Cos'è un museo?
Il termine museo viene dalla parola "museum" per il latino, per il greco "mouseion" ovvero tempio delle sacre muse. "Muse" che nella mitologia greca erano le nove figlie di Zeus e Mnemosine (dea della memoria). Abitanti dell'Olimpo, preferivano il monte Parnaso dove poter suonare, cantare e ballare per il dio Apollo. Ciascuna musa venne associata ad un'arte ovvero la storia, la poesia, la lirica, la musica, la danza, la tragedia, la commedia (Calliope, Clio, Tersicore, Urania, Talia ecc).
Origine e significato del termine museo
Il nome Museo o Mouseion veniva usato per indicare anche un'ala del Palazzo di Alessandria, cenacolo di intellettuali nell'antichità, ospitava una biblioteca immensa, un osservatorio astronomico, un giardino botanico, zoologico e l'istituto anatomico. Sorse all'epoca di Tolomeo I Soter su ispirazione di Demetrio Falereo che era stato tiranno ad Atene e allievo di Aristotele. L'incendio che lo distrusse con i suoi 700.000 volumi fu imputato per molti secoli a Giulio Cesare ma risale invece al tempo dell'imperatore romano Aureliano (270 d.C.) in contrasto con la regina Zenobia di Palmira.
In età romana il termine indicava invece una grotta naturale o artificiale ornata di mosaici e sculture. Il termine nella sua moderna accezione iniziò all'epoca rinascimentale italiana. Nell'epoca umanista il termine "musaeum" indicava lo studiolo degli umanisti italiani, termine che introdusse Erasmo da Rotterdam nel 1523. Studiolo nel senso di spazio dove gli umanisti studiavano testi antichi ed esponevano oggetti antichi.
Un secolo dopo il termine Museo diviene il nome comune di tutte le raccolte di naturalia e di artificialia e con questo stesso significato Kaspar Friedrich Neickel nella sua Museographia del 1727 fa una mappa della complessa rete geografica del collezionismo settecentesco. Nel compilare la voce Musée dell'enciclopedia di Diderot e D'Alambert del 1765 il termine museo indica "tutte le raccolte che hanno a che fare con le arti e con la musica".
Evoluzione e funzione dei musei
Il termine cambiò ulteriormente la sua destinazione quando bisognò distinguere le opere delle collezioni destinate al pubblico e quelle private, in occasione dell'apertura del British Museum of London nel 1759, fondato sei anni prima. La destinazione d'uso pubblico dei musei è un grande traguardo raggiunto con la democratizzazione delle società occidentali, luogo in cui i cittadini esercitano diritto alla cultura. Il museo deve garantire una conservazione e la valorizzazione dei manufatti antichi affinché ne possano godere le generazioni contemporanee e future.
La definizione ufficiale del termine museo è stata formulata dal ICOM INTERNATIONAL COUNCIL MUSEUMS che l'ha inserita nel 1975 nel proprio statuto e nel 1986 nel proprio codice di deontologia professionale: "Un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, aperta al pubblico, le acquisisce, le conserva, le espone ai fini di studio, diletto, educazione".
Collezioni e patrimonio culturale
La collezione è un insieme di oggetti che si costituisce nel tempo, attraverso lasciti, donazioni, acquisti, ricerche sul campo. Poche sono le opere che nascono per il museo e la maggior parte di essere sono state estrapolate dai loro contesti originari, come elementi di arredo, strumenti musicali, reperti archeologici ecc. Il passaggio che poi li ha condotti nel museo non è sempre diretto, ma spesso sono passati per varie collezioni private.
Oggi però per motivi di conservazione e sicurezza si tende a non togliere i beni culturali dal loro contesto di provenienza, se ancora integri ed esistenti. Ma questa pratica venne enormemente adottata in passato, basti pensare ai marmi del Partenone. Ad alimentare questa espoliazione sistematica contribuirono anche le opere prelevate dai paesi colonizzati dagli Stati colonizzatori, agli scavi clandestini e alle opere rubate.
Il recente dibattito sul patrimonio culturale è diviso in due parti, da una parte chi condanna i musei e chi li assolve dall'altra. Il museo oggi è un approdo migliore per certi versi per conservare un'opera ma in altri casi esistono alternative preferibili. Altra accusa che si rivolge costantemente al museo è quello di non essere interamente visitabile e questo perché un museo espone solo una parte delle opere che ha a disposizione, solitamente inferiore al 50%.
Principi e gestione delle collezioni museali
Il motivo per cui non vengono esposte contemporaneamente tutte le opere non è solo auspicabile a motivi di spazio, ma anche per il fatto che sovraffollare le sale renderebbe difficile la lettura da parte dei visitatori, oltre che ogni collezione esposta implica una selezione iniziale. I depositi delle opere però non sono magazzini polverosi, ma sale accessibili agli studiosi in cui le opere vengono conservate e potranno servire per mostre, per sostituire opere concesse in prestito.
Vendere le opere che non sono esposte invece è un'azione quanto mai sbagliata perché ogni opera ha un suo significato, un suo valore, è come eliminare dall'albero genealogico gli antenati poco rappresentativi.
Un museo può essere di tipo generale oppure articolarsi per categorie o temi, essere relativi ad un periodo storico preciso oppure ad una determinata civiltà. Alcune sono regge quelle che ospitano le collezioni, altre case private appartenute a personaggi famosi. Altri musei comprendono anche collezioni immateriali, come usi, costumi e feste. Nei musei di carattere generale rientrano anche quelli di specie viventi, come bioparchi, orto botanici e acquari.
Vi sono poi musei che ospitano immense collezioni, come il British Museum, il Louvre o l'Ermitage di S. Pietroburgo, altri che ospitano minori collezioni ma anche molto famose.
Accrescimento delle collezioni
I principi basilari per accrescere le collezioni sono quattro, due positivi e due negativi:
- Acquisire ciò che riflette un vero interesse culturale.
- Ciò che è coerente con la collezione.
- Non acquisire ciò che il museo non può ospitare, esporre, studiare, conservare.
- Non acquisire ciò che è pertinente ad altri musei.
Il museo dovrebbe sempre proseguire le tematiche scelte nell'allestimento della collezione e ampliarlo coerentemente con essa. Non tutte le collezioni necessitano di essere incrementate, spesso invece quelle collezioni si considerano chiuse oppure è sufficiente reintegrare quei oggetti che un tempo ne facevano parte o erano andati perduti.
Musei storici e antropologici
Di recente sono sorti musei anche di carattere storico-antropologico che nascono con la concezione di dare maggior rilievo a quelle comunità come gli indiani d'America o i nativi australiani in via di estinzioni e già estinti. Anche musei dedicati all'Olocausto.
Evoluzione del concetto di pubblico
L'evoluzione del concetto di pubblico dalla nascita del museo ad oggi può distinguersi in tre fasi:
- Una prima fase il museo era destinato ad élite di intellettuali e studiosi, insomma quelle persone che possiedono un codice necessario per poter decifrare i messaggi trasmessi dalle raccolte.
- Nella seconda fase il pubblico viene inteso come "massa da educare" nell'apprendimento e con una serie di divieti e controlli.
- Nella terza fase il pubblico assume una funzione importantissima. Si estendono gli orari di apertura e si organizza un museo per soddisfare il benessere fisico e mentale del visitatore-utente.
Personale e gestione dei musei
Solo negli ultimi vent'anni però si è giunti a questo livello, sia perché è aumentato l'interesse per i musei e quindi la relativa affluenza di persone, sia perché il museo ha stabilito un diverso rapporto con la società. Inoltre è decaduta anche l'idea del visitatore tipo: ogni persona è diversa per capacità di apprendimento, livello di cultura, estrazione sociale, età e ogni museo deve essere per un utilizzo di tutti.
Il personale di un museo, ovvero coloro che si occupano della collezione e del rapporto col pubblico, è essenziale per il buon funzionamento di esso. Le mansioni del personale del museo sono innumerevoli: la direzione, le responsabilità dei settori, la sicurezza, la conservazione, il restauro, l'ordine e l'allestimento, le procedure di acquisizione di altre opere, il prestito, accoglienza al pubblico, le biblioteche annesse, le riproduzioni fotografiche, gli archivi, le attività amministrative ecc.
Sicurezza e altre mansioni
A queste si sono aggiunte anche di recente: il marketing, la comunicazione, le attività commerciali (librerie, bar, ristoranti), acquisizione dei fondi ecc. Il visitatore ignora quanto lavoro ci sia dietro l'organizzazione di un museo, dato che il contatto diretto del visitatore è con l'accoglienza, la sicurezza e le informazioni.
La sicurezza svolge un ruolo di vitale importanza perché senza il personale di custodia il museo non può aprire. Un altro ruolo fondamentale è quello che in Inghilterra viene chiamato il registrar, termine intraducibile, che indica l'addetto all'iter delle opere all'interno e all'esterno del museo, quindi acquisizione delle opere, l'inventario, la collocazione in sala e nel deposito, imballaggio, trasporto e assicurazione delle opere, ogni spostamento dell'opera.
Segnaletica e sede del museo
Altro lavoro spetta a quelli che si occupano della segnaletica del museo, delle didascalie e dei pannelli esplicativi, del sito Internet e delle pubblicazioni cartacee sulla collezione. Ogni museo ha bisogno della sua sede, che può essere all'aperto o al chiuso. Qualunque sia la sua sede ogni museo deve avere una propria organizzazione urbanistica che implica l'organizzazione e l'allestimento.
Spesso si tratta di musei costruiti ex novo, in altri casi vengono presi edifici e riadattati per ospitare opere museali. In questo caso è necessario tener conto che l'edificio debba essere adatto ad ospitare tale collezione, che ci sia attinenza tra le due cose.
Organizzazione e museologia
L'organizzazione del museo, che è variabile, ha comunque delle costanti. Innanzitutto è necessario distinguere tra "spazi serviti" e "spazi che servono", oppure "aree destinate al pubblico" e "aree del personale". Bisogna riservare un'area destinata alle manovre di carico e scarico delle opere, servite da montacarichi, rampe, in cui ci siano sale ampie che permettano di muoversi in tranquillità, luoghi per la conservazione, per fotografare l'opera, per inventariarla e sottoporla a verifica.
Questi luoghi ovviamente non devono essere raggiungibili dai visitatori, a cui sono destinate altre aree a loro usufrutto. Ovviamente conciliare le due cose ha fatto sì che sorgessero notevoli contrasti tra progettisti e direttori di musei. Le due discipline che si occupano dello studio del museo sono la museografia e la museologia. La museologia si occupa del museo come istituzione: ne definisce la natura, ne narra la storia, formula teorie, ne considera il ruolo sociale, analizza la sua struttura interna. La museografia invece si occupa della sua organizzazione, dell'allestimento degli spazi, della sua struttura architettonica.
In Inghilterra la museologia si è inizialmente orientata nel museo come servizio, fornendo regole al personale, sul funzionamento della struttura. In Francia invece la museologia ha aperto lo studio di nuovi campi d'indagine. La museologia ha avuto quindi diverse evoluzioni e orientamenti, arrivando a collaborare strettamente con altre discipline quali la sociologia, l'estetica e la comunicazione. La museologia è stata fondata dai curatori e direttori dei musei e sta crescendo anche il numero degli studiosi che se ne occupano, soprattutto in ambito universitario perciò non è possibile stabilire un confine tra teoria e pratica perché entrambe influiscono immensamente sulla corretta organizzazione museale.
Gestione dei musei nel mondo
La gestione dei musei varia a seconda dei paesi del mondo. Negli Stati Uniti i musei sono quasi tutti essenzialmente di carattere privato perché le loro collezioni sono frutto di raccolte di magnati o ricchi collezionisti, quindi non sono gestite né a carattere locale né dalle istituzioni federali, tranne la National Gallery di Washington che rappresenta un'eccezione. Il sistema francese e italiano invece è basato sulla gestione dei musei da parte delle istituzioni pubbliche. In particolar modo in Italia già dalla fine dell'800 venne istituito il museo gestito dallo Stato.
Questo era dovuto al fatto che il nostro paese è uno dei maggiori "produttori" di arte nel mondo ed è utile che sia lo stesso Stato ad occuparsi dei propri beni culturali. L'organizzazione dei musei statali è gestita da Soprintendenze articolate in più ambiti. In Germania la gestione dei musei pubblici è affidata ai singoli stati, con eccezione di quelli di Berlino che fanno capo alla fondazione finanziata dal governo federale. Ma si ricorre anche al capitale privato che viene erogato dai singoli cittadini, magnati, imprenditori.
In passato però la crisi che colpì i musei e il loro desiderio di aggiornamento, fece sì che nel 1926 venne istituito a Parigi l'Ufficio internazionale dei Musei. L'ufficio e la sua rivista "Museion" nascono con lo scopo di aggiornare le modalità di esposizione degli oggetti ed è questo il tema che anima nel 1934 una conferenza internazionale sui musei.
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