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Sunto : Metodologie delle scienze sociali, Michele Sapignoli.

Libro consigliato : La valutazione delle politiche pubbliche, A. Lippi

Il ruolo della valutazione nel ciclo di policy making

a. Il problema del controllo sul policy making

La scienza politica definisce il policy making come l'azione di governo, l'esercizio delle Autorità o

l'intervento pubblico. Elementi oggetti di giudizio in tutte le democrazie contemporanee, a tal punto

di essere additate come “società dei controlli”

I mass media alludono alle azioni delle istituzioni in termini prestazionali,elogiando o

stigmatizzando l'azione dei governi basandosi su criteri di valutazione o soddisfazione dei cittadini;

esprimendo il consenso o il dissenso secondi canali aggiuntivi a quelli della rappresentanzan

democratica (il voto) e formulando giudizi addizionali rispetto alle procedure dell'autorità

giudiziaria (magistratura e organi di controllo). Si riscontra sia da parte delle istituzioni sia da parte

dell'opinione pubblica una richiesta di verifica e di rassicurazione sui risultati delle politiche

pubbliche. La propensione all'adozione delle valutazione è cresciuta proporzionalmente con la

manifestazione di alcuni fattori di criticità che contraddistinguono l'azione del governo:

la complessità : alto grado di specializzazione decisionale dei e nei livelli del governo che

• disperde l'autorità in processi diversificati;

la progressiva interdipendenza tra gli interventi, tale che gli effetti di una politica pubblica

• divengano problemi per un'altra;

l'ampiezza degli obiettivi;

• la dilatazione del sistema delle pressioni economiche;

• la contemporanea contrazione delle risorse per finanziare gli interventi

Con il termine governance si indicano queste articolate e disperse arene di produzione delle

politiche pubbliche. Nella governance i processi di decisione sono sempre più contrassegnate da un

alto grado di flessibilità e destrutturazione delle autorità, tale da decretare il policy making un

fenomeno fuori controllo, ovvero che gli ordinari strumenti per comprendere e sovrintendere

l'azione politico-amministrativa non sono più sufficienti a dar conto delle politiche pubbliche.

L'esercizio del potere è così dilatato e disperso che non esiste tra gli addetti ai lavori un punto di

vista comprensivo; tra i suoi scopi vi è restituire capacità cognitiva (ai cittadini e alle istituzioni) sui

processi di decisione e realizzazione degli interventi.

Una sub area di questa disciplina è la policy evaluation : analisi retrospettiva dei processi e dei

risultati, ampliando la capacità cognitiva dei policy maker, il suo scopo è alimentare la conoscenza

dei policy maker attraverso conoscenze prodotte grazie ad una posizione cognitiva ad hoc.

b.Il ruolo della valutazione

La valutazione delle politiche pubbliche è possibile a partire dalle posizioni cognitive, ovvero i

punti di vista da assumere rispetto al policy making.

Si può giungere a giudizi differenti assumendo diverse posizioni cognitive :

Grado zero di valutazione : la prima posizione cognitiva è il senso comune, dove il giudizio

• è dominato dai valori dominanti della società di riferimento: morale, ideologia. E' una

valutazione che non tratta dell'oggetto, ma del soggetto : riferisce i suoi valori. Si tratta di un

giudizio improduttivo per i nostri fini, esprime solo consenso o dissenso.

Le valutazione delle politiche pubbliche 1

Primo grado di valutazione : posizione cognitiva tipica dell'esperto, ossia di chi ha avuto una

• esperienza diretta. Il giudizio che ne deriva è quello di una parte in causa (stakeholder),

valutazioni con fondamento empirico non solo morale. Si tratta di un giudizio partigiano :

esprime considerazioni che risentono della prospettiva di quella parte in causa // punto di

vista fondata su routine cognitive, la valutazione egli stakeholder è interna all'arena del

policy making;

Secondo grado di valutazione : punto di vista esterno rispetto al policy making. Questo

• giudizio viene operato da una posizione cognitiva di estraneità, superiore poiché non è

influenzata dalle parti in causa.

L'esercizio della valutazione è, prima di ogni altra cosa, un ruolo del policy making : quello di

coloro che, da una posizione cognitiva di estraneità supportano l'azione di coloro che partecipano

l'azione di coloro che partecipano all'arena della politica pubblica.

Quindi chi valuta compie un lavoro di sostegno ai policy maker nel:

mediare gli interessi e le posizioni ideologiche

• ancorare gli obiettivi alla concreta realizzabilità degli intervenrti

• assicurare il completamento degli interventi

• misurare i risultati e sollevare nuove indicazioni.

c. Capacità riflessiva

La propensione a valutare l'intervento pubblico è un fatto recente, si tratta di un fatto storicamente

determinato col processo di modernizzazione; nell'epoca moderna il potere ha perso il crisma di

assolutezza delle civiltà anteriori ( si è passato su giudizi basati su valori trascendentali

( Repubblica, Platone) e perviene ad una dimensione immanente, relative alle cose terrene ( Il

Principe, Machiavelli). La dimensione relativa del potere ne mette in luce la fragilità in termini di

riconoscimento collettivo, la determinazione del suo valore diviene un problema da risolvere

secondo dinamiche interne. La soluzione dello stato moderno viene attraverso il ricorso ad una

razionalità superiore alle parti in causa : la legge, la quale specializza il potere in organi,funzioni

stabilendone i criteri di verifica e i controlli di legittimità.

Il controllo di legittimità è una politica che ispeziona la regolarità delle politiche pubbliche rispetto

a decisioni normative. Da questa definizione si comprende come il governo delle politiche

pubbliche sia in crisi, in una condizione di riflessione sui loro scopi e con l'organizzazione per

metterle in atto; si rendono sempre più necessarie operazione di ricognizione dei bisogni, variabili

che possano influenzare l'esito.

La valutazione rappresenta uno strumento di riflessione : sostiene la presa di coscienza del sistema

di relazioni che produce la politica pubblica mediante un intervento esterno che è critico nella

misura con cui incoraggia alla riflessione.

Il controllo di legittimità ( strumento di misura delle politiche pubbliche )consiste nella verifica di

un valore stabilito ex ante che prescinde dal contesto in cui viene applicata una determinata politica,

mentre attinge alle fondamenta giuridiche della comunità politico-istituzionale.

La valutazione è anch'essa una metrica del potere, differente dal controllo di legittimità, poiché

insiste sul merito della prestazione, non sulla forma, come disposto per quest'ultimo.

I fattori d'incertezza nel ciclo di policy making

L'incertezza di realizzare un progetto di politica pubblica è proporzionale ai gradi di complessità e

di rilevanza del programma medesimo, ovvero più ampio è il campo del problema da risolvere,

Le valutazione delle politiche pubbliche 2

minore è la probabilità di trovare una soluzione che soddisfi il problema e non diventi essa stessa un

problema da risolvere – legge delle ampie soluzioni,Wildavsky -

L'obiettivo di ogni politica pubblica è generare un impatto sulla realtà, quindi possiede al suo

interno uno scopo sostenuto su una teoria del cambiamento (“ perché si deve operare un

cambiamento? ) che contiene una strategia su come realizzarlo. Una politica pubblica viene

operazionalizzata in programmi in programmi i quali connettono causalmente gli obiettivi alle

azioni necessarie.

Corso della politica pubblica :

1. definizione dell'agenda - ingresso di un tema nell'arena politica- prima nell'agenda politica:

sollevare all'attenzione una situazione problema e successivamente nell' agenda istituzionale

2. decisione -scelta tra le varie teorie del cambiamento proposte dagli stakeholder ;

3. implementazione.

Fattori di incertezza :

1. razionalità limitata : la decisione è il frutto di una logica di appropriatezza che impedisce il

raggiungere di soglie ottimali tra mezzi e fini;

2. la leadership degli stakeholder che possono far prevalere alternative decisionali partigiane

3. propensione al compromesso

I presupposti teorici e metodologici della valutazione

a. La ricerca valutativa, costruzione del dato valutativo

La ricerca valutativa, tecnica della ricerca sociale, è posta in essere per influenzare l'arena della

policy making. E' possibile definirla come : la determinazione dei risultati attesi da un'attività

imposta per soddisfare gli obiettivi -definizione classica,Suchman- oppure come : un'analisi

sistematica condotta con metodi di ricerca empirica, volta a formulare giudizi sulla definizione e

deliberazione di programmi di politica pubblica -definizione moderna,Chelimsky-.

Queste due definizioni possono essere integrate con una serie di corollari :

1. la valutazione consiste nell'osservazione empirica di fenomeni derivanti dall'applicazione di

un intervento, tecnica di ricerca empirica che si sviluppa in seno alle scienze sociale;

2. la formulazione del giudizio avviene sulla base dell'impiego di criteri definiti;

3. la valutazione consiste in una comparazione di condizioni rispetto alle prestazioni attese;

4. la valutazione è un lavoro rivolto ad uno o più committenti, i quali sono parte integrante del

processo di valutazione.

La valutazione non è un'indagine della realtà orientata alla sua comprensione, ma al confronto tra la

conoscenza ottenuta e una prospettiva di cambiamento antecedentemente specificata. Non è la

generica costruzione di un dato di ricerca, ma la costruzione di un dato comparativo tra

un'intenzione e la realtà. La ricerca valutativa non è un generico studio del cambiamento sociale-

politico, ma lo specifico studio del cambiamento rispetto ad uno stimolo preciso, ciò comporta

un'implicazione circa l'identità di ricerca valutativa. Nella valutazione pubblica il committente non

viene separato dall'attività di ricerca, ma né è parte integrante.

Il contenuto del mandato di valutazione viene definito congiuntamente tra stakeholder e

ricercatore : obiettivo della ricerca e ruolo del ricercatore.

Ciclicità del disegno della ricerca : si presuppone che la ricerca valutativa si sviluppi nell'intervallo

Le valutazione delle politiche pubbliche 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, sociali e internazionali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zugzwang11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia delle scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Sapignoli Michele.

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