Fare ed essere
In questo libro vengono presi in esame due elementi base dell’esistenza dell’individuo: il fare e l’essere. E vengono presentati diversi casi (racconti) di persone in cui vi è un disequilibrio fra queste due condizioni (il fare e l’essere) che le porta a vivere un disagio interiore (o a volte anche esteriore). In queste situazioni l’individuo non è in grado di vivere appieno la propria vita, si pone dei limiti e non riesce a riscoprire il proprio essere, non riesce a riscoprire il significato dell’esistenza. Questo lo porta a vivere la sua vita per metà. Per queste persone è pertanto necessario ritrovare un dosaggio giusto e ottimale fra il fare e l’essere, per raggiungere una situazione di benessere interiore.
Tipologie di fare
In particolare si deve distinguere fra due tipi di fare:
- Fare espressivo: È quello che l’individuo mette in atto per se stesso, cioè per manifestare se stesso nel significato che dà al fare; è un fare per essere.
- Fare dimostrativo: È quel fare che l’individuo mette in atto per dimostrare qualcosa agli altri, per l’approvazione degli altri. In questo caso le sue azioni (e il suo stesso essere) avranno valore solo se gli altri glielo attribuiranno; è un fare per essere riconosciuti.
Situazioni di disequilibrio
L’autore in particolare mostra tre situazioni di disequilibrio:
Il fare in eccesso
In questo caso si tratta di una persona che svolge un’attività palesemente in eccesso, non solo in alcuni momenti ma in modo sistematico. Tale atteggiamento deriva e nello stesso tempo rivela il rapporto che la persona ha con se stessa, cosa pensa di se stessa, la considerazione che ha di sé. Alla base delle sue azioni esagerate vi è il bisogno di una compensazione interiore. L’autore ne mostra due tipi:
- Occupatissimo: Colui che fa in eccesso, si tiene occupato continuamente perché così riesce a non pensare a se stesso, non entra in intimità con se stesso. Si tratta di un autoinganno di cui però la persona non è consapevole.
- Salvatore: Colui che corre in aiuto delle persone in modo esagerato, fa di tutto e di più per aiutarle. Egli non fa questo però per gli altri ma per se stesso, perché mostrandosi così generoso soddisfa il bisogno interiore di sentirsi una brava persona, una persona che merita, cioè riesce in questo modo ad accrescere in modo positivo l’immagine che ha di se stessa e ne trae un momentaneo sollievo. Essa infatti ha un’immagine negativa o comunque bassa di se stessa. Inoltre in questo modo la persona riesce anche a far sì che gli altri siano in credito con lei e che essi debbano dimostrargli la propria gratitudine. Tuttavia, coloro che ricevono quest’aiuto smodato che non richiedono da parte del Salvatore sentono questo come un’intromissione, un’invasione e pertanto la relazione diventa insostenibile e negativa.
Obiettivi irraggiungibili
Un’altra situazione è poi quella della persona che fa in eccesso ponendosi obiettivi irraggiungibili pretendendo sempre l’impossibile da se stessa; anche in questo caso vi è un disagio e cioè il fatto di non essere mai soddisfatti di se stessi.
Il fare in difetto
Questo è un altro segnale di disagio. In questo caso la persona non agisce perché non ha una motivazione per farlo, è demotivata, per lei il fare e la sua stessa esistenza non hanno un senso. Ciò può dipendere dalla scarsa fiducia di se stessi o di speranza per la propria esistenza, per il proprio futuro o perché si è...
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