Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

potevano costruirli prendendo ad esempio un osso di albicocca e forandolo,

poggiando le labbra e soffiando si produceva il suono.

I mitra (in dialetto “I’Mitra”): venivano realizzati assemblando diversi pezzi di legno

- intagliati, e si poteva aggiungere anche una cinghia per tenerlo sulle spalle

Il Fucile ad aria compressa L’acchiappa serpenti

Giocattoli musicali:

La chitarra di meliga (in dialetto “La chitara di meglica”): è un giocattolo che è stato

- ritrovato solo a Sezze, quindi è uno dei più originali del territorio, prettamente

femminile ed è costruito con una decina di canne della famiglia delle meliacee.

La chitarra con i fili del freno di bicicletta (in dialetto “La chitara co’ gli fili di

- bicicletta”): essa fu inventata da un personaggio molto noto a Sezze, un uomo che

non avendo la possibilità di acquistare una chitarra vera se ne costruì una appunto

con i fili dei freni della bicicletta e pur non avendo fatto studi musicali divenne così

bravo che veniva chiamato a suonare per i matrimoni, le feste o le serenate.

Il clarinetto (in dialetto “I’Clarinetto”): creato sempre con la canna

- Lo zuccofono (in dialetto “La tromba di coccio”): è come il clarinetto ma produce un

- suono più cupo e per realizzarlo in questo caso si usa una zucca

Il fischietto (in dialetto “I’Fischietto”): è uno strumento antichissimo usato soprattutto

- per segnalare e richiamare. Può essere realizzato con la canna oppure in metallo.

Il flauto (in dialetto “I’Cifolo”): è uno degli strumenti più antichi ed è uno dei più

- diffusi in tutto il mondo, ha origine pastorale e lo ritroviamo in diversi riti che

simboleggiano la rinascita. Viene realizzato con le canne e ne esistono di diversi tipi

: quello che si suona verticalmente e c’è una sola canna oppure quello che si suona

soffiando nelle varie canne poste l’una vicino all’altra.

L’usignolo (in dialetto “I’Fischietto a acqua”): fa parte della famiglia dei richiami per

- gli uccelli e infatti serviva per produrre il suono dell’usignolo e richiamare così

l’animale. Viene detto fischietto ad acqua perché viene usata una canna sottile in

cui si soffia che è incastrata in una più grande che viene riempita d’acqua, ed è

proprio l’acqua che con il suo gorgoglio produce il verso dell’usignolo.

Il corno (in dialetto “I’Corno”): esso veniva ricavato dalle corna di animali, da

- conchiglie o tubi vegetali ed era un oggetto principalmente di richiamo, in ogni caso

si realizza sempre tagliando la parte chiusa.

Il tamburo a frizione (in dialetto “I’Cudicù”): si poteva realizzare con zucche secche

- o barattoli o anche pentole di terracotta, che venivano riempiti per tre quarti

d’acqua, dal lato aperto si poneva fissandola una membrana e nel centro si faceva

un foro dove si inseriva una canna. Bagnando la membrana e la canna e facendo

scorrere la mano bagnata sulla canna il suono prodotto dalla vibrazione della

membrana veniva amplificato dal recipiente.

Il Kazoo (in dialetto “I’Trombono”): si costruiva prendendo una canna sulla quale si

- faceva un foro e una delle estremità veniiva chiusa con una membrana fissata con

dell’elastico. Ponendo in orizzontale lo strumento e poggiando le labbra sul foro si

parlava (non si soffiava) e appunto in questo modo si suonava

Tabella e raganella (in dialetto “La Tavella ‘gli venerdì santo e la raganella”): erano

- degli strumenti che si usavano a Sezze il venerdì santo per richiamare i fedeli alle

funzioni religiose in chiesa (in sostituzione delle campane che veniva chiuse e rese

mute in segno di lutto per la morte di Gesù) e poiché appunto molto rumorosi

divennero gli strumenti di gioco preferita dai bambini. La tavella si suona muovendo

il polso in senso orario e provocando così il battito della maniglia sulla tavola, la

raganella invece afferrando il manico e facendola roteare.

Lo Zuccofono Il Clarinetto

L’Usignolo

Tabella e Raganella

Giocattoli mobili e da trasporto:

La barchetta a vela, la barchetta a elastico e la barchetta a vapore (in dialetto

- “Barchetta a vela, co’gli ‘lastico e a vaporo”): le barchette si potevano costruire con

molti materiali come legno, carta,sughero,ecc ed è interessante notare il fatto che i

ragazzi per poterle far galleggiare e muovere dovevano per forza conoscere

determinate leggi scientifiche. Quella che aveva un vero e proprio motore era la

barchetta a vapore che appunto aveva un recipiente di latta chiuso al quale era

inserito un tubicino che terminava nell’acqua, il recipiente era riempito fino a metà

d’acqua e sotto aveva una candela che appunto produceva in questo modo vapore

e faceva muovere la barchetta.

La macchina da corsa (in dialetto “La machinetta da corsa”): si costruiva con un

- manico di scopa in legno (per la carrozzeria e le ruote) e i bambini giocavano

organizzando delle vere e proprie gare

Il Trattore (in dialetto “I’Trattoro”): anche questo veniva realizzato in legno e il

- motore si faceva con un barattolo, i bambini nel costruirlo davano libero sfogo alla

propria fantasia e giocavano imitando i lavori di campo che faceva il trattore

Il carrettino di bulbo di ciclamino selvatico e carrettino di legno (in dialetto “Caretto

- di scocciapignata e di tavola”: era un semplice carrettino che aveva per ruote i bulbi

del ciclamino selvatico che erano molto resistenti, il piano veniva realizzato con una

tavoletta di legno oppure con una serie di canne legate; i bambini ci giocavano

trasportando sassi, pupazzetti, barattoli,ecc.

La macchina con i cuscinetti a sfera (in dialetto “La carozza co’ gli cuscinecchi a

- sfera”): era l’imitazione delle prime automobili, si realizzava appunto usando i

cuscinetti a sfera (per le ruote) e una tavola robusta rettangolare a cui si univa uno

spago per ottenere il manubrio e i ragazzi giocavano salendo appunto sopra e

facendo le corse in discesa.

Il carro armato (in dialetto “I’Carrarmato”): si costruiva con un rocchetto di cotone

- che veniva intagliato creando ai lati dei denti (per i cingoli), al suo interno si infilava

un elastico, che da un lato veniva unito al rocchetto con un chiodino e dall’altro un

pezzetto di sapone o di cera forato che si bloccava con un altro pezzetto di legno.

Avvolgendo il bastoncino, l’elastico si caricava di energia e lasciato libero e posto a

terra faceva muovere e camminare il carro armato.

L’automobile o motocicletta (in dialetto “Le Carozzelle”): consistevano

- essenzialmente in un bastone che poteva terminare con un manubrio di filo di ferro

(per l’automobile) oppure anche senza (per la motocicletta) e in una o due ruote

applicate all’altra estremità.

Il Cavalluccio a bastone (in dialetto “I’Cavagliuccio co’ la cauza”): si realizzava con

- un bastone a cui veniva infilato a una delle estremità un calzino pieno di stoffa o

altro. L’automobile o motocicletta

Il carrettino di bulbo di

ciclamino selvatico e carrettino di legno


ACQUISTATO

9 volte

PAGINE

18

PESO

2.21 MB

AUTORE

maxedeb

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ludoteconomia e programmazione delle attività e tecniche educative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof De Angelis Umberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Ludoteconomia e programmazione delle attività e tecniche educative

Riassunto esame Ludoteconomia, prof. De Angelis, libro consigliato Homo Ludens, Huizinga
Appunto
Riassunto esame Ludoteconomia, prof. De Angelis, libro consigliato Ludoteca e creatività, De Angelis
Appunto
Riassunto esame Ludoteconomia, prof. De Angelis, libro consigliato Il gioco come tecnica pedagogica di animazione, Romano
Appunto
Linguaggio
Dispensa