1. I Test nella Pratica Psicologica.
1. DEFINIZIONE DI TEST PSICOLOGICO.
Secondo Pedrabissi e Santinello il termine test “evoca prevalemtente l’immagine di materiali cartacei (..) a cui
rispondere” Ma non solo!! il Mondo dei Test è costituito da strumenti di varia natura
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2 Definizioni Classiche:
-‐ Cronbach: “procedura sistematica per osservare il comportamento di una persona e descriverlo con l’aiuto di una
scala numerica o un insieme di categorie”
mette in evidenza che il test:
raccoglie dati sul comportamento in modo sistematico e secondo un focus concettuale
-‐ Anastasi: “ una misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento”
mette in evidenza che il test:
misura oggettivamente: i risultati sono sempre riproducibili (attendibilità)
misura un campione: non potendo rilevare tutto il comportamento
entrambi gli autori mettono in evidenza che:
il test non ci informa sui processi interni al soggetto ma su aspetti osservabili del comportamento
si giungerà all’interiorità formulando inferenze sotto forma di ipotesi che dovranno essere confermate
Infine abbiamo le definizione estensica di Rubini:
“un insieme di stimoli idonei ad attivare in una situazione controllata un campione di comportamento,
espressivo di una variabile teoricamente ed operativamente defnita”
mette in luce un aspetto epistemologico/ qualitativo:
il test attiva una campione di comportamento espressivo di una variabile (di un Costrutto, di una Teoria)
che deve essere ben definita teoricamente ed operativamente
2. LO SVILUPPO STORICO
Tentativi Prescientifici: tecniche di selezione di funzionari pubblici cinesi (2000 a. C.)
(chiamavano a governare chi si rifiutava di governare)
Con il Positivismo Ottocentesco abbiamo il primo Tentativo Scientifico:
Galton (biologo darwiniano, cugino di Darwin) misura della statura, del peso, dell’acutezza visiva, dei tempi di
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reazione, etc
MA manca validità di criterio assenza di collegamenti tra risultati dle test e altre situazioni come il profitto
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scolastico, il successo lavorativo o sociale
Alfred Binet.
1895: articolo Psychologie Individuelle critica dell’approccio di Galton:
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Riassunti di Enrico Serafini
i test di intelligenza devono avere per oggetto processi mentali più complessi
1905: Ministero dell’Istruzione Francese commissiona una nuovo test d’intelligenza
Test d’intelligenza per bambini Binet – Simon
nelle prime 2 revisioni, ad opera dello stesso Binet, viene esteso agl’adulti
e viene introdotto il concetto di Età Mentale
Scala Standford – Binet
1916, Terman alla Standford University: Revisione del test nella quale viene introdotto
il QI = Rapporto Età mentale / Età Cronologica
1937: ampliamento in 2 versioni L e M parallele o equivalenti per ridurre
la Facilitazione che si osserva nella ri -‐ somministrazione del test
1960: Revisione in cui:
-‐ si ritorna ad un test unico (L-‐M) perché con la forma parallela si riscontravano gli stessi effetti di facilitazione
-‐ il QI non viene più determinato in base al Rapporto Età mentale / Età Cronologica
ma in termini di distanza o meglio di Deviazioni Standard del punteggio di un soggetto
dalla media aritmetica dei punteggi del proprio gruppo di età
N.B.
in particolare si è visto che la distribuzione dei punteggi QI tendevano a distribuirsi secondo la Gaussiana
Ma i singoli campioni non si distribuivano mai perfettamente in modo Normale erano Normal – Simili
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dunque un punteggio di una distribuzione non poteva essere confrontato con un altro punteggio proveniente da
un’altra distribuzione in quanto appartenenti a 2 distribuzioni normaloidi differenti,
nelle quali un determinato punteggio corrispondeva a 2 diversi porzioni di area della curva
e quindi risultavano avere 2 significati differenti
Es: un punteggio di 115 che corrisponde ad una porzione della curva di distribuzione pari al 65%
sarà significativamente meno “alto” rispetto ad
un punteggio di 115 che corrisponde ad una porzione della curva di distribuzione pari al 95%
Soluzione: Normalizzare la curva di Distribuzione
per ciascun punteggio grezzo cercare il Rango Percentile corrispondente
ed associare a ciascun percentile un punteggio z normalizzato,
che poi verrà convertito per Trasformazione Lineare in QI
3. CLASSIFICAZIONE DEI TEST
possono essere fatte numerose differenti classificazioni:
-‐ test Individuali (applicati a singoli soggetti) e testi Collettivi (somministrati a gruppi)
-‐ test Carta e Matita e test di Performance (che prevedono utilizzo di altri materiali oltre a quelli cartacei)
-‐ test Verbali ( che chiamano in causa le competenze verbali)
e test Non Verbali ( quando la competenza verbale non è valutabile direttamente)
Riassunti di Enrico Serafini
-‐ Reattivi di Velocità (calcolato il n di risposte esatte entro un determinato tempo)
Reattivi di Potenza (caratterizzato da prove di difficoltà crescente)
ma in particolare si può usare una distinzione che si basa sullo scopo del test:
1. Test Intellettivi.
oltre alle varie versioni del test Binet Scala d’Intelligenza Wechsler – Bellevue
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realizzata da Wechsler nel 1939
è formata da sub test suddivisi in una subscla verbala e una subsclala di performance
esprime un punteggio totale QIT un penteggio verbale &nb
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