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3. creatività affrontare in modo versatile le situazioni quotidiane

4. senso critico abilità nell'analizzare situazioni in modo oggettivo, valutando vantaggi e svantaggi

5. comunicazione efficace capacità di farsi capire in modo verbale e non verbale

6. capacità di relazionarsi con gli altri abilità nel relazionarsi ed interagire con gli altri, creare o

rompere i rapporti in modo costruttivo

7. autocoscienza quindi autoconsapevolezza e conoscenza di se e del proprio carattere, dei punti

deboli e forti

8. empatia capacità di comprendere gli altri mettendosi nei loro panni

9. gestione delle emozioni capacità di riconoscere le emozioni che influenzano il comportamento

10. gestione dello stress capacità di riconoscere lo stress e la sua causa

SINCOPE

La sincope è uno svenimento, una perdita momentanea/transitoria di coscienza. Di solito si alzano le gambe

a 45 gradi perché si facilita il ritorno del sangue venoso. Quando si sviene viene a mancare la pompa dei

piedi (ovvero la pompa Venosa che fa ritornare il sangue verso l’alto) quindi il sangue “rimane” in basso.

Bisogna sempre tranquillizzare la vittima con sostegno morale e psicologico.

1. sincope da attacco vasovagale : con qualsiasi cosa che stimola molto il nervo vago (vista del

sangue, forti spaventi). Le arterie si dilatano e il sangue scende rapidamente verso il basso

causando la sincope.

2. sincope da sforzo: quando lo sforzo provoca una perdita di forze e si intaccano gli organi Nobili

con un ostacolo al flusso ventricolare, quindi c'è impossibilità di gittata cardiaca

3. sincope d’anossemia: quando ci si trova in situazioni estreme con l'aria rarefatta (Montagna)

4. sincope da iperventilazione: (contrario della sincope d’anossemia) ci si “ubriaca” di ossigeno

espirando ed inspirando profondamente vicino al livello del mare.

5. sincope hortostatica cronica: quando si passa da una posizione stesa/seduta o in piedi in modo

rapido

6. sincope da riduzione locale di flusso: si tratta di un restringimento delle carotidi che non fa

fluire bene il sangue

7. sincope ipoglicemica: avviene con un basso contenuto di zuccheri (quando non si fa colazione la

mattina)

8. sincope isterica avviene in presenza di qualcuno, non avviene mai quando si è soli. Si manifesta

con la chiusura delle palpebre e gli occhi si muovono velocemente.

FERITE

La ferita è una perdita di continuità dell'apparato tegumentario (pelle) con fuoriuscita di sangue.

1. da taglio: cioè più lunga che profonda, quindi bisogna lavare la ferita con acqua fresca,asciugarla

con il tamponamento, e disinfettarla dall'interno verso l'esterno (per evitare che sporcizia ed altri

agenti entrino nuovamente nella ferita) e poi coprirla con un panno pulito.

2. ferite da punta/penetrante è più profonda che lunga. L'oggetto può uscire subito dopo aver

toccato la vittima oppure rimanere all’interno. Si può avere l'emorragia Venosa o arteriosa: Venosa

(sangue esce fluidamente e bisogna tamponare sotto la ferita (a valle); se Arteriosa il sangue esce

zampillante e bisogna tamponare sopra (a monte).

3. trasfossa a volte conviene non togliere l'oggetto perché funge da tappo. Quindi bisogna mettere

una metà di bottiglia/bicchiere di plastica per chiuderla fino al pronto soccorso.

4. trapassante entra e trapassa il corpo

5. abrasione è una perdita per sfregamento superficiale della pelle, con una fuoriuscita di liquido che

crea una crosta gialla. Bisogna lasciarla guarire all'aperto.

6. escoriazione interessa livelli più profondi ma con perdita di sangue.

7. lacero contusa causata da una botta e sfregamento che fa stirare la pelle e crea un rigonfiamento

che è chiamato edema.

8. avulsione quando un pezzo di pelle rimane ciondolante, si cura con avvolgendola con un panno

pulito. FRATTURE

Le fratture possono essere semplici con rottura dell'osso in due parti o multiple con rottura dell’osso in tre o

più parti. La frattura è la perdita di continuità del tessuto osseo.

1. Composta: si rompe l'osso ma rimane allineato. Cioè a causa di un urto che non è tanto forte da

far spostare l'osso. Bisogna soccorrerlo col ghiaccio e tenere fermo l'arto e fasciarlo.

2. Scomposta: urto forte da spostare l'allenamento dell'osso e si soccorre come la composta.

3. Esposta: Quando si rompe un osso, l’estremità sono appuntite e possono lacerare il tessuto

tendineo, muscolare e osseo ma anche vasi venosi e arteriosi ed esporsi, cioè escono fuori.

4. A legno verde capita spesso nei bambini , dove la presenza di tessuto cartilagineo è maggiore

rispetto a quello osseo. Come primo soccorso occorre immobilizzare l'arto che guarirà con la

formazione del callo osseo. TRAUMI

Il trauma è una lesione prodotta nell'organismo da un qualsiasi agente e si manifesta in modo rapido

doloroso e improvviso. Può essere un

1. trauma muscolare come:

 crampo: che è una contrazione involontaria del muscolo, manifestata con dolore. Si

soccorre con la distensione del muscolo e il massaggio.

 Stiramento: quando il muscolo si allunga troppo e causa la lacerazione delle fibre

muscolari con dolore ed irrigidimento. Si soccorre con impacchi di ghiaccio.

 Strappo: invece è il peggioramento dello stiramento, cioè le fibre muscolari si

allungano e si rompono. Anche qui si usano impacchi di ghiaccio.

2. Contusione: conseguenza di un trauma diretto e forte, ma non tanto forte da provocare una ferita.

Qui si ha solamente il gonfiore e si usa il ghiaccio.

 Può formarsi echimosi che è una rottura di piccoli capillari

 Ematoma: rottura di vasi più grandi

 abrasione ed escoriazione

3. Trauma articolare/ai legamenti

 distorsione che è l'allontanamento momentaneo di due capi dell’articolazione. I

legamenti subiscono una lesione e si ha gonfiore perché può entrare il liquido

sinoviale nell'articolazione.

 lussazione che lo spostamento permanente dei capi articolari. La parte lesa si può

rompere a causa di un trauma violento.

4. Trauma cranico si divide in interno o esterno: esterno può essere la frattura o la contusione.

commozione cerebrale

interno può essere la : in seguito ad una botta forte il cervello viene

contusione cerebrale

proiettato sull'osso oppure con urto si rompe il tessuto cerebrale.

SHOCK

Lo shock è una condizione pericolosa che si manifesta quando si ha alterazione dell'organismo con scarsa

percussione tissutale.

Scarsa=poca o carente

Percussione: riguardante l'ossigeno, cioè il sangue arriva poco e arriva poco ossigenato

Tissutale: riguardante tessuti

Si prendono in considerazione 3 elementi del nostro organismo. La pompa (cuore) ; i tubi (arterie) e il

liquido (sangue), provocando diversi tipi di shock:

1. shock neurogeno: dilatazione dei tubi

2. shock cardiogeno: se la pompa smette di funzionare non fa arrivare il sangue al cervello;

3. shock di natura ipovolemica: riguardante il liquido, cioè si ha un’abbondante perdita di liquido.

Può perdersi con emorragie esterne quindi perdita importante di sangue, con vomito; diarrea; con

ustioni a causa dello scoppio di flittemi.

4. shock anafilattico: a causa delle punture di insetti o con l'inserimento di un allergene nel nostro

organismo, che provoca un edema

5. shock settico: dopo un’operazione chirurgica fatta con attrezzi poco igienizzati/non disinfettati.

6. shock psicogeno: che corrisponde alla sincope vasovagale.

USTIONI

Con le ustioni si utilizzano delle percentuali per indicare le parti del corpo, (suddivisione in 11 parti con

valore di 11% + 1% dei genitali). L'ustione è un esposizione diretta o indiretta del corpo sulla fonte di

calore che provoca problema alla pelle. Infatti si creano dei flittemi che sono delle vesciche che hanno un

liquido che non deve fuoriuscire, quindi non bisogna aprire il flittema.

Inoltre si classificano in base al grado: primo secondo e terzo in base alla profondità dell’ustione e si

soccorrono: il primo: raffreddando la pelle. Il secondo: dando da bere alla vittima e raffreddando la pelle; il

terzo: con una posizione di anti shock. Nel caso del terzo grado, la ferita può essere molto profonda, quindi

viene detta Macerata e questa ustione può far perdere la sensibilità, proprio perché è talmente profonda da

danneggiare il tessuto nervoso e viene detta Escara.

Primo soccorso: Nonostante sudi bisogna coprirlo per evitare di disperdere maggiormente i liquidi. La

persona in shock ha una maggiore frequenza di battito cardiaco, gli occhi mitriatici (pupilla dilatata) ;un

colore pallido e la pelle madida di sudore, le chiazze cianotiche. E si soccorre mettendolo nella posizione

antishock (steso su un piano rigido con le gambe alzate a 40/45°)

MASSAGGIO CARDIACO (RCP)

Rcp (Respirazione Cardio-Polmonare) sarebbe l'effettuazione del massaggio cardiaco. Bisogna mettere

la vittima in posizione allineata supina, mettersi con le gambe aperte accanto alla sua testa in modo che la

linea immaginaria che unisce le sue spalle passi in mezzo alle nostre gambe) . Posizionare la parte più dura

della mano,al centro dello sterno e posizionare altra mano sulla prima, con le dita incrociate (in modo da

evitare eventuali scivolamenti causati da sudore) e fare 30 compressioni a ritmo di 100 al minuto. (quindi

con 30 sono 18 secondi totali) + 2 insufflazioni, e ripetere per 5 volte.

Le insufflazioni possono essere fatte con Respirazione bocca a bocca: basta mettere una mano sulla fronte

del paziente e con pollice e indice dell’altra mano pinzare il naso in modo da tapparlo, si iperestende il collo

e si soffia all'interno della cavità orale del paziente. Può essere anche bocca naso-bocca, cioè la bocca del

soccorritore soffia contemporaneamente all’interno del naso e della bocca del paziente. Si usa una

mascherina unidirezionale in modo da non avere un contatto diretto con il paziente.

DAE/AED

La defibrillazione è un’azione esterna su una persona con fibrillazione ventricolare cardiaca (cioè il cuore

trema e non riesce a mandare il sangue) o arresto cardiorespiratorio. Si fa passare corrente elettrica per far

riattivare il circolo sanguigno.

Il defibrillatore invece, è un macchinario dotato di piastre, che eroga una o più scariche per far stimolare il

cuore a riprendere il suo ritmo spontaneo. Si indica con la sigla DAE oppure EAD.

Può essere ad un bottone, cioè una volta tolta la scatola è pronto all'uso. Oppure a due bottoni: uno verde

(on-off)e uno rosso (per la scarica). Per usarlo al meglio basta seguire ciò che dice il defibrillatore (è come

un medico che ci fornisce istruzioni). Si posiziona tra noi e il capo del paziente, in modo da facilitare le

compressioni e la respirazione. Una volta collegate le piastre, si posizionano seguendo il disegno che c'è sulla

piastra, una va sotto la clavicola destra e l'altra sotto l'incavo ascellare sinistro, in modo da avere il cuore al

centro tra le due. I cavi delle piastre passano dietro il capo della persona in modo da avere il torace libero.

Ogni piastra è fatta da: un elettrodo e una parte che si attacca al corpo. Ovviamente per aderire bene, il

torace deve essere asciutto,pulito e depilato. Infatti, all’interno della scatola, oltre al DAE si ha un kit con

delle forbici; dei guanti ed un rasoio. Non bisogna essere a contatto con il paziente durante la scarica, e una

volta avviata la scarica, si ha un'analisi delle attività, dov'è il DAE analizza e dice se serve o no un'altra

scarica. Può suggerirci di premere nuovamente il bottone della scarica oppure di continuare il massaggio

cardiaco. Il DAE non lo possono usare bisogna aver frequentato un corso.

Non bisogna defibrillare su: lattanti; sul bambino con un peso minore di 25 kg; sui morti; in condizioni di

non sicurezza; in ambienti bagnati; donne incinta. Il DAE è il primo salvavita quindi ha la precedenza su tutto

il resto. Se siamo in due ci si può alternare con il DAE e le compressioni.

OMISSIONE DI SOCCORSO

L'omissione di soccorso può avvenire per vari motivi:

1. per negligenza: cioè il soccorritore “non fa” , come ad esempio non chiamare i soccorsi o non

attivarsi per facilitare l'arrivo di essi.

2. per imprudenza non stare attenti o non attuare le procedure per la sicurezza


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescokikko.92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Primo Soccorso e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Borrelli Valentino.

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