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Riassunto esame materia “Analisi del film”, docente Loretta Guerrini, libro consigliato: “Empirismo eretico”, Garzanti, Milano, 1972, pp.171-297 di P.P.Pasolini Appunti scolastici Premium

Sunto da me elaborato della materia “Analisi del film”, docente Loretta Guerrini, libro consigliato: “Empirismo eretico”, Garzanti, Milano, 1972, pp.171-297 di P.P.Pasolini. Le seguenti pagine trattano degli archetipi degli im-segni, della sceneggiatura come struttura che vuole esser altra struttura, del cinema come piano-sequenza e del film come montaggio e presente storico.... Vedi di più

Esame di Analisi del film dal corso del docente Prof. L. Guerrini

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Conosciamo i films ma non conosciamo il cinema (lo conosciamo solo come industria e fenomeno sociale).

Il cinema è la <<lingua scritta della realtà>>. La realtà è il cinema in natura. Bisogna quindi fare la

semiologia della realtà. Il cinema rappresenta la realtà attraverso la realtà. Il cinema è un continuo e infinito

piano-sequenza.

Ma Pasolini sostituisce il piano sequenza con il montaggio. Il cinema ha la linearità analitica di un piano-

sequenza infinito e continuo, mentre i film hanno una linearità sintetica per via del montaggio.

Cinema è arte metonimica, ha natura figurale (per Barthes). Per Pasolini è la realtà che è metonimica.

Il piano-sequenza tipico è una soggettiva. La soggettiva è il massimo limite realistico di ogni tecnica

audiovisiva. La realtà vista ed udita nel suo accadere è sempre al tempo presente. Quindi il cinema

<<riproduce il presente>>. Ma il montaggio moltiplica i presenti e li vanifica. Il narratore trasforma il

presente in passato.

 Quindi il cinema è un infinito piano-sequenza, è la riproduzione del linguaggio della realtà quindi

del presente. Ma quando interviene il montaggio (cioè si passa dal cinema la film) il presente

diventa passato (che però ha sempre i modi del presente, quindi è un “presente storico”).

La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita. Il montaggio opera sul materiale del film

(costituito da piani-sequenza come possibili soggettive infinite), quello che la morte opera sulla vita.

p.246. Il film si potrebbe definire <<parola senza lingua>>. Noi abbiamo un codice della realtà, una

semiologia generale in potenza. Attraverso questo codice comprendiamo i film. Il codice della realtà è

analogo a quello del cinema.

Segni o sintagmi viventi dell’azione di un personaggio:

1) Il linguaggio della presenza fisica

2) “ “ del comportamento linguaggio dell’azione

3) “ “ della lingua scritto-parlata

Il cinema appartiene ai linguaggi figurali e viventi (simbolici ma non segnici).

Essere è naturale? Per Pasolini no. Il piano sequenza è il momento più naturalistico del racconto

cinematografico. Il cinema è accusato di naturalismo; ma la paura di naturalismo è paura della mancanza di

naturalezza dell’essere. L’equivoco è il passare del tempo.

Il cinema è un piano-sequenza infinito che esprime la realtà con la realtà.

Il nostro linguaggio primo e puro è la nostra presenza.

Il tempo rende la realtà naturalistica, quindi il cinema non è più naturalistico, perché mai nei film il suo

tempo è quello della realtà. Il cinema è fondato sull’abolizione del tempo come continuità. È come una vita

dopo la morte. Il montaggio è simile alla scelta che la morte fa degli atti della vita collocandoli fuori dal

tempo. 4

Il cinema dedotto dai vari film non è più un fatto cinematografico: la LANGUE dei film (cioè il cinema) è la

realtà stessa! Il cinema in quanto Langue è la realtà stessa che si rappresenta.

Pasolini dice che non è possibile fare del cinema di poesia lirica esasperando la tecnica del cinema di poesia

narrativa. La res al cinema per Pasolini non è monosemica. Anche nella realtà tutto è potenzialmente

polisemico.

IL NON VERBALE COME ALTRA VERBALITÀ:

I segni delle lingue verbali traducono i segni delle lingue non verbali; anzi i segni delle lingue scritto-parlate

traducono i segni del linguaggio della realtà. Il non verbale è un’altra verbalità: quella del linguaggio della

realtà. Le lingue scritto-parlate sono traduzioni per evocazione; le lingue audio-visive (cinema) sono

traduzioni per riproduzione. Il linguaggio tradotto è sempre il linguaggio non verbale della realtà.

L’immagine e la parola nel cinema sono una cosa sola: un topos. Il cinema è audio-visivo.

Tema “libertà dell’autore e liberazione degli spettatori”:

1) Libertà: libertà di scegliere la morte (ma vivere è un dovere; gli antichi rendono esplicito tale conflitto. La

libertà è un attentato autolesionistico alla conservazione)

2) Autore: con ignoto e inconfessato istinto di morte, anti-conservatore

3) Spettatore: per l’autore è un altro autore; ambedue infrangono l’ordine della conservazione

4) Liberazione: non si potrebbe parlare di ciò perché lo spettatore reale è già libero; si deve parlare di

<<libertà dello spettatore>>, che consiste nel godere della libertà altrui.

Il codice della realtà e il codice del cinema (della langue cinematografica, che non esiste, esistendo solo i

films-paroles) sono lo stesso codice.

TEORIA DELLE GIUNTE:

La doppia articolazione del cinema consiste nel rapporto creativo tra l’ordine delle inquadrature e l’ordine

degli oggetti di cui sono composte. Ciò che conta è il rapporto dell’ordine delle inquadrature con l’ordine

dei cinèmi, e il rapporto dell’ordine delle inquadrature con l’ordine delle inquadrature. Il montatore attacca

le inquadrature una all’altra con delle giunte. Il grafico dei ritmemi comprende inclusioni di entità spazio-

temporali ed esclusioni. Le prime costituiscono il grafico delle inquadrature audio-visive esistenti, le

seconde il grafico delle giunte, ossia del <<non esistente significato>>.

La decifrazione cinematografica ha tre modi: coscienza dell’analogia col codice fisio-psicologico della realtà,

di un codice audio-visivo e di uno spazio-temporale.

Un’azione della realtà immaginata e un’azione della lingua audio-visiva immaginata sono le stesse. 5


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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto da me elaborato della materia “Analisi del film”, docente Loretta Guerrini, libro consigliato: “Empirismo eretico”, Garzanti, Milano, 1972, pp.171-297 di P.P.Pasolini. Le seguenti pagine trattano degli archetipi degli im-segni, della sceneggiatura come struttura che vuole esser altra struttura, del cinema come piano-sequenza e del film come montaggio e presente storico. Saranno affrontati termini specifici come i cinèmi, i remi, gli im-segni, i ritmèmi.. Infine il tema della libertà dell'autore e della liberazione degli spettatori e la teoria delle giunte.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher damsiana-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi del film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Guerrini Loretta.

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