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creative field come concentrazione spaziale di flussi materiali e simbolici che

coinvolgono individui, istituzioni e network. Con ciò vuole sottolineare la specificità e

l’unicità delle modalità di produzione dei prodotti e dei servizi culturali realizzati da una

particolare comunità professionale in un dato luogo e momento. La presenza in un

territorio di queste comunità particolari può svolgere la funzione di magnete nei

confronti di individui di talento provenienti da altre aree geografiche.

Capitolo 3 - I distretti creativi e le sfide dell’autenticità

- Distretti creativi (o culturali): raggruppamenti non casuali di organizzazioni,

istituzioni e/o imprese operanti nelle industrie creative e prevalentemente di piccole e

medie dimensioni, presentano un basso grado di integrazione verticale a causa delle

dimensioni relativamente piccole e dell’elevata specializzazione. Una prima tipologia

di vantaggi sono riconducibili a quelli derivanti dalle economie di agglomerazione

(riduzione costi di informazione e trasporto). Una seconda tipologia riguarda i

meccanismi di coordinamento tipici della forma di governance basata sui network che

diventa un’efficace strumento di coordinamento per le attività caratterizzate da elevata

complessità transazionale e incertezza. Le numerose relazioni che nascono

all’interno dei distretti sono caratterizzate da un elevato livello di embeddedness, ossia

da un profondo radicamento all’interno di uno specifico contesto sociale.

- Meccanismi sociali di coordinamento: le reti utilizzano per il governo delle relazioni

una serie di meccanismi sociali…

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- Gatekeepers: sono i soggetti che svolgono un ruolo di intermediazione tra produzione

e consumo esercitando un’influenza determinante sul successo del prodotto finale.

- Effetti positivi sul territorio: i distretti creativi possono sostenere una forte domanda sul

mercato del lavoro locale, oppure attrarre dall’esterno investimenti finanziari e

migliorare così la performance economica locale complessiva, o ancora possono

attrarre flussi turistici o rappresentare l’opportunità per rigenerare il senso di identità

della comunità locale.

- Santagata: individua fondamentalmente quattro tipi di distretti culturali:

1. Distretto culturale industriale: questo distretto non può essere creato dal nulla

sulla base di iniziative da parte delle autorità pubbliche. Nasce spontaneamente,

si sviluppa lentamente e procede attraverso meccanismi di feedback da parte

del mercato. La regolazione pubblica deve massimizzare le esternalità del

sistema. Si possono distinguere successivamente i distretti della cultura

materiale come quello della ceramica artistica di Faenza;

2. Distretto culturale istituzionale: basati su infrastruttura istituzionale che assegna i

diritti di proprietà intellettuale e marchi a una ristretta aria di produzione. Le

istituzioni pubbliche locali sostengono le attività con servizi finanziari e di

formazione professionale. Il contenuto dei prodotti è strettamente connesso al

contesto locale. Esempio delle Langhe in Piemonte e del Chianti in Toscana;

3. Distretto culturale museale: localizzati solitamente nei centri storici, fanno leva

sulla densità geografica che massimizza la capacità attrattiva per visitatori e

turisti, si basano su patrimonio storico, musei, folklore, ecc.;

4. Distretto culturale metropolitano: si tratta di concentrazioni, all’interno di aree

urbane, di edifici e strutture dedicati alle arti figurative e alle performing arts, di

musei e di organizzazioni che producono beni e servizi fondati sulla cultura.

- Sacco: propone il distretto culturale evoluto come modello di sviluppo territoriale

basato sulla cultura. Il distretto ha sostanzialmente tre tipi di effetti sistemici, ossia

l’attrazione (1), l’orientamento all’innovazione e la riconversione produttiva (2), e la

riconversione creativa delle strutture industriali pre-esistenti (3). Il piano di sviluppo di

un distretto culturale evoluto si muove attorno a quattro linee strategiche: la

valorizzazione dell’identità culturale della città (1), la riconversione innovativa del

territorio (2), la formazione (3) e il miglioramento dell’immagine esterna e interna della

città (4).

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- Approccio top-down: centrato sulla pianificazione strategica imposta dall’alto,

difficilmente realizza i propri obiettivi a livello locale. Inoltre può andare incontro a

resistenze in ambienti creativi che esprimono sentimenti anti-istituzionali e ribelli.

- Approccio bottom-up: volto a sviluppare infrastrutture istituzionali che facilitino il

funzionamento dei distretti fornendo i principali servizi generali, favorendo la creazione

di una rete tra gli attori locali e agevolando lo scambio di informazioni.

- Autenticità: da un punto di vista soggettivo, è considerata come il risultato di un

processo complesso in cui anche i produttori di prodotti/servizi culturali o gli stessi

consumatori contribuiscono a crearla. Da un punto di vista oggettivo, è vista come una

caratteristica intrinseca di un oggetto che deriva dalla relazione tra un oggetto e un

particolare periodo storico, un’organizzazione o un contesto sociale. Infine, non è

8 importante se l’autenticità sia fabbricata o spontanea, l’importante è che il soggetto

venga percepito come autentico.

- Come creare un distretto creativo: le politiche non devono essere finalizzate a

costruire qualcosa da zero, ma devono sviluppare le scene creative già presenti sul

territorio e valorizzare così un humus creativo già esistente. In secondo luogo, le

autorità pubbliche dovrebbero considerare la particolare sensibilità nei confronti di

eventi culturali diffusi localmente e che quindi caratterizzano una determinata area

geografica. Infine, le autorità locali dovrebbero intervenire investendo in infrastrutture

materiali critiche, così per garantire gli strumenti con cui i creativi possono sviluppare

la propria vena artistica.

Capitolo 4 - Buone pratiche e dilemmi delle politiche a

sostegno della creatività: il caso della Regione Puglia

- La coesione sociale non è semplicemente un prodotto del successo economico ma

anche una pre-condizione a esso.

- La chiave del successo economico sembra risiedere nella dimensione dell’impresa,

nella capacità innovativa, nella produzione customer-oriented, nella flessibilità e abilità

cooperativa di un tessuto produttivo composto da imprese medio-piccole.

- Anche la fiducia riveste un ruolo importante in quanto nel lungo periodo facilità gli

scambi perché riduce i costi di transazione, è uno strumento di autocontrollo

dell’azione sociale infine, da un lato limita il comportamento opportunistico e dall’altro

facilita e incoraggia il comportamento cooperativo.

- Capitale sociale: sistema di relazioni sociali e risorse che gli individui o le

associazioni e le istituzioni possono sfruttare per realizzare obiettivi che altrimenti

sarebbero stati irrealizzabili o avrebbero richiesto un costo di gran lunga maggiore.

- Il caso del “Derwentside”: applicata strategia di regeneration composta da due

“manovre”, la prima consiste in una serie di politiche di agevolazione fiscale per

l’attrazione di nuove imprese di servizi dall’estero. La seconda prevede un forte

coinvolgimento cittadino con l’obiettivo della diffusione della forma organizzativa della

cooperativa per lo sfruttamento economico.

- Criticità politiche creative-led: esistono sostanzialmente quattro tipi di criticità…

1. Capacità di reperire finanziamenti privati che servano a mantenere nel tempo le

funzionalità delle infrastrutture create;

2. La costruzione di grandi infrastrutture o il finanziamento di eventi spettacolari

non è sufficiente a stimolare la produzione culturale di un territorio;

9 3. Frattura tra chi programma queste politiche e tutti coloro che non vi partecipano;

4. Eccessiva attenzione ai risvolti economici delle iniziative culturali.

- Il caso “Puglia”:

Bollenti spiriti: è un programma di politiche giovanili della Regione Puglia, alla

• base c’è l’idea che i giovani possano essere volano del cambiamento socio-

economico del territorio. La logica innovativa viene promossa attraverso l’uso dei

nuovi media trasformando B.S. in una piattaforma relazionale di ultima

generazione.

Puglia Sounds: è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema

• musicale regionale con l’obiettivo di potenziare l’industria della produzione e della

distribuzione di spettacoli pugliesi. In particolare si punta al sostegno sia alle

punte di eccellenza del panorama musicale regionale sia ai nuovi talenti, e al

potenziamento dell’attrattività del territorio nei confronti di operatori musicali.

Capitolo 5 - La città creativa e la sua immagine

- Luogo: può essere inteso come un ambiente percepito attraverso esperienze

localizzate, tra cui non solo l’ambiente fisico, ma anche ciò che è immaginato, le

storie, i sentimenti e i concetti.

- Identità pubblica (o immagine collettiva): è un’identità comune che comprende un

certo grado di consenso rispetto alle caratteristiche fisiche della città e ad altri

elementi verificabili dei luoghi.

- Brand urbano: insieme di strategie mirate a costruire l’immagine, ma anche a

diffondere, rendere condivisa e riconosciuta questa immagine. Gli eventi urbani ad

esempio possono essere sia i prodotti della creatività urbana sia i creatori di

un’immagine e una narrazione della città.

- Lynch: individua alcune categorie di riferimento nella nostra esperienza di città…

Percorsi: canali lungo i quali l’osservatore si muove abitualmente,

• occasionalmente o potenzialmente. Possono essere strade, vie pedonali, linee di

trasporto pubblico;

Margini: elementi lineari che l’osservatore non usa o considera come percorsi,

• sono confini tra due diverse fasi. Tengono assieme aree generalizzate, come

fanno l’acqua o le mura che circondano le città;

Quartieri: zone della città, di grandezza media o ampia in cui l’osservatore entra

• mentalmente, sono riconducibili in quanto posseggono qualche caratteristica

individuante;

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management e comunicazione d'impresa
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mircovice90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione e management della cultura e della creatività e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Montanari Fabrizio.

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