Sunto primo soccorso professor Borrelli
BLS-D
Il basic life support (in italiano supporto di base alle funzioni vitali), noto anche con l'acronimo BLS, è una tecnica di primo soccorso che può - in alcune circostanze - essere determinante per salvare la vita di un infortunato. Per paziente infortunato si intendono molte condizioni, da una persona priva di sensi (persona svenuta); o una persona con un blocco meccanico delle vie aeree (oggetti nella gola dei bambini, acqua nei soggetti che affogano); alla persona sottoposta a folgorazione elettrica oppure al paziente in totale arresto cardiaco con temporaneo stato di coma.
La tecnica nota come BLS, che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) è compresa nella sequenza di supporto di base alle funzioni vitali. La definizione BLS/D si riferisce al protocollo BLS con l'aggiunta della procedura di defibrillazione (che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per soccorritori laici).
Lo scopo di tale manovra è quello di mantenere ossigenato il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando artificialmente aria nei polmoni e provocando, per mezzo di spinte compressive sul torace, un minimo di circolazione del sangue. La procedura si basa sulle linee guida dell'European Resuscitation Council, ed è pensata per essere eseguita da chiunque. Per questo non richiede capacità mediche né l'utilizzo di particolari attrezzature. Per questo è definito BLS Laico.
Il CAB è una tecnica mnemonica che ricorda ai soccorritori, sia professionisti che laici, le fasi essenziali nella valutazione e nel trattamento del paziente. La sigla deriva dalle iniziali dei termini inglesi Circulation Airway, Breathing (Circolo, vie aeree, respiro), ed è utilizzata in particolare nel trattamento del paziente incosciente nelle fasi preliminari del Basic Life Support.
RCP
La rianimazione cardiopolmonare è una tecnica di primo soccorso che può - in alcune circostanze - essere determinante per salvare la vita di un infortunato. Tale tecnica è compresa nella sequenza di supporto di base alle funzioni vitali, indicata con l'acronimo BLS, dall'inglese Basic Life Support.
Compressioni toraciche
- Il paziente deve trovarsi su una superficie rigida (una superficie morbida o cedevole rende completamente inutili le compressioni).
- Inginocchiati a fianco del torace.
- Rimuovi, aprendo o tagliando se necessario, gli abiti dell'infortunato. La manovra richiede il contatto con il torace, per essere sicuri della corretta posizione delle mani.
- Colloca le mani direttamente sopra lo sterno, una sopra all'altra, al centro del petto. Per evitare di rompere le coste, solo il palmo delle mani dovrebbe toccare il torace.
- Sposta il peso verso avanti, rimanendo sulle ginocchia, fino a che le tue spalle non sono direttamente sopra le tue mani.
- Tenendo le braccia dritte, senza piegare i gomiti, muoviti su e giù con determinazione. La pressione sul torace deve provocare un movimento di circa 4-5 cm per ciascuna compressione. È importante rilasciare completamente dopo ogni compressione.
- Il ritmo di compressione corretto è di circa 100 compressioni al minuto, per aiutarti a raggiungere la velocità corretta, conta a voce alta man mano che fai le compressioni.
Respirazione bocca a bocca
- Dopo ogni 30 compressioni, è necessario praticare 2 insufflazioni con la respirazione artificiale. La testa viene ruotata all'indietro, il soccorritore chiude il naso con una mano mentre estende la mandibola con l'altra per mantenere la bocca aperta.
- La respirazione bocca a bocca comporta l'insufflazione forzata di aria nel sistema respiratorio dell'infortunato, con l'ausilio di una mascherina o di un boccaglio. In caso di mancanza, un fazzoletto di cotone può essere impiegato per proteggere il soccorritore dal contatto diretto con la bocca dell'infortunato.
- Ritorna dalla parte del torace e riposiziona le mani nella posizione corretta.
- Ripeti il ciclo di 30:2 finché il paziente riprende le sue funzioni normali.
- Ogni due minuti va valutata la presenza di MOTORE (MOvimento, TOsse, REspirazione); se ancora assenti va ripresa la rianimazione cardio-polmonare.
DAE
Il defibrillatore semiautomatico (spesso abbreviato con DAE, defibrillatore automatico esterno, o AED, automated external defibrillator) è un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere l'arresto cardiaco dovuto ad aritmie, fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare.
Nei casi sopra elencati, il defibrillatore determina automaticamente se è necessaria una scarica e seleziona il livello di energia necessario. L'utente che lo manovra non ha la possibilità di forzare la scarica quando il dispositivo segnala che questa non è necessaria.
Il funzionamento avviene per mezzo dell'applicazione di piastre adesive sul petto del paziente. Quando tali elettrodi vengono applicati al paziente, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e - se necessario - si carica e si predispone per la scarica. Quando il defibrillatore è carico, per mezzo di un altoparlante, fornisce le istruzioni all'utente, ricordando che nessuno deve toccare il paziente e che è necessario premere un pulsante per erogare la scarica.
Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore ripete il controllo del ritmo cardiaco e, se necessario, si predispone all'effettuazione di una nuova scarica.
Il CAB
Il CAB è una tecnica mnemonica che ricorda ai soccorritori, sia professionisti che laici, le fasi essenziali nella valutazione e nel trattamento del paziente. La sigla deriva dalle iniziali dei termini inglesi Circulation Airway, Breathing (Circolo, vie aeree, respiro), ed è utilizzata in particolare nel trattamento del paziente incosciente nelle fasi preliminari del Basic Life Support, anche se ricorda le priorità nella stabilizzazione del paziente in molti casi di problema medico. La pervietà delle vie aeree, la presenza di respiro e di circolo sono infatti vitali per la sopravvivenza del paziente.
Trattamento preliminare
Avvicinarsi al paziente e verificarne lo stato di coscienza. La prima cosa da fare in caso di emergenza medica è controllare lo stato di coscienza del paziente: se è cosciente, infatti, è scongiurato il rischio di un arresto respiratorio e cardiaco.
Per verificare se la vittima è cosciente o meno, è sufficiente avvicinarsi, chiamare la persona e, in assenza di traumi, scuoterla leggermente. Se la vittima risponde è opportuno presentarsi ed informarsi sul suo stato di salute; se invece reagisce ma non riesce a parlare, si può chiedere di stringere la mano al soccorritore.
In caso di assenza di reazioni è necessario praticare uno stimolo doloroso alla vittima, tipicamente un pizzicotto. La vittima potrebbe reagire tentando di sottrarsi al dolore ma rimanendo in uno stato quasi addormentato, senza rispondere né aprire gli occhi: in questo caso la persona è incosciente ma sono presenti sia l'attività respiratoria che quella cardiaca.
In assenza di qualsiasi reazione, il corpo del paziente deve essere posizionato supino su un piano rigido, preferibilmente sul pavimento; la testa e gli arti devono essere allineati con il corpo. Per fare ciò, spesso è necessario spostare l'infortunato e fargli compiere vari movimenti muscolari che dovranno avvenire con cautela, e solo se di vitale necessità, in caso di trauma o sospetto trauma. Molta attenzione deve essere posta nel maneggiare il collo e la colonna vertebrale, esposti a gravissime complicazioni. Il torace deve essere scoperto ed eventuali cravatte devono essere rimosse poiché possono ostruire le vie respiratorie. Spesso gli indumenti vengono recisi con un paio di forbici (le cosiddette forbici di Robin) per non perdere tempo.
C - Circulation (segni di circolo MO.TO.RE)
Ricerca del polso carotideo
La presenza dei segni di MO.TO.RE (MOvimenti, TOsse, REspiro) segnala infatti la presenza di attività circolatoria, mentre l'assoluta immobilità della vittima e l'assenza di respiro sono invece segni di mancanza di battito.
La ricerca di segni di circolo (MOTORE) non deve in nessun modo ritardare le operazioni di soccorso, per cui in caso di dubbio si assume che l'attività cardiaca sia assente. Oltre a queste due operazioni, per il personale addestrato, è possibile ricercare il polso, preferibilmente carotideo (premere con i polpastrelli di indice e medio sulla carotide, posta lateralmente alla trachea), poiché a differenza del polso radiale o femorale permette la percezione di battito cardiaco anche a pressioni molto basse (massima a 20-30 mmHg). Non essendo facile la ricerca del polso, i soccorritori non professionisti devono basarsi esclusivamente sulla assenza di MOTORE per determinare lo stato di eventuale arresto cardiaco della vittima.
In caso di paziente traumatizzato, prima di valutare la presenza e la qualità del circolo è necessario prestare attenzione ad eventuali importanti emorragie: un'abbondante perdita di sangue, infatti, è pericolosa per il paziente e renderebbe inutile ogni tentativo di rianimazione.
Se il paziente è cosciente, il polso da valutare sarà preferibilmente quello radiale, dato che la ricerca del carotideo potrebbe far preoccupare ulteriormente la vittima. In questo caso, la valutazione del polso non servirà ad accertarne la presenza (scontata, dato che il paziente è cosciente) ma soprattutto valutarne la frequenza, la regolarità e la qualità ("pieno" o "debole/flebile").
A - Airways
Se la lingua è caduta all'indietro e ostruisce le vie aeree, è necessario alzare il mento, in modo che la lingua torni in alto e liberi le vie aeree. Se il paziente riesce a parlare normalmente significa che le sue vie aeree non sono ostruite.
Paziente non cosciente
Il maggior pericolo che corre una persona incosciente è proprio l'ostruzione delle vie aeree: la stessa lingua, a causa della perdita di tonicità della muscolatura, può cadere all'indietro e impedire la respirazione. La prima manovra da effettuare è una modica estensione del capo: va posta una mano sulla fronte e due dita sotto la protuberanza mentoniera, portando la testa all'indietro sollevando il mento. La manovra di estensione porta il collo oltre la sua normale estensione: l'azione, pur non dovendo essere compiuta con violenza, deve essere efficace.
In caso di sospetto trauma cervicale, la manovra deve essere evitata (come ogni altro movimento del paziente); in questo caso, infatti, va eseguita solo se è assolutamente necessaria (in caso ad esempio di un paziente in arresto respiratorio), e deve essere solo parziale. I soccorritori e i sanitari del servizio di emergenza 118 utilizzano, per mantenere la pervietà delle vie aeree, presidi come le cannule oro-faringee, o manovre delicate come la sublussazione della mandibola o l'intubazione.
Modica estensione del capo
Il cavo orale deve quindi essere ispezionato tramite la "manovra a borsellino" che si effettua ruotando assieme l'indice e il pollice. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie respiratorie (come ad esempio protesi dentarie) vanno rimossi con le mani oppure con pinze facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in profondità. Se è presente acqua o altro liquido, come in caso di annegamento, emesi o sanguinamento, bisognerà inclinare lateralmente la testa dell'infortunato per permettere al liquido di fuoriuscire. In caso di sospetto trauma deve essere ruotato tutto il corpo con l'ausilio di più persone, in modo da mantenere la colonna in asse. Strumenti utili per asciugare i liquidi possono essere fazzoletti o salviettine, meglio ancora un aspiratore portatile.
Paziente cosciente
Se il paziente è cosciente, segnali di ostruzione delle vie aeree possono essere movimenti asimmetrici del torace, difficoltà respiratorie, lesioni alla gola, rumori respiratori e cianosi.
B - Breathing (G.A.S)
La manovra GAS
Dopo la fase di Airways è necessario controllare se l'infortunato respira. La posizione ideale per farlo è accostare la guancia alla sua bocca (a circa 3-5 cm), osservando nel frattempo il torace, e poggiandovi eventualmente una mano. Questa manovra è detta "GAS" che sta per Guardo, Ascolto, Sento:
- Guardare il movimento del torace
- Ascoltare il respiro
- Sentire il flusso d'aria sulla guancia
Questa osservazione deve essere mantenuta per 10 secondi, contando ad alta voce, mantenendo la testa del paziente iperestesa. Contare ad alta voce serve a chi interviene nel frattempo, e conosce i fondamenti del BLS, a capire senza interrompervi che può essere necessario il suo aiuto. È necessario fare attenzione a non confondere ansimi e gorgoglii emessi in caso di arresto cardiaco (respiro agonico) con la respirazione normale: per questo è consigliabile considerare il respiro assente se la vittima non respira normalmente.
In caso di assenza di segni respiratori sarà necessario praticare la respirazione artificiale bocca-bocca o con l'ausilio di un pallone auto espandibile (AMBU).
Se il paziente è cosciente, la manovra GAS non servirà ad accertare la presenza di respiro ma, effettuata in modo più discreto per non far preoccupare la vittima, andrà a valutare la qualità e l'efficacia del respiro stesso.
RCP preso dalle slide
Sistema la tua mano dominante sullo sterno del paziente, al centro del torace, a livello della linea ideale che unisce i capezzoli. Poni l’altra mano sulla prima con le dita intrecciate. Sistemati con le braccia perpendicolari al piano dello sterno. Comprimi per 30 volte per abbassare il torace di 5 cm con una frequenza di almeno 100 compressioni al minuto. Consenti rilascio completo del torace, senza staccare le mani. Se non hai problemi a ventilare, ogni 30 compressioni fornisci 2 insufflazioni: sarebbe meglio farlo; se invece non sei disposto a ventilare prosegui le compressioni.
Tempi nella RCP
Le compressioni vanno fornite con una frequenza di 100/min. Ciò significa che ogni ciclo di 30 compressioni impegna circa 18 secondi. Ogni ventilazione impegna circa 1 secondo. Contando la pausa per permettere la prima espirazione (che dura 1 secondo) ed almeno 2-3 secondi (ad essere bravi!) per passare da ventilazione a compressioni complessivamente si impiegano circa 5-6 secondi ad ogni ciclo.
Pertanto 5 cicli di RCP durano circa 2 minuti. In tale periodo dovrebbero venire fornite 150 compressioni e 10 ventilazioni. La frequenza cardiaca risultante è 75/min. La frequenza respiratoria risultante è 5/min.
Cambio nel BLS
È stato dimostrato che il soccorritore che fornisce le compressioni toraciche diventa inefficace molto prima di rendersi conto che è stanco. Fra l'altro con la frequenza 30:2 e l'eliminazione dei controlli periodici, ci si stanca prima che in passato. Se i soccorritori sono almeno due occorre darsi il cambio circa ogni due minuti.
Per ridurre le interruzioni il cambio può essere fornito alla quindicesima compressione del quinto ciclo. Alla 15esima compressione del 5° ciclo (9-10-11-12-alla-prossima-cambio) e avviene il cambio. Alcune novità delle linee guida 2005 - frequenza 30:2 - niente controlli periodici circolo (e respiro) - una sola scarica invece di tre comportano un aumento della fatica rispetto alle procedure precedenti. Se i soccorritori sono almeno due occorre darsi il cambio circa ogni 2 minuti.
Per ridurre le interruzioni il cambio deve essere fornito durante l'analisi del defibrillatore. Il defibrillatore va posizionato a livello dell'orecchio del paziente in modo da poter essere utilizzato sia quando siamo posizionati alla testa che quando siamo posizionati al fianco. Le piastre devono essere posizionate: una sul margine destro dello sterno sotto la clavicola, l'altra sotto la zona ascellare a livello del capezzolo. Se le piastre adesive non sono circolari l'asse più lungo va parallelo all'asse lungo del corpo.
I traumi comuni
Abrasione
In campo medico l'abrasione è una leggera escoriazione della pelle o delle mucose o una lesione della parte più esterna della pelle, provocata da un trauma consequenziale ad un urto, o ad uno sfregamento con un oggetto in qualche modo contundente che colpisce di striscio la superficie interessata. Nei casi più incisivi l'abrasione può sfociare in una contusione dei tessuti. L'abrasione può emettere una fuoriuscita di sostanza che costituisce una crosta giallastra o inscurita nel caso della espulsione di sangue dai vasi sanguigni.
Si parla, invece, di abrasione corneale quando ci si riferisce a danni superficiali della cornea, la 'calotta' trasparente che protegge l'occhio, posta in corrispondenza dell'iride. Questo tipo di escoriazione può causare sensazione di corpo estraneo, dolore, fotofobia, arrossamento oculare e lacrimazione. Inoltre, se è stata danneggiata (ad esempio in seguito a un graffio) la zona centrale in corrispondenza della pupilla ci sarà anche una riduzione della vista, generalmente temporanea, dato che se l'abrasione corneale viene curata correttamente si recuperano le capacità visive precedenti il danno.
A livello dermatologico, l'abrasione può anche essere prodotta volontariamente per eliminare cicatrici provocate dall'acne o da tatuaggi. In questo caso si parla di dermoabrasione. Un tipo di abrasione simile può essere utile per permettere la penetrazione nell'organismo di vaccini o allergeni. Tale procedura è detta scarificazione. Questo aspetto positivo, tuttavia, può presentare anche un rischio.
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