L'arte paleolitica
Introduzione
3000 a.C.: primi documenti scritti in Mesopotamia ed Egitto. L'arte nasce nella preistoria con arti figurative, musica, danza e racconto. Arte come bisogno caratteristico del genere umano che con il linguaggio distingue l'uomo moderno. Solo l'arte figurativa è sopravvissuta e solo quella su supporti duraturi; della musica restano gli strumenti.
Tra il XIX e il XX secolo si iniziarono a scoprire i primi documenti di arte parietale paleolitica. Molti vennero considerati opere d'arte solo per la bellezza estetica. Usare l'estetica moderna occidentale può creare dei problemi perché non sono gli stessi di chi l'ha prodotta. È sbagliato pensare che un oggetto prodotto milioni di anni fa sappia coniugare utilità e il nostro senso artistico. Arte figurativa: enorme importante per chi l'ha prodotta. Impossibile stabilire perché si praticasse questa attività e il valore che le si attribuiva.
Arte preistorica: produzione di qualunque espressione formale simbolica non utilitaristica che ha lasciato una traccia durevole. L'arte è un'attività che produce simboli. Per 2 milioni di anni gli Ominidi hanno vissuto senza produrre arte né forme simboliche: esistenza assorbita da problemi legati alla sopravvivenza.
Evoluzione culturale: capacità di trasmissione extra-genetica delle conoscenze, delle tecnologie e dei comportamenti culturali. Uomini che producono arte hanno capacità comunicative superiori a qualunque altro primate: quando appare un linguaggio articolato?
Prima del Paleolitico superiore non c'è una vera forma d'arte ma alcuni non sono d'accordo: arte nasce nel Paleolitico inferiore avanzato. Il sito Paleolitico di Bilzingsleben ha restituito una tibia di elefante con tratti verticale e tratti obliqui. In un altro caso ci sarebbe una figura di animale. Secondo Mania, le incisioni hanno un carattere simbolico e geometrico intenzionale anche se l'interpretazione è soggettiva.
1981 Siria: piccolo ciottolo di pietra vulcanica interpretato come statuetta femminile, ottenuta da un ciottolo ovoide e leggermente modificata dall'uomo.
Manifestazione del simbolismo
Solo con gli uomini di Neanderthal in Europa e con i primi uomini vicini all'uomo moderno nel Vicino Oriente e in Africa. Oggetti con finalità magico-religiose. Glaciazione Riss-interglaciale-prima parte glaciazione Würm: raccolta ed utilizzo di materiali minerali coloranti (come l'ocra). Raccolta anche di conchiglie fossili; tracciati di fasci con segni lineari e ricurvi sulle ossa; sepoltura intenzionale dei morti e prime elaborazioni di riti funebri.
Comparsa dei riti funebri indica intenzionalità e coscienza, elaborazione di riflessioni sulla vita e la morte, sul destino.
La caverna Blombos in Sud-Africa: due blocchetti di ocra rossa con un motivo geometrico su una faccia inciso con una punta di selce. Datazione: 73000 BP. Manifestazione d'arte più antica. Le espressioni di carattere astratto hanno preceduto quello di carattere figurativo. Ritrovamento di 60 perle di gasteropode marino, usato come ornamento; punte bifacciali.
Fase pre-figurativa: culmina con il Paleolitico superiore e la comparsa dell'oggetto ornamentale. Oggetti ornamentali più antichi provengono dall'Africa e dal Vicino Oriente; sono associati all'uomo moderno. Conchiglie perforate come pendagli. Oggetti senza valore estetico ma trasmetteva informazioni sociali.
Cultura aurignaciana
Prime opere d'arte figurative o geometriche. Prima parte della glaciazione di Würm si intensifica la capacità di astrazione simbolica e di espressione delle esigenze interiori. Homo sapiens sapiens: maturazione dei complessi processi cerebrali che danno vita a manifestazioni psichiche e intellettive e manifestazione dell'arte.
La scoperta dell'arte paleolitica e storia delle ricerche
1833: prima scoperta di un oggetto di d'arte paleolitica in una grotta di Veyrier. 1834-1845: grotta di La Chaffaud, scavi condotti da Brouillet. Placchetta d'osso con incise figure di cerve. In questa epoca non esisteva neanche il concetto di Paleolitico per cui la placchetta venne attribuita ai celti. Nel 1860 Lartet la attribuì al Paleolitico Superiore.
1860-1864 grotte di Périgord: opere d'arte paleolitiche. Grotta del castello di Les Eyzies de Tayac: due placchette con figure di animali incise. Valle della Vézère: corno di renna con figura di bisonte da un lato parzialmente conservato, dall'altro un capride. Propulsore decorato con un cavallo e una renna. Corna di renna scolpito con figura di una renna.
Grotta di La Madeleine: placchetta d'avorio con incisa figura di due mammuth. Placchetta con due figure di renne in atteggiamento da combattimento.
1874 Kesslerloch: bastone forato con renna che bruca e in seguito altre opere d'arte. Alcuni operai introducono opere false che vennero pubblicate da Merk, gettando discredito sull'arte paleolitica.
Grotta di Altamira
1878: don Marcelino Sanz de Sautuola visita l'Expo parigino e rimane affascinato dai reperti di Piette. De Sautuola è un avvocato con interessi storici e scientifici e intraprende alcuni scavi nella regione cantabrica. Pensò di riprendere le ricerche in una grotta scoperta qualche anno prima ad Altamira, dove si erano già osservati dei dipinti neri sulle pareti. Rinvenne strumenti di selce ed osso. Nel novembre 1879 portò la figlia Maria di 5 anni che per caso illuminò, scoprendolo, il soffitto con i celebri bisonti dipinti della prima sala. De Sautuola concluse che fossero di età paleolitica: la grotta, scoperta nel 1868, non sarebbe potuta esser manomessa da nessuno, senza attirare l'attenzione e poi perché dipinge della fauna orma estinta nella regione.
De Sautuola contattò il prof. Vilanova che trovò anche delle osso di orso delle caverne. Questo fu la prova che l'uomo dell'età glaciale aveva frequentato la caverna: data la notizia all'università, diventò un caso mediatico. Nel settembre 1880 de Sautuola e Vilanova presentarono al V Congresso internazionale alcune riproduzione delle pitture che vennero reputate false da tutti gli studiosi. Nel 1881 Harlé venne incaricato di compiere un sopralluogo: concluse che le opere erano tutte recenti e, poiché non c'era annerimento prodotto dal fuoco, i dipinti dovevano esser stati realizzati alla moderna luce artificiale. Le pitture dovevano esser state realizzate tra la scoperta della grotta e l'arrivo di de Sautuola; l'incrostazione sottile si era forma per le fessure createsi a seguito del crollo del soffitto.
Il mancato riconoscimento di Altamira è dovuto al fatto che le opere mobili attestavano solo l'incisione e verso la pittura rimaneva il pregiudizio di una tecnica troppo elevata per il carattere primitivo. De Sautuola morì nel 1888 senza il riconoscimento delle sue scoperte.
Caverna di La Mounthe
Nel 1895 Riviére confermò l'autenticità delle incisioni nella caverna di La Mounthe in Dordogna. L'anno prima, i proprietari avevano trasformato l'entrata in un magazzino. Venne aperto un foro nel muro per esplorare la grotta: a 90 m dall'ingresso si trovarono figure di animali incise sulle pareti e il soffitto. Incisioni a Pair-non-Pair. 1896 Daleau scoprì le incisioni parietali. Nel 1883, due anni dopo l'inizio degli scavi, l'ingresso aveva rivelato linee incise lungo le pareti che sembravano formare dei disegni. Vi si prestò attenzione solo nel 1896 quando si scoprì un figura di cavallo e altre figure di animali. A queste seguirono altre scoperte in altre zone della Francia. Nel 1902 Cartailhac e l'abate Breuil si recarono ad Altamira, riconoscendone l'autenticità e riabilitando de Sautuola.
Henri Breuil
Nato nel 1877, a 10 anni entra in collegio. Ha un grande interesse per le scienze naturali e ha ottime doti di disegnatore. Ottiene un bachelor in lettere e poi entra in seminario, iniziando ad interessarsi alla preistoria. Visita le grotte di la Mounthe e di Pair-non-Pair. Nel 1899 decide di proseguire gli studi di scienze naturali e l'anno successivo, presi i voti, ottiene la dispensa dal servizio parrocchiale per studiare in Svizzera. La tesi di abilitazione la incentra sulle scoperte e gli studi dell'arte parietale paleolitica. Pubblica studi sull'arte parietale di Altamira, sull'evoluzione dell'arte paleolitica e sulle industrie litiche del Paleolitico superiore. Nel 1910 insieme a Parigi all'Istituto di Paleontologia Umana con Obermaier.
Questi è un illustre cultore ed insegnate di preistoria che condurrà, nel 1912, con Breuil gli scavi di Altamira, della caverna di La Pasiega e La Pileta. I due si interesseranno molto ad Altamira. A Breuil si devono i lavori fondamentali sull'articolazione cronologica del Paleolitico e sull'evoluzione delle tecniche di scheggiatura della pietra. Durante la guerra lascia la Francia per il Portogallo e poi per il Sudafrica, continuando ad insegnare a pubblicare. Tra il 1900 e il 1956 l'abate Breuil ha pubblicato tutte le principali caverne con arte paleolitica di Francia e Spagna. Cercò sempre di conciliare fede e teoria dell'evoluzione. Morì nel 1961. Breuil rilevò personalmente moltissime figure incise nelle caverne franco-cantabriche: sono informazioni preziose perché con il tempo gli originali si sono deteriorati.
Per effettuare i rilievi, Breuil stendeva un foglio di carta da lucido sulle superficie e ricopiava i contorni con la matita blu. Usava una luce radente per evidenziare l'andamento e dava dei punti di riferimento per l'assemblaggio dei diversi fogli. La figura veniva poi riportata in china su un foglio bianco. Aggiungeva i colori con i pastelli a mano libera. Per Altamira usò le stesse ocre trovate in loco. Il sistema di Breuil aveva un margine di soggettività ed imprecisione ma resta una preziosa informazione: era funzionale allo scopo di trarre il numero maggiore di informazioni nel minor tempo. Bisogna anche tener conto delle condizioni in cui lavorava: l'illuminazione era data dal candelabri, i fogli trasparenti erano quelli dei fioristi e non in acetato, non sempre si poteva appoggiare il foglio direttamente, i colori non sono sempre fedeli.
Breuil delineò il primo quadro cronologico dell'arte parietale paleolitica. La base era lo studio delle sovrapposizioni. Nel 1906 stabilisce 6 fasi dell'evoluzione dell'arte paleolitica per poi ridurli a 2 nel 1934: il ciclo aurignaco-perigordiano e il ciclo solutreo-maddaleniano. L'arte paleolitica sarebbe durata circa 40 mila anni.
André Leroi-Gourhan
Nel 1965 Leroi-Gourhan pubblica Preistoria dell'arte occidentale che viene ristampato quattro volte in 6 anni e tradotto in inglese, spagnolo e tedesco. Il libro è il riassunto di una ricerca durata 20 anni sull'arte parietale condotta da Leroi-Gourhan, Hours, Brézillon, Vertut e Laming-Emperaire. Il gruppo ha ispezionato 66 caverne, le ha fotografate e ha rivelato parte delle raffigurazioni. Ha creato delle planimetrie e ha riprodotto le caverne in scala. Ha catalogato le figure secondo un principio strutturalista. Già Levi-Strauss aveva usato lo strutturalismo come metodo di analisi per i fenomeni etnologici.
Alla base delle cronologia di Leroi-Gourhan c'è il concetto di stile. Ha diviso l'arte parietale in 4 stili e il quarto diviso in due. Spesso si collocano a cavallo di due culture.
- Stile I: Databile tra l'Aurignaciano e il Gravettiano antico (32000-25000BP). Non esiste arte parietale tranne qualche raro caso. Le manifestazioni artistiche si concentrano in Dordogna con qualche figura di animale e molte figure di organi sessuali, con un prevalenza di vulve. Le figure di animale sono rare in confronto a quelle sessuali. Gli animali rappresentati sono il cavallo, il bisonte, l'uro e lo stambecco. Le figure complete sono rare.
- Stile II: Databile tra il Gravettiano recente e il Solutreano antico-medio (25000-19000 BP). Ha inizio l'arte parietale nelle zone vicino all'entrata. Figure di animale in stile sintetico, con la linea cervico-dorsale sinuoso. Parte anteriore più sviluppata; dettagli anatomici schematici. Due zampe senza zoccoli, visione di profilo. No ginocchia, arti incompleti. Testa, dorso e corna (in visione frontale) sono le più ricche di dettagli. Cavalli a collo di cigno. Impronte delle mani negative (colore che fa il contorno), non tutte hanno le dita complete. Il bisonte nella grotta di La Grèze è il perfetto esempio di stile II.
- Stile III: Databile nelle fasi recenti del Solutreano e il Maddaleniano antico (19000-15000 BP). Pittura ed incisioni nelle parti profonde della caverne. Alcuni aspetti dello stile II: animali con corpo voluminoso, linea cervico-dorsale a S coricata, ventre abbassato e allungato, testa piccola, zampe corte e pochi dettagli. Incisioni con tratto sottile e sicuro, delineazione completa e precisa. Molti dettagli. Il pelame permette di distinguere le specie. Corna in prospettiva semi-distorta o reale. Tecnica della bicromia: nero e rosso; colorazione della parti più importanti. Diffusione delle punteggiature.
- Stile IV: Databile tra il Maddaleniano medio e superiore (15000-1100 BP). Appartengono circa ¾ delle opere d'arte parietale e mobiliare del Paleolitico superiore. Senso di naturalismo delle figure di animale, proporzioni, prospettiva e movimento realistico. Dettagli per le singole specie. Stile uniforme. Pitture a linea nera di contorno con interno vuoto oppure a campitura policroma, diverse intensità con effetti chiaro-scuro.
- Lo stile IV-a (Maddaleniano medio) con contorni dettagliati; riempimento con linee incise o spruzzi di colore per rendere il pelo. Dettagli codificati per ogni specie. Animali vitali ma che danno l'impressione di essere sospesi a mezz'aria.
- Lo stile IV-b (Maddaleniano superiore) perde i dettagli convenzionali, linee di contorno più fluide e stile più realistico.
Ci sono molte differenze tra la classificazione di Breuil e quelle di Leroi-Gourhan, anche per la datazione delle singole grotte. Per Breuil, l'arte si sarebbe sviluppata in migliaia di anni; per Leroi-Gourhan in pochissimo tempo. Leroi-Gourhan tende a manipolare i dati per adattarli alla propria classificazione. Leroi-Gourhan mette in relazione le figure e l'insieme di esse che creano uno schema complesso.
Per circa 20 anni il sistema di Leroi-Gourhan è stato universale ma negli ultimi anni il metodo di studio è cambiato per due fattori principali: nuove scoperte e la datazione diretta delle pitture parietali. Nel 1981 e nel 1988: complesso di incisione all'aperto di età paleolitica in Portogallo. Nel 1990 si usa il metodo AMS (datazione radiocarbonica mediante spettrometria di massa con acceleratore di particelle) sul colore nero proveniente dal carbone di legna. La datazione AMS ha cambiato molte datazioni, rendendo parziale l'utilizzo di un sistema esclusivamente stilistico. Per alcuni studiosi le classificazioni in base allo stile sono del tutto prive di significato perché riflettono la soggettività dei singoli studiosi. Bednarik sostiene che la datazione stilistica dell'arte rupestre sia priva di basi come dimostra la grotta in Portogallo. Bednarik ottenne risultati molto più recenti ma venne demolito quando si dimostrò l'infondatezza delle sue analisi: aveva usato dei campioni soggetti a modifiche in quanto non sistema chiuso.
L'arte paleolitica: diffusione, tecniche e metodi di datazione
Origine dell'arte da ricercarsi in Europa occidentale perché, tranne che in Siberia, non si era trovata nessun'altra testimonianza. Questa convinzione decade con i nuovi metodi di datazione. L'Africa è ricca di arte rupestre databile tra il Pleistocene e l'Olocene. La grotta Apollo 11 presenta un'industria su lama della Middle Stone Age con 6 piccole lastre di pietra con figure di animali dipinte in nero o bianco. Animali con zampe esageratamente lunghe e rigidità d'immagine. Il felino presenta due arti umani posteriori.
- Fase più antica dell'arte rupestre del Sahara: Grande Fauna Selvaggia. Animali raffigurati: elefante, giraffa, coccodrillo, struzzo, ippopotamo. Essi indicano un clima diverso da quello attuale.
- Seconda fase: Teste Rotonde, comparsa della pittura parietale. Per molti è ancora una fase della precedente.
Anche l'Australia è ricca di arte. Tracciati digitali. Grotta di Koonalda frequentata nel Pleistocene per la selce. Nella parte terminale: tracciati digitali a cerchi concentrici, incrociati, paralleli ed ondulati.
- Stile più antico: Paranamitee, incisioni picchiettate, impronte di animali, figure geometriche. Whatron Hill: incisioni datate con l'AMS 43140 e 42700 BP che sarebbe le più antiche del mondo. Metodo del rapporto dei catoni fornisce decine di date tra il 40000 e il 1400 BP ma è molto incerto. Pitture policrome o bicrome, grandi dimensioni. Colore rosso ottenuto con sangue umano.
Parte indonesiana dell'isola del Borneo: due grotte con arte parietale. La prima ha 170 impronte di mani, alcune collegate con una riga che formano un albero. Mani negative a contorno rosso o arancio. Altre 10 caverne con impronte di mani. Al loro interno punti, fasci di linee, zig-zag. Quale animale. Datazione superiore ai 9000 anni BP.
Afghanistan: ciottolo di calcare tenero con uno schematico volto umano. Cina: frammento di corno con linee incise. Giappone: piccoli ciottoli con figure femminili incise. Non si può avere una visione esclusivamente eurocentrica dell'arte paleolitica anche se l'Europa resta l'unica regione del mondo in cui sono presenti migliaia di reperti di arte mobiliare e di caverne con arte parietale.
In Europa l'arte delle caverne si concentra nell'area franco-cantabrica, in misura minore in Italia e nel resto della penisola iberica. Negli Urali meridionali ci sono 3 grotta ma mal conservate: arte diffusa ma è andata perduta per cause naturali. Fine anni '70: segni rossi, due figure di animali (cavallo e ors...
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