Cosa si intende per luogo e spazio teatrale?
L'idea di spazio e luogo teatrale dipende dal teatro che abbiamo in mente. Nella visione comune, il termine generale teatro indica sempre un luogo, uno spazio preesistente all’azione e indipendente da essa, un luogo chiuso, circoscritto e ben delimitato. Contenitore che ha il potere di enfatizzare le azioni che vi si svolgono.
Elementi durevoli: testo e edificio → messi in discussione. Ma il teatro è fatto di eventi, processi, relazioni. Abbiamo in mente il teatro all’italiana contro cui dobbiamo riconoscere una molteplicità di spazi teatrali, che non si esauriscono con l’architettura, ma la comprendono.
“Lo spazio del teatro è un insieme complesso che non si può ridurre alla somma di scenografia e di architettura teatrale” - Cruciani
Vari tipi di spazio teatrale
Nel dire "lo spazio del teatro" si può voler parlare di:
- Edificio delegato alla funzione
- Sala teatrale (forme e caratteristiche interne)
- Spazio del personaggio/dramma
- Spazio dell’attore
- Spazio illusivo/allusivo della scenografia
Il teatro si è spesso fatto fuori dagli edifici teatrali:
- Spazi esterni: demandati ad altre funzioni o occasionalmente adibiti a spettacolo
- Spazio mediatico ed espanso del teatro
- Spazio dello spettatore vs spazio della collettività teatrale (pubblico/rapporto individuale)
Non c’è un unico spazio, ma un’eterogeneità e molteplicità di forme.
“Lo spazio del teatro come problema non sembra acquietarsi in definizioni e limitazioni teoriche fuori delle realtà storiche, le civiltà e le culture in cui si è concretato lo spazio in cui ha agito.” → Il teatro non è definibile se non in relazione alla storia, cultura, civiltà (Cruciani)
“Uno spazio teatrale, specie quando si istituisce in edificio, contiene sempre una precisa idea di teatro e per questo iscrive nella propria struttura architettonica principi e valori che sono solidali con quelli della società che lo produce. Nella forma del teatro sono leggibili le linee della struttura sociale, i meccanismi di potere e le gerarchie di ogni cultura” - Allegri
Ogni grande epoca drammatica ha avuto la sua architettura teatrale e la forma drammatica lega con necessità lo stile del dramma della rappresentazione della scena e della sua architettura. Lo spazio del teatro è parte attiva di una rappresentazione e di una cultura teatrale. (Cruciani)
Lo spazio rappresenta la cultura → diverse culture producono diversi spazi.
L’evento teatrale può trovare collocazione in qualsiasi luogo, ma nel momento in cui lo occupa con un’azione che è di necessità diversa da quelle della quotidianità, trasferisce anche allo spazio questa diversità e questa eccezionalità. L’evento teatrale in sé non avrebbe bisogno d’altro se non di questo spazio e tempo delimitati, che lo separano dalle azioni della quotidianità.
Sono le esigenze delle diverse società a istituire dei luoghi istituzionali per questa separatezza che il teatro vorrebbe anche solo temporanea. (Allegri)
Cruciani: Lo spazio del teatro non è un dato primario, ma la risultante di interazioni tra visione/figurazione e volume/ambiente.
- Visione/figurazione → dimensione scenica e rappresentativa (spazio della rappresentazione, dell’azione drammatica, del personaggio…)
- Volume/ambiente → ambiente che accoglie pubblico e artisti (teatro/luogo con scena e sala)
Lo spazio non è soltanto una qualità della realtà fisica quanto piuttosto una struttura storica dell’esperienza. Lo spazio artificiale del teatro è una convenzione culturale che diventa elemento attivo dell’espressione artistica, sia nel suo costruire visione, sia nel suo determinarsi come ambiente.
Allegri distingue spazio teatrale/spazio scenico:
- Spazio teatrale → primario è il rapporto spettacolo/spettatori. Fondamentale per chi e perché si fa teatro (teatro greco)
- Spazio scenico → primaria è la dimensione estetica o spettacolare. Fondamentale cosa avviene sulla scena (teatro romano)
Teatro greco e romano
Nelle modifiche che l’edificio romano apporta rispetto al suo modello greco si legge il passaggio da una concezione comunitaria del teatro a una concezione spettacolare.
Teatro greco: espressione di un sentire comunitario
- Spazio teatrale
- L’edificio è costruito su un pendio, sfrutta la pendenza del territorio.
- No frontalità tra spazio attori e spettatori, la gradinata è avvolgente.
- Orchestra: spazio circolare in cui si insedia il coro. Funzione mediatrice tra attori e spettatori.
- Questa struttura induce nello spettatore senso di appartenenza alla comunità e coinvolgimento esistenziale.
Teatro romano: espressione di una dimensione spettacolare
- Spazio scenico
- Nel teatro romano il cambiamento della concezione teatrale si riflette nella dimensione strutturale.
- Non c’è più dimensione comunitaria, ma è evidente la separazione tra il luogo e le funzioni di chi agisce e di chi guarda.
- L’edificio è innalzato in luoghi pianeggianti, è quindi dotato di mura di cinta, diventa un monumento di rilevanza urbanistica, con funzioni simbolicamente celebrative del prestigio e dell’opulenza della città.
- Costruzione della scena e frons → dimensione frontale maggiore
- Orchestra cambia funzione → semicircolare, è inglobata nello spazio del pubblico, luogo dove siedono i senatori. Il pubblico è ordinato sulle gradinate dal basso all’alto, secondo la gerarchia sociale.
- Scena e gradinata si fronteggiano senza elementi mediani e mediatori.
- L’edificio teatrale non è più come per i greci l’approdo necessario di un processo, ma è la risposta a motivazioni sociali e politiche.
Medioevo: luoghi deputati
La Chiesa condanna il teatro. Il teatro e lo spettacolo portano alla perdizione per futilità ed emozioni che suscitano, perdita di controllo. → distruzione degli edifici teatrali e divieto di costruirne. Scompare il teatro come rappresentazione drammatica, ma non scompare la teatralità.
- Teatralità di strada
- Teatralità frutto della rappresentazione religiosa → la chiesa riconosce il potere del teatro.
Dall’interno della Chiesa la rappresentazione religiosa esce e si sposta all’interno della città. Dal latino si passa al volgare. Obiettivo: arrivare al popolo. Lo spazio è il luogo in cui l’evento accade ed è qualificato dagli oggetti che sono simboli. Non vi è uno spazio unitario, ma una pluralità di luoghi (chiesa, sagrato, piazza, strade, palchi…) → luoghi deputati che non lasciano tracce, non vengono edificati.
I vari episodi trovano collocazione ciascuno in uno spazio specifico, che viene abbandonato e come spento quando l’azione passa all’episodio e allo spazio successivo. Azioni in successione, processioni che si fermano nei diversi luoghi della città. Strutture circolari (Tarda Passione Valenciennes) o rettilinee (Il martirio di Santa Apollonia).
Molte scenografie di questo teatro prevedono ai due estremi i luoghi opposti del paradiso e dell’inferno, quello che viene proposto è un microcosmo totalizzante che riproduce simbolicamente il macrocosmo creato da dio. Lo spazio del teatro medievale è un sistema articolato e definito di rappresentazione simbolica. L’evento si basa su una significazione di tipo simbolico, ciò che conta non è la rispondenza alla realtà. La scena medievale non è un luogo di spettacolo, ma è luogo di partecipazione. Lo spazio riservato all’azione spesso si confonde e si mescola con quello riservato agli spettatori.
Rinascimento
Luogo del teatro è la festa, protagonista è la corte. L’evento teatrale è riservato alla corte → elitario, privato. La corte utilizza il teatro come strumento per celebrare i propri valori, rappresentata la città ideale.
Le architetture si rifanno al De Architettura di Vitruvio → riferimento e reinvenzione del classico. Le scene si rifanno agli studi prospettici di Sebastiano Serlio. Agli inizi del ‘500 la scenografia teatrale si appropria della prospettiva: non è solo una soluzione tecnica, ma implica una certa visione del mondo → pone al centro l’uomo che domina lo spazio. Gli attori recitano nello spazio del proscenio per mantenere le proporzioni, recitano davanti e non dentro la scenografia.
Questa nuova impostazione prevede che il teatro si tramuti in spettacolo, ossia in oggetto costruito in funzione di un occhio che guarda da una condizione frontale e di separatezza.
- Scena tridimensionale
- Visione prospettica/profondità
- Separazione chi guarda e chi agisce
L’edificio teatrale come struttura architettonicamente stabile nasce verso la fine del ‘500, col Teatro Olimpico di Vicenza (ancora riservato alla corte) e il Teatro di Sabbioneta, ma già negli apparati dei saloni principeschi si definisce una concezione dello spazio dotato di una sua autonomia, che lo spettatore può solo guardare da fuori.
Teatro all’italiana
“È un’unità morfologica al di là delle varietà architettoniche.” “È un’idea di teatro al di là degli spettacoli.” Tra XVI e XX secolo il teatro all’italiana si afferma come modello unitario. Non vi è un teatro che sia l’esempio indiscusso del teatro all’italiana, ma si tratta di un modello riconoscibile nei teatri sparsi per l’Europa, e poi per il mondo, tutti tra loro diversi. È un monumento della città ed ha funzione civile e sociale.
Sala → luogo dello sguardo e dell’apparire. È un cilindro chiuso dall’arcoscenico e dal sipario che continuano i palchi. Non è la platea a qualificare lo spazio, bensì i palchi. Poiché sono i palchi a definire il volume della sala, le pareti non sono delimitazioni inerti, di contenimento, ma luoghi dialettici e dinamici dello sguardo. La sala del teatro all’italiana è un campo di forze, un volume che si riempie e si costituisce di relazioni. L’edificio diventa una macchina ottica globale e complessa che si costituisce in un reticolo di sguardi incrociati, perché non una sola, ma tante sono le scene verso cui guardare.
Lo spazio della sala è gerarchizzato, riflette la struttura sociale. L’architettura a ordini sovrapposti dei palchetti ad alveare è del tutto omologa a una società spettacolarizzata come quella barocca, in cui fondamentale è il meccanismo dell’esposizione di sé. Lampadario e sipario segnano inizio e fine delle rappresentazioni. Tutto è illuminato → teatro. Sulla scena tutto è funzionale agli spettatori. Scenografia dipinta e illusiva a quinte e fondale + macchineria (macchineria verticale).
Lo spazio del teatro all’italiana è assoluto, autosignificante, preesistente: l’evento, lo spettacolo, vi si aggiunge e vi si integra, ma è episodico rispetto al teatro, che di per sé ha senso, funzioni e organizzazione. Il teatro all’italiana segna anche la nascita dei mestieri teatrali.
Teatro elisabettiano
Quando nel Cinquecento a Londra sorsero i primi teatri fuori dalla City, essi conservarono molto dell'antica semplicità. Ricavato in origine dai circhi dell'epoca per le lotte tra orsi o tra cani oppure dagli "inn", locande economiche di provincia, l'edificio teatrale consisteva in una semplice costruzione in legno o in pietra, spesso circolare e dotata di un'ampia corte interna chiusa tutt'intorno ma senza tetto. Tale corte diventò la platea del teatro, mentre i loggioni derivano dalle balconate interne della locanda. Quando la locanda o il circo divennero teatro, poco o nulla mutò dell'antica costruzione: le rappresentazioni si svolgevano nella corte, alla luce del sole.
L'attore elisabettiano recitava in mezzo, non davanti alla gente: infatti il palcoscenico si "addentrava" in una platea che lo circondava da tre lati (solo la parte posteriore era riservata agli attori, restando a ridosso dell'edificio). La scenografia è semplicissima, tutto si basa sulla recitazione e sulla mimica. Il pubblico segue l'azione, e completa le scene con l'immaginazione. Come nel Medioevo, il pubblico non era semplice spettatore, ma partecipe del dramma.
XIX secolo
L'Ottocento mantenne sostanzialmente invariata la concezione architettonica dell'impianto teatrale, mutuando dai secoli precedenti la sala all'italiana a ferro di cavallo e ordini di palchetti. Fu però in quest'epoca che le innovazioni di carattere tecnologico impressero un forte impulso al perfezionamento dell'apparato scenotecnico. In particolare, l'utilizzo dell'energia idraulica prima e di quella elettrica poi permisero soluzioni più agevoli per il movimento dei macchinari, ormai non più utilizzati per voli e apoteosi, ma soprattutto per lo spostamento di scene già montate su palcoscenici mobili.
La nuova attenzione al "realismo storico" imponeva un'accurata ricostruzione degli ambienti, dotati, ora, di veri e propri soffitti, arredi e ingombranti oggetti d'uso che potevano essere utilizzati agevolmente nei cambi di scena solo se preventivamente montati su palchi mobili nascosti al pubblico. L'effetto di realismo venne, inoltre, accentuato dall'introduzione di nuovi sistemi di illuminazione: alle lampade ad olio che alla fine del Settecento si erano imposte sul vecchio sistema a candele, si sostituì, dalla prima metà dell'Ottocento, l'illuminazione a gas che, oltre a poter essere azionata a distanza, permetteva di graduare l’intensità della luce durante le rappresentazioni.
L'avvento dell'energia elettrica, già sperimentata a Parigi attorno alla metà del secolo, ma introdotta per la prima volta in Italia solo nel 1883 alla Scala di Milano, rivoluzionerà, infine, la concezione dello spazio scenico, causando il progressivo abbandono del fondale dipinto. Romanticismo → rifiuta omologazione a un modello, si arricchisce di spazi e allestimenti nuovi fondati sull’illusione della realtà ambientale e sulla verità esistenziale. Teatro possibile in sé e per sé, rifiuto di un teatro fatto per gli habitués.
Da una parte c’è un teatro mentale, virtuale e possibile che fugge dalle pratiche teatrali per romperne i limiti e le abitudini, dall’altra c’è uno spazio scenico che sviluppa la morfologia del teatro all’italiana in direzione sempre più spettacolare (Opera Garnier).
Novità
- Rotonde per panorami: inserimento totale dello spettatore nello spettacolo
- La storia dei panorami è una realtà in connessione stretta con il teatro dell’800.
- Diorama: Ciceri 1822, illusione di realtà
- Scenotecnica
- Luce a gas
- Palcoscenico girevole
Ricerca dello spazio funzionale
Germania: molti progetti che considerano i problemi dell’acustica e della visibilità. Tentativi di risolvere problema del proscenio e dell’arcoscenico, di distinguere sala per la musica da quella per la parola, di usare forme curve ma evitare il cerchio. Schinkel → proscenio avanzato, sala al buio, fossa che nasconda l’orchestra. Semper → definisce i problemi che troveranno soluzione nel teatro di Wagner. Usa ferro e vetro, problema auditorium, cerca di nascondere la fossa dell’orchestra, definisce doppio proscenio.
Bayreuth Festspielhaus di Wagner (1876). Otto Bruckwald architetto, Carl Brandt assistente tecnico. Segna la contrapposizione con il teatro all’italiana (a Bayreuth c’era teatro di Galli Bibiena). È uno spazio pensato per l’esecuzione delle opere wagneriane → spazio funzionale a un certo tipo di spettacolo → opera d’arte totale. Rapporto spazio/idea di opera.
Lo spazio scenico conserva la macchina scenica del teatro all’italiana, palcoscenico adatto al gigantismo e alla monumentalità delle opere wagneriane. Innovazioni:
- Golfo mistico: orchestra è nascosta, il suono è misterioso e distante, aumenta distanza scena sala
- Buca del suggeritore è soppressa
- Proscenio triplo
- Arcoscenico ha meno rilievo, segue le forme della sala
- Sipario si apre al centro verso gli angoli
La scena è un mondo a sé, verso cui deve convergere l’attenzione degli spettatori, cosa che viene ribadita dal buio in sala. La vera innovazione è nella definizione della sala, poiché lo scopo è quello di vedere e udire (opera d’arte totale) la sala è ad anfiteatro. La rottura con il teatro all’italiana è netta, non tanto nel rapporto frontale spettatori-scena, che anzi qui viene esaltato, ed esaltata è anche la passività degli spettatori e la distanza, la separazione. La sala ad anfiteatro distrugge l’ambiente del teatro all’italiana. Nel teatro all’italiana l’ambiente si costituiva come un intreccio di relazioni, qui non c’è altra relazione che quella tra sala e scena.
Da Wagner il teatro del ‘900 eredita la razionalizzazione dell’anfiteatro per la visione e per l’acustica, e la rottura con uno spazio codificato, un cambiamento di mentalità.
Max Littman
- 1901 Prinzregententheater Monaco → riprende anfiteatro
- 1906 Schillertheater di Charlottenburg → anfiteatro
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