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Riassunto pedagogia speciale

Introduzione

Vi è una contrapposizione tra il fare e l'essere. L'uomo è spinto ad agire. L'alternativa a tutto questo sforzo è l'essere. Spesso si dice che la persona vale per ciò che è e non per ciò che fa, ma non si può assolutamente credere di poter vivere il proprio essere come alternativa al fare. L'azione infatti permette una esistenza concreta e lo scopo è quindi quello di poter attingere al fare.

In campo educativo si possono riscontrare dei problemi perché il nesso tra la persona e le sue azioni è strettissimo e per l'adulto è difficile considerare il ragazzo separato da quello che dice e da ciò che fa.

Capitolo 1. Le radici dell'esistenza

Dell'avere possiamo fare a meno, ma non possiamo rinunciare al fare poiché è attraverso l'azione che si esprime il pensiero. Possiamo distinguere tra due tipi diversi del fare:

  • Fare espressivo: serve alla persona per manifestare se stessa e per realizzare il proprio modo di pensare. È un agire per essere.
  • Fare dimostrativo: è una modalità operativa spostata sugli altri che mira a dimostrare, esibire ed ottenere una risposta da parte degli altri. È un fare per un riconoscimento.

Analisi di diverse modalità operative

1. Fare contro e fare per: ambivalenza del dovere

Il fare contro è un fare molto fragile e addirittura pericoloso. Esso sembra dare soddisfazione, si prova piacere a tenere nel sacco qualcuno, ma è solo una forma apparente di libertà. Esso comporta un grande spreco di energia perché si è in lotta continua contro gli altri. Il danno maggiore è la perdita di significato delle proprie azioni in quanto la persona sa esattamente cosa vogliono gli altri, ma non sa cosa vuole lei.

Il fare contro può essere bilanciato dal fare per: il potere può diventare fonte di azioni meritorie e gratificanti però la soddisfazione del dovere può diventare una specie di risarcimento per lo sforzo compiuto. Oltre alla perdita del significato personale vi è anche una contrapposizione tra piacere e dovere.

Esempio di Carla

Carla è una donna professionalmente affermata, ma che è continuamente tormentata dal dubbio e non fa che cambiare idea. Dalle sedute con lo psicologo emerge un'infanzia carica di insegnamenti rigidi dove le relazioni coniugali venivano presentate come qualcosa da sopportare per dovere e prive di piacere. Quando Carla inizia a dare valore alla sua vita sessuale, si sente trascurata dal marito e prova attrazione per un altro uomo. Il sacerdote la definisce poco seria, ma lei prova piacere perché sfida le leggi e va contro le regole. La soluzione sta nel permettersi di vivere mettendosi alla guida dei propri doveri e dei propri piaceri per evitare il loro continuo contrasto.

2. Fare per gli altri: ambivalenza nel sentire

In alcune situazioni il fare si presenta come una via di fuga e cioè come un modo per evitare di entrare in contatto con i propri sentimenti. Il desiderio di fare per gli altri può avere origine da una grande generosità, ma può essere anche espressione di un disagio.

Esempio di Suor Lucia

Suor Lucia non riesce a consolare i suoi genitori per il suicidio di uno zio sacerdote. La suora si sente in colpa per non essere riuscita ad impedirglielo, ma prova anche molta rabbia verso di lui. Quando prende consapevolezza dei suoi sentimenti ambivalenti capisce che non sono le sue capacità ad essere manchevoli, ma il problema è la mancanza dei suoi parenti di accettare il suo aiuto. La soluzione non sta nel dare aiuto senza sosta, ma nell'accettare la situazione.

3. Fare per essere credibili

In alcuni casi il fare viene utilizzato per sostituire un modo di essere della persona o per evitare di riconoscere una sua connotazione essenziale. La persona che adotta questa modalità investe tutte le sue energie nelle azioni e punta al loro continuo miglioramento qualitativo e quantitativo nel tentativo di raggiungere una quiete emotiva.

Il fare sostitutivo porta ad una frenesia operativa accompagnata da continue delusioni, senso di impotenza, desiderio di cambiare gli altri. La persona perde importanza ai propri occhi quando l'interesse per un proprio miglioramento esistenziale viene spostato sull'altro. Gli altri sono fondamentali, ma non definiscono il valore della nostra persona che esiste indipendentemente dal suo riconoscimento sociale.

Esempio di Antonio

Antonio è un medico che non sa come dire alla figlia di 8 anni che sta aspettando un figlio dalla nuova compagna. La sua paura è che possa perdere la figlia e che la madre possa influenzarla negativamente. Lui in questa situazione non si sente credibile e pensa che le parole degli altri possano avere più peso delle sue. La soluzione è riconoscere che la propria verità ha valore come quella degli altri.

4. Fare nel dubbio

In alcune situazioni il fare viene imprigionato dal dubbio. Alcune volte il dubbio è reale mentre altre ha una connotazione affettiva che richiede di essere identificata e chiarita per poter mettere in condizione la persona di adottare una decisione. I segnali di fronte al dubbio sono: attribuzione di importanza agli altri e la delega a qualcuno della responsabilità del sentimento che si prova.

Esempio di Maria

Maria ha il dubbio sulla chiusura di una relazione. Ha lasciato il suo ragazzo perché durante l'estate si è ammalata e lui non ha fatto altro che lamentarsi dell'estate rovinata senza esserle di aiuto. Da una parte ella ritiene che il suo comportamento sia inammissibile, dall'altra sente la mancanza del ragazzo. Deve scegliere in modo autonomo, ma si sente troppo legata ai pensieri dei genitori. Il suo bisogno è quello di avere qualcuno che si fidi di lei e che la consideri autonoma di scegliere.

Verifica

È utile sottoporre il fare a verifica per identificare i segnali che possono farlo riconoscere come sospetto ed ingannevole:

1. Fare in eccesso

Esso rivela il rapporto che la persona ha con se stessa. Se ci si sente inadeguati si tende ad adottare azioni in eccesso. Possiamo parlare di gioco Occupatissimo: la persona si getta corpo e anima nelle attività, specie quelle lavorative per difendersi o addirittura per farsi del male. È impegnato al 100% e si distoglie da se stesso. Possiamo parlare anche del ruolo di Salvatore che è un altro modello descritto e usato dall'Analisi Transazionale per interpretare il lavoro in eccesso delle persone. Il guadagno affettivo non si limita alla strutturazione di una propria nobile immagine ma ha come altro effetto quello di aspettarsi la gratitudine dagli altri.

Questo fare in eccesso può coinvolgere non solo le persone, ma anche intere istituzioni in casi di bisogno di salvataggio. La situazione si può trasformare in una a chi aiuta di più.

2. Fare in difetto

È un altro segnale di disagio che indica la crisi dell'essere della persona. La passività, l'emozione sono infatti un sintomo di tensione e di motivazione carenti per vivere, per impegnare a dare senso alla propria esistenza. La non azione non è mai riposante.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher StudentessaImpegnata di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Grasselli Bruna.
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