La ricerca sociale: le tecniche quantitative
Causalità ed esperimento
Nonostante l'appartenenza stessa del concetto di causa all'idea di scienza, resta uno dei più controversi sul piano operativo; si tratta di uno di quei concetti più esposti al divario tra linguaggio della teoria e quello della scienza che mai potrà essere colmato in maniera soddisfacente. La dottrina aristotelica pose la nozione di causa come fondamento stesso della scienza, mentre Hume, mediante la sua critica settecentesca, espresse l'indimostrabilità del concetto di causa e l'arbitrarietà di ogni previsione; gli sviluppi moderni hanno sostituito il concetto di causa deterministica con i concetti di funzione e probabilità.
Per esprimere il concetto di causa non è sufficiente l'enunciato: Se C, allora E: poiché comporta che la relazione tra causa ed effetto possa valere sia sempre che talvolta; Se C, allora (e soltanto allora) E sempre: questa formulazione esprime alcune caratteristiche del nesso causale: convenzionalità, successione, costanza, unicità. Se C, allora (e soltanto allora) E sempre prodotto da C: presenta l'elemento fondamentale del nesso causale, la produzione - l'effetto oltre che essere accompagnato dalla causa viene da esso generato.
Corroborazione empirica della relazione causale
In una relazione causale si definisce variabile indipendente la causa, mentre l'effetto è la variabile dipendente:
- X → variabile indipendente → causa
- Y → variabile dipendente → effetto
Per poter corroborare empiricamente una relazione causale fra due variabili è necessario analizzare:
- La covariazione – variazione di X → Y - fra variabile dipendente e indipendente;
- La direzione della causalità;
- Il controllo su altre possibili cause.
Se il ricercatore è in grado, mediante la manipolazione della variabile indipendente (X) e al seguito di questa azione si osserva una variazione in Y, non ci sono dubbi che esista una relazione causale la cui direzione è X → Y. Alcune direzioni causali sono da escludersi per impossibilità logica. Ex: classe sociale → orientamento politico.
Controllo delle variabili estranee
È necessario escludere la variazione, simultanee al variare di X, di altre variabili ad esso collegate che potrebbero essere loro stesse la causa del variare della variabile dipendente. Ex: osservazione del tasso di suicidi passando da una regione cattolica ad una protestante → influisce anche la nazionalità. L'osservazione della covariazione non è sufficiente al fine di provare la causalità. Il concetto di causalità appartiene al piano teorico, mentre il concetto di covariazione è parte integrante del piano empirico.
Se è vero che X è causa di Y, dovremmo poter osservare che ad una variazione di X, tenendo costanti tutte le cause di Y, è accompagnato da una variazione di Y.
Per poter tenere sotto controllo le cause di Y si può ricorrere a:
- Logica dell'analisi della covariazione;
- Esperimento.
Analisi della covariazione ed esperimento
È possibile analizzare la covariazione nel suo naturale realizzarsi, ma bisogna tener conto di una possibile relazione spuria, ovvero che la covariazione tra X e Y non derivi da un nesso causale tra di loro, ma dal fatto che sono influenzate da Z. Due vie per risolvere il problema dell'interferenza causale:
- Controllo – trasformazione delle variabili in costanti;
- Depurazione: determinazione per via matematica ed eliminazione delle variabili esterne.
Esperimento
Gli elementi caratterizzanti dell'esperimento sono:
- Manipolazione della variabile indipendente;
- Controllo delle terze variabili.
All'interno dell'ottica dell'esperimento, abbiamo due vie per risolvere il problema dell'interferenza causale:
- Soluzione scientifica;
- Soluzione statistica.
Soluzione scientifica
La soluzione scientifica si basa su due assunti indimostrabili:
- Assunto di invariazione;
- Assunto di equivalenza.
L'assunto di invariazione si fonda sul concetto di stabilità temporale: il valore di Yc può essere sostituito da una rivelazione di Yc relativa ad un momento precedente. L'effetto causale viene prodotto da: t = Yt (u) – Yc (u) sulla stessa unità u ma in diversi tempi.
L'assunto di equivalenza si basa sull'equivalenza di due unità u e v. Yc(u) = Yc(v) || Yt(u) = Yt(v). Mancanza di stabilità temporale di Y(c)! Yc (valore di Y quando X=c) → misura rilevata su una unità (v) Yt (valore di Y quando X=c) → misura rilevata su una unità (u). Esempio di mancanza di stabilità temporale: impossibilità di misurare la produttività di due campi nell'arco del tempo. L'effetto causale viene prodotto da: t = Yt(u) – Yc(v).
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