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La comunicazione al tempo di internet

Nell’ultimo decennio del 1900, Internet è diventato il mezzo più importante sia per l’accesso a ogni tipo di informazione sia per la trasmissione delle comunicazioni giornaliere. Due film americani testimoniano questo evento. Il primo è “Tomorrow Never Dies” in cui il protagonista è Elliot Carter, che può essere definito come il malvivente creato dal nuovo mondo di internet, che controllava il mondo tramite la manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa. Il secondo è “The Matrix”.

Il significato della parola “Matrix” è significativo perché Matrix significa matrice, in origine utero e quindi anche madre. Allo stesso tempo, in tempi moderni, la parola indica, nel suo senso matematico, il termine tecnico che descrive gli schemi digitali. Il film ci dice che oggi gli esseri umani nascono due volte, una volta attraverso l’utero della madre e l’altra mediante l’utero della matrice digitale.

Ovviamente l’avvento di internet ha portato a reazioni d’allarme sociali, accademiche e intellettuali. Si vive in un mondo vero o simulato? Ciò che è certo è che esiste un nesso stretto tra le nuove tecnologie della comunicazione e l’evoluzione culturale perché con la tecnologia cerchiamo di estendere le capacità del corpo e della mente. Questa è una vera e propria evoluzione umana.

Le tecnologie della parola

Nei suoi scritti, il comunicologo canadese McLuhan anticipava come qualsiasi innovazione tecnologica avrebbe avuto un grande impatto non solo nella comunicazione stessa ma anche sull’evoluzione delle forme del vivere sociale, trasformando la nostra capacità di percepire la realtà. La tecnologia rappresenta un’estensione delle capacità fisiche, sensorie e cognitive. Quindi si cresce non più secondo leggi biologiche ma secondo le nostre capacità dovute alla tecnologia. Tale fenomeno viene chiamato oggi “autopoiesis”.

Nell’era di internet, l’ipotesi di McLuhan si verifica ovunque nella pubblicità, nelle comunicazioni di massa. Negli SMS, per esempio, è testimoniato dall’uso di forme compatte come abbreviazioni e acronimi, un fenomeno sociolinguistico che preoccupa molti. Ciò ha dato vita a un dibattito intellettuale che in Italia può essere paragonato a quello che era emerso nel passato su quale lingua (dialetto) italiana si doveva imitare tra le molte lingue regionali. Oggi la questione riguarda quali trends online stanno diventando parte della competenza linguistica. Questo allarmismo, se tale può essere definito, riguarda i fenomeni di riduzione delle forme linguistiche quali l’abbreviazione, uso diffuso di acronimi e uso di vari simboli al posto di intere espressioni. Ciò riflette l’intenzione di comunicare in modo rapido e di ottenere il massimo vantaggio comunicativo-interattivo con il minimo dispendio di energie fisiche, con quindi il principio del minimo sforzo. Questo principio spiega anche il motivo per cui le lingue del mondo sono in continua evoluzione.

Comunicazione

Dal latino “communis”, mettere in comune, condividere, partecipare, implica qualsiasi tipo di scambio di informazione. Può essere verbale o non-verbale (gesti, immagini, oggetti, espressioni della faccia e così via) e possono essere spesso complementari. Questo sistema si manifesta regolarmente nell’uso dell’inconscio e spontaneo di azioni non verbali come il tono della voce, l’espressione del volto, il gesto delle mani, la postura del corpo e tali segni rafforzano il contenuto semantico e concettuale del messaggio.

La comunicazione è una condizione essenziale della vita e viene usata per trasmettere segnali per comunicare il bisogno di nutrirsi, riprodursi e difendere il proprio territorio. Ma serve anche a trasmettere idee, pensieri, emozioni e perciò a modificare la propria vita e il proprio ambiente, come anche poter esaminare il mondo e se stessi. Anche il silenzio è comunicazione, come anche il non prestare attenzione agli altri, la meditazione, l’assenza di volontà di comunicare ecc. In poche parole, la non-comunicazione è impossibile dato che anche il silenzio comunica qualcosa.

La comunicazione può essere definitiva così entropica, ogni comportamento comunicativo è regolativo e opera su elementi interattivi ed espressivi per ottenerne un miglior rendimento funzionale. L’entropia viene definita in semiotica invece come la tendenza inconscia a instaurare stabilità in una situazione di comunicazione e quindi la tendenza a utilizzare il canale comunicativo in modo efficiente. La gestualità sembrerebbe collegata a un’attività entropica del pensiero per cui quando un soggetto parla, parla con tutto il suo corpo.

La comunicazione orale è di breve durata e fu solo nel ventesimo secolo con l’introduzione di tecnologie come la radiofonia e la telefonia che la comunicazione orale a distanza ebbe luogo. Prima di ciò, affinché la comunicazione potesse raggiungere più soggetti si utilizzavano vari strumenti che facevano parte dell’“era tecnologica della comunicazione” come i vasi. Con l’emergere dei mass-media, è stato possibile divulgare informazioni a un ampio numero di fruitori in tempi assai rapidi.

Diffondere e conservare informazione implica tempo e impegno di energie, perciò sono emerse diverse efficienti “tecnologie della parola”, come l’alfabeto, un sistema segnico che permette di ridurre lo spazio occupato dalla scrittura pittografica. Sin dalla preistoria si è cercato di comunicare e di ridurre le distanze tra gli individui nella comunicazione, nell’età Paleolitica si usavano figure visive nelle grotte che mostravano una grande voglia di conoscere il mondo: i contenuti di queste immagini visive andavano dalla morte ai riti, quindi scene di vita quotidiana. È con l’emergere dell’Uomo di Cro-Magnon che si ha evidenza di un linguaggio articolato ed è a questo punto nell’evoluzione umana che la parola orale comincia a dominare sulle forme pittografiche. Quindi la scrittura pittografica è stata il primo medium della comunicazione tramite scrittura, il secondo è stato l’alfabeto mentre il terzo le tecnologie mass mediatiche.

Comunicazione di massa

Il termine “comunicazione di massa” fu coniato negli anni ’30 e si riferisce ai processi di comunicazione basati sull’uso di strumenti mediatici quali giornale, radio, cinema che interessano competenze tecnologiche. I primi studi sui mass media documentarono che questi erano particolarmente efficaci per promuovere la comunicazione di tipo persuasivo mentre con l’avvento di internet la situazione si è ribaltata: le nuove tecnologie permettono di comunicare estesamente e di interagire direttamente con gli operatori dei canali dei mass media. Prima di Internet, la comunicazione mediatica era di tipo piramidale, cioè non-interattiva, dipendente da un vertice decisionale ristretto e riservato a un numero finito di soggetti comunicanti, adesso invece è di tipo orizzontale perché è possibile il coinvolgimento di un numero infinito di soggetti comunicanti.

I primi studi sulla comunicazione di massa risalgono al tardo Seicento. Ma fu nell’Ottocento, periodo in cui emersero la linguistica e la psicologia, che la comunicazione non fu considerata solo una condizione innata ma anche un aspetto fondamentale della cognizione e della cultura umane. Nel Novecento, quando l’industrializzazione permise l’invenzione di nuove tecnologie per ampliare la comunicazione verbale, il problema degli effetti di tali tecnologie divenne argomento centrale delle nuove scienze che iniziarono a studiare quali effetti avessero le forme di comunicazione di massa su individui e gruppi. In particolare, gli esponenti della Scuola di Francoforte lanciarono attacchi contro le culture moderne costituite da sistemi di comunicazione di massa, sostenendo che i contenuti artistici di tali culture appiattavano i valori etici perché avevano come pubblico un pubblico massificato. Questi orientamenti possono essere definiti socio-critici perché si occupano in modo particolare di studiare gli effetti che la comunicazione di massa ha su un pubblico passivo-ricevente. Ma ciò che è importante è capire come l’invenzione di queste nuove tecnologie della parola abbiano come effetto l’estensione delle capacità del corpo e della mente.

Secondo l’ingegnere Shannon, la comunicazione è un sistema chiuso dove il passaggio di informazioni tra emittente (Sender) e destinatario (Receiver) deve superare varie interferenze chiamate Noise che potrebbero intaccare il canale di trasmissione utilizzato e quindi compromettere il messaggio (Message). Quindi la forza comunicativa di un messaggio è correlata inversamente alla sua probabilità di occorrenza. Nella comunicazione verbale questo modello permette di capire perché gran parte del discorso è scontato e prevedibile avendo semplicemente funzioni fatiche e perciò di capire come alcune forme del discorso come quelle poetiche siano efficaci in quanto hanno una probabilità bassa di occorrenza nella comunicazione di routine.

Insieme a questo modello emerse quello cibernetico sviluppato da Norbert Wiener. La cibernetica si occupa della progettazione di sistemi artificiali automatici e del controllo delle gerarchie all’interno di situazioni che si evolvono nel tempo. La cibernetica sottolinea che nel passaggio di informazione non basta considerare il trasferimento del messaggio dal mittente al destinatario ma anche come l’informazione viene trasmessa, in direzione opposta, compreso l’effetto che essa ha su quest’ultimo. Secondo Wiener, la comunicazione umana viene considerata parte di sistemi meta comunicativi, i quali includono non solo la comunicazione umana ma anche di altre specie e anche di sistemi meccanici.

Il concetto di informazione trasmessa in direzione opposta si chiama feedback. Oggi l’istantaneità delle comunicazioni elettriche garantisce un feedback immediato. Nei mass media elettronici piramidali, quali la radio e la televisione, il feedback tardivo-critico prendeva la forma dei cosiddetti ratings, o sondaggi statistici di gradimento. Tale feedback era interattivo ma con distacco del tempo. La comunicazione era “da uno a molti”, ossia da una singola fonte o agenzia comunicativa a una vasta platea di riceventi che a sua volta poteva recepire o rifiutare il messaggio. Con l’avvento di internet e con la comunicazione di massa, si ha il passaggio da “da uno a molti” a “da molti ad uno” o “da molti a molti”. Infatti le tecnologie moderne implicano una interdipendenza tra emittente e destinatario nella comunicazione. Questo significa, che nell’era pre-Internet lo spettatore di un programma televisivo disponeva soltanto di un prodotto finito senza nessun accesso alla fonte che lo aveva creato; oggi l’utente di un canale Web può gestire a proprio piacimento la visione di un programma grazie alla disponibilità di varie opzioni tecnologiche: democratizzazione della comunicazione.

Già nel 1951 McLuhan chiamò le megalopoli mediatiche “villaggio elettronico globale” in cui i rapporti culturali, e persino quelli sensoriali, sono mediati da sistemi elettronici di comunicazione aperti a tutti. Inoltre egli fu il primo ad essere contro il comunismo sovietico che era estraneo alle potenze elettroniche. Infine McLuhan sosteneva che l’evoluzione dell’umanità non seguisse più le leggi biologiche bensì quelle elettroniche.

L’effetto del mezzo sul messaggio

La nozione “messaggio” implica un rapporto tra la sua forma e il suo contenuto che si può denominare valenza comunicativa, cioè il valore-significato che un messaggio è destinato ad avere in un sistema comunicativo in base a condizioni ambientali. Nei messaggi verbali di routine, la valenza di un messaggio è in teoria illimitata, in pratica essa è ristretta dal contesto d’uso o dal senso inteso, per esempio sì può voler dire Sì, mi piace o ah sì non ci credo!. Secondo McLuhan la valenza di un qualsiasi messaggio umano è determinata dalla forma in cui il messaggio viene formulato e dal fatto che viene influenzato dal medium usato per trasmetterlo. La natura (orale o scritta) del medium condiziona il messaggio.

Con l’avvento di Internet tutte le barriere geografiche sono state abbattute e l’effetto del mezzo elettronico - digitale sulle forme della comunicazione scritta è ormai vivo, viste le forme ridotte che vengono usate oggi nei messaggi trasmessi tramite dispositivi digitali. Tali forme sono i prodotti concreti della necessità di comunicare rapidamente assumendo funzioni di koiné. La Koiné dell’antichità era la lingua comune parlata ed era basata sul dialetto e diffusa come strumento di comunicazione nelle regioni del Mediterraneo. Esso era un codice che permetteva lo scambio di informazioni cruciali tra parlanti di lingue diverse. Oggi la Koiné del villaggio globale è l’inglese.

La linguistica cognitiva studia il rapporto tra medium, forma e contenuto del messaggio linguistico, con la pubblicazione dell’opera “Metaphors We live By”, secondo cui è la metafora che permette di accedere al sistema di una cultura. Essa converte l’esperienza in parole e strutture grammaticali. Il processo metaforico, quindi, risiede nel trasformare l’esperienza in pensiero concreto e nel codificarla poi linguisticamente, quindi il linguaggio dà forma alle idee, quindi le forme del linguaggio e i contenuti sono il prodotto di un’esperienza immaginativa. Lakoff ha formulato i seguenti principi rispetto a questa visione del linguaggio:

  • La metafora rivela che i nostri sistemi sono radicati nella percezione;
  • La metafora rivela che il pensiero è immaginativo;
  • I pensieri hanno una struttura associativa;
  • La comunicazione è un modo di esporre la propria esperienza del mondo.

Secondo McLuhan, i mezzi di comunicazione non influiscono solo le forme utilizzate, ma anche e soprattutto i loro contenuti. Le forme orali comunicano contenuti lievemente diversi dalle corrispondenti forme scritte. Il rapporto tra mezzo scritto e mezzo orale è oggi importante vista la predominanza della comunicazione tramite computer e quindi di testi prodotti con le caratteristiche dell’oralità. Viviamo in un’epoca in cui scrittura e oralità stanno convergendo in una forma mista, una sorta di Gemischsprache.

Le culture moderne sono per lo più scritte e il mezzo della scrittura consente di conservare idee e informazioni in modo più sicuro. Oggi però è emersa una nuova infrastruttura comunicativa che utilizza l’orale e lo scritto contemporaneamente che consiste in una rivoluzione nel campo della comunicazione perché rende molto più possibile un miglior accesso a ogni tipo di informazione codificata in forma scritta. Adesso si ha la possibilità di abbattere le barriere temporali e di distanza per poter interagire magari con persone dallo stesso interesse e legate da affinità intellettuali, prima tramite lettera oggi invece per e-mail o SMS. Il problema di oggi è quello di non riuscire a distinguere le informazioni importanti da quelle meno importanti (significazione), sono necessari dei filtri a tal scopo.

La scrittura

La prima tecnologia della parola della civiltà umana è la scrittura. Tutto iniziò dalla pittografia che portò alla formazione delle prime e vere culture e civiltà e permise di conservare le informazioni principali, infatti con l’invenzione della scrittura si ha la fine della preistoria. La scrittura ha subito un processo evolutivo nel corso della storia e passando attraverso le varie civiltà, il punto significativo si ebbe con i Fenici che gettarono le basi per la scrittura alfabetica. I Greci costruirono il primo vero alfabeto, un insieme di segni grafici che rappresentano pittograficamente i suoni delle parole. Un pittogramma corrispondeva ad un singolo concetto e quindi il numero del pittogramma corrispondeva al...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GianniPor91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica informatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Calefato Patrizia.
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