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Ludoteca e creatività

Il concetto di ludoteca

Il termine ludoteca viene dal latino ludus: gioco e dal greco theca: raccolta. Nel libro però la ludoteca non viene intesa come luogo riservato al solo prestito di giocattoli né come centro di ricreazione per bambini, ma come luogo pedagogicamente strutturato (realizzato su basi scientifiche) e con scopo educativo in cui la vera protagonista è la condizione ludica infantile.

Al suo interno sono presenti sia giocattoli “industriali” (che vengono prodotti in serie dalle industrie che pur tenendo in considerazione l’importanza che il giocattolo ha per lo sviluppo del bambino, non rispondono però sempre ai suoi bisogni) sia giocattoli “creativi” cioè creati dalla fantasia e dalle mani del bambino, che sono considerati di uguale importanza pedagogica e psicologica, sono complementari e offrono entrambi opportunità di divertimento e apprendimento.

La ludoteca deve quindi prendere in considerazione il giocattolo industriale ma deve valorizzare soprattutto quello creativo, attraverso un laboratorio che possiede tutti gli strumenti necessari per realizzarlo. In Italia, al contrario, sono molte le ludoteche che non permettono questo, perché non hanno un laboratorio e hanno scarsità di materiali. In sintesi, quindi, la ludoteca non deve essere solo un luogo in cui si prestano giocattoli industriali ma un luogo per il bambino in cui creare e inventare.

Gli scopi della ludoteca

  • Sociale: il suo compito è quello di permettere a tutti i bambini, al di là della loro condizione economica, di poter usufruire (giocandoci e portandoli anche a casa) gratuitamente di una vasta gamma di giocattoli alcuni dei quali anche costosi e quindi normalmente non accessibili magari a tutti. Quindi la ludoteca in questo senso riesce a colmare le differenze socio-culturali. Inoltre nello stesso tempo restituisce al bambino la scelta dei propri giochi, cosa che di solito viene fatta dall’adulto che decide con cosa può giocare, quando, dove e per quanto tempo.
  • Pedagogico: nella ludoteca viene dato risalto al gioco libero del bambino, che nella società in cui viviamo viene continuamente soffocato e lo sviluppo della creatività inibito.
  • Culturale: altro suo compito è quello di studiare e recuperare i giochi e i giocattoli della tradizione del territorio in cui la ludoteca si trova.

Tutto questo sottolinea ancora di più come la ludoteca è qualcosa di più che un punto di ritrovo per bambini.

I servizi offerti dalla ludoteca

  • Prestito di giocattoli
  • Riparazione e invenzione-costruzione di giocattoli
  • Animazione con o senza giocattoli (attraverso il recupero delle tradizioni ludiche popolari e l’invenzione di nuove attività ludiche)

Inoltre, può essere svolta in ludoteca qualsiasi attività purché sia in chiave ludica. La ludoteca deve permettere poi l’incontro e l’aggregazione di individui di età diverse rapportando le attività alle fasi di evoluzione delle attività ludiche (in cui ci sia l’incontro anche fra bambini con capacità diverse, dai superdotati ai portatori di handicap). Inoltre, deve anche offrire un servizio di consulenza e informazione sul gioco e sul giocattolo (come caratteristiche dei giocattoli, norme di sicurezza, esigenze dell’utente in base all’età, all’eventuale presenza di handicap, ecc.) a tutti coloro che lo richiedono: genitori, bambini, educatori, o persone interessate comunque al tema del gioco.

La ludoteca poi non deve essere una realtà a sé stante ma deve collaborare con le famiglie, la scuola, gli Enti Locali e le Asl diventando così un servizio per tutti e quindi anche per quei bambini che possono vivere situazioni svantaggiate. In particolare, molto importante è che la ludoteca crei un rapporto con la scuola, perché essa può permettere alla scuola di realizzare al suo interno attività didattiche fornendo spazi e materiali adatti per permettere al bambino di imparare giocando.

Storia della ludoteca

Non si sa ancora dove sia nata la prima ludoteca, ciò che è sicuro è che fra gli anni ’60-’70 le ludoteche si sono diffuse in tutta Europa, pur con caratteristiche diverse fra loro. Tra queste possiamo trovare quelle che si occupano attraverso libri e giocattoli della rieducazione dei bambini portatori di handicap (Svezia, Gran Bretagna, Norvegia), quelle che effettuano solo prestito (Francia) e altre che oltre al prestito organizzano laboratori, animazione, film ecc. (Olanda, Belgio, Germania), infine in Germania le ludoteche mobili itineranti che attraverso l’uso del “ludobus” (un mezzo di trasporto di medie o grandi dimensioni come un furgone, un autobus, una roulotte, ecc) portano giocattoli in quelle zone più isolate, deprivate dal punto di vista della qualità della vita infantile.

Il ludobus offre diverse attività ludiche, come animazione teatrale (es. burattini), animazioni ludiche (giochi con acqua, giochi a gare, ecc), animazione grafico-plastico-pittorica (disegni, murales, sculture, ecc), animazione circense (clown, mangiafuoco, trampolieri, ecc), animazione musicale (ballo, ecc) e attività di costruzione (giocattoli e altro), in base al contesto sociale e culturale del territorio in cui va ad operare, e può durare poche ore, un pomeriggio o una o due giornate. Il ludobus nato in Germania si è poi diffuso in molte altre zone compresa l’Italia.

In Italia si cominciò a parlare di ludoteche nel 1977 con l’apertura sperimentale di due ludoteche itineranti: la prima a Bertinoro e l’altra a Terra del Sole (Castrocaro Terme) durante le colonie estive per i figli dei dipendenti dell’Enel di Firenze, da parte del Dipartimento di Scienze dell’Educazione (di Bologna diretto dal professore Frabboni). Furono poi aperte altre due ludoteche e per divulgare l’esperienza fu pubblicato mensilmente il periodico “La Ludoteca”. Segui la nascita di ulteriori ludoteche stabili negli anni ’80 di Como, Ravenna, Bologna, Milano, Carpi, Sezze e Torino ognuna con caratteristiche sue proprie. Oggi ci sono diversi tipi di ludoteche:

  • Pubbliche: gestite dall’Ente locale o da cooperative e associazioni.
  • Private: che si autofinanziano da sole e quindi fanno pagare prezzi troppo alti agli utenti, andando contro quello che è il principio della ludoteca ovvero dare a tutti la possibilità di usare il servizio.
  • All’interno di scuole: che svolgono attività ma a tempo limitato o attività in sostegno alla programmazione didattica.
  • In ospedale: quasi sempre nei reparti di pediatria. Queste permettono ai bambini di distogliere l’attenzione dalla propria malattia, di dargli una continuità con la vita precedente, di reagire e rimanere attivo, sviluppare rapporti con i suoi coetanei e quindi evitare così la solitudine, di liberarsi dalle sue preoccupazioni prima di effettuare l’esperienza a cui andrà incontro come operazioni chirurgiche, ecc.
  • In carcere: per i bambini piccoli in modo da alleviare il loro soggiorno con la madre e per i più grandi che entrano in carcere a trovare i propri parenti o genitori (significativa è stata l’iniziativa del Telefono Azzurro di creazione di ludoteche in diverse carceri come Rebibbia a Roma).

La Ludoteca comunale “Orso Rosso” di Sezze (LT)

La ludoteca “Orso Rosso” è nata a titolo sperimentale nella biblioteca di Sezze nel 1982 per opera della Cooperativa di Ricerca e Assistenza sociale “Luigi Di Rosa”. Essa grazie alle sue numerose attività è riuscita a farsi conoscere in tutta Italia, rendendo più chiara la concezione, in quegli anni molto confusa, di ludoteca. Inoltre i suoi due dipendenti Rosolino Trabona e Umberto De Angelis attraverso la loro esperienza definiscono meglio la professione del ludotecario pubblicando numerosi volumi. Le attività che l’hanno resa modello classico di ludoteca sono: animazione con o senza giocattoli, costruzione di giocattoli, ricerca e ripristino delle tradizioni popolari, giochi all’aria aperta, gemellaggi con altre ludoteche, rapporti con le scuole, inserimento dei bambini svantaggiati e istituzione del “Museo del giocattolo territoriale dei Monti Lepini”.

Creatività e costruzione dei giocattoli

Lo scopo del laboratorio di costruzione dei giocattoli presente in una ludoteca non è quello di insegnare al bambino ad esprimersi, perché questo lo fa fin dalla nascita, ma di insegnargli i metodi e fornirgli gli strumenti attraverso i quali rendere manifesta questa espressione. La ludoteca quindi non deve creare degli artisti ma deve permettere al bambino di esprimere e rendere manifesta la creatività che ha dentro di sé. Nello stesso tempo il bambino prendendo contatto e sperimentando i mezzi tecnici dei vari linguaggi espressivi può individuare quello più adatto alle sue attitudini.

Le caratteristiche che contraddistinguono una persona creativa sono secondo Guilford: la “sensibilità” ai problemi, la “fluidità” nel ricercare soluzioni nuove, la “scioltezza” ossia la disposizione a produrre ipotesi risolutive dei problemi ed elaborare espressioni verbali, scritte, pittoriche, ecc, la “flessibilità” di adattamento a nuove situazioni, “l’originalità”, “l’analisi” cioè la capacità d’individuare i particolari significativi e la “sintesi” cioè la ricerca e l’articolazione di una struttura fra elementi di conoscenza o di esperienza. Affinché però queste caratteristiche crescano e si rinvigoriscano è necessario l’esercizio e la pratica, è pertanto necessario fornire al bambino un luogo adatto e ben strutturato in cui poter fare ciò.

Altri aspetti positivi della costruzione dei giocattoli

  • Permette al bambino di “apprendere attraverso l’attività” (Dewey). Le attività che il bambino svolge in ludoteca come giocare, costruire, ricercare, organizzare, ecc. costituiscono quello che in psicologia viene definito “comportamento epistemico” in quanto permettono di costruire conoscenza, attraverso il pensiero, il porsi domande, l’osservazione, il ragionamento, ecc.
  • Permette lo sviluppo di diversi campi d’intelligenza (teoria di Gardner sulle intelligenze multiple): non esiste una sola intelligenza nell’individuo, la mente umana infatti dimostra di avere in diversi campi differenti potenzialità, quindi c’è l’intelligenza linguistico-verbale, l’intelligenza logico-matematica, l’intelligenza musicale, ecc. perciò questo mette in discussione il fatto che l’intelligenza possa essere misurata attraverso test verbali e che sia giusto come avviene a scuola sviluppare nel bambino solo alcune intelligenze, trascurando le altre come disegnare, recitare, inventare, ecc. È importante invece che ogni individuo abbia la possibilità di distinguersi in un’area specifica della propria esistenza.
  • Dà un valido contributo allo sviluppo dell’empatia: educa infatti il bambino all’ascolto, alla cooperazione, all’autoconsapevolezza, all’autocontrollo (rifacendosi al concetto di Intelligenza emotiva dello psicologo Goleman, secondo il quale è importante insegnare ai bambini le capacità interpersonali ovvero di guidare e regolare le proprie emozioni e comprendere quelle degli altri per poter creare un rapporto più sereno e produttivo con le altre persone).
  • Permette lo sviluppo della personalità (Lowenfeld).

Le caratteristiche della ludoteca

Una ludoteca per definirsi tale (una ludoteca autentica) deve assicurare le seguenti condizioni:

  • Il gioco libero (la spontaneità): la ludoteca deve rispettare un principio di base cioè “il principio alla spontaneità” perché il gioco per essere tale deve essere libero, cioè il bambino deve poter decidere quando giocare, con cosa e per quanto tempo. Come ci dicono Huizinga e Caillois il gioco ha anche altre caratteristiche come il fatto che il gioco non ha un fine, nel senso che il bambino gioca solo per il piacere di farlo, è un’attività improduttiva, ha in sé delle regole, e inoltre è una situazione protetta in cui il bambino non corre rischi. Qualunque azione allora diventa gioco purché il suo agire sia libero, non forzato e neppure comandato. Il principio pedagogico della spontaneità, affermato per la prima volta da Rousseau, ha trovato pratica e sistematica applicazione nelle così dette “scuole nuove” (tutte insieme costituiscono il cosiddetto movimento della “scuola attiva” da parte di pedagogisti quali Dewey, Montessori, le sorelle Agazzi, Lombardo-Radice, ecc. i quali sono concordi nell’affermare che non vi è educazione se questa non consiste nel promuovere l’attività spontanea del bambino). L’attività spontanea per essere tale deve rispettare i “bisogni” e gli “interessi” del soggetto. Nella ludoteca si dovrà perciò lasciare al bambino la maggiore libertà possibile, evitando le imposizioni (o indicazioni di attività da svolgere), perché è soltanto in condizioni educative favorevoli che la spontaneità avrà i suoi effetti. Tuttavia spontaneità non è sinonimo di disordine o improvvisazione, ma ha un alto valore educativo: lasciandolo libero di agire il bambino impara ad essere indipendente e autonomo. Inoltre lasciare libero il bambino non significa non intervenire se necessario ma significa non negare la possibilità di gioco, e non significa neanche non aiutarlo, in quanto il bambino vuole essere indipendente ma non riesce a fare tutto da solo e ha bisogno di essere incoraggiato, stimolato, guidato.
  • Un ludotecario (qualificato e preparato)
  • Un ambiente pedagogico o educativo: l’ambiente della ludoteca deve essere stimolante ed educativo per il bambino sia per quanto riguarda l’ambiente umano (adulti, coetanei, ecc.) che per quanto riguarda l’ambiente nel senso stretto del termine (struttura, giocattoli, materiali, ecc.), che deve essere a misura di bambino, progettato tenendo conto dei suoi bisogni e del suo sviluppo e ricco di stimolanti. Inoltre deve essere anche un ambiente che è attento ai cambiamenti e che sa mutare, visto che i bambini hanno tempi e modi di operare in continua evoluzione. Inoltre deve risultare familiare al bambino e non deve contenere materiali artificiosi ma semplici e naturali o comunque della vita di tutti i giorni (deve quindi basarsi su materiali “poveri”).
  • Inoltre deve essere un ambiente con tutti gli elementi essenziali per garantire il gioco che sono:
    • Lo spazio (per il gioco)
    • Un laboratorio
    • I giocattoli
    • I libri
    • I materiali e le attrezzature
    • I compagni (di gioco)
    • Il tempo (per il gioco)

Lo spazio

Per quanto riguarda il gioco esso deve essere strutturato in questo modo: tutta la struttura e l’arredamento devono essere scelti accuratamente, per far in modo che siano utilizzabili dal bambino. Di solito lo spazio riservato al gioco comprende due aree: una sala gioco interna e un’area esterna (l’area giardino). Nella sala gioco ci devono essere degli scaffali in cui sono ben disposti i giochi suddivisi per fascia d’età o in base alle loro caratteristiche e funzioni, comunque devono essere ben visibili e facili da prendere (per il bambino). Inoltre la sala gioco deve essere suddivisa in due ulteriori aree: la prima zona è riservata ai giochi da tavolo e ai giochi da provare per prenderli eventualmente in prestito, attrezzata con tavoli e sedie (che devono essere disposti in gruppi di tre-quattro per favorire il gioco in gruppo, sia le sedie che i tavoli devono avere gli spigoli arrotondati e devono essere sì robusti ma non troppo pesanti per permettere ai bambini di spostarli facilmente. Importante è poi che le pareti e le porte siano decorate con pitture e disegni per rendere l’ambiente più accogliente e caldo), la seconda area invece più grande deve essere riservata ai giochi di movimento, di gruppo, di animazione, ecc.

Per quanto riguarda invece l’area esterna (giardino) in questa si svolgono i giochi all’aria aperta, di movimento. È importante che si stimolino infatti giochi anche al di fuori dell’area interna della ludoteca. Qui devono essere posti oltre elementi naturali per il gioco come una roccia per le arrampicate, una vasca per i più piccoli con un rubinetto con acqua corrente, l’angolo della sabbia, ecc. anche attrezzature presenti nei comuni parchi gioco pubblici come altalene, scivoli, ecc.

I giocattoli

Come già detto i giocattoli che possono essere presenti in ludoteca sono sia giocattoli industriali che creativi cioè costruiti dai bambini stessi, ed hanno uguale parità nel favorire lo sviluppo. Quelli industriali vanno però accuratamente scelti in base all’età e ai bisogni del bambino. Si potranno usare i seguenti giocattoli:

  • Monopattini, corde per saltare, biciclette, palle, altalene, skate board, ecc.: che soddisfano il bisogno di movimento.
  • Meccano, costruzioni di plastica o legno, valigia del falegname, ecc.: per il suo bisogno di costruzione, di far da sé.
  • Casette, cucine, soldatini, bambole, orsacchiotti, missili spaziali, macchine, camioncini, animali preistorici, trenini, ecc.: per il suo bisogno di fantasia, di immaginare, far finta di essere qualcun altro.
  • Microscopio, cannocchiale, laboratorio di chimica, ecc.: per il bisogno di rispondere ai suoi perché, di trovare il significato delle cose.
  • Risiko, carte, domino, scarabeo, gioco dell’oca, ecc.: per favorire la socializzazione e soddisfare il suo bisogno di stare con gli altri.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ludoteconomia e programmazione delle attività e tecniche educative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof De Angelis Umberto.
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