Passato digitale – Vitali
Parte 1
Primo incontro tra computer e ricerca storica → anni '70 → storia quantitativa (sotto la medesima etichetta furono raggruppati indirizzi di ricerca distinti ma accomunati dal ricorso a metodologie di quantificazione e analisi statistica nell'elaborazione delle fonti. La storia quantitativa si diffuse all'interno di vari ambiti di ricerca (storia politica, storia sociale, studi demografici...), il computer era un ausilio indispensabile per tali ricerche; l'elaboratore appariva come lo strumento che rendeva praticabili indirizzi storiografici altrimenti ben difficili da perseguire. Solo il calcolatore elettronico avrebbe potuto dischiudere il valore conoscitivo delle fonti, la quantità di informazioni era gestibile solo attraverso un computer. La stretta relazione che si stabilì era destinata a creare una sorta di sovrapposizione fra storia quantitativa e tecnologie.
Sviluppo del mainframe → un'informatica caratterizzata da un impianto decisamente accentrato dei processi di elaborazione, tutte le macchine erano situate all'interno dei centri di calcolo ed erano amministrate da tecnici. Il lavoro di elaborazione era svolto per lotti o in batch. I dati venivano caricati nell'elaboratore in genere attraverso schede perforate, le cosiddette schede IBM. Contestualmente ai dati venivano caricati i programmi di elaborazione. Per rendere più semplice e rapida l'elaborazione e per risparmiare le scarse capacità di memoria della macchina, i dati venivano trasformati in codici numerici. Il significato del codice veniva indicato all'interno di un codebook, che costituiva lo strumento per la codifica dei dati. Al termine del processo di elaborazione i dati venivano stampati su tabulati. Risultato esemplare di queste modalità di lavoro è costituito dall'edizione elettronica del Catasto fiorentino del 1427.
Problemi
- Alcuni erano determinati dai caratteri propri dell'informatica e dalle difficoltà ad esse associate.
- Altre derivano dal rapporto fra la struttura delle fonti storiche e la logica dell'elaboratore elettronico.
Parte 2
Attorno alla storia quantitativa si svilupparono nel corso degli anni '70 serrati dibattiti e critiche; malgrado i suoi discutibili successi, è innegabile che la quantificazione non ha corrisposto alle grandi speranze di vent'anni prima. L'avvento del personal computer → dovuto ai rapidi sviluppi tecnologici che si verificarono negli anni settanta, fra i quali la realizzazione di microprocessori potenti. La visione di un uso alternativo del computer, affermatasi nella costa occidentale degli Stati Uniti nel clima creato dalla protesta giovanile, ispirò il processo di innovazione tecnologica che avrebbe portato all'affermazione del personal computer.
A partire dagli anni '80 il computer si è svincolato dalla storia quantitativa ed è diventato sempre più uno strumento compatibile con approcci metodologici plurimi e diversificati. Rivoluzione → scrittura al computer → più veloce, facilità di correzione e rapidità di confezione di prodotti formalmente puliti che permettevano un incremento di produttività. I benefici del computer apparvero subito irresistibili da suscitare l'entusiasmo di uno storico, Stone. Le affermazioni di Stone miravano a mettere l'archivio dentro il computer. Le dimensioni crescenti delle memorie, l'incremento della velocità di accesso e di elaborazione dei dati, la più ampia disponibilità di software e linguaggi di programmazione.
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