocorticali poiché sono localizzate sotto la corteccia cerebrale e nella profondità del cervello, i quali sono mediati dal sistema limbico, una rete di strutture sottocorticali, tra queste una particolare rilevanza hanno l'amigdala e la formazione ippocampale.

Amigdala e formazione ippocampale

L'amigdala è una struttura molto importante per l'elaborazione delle emozioni. È particolarmente interconnessa con la parte mediale della corteccia prefrontale. La formazione ippocampale è un sistema di strutture che svolgono un ruolo decisivo nei processi di memoria. Essa è localizzata nella parte interna del lobo temporale e contribuisce a formare il lobo temporale mediale. Una lesione a questo livello causa una perdita di memoria.

I tre lobi posteriori del cervello sono connessi dalle rispettive fibre nervose a specifici organi di senso, il lobo occipitale è connesso all'occhio, il lobo temporale è connesso all'orecchio e il lobo parietale ai vari recettori distribuiti sulla pelle. L'informazione olfattiva è ricevuta da recettori posti nella cavità nasale e quella gustativa da recettori posti nella lingua.

La percezione visiva

La modalità sensoriale implicata particolarmente nei processi mentali relativi al design è quella visiva. La percezione visiva gioca un ruolo fondamentale. Essa fa da perno ai processi di identificazione e fruizione di un oggetto. Quindi non ci deve sorprendere che essa sia stata da sempre il tema principale discusso nelle opere dedicate alla relazione tra psicologia e design.

La percezione visiva è il risultato di una serie di processi complessi che si realizzano nel nostro cervello in modo automatico e implicito. Attraverso una rapida occhiata siamo in grado di cogliere i vari aspetti di un oggetto. Il termine "sistema" si riferisce a una costellazione di reti cerebrali che coinvolgono specifiche aree corticali le quali a loro volta mediano lo svolgimento di determinati processi mentali. Gli oggetti sottoposti al processo di identificazione devono essere innanzitutto isolati rispetto ad altre informazioni presenti nell'ambiente. La selezione e l'elaborazione avvengono in relazione alle aspettative e agli interessi dell'osservatore. La selezione è attuata dal processo cognitivo distinto come attenzione. Una volta selezionato lo stimolo da analizzare, il sistema percettivo deve essere in grado di fornire informazioni sulla localizzazione spaziale e sulla sua identità.

Il sistema visivo

La visione è un processo straordinario se riflettiamo sul fatto che permette di percepire stimoli posti a grandi distanze rispetto al proprio corpo. Uno dei vantaggi di una percezione extracettiva è quello di poter rilevare da lontano un'entità potenzialmente pericolosa, come ad esempio un predatore. Per "luce" si intende la porzione di radiazioni elettromagnetiche che possono attivare i recettori dell'organo di senso della visione (occhio).

Il processo percettivo inizia con l'energia luminosa ricevuta dai recettori localizzati nell'occhio: viene elaborata dalle varie cellule poste nell'occhio stesso, poi nelle strutture sottocorticali e infine nelle aree visive della corteccia cerebrale. Nel corso dell'evoluzione degli animali si sono sviluppati due tipi fondamentali di occhio: l'occhio composto, proprio degli artropodi, costituito da numerosi sensori od ommatidi; e l'occhio a camera, proprio dei vertebrati. Nella specie umana l'occhio è una struttura sferica rivestita da tre membrane.

La più esterna è la sclera, nella parte anteriore dell'occhio la sclera diventa trasparente e prende il nome di cornea. La membrana intermedia è costituita dalla carotide, che ha il ruolo di ossigenare e nutrire l'occhio. La membrana interna dell'occhio, la retina, contiene numerose cellule specializzate implicate nella ricezione dello stimolo visivo e nella prima elaborazione delle sue caratteristiche. Dietro la cornea vi è una membrana (l'iride), costituita da una serie di fibre muscolari. La sua funzione è quella di restringersi o dilatarsi, in presenza rispettivamente di forte o debole illuminazione, diminuendo o allargando il foro centrale detto pupilla. L'iride può essere di colore diverso. Dietro l'apertura pupillare si trova il cristallino, una lente che ha la funzione di mettere a fuoco l'immagine deviando i raggi luminosi che entrano nell'occhio in modo che cadano esattamente sulla retina.

Funzioni della retina

La retina si trova nella parte posteriore dell'occhio ed è costituita da uno strato di fotorecettori, distinti in base alla loro forma (i coni e i bastoncelli), e da neuroni. I fotorecettori sono sensibili alla luce. Vi sono varie differenze funzionali tra i coni e i bastoncelli. In primo luogo, questi due tipi di recettori hanno una diversa localizzazione nella retina. I coni sono addensati verso il centro della retina, in una zona chiamata fovea, mentre scarseggiano nelle regioni periferiche. I bastoncelli sono molto più numerosi dei coni e si distribuiscono sulla retina con una maggiore densità nelle parti periferiche. I bastoncelli sono sensibili a bassi livelli di luminanza. I coni sono invece attivi a livelli più alti di luminanza. I coni, a differenza dei bastoncelli, hanno un'alta specializzazione per l'analisi della lunghezza d'onda, per cui sono considerati sinteticamente come i recettori dei colori. L'oggetto viene osservato tramite la regione della retina che si chiama fovea e in cui sono addensati i coni, che permettono di distinguere i dettagli e i colori.

Campo recettivo e cellule gangliari

Queste parti laterali stimolano le regioni periferiche della retina, dove sono addensati i bastoncelli, poco sensibili ai dettagli e ai dettagli. Ci si può chiedere quanto sia grande sia grande l'area ispezionabile dalla fovea. Un'altra nozione importante è quella di campo recettivo. Ogni cono e bastoncello ha quindi il proprio campo recettivo. Questi fotorecettori sono connessi alle altre cellule della retina, cui trasmettono l'informazione sulla stimolazione ricevuta. Tra queste cellule, accenniamo solo alle cellule gangliari.

Le cellule gangliari sono di due tipi: le cellule ON rispondono alla comparsa di uno stile luminoso (ON) al centro del proprio campo recettivo; le cellule OFF rispondono alla comparsa di uno stimolo luminoso (ON) nelle parti periferiche del campo recettivo e alla sua scomparsa (OFF) al centro. I prolungamenti nervosi, gli assoni, che partono dalle cellule gangliari, formano nel loro insieme il nervo ottico. Gli assoni che provengono dalle cellule gangliari delle regioni retiniche nasali vanno a costituire il ramo nasale del nervo ottico, quelli che provengono dalle regioni retiniche temporali generano invece il ramo temporale. Si incrociano nel chiasma ottico e si dirigono ciascuno all'emisfero controlaterale.

Chiasma ottico e percezione

Se uno stimolo viene presentato in una parte molto periferica del campo visivo, esso attiva solo i recettori relativi alla metà nasale dell'occhio ipsilaterale e alla metà temporale dell'occhio controlaterale. In tal modo una presentazione periferica di uno stimolo produce una sistemazione che attiva direttamente l'emisfero controlaterale. Si è quindi messo in evidenza che l'emisfero sinistro è specializzato per informazioni di tipo verbale e l'emisfero destro per informazioni di tipo visuo-spaziale. Dopo la biforcazione del nervo ottico nella struttura denominata chiasma ottico, si formano due rami principali di vie fibre nervose che si dirigono verso strutture sottocorticali e da queste alle aree visive della corteccia cerebrale.

Tratto ottico e radiazione ottica

Il percorso che va dal chiasma ottico alle strutture sottocorticali è denominato tratto ottico, mentre il percorso che va dalle strutture sottocorticali alla corteccia cerebrale è denominato radiazione ottica. Prendono la loro denominazione dalla differenza nel diametro, grande o piccolo. Nella corteccia cerebrale vi sono varie aree specializzate per l'elaborazione dell'informazione visiva. La prima area alla quale arrivano le fibre nervose provenienti dal corpo genicolato laterale è l'area V1, in passato indicata come area 17. Tali caratteristiche sono la frequenza spaziale, l'orientamento e il colore. A questo livello ha inizio la percezione della forma, con l'analisi dei margini dello stimoli.

Neuroni e sistemi magnocellulare e parvocellulare

Alcuni neuroni generano un impulso nervoso quando rilevano uno stimolo con un orientamento orizzontale, altri sono selettivi all'orientamento verticale, altri a uno specifico orientamento diagonale. La segregazione tra il sistema magnocellulare e il sistema parvocellulare è mantenuta anche nella corteccia. Il sistema magnocellulare è specializzato nell'analisi del movimento, del contrasto e delle relazioni spaziali, mentre il sistema parvocellulare è specializzato nell'analisi della forma e del colore. L'informazione elaborata nei lobi occipitali verrebbe trasmessa ad altre aree corticali lungo due vie di fibre nervose distinte sul piano funzionale.

Via occipitotemporale e occipitoparietale

La via occipitotemporale corre lungo il fascicolo nervose longitudinale inferiore e congiunge le aree occipitali con i livelli inferiori del lobo temporale, ("what system", il sistema che è implicato nel rispondere alla domanda: "che cos'è questo stimolo?"). Quest'ultimo processo coinvolge la via occipito-parietale, che connette, tramite il fascicolo longitudinale superiore, le aree occipitali con il lobulo parietale superiore. Le aree coinvolte in questo processo sono specializzate nella percezione spaziale per determinare la posizione e il movimento di un oggetto, "where system", dov'è questo stimolo?).

La via dorsale, per la sua funzione, è particolarmente sensibile al movimento degli stimoli, ma non è sensibile al colore e alla forma. La distinzione tra la via dorsale e la via ventrale fu proposta dai neuroscienziati Ungerleider e Mishkin (1982) sulla base dei diversi effetti procurati da lesioni della corteccia temporale inferiore e parietale superiore nella scimmia. Pazienti con danno cerebrale a livello della via ventrale hanno difficoltà a riconoscere gli oggetti benché riescano a raggiungerli e afferrarli, mentre pazienti con lesioni a livello della via dorsale hanno difficoltà a indicare la localizzazione o a raggiungere l'oggetto, pur sapendo riconoscere che cosa sia quell'oggetto.

Percezione consapevole e inconsapevole

Si ritiene che la via ventrale sia responsabile della percezione consapevole degli stimoli, mentre la via dorsale sarebbe coinvolta nella percezione inconsapevole e automatica dell'azione. Entrambe le vie dirigono poi verso la corteccia prefrontale.

La percezione della forma

La teoria della forma, avviata nei primi anni Dieci del Novecento da psicologi tedeschi. Questa teoria è nota anche come teoria della Gestalt; dal termine tedesco "Gestalt". Questa teoria si occupò delle leggi fondamentali della percezione, proponendo una spiegazione di come avviene che, al di là dei singoli elementi sensoriali, la nostra mente percepisce delle forme distinte. A partire dagli anni Sessanta sempre del Novecento, una nuova teoria, il cognitivismo, evidenziò come nel riconoscimento di un oggetto intervengono altri processi cognitivi, quali la memoria e il linguaggio. La teoria della Gestalt ha avuto una larga influenza sulle arti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteo.cappelloni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia cognitiva e della percezione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Brancati Claudia.
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