Il Museo del giocattolo di Sezze
La ricerca delle tradizioni ludiche e la nascita del museo
La conoscenza da parte dei bambini degli usi, dei costumi, del dialetto e in particolare dei giochi popolari della propria comunità è molto importante perché gli permette di acquisire proprie radici storiche e culturali. Inoltre, consente di capire l’evoluzione della scienza e della tecnica, di sviluppare capacità critiche di pensiero, acquisire originali capacità e competenze, e favorisce inoltre la socializzazione tra le diverse generazioni.
La struttura che si deve occupare di ricercare e trasmettere ai bambini queste conoscenze sui giochi di una volta è la ludoteca. È sulla base di tutto ciò che è nato (istituito nel 1993), da una ricerca iniziata nel 1983 dagli animatori della Ludoteca “Orso Rosso” di Sezze (istituita dalla Cooperativa “Luigi Di Rossa”), il Museo dei Giocattoli Territoriali dei Monti Lepini.
Infatti, il Consorzio delle Biblioteche dei Monti Lepini, con l’obiettivo di voler studiare il nesso fra gioco e cultura, diede inizio a una ricerca dei giocattoli territoriali del passato di vari paesi dei Monti Lepini, dando l’incarico ai ludotecari. Pertanto attraverso il coinvolgimento anche delle scuole medie, dei centri sociali e dei centri di ritrovo degli anziani è stato possibile recuperare una grande quantità di materiale. Molto importante in particolare è stato il contributo degli anziani nella ricostruzione dei vari giocattoli. È stato così creato il Museo, grazie anche alla Regione Lazio che ha finanziato l’acquisto degli arredi, di un computer, della stampa di un depliant e dello stesso catalogo (Il Museo del Giocattolo di Sezze).
Il museo oggi
Il Museo oggi, collegato alla Ludoteca, contiene circa 400 giocattoli della tradizione popolare, costruiti con materiale povero come foglie, sassi, canne, rami, ossa di animali, bottoni, barattoli, tappi, ecc. Si visita su prenotazione ed è meta privilegiata di scuole (dalle elementari all’università). Una proposta originale del museo è quella della “visita-animazione” che consiste nel fatto che vengono presentati ai bambini i giocattoli, raccontandone la loro origine, indicandone il nome in dialetto, spiegandone l’uso e permettendone l’uso da parte di bambini stessi, con lo scopo di evitare la noia che di solito un museo può provocare nei bambini, così che all’uscita dal museo ogni bambino avrà giocato almeno con un giocattolo.
Accanto al Museo è presente poi un laboratorio nel quale si propone e si insegna la costruzione dei giocattoli di una volta con le tecniche antiche di realizzazione. Anche in questo caso è necessaria la prenotazione per piccoli gruppi, il lavoro di svolge in due-tre ore mattutine e dopo che il bambino ha costruito il suo giocattolo ha anche la possibilità di portarlo con sé a casa.
All’interno della collezione poi sono presenti anche i cosiddetti “giocattoli effimeri” cioè quei giocattoli costruiti con materiale fragile come foglie, fiori, erba, ecc. che duravano pochissimo e questi sono stati ricostruiti e poi fotografati così che si possono vedere ora in diapositive. Per finire durante l’estate, la primavera e l’autunno si organizzano anche escursioni per ragazzi, in modo che possono andare di persona a ricercare il materiale utile per la costruzione dei giocattoli, saper riconoscerli, sapere quali sono le tecniche e conoscere nello stesso tempo anche i luoghi.
Il catalogo del museo
Il catalogo è stato suddiviso in diverse sezioni, ognuna delle quali riporta determinati giocattoli. Le sezioni sono:
- Giocattoli di società
- Affettivi e d’imitazione
- Di caccia e guerra
- Musicali
- Mobili e da trasporto
- Effimeri
Giocattoli di società
- Il bilboquet (in dialetto “I’Passatempo”): gioco diffusosi in Francia a partire dal 1500 e fu definito giocattolo nobile perché divenne uno dei divertimenti preferiti dai re e dai cortigiani. Ne esistono di due tipi: quello con l’asta, un filo legato a questa e un cerchio (tutto in legno) e quello con una coppetta, un filo e una pallina (anche questo tutto in legno) e in entrambi i casi il gioco consiste nel riuscire a far entrare il cerchio nell’asta o la pallina nella coppetta.
- L’elica volante (in dialetto “La Girella”): è un giocattolo molto antico, inizialmente veniva costruito con vari materiali come legno leggero, rocchetti di cotone, cartone, ecc. poi più tardi fu costruito in metallo. Per far volare l’elica si deve impugnare il manico dell’asse con una mano e con l’altra spingere verso l’alto il tubicino. In questo modo l’elica roteando sarà espulsa dall’asse e volerà.
- La lippa (in dialetto “lippa e zaccono”): è un gioco molto antico ed è stato sempre prettamente maschile. È costituito da due aste sottili in legno, e il gioco consiste nel far volare in aria quella più piccola, la lippa, e colpirla con l’altra, lo zaccono, per mandarla lontano. I ragazzi divisi in gruppi cercheranno di prendere la lippa al volo.
- Il volano nocino o mulinello (in dialetto “I’Mulino”): anche questo è un gioco molto antico. Arrotolando l’asse centrale il cordoncino si attorciglierà, a questo punto tirando e mollando lo spago.
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