Organizzazione dello spazio teatrale
Il punto di vista
Quando si parla di "spazio del teatro" ci si riferisce e ci si riferiva a diversi significati: l'edificio delegato alle funzioni rappresentative, la forma della sala teatrale, il luogo dell'azione drammatica visto come spazio del personaggio o dell'attore, lo spazio illusivo o allusivo della scenografia.
Lo "spazio del teatro" nella nostra cultura lo si pensa:
- Come il supposto visivo di un testo o di un'azione: è la proiezione materiale o illusionistica dello spazio in cui si colloca la finzione dell'attore, il luogo dei personaggi.
- Come lo spazio degli attori, spazio extra quotidiano non appartenente agli spettatori.
- Come spazio destinato agli spettacoli, insieme di sala + scena.
Lo spazio viene visto come struttura storia dell'esperienza, è una convenzione culturale che diventa elemento attivo dell'espressione artistica. Lo spazio del teatro nel Novecento però non ha convenzioni culturali, cerca spazi diversi, rivoluziona gli spazi esistenti attraverso, ad esempio, l'abolizione del sipario che va a modificare il rapporto platea-scena, attraverso l'uso di nuove tecniche per la luce che hanno cambiato le possibilità del creare e pensare lo spazio scenico, l'abolizione della ribalta e il non necessario uso della frontalità.
L'edificio teatrale nel Novecento non è più un monumento ma il luogo funzionale alla rappresentazione e lo spazio interno è definito ogni volta dai modi rappresentativi. Lo spazio dell'azione drammatica non è più un dato autonomo in cui collocare il dramma ma è creato di volta in volta.
Lo spazio del teatro medievale è visto, invece, come un insieme complesso di oggetti che indicano e significano, un sistema articolato e definito di rappresentazione simbolica, lo spazio è l'intervallum (tempo e luogo in mezzo tra due luoghi deputati). Lo spazio significa ma la narrazione agisce solo nell'enunciarsi davanti agli oggetti che lo costruiscono. Cosa che avveniva anche nelle liturgie religiose o civili. Lo spazio è il luogo dove l'evento accade ed è qualificato dagli oggetti che sono simboli che agiscono come l'attore.
È solo con l'invenzione dello statuto teatrale (primo Rinascimento) che si ha uno spazio del teatro dopo gli spazi della rappresentazione. La durata nei secoli degli statuti teatrali all'interno di una forma-teatro ha portato allo sviluppo di uno spazio del teatro identificato con la sala all'italiana, non più luogo simbolico, ma teatro che si esplica nell'edificio, nella sala, nel palcoscenico e nella scenografica.
L'esigenza di un edificio teatrale la si riscontra già a partire da fine Quattrocento, primo Rinascimento attraverso lo studio di Vitruvio e delle architetture. L'edificio teatrale è dal Cinquecento al Novecento, un monumento della città.
Il passaggio dal luogo al teatro porta alla realizzazione della scena barocca o all'italiana e da qui nascono i vari mestieri. L'arco scenico e il sipario segnano la divisione tra due mondi. La scenografia, il fondale e le quinte diventano la rappresentazione dello spazio in cui accade l'azione degli attori, il luogo in cui la finzione si realizza. Il teatro diventa l'illusione, la meraviglia. La scenografia diventa una specializzazione, diventa linguaggio del teatro anche se non tutti i teatri europei ne fanno uso, t. elisabettiano e spagnolo non hanno scenografie.
L'edificio, come esterno e come interno, si specializza e si definisce, con sala a campana, palchi, arco scenico, sale di servizio, diventa monumento della città. Il grande sviluppo dell'architettura teatrale e della scenografia sfocia nella nascita dei mestieri dell'architetto e dello scenografo.
Fine Settecento si inizia a rompere lo spazio chiuso della scena, si crea uno spazio più borghese con l'abolizione dei palchetti e il realismo della scenografia. Lo spazio del teatro si colloca nel tempo libero ma con il Novecento nasce la necessità del teatro, dei bisogni sociali e individuali che viene chiamato a soddisfare.
Le convenzioni che delimitano le forme e gli usi dell'edificio, della sala e della scena vengono messi in discussione già nell'Ottocento. Il teatro esce dal teatro, ne crea di nuovi, si modificano le sale per cambiare il rapporto attore-spettatore, si prolunga la scena nella sala. Si vuole un teatro di luci e movimenti, si fanno spettacoli in circhi, chiese, all'aperto. Con il Novecento la scena non è più rappresentazione di una finzione ma realtà di rappresentazione.
Ogni grande epoca drammatica ha avuto una sua architettura teatrale e la forma drammatica lega lo stile del dramma, della rappresentazione, della scena. Lo spazio del teatro è parte attiva di una rappresentazione e di una cultura teatrale. (Copeau)
Il teatro che abbiamo in mente
Il teatro all'italiana è un insieme organico di tipologie architettoniche, funzioni sociali, forme della sala e della scena, è un insieme unitario che continua ad esistere dal XVI al XX secolo, attraverso variazione, modifiche, evoluzioni. È un modello riconoscibile nei mille teatri sparsi per l'Europa e per il mondo.
Gli elementi che lo caratterizzano sono:
- Certa struttura di sala e scena.
- Palcoscenico attrezzato di quinte, fondale e soffitta praticabile. È in funzione di una scenografia dipinta e di una macchineria che si organizza dall'alto non è teatro elisabettiano dove si usano le botole. Qui il sottopalco è il magazzino o sede di macchine come l'argano introdotto dal Torelli nel XVII secolo che consentiva il cambio simultaneo delle quinte.
- Sipario usato per segnare l'inizio delle rappresentazioni, incorniciato dall'arcoscenico. Spesso dipinto con allegorie, simboli come il soffitto, quando è chiuso si integra alla sala. Inizialmente è a caduta, poi cambia nei diversi modi. Nell'Ottocento al sipario dipinto si sostituisce quello rosso a frange oro in stile con la sala. Il sipario è un segnale per richiamare l'attenzione sulla scena.
- Arcoscenico.
- Palchi. I palchi che circondano la sala sono dei vuoti in cui si collocano gli occhi che guardano. Si guarda dai palchi e di guardano gli spettatori nei palchi. I palchi non sono funzionali al vedere la scena ma si guardano tra di loro.
- Grande lampadario centrale che si aggiunge all'illuminazione dei palchi. Visto anche come una macchina: prima dello spettacolo e durante gli intervalli è basso per una migliore diffusione della luce, durante lo spettacolo viene alzato creando una semioscurità. Melodrammi – libretti e candele – molte illuminazioni suggestive.
È luogo dello sguardo e dell'apparire. Palchi come luogo del guardare e dell'essere guardati, confine tra situazione pubblica e privata. È stato osservato come la struttura dei palchi sia legata alle diverse società presenti nel luogo: Italia sono piccole stanze chiudibili, Francia c'è una separazione simbolica con pareti che non arrivano al soffitto, Europa del Nord non sono proprio divisi, diventano balconi.
- Rifiuta le pareti che delimitano lo spazio e la forma rettangolare (sala del palazzo).
- Nelle diverse forme la sala è sempre un cilindro chiuso dall'arcoscenico e dal sipario che continuano i palchi.
- Fino al XIX secolo, grazie ai macchinari, si potevano portare sala e palcoscenico allo stesso livello. Lo spazio del teatro all'italiana è assoluto, l'evento, lo spettacolo vi si integra.
Guardando il teatro in Italia nel XIX secolo troviamo la presenza dei comici che girano i paesi portando la propria realtà di teatro e ospitando diversi pubblici e la presenza di molti edifici teatrali che continuano ad essere costruiti.
Da un lato il teatro che passa di luogo in luogo e dissemina la cultura del teatro, dall'altro il luogo del teatro che non si crea in funzione degli spettacoli da accogliere ma per oggettivare una funzione sociale e civile, un modo di rappresentarsi della società.
Le origini in Italia
Il teatro all'italiana ha le sue origini nell'invenzione del teatro nel Rinascimento. Il Rinascimento si fonda sul modello dell'antico. In quest'epoca:
- Si riscopre e si ricrea la commedia regolare ed erudita.
- Si inventa come tipologia del luogo scenico una scenografia caratterizzata dalla prospettiva urbana.
- Si determina un luogo separato per lo spettacolo nella forma di sala teatrale e di edificio.
- Si rende operativa nella cultura una teoria di teatro iniziando con Plauto e Terenzio.
Sempre più forte l'idea del bisogno dell'edificio per spettacoli e della scena. Il De Architectura di Vitruvio è infatti oggetto di analisi, di interpretazione, di studi. Questi studi anche sul teatro antico hanno come scopo il capire un esistere del teatro nel passato per poter creare un suo possibile esistere nel presente. L'invenzione degli antichi si incontra nella progettazione di spazi specifici ma anche nella definizione di spazi quotidiani ad uso spettacoli come sale o cortili.
Il salone ducale di Urbino nel 1513 venne cambiato in teatro del Genga per la rappresentazione della Calandria: spettatori disposti ad U, prospettiva urbana costruita e dipinta sulla scena. Sempre nel 1513 nella piazza del Campidoglio si costruisce un teatro ligneo rettangolare, con entrata ad arco di trionfo, sala unitariamente apparata, cavea, spettatori ad U e palco con scena architettonica a porte e finestre.
La "visione della città" nel Rinascimento è il nodo generatore della scena e dell'edificio teatrale. Tutto parte da Baldassare Peruzzi, ideatore della scena prospettica urbana. Scena prospettica come elemento dell'apparato festivo, la scena si prolunga nella sala.
La storia del teatro nel Rinascimento è il definirsi di una forma, il passaggio dal luogo degli spettacoli al teatro, dagli spazi per le rappresentazioni allo spazio del teatro. L'edificio teatrale inizia ad essere considerato monumento della città, luogo di cultura. Come esterno l'edificio-monumento è in rapporto al progetto globale della città ideale: troviamo ancora una divisione tra edificio teatro e spazi per le rappresentazioni quali sali e cortili.
L'idea del teatro e del suo spazio è nel Rinascimento italiano una funzione della cultura, ne nasce uno spazio del teatro dalla cui storia possiamo estrapolare alcuni esiti: la tipologia della scena e del teatro nel trattato del Serlio, il Teatro Accademico, l'Olimpico di Vicenza, il teatro di corte privato, il teatro di Sabbioneta. Teatri considerati punti di riferimento per il teatro del Cinquecento e che hanno portato al definirsi del teatro all'italiana.
Il secondo libro del trattato sull'architettura di Sebastiano Serlio, che contiene la parte relativa al teatro, venne pubblicato a Parigi nel 1545. Nel trattato:
- La pianta del teatro è un emiciclo inserito in un rettangolo e fronteggiante il palcoscenico.
- Palcoscenico inclinato dove troviamo quinte e fondale e che continua con il proscenio.
- Proscenio visto come un piano orizzontale che attiva al fronte del palco.
Serlio dà vita a tre scene prospettiche seguendo gli usi contemporanei della rappresentazione. Scene per le quali prende spunto da Baldassarre Peruzzi, di cui fu allievo, primo a creare una scena prospettica totale ossia, contenente tutte e tre le possibili forme sceniche. Serlio divide queste forme dando vita alle tre scene canoniche:
- Scena comica: piazza con edifici borghesi in cui non manca la casa della ruffiana.
- Scena tragica: piazza monumentale con edifici classicheggianti chiusa da un arco di trionfo.
- Scena satirica: raffigurante un bosco.
- Le quinte sono costruite ad angolo ottuso. - La scena non ha grande profondità.
Le tre scene, il palco in pendio e il proscenio, l'emiciclo degli spettatori, i modi della prospettiva e il punto di fuga centrale saranno tutti elementi che verranno presi come canoni.
Il Teatro Olimpico di Vicenza, voluto dai membri dell'Accademia Olimpica, fu iniziato dal Palladio nel 1580 e dopo la sua morte venne terminato da Scamozzi: venne inaugurato nel 1585. Teatro che vuole essere la restituzione del teatro antico
- La monumentale scanae frons architettonica unisce l'arco trionfale.
- Troviamo l'apertura di cinque porte prospettiche, tre frontali e due ai lati.
- Le prospettive costruite interpretano la scena di città.
- Davanti alla parete architettonica il proscenio.
- Davanti al proscenio l'emiciclo a gradinate degli spettatori chiuso in alto da un colonnato con trabeazione e statue.
Il Teatro di Sabbioneta fu voluto da Vespasiano Gonzaga. Sempre Scamozzi lo ideò nel 1588, nel 1590 era già attivo. Primo teatro costruito in un edificio autonomo.
- Scena con prospettiva unica centrale fissa.
- Il pubblico situato in un emiciclo di cinque gradoni lignei curvilinei.
- Loggia praticabile al centro per il principe e le donne.
- Pavimento della sala in lieve pendenza in senso opposto all'inclinazione del palcoscenico.
Dalla metà del Cinquecento si definisce lo spazio artificiale del teatro. Si iniziano ad erigere a modelli: le tipologie della scenografia e le sue modalità di realizzazione con quinte e fondali, le forme del palco tra piano inclinato e proscenio, arcoscenico e sipario, illuminazione, macchinerie, rapporto scena-platea, forme della platea dall'emiciclo al ferro di cavallo, dalle gradinate ai palchi.
Lo spazio del teatro e della scena nasce come un modello culturale del Rinascimento e porta alla definizione della scena e della sala all'italiana.
Tra Cinquecento e Settecento, in Europa
Gli spettacoli si fanno ovunque nelle molte sale di spettacolo attrezzate per le necessità rappresentative ma modellate su quei teatri che si costruiscono per la cultura, la corte, la città. Lo spazio teatrale è il luogo per gli spettacoli e non il luogo degli spettacoli.
Tra Cinquecento e Settecento, in Europa, gli spettacoli vengono fatti, oltre che nel luogo delle rappresentazioni, nei teatri delle accademie, di corte o dei nobili e nei teatri pubblici a pagamento. Tra fine Cinquecento e inizio Seicento le tradizioni più consistenti di allestimento e definizione del luogo teatrale e della scena si consolidano attorno alle equipes operative di architetti-scenografi soprattutto in Toscana, Emilia e Veneto.
La tradizione scenotecnica in Toscana trova spunto nell'allestimento di spazi per la corte dei Medici. Sono spazi strutturati sull'idea-forma dell'anfiteatro o del pubblico disposto a semicerchio e dove la scena viene attrezzata per la meraviglia degli intermezzi. Spettacoli inseriti tra un atto e altro dello spettacolo principale che riempiono tutto lo spazio scenico, anche in altezza. La relazione sala-scena si articola in una relazione extra quotidiana che si cerca con lo spettatore attraverso la visione della scena come luogo della meraviglia e dell'illusione.
Firenze, 1600, Camerata de' Bardi. Da qui inizia la fortuna del Melodramma, spettacolo di musica, canto e visione che diventerà lo spettacolo principale dei maggiori edifici teatrali. Il più grande allestitore è Buontalenti, il luogo teatrale inizia ad essere visto come il luogo della magia scenografica.
Significativo il Teatro Farnese di Parma realizzato da Aleotti all'interno di una sala del Palazzo della Pilotta. Aveva già realizzato a Ferrara nel 1606 il Teatro degli Intrepidi.
- Teatro da torneo.
- Con cavea ad U cui si discendeva anche dal palcoscenico, circondata da gradinate sopraelevate rispetto all'orchestra.
- Orchestra che poteva essere inondata per la naumachia.
- Impianto classico, all'antica.
- Spazio interno dato dalla chiusura verticale con due gallerie sovrapposte sopra le gradinate e decorate con affreschi.
- Spazio di grandi dimensioni.
- Palco attrezzato con macchinerie dall'alto e argani per cambiare a vista le quinte.
- Incorniciato con un monumentale arcoscenico con ai lati due archi trionfali.
In questi anni vengono aperti i primi teatri a pagamento con la costruzione di magazzini e l'avvento della logia impresariale rispetto alla collocazione e al numero degli spettatori: inizia un diverso rapporto tra edifici, scene, spettacoli. Primo teatro pubblico a Venezia 1637, Teatro S.Cassian viene affittato da Ferrari che lo gestisce con "ragion sociale". Questo porta all'apertura di molti altri teatri tanto che Venezia diventerà il punto di riferimento riconosciuto per la vita del teatro.
In Italia si iniziano a costruire edifici teatrali sempre più numerosi per tutto il Seicento e inizia a definirsi la tipologia del Teatro Barocco:
- Plate a forma di U o allungata, si trova anche a forma di cavallo a campana o ellisse.
- Area scenica profonda e attrezzata.
- Spazio non delimitato da pareti ma da ambienti fino alla sala a palchetti o alveare.
- La collocazione dei musici è nello spazio davanti al proscenio.
I teatri iniziano ad essere opera di architetti o architetti-scenografi e spesso sono equipes. Storia che si articola per tutto il XVIII secolo, intorno al 1640 il Teatro all'Italiana è definito: è uno spazio di relazione, interno e assoluto, un ambiente che deriva e fonda una forma mentis del teatro. Forma mentis che si propagherà per tutta Europa.
In Inghilterra dal 1576 si iniziano a costruire teatri pubblici come il Theater o il Globe ma anche teatri privati. Pianta è poligonale o rettangolare e non c'è scenografia a prospettiva illusionistica. Il teatro pubblico elisabettiano si presenta come due edifici architettonici autonomi, giustapposti ma non unificati:
- Anfiteatro coperto per gli spettatori.
- Casa della scena con una sua copertura: piattaforma collocata dentro l'anfiteatro.
Tra anfiteatro, logge e front scenae architettonica lo spazio del teatro elisabettiano offre un’esperienza unica.
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Riassunto esame Storia del Teatro, professor Paesani, libro consigliato "Lo spazio del teatro", Cruciani
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Riassunto per l'esame di "Organizzazione dello spazio teatrale", prof.ssa R. Mazzaglia
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