Prefazione
Ward Goodenough: "Cultura, insomma, è l’insieme di forme assunte da ciò che le persone hanno in mente, i modelli necessari a percepire, correlare, e dunque interpretare le cose". Visione cognitiva della cultura.
Moreno: è quella energia che spinge l’individuo a cercare una risposta adeguata per una nuova situazione o una nuova risposta per una vecchia situazione. L’educazione alla spontaneità può sollecitare lo sviluppo della sensibilità e alla ricettività interpersonale del bambino. Autenticità della relazione tra chi insegna e chi apprende.
Cassano: "Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro, correre è guardare solo la copertina".
La clessidra è un orologio a sabbia che rappresenta l’eterno scorrere del tempo, ma è un simbolo ambivalente, perché esprime anche la possibilità di rovesciamento del tempo (ritorno alle origini).
In Africa la velocità non ha il significato di efficientismo come in occidente e neanche di progresso (religo occidentale). Bilanciamento tra spontaneità e simulazione. Rousseau: "Perdere tempo è guadagnare tempo" (ascoltare, parlare insieme).
Froebel – Valore educativo dello scorrere del tempo e attività del gioco (studiato dalla Montessori e dalle sorelle Agazzi). Il bambino che gioca apprende a vivere instaura un rapporto positivo con gli altri (valori etici, sociali, estetici e culturali). I bambini devono pensare oltre le convenzioni e le regole, e possono farlo attraverso il gioco e l’arte (spazio alla creatività e alla immaginazione).
Creatività, emotività e apprendimento nel rapporto insegnante/alunni
Insegnanti e alunni: prima di tutto la relazione
La scuola, nella nostra società, si modifica a ritmi accelerati e quindi assistiamo a profonde trasformazioni. Arricchimento della pratica professionale – visione meno individualista e più collettiva della professione e nuove funzioni organizzative che emergono. L’insegnante quindi si trova a rivestire un ruolo complesso con tante aree di competenza.
Secondo i costruttivisti e i cognitivisti l’insegnante è un facilitatore, un animatore di contesti di apprendimento, quindi non uno strumento di trasferimento contenuti e basta. La classe è un luogo di esperienze, di vissuti, emozioni per cui deve esserci un confronto dialogico con uno stile socio integrativo, e quindi si instaura una relazione positiva. Partecipazione attiva, corresponsabilità e cooperazione. Connessione profonda tra emotività ed apprendimento (atto di fiducia). L’insegnante deve avere delle conoscenze comunicative profonde, per interazioni efficaci.
Sintonizzarsi significa tener conto che gli alunni non hanno le stesse esigenze, i medesimi bisogni e tempi. La comprensione empatica alunno insegnante quindi è fondamentale (riconoscimento delle emozioni). Competenze relazionali non si limitano alle emozioni ovviamente, perché il rendimento degli attori chiamati in causa è ugualmente importante, come anche agire nel rispetto dei propri ruoli.
L’insegnante attento si chiede della relazione comunicativa e quindi: che clima instaurare in classe, quale stile di conduzione adottare, come valorizzare il gruppo. La relazione ovviamente è asimmetrica, dato che renderla simmetrica snaturerebbe le sue caratteristiche strutturali, quanto la flessibilità della gestione della relazione asimmetrica.
La dimensione educativa del linguaggio
È una forma di condotta comunicativa finalizzata a trasmettere informazioni e a stabilire un rapporto di interazione che utilizza simboli con identico valore. La caratteristica fonetica del linguaggio ha la precedenza su tutti gli altri generi di simbolismo comunicativo (scrittura, gestualità), anche se esso non può essere considerato come semplice articolazione di suoni!
Per Vygotskij è l’intreccio di relazioni è veicolato dal linguaggio e con le regole basilari della lingua si possono acquisire significati nuovi di essa. La lingua è un perfetto sistema simbolico della esperienza ed è caratterizzato da infinite sfumature. Alcune teorie onomatopeiche o interattive si è acquisito consenso.
Spessissimo il parlare non è altro che un atto sociale. Il parlare dunque produce azioni sociali e permette di acquisire cultura attraverso il linguaggio. Grazie alla socializzazione linguistica egli acquisirà la cultura e la lingua della popolazione presso la quale vive. Cultura come comunicazione significa che la cultura per essere vissuta deve essere anche comunicata, condivisa.
Funzioni del linguaggio
Una delle cose che distingue l'uomo dall'animale è il linguaggio come sistemi di simboli e regole. Sistemi di comunicazione degli animali sono il distanziamento, l'arbitrarietà, l'articolazione, la sistematicità, la produttività e la trasmissione di tradizione. Arbitrarietà (nel senso che la disposizione delle parole rende il significato delle stesse).
Significato di una espressione linguistica:
- Il significato di una parola è oggetto della parola – teoria referenzialista del significato.
- Il significato di una parola è l'idea per cui la parola sta, teoria ideazionale. Seconda teoria sostenuta da Locke. Wittgenstein e Frege ritengono un errore affermare che il significato di una espressione linguistica possa consistere nella rappresentazione o nell'idea associata alla espressione. Saussure paragona il gioco degli scacchi alla lingua.
Il pensiero risulta vincolante per l'esposizione linguistica e viceversa mentre l'uso delle parole presuppone due condizioni: parole come esistenti e cose già conosciute. Teoria convenzionalista colloca la giustezza delle parole in un atto di attribuzione.
Tre operazioni:
- Valutare attentamente ciò che si riceve dall'esterno, esattezza espressione e valore contenuto.
- Differenziare un modello del vocabolario utilitaristico e stereotipato da un modello fatto di significati reali e oggettivi.
- Tramite delle varie discipline, il linguaggio è strumentale al comprendere o farsi comprendere. Nel primo caso si fa caso a ciò che si vuole, nel secondo a ciò che si è. Il parlare è sempre una mescolanza di due sistemi configurativi: simbolico ed espressivo.
Originalità e creatività relazionali
Un aspetto fondamentale della relazione è rappresentato dalla originalità e della creatività con le quali ci rivolgiamo ai nostri interlocutori. Natura del genio risalgono alla metà del XIX secolo – essere creativo in termini di dinamiche biologiche o comunque di dinamiche a lui interne. Contributi di Jaspers, Galton e Freud. Rilevanza culturale e psicologica della attività artistica, creatività più tipica. Soggetto normale e sano è una persona creativa (Maslow) ... in una linea antitetica rispetto a Freud. Rapporto sano con ambiente se c’è creatività, rapporto tra creatività ed intelligenza. La creatività permette di rispondere a situazioni problematiche nuove (Einstein e le sue scoperte eccezionali). È un processo di adattamento e reazione all’ambiente circostante.
Prima di tutto bisogna incrementare la consapevolezza delle forti potenzialità (Schank e Farrell) – potenziando il naturale talento che è nei bimbi. Porre loro questioni e risolverle autonomamente (creatività). I bambini sono aperti alla conoscenza non possiamo rispondere con un evasivo “sei piccolo per saperlo”. Torrance è un altro che ha parlato di creatività, dicendo che le conoscenze vanno apprese lentamente, interiorizzate, con periodi di stasi. Davis e Houtman (linguaggio iconico, verbale e musicale) – metodi didattici rivolti alla integrazione delle strategie comunicative con diversissimi codici. Gusto e piacere di esprimersi del bambino recuperando i suoi codici comunicative ed espressive.
Sei specifiche qualità nella attivazione del processo di creatività:
- Processi intellettuali
- Conoscenze
- Stile intellettuale
- Personalità
- Motivazione
- Contesto ambientale
Campi di interesse molto vaste hanno le persone creative. Creatività e autostima scolastica. Rodari ne "La grammatica della fantasia" dice cosa dia la creatività (Jacob e Moreno p.37): "L’uomo teme la spontaneità e la sua incertezza come i suoi antenati temevano il fuoco nella giungla finché non impararono essi stessi a farlo. In maniera analoga continuerà a temere sempre la spontaneità finché non avrà sbrigato a sbrigarla, esercitarla, controllarla".
Dai primi suoni al "far finta"
Esprimersi in modo chiaro ed efficace e ascoltare ciò che gli altri dicono. Il linguaggio ha funzioni neuro-cognitive, senso motorie ed emozionali. Babbling variato che darà luogo ad una varietà di suoni consonantici e vocalici. Accenti e intonazioni in questo periodo (7-10 mesi). Tra uno e due anni compaiono le prime parole come unità e non sequenza di argomenti. Tra 2 e tre anni altre competenze conversazionali come la capacità di richiamare l’attenzione dell'interlocutore.
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Chimica (sunto)
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Sunto di psicologia dello sviluppo cognitivo, prof Turati, libro consigliato Lo sviluppo della mente umana" (Macchi…