Partecipare a un’esperienza: l’arte e il cinema come performance
Divisione tra arti dello spazio e arti del tempo
Lessing fu artefice della divisione tra arti dello spazio e arti del tempo.
- Arti dello spazio: Arti che rimangono ferme purché affidate a supporti fisico-materiali, ad esempio pittura, scultura e architettura.
- Arti del tempo: Arti non statiche come letteratura, musica e teatro.
Al tempo le arti visive dovevano essere statiche e, nel caso ci fosse la volontà di rappresentare un movimento, esso doveva avere una natura illusoria, come avveniva nella pittura barocca.
Evoluzione delle arti nel tempo
Le arti nel tempo ora sono considerate arti nello spazio: la letteratura, nonostante abbia avuto una lunga storia orale (es. Omero), oggi rientra nella prima categoria, così come la musica, grazie all’annotazione su spartito, e il teatro, che si è assoggettato alla trasposizione letteraria.
Importanza della tecnologia
Secondo Barilli, la tecnologia è il fattore principale della cultura dell’uomo. Essa rappresenta la nostra capacità di avvalerci di strumenti esterni per parlare con precisione, ad esempio la fotografia, tecnologia nata nell’Ottocento (anche se già Leon Battista Alberti parlava di camera a metà ‘400).
Il cinema sonoro e la performance
Il cinema sonoro è nato grazie all’elettromagnetismo e al conseguente sviluppo dell’elettronica. In questo modo, la dimensione spettacolare ha potuto finalmente sganciarsi dal testo letterario. Come aveva preconizzato Wagner, lo spettacolo è divenuto realtà totalizzante, pura performance.
Registrazioni elettroniche e diffusione
Grazie alle registrazioni elettroniche, l’immediatezza degli eventi performativi (es. happening) ha avuto la possibilità di “rimanere”. Nonostante il qui e ora non sia del tutto superato, oggi si tende a far confluire tutto nei video, con una diffusione di scala mondiale.
Distinzione nelle arti
Anche se in molti tendono a ritenere che le arti non siano più differenziabili, Barilli ritiene che sia possibile effettuare ancora una distinzione fondata su un fattore dimensionale, ovvero la lunghezza delle opere (es. cortometraggi e lungometraggi, poema epico e tragedia/commedia). Gli elaborati lunghi presentano un intreccio, mentre quelli corti no.
Percezione ed esperienza estetica
Concezione dell’estetica
La concezione dell’estetica che abbiamo ereditato implica uno schema ideale, che prevede una determinata idea di opera d’arte e di artista; tutto ciò, oggi, è obsoleto. Il gruppo che si raccoglie attorno ala rivista online Aisthesis si interroga riguardo queste problematiche e sul recupero di Wittgestein.
Opera Aperta e la libera interpretazione
Già nel 1962 con Opera Aperta, Eco aveva compreso il sostanziale cambiamento nel mondo artistico, sancendo la fine dell’opera chiusa e dell’atteggiamento rigido. Negli anni sessanta, infatti, venne fatto valere il principio della libera interpretazione.
Problematiche dell'interpretazione
- Fino a che punto siamo liberi?
- Ci sono dei vincoli interpretativi da rispettare?
- A cosa dobbiamo ancorarci per non proporre un’interpretazione fallace?
I vincoli di cui parla Matteucci sono di carattere percettivo. Non possiamo ovviamente fare a meno dell’esperienza in presa diretta dell’opera stessa, con una ricaduta sulla sensorialità. L’estetico ha quindi direttamente a che fare con l’esperienza sensoriale.
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