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TIPO ESTROVERSO

1) IMPOSTAZIONE GENERALE DELLA COSCIENZA:

Quando prevale l’orientamento in base all’oggetto e ai dati obiettivi, cosi che

le decisioni e gli atti più frequenti e più importanti non sono determinati da

opinioni soggettive, si parla di atteggiamento estroverso. Se questo è abituale

si parla di tipo estroverso. L’ oggetto, in quanto fattore determinante,

possiede nella sua coscienza un’importanza maggiore rispetto all’opinione

soggettiva che naturalmente il soggetto possiede ma il cui potere

determinante è minore rispetto alle condizioni obiettive esterne. Il suo mondo

interiore soggiace alle esigenze poste dalla realtà esterna. Tutta la coscienza

dunque guarda all’esterno. Egli è inserito, non adattato, in quanto

l’adattamento richiede qualche cosa in più che il conformarsi alle condizioni

momentanee del proprio ambiente immediato evitando ogni attrito con esso.

Il mero inserimento rappresenta la limitazione del tipo estroverso normale

che deve la sua normalità alla circostanza che egli si è inserito senza eccessive

difficoltà nella realtà di fatto, e naturalmente non pretende altro che

realizzare le possibilità obiettivamente date. Però la sua normalità fa si che

egli tenga in troppo scarsa considerazione le proprie esigenze e necessità

soggettive: questo è il suo punto debole giacchè il suo tipo è orientat verso

l’esterno a tal punto che è facilmente portato a non tenere nel dovuto conto

neppure il più percettibile dei suoi fatti soggettivi ovvero il suo corpo, in

quanto troppo poco obiettivo, troppo poco esterno, cosi che viene trascurata

quella soddisfazione dei bisogni elementari che è indispensabile al benessere

fisico. Di conseguenza ne soffrono corpo e anima ma di questo l’estrverso in

genere non se ne accorge, cosa evidente invece alle persone che lo

circondano. Egli diviene sensibile slosolo quandiquando si presentano sintomi

abnormi a carico della sfera somatica.

Il pericolo dell’ estroversodell’estroverso sta nel fatto di venire assorbito dall’o

ggetto edall’oggetto e di perdersi in esso completamente. I disturbi somatici

derivanti ,derivanti, funzionali ( nevrosi(nevrosi) o organici, hanno un valore di

compensazione ,compensazione, xk perché cstringonocostringono il soggetto

ad un’involontaria autolimitazione.

2) ATTEGGIAMENTO DELL’INCONSCIO

Per integrare efficacemente l’atteggiamento cosciente estroverso,

l’atteggiamento dell’incoscioinconscio ha in certo modo un carattere

introverso. L’inconscio concentra l’energia sul fattore soggettivo, vale a dire

su tutti i bisogni e le esigenze cheesigenze che vengono represse e rimosse da

un atteggiamento cosciente troppo estroverso. L’uomo porta sempre con se

tutta la sua storia e la storia stessa dell’umanitaumanità, la totale

asimilazioneassimilazione all’oggetto urta, quindi, contro l’elemento

minoritario represso costituito dal passato, da ciò che è stato fin dalle origini.

Questo ci permette di comprendere la ragione per la quale le esigenze

inconsce del tipo estroverso possiedono un carattere essenzialmente

primitivo ed infantile, egoistico. L’inserimento nel dato obiettivo, impedisce

alle tendenze soggettive ( pensieri(,affettipensieri, ,bisogniaffetti,

,desideribisogni, desideri) di divenire coscienti quindi in proporzione al loro

fradogrado di rimozione, assumono un carattere regressivo :regressivo:

cioecioè quanto meno sono riconosciute, tanto più si fannpfanno infantili e

arcaiche .arcaiche. L’ atteggiamento cosciente le priva delle loro cariche

energetiche lasciando solo un residuo che va designato come istinto

originario. Se pero si giunge ad un esagerazione dal punto di vista cosciente,

anche l’inconscio si manifesta sotto forma di sintomi; l’egoismo, l’infantilismo

inconscio perdono il loro originario carattere di compensazione per entrare in

un conflitto piupiù o meno aperto conaperto con l’atteggiamento cosciente.

Il fatto che l’atteggiamento dell’inconscio compensi quello della coscienza si

verifica in genere nelle situazioni di equilibrio psichico.

3) CARATTERISTICHE DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI

NELL’ATTEGGIAMENTO ESTROVERSO

PENSIERO

 A cagione dell’atteggiamento generale estroverso, il pensiero si orienta

in base all’oggetto e ai dati obiettivi. Il pensiero è alimentatalimentato

quindi da un lato da fonti soggettive ( inconsce( )inconsce), dall’altro da

dati obiettivi forniti dalle percezioni sensoriali. Il pensiero estroverso è

determinato più da questi fattori anziché dai primi. Il pensiero

estroverso non è necessariamente un pensare a fatti concreti, ma può

anche essere un pensare per sole idee purchèpurché esse siano

desunte dall’esterno, ciècioè trasmesse dalla tradizione,

dall’educazione. Per valutare se un pensiero è estroversestroverso

occorre – chiedersi quale sia il criterio direttivo del giudizio – se esso è

fornito dall’esterno o è di origine soggettiva. Un altro elemento di

valutazione è la direzione del pensiero nella sua fase conclusiva se cioè

preverrà di nuovo ad elementi oiettiviobiettivi, a fatti esterni

oppureesterni oppure no.

TIPO PENSATORE ESTROVERSO

 Quando il primato tra le funzioni psichiche tocca al pensiero,

quando cioè l’individuo porta a compimento l’opera della sua vita

principalmente sotto la guida della riflessione intellettuale, cosi

che tutti i suoi atti importanti sono il frutto di motivi intellettuali

abbiamo il tipo pensatore estrverso.

Costui sarà un uomo che tenderà a far dipendere le

manifestazinimanifestazioni della sua vita da conclusioni di ordine

intellettuale che si orientano nel senso del dato obiettivo, dei

fatti obiettivi. Egli conferisce quindi un potere decisivo alla realtà

obiettiva, cioè alla sua formula inttellettualeintellettuale orientata

verso l’oggetto; in base a questa formula vengono valutati il bene

e il male, il bello e il brutto. E’ giusto tutto ciò che corrisponde

alla formula, ingiusto ciò che si oppone ad essa e contingente ciò

che di fronte ad essa è indifferente. Come il tipo di pensiero

estroverso si sottomette alla sua formula, così deve fare anche il

suo ambiente giacchèambiente giacché chi non lo fa è nel torto,

contraddice un principio universale ed è quindi irragionevole. La

morale del tipo pensatore estroverso non gli concede di fare

eccezioni. Il suo ideale deve in ogni caso divenire realtà in quanto

è per lui la più pura formulazione della realtà obiettiva e deve

peratantopertanto essere una verità universalmente valida .

valida. E ciò in asebase al superiore punto di vista della giustizia e

della verità.Tuttaviaverità. Tuttavia questo tipo può esercitare una

funzione utile per la societa ,società, quale riformatore,

pubblicoriformatore, pubblico accusatore o divulgatore di

importanti idee nuove. Per contro, quanto più è ristretta la

formula tanto più questo tipo diventa un critico saccentecritico

saccente che vorrebbe comprimere se stesso e gli altri in uno

schema.

Il fatto che non esista una formula intellettuale che possa

raccgliereraccogliere la ricchezza della vita, fa sì che si vengano

escluserescluse altre importanti forme e manifestazioni di vita.

Nell’ uomnouomo che appartiene a questo tipo vengono

represse, fino a scomprarirescomparire completamente dalla

coscienza, in primo luogo tutte le forme di vita che dipendono dal

sentimento ( es.(es. manifestazioni estetiche, il gusto, il senso

artistico) ,), forme irrazionali come esperienze religiose, elementi

passionali e simili. Prima o poi però le forme di vita rimosse a

opera dell’impostazione intellettuale si fanno indirettamente

sentire ,sentire, turbando la condotta cosciente della vita. Se il

turbamento è eccessivo si ha nevrosi. Nella maggior parte dei casi

pero non si giunge a questo in quanto l’individuo, istintivamente,

si concede alcune attenuazioni della formula, rivestendole di

un’adeguata giustificazione razionale.

L’inibizione proveniente dalla coscienza colpisce in primo luogo i

sentimentsentimenti: sono qquestiquesti a opporsi

maggiormente ad una rigida forma intellettuale e ad essere

quindi rimossi nel modo più intenso .intenso. Se la rimozione

riesce, il sentimento scompare dalla coscienza e svolge al di sotto

della soglia della coscienza stessa un’attivitàstessa un’attività in

contrasto con le intenzioni coscienti arrivando ad un vero enigma

es. quando questi soggetti assumono volontariamente il ruolo di

salvatori e custodi della moralità che improvvisamente appaiono

essi stessi bisognosistessi bisognosi di salvazzasalvezza o

comunque sembrano compromessi. La scarsa

differenzazionedifferenziazione del sentimento in questo tipo può

esprimersi anche in un altro modo: semodo: se l’ atteggiamentol’

atteggiamento cosciente è spinto all’estremo, vengono abolite

tutte le considerazioni personali, comprese quelle relative alla

propria persona :persona: si trascura la propria salute, la

posizione sociale comincia a declinare ecc. Sovente come si

conviene a una funzione poco differenziata, i sentimenti hanno

carattere arretrato earretrato e ritardato, ne consegue una

tendenza al risentimento. Quanto più i sentimenti sono rimossi,

tanto maggiore è l’influenza che essi esercitano sul pensiero: il

punto di vista intellettuale subisce per effetto dell’ inconsciadell’i

nconscia suscettibilità personale una trasformazione:

diventradiventa rigidamente dogmatico. La formula sostituisce

quindi ogni concezione del mondo piupiù generica arrivando a

divenire religione, pur non avendo a che fare con essa. Tuttavia

tutte le tendenze psichiche che vengono rimosse per suo

mezzzomezzo si raggruppano nell’inconscio come antitesi e

determinano l’insorgere di dubbi. Per difendersi dal dubbio l

‘atteggiamento cosciente diviene fanatico, difatti il fanatismo

altraltro non è che un dubbio ipercompensato.

SENTIMENTO

 Nell’atteggiamento estroverso il sentimento si orienta in base al dato

obiettivo: l’oggetto è il fattore assoluto che determina il modo di

estrinsecarsi del sentimento. Il sentimento estrverso deve quindi

passare attraverso un certo processo di differenzazionedifferenziazione

per spogliarsi di ogni fattore soggettivo. Le valutazioni che risultano

dall’atto di sentimento corrispndonocorrispondono quindi a valori

obiettivi, o per lo meno a criteri tradizionali e universalmente diffusi. Il

sentimento estroverso rappresenta una forza benefica che va perduta

non appena l’influenza dell’oggettoggetto si fa soverchiante: cioè l’ogget

to assimila la persona e va cosicosì perduto il carattere personale del

sentimento chesentimento che si fa freddo, sterile, non è piupiù

genuino ma dadà il senso della posa e dell artificio. Quando il processo

si accentua ancora di più, finisce con il determinarsi una dissociazione

del sentimento: esso s’impossessa di ogni oggetto con valutazioni

d’ordine sentimentale e si intrecciano rapporti che sono in

cntraddizionecontraddizione.

TIPO SENTIMENTALE ESTROVERSO

 (sentimentoSentimento elemento piupiù appariscente della

mentalitamentalità femminile)

La donna di questo tipo vive prendendo come norma il proprio

sentimento. Per effetto dell’educazione il suo sentimento si è

sviluppato nel senso di una funzione adattata alla realtà esterna e

sottoposta al controllo della coscienza. Nei casi che non sono

ancora estremi, il sentimenteosentimento a carattere personale,

nonostante l’elemento soggettivo abbia giagià subito una forte

repressione. La persnalitàpersonalità appare allora adattata alle

circostanze obiettive, e i sentimenti corrispondono alle situazioni

obieettive eobiettive e ai valori riconosciuti. CioCiò appare chiaro

nella scelta dell’oggetto amoroso. Non viene amato un uomo

qualunque ma quello che conviene ma non alla natura soggettiva

della donna, bensibensì per età, mezzi, posizione corrisponde ad

esigenze ragionevoli. Il sentimento amoroso corrisponde

pienamente alla sua scelta, esso è autentico. Ma nulla turba

tanto il sentimento quanto il pensiero, che in questo tipo è

represso il piupiù possibile. Questo non significa che non pensi

ma che qualunque ragionamento, che possa turbare il

sentimento, è respinto. Il quadro però muta quandomuta

quando il valore dell’oggetto si accentua: cioè avviene una tale

assimilazione del soggetto all’oggetto che il soggetto del

sentimento viene quasi ad eclissarsi. Il sentimento perde il

carattere personale, rimanendo puro sentimento in sé e per sé, e

si ha quasi l’impressione che l intera persnalitàpersonalità si

risolva nel singolo sentimento contingente. Nella vita si

succedono continuamente situazionicontinuamente situazioni

che provocano tonalitòtonalità di sentimento diverse e talora fra

loro contrastanti quindi la persnalitapersonalità si risolve in

altrettanti sentimenti distinti. Oggi si è una cosa, domani un’altra,

almeno apparentemente in quanto la base dell’ iodell’io rimane

identica a se stessa. L’osservatore quindi non avverte più il

sentimento come espressione personale di colui che lo possiede,

ma come alterazione del sui Io, come un capriccio. A seconda del

grado di dissociazione fra l’io e lo stato mmentaneomomentaneo

dei sentimenti, appaiono segni del dissidio con se stessi: cioè l’

impostazineimpostazione compensatrice dell’incoscioinconscio

diventa aperta opposizione. CioCiò si rivela dapprima con

manifestazioni affettive esagerate ( es. effusioni verbali) che

appaiono poco sincere, fanno anzi pensare che con esse venga

sovracompensata una resistenza.

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Scienze mediche MED/05 Patologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher delfy1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Settineri Salvatore.
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