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Tumori intracranici

Epidemiologia

Incidenza di tumori primitivi intracranici: 11-12/100000 abitanti/anno➢ Incidenza di tumori secondari intracranici (metastasi): 7-10 volte quella dei primitivi➢ Rapporto tumori intracranici: tumori spinali= 7:1➢ L'incidenza dei diversi tipi istologici varia in rapporto all'età➢ Nessun fattore di rischio identificato.

Patogenesi e biopatologia

Come per gli altri tumori, anche in quelli cerebrali il trigger è costituito da un'alterazione dell'informazione genetica→ si modifica il DNA nucleare→ la mutazione è trasmessa alle cellule figlie. Malignità clinica→ legata alla localizzazione del tumore.

A differenza di altri organi, i tumori intracranici e spinali si sviluppano in spazi chiusi. La maggiore o minore malignità clinica dipende dalla specifica localizzazione del tumore: ovvero quanto la zona "riesce a resistere" al processo occupante spazio. Es) un tumore del tronco avrà una malignità clinica maggiore di uno che si è sviluppato invece in un emisfero.

Malignità biologica→ dipende dal potenziale di proliferazione e di invasione delle cellule neoplastiche. Quindi il grado di malignità biologica influenza quello istologico (polimorfismo nucleare, mitosi frequenti e atipiche, proliferazioni vascolari, necrosi, ecc...).

È importante considerare anche l'interazione tumore/ospite che condiziona l'evoluzione clinica e che si esprime in:

  • Edema peritumorale: è un accumulo di liquido interstiziale che aggrava l'ipertensione endocranica e riduce il flusso cerebrale. È un edema vasogenico legato ad alterazioni della BEE: i capillari tumorali non hanno più tight junctions che li rendono impermeabili ma fenestrature che consentono il passaggio di H2O e proteine.
  • Gliosi: è la risposta ad un edema cronico, con attivazione degli astrociti.
  • Infiltrazione linfocitaria: è la risposta immune al tumore.
  • Eventi regressivi: aree necrotico-emorragiche (nei glioblastomi), aree cistiche (negli astrocitomi) e calcificazioni (negli oligodendrogliomi e meningiomi).

Classificazione

Prima classificazione di Cushing "istogenetica": si basa sulla somiglianza tra la cellula tumorale e quella sana da cui deriva. Es. astrocitoma→ astrocita. Classificazione di Kernohan basata sul "grading di anaplasia": più un tumore è sdifferenziato, più è maligno.

OMS 2007 basata su "criteri istopatologici":

  • Grado I: benigno, potenzialmente guaribile con l'asportazione completa.
  • Grado II: semibenigno/semimaligno, non guaribili con l'asportazione completa, rischio di trasformazione maligna.
  • Gradi III/IV: maligni.

Sintomatologia dei tumori intracranici

  • Ipertensione endocranica: le cause di ipertensione endocranica nei tumori sono generalmente di natura meccanica (ostruzione deflusso ventricolare, riduzione dello spazio, ostruzione riassorbimento liquor, ostruzione sistema venoso). Ma è opportuno ricordare che l'ipertensione endocranica nei tumori può essere dovuta più all'edema che non alla massa neoplastica vera e propria. Quindi tumori che non hanno un grosso edema possono crescere e raggiungere grosse dimensioni pur rimanendo silenti (es. meningioma), invece altri più piccoli ma con edema importante danno precocemente una sintomatologia acuta. I sintomi dell'ipertensione endocranica sono:
    • Cefalea→ gravativa, si accentua con le manovre che aumentano la pressione liquorale.
    • Vomito→ improvviso, a getto, non preceduto né accompagnato da nausea.
    • Papilla da stasi→ a margini sfumati e sollevati rispetto al piano retinico, comporta un graduale processo di atrofia del nervo ottico che il paziente lamenta con annebbiamenti visivi inizialmente saltuari e poi con progressiva riduzione del visus.
    • Disturbi psichici→ stato confusionale.
    Un'ipertensione endocranica prolungata provoca alterazioni ossee del cranio (erosione e atrofia del pavimento della sella turcica, dei processi clinoidei posteriori, ecc.). La complicanza più temibile dell'ipertensione è l'erniazione.
  • Idrocefalo: è la dilatazione degli spazi endocranici che può riconoscere diverse cause (vedi lezione idrocefalo).
  • Crisi epilettiche (sintomatiche): il 20-90% dei pazienti con tumore cerebrale produce crisi epilettiche e rappresentano in circa la metà dei casi il sintomo d'esordio del tumore. In genere si tratta di crisi parziali con più o meno rapida generalizzazione secondaria, tra i tumori più epilettogeni ci sono quelli emisferici a lenta crescita: in questi casi la crisi epilettica può precedere di anni la diagnosi (la lesione c'è ma è talmente piccola da non poter essere diagnosticata ed essendo a lenta crescita rimane tale per molto tempo ma è già in grado di dare crisi).
  • Segni e sintomi focali: dipendono ovviamente dalla localizzazione del tumore (vedi sindromi corticali).

Diagnostica per immagini

TC: è l'esame di prima scelta e ha una sensibilità molto elevata. Possono non vedersi solo tumori piccoli <1cm. RM: maggiore sensibilità e migliore definizione dei rapporti anatomici della lesione.

Entrambe le metodiche permettono non solo di evidenziare il tumore ma anche le alterazioni che questo provoca (edema peritumorale, deformazione delle strutture cerebrali e idrocefalo). Lo studio va effettuato:

  • In condizioni basali.
  • Con somministrazione di mdc.

L'arricchimento contrastografico di una lesione non è di per sé indicativo di tumore: riflette un'alterazione della BEE in situazioni patologiche infiammatorie (Es. ascessi) o vascolari (es. ischemie). Non bisogna nemmeno considerare l'enhancement da mdc in un tumore come indice di malignità dato che è possibile ritrovarlo sia in tumori benigni (meningioma) che maligni (glioblastoma).

Ulteriori esami utili possono essere:

  • Angiografia: in alcuni casi infatti è utile sapere quanto è vascolarizzato il tumore oppure eseguire un'embolizzazione preoperatoria per ridurre il rischio di emorragia.
  • Spettroscopia RM: evidenza picchi di metaboliti normali o patologici. Utile per distinguere lesioni con cellularità aumentata (↑colina) da quelle demielinizzanti (colina normale).
  • RM diffusione: utile per la dd delle lesioni "a cercine" in TC/RM che possono essere ascessi, metastasi o gliomi maligni. Negli ascessi la diffusione è ristretta (lesioni bianche anziché nere).
  • RM perfusione: visualizza il microcircolo ed è utile nei casi in cui bisogna fare dd tra un tumore e un'ischemia.
  • RM funzionale: è fondamentale per definire i rapporti tra le aree critiche (linguaggio, motorie, sensitive, ecc..) e il tumore.
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Scienze mediche MED/26 Neurologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Artemis19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pinessi Lorenzo.
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