Estratto del documento

Percezione visiva e cognizione 

Processi psichici divisi in due gruppi: processi cognitivi modo in cui conosciamo il mondo esterno,

(psicologia cognitiva) elaborazione dell’informazioni dall’esterno

processi dinamici bisogni e motivazioni che spingono a interagire,

(psicologia dinamica) forze interne, pulsioni, emozioni e motivazioni

Cervello

Stimoli colti dagli organi di senso e trasmessi ad aree specifiche dove avviene l’analisi, l’integrazione e la

coordinazione.

Composto da: cellule nervose= neuroni

cellule specializzate che analizzano formati da corpo cellulare, dendriti

e trasmettono informazioni e assone

connessione fra neuroni: sinapsi

La trasmissione dell’impulso avviene attraverso

Il rilascio di neurotrasmettitori

Diviso in: strutture corticali e strutture sottocorticali

corteccia cerebrale: costituita dai corpi Elaborazione delle emozioni e delle motivazioni

cellulari di neuroni processi di memoria mediati dal sistema limbico

di cui fanno parte amigdala e formazione

Divisa in due emisferi simmetrici, connessi dal ippocampale

corpo calloso che trasferisce informazioni e

integra l’attività dei due emisferi si attiva in presenza di insieme di strutture

stimoli che producono (ippocampo, amigdala

organizzazione “crociata” mano-cervello un’emozione; e giri paraippocampali)

(mano dx – emisfero sx e viceversa) è interconnessa alla parte che hanno ruolo nei

mediale della corteccia processi di memoria.

L’ emisfero sinistro riceve informazioni dalla prefrontale.

parte destra del corpo e viceversa (controlaterale)

Ciascun emisfero cerebrale si divide in 4 regioni principali o lobi: lobo occipitale, lobo temporale, lobo

parietale e lobo frontale. (Ogni lobo può essere a sua volta suddiviso in aeree)

Lobo frontale

Parte più anteriore del cervello, contiene la corteccia motoria (organizzazione somatotopica)

Davanti alla corteccia motoria c’è la “area di Broca” zona che controlla le capacità linguistiche; nei

destrimani i centri del linguaggio sono collocati nell’emisfero sinistro.

Nella parte più anteriore c’è la corteccia prefrontale media le capacità di pensiero astratto,

programmazione, coordinazione, controlla il comportamento.

La parte mediale è costituita dalla corteccia orbitofrontale elaborazione delle emozioni

Lobo parietale (si trova tra il solco centrale e il lobo occipitale; connesso ai recettori sulla pelle)

Contiene la corteccia somatosensoriale elabora informazioni sensoriali

Aree associative integrano le informazioni

Funzioni attentive, implicato nel movimento e nella coordinazione visuo-motoria, processi di

autoconsapevolezza

Lobo temporale (connesso all’orecchio)

corteccia uditiva 

“Area di Wernicke” sede del centro corticale impegnato nella comprensione del linguaggio

parte inferiore è coinvolta nel riconoscimento visivo

(nella parte interna si trova la formazione ippocampale)

Lobo occipitale (parte più posteriore del cervello; connesso all’occhio)

elaborazione degli stimoli visivi

Percezione Visiva

Risultato di una serie di processi complessi che si realizzano in modo automatico ed implicito

“sistema” reti cerebrali che coinvolgono specifiche aree corticali

ogni area svolge un ruolo specializzato, distinti processi

specifici (forma, colore, movimento)

“Selezione” processo cognitivo; avviene come attenzione

L’elaborazione degli stimoli visivi è a carico di sottosistemi organizzati dal punto di vista anatomofisiologico

e cognitivo. Il cervello analizza i messaggi e li trasforma in percezioni consapevoli dando all’oggetto

un’identità e anche ciò che può rappresentare a livello emotivo-affettivo

Sistema visivo

Visione = percezione extracettiva (esterna al corpo)

“luce” = porzione di radiazioni elettromagnetiche che possono attivare i recettori dell’occhio

Due tipi di occhio: - occhio composto proprio degli artropodi

- occhio a camera proprio dei vertebrati

Nell’uomo l’occhio è composto da:

sclera (parte più esterna) che nella parte anteriore diventa trasparente e prende il nome di cornea.

La membrana intermedia è costituita dalla coroide (ossigena e nutre l’occhio).

La membrana interna è chiamata retina e contiene i recettori degli stimoli visivi. È costituita da uno strato di

fotorecettori sensibili alla luce e da neuroni. All’interno della retina vi sono i coni e i bastoncelli (recettori)

I coni sono addensati verso il centro della retina nella zona chiamata fovea. Sono attivi ad alti livelli di

luminanza (visione diurna), sono sensibili ai dettagli e alla forma degli stimoli. Rispetto ai bastoncelli hanno

un’alta specializzazione per l’analisi delle lunghezze d’onda (recettori dei colori).

I bastoncelli sono più numerosi dei coni e si distribuiscono sulla retina nella parte periferica. Sono attivi a

bassi livelli di luminanza (visione crepuscolare), sono sensibili al movimento e agli stimoli che si muovono

velocemente

Dietro la cornea vi è l’iride (di colori diversi) costituita da fibre muscolari; ha la funzione di restringersi o

dilatarsi secondo il grado di luce, allargando il foro centrale detto pupilla.

Dietro l’apertura pupillare vi è il cristallino che mette a fuoco le immagini.

Angolo visivo: la grandezza di uno stimolo viene misurata in rapporto alla distanza dall’osservatore.

Campo recettivo: ogni cono e bastoncello ha il proprio campo recettivo. Questi sono connessi a altre cellule

della retina tra cui le cellule gangliari su una convergono più coni o bastoncelli, il campo recettivo è

costituito dall’integrazione dei vari camp recettivi dei fotorecettori

I prolungamenti nervosi (assoni) che partono dalle cellule gangliari

Sono di due tipi: formano il nervo ottico:

- cellule ON (rispondono a uno - gli assoni delle cellule gangliari delle regioni retiniche nasali

Stimolo luminoso al centro del formano il ramo nasale del nervo ottico.

campo recettivo) - gli assoni delle regioni retiniche temporali generano il ramo

- cellule OFF (rispondono a uno temporale.

stimolo luminoso nelle parti

periferiche)

I due reami nasali si incrociano nel chiasma ottico e si dirigono all’emisfero controlaterale, mentre ciascun

ramo temporale si dirige all’emisfero ipsilaterale ciascuno dei due emisferi riceve informazioni

dall’occhio ispsilaterale e dall’occhio controlaterale.

(l’emisfero sinistro è specializzato per informazioni di tipo verbale, l’emisfero destro per informazioni di tipo

visuo-spaziale)

Dal chiasma ottico si formano due rami di vie fibre nervose che si dirigono verso strutture sottocorticali e da

queste alle aeree visive della corteccia cerebrale:

tratto ottico percorso dal chiasma ottico alle strutture sottocorticali

radiazione ottica percorso dalle strutture sottocorticali alla corteccia cerebrale

Aree del cervello per l’elaborazione dell’informazione visiva:

- area V1 alla quale arrivano le informazioni provenienti dal corpo genicolato laterale: elaborazione delle

caratteristiche fisiche dello stimolo visivo (frequenza spaziale, orientamento, colore).

Neuroni specializzati nella codifica di margini

- area V5 stazione terminale della via magnocellulare: sistema magnocellulare specializzato nell’analisi

del movimento, del contrasto e delle relazioni spaziali

- area V4 stazione terminale della via parvocellulare: sistema parvocellulare specializzato nell’analisi

della forma e del colore

“What system” sistema che risponde alla domanda ‘Che cos’è questo stimolo?’

Via occipito-temporale: corre lungo il fascicolo nervoso longitudinale inferiore e

congiunge le aree occipitali con i livelli inferiori del lobo temporale

“Where system” sistema che risponde alla domanda ‘Dov’è questo stimolo?’

Via occipito-parietale: connette le aree occipitali con il lobulo parietale superiore.

Percezione della forma

Teoria della “Gestalt” teoria della forma, leggi fondamentali della percezione, leggi dell’organizzazione

percettiva

Leggi della Gestalt:

1) Vicinanza gli elementi più vicini tra loro tendono a raggrupparsi in unità percettive distinte

2) Somiglianza gli elementi simili per forma o colore tendono a raggrupparsi (…)

3) Destino comune gli elementi che si muovono simultaneamente sono percepiti come appartenenti a

uno stesso insieme 

4) Buona continuazione gli elementi che sono allineati vengono percepiti come la continuazione

l’uno dell’altro

5) Chiusura gli elementi che danno origine a una figura chiusa tendono a essere raggruppati

assieme, dando percezione di una figura completa (triangolo di Kanizsa)

6) Buona forma o pregnanza gli elementi che danno origine a una figura semplice, regolare e

simmetrica, vengono raggruppati insieme

Queste leggi sono innate organizzazioni innate come proprietà funzionali della corteccia visiva

“Contrasto” differenza di luminanza tra un’area e l’altra; uno stimolo diventa tale quando il valore di

luminanza differisce dalle aree adiacenti del campo visivo

Nella corteccia visiva vengono integrate le informazioni elaborate dai neuroni specializzati nelle basse

frequenze e quelle elaborate dai neuroni specializzati nelle alte frequenze.

Modello di Marr: David Marr psicologo e neuroscienziato nel 1892 sintetizza l’analisi delle proprietà

fisiche dello stimolo visivo.

Tre stadi di elaborazione organizzati gerarchicamente:

1) “abbozzo primario bidimensionale” analizzate le caratteristiche fisiche di base dello stimolo

(luminanza, frequenze spaziali, contrasto etc.)

2) “abbozzo a due dimensioni e mezzo” aggiunte le informazioni relative alla profondità e al

movimento: descrizione dello stimolo “centrata

“sull’osservatore”, rappresentazione che varia con il

variare del punto di vista

3) “a tre dimensioni” l’oggetto è identificato completamente, integrando le sue varie descrizioni in

funzione del punto di vista.

Lo stimolo visivo possiede una distribuzione spaziale dei propri elementi che costituisce una “disponibilità”,

un’“affordance” (Donald Norman) al suo riconoscimento

Deriva dal verbo “to afford” = “offrire”; termine introdotto da James J. Gibson per indicare una proprietà

speciale dell’ambiente e degli stimoli: “disponibilità” verso l’osservatore a compiere particolari azioni con

essi , si coglie la possibilità di una particolare azione. Ogni specie riconosce le affordance degli stimoli che si

sono rivelati positivi o negativi.

Il designer deve progettare oggetti con il massimo Nella specie umana gli stimoli sono gli

di affordance e allo stesso tempo il massimo di oggetti realizzati per svolgere funzioni

funzionalità problema affrontato da Donald specifiche per le quali vengono attivati

Norman nel libro “The psychology of everyday things” determinati movimenti e posture.

(“la caffettiera del masochista”): si deve parlare di

affordance percepita, poiché ciò che conta nell’interazione tra l’osservatore e l’oggetto non è la reale

affordance dell’oggetto, ma quella che viene percepita; spesso si scontra con gli obbiettivi estetici.

Contrasto simultaneo: distinzione fra “realtà fisica” e “realtà fenomenica”.

Differenza apparente (fenomenica) dei colori che dipende dal contrasto con lo sfondo che diviene a più

chiaro

Costanza percettiva degli oggetti

Fenomeno per cui percepiamo gli oggetti come dotati di invarianza.

Percepiamo proprietà costanti e stabili degli oggetti.

I fenomeni principali riguardano: forma, grandezza, profondità

Costanza della forma: il sistema percettivo permette di riconoscere uno stesso oggetto visto da una gamma

infinita di possibili prospettive e orientamenti.

Due approcci teorici vista-dipendente e vista-indipendente

La percezione dipende dal riconoscimento Il riconoscimento dell’oggetto avviene in relazione

dell’oggetto, nella nostra mente vi sono tante a uno schema generale dell’oggetto. Si basa

rappresentazioni dell’oggetto quanti sono i sull’analisi delle sole proprietà fondamentali dello

suoi punti di osservazione, si associa lo stimolo, confrontate con le proprietà invarianti

stimolo a una rappresentazione già presente in contenute nella memoria

memoria (numero troppo elevato di prospettive

da memorizzare)

Costanza della profondità: il cervello basa la sua analisi dell’informazione sugli indizi “di profondità”

Due tipi di distanze valutati dal sistema visivo: Divisi in varie categorie:

- “distanza assoluta” tra l’osservatore e l’oggetto - indizi fondati sull’informazione

- “distanza relativa” tra un oggetto e l’altro (capacità superiore) cinestetica

- indizi fondati su dati prettamente

visivi

Indizi cinestetico-oculomotori dati dal movimento degli occhi, fondati sui meccanismi di accomodazione

e convergenza. Gli occhi si muovono per convergere verso l’oggetto in

funzione della distanza e varia il raggio di curvatura del cristallino

<

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Psicologia cognitiva e della percezione Pag. 1 Psicologia cognitiva e della percezione Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia cognitiva e della percezione Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia cognitiva e della percezione Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia cognitiva e della percezione Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roru.love di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia cognitiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Brancati Claudia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community